Dolceamaro Caffè Boasi: cose buone nei caruggi

Il tempo delle feste è anche sinonimo di cose buone ma ci sono luoghi dove è sempre tempo per certe dolci delizie.
E oggi vi porto in un negozietto che si trova nei miei amati caruggi e precisamente in Vico Inferiore del Ferro, i genovesi si servono in questa bottega ormai da molti anni.

Il negozio nacque su iniziativa dei fratelli Manlio, Marco e Mario Boasi che nel 1930 aprirono una torrefazione in Vico Salvaghi, quel negozio rimase gravemente danneggiato durante la II Guerra Mondiale e così i tre intraprendenti fratelli aprirono la loro bottega in Vico Inferiore del Ferro, dapprima nella parte ora destinata a magazzino.
In seguito la torrefazione si ampliò e fu trasferita a Molassana, nel dopoguerra nacque così la TAG (Torrefattori Associati Genova) e in tempi più recenti Boasi ha spostato la sua torrefazione prima in Via Spalato e a Serravalle Scrivia.

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Resta ancora quel negozietto magnifico che conserva il suo fascino antico e i suoi arredi originali.

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E lo ricordo da sempre così ricco ed invitante, fin da ragazzina mi sono sempre soffermata davanti a quelle vetrine che sono un vero tripudio di colori e di bontà.

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Ci sono le miscele per il tè, le tisane e gli infusi profumati.

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E parlando con l’attuale proprietaria di questo negozio ho scoperto alcune curiosità: ad esempio la barra alla quale sono appese certe confezioni regalo era una tempo usata per la melassa, lo avreste mai detto?

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Ed ecco la bella vetrina con le sue bontà golose.

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Ci sono i vari tipi di caffè per tutti i gusti.

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E qui trovate anche il caffè crudo.

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Del resto in questa piccola bottega si celano i veri segreti dell’arte della torrefazione.

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E sul muro del vicolo spicca il bellissimo mosaico dai colori caldi.

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In questa bella bottega trovate veramente cose buone per tutti: cioccolatini, caramelle e bonbon, zuccherini, sciroppi, biscotti, creme spalmabili e dolcetti a volontà.
Splendide le confezioni regalo che fanno bella mostra in una delle vetrine.

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Non mancano il miele e la marmellata, tante sono le bontà per i più piccini.

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E ci sono ceste ricolme di cioccolatini e i dolci delle feste, canestrelli, cantucci e biscotti allo zenzero, qui trovate anche le bontà tipiche di altre tradizioni.

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Questa è una vera bottega delle delizie e se siete genovesi certamente anche voi già la conoscete e vi sarete fermati infinite volte davanti alle sue vetrine.
È Dolceamaro Caffè Boasi con le sue cose buone nei caruggi.

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A far compere in Via Carlo Felice

Oggi vi porto con me a fare spese in una strada elegante nel cuore di Genova, è Via Carlo Felice che ai nostri giorni conosciamo come Via XXV Aprile.
Prendiamo soprabito e guanti e affrettiamoci a raggiungere questa via esclusiva e perfetta per il passeggio: credetemi, andare a far compere in Via Carlo Felice è sempre piacevole.
Siamo nel glorioso 1890 e qui trovate la bottega del cappellaio De Mata e il negozio di calzolaio del Signor Danero, fa buoni affari anche il signor Romero che vende tele e biancherie.
E in Via Carlo Felice c’è anche un premiato stabilimento noto per i suoi capi di ottima qualità, sono certa che ne abbiate sentito parlare.

Va detto che da Monevi si produce davvero di tutto: ghette e flanelle, impermeabili, tovaglie, coperte, cinture e molto altro ancora.

Visto il clima rigido e freddo, se non vi spiace mi fermerei dal signor Rossi a guardare qualche cappello.

Non solo vendono capi su misura ma qui c’è un’ampia scelta di cappelli provenienti dalle più note fabbriche inglesi e tedesche, tra l’altro la pubblicità promette prezzi miti e quindi direi di dare un’occhiata alle vetrine!
I signori gentiluomini troveranno qui il Gibus che è un particolare cappello a cilindro.

