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Archive for the ‘Botteghe storiche negozi e locali di Genova’ Category

Se desiderate visitare Genova per qualche giorno oppure più a lungo oggi su queste pagine troverete un consiglio per me prezioso e spero che possa esservi utile.
Vi porto nei caruggi, in una zona comoda, elegante e tranquilla.
In questa piazza aveva la sua dimora l’Ammiraglio Andrea Doria e questa è San Matteo, la chiesa gentilizia della sua nobile famiglia.
Il caruggio che vedete sulla destra è Salita di San Matteo, percorrendola vi troverete in Piazza De Ferrari, in pieno centro città.

In questa antica strada c’è questo edificio custodito da una bella Madonnetta, il palazzo è tenuto alla perfezione, è dotato di ascensore e completamente restaurato.
Al terzo piano si trova un appartamento che potrete affittare per il vostro soggiorno.

È una casa spaziosa e silenziosa, adatta a famiglie e a un gruppo di amici, con poca spesa vi troverete nel cuore della Superba e avrete a breve distanza musei, botteghe storiche, locali, ristorantini tipici e luoghi imperdibili di questa città.

E chi sono i proprietari?
Vi presento Edoardo e Maddalena Schenardi, sono cari amici e splendide persone.
Ho già scritto di loro in passato, loro sono farmacisti e titolari di Farmacia Serra, tra le altre cose sanno gestire la loro attività con un uso sapiente del web, rendendosi disponibili sui social per consigli e suggerimenti.
Quindi ricapitolando: hanno una farmacia, quattro figli, un cane e volete che non abbiano tempo per questa ulteriore attività?
Figuriamoci, loro due devono avere i superpoteri secondo me, un giorno o l’altro scoprirò il loro segreto!

Il primo motivo per scegliere per le vostre vacanze la loro bella casa è, come ho già scritto, la posizione strategica.
Sarete in centro storico, in una via pedonale e senza traffico, potrete girare per Genova a piedi e senza bisogno di mezzi pubblici, inoltre Via XX Settembre e le altre strade principali della città sono davvero vicine.

Le stanze sono arredate con gusto e attenzione, nulla è lasciato al caso: mobili, tessuti, quadri e pezzi di design rendono questo appartamento una casa vera, calda e accogliente.
La casa può ospitare fino ad otto persone, in sala c’è un divano letto e poi ci sono 3 ampie camere, questa è la matrimoniale.

Ecco invece le altre due stanze, come potete vedere sono vivibili e spaziose e dopo le vostre passeggiate genovesi potrete godervi il meritato relax.

In questo appartamento troverete tutte le comodità che siete abituati ad avere a casa vostra compreso il WI-FI gratuito.
Se avete bimbi piccoli fatelo sapere a Edoardo e Maddalena e loro metteranno a vostra disposizione attrezzature e giochi per neonati.

Sarebbe lungo elencare qui tutti i locali che potrete scegliere per il pranzo e la cena, nelle vicinanze ne trovate davvero per tutti gusti.
Se invece desiderate fare da voi sappiate che disporrete di un ampia sala da pranzo e di una cucina perfettamente attrezzata dove non manca nulla.

E nella casa dei farmacisti chiaramente troverete antiche boccette di un tempo lontano.

E tra le tante cose belle anche queste posate piuttosto particolari.

Per concludere vi mostro ancora uno scorcio della bella sala da bagno.

Aprirete le finestre della vostra camera da letto e vedrete sotto di voi Salita di San Matteo: il tratto che compare nella mia fotografia è quello che dovrete percorrere per arrivare a De Ferrari, come si può notare è veramente poca strada.

Troverete altre immagini ed altre informazioni a questo link che vi servirà anche per le prenotazioni, i miei amici fanno le cose alla loro maniera e quindi ci sarà sempre uno di loro ad accogliere gli ospiti.
Ad Edoardo e Maddalena vanno i miei auguri per questa nuova avventura che certamente sarà un successo, sono contenta di avervi fatto conoscere il loro appartamento nel cuore del centro storico.
E da ultimo vi lascio una raccomandazione: se verrete qui, in Salita di San Matteo, quando uscite di casa alzate lo sguardo.
Questo è uno di quei posti speciali dove si respira la vera essenza di questa di città: sopra di voi un incrocio di caruggi, un’antica edicola e le perfette geometrie di cielo della mia Genova.

