Estate a Santo Stefano d’Aveto

Ed ecco un giorno d’estate a Santo Stefano d’Aveto, principale località della Val d’Aveto, una zona della Liguria che conosce differenti stagioni turistiche, infatti questa è anche la montagna dei genovesi ed è molto frequentata anche nel cuore dell’inverno quando qui scende copiosa la neve, gioia e diletto degli sportivi e degli sciatori.
Il tempo d’estate è invece colorato e rigoglioso, sono molti coloro che trascorrono le vacanze in questa valle accogliente.

Tra il verde dei boschi, là dove i gerani adornano le ringhiere con questa armonia.

Per le strade che si snodano tra antiche dimore.

Mentre sventola all’aria dei monti il bucato dai toni pastello.

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A Santo Stefano d’Aveto ci sono belle pasticcerie, negozietti di specialità locali, vetrine invitanti, ho persino comprato una certa quantità di mirtilli deliziosi.

Si scaldano al sole d’agosto i tetti di Santo Stefano.

E svetta il campanile accanto alla chiesetta.

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Tutto attorno fiorisce una natura ricca e generosa, ideale per le passeggiate, le gite e le escursioni, l’Aveto offre infatti diverse possibilità adatte a tutti.

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E contro il cielo azzurro si staglia l’immagine di Maria che protegge la gente di questi luoghi.

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Si cammina per le stradine curate e ben tenute.

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E i petali rossi abbelliscono finestre e davanzali.

E taluni si godono semplicemente la quiete e il fresco ristoratore.

In questa valle prodiga di molte bellezze naturali.

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Tra boschi e prati di verde lucente sotto il cielo chiaro d’estate.

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Mentre il sole filtra tra le case colorate del paese.

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E bacia i tetti, i muri caldi di luce, nella bella estate di Santo Stefano d’Aveto.

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I fiori della Norma

In questo scorcio di agosto vi voglio regalare la bellezza vera di certe meraviglie della natura: sono i fiori della Norma.
La Norma è la fiera e splendida proprietaria della Trattoria al Valico dove si gustano delizie assortite davanti al panorama magnifico del Passo del Fregarolo, qui trovate il mio post dedicato al suo bel locale.
E poi ogni volta che si va da lei non si può fare a meno di ammirare quei suoi fiori che dondolano gentili smossi dall’aria pura.

Vivaci e dai mille colori, sui loro petali si posano certi graditi ospiti.

Ed è uno splendore autentico, una perfetta armonia di toni contro il cielo che sovrasta la valle.

E poi arancio, giallo, turchino, lilla e candido bianco, tra l’erba viva e lucente.

Un paradiso per le farfalle e gli insetti che volano da un fiore all’altro.

E diverse sfumature d’estate, semplicemente vita e una vibrante esplosione di meravigliosi contrasti.

Bellezza sfacciata e così ricca di grazia mentre gli steli sottili si piegano sotto il peso di deliziose corolle.

E foglioline intrepide, petali vellutati e variazioni di rosa.

E girasoli generosi inondati di luce.

E gerani anche, alle finestre e sullo steccato: a rendere così unici questi fiori sono l’aria pura, l’acqua cristallina e fresca, il respiro vitale del bosco.

Rinasce e ritorna ancora la vita, sboccia nei fiori gentili, nei petali frementi sotto il sole generoso.

Mentre si attende una stagione nuova e l’aria si rinfresca, così sbocciano densi del calore dell’estate i fiori della Norma.

Creature dell’aria e dei fiori

Ogni estate a Fontanigorda regala sempre i consueti incontri con le meraviglie dell’aria, dei prati e dei fiori: sono gli insetti e le farfalle che lievi si posano qua e là, dedico così questo piccolo spazio a loro, creature minute che sono parte fondamentale del prezioso equilibrio dell’universo.
Sono tutte diverse e ognuna dona agli sguardi una differente bellezza, ecco una farfalla dalle candide ali posata su semplici fiori selvatici.

E poi bianco e nero, sui petali rosa in giardino.

Rosso di gerani e la venatura delle ali di color giallo chiaro, splendore effimero e così perfetto.

A spasso sui fiori con questa ineccepibile delicatezza.

E così, in contrasto: su una fragile campanella di colore tenue.

Mentre le api ronzanti affondano felici tra petali rosa in questo trionfo di vita e beltà.

