Nella luce del mattino

Così è, a volte, la luce del mattino in questo periodo dell’anno.
Si getta giù a capofitto, attraversa improvvisa la piazza, gloriosa si schianta sulle pietre mentre l’accompagna un turbine di vento frizzante che agita persino l’acqua della fontana.
Quell’aria ribelle scompiglia i capelli, smuove appena quella gonna lunga mentre la luce briosa e vivace illumina la stoffa leggera appena per un istante.
E spicca così una nota di verde smeraldo nella luce del mattino.

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Tutto il tempo del mondo

Era un mattinata delle nostre, ti ricordi?
Una tazza di caffè fumante, la musica dei Cranberries, una ciocca di capelli che ti cadeva sul viso.
E poi una parola, una delle nostre incomprensioni.
E sei scappata via, ti ho vista correre giù per le scale veloce come il vento ed io mi sono precipitato dietro di te.
Se tu mi avessi ascoltata ti avrei detto: perdonami.
Ti avrei baciata, saremmo caduti uno nelle braccia dell’altra e tu avresti riso, così forte come sai fare tu.
E invece sei scappata via, mi hai sorpreso, sai?
Allora ti ho inseguita in quel saliscendi che mi spezzava il fiato e mentre pedalavo respirando il profumo del mare pensavo a te.
E pensavo che c’era davvero ancora tutto il tempo del mondo per noi e tutta quella strada da fare insieme.
In salita o in discesa, non importa, basta che ci sia anche tu.
E finalmente poi si sei fermata, hai posato la bici contro la ringhiera, ti sei voltata a guardarmi e mi sei venuta incontro.
E ti ricordi quanto tempo poi siamo rimasti lì davanti al mare?
E tu mi hai baciato, mi hai stretto tra le braccia e hai iniziato a ridere così forte come sai fare tu.
E per noi c’era ancora davvero tutto il tempo del mondo.

Passeggiata Anita Garibaldi – Nervi

Un terrazzino davanti al mare

L’ho veduto in una di queste giornate terse di chiarore inaspettato e cielo limpido.
Un terrazzino davanti al blu vibrante mentre la carezza del vento increspa la superficie dell’acqua.
Un terrazzino nel levante di Genova, davanti alla prospettiva di Sturla.
Oltre a certe finestre si sussegue così il continuo divenire dei giorni e delle stagioni: l’alba rosata che copre il cielo o il tramonto che lo infuoca, la tempesta improvvisa e la placida quiete di certe sere tranquille, le onde sfiorate dalla brezza e la calma straordinaria dell’azzurro capace di lenire persino certe inquietudini.
Con questa bellezza, con questa armonia: un terrazzino davanti al mare blu di Liguria.

Grigio di Via San Luca

E poi diverse tonalità di grigio nei caruggi di Genova, colori in armonia tra di loro.
Una mattina percorrendo Via San Luca, con passo lieve ma deciso, senza distrarsi.
Ed è grigio di muri, di pietre vetuste, di saracinesche, di marmi e di ardesia.
Ed è celeste polveroso nella gonna e nel velo e poi si aggiunge ancora una diversa sfumatura di grigio.
Tono su tono, passo dopo passo, in cammino nei carruggi di Zena.

Un riflesso bianco e rosso

C’era l’incertezza capricciosa dei primi giorni d’autunno mentre il sole indomito ancora lotta con le nuvole per conquistare la vittoria.
C’era una piccola folla di curiosi, i visitatori si guardavano intorno e camminavano lentamente assaporando ogni passo, alcuni si sono poi fermati a fare qualche foto davanti al galeone dei pirati che dondola pacifico sull’acqua di Genova.
Un sorriso, un ricordo delle vacanze, un frammento di felicità.
C’erano zainetti, scarpe comode, cappellini con la visiera, giacche per la pioggia e occhiali da sole, abiti leggeri e ombrellini pieghevoli, c’era una stagione e anche quell’altra, c’era quella pigrizia dolce del tardo pomeriggio.
E poi quasi impercettibile un alito di vento caldo ha increspato l’acqua salmastra e un riflesso bianco e rosso così vibrante è apparso sul mare di Genova.

Le prime vele

Le prime vele, dopo diverso tempo senza vedere il mare.
Laggiù, lontane, tra le onde azzurre e inquiete di Nervi, gonfiate gagliarde dal vento, signore incontrastate dell’orizzonte di Liguria.
Solitarie ondeggiavano, tra spruzzi e giochi di acqua.
Essenziali e candide, tra il celeste e il turchese.
Le ho seguite con lo sguardo, chiedendomi quale fosse la loro rotta.
Sono così i viaggi degli altri, a volte ti lasciano davanti a una ringhiera con delle domande alle quali non sai rispondere.
Certe partenze sembrano sempre belle avventure: aria tra i capelli, sole in faccia, canto incessante del vento che si posa sul mare.
E le vele, le prime vele, gloriose bellezze sul mare di Genova.

Equilibri di Blu

Lui si chiama Blu, mi hanno detto che è un gatto di riviera ma abita a Fontanigorda e mi pare che si trovi proprio bene.
Nei mesi scorsi l’ho visto diverse volte passeggiare fiero sulla ringhiera, accoccolarsi su quella sedia oppure dormicchiare al sole, molto spesso poi mi è capitato di sorprenderlo mentre si sporgeva e guardava giù, teneva d’occhio i vari micetti che giravano lì sotto.
Lui invece se ne stava sempre lassù, sul terrazzino.
E così l’ho visto anche nel corso della mia ultima giornata a Fontanigorda, con questa bellezza semplice e non posso far altro che portarla qui, sulle mie paginette.
Spirava l’aria frizzante di settembre, c’erano vasi colmi di gerani tenaci, finestre chiuse e candide tendine di pizzo.
E c’era lui, protagonista di un quadro dalle armonie perfette: equilibri di Blu, nella quiete di una fresca mattinata.

Il primo giorno di settembre

Il primo giorno di settembre è per molti di noi tempo di nuovi inizi.
Declina piano l’estate, cede il posto ad una stagione nuova, le foglie si staccano dai rami ed io mi sorprendo a guardarle ondeggiare nell’aria e poi cadere al suolo.
Il primo giorno di settembre annuncia l’autunno che appare già, in certi luoghi, nei toni e nei colori.
E già si svela nel clima mutevole, nelle nuvole che rapide occupano l’azzurro, nei temporali pomeridiani accompagnati dal fragore del tuono.
Sa essere indeciso e capriccioso questo mese, sa essere una promessa e anche una speranza.
Inizia così per me, con una via dalle belle curve sinuose che si snoda nel verde rigoglioso degli alberi mentre ai lati della strada una sull’altra si posano le foglie dorate.
Benvenuto a te, primo giorno di settembre.

Fior di melanzana

Sbocciava nell’abbondanza estiva di un orto impervio, tra foglie generose e ampie, nella calura di una mattina di agosto.
Ed io credo proprio di non aver mai veduto prima questo fiore, altrimenti me ne sarei ricordata.
Ha un’eleganza sfrontata e vivace, sfoggia una parvenza di liscio velluto, le sue diverse screziature di viola si aprono così sotto i raggi del sole mentre i frutti maturano piano.
Un fior di melanzana, nelle semplici armonie della campagna, spicca così per la sua solare bellezza e per il suo rustico splendore.