 

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Nel tempo del Natale si va a far spese, cari amici.
E come è ben noto noi genovesi amiamo gironzolare per le botteghe dei caruggi, in quei nostri vicoli stretti che raccontano di noi e della nostra storia.
Questo bel negozio era un tempo in Via Luccoli, strada che sotto le feste sarà stata affollata da una fiumana di gente e certamente molti curiosi si saranno soffermati a sbirciare le luccicanti vetrine di Grillo.
Si vendeva davvero un po’ di tutto, c’erano le bomboniere per i momenti felici e anche l’occorrente in caso di lutto perché purtroppo la vita di ognuno è costellata di dolori improvvisi.
E c’era una vasta scelta di articoli da regalo e le sale da esposizione al primo piano riuscite a immaginarle?
Vetrinette, arredi eleganti e oggetti per tutti i gusti.
E c’è da dire che i proprietari ci tenevano a farsi conoscere, questa è la pubblicità che ho trovato tra le pagine della Guida Pagano del 1922.
Il negozio figura in diverse rubriche, lo si trova sotto le seguenti voci: oggetti d’arte, argenteria, bijouterie, chincaglierie, lampadari e pelletterie.
Insomma, c’era ogni ben di Dio!

E se ne trova notizia anche nel Lunario del 1894 anche se il numero civico è 67 rosso e non 69, doveva essere proprio un negozio dalla lunga storia.
E chiaramente mi sono più volte immaginata anche la precedente proprietaria, la signora Emma Gualco, ne ho un’immagine precisa di donna affabile e pratica capace di fare buoni affari nel suo negozio di Via Luccoli.
Ed ecco dove si trovava questa bella bottega di Zena.

Io ho fatto tutte le ricerche possibili, ho trovato il negozio anche sulla Guida Opera Pompei del 1934, sulla Guida Pagano del 1957 e sull’elenco telefonico del 1966, generazioni e generazioni di genovesi hanno fatto acquisti da Grillo.
E chissà, forse qualcuno di voi se lo ricorda?
Io conservo queste memorie stampate su certi vecchi volumi e su un foglio di carta intestata che ha sfidato lo scorrere del tempo.
In queste feste questo è il ricordo del glorioso negozio del signor Grillo che un tempo si trovava nella nostra amata Via Luccoli.

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È una piccola bottega nei caruggi, certo in altri anni nei nostri vicoli c’erano diversi piccoli negozi come questo, ora sono di meno ma rappresentano sempre e comunque la vita pulsante della città.
E.M.O.F., ottonami e ferramenta, si trova proprio all’inizio di Canneto il Curto a due passi da Piazza San Giorgio.
Ho sempre osservato questa botteguccia con molta curiosità e poi finalmente un bel giorno ho chiesto qualche informazione ai proprietari.

Il negozio tratta questo genere di merce dal lontano 1933 e appartiene alla stessa famiglia da circa 70 anni.
Hanno avuto la saggezza di conservare l’antico mobilio, ci sono pareti intere ricoperte da cassettini che sono sempre un bel vedere, chi di voi non vorrebbe possedere un mobile come questo?

Ottonami e ferramenta.
E chiodi, bulloni, campanelle e una piccolo ambiente raccolto che evoca vite operose.

Sui cassetti sono affissi i pezzi di campionario del passato, non sono stati rimossi e sono rimasti proprio dov’erano, saggia scelta davvero!

