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Archive for the ‘Natura’ Category

Il primo l’ho incontrato qualche giorno fa nei caruggi e aveva veramente altro da fare, non mi ha minimamente considerata.
Se ne stava lì a pisolare sul tetto di una macchina in Piazza Sarzano.

Per qualche istante mi è sembrato persino di notare una palpebra socchiusa ma deve essere stata appunto un’impressione perché poi l’affaticato micione ha continuato a dormire come se niente fosse.

Il secondo è uno del mio quartiere e come si può vedere pure lui era impegnatissimo.

Il terzo è sempre uno che bazzica qui in zona, credo che abiti nelle vicinanze.
Toh, finalmente incontro un tipo bello sveglio ma questo non significa certo che il felino in questione abbia voglia di socializzare, figuriamoci!
Infatti mi ha riservato uno sguardo distratto, si capiva chiaramente che da parte sua c’era una certa annoiata indifferenza.

Invece in quel giardino là sotto, vuoi mettere?
Oh, lì devono esserci cose molto interessanti, di sicuro!

Gatti di Zena, tipi che si incontrano in giro e va sempre bene, anche se loro fanno gli indifferenti.

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È già nell’aria questo profumo di primavera e la frizzante bellezza di una stagione nuova ed io sono impaziente e mi preparo ad accogliere il tempo dei fiori proprio come si conviene.
Qui, sul terrazzo, ancora sbocciano le viole del pensiero che mi hanno tenuto compagnia per tutto l’inverno.

Allegre, vivaci e coloratissime.

E complice un clima non troppo rigido direi che si sono trovate bene qui con me.

E con gioia vi presento alcuni nuovi arrivi, è tempo di petali setosi e variopinti.

Di nuovi boccioli, di tinte tenui e cielo azzurro.

Ed è stagione di primule delicate e allegre.

Ne ho messe in diversi vasi, siamo qui in trepidante attesa della bella primavera.

Le nuove arrivate sono piuttosto chiacchierine e rumorose, stanno sempre lì a parlottare tra di loro.

E poi ancora, bianco e rosso e certi dondolanti fiorellini.

E alcuni sono brillanti di giallo.

E poi ve l’ho detto che ho un ospite particolare?
Che cavolo ci fa un cavolo tra i fiori?
Non si sa, è un tipo taciturno, non si impiccia delle cose degli altri e sta per i cavoli suoi.

Aspettando la primavera, con questo rosso sgargiante e liscio come velluto.

Aspettando la primavera, in compagnia dei piccoli fiori semplici che donano sempre gioia e allegria.

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Ci sono giornate più belle di altre, alcune lo sono semplicemente perché sei tu a decidere che saranno proprio così.
E ieri per me è stata proprio una di queste giornate, a metà mattinata ho preso lo scooter per andare a Castelletto, ho pure scordato di mettermi i guanti e me ne sono accorta una volta arrivata: fa più caldo, la primavera non è poi così lontana.
E poi ho incontrato una carissima amica, ci conosciamo dai tempi della scuola e parlare con lei mi ha regalato la piacevole sensazione che il tempo non sia mai trascorso.
E invece i giorni passano e le stagioni scivolano via, dopo averla salutata mi sono fermata a guardare il panorama e ho veduto una magnifica mimosa di gennaio.

Vivace, profumata e vitale, è fiorita nel cuore dell’inverno.
Abita in un bel giardino e dondola davanti a certe finestre, è gialla come il sole che la nutre e danza leggera nell’aria fresca di gennaio.

Certe giornate sono più belle di altre se sai essere felice delle piccole grandi felicità che la vita può donarti.
Perché magari incontri un’amica e passi un po’ di tempo insieme a lei.
E poi ti perdi ad ammirare l’orizzonte dove mare e cielo si sfiorano, oltre le ardesie e i campanili di Genova.
E poi resti un po’ di più alla ringhiera.
Là, dove fiorisce una mimosa di gennaio.

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Nel bel mezzo dell’inverno ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate.