Per caso qualcuno di voi ha necessità di farsi fare un ritratto?
È bene che sappiate che in questo scintillante 1890 ha il suo studio in Via Carlo Felice lo stimato fotografo Ciappei, chiaramente la questione della fotografia richiede tempo e pazienza, non basta un clic, è una faccenda piuttosto complicata!
Invece i musicisti e gli amanti delle sette note potranno scegliere il pianoforte a loro più adatto nel magnifico negozio di Ferrari: hanno strumenti in vendita e in affitto per la campagna e per la città, mi sembra giusto precisarlo.

E ancora vi ricordo altre delicatezze che già ebbi modo di mostrarvi in questo post: sono i profumi deliziosi di Vitale, le signore e le signorine alla moda desiderano sempre avere le essenze più in voga e qui c’è davvero un’ampia scelta!

Infine potremo concludere la nostra passeggiata con una sosta in uno dei tanti caffè della via, ne trovate per ogni necessità: potremmo andare al Caffè della Posta o al Caffè Costa già Francia, in Via Carlo Felice c’è anche il celebre Klainguti.
E che ne dite di fermarci invece dal signor Ehrart?
Lui ha una pasticceria viennese dove si serve anche pane di lusso due volte al giorno, direi che potremmo accomodarci a un tavolino e farci servire un buon cioccolatto caldo preparato a regola d’arte.

Questo è un nostalgico viaggio a ritroso negli anni: tutte le immagini pubblicitarie che avete veduto sono tratte dal mio Lunario del Signor Regina del 1890, uno scrigno di inestimabili tesori.
E in quell’altro tempo si andava a passeggio in Via Carlo Felice ad ammirare le vetrine dei suoi negozi eleganti ed esclusivi.

La focaccia di Marinetta e altre bontà

Oggi vi porto a ponente, in quel di Voltri, qui la tradizione impone una focaccia strepitosa e decisamente buonissima.
Potrete acquistarla in uno dei forni storici del quartiere: Marinetta si trova in Via Lemerle 13/R ed è un’attività presente sul territorio sin dal lontano 1946.
E voilà, eccomi con la mia focaccia tra le mani!

E prima di arrivare assaporare tale delizia ho scattato qualche foto delle bontà che potete trovare da Marinetta.
Quel giorno il bancone era un trionfo di pietanze golose.

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Tra le altre cose qui troverete carciofi ripieni, acciughe ripiene, pasticcini salati, torta e frittatine di zucca, verdure ripiene, melanzane alla parmigiana.

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Teglie su teglie di autentiche specialità liguri.

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Qui non li vedete ma chiaramente non mancano i dolci, in particolare quelli tipici delle nostre zone come i canestrelli e il classico pandolce.
E poi, ecco a voi la regina della Superba, la sublime focaccia di Marinetta per la quale non so trovare i giusti aggettivi.

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Sottile, croccante, leggera e appetitosa, è davvero ottima sia classica che secca, deliziosa anche la variante con le cipolle.

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Ed è una focaccia talmente apprezzata da essere stata anche decantata da Vito Elio Petrucci che dedicò a questa specialità una fantastica poesia in genovese, di seguito trovate la traduzione per la quale ringrazio la mia amica Isabella De Scalzo.

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Cola d’olio
la focaccia della Marinetta
e scricchiola allegra sotto i denti
foglia alla prima canzone.
Ci sono Voltri, Genova,
la Liguria e il mondo;
e la voglia di volerne ancora.
Nella fossetta morbida
il granello di sale
è una perla della collana.

Versi gloriosi in onore di una delizia tutta ligure: è la focaccia di Marinetta.
Ed è una vera bellezza gustarla passeggiando per i caruggi di Voltri sotto il cielo blu.

