All’autunno

All’autunno che lascia indietro la gioiosa estate e così si posa sul nostro cammino.
All’autunno che spande gocce di pioggia e profumo di cannella, all’autunno che dona mele succose e grappoli d’uva, foriero di inquiete tempeste e di nuvole vaghe.
All’autunno celebrato dai versi di un poeta romantico prematuramente perduto, John Keats lasciò le cose del mondo a 26 anni e ne aveva appena 24 quando compose l’ode dedicata alla stagione dei caldi aromi e questo è l’incipit della sua poesia:

Season of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun;
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eves run;

Stagione delle nebbie e del raccolto maturo,
Amica vicinissima del sole fecondatore;
Con lui cospiratrice del carico e del dono
dei frutti sulle viti lungo i cornicioni di paglia.

All’autunno dalle screziate sfumature e dai profumi intensi, mentre il fuoco arde nel caminetto, tempo di castagne e di vino versato nei bicchieri per brindare alla stagione nuova.
All’autunno prodigo di promesse che ancora si rinnovano.
All’autunno e agli alberi che si vestono di oro, di ocra e di arancio, con le foglie che tintinnano appena smosse dal vento sui rami leggeri.
All’autunno, stagione di questa ritrovata bellezza.

Fontanigorda – Bosco delle Fate

Davanti alla finestra

Ai vetri ci sono quelle candide tendine, tutto attorno c’è il verde rigoglioso della campagna.
Le piante grasse in una cassettina, un decoro rustico alla finestra.
Un muretto, poco distante.
Una scaletta, una panca, le sedie.
E spesso, in un luogo o nell’altro, una certa bellezza felina che pigra si distende al sole oppure dormicchia all’ombra.
Una volta poi ha trovato il suo posticino proprio là, davanti alla finestra.
Con questa perfetta armonia, in un giorno d’estate a Fontanigorda.

Un perfetto equilibrista

È stato l’ultimo stupore dell’estate in campagna, un avvistamento fugace avvenuto pochi minuti prima della mia partenza da Fontanigorda.
Poi ognuno viaggia a modo suo, taluni si librano alti nel cielo e infatti, ad un tratto, nel cielo azzurro della Val Trebbia ecco comparire un bellissimo airone cenerino.
L’ho veduto volare ad ali spiegate, leggero e lieve come è per sua natura.
Poi, con mia assoluta meraviglia, eccolo posarsi con tale indicibile grazia sulla cima di un albero.

Davvero un perfetto equilibrista, una creatura magnifica che è sempre una gioia rivedere.
È restato lassù appena per qualche istante, accomodandosi con lievità tra quei rami verdi di foglie.

E poi si alzato ancora in volo ed è andato a fermarsi su un altro albero e là io l’ho lasciato, era giunto per me il tempo di partire.
Una nuova stagione è alle porte per tutti noi e ci prepariamo ad accoglierla, passa anche tu un buon autunno, caro amico airone cenerino.

Cavalli di settembre

Ho sentito i loro campanacci da lontano: eccoli, ci sono i cavalli!
Non so da dove siano venuti ma erano là, sul prato a due passi da casa: quattro magnifici cavalli nella luce tiepida di settembre, due adulti bianchi ed eleganti e due puledrini meravigliosi.

Aggraziati, leggeri, con questa dolcezza di movimenti che è il ritmo perfetto della natura.

I due puledrini poi, parevano di tanto in tanto un po’ spaesati e davvero inesperti delle cose del mondo, li ho veduti seguire gli adulti con grande fiducia.

Tutti insieme, così vicini.

Il cavallino dal manto grigio poi ha un aspetto davvero singolare, mi pare di non averne mai visto uno simile.

Lui e l’altro piccoletto di tanto in tanto sembravano rimanere immobili e quasi esitanti.

Poi, grazie alla vicinanza del cavallo più grande, sembravano riprendere coraggio e confidenza e ricominciavano a trotterellare felici.

Sul prato così verde in questo scorcio di estate.

Con questa delicata bellezza.

Mi sono fermata a lungo ad ammirarli, nella loro gioiosa semplicità di vivere.
Così energici, fieri e armoniosi.

E liberi e quieti, splendidi cavalli di campagna nella luce di un pomeriggio settembrino a Fontanigorda.

La magia del doppio arcobaleno a Fontanigorda

E poi viene la pioggia e con lei il tuono e gli scrosci.
Ed eccomi scendere le scale di casa, ho in mente di passeggiare un po’ con l’ombrello aperto e sentire le gocce che fanno tic tac sulla ringhiera.
Apro il portone e mi accorgo della luce sfolgorante del sole e penso tra me e me che potrebbe spuntare un arcobaleno.
Con mio stupore, davanti ai miei occhi meravigliati, così radioso e smagliante è apparso all’improvviso tra le nuvole.

Un doppio arcobaleno, non ne avevo mai veduto uno simile.

Un gioco di luci, pioggia e contrasti.

Un incanto effimero sopra i tetti di Fontanigorda.

