Semplicemente rosa

Le ali trasparenti e leggere, quella loro trama perfetta sembra quasi un ricamo.
Un contrasto di tinte accese, giallo di sole, caldo di luce, accogliente e così invitante.
Vita ronzante, operosa e mai quieta.
Nell’assoluta perfezione dei petali di un fiore, senza aggiungere nulla, solo i colori della natura.
Così, semplicemente rosa.

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Verde brillante

Verde brillante, lucidato di fresco dai raggi del sole.
Fulgido, chiaro e splendente.
Vibrante di luce, intenso e palpitante d’estate.
Verde brillante che ondeggia piano come una cantilena, come una canzone lenta, come un soffio leggero.
Ombra.
Il luogo perfetto per indugiare così, nelle pigrizie estive, nella dolcezza quieta del verde brillante.

Così candida

I petali sottili, così chiari e colmi di luce.
Al margine del bosco, tra profumi di foglie e di muschio, tra fiori rosa e fili d’erba ondeggianti.
Vento d’estate appena la sfiora, pioggia improvvisa a volte l’accarezza.
Così semplice, senza alcuna vanità.
Umile figlia della terra, inconsapevole della sua bellezza e della sua grandiosa perfezione.
Vita virtuosa, vibrante ed effimera.
Così vera e così candida, semplice margherita d’estate.

Vicino alla Cattedrale

Le ho vedute passare e avanzavano veloci e sicure, a poca distanza dalla Cattedrale di San Lorenzo.
Con passo deciso hanno imboccato Via di Scurreria senza mai voltarsi indietro.
Ed io le ho notate proprio perché camminavano senza distrarsi e senza neppure fermarsi, io che gironzolo volentieri senza alcuna meta ho l’impressione che taluni invece abbiano sempre una precisa destinazione da raggiungere.
Senza esitazioni, così.
E la discesa che va giù, a precipizio, nel cuore del caruggi.
Mentre la luce chiara accarezzava le case antiche.
L’abito candido, un soffio di vento d’estate, un tempo scandito dalla pura semplicità.
A Genova, vicino alla Cattedrale.

Ritornare

C’era solamente un luogo a cui ritornare ed era là, impresso nella sua memoria.
Percorse ancora una volta la strada di casa, accanto a muri caldi di sole, all’ombra dell’antica torre, aveva il passo sicuro di chi conosce bene la sua meta.
Nessuna incertezza, nessuna nostalgia.
Lo sapeva, c’era soltanto un luogo a cui ritornare ed era vicino, a pochi passi.
La scala ripida, le finestre che si affacciano sulla piazza, il campanile, il tempo scandito ad un’altra velocità.
La memoria.
Un luogo soltanto.
E ritornare.
A casa, ancora una volta.

Più tardi

E giunge il tempo della luce intensa e delle pigre giornate estive.
Aspetta, vedrai il tramonto, più tardi.
Arriverà e sarà di tenue rosa, con polverose velature di pesca contro il cielo chiaro di questa stagione.
Arriverà con delicata leggerezza, lentamente.
Ed è tutto differente quando l’aria gelida ti sfiora la pelle e quando devi sfidare il vento di mare per guardare il sole che incendia l’orizzonte.
L’inverno regala tramonti di arancio e oro, così diversi da quelli di questa stagione.
Adesso no, ora il sole tramonta più tardi.

Una vela rossa

Ci sono giornate fatte di tante singolari bellezze.
Una passeggiata, le strade inondate di sole, i gozzi adagiati sulla spiaggia.
Rose profumate, gerani e piccoli fiori di campo che crescono liberi sui prati, un tepore di lucente primavera.
Un pranzo all’aperto in un luogo in tanti modi davvero straordinario.
Una villa fastosa, un viale ombroso, l’aria leggera e un gatto sonnecchiante su un muretto.
Gli amici, una panchina, una ringhiera.
E una vela rossa nel mare di Voltri, una delle bellezze di una passeggiata a ponente.
Un viaggio nel vento, uno di colori di una giornata meravigliosa.

Storie di donne

Gli oggetti che fanno parte della nostra vita raccontano di noi e a volte, non sai come accada, ti pare di vedere le persone alle quali sono appartenuti.
Una giovane donna bionda e sottile.
L’amore e il primo appuntamento, un abito a fiori lungo fino alle caviglie e un cappello color verde prato.
Una promessa, forse per sempre.
Un’altra donna e una storia diversa.
Lei è una persona austera ed è la madre dello sposo, infatti al matrimonio siede impettita in prima fila e tiene stretta una borsetta scura con la catenella dorata, è l’unico vezzo che si è concessa per questa importante cerimonia.
Un altro tempo, altri sorrisi.
Una gita in barca, tre amiche, nel pieno degli anni Ottanta.
E sono risate e granite al limone, canzoni di Gloria Gaynor cantate a squarciagola e cappelli di paglia color confetto, una delle tre ne porta uno rosa decorato con dei fiori.
Un’altra giovane donna e un colloquio di lavoro: tailleur, borsa marrone, capelli lisci e perfettamente pettinati.
Un temporale.
Uno scroscio di pioggia improvviso.
E una ragazza che corre, con il braccio tenta di ripararsi, porta le unghie laccate di rosso e rossa è anche la sua tracolla.
E ancora potresti immaginare altre di vite, potresti indovinare oppure no.
E ancora potresti fantasticare di amori, avventure, fughe e amicizie, momenti indimenticabili e giornate da ricordare.
Ogni vita è un romanzo e in qualche modo, non sai come accada, le nostre cose parlano di noi.

Davanti al blu

Navigando insieme, verso l’orizzonte lucente e increspato dal vento.
Senza voltarsi indietro e respirando il mare.
Un viaggio di sguardi e sospiri, su onde impetuose e spumeggianti.
Un tempo condiviso, al ritmo del sole e della stagione nuova, la gioia lasciarsi cullare da un lento dondolio.
Un abbraccio, un tramonto, il tempo di ritornare.
Per rimanere, così vicini, semplicemente davanti al blu.

Al di là delle finestre

Finestre.
Chiuse, scostate oppure serrate.
Dodici.
Dodici finestre e altrettante vite oppure molte di più.
Tende bianche, chiare, sottili e trasparenti.
Socchiuse o spalancate mentre l’aria fresca invade la stanza.
Finestre, alcune uguali, altre diverse.
Come in un gioco di società.
Finestre, case, luoghi dove battono i cuori.
Storie e memorie che qualcuno vive e scrive, romanzi quotidiani nascosti e sconosciuti, unici e straordinari, sempre diversi.
Al di là delle finestre.