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Una cartolina da Ponte Pila

Camminando, nel tempo e con l’immaginazione, sul Ponte Pila.
E forse sarete un po’ spaesati perché ai giorni nostri tutto è cambiato, in altri anni  quel ponte sovrastava il Bisagno e collegava la zona di Piazza Verdi e dell’attuale Piazza della Vittoria a Corso Buenos Aires.
Tic tac, tic tac, mettiamo indietro le lancette della macchina del tempo.
E che clangore, quanto frastuono in questa zona della città così moderna e piena di movimento, si vive l’urgenza di essere parte integrante dell’epoca delle innovazioni, protagonisti della città che cambia.
E si cammina verso la Foce, certe madri di famiglia si stringono nel soprabito scuro, un uomo porta sulle spalle un pesante fardello, dietro di lui in lontananza si distingue il profilo inconfondibile del Ponte Monumentale.

Gente che va, gente che viene.
Dall’altro lato del ponte, infatti, ecco una piccola folla di trafelati genovesi, ognuno ha la propria meta da raggiungere.
Queste persone hanno memorie diverse dalle nostre, hanno impressi negli occhi luoghi che noi non abbiamo mai conosciuto.
Un tale ricorda quando qui c’erano i cantieri e si favoleggiava su questa Genova Nuova che stava sorgendo, un altro va raccontando ai nipoti di quanto era bello il negozio di famiglia, quella bottega di chincaglierie dagli arredi scuri si trovava nella Via Giulia che venne demolita per lasciar posto alla Via XX Settembre che si estende gloriosa con la sua scenografica prospettiva.
Tra questa piccola folla incede aggraziata una signora davvero à la page: è colei che indossa l’abito a righe, osservando poi le foto dell’epoca si scoprirà che quei tessuti allora erano di gran moda.
Cigola il carretto trascinato con caparbia da un giovane uomo, la costruzione in legno che si staglia sullo sfondo è invece adibita a sala d’attesa per coloro che aspettano il tram.

Ed eccolo il mezzo più in voga, la vettura sferraglia gagliarda a centro strada, in direzione Foce.
Che bella invenzione la modernità, ti permette di andare da una parte all’altra della città con questa velocità, chi mai se lo sarebbe immaginato?

Ancora, ecco un’altra curiosa costruzione, ospitava un tempo un certo Bar Ciclistico certo molto apprezzato dagli affezionati clienti.
E qui ringrazio l’amico Stefano Finauri per avermi svelato cosa fosse questa strana struttura, da vero specialista in questi viaggi nel tempo lui conosce bene molti particolari sconosciuti ai più.
Tic tac, tic tac.
Osservate con attenzione i lampioni, forse vi sembrerà di averli già veduti.

Ed è proprio così, infatti quei lampioni e quelle ringhiere che un tempo erano su questo ponte sul Bisagno si trovano ora sul Ponte Giulio Monteverde, in questo post ne troverete le immagini e potrete leggere anche altre notizie sul Ponte Pila.
Si cammina, con la testa immersa nei propri pensieri e nelle proprie preoccupazioni.
Ognuno di noi ha la propria strada nel mondo, se questa donna potesse raccontare il suo quotidiano forse ci mostrerebbe una città della quale nulla sappiamo.

Cammina, come tutti gli altri, inconsapevole attrice di un prezioso frammento di un’epoca lontana, con i suoi affascinanti misteri.
In quel tempo perduto, nel tempo in cui si attraversava ancora il Ponte Pila.

Da Mario: cose buone alla Maddalena

Oggi vi porto con me in un piccolo negozio dei caruggi, quelli che gironzolano nei vicoli vanno volentieri qui a fare acquisti, anche mio papà era un cliente fedele.
Da Mario vende pasta fresca di sua produzione ed altre bontà, l’accogliente bottega si trova in Via della Maddalena proprio nei pressi della chiesa.

Il bancone, gli scaffali, il pavimento antico, questo è un piccolo mondo caro a molti genovesi.
Sono i negozi come questo a tenere vivi i nostri quartieri.

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Ed ecco la sua vetrina invitante che ha da sempre questo aspetto semplice e casalingo, in una parola perfetto.