Ed è ancora l’eleganza in bianco e nero a spiccare sui fiori bianchi.

E sono magnifiche simmetrie che paiono disegnate da mano d’artista sullo stelo di un fiore.

E ancora dondola una gialla meraviglia sulla quale si schiudono ali dai toni di ocra.

E tutto è armonioso, perfetto e sublime come solo la natura sa essere, nella sua bellezza così semplice e vera.

Una farfalla a Ferragosto

E torna ancora qui una piccola farfalla.
Magnifica ed elegante si posa sui fiori candidi, resta tra le foglie lucide e poi si alza e distende le ali.
Indugia ancora, in questa pigrizia estiva, nella dolcezza dell’ombra.
E porta a voi con il suo volo aggraziato le mie parole per questa giornata di festa nel cuore dell’estate, buon Ferragosto a tutti voi!

Ammirando l’airone cenerino

Ogni estate, quasi a sorpresa, ecco che si fa vedere.
Un battito d’ali, la sua figura sottile ed elegante che si staglia nel cielo di Fontanigorda: eccolo, è ancora lui, l’airone cenerino!
È un tipo solitario, gira sempre da solo, non l’ho mai visto in compagnia.
In questo caldo agosto, a differenza degli altri anni, sono riuscita a scattargli qualche foto, il bel tipetto mi è passato proprio davanti ed è andato ad accoccolarsi tra il fitto degli alberi.

E ad osservarlo con attenzione alla fin fine mi è sorto pure un dubbio.
Oh, sta a vedere che questo qui che transita in Val Trebbia è lo stesso bel tomo che vidi lo scorso inverno al Porticciolo di Nervi?
Ricordo perfettamente quella giornata, tutto attorno paperini e paperotti starnazzavano gioiosamente e lui passeggiava, sussiegoso e leggero come una ballerina di danza classica.

C’è da dire che la somiglianza tra i due soggetti è schiacciante: due gocce d’acqua!
Del resto non ci sarebbe nulla di male, pure l’airone cenerino avrà diritto di andare in vacanza e qui, nel prato vicino a casa, è sempre benvenuto.

Comunque, stavo quasi per avvicinarmi giusto per chiedere se appunto anche lui si ricordava di quel nostro incontro in quel di Nervi quando tac, ecco che di nuovo l’airone mi ha colta di sorpresa, è la sua specialità!
Ha aperto le ali e si è alzato in volo e non l’ho più visto, adesso aspetto che torni da queste parti, almeno che mi sappia dire se il prossimo inverno intende passare al Porticciolo di Nervi.

Semplice

Sono poi le cose più semplici ad essere più vicine ai nostri cuori, sono quelle che magari neppure sappiamo considerare preziose perché siamo abituati alla loro esistenza.
Il vento, la luce, il profumo dell’erba.
Il colore del cielo.
Gli alberi con i loro rami immensi.
La pioggia e il suo rumore.
Le cose semplici, le bellezze della vita.
I fiori.
Il fiore più comune e così selvatico, a volte se ne trova una moltitudine, altre volte invece certi papaveri solitari sbocciano ai margini di un sentiero, abbarbicati vicini a certe rocce, sul bordo di floridi orti.
Temerari e fragili, con quei petali che paiono fremere ad ogni alito d’aria.
Il fiore più semplice, così prezioso.

I tetti rossi di Fontanigorda

Per chi ama questo paesino questa è una prospettiva amata e consueta: Fontanigorda resta racchiusa tra i suoi prati verdi e circondata dal fitto dei boschi, così si staglia quel nugolo di case addossate una all’altra, con quelle viuzze ripide e i tetti aguzzi di tegole rosse.

Oltre la curva del bivio, passeggiando all’ombra degli alberi.

Camminando per le sue strade costeggiate da orti e giardini, là dove questa bellezza ogni giorno si rinnova accompagnata dal canto melodioso degli uccelli.

Nella luce radiosa di una giornata d’estate, quando una luce straordinaria disegna il profilo dei monti, riscalda i fiori e la frutta che matura sui rami, mentre illumina quei tetti rossi e spioventi.