E qui aggiungo una mia nota personale.
Dovete sapere che da sempre io uso una certa scrivania: qui ho fatto i compiti, ho preparato gli esami dell’Università e ora c’è posato sopra il computer che abitualmente uso.
Questo mobile marinaro con il tavolino a scomparsa apparteneva al mio bisnonno Giovanni, lo hanno usato mio nonno e mio papà.
Questo mobile ha quattro cassetti.
E come sono le maniglie? Eccole qua, sono di ottone e se ne stanno esposte al centro di questo cassettino in Canneto il Curto, ma che bellezza!

E chissà, forse in altre case di Genova ci saranno maniglie come queste, ne sono più che certa.

La signora che gentilmente mi ha accolta nel suo negozio mi ha fatto notare che sul soffitto si intravede una decorazione, a lei risulta che in questo posto prima del 1933 ci fosse un negozio di dolci del quale io non ho trovato notizie.
Però posso dirvi di aver consultato le mie Guide Pagano del 1922 e del 1926 e ho così scoperto che qui c’era il negozio di chincaglierie dei signori Marchese.

Chissà quali tipi di chincaglierie si vendevano in questi caruggi, sarei tanto curiosa di saperlo!
Andando ancora più a ritroso negli anni ho consultato i Lunari del Signor Regina del 1890 e del 1894 e lì risulta che in Canneto il Curto 3r c’era il negozio di merceria della signora Maria Garbagnati, su questo dato però lascio un punto di domanda: io credo che all’epoca la numerazione fosse uguale a quella attuale ma non ne sono del tutto sicura, sarebbe bello poterne avere la certezza.

Adesso in quella bottega si vendono quegli articoli indispensabili dei quali non si può certo fare a meno, ci sono anche i vecchi pesi che venivano usati nel passato.

E c’è la bilancia d’epoca, una meraviglia!
Tutti coloro che hanno la lungimiranza di conservare ciò che appartiene al passato fanno un grande regalo a tutti noi restituendoci atmosfere di epoche che non abbiamo vissuto.

E poi, come spesso capita a Genova, dopo aver a lungo chiacchierato con il proprietario del negozio mi sono resa conto che da qualche parte ci eravamo già visti.
Eh già, anche lui ha frequentato a lungo la mia bella Fontanigorda, come è piccolo il mondo, vero?
D’altra parte in questa città capitano spesso situazioni come questa, a Genova alla fin fine ci conosciamo tutti.
Lui si chiama Riccardo, ringrazio lui e la sua mamma per il tempo che mi hanno dedicato e per avermi mostrato la loro splendida bottega nei caruggi.

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Ottobre, tempo di zucche.
A dire il vero io non sono mai stata particolarmente appassionata di Halloween ma le zucche mi mettono sempre allegria.
Per i colori accesi, per quell’arancio sgargiante che spicca tra gli altri doni della natura.
E poi ieri mattina sono passata in Via San Bernardo e le ceste della bottega dei Fruttarelli erano un trionfo d’autunno.
E allora vuoi non fermarti ad ammirare le zucche?

Pronte per essere intagliate e sistemate a dovere secondo la tradizione.

E là, nel cuore dei caruggi della vecchia e cara Zena, non mi ha sorpreso trovare panni stesi in sintonia con le magnifiche zucche.
C’era un geometrico ritaglio di azzurro e lassù, sul filo teso, alcune sfumature di ottobre.

Zucche grandi e piccine, vere e finte, ne ho viste da ogni parte, ad esempio di fronte alla spiaggia di sassi di Boccadasse.

Là, davanti alla finestra.

Dal mare ai caruggi, queste sono le zucche di Zena.
Sullo sfondo una piazzetta dei miei cari vicoli e i colori caldi di questa stagione.

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Tic tac, tic tac.
Fugge il tempo, scorrono i giorni, scivolano via i minuti e le lancette dell’orologio scandiscono le gioie, le emozioni e gli istanti memorabili della vita.
Là, in Piazza Corvetto, c’è un’elegante orologeria, questo negozio è qui dal lontano 1902.
Gli anni sono passati, uno ad uno.
Ed io non so davvero immaginare quanti segreti conosca un orologiaio a proposito del tempo.