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Dovete sapere che queste mie piacevoli scorribande nelle botteghe di Zena non sono mai programmate e così è accaduto anche in questo caso.
In genere da Mario ci sono sempre diversi clienti intenti a far la spesa, il caso ha voluto che io sia passata di lì in un momento di relativa calma e così finalmente posso mostrarvi le delizie di questo negozio.
Qui trovate i prodotti di Liguria come l’olio e il paté di olive taggiasche.

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Ed ecco il menu del giorno, cose buone per palati esigenti.

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E ci sono i sacchi con i legumi, tempo di cucina sapiente e di ricette della nonna.

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Tra le delizie preparate in questo negozio trovate i ravioli del plin, gli gnocchi alla zucca o al basilico, i ravioli di magro.

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Ci sono anche le lasagne e i gnocchi alla romana.

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Questa negozio dalla lunga tradizione appartenne un tempo al papà dell’attuale proprietario, lui lavorava qui come dipendente e dopo diverso tempo rilevò il negozio facendone un’impresa di famiglia.

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In vetrina oltre la pasta fresca ci sono vasetti, vini di Liguria e funghi sott’olio.

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Ed ecco le teglie con il polpettone pronto per essere servito.

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Poi, siccome siamo a Genova, non può mancare certo il pesto in abbondanza, voilà!

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E mentre mi trovavo nel negozio si ultimava la preparazione della panissa, posso dire di essere arrivata con perfetto tempismo.

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E poi non mancano i dolcetti, come ad esempio i classici canestrelli.

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E questa delizioso castagnaccio cosparso di semi di finocchio, uvetta e pinoli, un vero dolce di stagione.

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Io mi sono portata a casa i ravioli di magro che ho poi servito con un semplice sugo al pomodoro.

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Sono le genuine bontà che trovate Da Mario, un bellissimo negozietto in Via della Maddalena.

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Agosto 1908: una vicenda incresciosa in Piazza Acquaverde

Questa è una vicenda incresciosa che avvenne molti anni fa, accadde proprio in questi giorni di agosto nel glorioso 1908.
E andiamo a quella calda estate, in Piazza Acquaverde nel lussuoso Hotel Royal Aquila si presenta una giovane coppia.
È gente del bel mondo, i due giovani provengono da un’altra città piuttosto lontana e sfoggiano raffinate eleganze, l’avvocato e la sua signora viaggiano con due bauli carichi di abiti, lei è straniera e lo si capisce dal suo accento.
Chiedono una camera, la più confortevole e costosa, quindi si ritirano per concedersi il meritato riposo.


Certo la loro quiete durerà poco, state un po’ a sentire cosa accadde quella stessa sera.
Le guardie arrivarono nel cuore della notte ed esposero una spinosa questione al direttore dell’albergo, costui si vide così messo con le spalle al muro e si vide costretto ad accompagnare le forze dell’ordine davanti alla camera dove soggiornava la giovane coppia.
Le guardie bussarono, la porta si aprì e i due vennero condotti in centrale per l’interrogatorio del caso e quindi in carcere.
Che trambusto, che confusione, all’albergo non ci potevano credere!
E uscì fuori che quei due non erano l’Avvocato Tal dei Tali e la sua distinta consorte, macché!
Il giovinotto era un nobiluomo di blasonata famiglia, la legittima moglie di lui in quel periodo si trovava sulla riviera ligure in convalescenza.
E la signorina sorpresa in albergo con lui?
Eh, lei era una cameriera svizzera a servizio presso la coppia, lui si era incapricciato di lei e la tresca durava ormai da lungo tempo!
La signora, poverina, sapeva tutto e la piacente ragazza era stata persino licenziata ma il fedifrago continuava a frequentarla e anzi, trascorreva spesso giornate a Genova in compagnia di lei.
E all’epoca, come tutti saprete, c’era il reato di adulterio e così, su intervento della moglie di lui, era successo quello che era successo, ecco lì!
Le guardie, l’interrogatorio e l’intervento della legge.
Ora, chiaramente ho letto la notizia sulle pagine del quotidiano Il Lavoro, venne pubblicata in questi giorni del 1908.
Il giornalista conclude l’ultimo articolo dicendo che il fedifrago supplicava il perdono della moglie e la conseguente libertà, chissà se lei glieli concesse.
E sapete cosa vi dico?
Spero che le protagoniste femminili di questa vicenda abbiano poi trovato nuovi compagni di vita e altre autentiche felicità.
Erano altri tempi, davvero diversi dai nostri.
E accadevano vicende come questa, nella calda estate di Genova del 1908.

