Le ultime ore dell’estate

La luce delle ultime ore dell’estate è a suo modo straordinaria.
Brillante, briosa prepotente e vivace, ha accompagnato il ritmo di questi ultimi giorni che ci avvicinano all’autunno.
Con un calore forse anche inconsueto per questo tempo di settembre, un regalo di chiarore e ritrovata libertà.
La luce delle ultime ore dell’estate scivola via come effimera felicità, l’ho veduta sfiorare l’acqua scrosciante, il selciato e le facciate dei palazzi.
E l’ho seguita accompagnare i passi che si susseguivano come in una dolce danza e a vederla ho pensato alle parole di un celebrato poeta, così ritorna davanti agli sguardi quella bellezza da lui decantata.

Già a frotte s’avventurano
I viaggiatori alla città tonante
Che stende le sue piazze e le sue vie:
La grande luce mediterranea
S’è fusa in pietra di cenere:
Pei vichi antichi e profondi
Fragore di vita, gioia intensa e fugace.

Dino Campana – Genova (Canti Orfici)

Ciao, mia amata Fontanigorda

E si torna a casa,  domani saluterò la campagna e il mio amato paesino.
Grazie, mia bella Fontanigorda.
Grazie delle farfalle, dell’aria fresca del mattino, delle tue nuvole gloriose e del cielo lucido, dei fiori fluttuanti sugli steli, dei panni stesi che sventolano allegri e delle molte dolcezze di questa estate che sta per finire.
Grazie dei gatti curiosi e pigri che si accoccolano sugli zerbini, davanti alle finestre, all’ombra che ristora e rigenera.
Grazie dei sorrisi e dei cari amici che sempre ritrovo, grazie delle passeggiate all’ombra degli alberi.
Grazie di essere un luogo a me così caro, ti porto sempre nel cuore, ovunque io sia.

Oltre l’archivolto

Oltre l’Archivolto di Sant’Andrea c’è uno spazio ampio e arioso, è la Piazza delle Lavandaie e mi suggestiona sempre questo toponimo che profuma di sapone e di freschezza, un tempo al centro di quella piazza c’erano i truogoli dove le donne andavano a lavare i panni.
C’era, in anni più recenti, un rudere che nel frattempo ha lasciato il posto ad una nuova costruzione.
C’è ancora il suggestivo Vico del Dragone che amo percorrere perché là si trova la casa natale del patriota Francesco Bartolomeo Savi, in questi vicoli poi si ammirano magnifiche prospettive di panni stesi.
Oltre l’archivolto c’è stupore, meraviglia e scoperta.
Oltre l’archivolto la luce cade giù e sfida l’ombra.
Oltre l’archivolto spira un vento leggero che smuove appena un lenzuolo steso, c’è un gioco di colori, è rosso e ocra ed è verde scuro di persiane chiuse.
Ed è la bellezza vera di Genova che sempre si finisce per ritrovare in questi miei amati caruggi.

Pigrizie di Ferragosto

Ed ecco poi le pigrizie di Ferragosto.
Questo giorno di festa scorrerà tra i profumi della campagna, tra le freschezze di questi luoghi, tra i colori e le armonie della mia amata Val Trebbia.
E poi, come sempre, c’è qualcuno che se la prende comoda e se ne sta spaparanzato sul terrazzo, tra i gerani e l’ombra, una vera meraviglia!
Auguro anche a voi una giornata dalle molte bellezze, buon Ferragosto a tutti!

Luce e ombra in Canneto il Lungo

Cappello di paglia, magliette a maniche corte e passo leggero.
Nei caruggi alla scoperta di una città nuova e mai veduta, spero sorprendente.
Nei miei caruggi, io vi consiglierei di vagare e perdervi così, senza meta, come faccio io quando vado ovunque e in nessun luogo.
Provo spesso ad immaginare quale stupore regalino quel nastro di cielo lassù, le nostre amate case alte che si perdono in una vertigine infinita, il dedalo di strade che confonde.
A Genova comunque scendi sempre, non puoi sbagliare, arriverai davanti al nostro mare.
A Genova cerca gli incroci di vicoli, le chiese millenarie, le botteghe tramandate di padre in figlio, i portali di pietra di Promontorio, il vento strepitoso, l’effige di San Giorgio davanti ai portoni, una coppetta di gelato alla panera, uno schianto di luce effimera, la figura della Madonna nelle molte edicole della città vecchia.
A Genova cerca noi, la nostra traccia nella storia del mondo, la nostra musica, le nostre parole, il passato che ancora vive in queste strade.
Ancora è là, tra le vetuste case di Genova, nella danza di luce e ombra in Canneto il Lungo.