Il tempo è un’onda, è liquida essenza che scorre, fluisce rapida e lieve, nulla la ferma.
Il tempo è il mistero insondabile dell’esistenza, la sua debolezza e la sua forza.
Il tempo è nell’armonia di una frase che vedrete incisa su quel marmo bianco collocato alla base della vetrina di questo negozio.

Quando passate da quelle parti fermatevi a leggere queste parole, le ha scritte Leonardo da Vinci, c’è tutta la bellezza della sua genialità in questa riflessione.
Ancora qui, oltre il tempo, in Piazza Corvetto.

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Il pregiato negozio del Signor Alberto Ferro era in una zona strategica della città, l’elegante confetteria si trovava ad un passo dalla Cattedrale, nel cuore vivo della Superba.

A dirvi il vero io in realtà non ci sono mai stata ma so per certo che nel lontano 1874 si poteva varcare la soglia di quel negozio prestigioso.
E sono sicura che fosse un luogo lussuoso ed accogliente, impreziosito da arredi raffinati, dal Signor Ferro di certo si serviva il fior fiore dell’alta società e alla sua esclusiva clientela il nostro abile confettiere riservava soltanto il meglio.
D’altra parte aveva imparato tutti i segreti del mestiere da un vero maestro, aveva appreso le meraviglie di quest’arte sopraffina dal celebre Pietro Romanengo.

E così, Alberto Ferro aveva fatto tesoro di quegli insegnamenti e aveva aperto la sua bella confetteria prodiga di molte dolcezze.
Vendeva favolosi bomboni e spettacolari frutti canditi, apprezzata specialità molto in voga a Genova nei tempi passati.
E certo esponeva in vetrina le sue bontà con quella cura che ancora troviamo proprio da Romanengo.

Il nostro abile commerciante era anche ben fornito di bomboniere e astucci per feste da ballo e soirées, mi pare ovvio!
E poi nel suo negozio si potevano comprare cioccolatto e cioccolatini, petit-fours e confortini di ogni genere.
E sì, un po’ di francese non guasta mai, sono sicura che le dame genovesi avessero una predilezione per le bontà offerte dal signor Ferro.

Non mancavano lo Champagne, i Vini del Reno e altre assortite ricercatezze per accompagnare i dolci intermezzi della pregiata confetteria della Superba.
Ho trovato notizia di questo negozio favoloso sulla Guida Commerciale Descrittiva di Genova compilata da Edoardo Michele Chiozza e risalente al 1874-1875.
In una delle pagine di questo volume di mia proprietà spicca la bella pubblicità di questo negozio e sono specificate le specialità della casa.
Su lunari successivi poi il nome del Signor Ferro si affianca a quello del Signor Cassanello, con il tempo i negozi divennero più numerosi.
Nel 1882, infatti, risultano due confetterie, una in Piazza San Lorenzo e l’altra a De Ferrari, nel 1894 se ne aggiunse una terza alla Nunziata.
Ho trovato queste informazioni sui miei libri e poi mi sono ricordata che questo glorioso negozio è in qualche modo già apparso su queste pagine.
Tempo fa dedicai un articolo alle vie di Portoria e pubblicai la pubblicità della Fabbrica di Frutti Canditi e Pane Dolce di Attilio Giannini, successore dei Fratelli Cassanello.
Tra i commentatori c’è il mio solito amico Eugenio, profondo conoscitore della nostra città, in quell’occasione fu lui a fare riferimento al glorioso negozio del Signor Ferro.
Oggi vi ho portato là, nel lontano 1874, davanti al bancone ricolmo di delizie di una confetteria del passato.
E mando un saluto a lei, caro Signor Ferro, questo è un piccolo omaggio alle sublimi dolcezze che lei ha saputo regalare ai genovesi del suo tempo.

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La trovate dove sempre è stata, in Via Colombo, a pochi passi dalla piazza.
È una bottega che ha mantenuto intatta la sua identità, questo bel negozio di coloniali venne aperto all’inizio degli anni ‘30 dal signor Mario Viganego.

Diamo uno sguardo a una delle vetrine: infusi e tisane, miele della Val Trebbia, diversi tipi di tè.