Un favoloso negozio in Via Roma

C’era un tempo, a Genova un favoloso negozio dove si potevano acquistare tutte le migliori raffinatezze per le confezioni di abiti per signora e tutte le dame del bel mondo di certo lo conoscevano.
Era un posto all’ultima moda e nelle sue scintillanti vetrine venivano esposte le ultime novità in fatto di stile, doveva essere una gioia per le signore e signorine genovesi fermarsi in Via Roma da Besio per gli acquisti.

Il negozio rimase a lungo in questa via, si trasferì in seguito in un altro punto della strada ma almeno fino al 1934 si trovava ancora in Via Roma, così ho letto sulla mia Guida Pompei di quell’anno.
Noi però viaggiamo ancora più indietro nel tempo e andiamo in quel secolo di romantiche eleganze e precisamente nel 1887.
Immaginiamo quel negozio e i suoi scaffali ricolmi di ogni ben di Dio: pizzi e ricami, nastri, bottoni lucenti e ricche passamanerie.
Mi vien da dire che in Via Roma facevano concorrenza al negozio del mio avo Vincenzo che vendeva le sue raffinate creazioni in quel di Campetto, alcuni dei suoi articoli sono ancora qui con me.

A volte accade, a volte le storie si intrecciano in maniera imprevista e piacevole da ritrovare.
In quel periodo venne pubblicato un romanzo che diverrà poi un classico della letteratura: l’autore è Emile Zola e il libro si intitola Al Paradiso delle Signore.
È un autentico capolavoro e si incentra sulla vicenda di una ragazza, tra quelle pagine il lungimirante Zola narra anche il successo strepitoso dei primi magasins de nouvetés a Parigi, questi templi del lusso e della moda finiranno per mettere in seria difficoltà i piccoli negozi.
Se non avete letto il libro di Zola vi suggerisco di farlo, si tratta di uno dei romanzi che ho più amato e qui trovate la mia recensione.
Non sono certo l’unica ad aver apprezzato la lettura del romanzo dello scrittore francese, ho idea che sia piaciuto anche ai proprietari del famoso negozio, guardate con attenzione la pubblicità pubblicata sul Lunario del Signor Regina del 1887.
E immaginate di essere anche voi nella frenesia degli acquisti, le clienti esigenti trovano qui velluti e pizzi preziosi, nastri di raso, bottoni raffinati e molto altro ancora.
Insomma, un negozio delle meraviglie, per davvero!
Al Paradiso delle Signore, nel centro di Genova nel lontano 1887.

Un pomeriggio con Frate Ezio

Di recente sono tornata a trovare un amico, lui è una vecchia conoscenza dei lettori di questo blog ed è una presenza molto gradita su queste pagine.
E così condivido con voi il racconto del mio pomeriggio, la settimana scorsa sono passata in Piazza Sant’Anna all’Antica Farmacia Sant’Anna dei Frati Carmelitani e qui appunto trovate il mio caro amico Frate Ezio.

Profumi di maggio e di primavera nel roseto dei frati e un’accoglienza sempre speciale.

Tra i fiori al sommo del loro fulgore, passeggiare tra queste meraviglie è sempre un dono.

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Nel tempo chiaro di primavera.

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E in questo roseto da qualche tempo tra i petali e i boccioli si staglia la figura candida di Maria.

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Sono capitata per caso e con perfetto tempismo sono arrivata nel giorno giusto, era mercoledì e in un angolo della Farmacia, accanto al bancone, ho trovato molte delizie in bella mostra su un tavolino.