Lo stesso luogo, da un diverso punto di vista, sembra ancora nuovo e differente: così è Fontanigorda se la guardi da Casanova ed è sempre quella magia dei tetti che svela e al tempo stesso nasconde, tu osservi e ritrovi le strade che sempre percorri, la casa con le persiane spalancate, il tratto del paese dove si trovano i negozi, il muretto dove ti soffermi.
Candida Fontanigorda, nel verde rigoglioso della Val Trebbia.

E fino a poco tempo fa tutte le sue case erano bianche, adesso non è più così e questo un po’ mi dispiace, il lindore dei suoi muri era per me uno dei suoi tratti distintivi.
E poi, a volte, cambiando prospettiva tutto davvero muta, pur trattandosi di un paesino minuscolo e così raccolto.

E là ci sono cascine, case di villeggiatura, colori e luce.

E muri di pietra, vasi di coccio, passeggini e biciclette, fili da stendere, sedie a sdraio, calzoncini corti e ghiaccioli alla menta.
Semplicemente vita, in un giorno d’estate in Val Trebbia.

Tra la frescura dei boschi, sotto i tetti rossi di Fontanigorda.

Dove vanno le farfalle?

Dove vanno le farfalle nelle giornate di sole?
A dirvi il vero, complice forse il grande caldo, mi sembra che le mie belle amiche inizino ad essere più numerose proprio in questi giorni e tante ne ho trovate nei pressi di certe rigogliose lavande.
Stanno là, si dondolano sugli steli.

E spalancano le ali mostrando la loro superba bellezza.

Si nutrono di nettare sublime.

A testa in giù, le farfalle non soffrono le vertigini!

Con questo candore in trasparenza si stagliano contro il cielo blu.

E dividono i piccoli fiori odorosi con insetti ronzanti, ci sono piccole corolle per tutti.

Si librano leggere, condividendo l’aria, il profumo e la dolcezza estiva.

Ha un nome armonioso questa farfalla dalla bellezza vistosa e regale, si chiama podalirio e quando resta immobile a crogiolarsi al sole si mostra in tutta la sue perfetta leggiadria.

Una creatura leggera e piena di grazia, nel tempo d’estate a Fontanigorda.

Sere d’estate

Certe sere d’estate sono così, terse di limpido cielo carta zucchero mentre il sole laggiù si posa tra i monti e diffonde il suo splendente chiarore.

Certe sere invece sono di nuvole dense che vagano inquiete e con loro il sole gioca a nascondino ma poi vince sempre, glorioso e brillante.

In altre sere d’estate poi l’azzurro cede il posto alle diverse sfumature di arancio e di pesca, in una magia di luci straordinarie e imprevedibili nella quiete dei monti.

Pennellate di rosa e di oro tingono il cielo che sovrasta le case di Fontanigorda.

E l’orizzonte si accende di vibrante intensità.

E poi piano si affievoliscono le luci del tramonto, si illuminano le finestre e dolcemente il buio ammanta i boschi e la valle, accade così in certe sere d’estate.

Da Pieve Ligure a Sori guardando il mare

È appena una breve e piacevole passeggiata, si cammina con il sole in faccia nel tempo delle molte dolcezze dalla stazione di Pieve Ligure fino a Sori.
Si inchinano alla maestà del mare gli alberi che si affacciano su questo tratto di costa per noi così consueto ma davvero ricco di straordinaria bellezza che mai mi stanco di apprezzare.

E l’onda lenta piano si frange contro gli scogli.

Le case abbarbicate in alto, tra la frescura, ebbre di luce e sole e di profumo di ulivi frementi.

Ancora ombra, intrecci, costa che si scorge tra il fitto dei rami.

Tutto lo splendore che occorre per sentirsi già in vacanza pur essendo a pochi chilometri dalla città.

E pigne dondolanti e tenaci ginestre che temerarie si sporgono verso l’azzurro.

E gorghi, spumeggiante evanescenza marina, rocce e sale, quel canto che ancora si ripete, con la stessa armonia di tempi diversi e di altre stagioni.

L’Aurelia e le sue curve, i suoi saliscendi in questa terra dalle dolci colline e dalle ardite discese, tra creuze che si snodano tra orti, giardini e scalette, contrasti di una regione che sa offrire molti differenti panorami.

Blu e verde di Liguria.

E diverse sfumature di turchino, sempre più limpido e trasparente e infine chiaro di frizzante spuma di mare.

E trasparenze di acqua cristallina, sotto il sole sfolgorante, camminando da Pieve Ligure fino a Sori.