E caramelle gommose, confetti, sciroppi e altre delizie.

Varchiamo la soglia di questa drogheria autentica e speciale, semplice e vera.

Entri in una bottega come questa, ti guardi intorno e cosa puoi dire?
Gh’è de tutto comm’a  Zena!
Non c’è bisogno di traduzione, sono certa che vedendo tanta abbondanza avete compreso senza alcuna difficoltà.
Una bottega fedele a se stessa, dove si cammina ancora sul pavimento originale.

Viganego conserva i suoi antichi arredi, legno caldo e vissuto.

Di generazione in generazione, dal nonno alla nipote: lei si chiama Silvia e credo che possa andare orgogliosa del segno lasciato dalla sua famiglia in questa città.

Nella caratteristica bottega di Via Colombo sugli antichi ripiani di legno stanno in bella fila i flaconi di detersivo e i prodotti per la casa esposti anche in una delle due vetrine.

E ci sono capienti cassetti un tempo usati per i prodotti sfusi.

Un’atmosfera di un altro tempo, un negozio dove si sono servite generazioni di genovesi.

E colori e profumi, sono quelli delle spezie e dei tanti prodotti esposti nei bei vasi.
E diverse sfumature di liquirizia.

E barattoli di latta che risalgono agli inizi del ‘900: li usano ancora, non hanno mai perso la loro utilità e nemmeno la loro bellezza.

E ginevrine, gelatine di frutta e pasticche alla menta.
Comprare le caramelle in questa maniera è tutta un’altra storia, lo sappiamo tutti!

E poi c’è una scala.
Ripida e vertiginosa, ardesia della Superba e gradini altissimi.
Cose che si trovano in certe botteghe di Genova.

E ancora, in vetrina ho veduto qualcosa che non ho mai trovato in nessun altro posto.
Consolidate abitudini che fanno parte delle nostre tradizioni.

Tutto è come sempre è stato.
Anche la bilancia appartiene a un tempo che ancora resiste in questa drogheria: la usava il signor Mario Viganego negli anni ‘30.

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C’era un tempo un magnifico negozio presso il quale di certo si serviva la migliore clientela: si trovava in Galleria Mazzini, celebre ritrovo dell’alta società cittadina.
Una galleria elegante, raffinata ed armoniosa, luogo prediletto per il passeggio e molto amato dai genovesi nei tempi passati.
A sfogliare la Guida Pagano del 1926 si scopre che là in quegli anni c’erano negozi favolosi: si vendevano alabastri e filigrane, c’erano orefici e fotografi, non mancavano un ombrellaio e un confettiere.

E ancora risplende la nostra Galleria Mazzini e noi ancora amiamo camminare al riparo, su e giù, qui dove si affacciano le vetrine scintillanti di negozi prestigiosi.

Sotto i vetri che luccicano, quando la luce li attraversa.

E ancor di più amiamo frequentarla nelle occasioni che la rendono più viva e affascinante restituendole la sua identità e facendoci apprezzare la vantaggiosa gradevolezza di avere una galleria in pieno centro.
In Galleria Mazzini si tiene da sempre la Fiera del Libro, a causa di certi restauri negli ultimi anni è stata traslocata altrove ma tutti noi attendiamo che la prossima edizione torni nel suo luogo di origine.
E che dire del mercatino dell’antiquariato? Sì, questa è la collocazione perfetta.

Facciamo un passo indietro e andiamo a certi anni del secolo scorso quando erano in voga ben altre eleganze.
In Galleria Mazzini c’era un negozio di cappelli, ne ho notizia grazie ad una cartolina spedita nel 1913 e comprata su una bancarella.
La cartolina è molto rovinata e ha diverse pieghe, questo però non toglie nulla alla mia fantastica scoperta.
E qui ringrazio i mie amici Giancarlo Moreschi e Pier Giorgio Gagna, sono stati loro riconoscere la via in cui si trovava questo negozio, restava da trovare l’esatta collocazione.
Dunque, osserviamo l’insegna.
Signori, qui si vendono cappelli di paglia e di feltro, è garantito un certo stile!