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Che sorpresa, io non sapevo nulla di questa iniziativa, quindi è ancor più piacevole raccontarla a voi!
Cari amici, segnatevi questo nuovo appuntamento, il mercoledì pomeriggio presso la Farmacia Sant’Anna c’è il così detto mercoledì degli assaggi e potrete gustare i prodotti della Farmacia e se saranno di vostro gusto potrete chiaramente fare acquisti.
Ad accogliervi sarà proprio Frate Ezio e con lui ci sarà Silvia Piacentini, architetto e grafico che si occupa anche di diverse iniziative della farmacia, eccoli insieme in questa fotografia.

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Dunque, potrete assaggiare ottime marmellate, ci sono anche quelle prodotte dalle Suore Carmelitane di Sanremo e questo per me è un dolce ricordo d’infanzia.

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E troverete gli sciroppi ai profumi di frutti e di erbe speciali.

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Autentiche bontà e abbinamenti particolari, certi sapori vi sorprenderanno.

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E tutto attorno a voi la bellezza e la magia del roseto dei frati.

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Le degustazioni si tengono ogni mercoledì dalle 16.00 alle 19.00 e quindi questa è una bella occasione per scoprire una splendida bottega storica e le sue delizie.

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E per ammirare le rose delicate che sbocciano grazie alle cure amorevoli dei frati.

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Fiori che incorniciano la bella immagine della Madonna.

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In un angolo incantevole di Genova, in un luogo generoso di molta bellezza.

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A pranzo all’Ostaia da ü Santü

Oggi vi porterò in un posto incantevole e speciale, andremo insieme all’Ostaia da ü Santü a Voltri, ci sono stata di recente con i miei amici Edoardo e Maddalena di Farmacia Serra e qui li ringrazio per la splendida giornata alla scoperta delle molte bellezze di questa parte di Genova.
È una zona che loro ben conoscono in quanto la loro farmacia si trova appunto a Voltri, inoltre Maddalena è anche presidente del neonato CIV di Voltri che si ripropone tra le altre cose di promuovere iniziative per i voltresi e per coloro che abbiano il desiderio di conoscere questo quartiere del ponente genovese.
Sulle alture, proprio al limite del parco della grandiosa Villa Duchessa di Galliera, in Via al Santuario del Grazie troverete l’ Ostaia da ü Santü che prende il suo nome appunto dalla vicinanza con l’edificio religioso.

La trattoria si trova in una casa antica e vissuta, tenuta con amorevole cura dalla famiglia Barbieri, per la qualità e l’eccellenza delle sue proposte culinarie l’ Ostaia da ü Santü ha ottenuto i meritati riconoscimenti, è citata sulle migliori guide ed è inclusa nella Guida alle Osterie d’Italia di Slow Food 2018.
Verrete fin quassù e sarete immersi in questo verde rigoglioso.

E potrete accomodarvi ad uno di questi tavoli.

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Nella quiete di un luogo paradisiaco.

Ostaia da ü Santü (4)

Con le finestre spalancate sulla campagna.

Ostaia da ü Santü (5)

Dove nulla è lasciato al caso e traspare in ogni angolo l’amore per la cura dei dettagli e la volontà di rendere questo luogo accogliente, speciale e semplicemente unico.

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E c’era un bel sole, quindi in questo giorno di primavera abbiamo deciso di pranzare all’aperto all’ombra del pergolato.

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All’ Ostaia da ü Santü si gustano i piatti della tradizione come ad esempio i friscieu di bianchetti, il cappon magro, i ravioli e le lasagne, i taglierini, la trippa in umido, il coniglio al rosmarino, il polpettone di zucchine e molte altre delizie.

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Vi circonda questa meravigliosa natura.

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E i gerani fioriscono generosi nei vasi.

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Accomodiamoci a tavola ed ecco le nostre scelte per questo pranzo indimenticabile che ha avuto inizio con deliziosi antipasti.
Questa è la fantasia di panissa al profumo di muscoli.

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Io ho voluto provare il brandacuiun di stoccafisso ed era una prelibatezza delicatissima.

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E siamo a Zena, non possiamo farci mancare i deliziosi pansotti al sugo di noci, da ü Santü la cucina della tradizione è esaltata al suo meglio con sapienza e vera maestria.