Albert Camus

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Spiccando il volo

Così, sul bordo del muretto.
Sotto il sole caldo, sfidando il destino.
Avventura, trepidazione, curiosità per tutte le cose che ancora devi vedere e tutte le esperienze che ti aspettano.
A volte sono così i nuovi inizi, sono come sospesi tra entusiasmo ed esitazione, tra impazienza ed impreviste titubanze.
E poi guardi giù e poi un po’ più lontano e non c’è davvero più nulla che possa fermarti.
Senza paura, è il momento di spiccare il volo.

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Nel tempo dell’inverno qui sul terrazzo ha aperto il punto di ristoro per piccoli pennuti, è freddo e anche gli uccellini meritano il giusto conforto.
Qua e là ci sono delle ciotoline con dentro cose buone per loro ed io spero che i piccoletti si passino la voce e che arrivino sempre più numerosi.
Sapete, qui gironzolano tipi del genere.

E poi ci sono uccellini panciuti e per rimanere così in forma hanno bisogno di buon cibo.

Ora, io non so quanti uccellini mangino sul terrazzo, non riesco mai a vederli però li sento cinguettare e sono certa di avere qualche cliente.
Nel dubbio, comunque, mi premuro di informare anche quelli che se ne stanno un po’ più in là.

Certo, non è che sia proprio semplice chiacchierare con una cinciarella che se ne sta a testa in giù tra le pigne!
In ogni caso mi sembra che abbia capito, infatti ha detto che verrà a trovarmi.

Troverà compagnia, qui sul terrazzo passano sempre dei bei tipetti!

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Vi porto ancora nella mia Fontanigorda, delizioso paesino della Val Trebbia meta delle mie vacanze estive.
E faremo una passeggiata nel tempo, tra immagini di ieri e di oggi.
In altri anni a Fontanigorda c’erano meno edifici rispetto ai nostri tempi, resta comunque inconfondibile e la riconosco in questa cartolina pubblicitaria dell’Albergo San Giorgio.

E poi sono state costruite nuove case, è cresciuto il numero dei villeggianti e generazioni di genovesi hanno imparato qui ad andare in bicicletta, a cadere e a rialzarsi con le ginocchia sbucciate, a saltare la corda, ad andare per funghi, ad ascoltare il canto dell’acqua che sgorga gioiosa dalle fontane e a farsi incantare dalle magie del bosco.

Sulla Piazza della Chiesa ci sono delle comode panchine, nei giorni e nelle sere d’estate ci sediamo qui e restiamo a chiacchierare, lasciando scorrere lento il tempo.

E là dietro, all’angolo con la strada che porta al Bosco delle Fate, c’è ancora il bar dove tutti ci fermiamo per prendere un gelato o un aperitivo, ora il suo nome è Oasi Bianca ma noi lo chiamiamo semplicemente Oasi, ecco.
E già allora, in altri anni, c’era un gruppetto di avventori davanti alla porta, si nota anche una scala appoggiata al muro.

Ti compri il tuo ghiacciolo e poi te ne vai a fare una passeggiata e a godere della frescura degli alberi.
L’ immagine seguente per un attimo mi ha lasciata perplessa ma là dietro ci sono i monti meta delle escursioni, si vedono uno steccato e una curva e questa sembra essere proprio la strada che conduce al Bosco delle Fate, lo spazio verde sulla destra dovrebbe essere quello che oggi ospita i campi da tennis.

Oltre questa salita, nell’abbraccio dei monti.

Una passeggiata lassù, al Bosco delle Fate per poi ritornare ancora su questa piazza che davvero non è molto mutata.
Il glorioso Albergo San Giorgio ha terminato la sua attività diversi anni fa, ora là ci sono abitazioni private.

E Fontanigorda con le sue casette di tegole rosse resta ancora un gioiellino.

E guardiamo insieme una diversa immagine di un’altra stagione.
Inverno rigido e freddo, nelle cascine si ammassa la legna per riscaldarsi nel tempo del gelo.

E le cascine ci sono ancora, non ci sono tante differenze rispetto alla fotografia d’epoca.

E si tratta ancora di una cartolina pubblicitaria del San Giorgio, ingrandendone una parte si nota che il nome dell’albergo era dipinto sull’edificio.
E c’era la bianca visitatrice posata sul profilo dei monti.