Là, tra le cime degli alberi cariche dei profumi della pioggia.

Contro il grigiore di certe nuvole inquiete.

Tra le case delle nostre vacanze, alcune di esse hanno già tutte le finestre chiuse.

Brillante, radioso, con queste tonalità così vivaci e definite, la magia dell’arcobaleno è durata per un tempo neppure così breve.

Con questa bellezza gloriosa, nel tempo di una stagione che sfuma lentamente.

Così si posa, tra i colori freschi della campagna, sovrasta i tetti di tegole rosse, il truogolo e lo steccato.

Brilla, mistero incantevole della natura e del creato.

Un dono magnifico e speciale, nel cuore porterò il ricordo di questo giorno in cui aprii il portone di casa e vidi un doppio arcobaleno nel cielo della mia Fontanigorda.

Il tempo delle prugne

Fugge via l’estate all’improvviso e quest’anno mi sembra che sia trascorsa in un soffio, già si sente l’ aria fresca che è preludio dell’autunno che verrà, lentamente la natura e il bosco si vestiranno di nuovi colori.
Intanto, negli orti e nei giardini, è ormai giunto il tempo delle prugne.

Maturano su certi alberi generosi e i rami protesi fanno da cornice al panorama di Fontanigorda.

Si nutrono di sole e di luce.

Le prugne dolci tra il fitto delle foglie cambiano lentamente tonalità.

Negli orti e nei giardini gli alberi dai rami contorti donano i loro frutti.

Piccole, scure e deliziose, le prugne mi sono gradite in ogni loro varietà.

E amo vederle sugli alberi, nella bellezza del mutare inesorabile delle stagioni.

Negli ultimi bagliori della bella estate, nel tempo dolce delle prugne.

Così lieve

Così fragile, leggera e silenziosa.
Sopra un fiore che appena si inchina al calore del sole.
Cammina sui petali lilla, il suo orizzonte profuma d’estate e di polline odoroso, il suo sentiero è in quelle nervature vitali, sugli steli e sulle foglie, nella vibrante dolcezza della natura che sempre rinasce.
Così lieve, una piccola e avventurosa coccinella.

Le nuvole più belle

Le nuvole più belle le trovo sempre qui, nel tempo d’estate a Fontanigorda.
Passano leggere nell’azzurro, restano sospese nel cielo, alcune vaghe si disperdono, altre incorniciano i monti all’orizzonte.

E paiono posarsi sulle vette, ancora esitanti sul loro viaggio e la loro meta.

Le nuvole più belle sono candide, gonfie, contrastano con il verde intenso dei boschi e con la freschezza acerba dei prati.

Restano nella prospettiva di una strada tortuosa, gloriose e magnifiche, dense di pioggia e di goccioline avventurose.

Vagano sui monti della Val Trebbia, sulle felci e sui castagni ondeggianti, sui ruscelli gorgoglianti e sulle foglie frementi al vento.

Rosee si illuminano nel chiarore del tramonto delle serate estive.

Le nuvole più belle scivolano via come portate da zefiro lieve, ruzzolano nell’azzurro nella bellezza dell’immensità.

Sovrastano i tetti rossi del paese, le casette bianche e le biciclette appoggiate ai muretti, i gatti addormentati, gli orti rigogliosi e le rose profumate nei giardini.

Le trovo sempre qui, in questo luogo così amato.
Le vedo scorrere nel cielo di Fontanigorda e mi fanno tornare alla mente certe amorose parole di Jules Renard che faccio mie: il mio paese è là dove passano le nuvole più belle.

Un piccoletto molto speciale

Stava là abbarbicato e pareva in equilibrio un po’ precario.
Con quella zampetta si reggeva alla ringhiera, appena l’ho veduto ho pensato che fosse un po’ esitante, d’altra parte era proprio piccolino.
E si è lasciato anche avvicinare, evento assai raro, direi.

Quella sua morbida codina dai toni aranciati suggeriva poi che si trattasse di un codirosso ancora inesperto delle faccende delle vita.
E in effetti mi è venuto persino il dubbio che avesse qualche difficoltà a volare, io tra l’altro come istruttrice di volo non sarei tanto abile, ecco.

Niente paura, con mio grande sollievo il piccoletto si è arrangiato da solo.
E infatti, con un breve voletto si è spostato prima su una ringhiera, poi ha iniziato a guardarsi intorno e a prepararsi al decollo.
Così giovane e audace ha aperto le ali e leggero leggero è volato via, era proprio un piccoletto molto speciale.

Pigrizie di Ferragosto

Ed ecco poi le pigrizie di Ferragosto.
Questo giorno di festa scorrerà tra i profumi della campagna, tra le freschezze di questi luoghi, tra i colori e le armonie della mia amata Val Trebbia.
E poi, come sempre, c’è qualcuno che se la prende comoda e se ne sta spaparanzato sul terrazzo, tra i gerani e l’ombra, una vera meraviglia!
Auguro anche a voi una giornata dalle molte bellezze, buon Ferragosto a tutti!