Ostaia da ü Santü (12)

Sorprendenti e davvero gustosi i corzetti con il sugo di carciofi, funghi e asparagi.

Ostaia da ü Santü (13)

All’ Ostaia da ü Santü troverete sapori autentici, piatti tradizionali preparati con ingredienti di altissima qualità, c’è anche una buona scelta di vini che darà soddisfazione agli intenditori.
Ed ecco lo stoccafisso con noci e pinoli, semplicemente sublime.

Ostaia da ü Santü (14)

E poi chiaramente quelli di Genova vanno sempre a cercare la cima genovese, è chiaro!

Ostaia da ü Santü (15)

Facciamo due passi sotto al pergolato, mentre la luce ravviva il verde.

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E intanto sbocciano le rose.

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E cinguettano gli uccellini, in questa vera e propria oasi di pace sulle alture di Voltri.

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I dolci meritano una menzione speciale, ricordate che non potete perderveli!
Io ho provato la zuppa inglese che era una vera delizia, ecco poi le fragole con la crema e un gelato dolce e sfizioso.

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Questo posto splendido è reso tale dalla famiglia Barbieri, il signor Gianni va per gli ottanta e custodisce un posto a dir poco prezioso, sono contenta di aver pranzato in questo luogo così speciale.
Ringrazio anche sua moglie Silvana e sua figlia Laura per i deliziosi manicaretti e per l’accoglienza.
Laura Barbieri organizza anche degli show cooking, quindi se volete imparare alcuni dei suoi segreti questa è l’occasione giusta.

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Lassù, dove fioriscono le rose nel cielo chiaro di primavera.

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In un luogo colmo di tante bellezze.

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All’ Ostaia da ü Santü, un’eccellenza di Voltri da scoprire.

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Nel passato di Vico della Neve

Vi porto di nuovo con me in Vico della Neve, un semplice caruggio che ha per me la sua parte di fascino.
Non solo per il toponimo così evocativo ma anche per i suoi colori, per la dolcezza della sua discesa silenziosa che sfocia davanti ai negozi di Soziglia, per le sue pietre e per quei dettagli forse per altri insignificanti, per il mondo che puoi solo provare ad immaginare quando cammini in questi caruggi, per i giochi di luce ed ombra inimitabili.

In Vico della Neve, in epoche ormai lontane, si facevano buoni affari vendendo neve, ghiaccio e acque gazose e vi rimando a questo post che vi porterà a passeggio su e giù per questo caruggio alla scoperta delle sue nascoste bellezze.
Come ben sapete è per me sempre una gioia aggiungere piccoli tasselli al mosaico del tempo andato, a volte accade grazie ad una fotografia, in altri casi è merito di una cartolina pubblicitaria.
Andiamo indietro nel tempo, andiamo negli anni ‘20.
Quel caruggio a quell’epoca era certo più frequentato, c’era un diverso tessuto commerciale e in alcuni vicoletti si trovavano attività e negozi poi scomparsi.

Il vicolo è a due passi da Soziglia e da Campetto, zone di botteghe e di uffici dove lavoravano solerti e coscienziosi impiegati che usavano montagne di carta, era inevitabile che molta di essa andasse poi a finire la cestino.
E nella catena produttiva del commercio ecco spuntare un abile imprenditore, lui doveva essere uno che conosceva bene il valore della pubblicità e sapeva come far conoscere i suoi efficienti servizi.
Ecco qui la sua cartolina pubblicitaria con tanto di numero di telefono e con una precisa spiegazione per trovare Vico della Neve: da Piazza Soziglia a Via Chiossone, d’altra parte non tutti son pratici di caruggi!
E sapete una cosa?
Mi è venuto da sorridere a pensare che il proprietario di questa gloriosa attività si occupava di carta da macero e per un caso del destino la sua cartolina pubblicitaria è invece arrivata indenne fino a noi e adesso riposa placidamente nella mia scatola.
Fa parte del passato di Vico della Neve, è un piccolo frammento di vita nei caruggi di Genova.