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Archive for the ‘Natura’ Category

Vi porto ancora sul mio terrazzo: è settembre e ci sono dei nuovi arrivi.
Allegre, coloratissime e vivaci, le viole del pensiero mi mettono proprio allegria e così ne ho prese un bel numero, adesso abitano in diverse ciottoline.

Almeno in caso di pioggia posso metterle facilmente al riparo, non vorrei mai sciupare tanta bellezza.

Radiose e regali, in questo periodo nel quale la rosa non è fiorita, sono loro le sovrane del terrazzo e non passano certo inosservate tra le altre piante.

Tra l’altro le mie nuove amiche sono curiose, ciarliere e petulanti.
Eh sì, va detto, non stanno mai zitte, ogni tanto le sento chiacchierare tra di loro!

Una in particolare è molto socievole, infatti parlotta sempre con il peperoncino e cerca di attaccar bottone anche con la maggiorana che però è un tipo riservato e tende a dar poca confidenza.

Non parliamo del basilico: quello là sta sempre per conto suo!
Loro però non se ne curano, figuriamoci.
Inutile dirvi che come tutte le signorine dell’alta società sono anche piuttosto vanitose.

E d’altra parte portano in dote una naturale eleganza, sono nate con il dono di una sfolgorante bellezza.

Ognuna con il suo abito migliore, le viole del pensiero sono sempre in gran spolvero.

E si stagliano contro il cielo chiaro, regine del terrazzo in questi giorni di settembre.

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In questo inizio di settembre è previsto l’arrivo della pioggia ed io ritorno a quell’unico giorno d’agosto in cui ho sentito il suono del temporale.
In Val Trebbia la pioggia sa essere potente, fragorosa ed incessante.
Arriva così, con le nuvole bianche che sovrastano l’orizzonte.

Abbracciano i monti, li sommergono.
La pioggia è vita, rigenera i boschi e accarezza le foglie.

E il sole, a volte, fa capolino, illumina gli alberi bagnati e il verde sembra ancora più intenso.

E poi lotta con le nuvole, nel cielo della Val Trebbia.

Non si dovrebbe perdere un istante di certi temporali.
Bisogna solo restare alla finestra ad osservare le cime dei monti.

Aria fresca e suoni, una musica di gocce sulle persiane.
E lassù il fragore dell’acqua.

La pioggia rapida, irrequieta, interminabile.
E muta il panorama, avvolge ogni cosa nel suo mistero: gli alberi e i fiori, i frutti che pendono dai rami e i fili d’erba fragili e tremanti.

Posa davanti ai tuoi occhi un velo sottile e impalpabile.

La pioggia della Val Trebbia ha il profumo del bosco e delle foglie, del muschio e della terra.
E tutto si confonde, in questa magia incantata.

E poi una corsa, sotto la pioggia, io e le mie amiche abbiamo cercato riparo in un portone.
E intanto l’acqua continuava a cadere giù, scivolava sui tetti e sulle grondaie, davanti a una finestra di legno e alla Madonnina nella nicchia.

Poi ha smesso e ha lasciato nell’aria la sua freschissima fragranza.
E a terra la mia pozzanghera, quella non è una pozzanghera qualsiasi, io lo dico sempre.

E tutto è parso più lucido, brillante e lucente.

Mentre le nuvole ancora lambivano le cime dei monti della Val Trebbia.

Ed è scesa la sera e il sole ha inondato di oro l’orizzonte, dopo il temporale, a Fontanigorda.

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C’è un orizzonte senza fine, oltre i prati e oltre gli alberi, nel silenzio dei monti che circondano Fascia.
Nell’aria calda di un pomeriggio di agosto quel silenzio è la parola dell’universo, la sua espressione più vera.
In quel verde vibrante di luce, fremente di vita nascosta.

Scivola il sole sui tetti di tegole, accarezza i muri di pietra.

Ha una gentile prepotenza il silenzio, nel continuo divenire delle stagioni e nel ciclo dei giorni che mutano piano, nel ritmo del tempo che scorre.
Ha tutte le parole che non sappiamo dire la vastità del mondo, sussurri che a volte non sappiamo sentire.
Sii semplice, sii umile davanti alla grandezza delle cose che non sai capire.

Alberi, tegole rosse e un soffio di vento leggero, cielo lucido e lucente nell’estate di Fascia.

Nel silenzio dei monti vigile è lo sguardo di coloro che in questi boschi hanno combattuto per la libertà, a Fascia c’è un monumento ad Aldo Gastaldi, il partigiano Bisagno.

C’è fierezza e intensità negli occhi di coloro che conoscono il silenzio e sanno comprendere i suoi significati.

Mentre il sole luccica tra le cime degli alberi e travolge con il suo chiarore la strada, i tetti, le case.

Nell’immensità del silenzio dei monti che abbracciano Fascia.

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Giallo, arancio e verde e tutte le variazioni dei giorni d’agosto.
Pallida e delicata è la rosa che si staglia contro il muro di caldo ocra.

E ancora toni d’estate e altri colori vivaci di bucato contro il cielo azzurro.

E fiori che dondolano assetati di luce.

E altissimi girasoli e case e tetti di tegole.

Nove volte giallo.

Sul ciglio della strada la bellezza selvatica delle vita.

Le sfumature delle ali delle farfalle, sempre.

E il sole attraverso i petali in questa estate calda.