Quindi immagino che certi elegantoni si fermassero a sbirciare le vetrine, è difficile far la scelta giusta quando ci sono così tanti articoli in esposizione.
Nella parte alta dell’insegna spiccano queste parole: Emporio Cappelleria Genovese.
E nella zona sottostante si legge che questo negozio ha una storia, in anni anteriori infatti aveva probabilmente il nome del suo precedente proprietario, Susto.

E allora eccomi in Galleria Mazzini, con la cartolina tra le mani.
Mi piacerebbe tanto comprare un cappello di paglia, purtroppo non c’è più la Cappelleria Genovese, altrimenti sarei un’affezionata cliente!
Io vado su e giù, cerco il luogo che corrisponde esattamente a quello della mia immagine d’epoca.
Ci sono due vetrine, su ognuna è collocato un punto luce con una lampada, sono separate da due semicolonne, sull’estrema sinistra si scorge parte del lampione della pubblica illuminazione.

Ed io, in una mattina di settembre, sono certa di aver trovato il punto esatto.
Mi assiste l’intuizione ma anche un pizzico di fortuna, una volta tornata a casa ho letto che la Cappelleria Susto sul finire dell’Ottocento si trovava al 57 e 59 di Galleria Mazzini.
E presumendo che la numerazione non sia cambiata questo è esattamente l’indirizzo del negozio di abbigliamento fotografato da me.

Non basta, andiamo ancora oltre, c’è altro da raccontare.
Come vi ho già detto la mia cartolina risale al 1913, sulla Guida Pagano del 1926 risulta che a quell’indirizzo in quell’anno c’era il negozio del Signor Marini: cappelleria, modisteria e impermeabili.
Io non so dirvi se si tratti dello stesso negozio della mia immagine perché su questo cartoncino sbiadito non si legge questo nome, certo è che in ogni caso lì si vendevano sempre questo genere di articoli, che bellezza!
I cappelli, italiani e stranieri, venivano confezionati in certe scatole lussuose.
E attenzione, si vede anche il cartellino del prezzo!

Ho messo indietro la macchina del tempo e sono rimasta a passeggiare in quegli anni lontani, nella nostra Galleria Mazzini.

E ho incontrato un avventore, forse era solo un tale che passava da quelle parti e si è messo in posa davanti al favoloso negozio di cappelli.
Alla Cappelleria Genovese c’erano cappelli, berretti, copricapi per ogni gusto e avrete notato che le vetrine erano bordate con dei disegni di cappelli dalle diverse fogge.

Il tempo è trascorso, è tramontata l’epoca della paglietta e con essa sono svanite molte altre mode.
In un giorno distante il fiero proprietario di questo negozio si mise in posa per farsi immortalare davanti alla sua vetrina, il signore in questione portava una giacca di buon taglio e sfoggiava un bel paio di baffi.
Mi è rimasta solo una curiosità, chissà, magari qualcuno di voi lettori può essermi d’aiuto.
Come potete vedere il nostro abile commerciante non è solo, c’è un gatto davanti ai suoi piedi, si direbbe un habitué.
Ecco, se per caso qualcuno conoscesse il nome del piccolo felino lo scriva, a me piacerebbe tanto saperlo.

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Era un negozio magnifico, io ne sono certa: il signor Gaetano Cassini doveva essere un abile commerciante, aveva intuito, capacità dialettica e soprattutto vendeva merci di prima qualità.
Penso che in città fossero in molti a conoscerlo, anche su questo sono sicura di non sbagliarmi.
Riuscite ad immaginare il suo grande magazzino?
Decine di scatole di cartone rigido ricolme di ogni ben di Dio, matasse di lana e di cotone, nastri e pizzi, bottoni dorati e di madreperla, piccole delicate raffinatezze per abbellire gli abiti delle genovesi.
Ho trovato notizia della sua bottega sul Lunario del 1882 e precisamente nell’elenco delle Mercerie e Novità per Signora, il negozio era in una zona elegante ed esclusiva: sotto i Portici dell’Accademia.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Sul Lunario del 1894 l’attività risulta sempre a De Ferrari e in più si aggiunge un altro indirizzo: il nostro faceva i suoi affari anche in Via Giulia, la strada destinata a scomparire per lasciar posto all’attuale Via XX Settembre.
E per me un interrogativo è quasi d’obbligo: il Signor Cassini avrà mai conosciuto il mio antenato Vincenzo che era passamantiere in quel di Campetto?
Eh, chissà, del resto Genova non è una città poi così grande e quindi è molto probabile.