Era il tempo del freddo, quando la neve scende soffice sui rami e sui prati sotto al cielo chiaro della Val Trebbia.

Era inverno e questa è una cartolina da Fontanigorda.

Luogo delle mie vacanze, paese amatissimo che regala incanti in ogni sua stagione.

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Se andrete a Celle Ligure fate come me e seguite il consiglio di una mia cara amica, è stata lei a suggerirmi di cercare questo punto panoramico certo notissimo a tutti coloro che conoscono bene Celle Ligure.
Per arrivare lassù occorre prendere un’ascensore che si trova nell’estremo ponente del paese: terminata la spiaggia, invece di proseguire sulla Via Aurelia, alla vostra destra troverete una salita, dopo pochi metri c’è l’accesso all’ascensore Bottini che è completamente gratuito.
E vi porta lassù, in alto.
Dopo una breve passeggiata lungo una via con magnifiche ville giungerete alla Pineta Bottini e davanti a voi troverete il mare lucente.

E sotto di voi vedrete la costa, la spiaggia e le case di Celle Ligure.

Là dove cielo, mare e terra si incontrano in perfetta armonia.

E potete sedervi ad ammirare il panorama.

Mentre il vento sospinge le vele per la gioia dei naviganti.

Con questi scorci di Liguria in una giornata incantevole.

Colori tenui, la spiaggia di sabbia e l’onda che lenta accarezza la riva.

Sotto ad alberi imponenti protesi verso il sole in un incanto di luce autunnale.

In un magnifico angolo di paradiso dove regna l’armonia.

Tra i corbezzoli carichi dei loro frutti.

Mentre pendono dai rami le casette per gli amici uccellini.

E non occorrono molte parole, è tutta davanti ai vostri occhi la perfezione di questa parte di Liguria.

Giungerete lassù con questa ascensore.

E oltre il vetro già potrete ammirare lo splendore che vi attende.

Una meraviglia di Liguria, tutta la bellezza di Celle Ligure.

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Le parole della pioggia sono come musica, si posano lievi sulle foglie leggere.

Scivolano giù, goccia dopo goccia, in una danza armoniosa.

Sono gentili certe parole, accarezzano la vita e le donano respiro.

Silenziosa pioggia notturna che cade e dona freschezza al nuovo giorno, acqua trasparente che ravviva i colori e le sfumature di autunno.

Quando le foglie sembrano fiori sbocciati.

E là, sospesa nell’aria, una goccia avventurosa.

E tra le parole che raccontano la pioggia una è un’armonia di suoni ed è una parola da ricordare: petricore.
È un termine scientifico usato per indicare il profumo che la pioggia sprigiona quando cade sulla terra asciutta.
Petricore, una melodia di sillabe che evoca la bellezza di quelle gocce gentili.

Alcune restano in equilibrio sui rami, mistero bellissimo della pioggia.

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Il rosmarino, un dono della terra profumato, odoroso e resistente.
Qui sul terrazzo ho sette piante di rosmarino, alcune sono amiche di vecchia data, per così dire, abitano con noi da molti anni.
E poi ci sono i rosmarini più giovani: quando sono arrivati erano piccolini, poi sono diventati forti e rigogliosi, non sfigurano accanto ai loro fratelli più grandi.
Il rosmarino ha carattere e ho scoperto che non va d’accordo con la salvia, se li mettete vicini bisticciano e poi è la salvia ad avere la peggio.
A parte questo il rosmarino è gentile e poco esigente, anche se non lo annaffiate spesso non mostra segni di sofferenza.
Ed è anche generoso, i miei rosmarini contribuiscono alla buona riuscita dei miei piatti, dei sughi e di diverse pietanze.
Certo, devo prestare un po’ di attenzione, alcuni di essi crescono accanto alla lavanda: prima o poi finirò per cogliere il rametto sbagliato e cucinerò un arrosto alla lavanda, chissà, magari verrà anche buono!
Il rosmarino si nutre di sole e di caldo, è una pianta che si vede frequentemente in Liguria.
E proprio a Celle Ligure ho trovato un originale omaggio a quel suo profumo inconfondibile, questo è l’ elogio del rosmarino e della sua bellezza.

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