Contrasti, verde brillante come quello dei fili d’erba.

Acqua, riflessi, magie di foglie cadute.

Arancio in boccio, nei giardini.

Una finestra chiusa, i rami degli alberi, un semplice incanto d’estate e di colori vivaci.

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E anche quest’anno, come da tradizione, sono nati nuovi micetti qui in paese.
Vi pare che a Fontanigorda possano mancare i gatti? Figuriamoci, come sempre ce ne sono tantissimi!

Poi un certo giardino come al solito è particolarmente popolato, lì c’è un certo viavai!

I gattini però sono curiosi e irrequieti, se ne vanno a zonzo sull’erba alla scoperta del mondo.

Ed è ovvio che su quel prato deve esserci qualcosa di molto interessante, ne sono più che certa, ho visto i gattini frugare sotto a certe foglie con discreto impegno!

Diventare grandi, si sa, è una faccenda complicata ma per alcuni può essere anche parecchio divertente.

E qui intorno non mancano certo le occasioni per spassarsela.

E poi si può giocare a nascondino dietro ai vasi.

Oppure mettersi sullo sgabello vicino alla mamma.

Guardare insieme nella stessa direzione.

E diciamocelo, dopo tante fatiche, è anche giusto concedersi un meritato riposino.

D’altra parte che cosa ci sta a fare il tavolo? Ecco lì!

E dopo una bella dormita ci vuole una stiracchiatina!

Pronti per nuove avventure, nei giardini, negli orti e nel verde di questa campagna.

Acquattati tra l’erba fresca d’estate.

Questi sono i bellissimi gattini di Fontanigorda.

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E nel cuore dell’estate tutta questa luce.
I fiori ondeggianti e un elegante visitatore, la campagna viva e vibrante, la freschezza dei prati, l’aria pulita e il caldo di queste giornate di vacanza.
E questo giallo acceso, vivace ed intenso.
Tutta questa bellezza è per voi, per celebrare questa giornata di festa, buon Ferragosto a tutti voi!

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In estate, sui prati, regna la solita eleganza.
Ed è la bellezza leggera delle farfalle che si posano su fiori semplici e delicati.

Alcune di loro sembrano quasi timide, pare che non vogliano farsi notare.

Rosa acceso d’agosto, sotto il sole brillante.

E ali di splendido azzurro.

E diverse sfumature d’arancio.

Bianco, candido e lieve tra foglie e fili d’erba.

E come sempre nessuna farfalla si posa sulle margherite, non accade mai.

Passano di fiore in fiore, con la consueta superba eleganza.

Aprono le ali mostrando tutta la loro bellezza.

E restano a lasciarsi ammirare solo per qualche istante.

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E poi ieri è arrivata la pioggia.
Le nuvole gonfie, il fragore del tuono, le gocce che battono sulle persiane.
D’estate.
E poi, dopo la pioggia, la terra emana i suoi profumi e i petali delle rose si coprono di lucentezza.

Un equilibrio di incanti sulle foglie e sugli steli.

Una fragile delicatezza pronta a svanire con il calore.

Sulle rose profumate d’agosto.

Sui boccioli lisci e setosi.

Mentre la vita ferve, senza sosta.

E torna glorioso a risplendere il sole.

Lucida il cielo e gli dona il suo azzurro più intenso.

E i fiori restano ancora madidi di pioggia.

In estate, dopo il temporale, bisogna trovare un posticino perfetto per asciugarsi le piume.

E dondolano ancora le gocce brillanti.
E un petalo di rosa resta ricolmo di acqua, nella magia incantevole della pioggia d’estate.

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Le incontro anche a Genova le mie amiche farfalle.
Volano leggere sulle mie rose, si dondolano sulla lavanda.
Avrei molte cose da raccontare a queste farfalle di città a proposito del luogo dove le loro simili sono molto più numerose.
E alcune di loro mi sono rimaste impresse, a volte perché le ho viste indugiare a lungo su certi petali.
Come lei, lo scorso agosto, a Fontanigorda.
La lievità, su questi fiori gialli.
Su e giù.

Ha una grazia infinita la natura e su quei fragili fiorellini di campo erano in due: la splendida farfalla e un ragno avventuroso che stava a testa in giù.
Nella perfetta armonia di un giorno d’estate.

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L’altra mattina, in Spianata Castelletto.
Mi fermo e mi accorgo di non essere sola.
Su un certo albero ci sono ospiti ciarlieri, loro sono due e vanno e vengono.
Si posano sui rami, sono i cardellini.

Uno dei due sempre a becco aperto, ammetto di avere avuto qualche difficoltà a capire cosa stava dicendo.

E poi un voletto, un giro e il ritorno.
Una sistemata alle piume, una cantatina e poi via, di nuovo.
E rieccoli ancora sempre insieme, sempre sugli stessi rami.

E così ho pensato che lassù dev’esserci la loro casa, il loro piccolo nido.
A dire il vero durante la loro assenza mi è anche sembrato di vedere un leggero movimento tra le pigne.
Saranno i piccoletti?
Loro due, comunque, facevano questo andirivieni con regolarità.

E no, non intendo rivelare il punto preciso in cui li ho visti, anche i cardellini hanno diritto alla loro privacy!

Tornerò a trovarli sicuramente, con i colori accesi delle loro piume non è poi così difficile scorgerli.

Sono in due e stanno proprio là, tra quei rami c’è la casa dei cardellini.

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