E veniamo alla nostra epoca e a questi giorni d’estate.
Su una bancarella del mercatino dell’antiquariato di Fontanigorda una certa persona si ritrova per le mani un piccolo gingillo che proviene proprio da quel negozio.
Forse sarà appartenuto ad una sarta o magari ad una madre di famiglia che aveva il suo bel da fare a cucire gli abiti dei suoi molti bambini.
Certi oggetti seguono percorsi misteriosi e in qualche modo arrivano a noi, le cose che hanno avuto già una vita hanno sempre grande fascino per me.
Doveva essere un modo per farsi pubblicità, io sono convinta che l’articolo in questione non fosse in vendita.
E ve l’ho detto, il Signor Gaetano Cassini era uno che sapeva il fatto suo!
Vendeva filati, mercerie e calze e così ebbe questa bella idea per far circolare il suo nome: un magnifico puntaspilli.
Sul retro c’è l’etichetta ormai ingiallita con gli indirizzi delle sue attività.

Sul bordo sono fissati alcuni spilli ormai arrugginiti, chissà quali dita operose li hanno maneggiati.
Al centro c’è un’immagine romantica, è la suggestione di un altro tempo.
Questa piccola carabattola ora appartiene a me ed è una grande gioia mostrarla anche a voi e riportare qui la memoria di quel magnifico negozio sul quale mi piace fantasticare.
Con un pensiero a lui, Gaetano Cassini, abile commerciante di quella Genova che non abbiamo mai veduto.

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Sabato scorso ero al Porto Antico, dopo un giro per caruggi io e la mia amica siamo andate davanti al mare.
E sì, come evitarlo?

Era anche l’ora giusta e così abbiamo pensato di provare un posticino dove non ero mai stata anche se l’ho sempre guardato con una certa curiosità.
Questo è uno di quegli indirizzi “giusti”, perfetto per foresti e genovesi.
Panino Marino si affaccia su Caricamento, lo vedete sullo sfondo, alle spalle dell’imponente statua che ritrae Raffaele Rubattino.

Un posto ideale per un pranzo veloce e di ottima qualità.
Da Panino Marino troverete dei panini speciali con i profumi e i sapori del mare, dal salmone allo sgombro, dal merluzzo al polpo, con abbinamenti gustosi e particolari.

Il locale è aperto ogni giorno a pranzo e a cena, dopo le 18.30 potrete provare i loro aperitivi, si può scegliere anche il pesce crudo.
E potrete accomodarvi sugli sgabelli che si affacciano sulla prospettiva di Genova e su San Giorgio.

Oppure potrete prendere posto nella saletta che è accogliente e curata e ha i toni e i colori del mare.

C’è anche una balena sorridente, eccola qua!

Noi abbiamo scelto di sederci fuori, nelle giornate d’estate mangiare all’aperto fa sempre piacere.

E ci siamo concesse un pranzo veramente sfizioso: voilà, fritto misto di gamberi, calamari e acciughe.
Leggero, croccante e saporito, un pranzo delizioso!

Non manca una buona scelta di bevande.

E aggiungeteci pure che i gamberi sono sapientemente sgusciati e questo vi evita inutili acrobazie.

C’è spesso tanta gente da Panino Marino, se passate da queste parti tenete presente questo posto, io sicuramente ci tornerò.
Bella atmosfera, semplicità e le bontà del mare davanti al mare di Genova.

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