Nel caldo dell’estate

Il muro di pietra.
La curva dolce della discesa.
La luce brillante del sole, il rosso smagliante dei gerani.
Il vaso sul davanzale, le persiane verdi e il cielo limpido.
I fiori dondolanti e generosi.
I colori, vividi e vivaci, nel caldo potente dell’estate.
Certi luoghi raccontano l’amore per la propria casa e la spontanea ricerca dell’armonia, elemento essenziale come l’aria e la luce.
Bellezza semplice, naturale e così vera.
Nel caldo dell’estate, a Fontanigorda.

Di nuovo estate

E poi è di nuovo estate.
Arriva piano, come una barca che lenta fende la superficie dell’acqua e dondola e danza, nell’equilibro magnifico di una nascente avventura.
Estate è ancora colori, luce, fresche fragranze, profumo intenso di ritrovata libertà.
Poi, a volte, non sai nemmeno tu quale sia la tua meta e quale terra ti attenda oltre l’orizzonte, a volte semplicemente ti metti in viaggio.
E segui una strada, una rotta, un destino.
E non sai dove arriverai.
Ed è estate.
E arriva con questa dolcezza, come la vela che sospinta dal vento affronta le onde increspate del mare.

Guardando il mare al Porto Antico

E si torna, di nuovo, a guardare il mare al Porto Antico.
Scrutando l’orizzonte, tra vele, barche e viaggi che iniziano o terminano su questa riva, sognando forse altre terre da raggiungere.
Oppure, semplicemente restando a respirare l’aria fresca intrisa di sale per fantasticare e immaginare, ricordare e anche sorridere grazie a certe memorie che sembrano vive perché i luoghi, a volte, le conservano e ci offrono l’opportunità di provare ancora sensazioni già vissute.
Guardando il mare.
Osservando la prospettiva moderna della città.
Tra linee, curve, sfumature di azzurro e riflessi.
Su una panchina, come in un quadro di Hopper.
In questa quiete silenziosa al Porto Antico.

 

Di blu e di azzurro

Una vela bianca all’orizzonte.
Una fantasia di scogli, davanti al mare di Boccadasse.
Una sedia, la tua.
Il libro che avevi messo da parte per leggerlo nel tempo del sole: è una storia di amori grandi, di viaggi e di avventure, di partenze e di ritorni, è una trama avvincente e complicata, la segui pagina dopo pagina davanti a questo blu.
Poi nella borsa hai il tuo abbronzante che profuma d’estate, un fazzoletto colorato per coprirti la testa, una rivista con notizie curiose e leggere, una bottiglietta d’acqua, gli occhiali con le lenti scure, la penna e l’immancabile Settimana Enigmistica.
Ascolti la musica o forse no, ti basta il suono delle onde.
Questi sono i rituali dei nuovi inizi della stagione nuova, giugno porta il sole e le ore di meritato relax, anche in questo nostro tempo strano e complicato.
E allora ho voluto portarvi là, sugli scogli, davanti al mare di Boccadasse.
Era un giorno di sole.
E c’era l’ombrellone a righe posato a terra, c’era un gioco di linee, contrasti e sfumature, c’era l’intensità del mare e la bellezza della vera quiete.
Con la speranza che quella che verrà sia una bella estate, di blu e di azzurro.

Certe sfumature di Vico Lavagna

È uno di quei posti dove sempre ritorno, in ogni stagione.
Così, semplicemente nel mio girovagare per caruggi, in uno dei miei percorsi consueti.
Una sequenza che conosco a memoria, una melodia di strade che ritrovo sempre con gioia: da Via Lomellini arrivo in Fossatello, poi raggiungo Piazza Banchi, Via Orefici, Campetto e Soziglia.
Lungo questo percorso ho i miei negozietti nei quali mi piace comprare e poi passo davanti a portoni di antica pietra, alzo gli occhi verso antiche Madonnette custodite in vetuste edicole, incontro persone che conosco con le quali mi fermo a parlare.
A volte poi mi dirigo verso i Macelli di Soziglia e per arrivare in fretta alla Maddalena taglio da Piazza Lavagna, tra l’altro io lo so che in quella piazza ariosa e vasta la primavera è una meraviglia di toni rosati e di alberi in fiore.
E così era un giorno qualunque di primavera, in Vico Lavagna.
Muri vissuti, una sinfonia di persiane semichiuse, tra sfumature di rosso e di pesca, il vicolo in pendenza e un raggio di sole che si insinua sfrontato.
Un soffio di vento ribelle, una danza di panni stesi e di colori, uno di quegli istanti perfetti e irripetibili nel cuore vero di Genova.