Una gita al lago

Una gita al lago, con le nostalgie di tempi lontani.
Con la lentezza di una stagione dolce, lasciandosi lentamente cullare sull’acqua.
Questo cartoncino proviene da un luogo che non ho mai visitato ma devo ammettere che le cartoline francesi hanno da sempre un fascino particolare per me, alcune sono davvero bellissime.
Ed ecco così la Savoia e le acque calme del Lago di Bourget, sulle sue sponde si affaccia un romantico castello.
Su questa bella cartolina sono poi impressi alcuni versi tratti da una poesia di Alphonse de Lamartine dedicata proprio a questo lago.
Le lac è un poema risalente al 1820, è componimento scritto in memoria di un affetto perduto che ebbe come scenario questo lago francese, ci sono parole di rimpianto e tenerezza, interrogativi che sembrano ferire il cuore di chi li scrisse.
E poi c’è quella sponda, l’immagine idilliaca di un luogo pacifico e bello.
Una vela bianca, una barca che dondola.
Due donne elegantemente vestite se ne stanno lì sedute a godersi il panorama e la bellezza del luogo, ognuna di loro sfoggia un bel cappello di certo all’ultima moda.
Ed è un tempo dolce, il tempo di una gita al lago.

Una ghiandaia molto fortunata

È una ghiandaia molto fortunata, ormai è da tutta l’estate che la trovo sempre allo stesso posto: sembra infatti che abbia messo su casa in un magnifico orto qui a Fontanigorda, io la incontro sempre lì, guarda che caso!
Ora poi, rispetterò la riservatezza della signora ghiandaia e quindi non vi rivelerò dove si trovi esattamente il suo orto ma sappiate che passando di lì potreste udire un battito d’ali o un movimento rapido tra le foglie.
Eccola, è lei!

Al solito ostenta un’espressione innocente, la ghiandaia cerca sempre di passarla liscia, ormai la conosco, fidatevi di me.

Tuttavia a Miss Fletcher non sfugge nulla, mi sembra logico, a me non la si fa!
E infatti posso garantire di aver visto la ghiandaia passeggiare serafica nell’orto, nei pressi di un generoso albero di mele.

E poi, nel pieno del caldo agosto, l’ho trovata infrattata tra le foglie del pero, forse pensava di non essere notata ma non è così!

Ora con l’occasione vorrei ricordare che alla mia piccola collezione di piume di uccello manca proprio quella piuma turchese così vistosa e quindi, cara signora ghiandaia, se fosse così cortese da farmene dono io le sarei molto grata!

Mentre attendo speranzosa l’agognata piuma condivido con voi la bellezza sfolgorante di questa creatura bellissima: una ghiandaia fortunata di Fontanigorda.

Il primo giorno di settembre

Il primo giorno di settembre è per molti di noi tempo di nuovi inizi.
Declina piano l’estate, cede il posto ad una stagione nuova, le foglie si staccano dai rami ed io mi sorprendo a guardarle ondeggiare nell’aria e poi cadere al suolo.
Il primo giorno di settembre annuncia l’autunno che appare già, in certi luoghi, nei toni e nei colori.
E già si svela nel clima mutevole, nelle nuvole che rapide occupano l’azzurro, nei temporali pomeridiani accompagnati dal fragore del tuono.
Sa essere indeciso e capriccioso questo mese, sa essere una promessa e anche una speranza.
Inizia così per me, con una via dalle belle curve sinuose che si snoda nel verde rigoglioso degli alberi mentre ai lati della strada una sull’altra si posano le foglie dorate.
Benvenuto a te, primo giorno di settembre.

Fior di melanzana

Sbocciava nell’abbondanza estiva di un orto impervio, tra foglie generose e ampie, nella calura di una mattina di agosto.
Ed io credo proprio di non aver mai veduto prima questo fiore, altrimenti me ne sarei ricordata.
Ha un’eleganza sfrontata e vivace, sfoggia una parvenza di liscio velluto, le sue diverse screziature di viola si aprono così sotto i raggi del sole mentre i frutti maturano piano.
Un fior di melanzana, nelle semplici armonie della campagna, spicca così per la sua solare bellezza e per il suo rustico splendore.

Una bella compagnia

Nel corso di questa calda estate li ho veduti più di una volta: stanno in un prato vicino a casa mia, non so da dove arrivino ma ad annunciare la loro presenza sono i campanacci che portano al collo.
A volte su quel prato ci stanno persino tutta la notte, si vede che lì prendono il fresco!
È una bella compagnia ed è composta da eleganti cavalli accompagnati da qualche infiltrato: la prima volta sono venuti con un asino.

C’è erba per tutti, non c’è bisogno di agitarsi!

L’asinello, devo dire, mi è sembrato molto docile e socievole.

I cavalli vanno e vengono, di preciso ritornano sempre su quel prato, evidentemente è il loro posto preferito.

E in una diversa occasione chi c’era con loro? Un piccolo, fantastico pony, ve l’ho detto che si tratta proprio di una bella compagnia!

Il cavallino pezzato quel giorno lì era in vena di giocare e così si è esibito in uno speciale repertorio di capriole.

Cavalli (6)

E poi aveva appena smesso di piovere e quindi è rimasto lì, spalmato sull’erba bagnata.

Cavalli (7)

E quindi baldanzoso si è alzato sotto i miei occhi curiosi, proprio un bel tipetto!

Cavalli (8)

Fanno parte del gruppo cavalli maestosi che sfoggiano una certa possanza.

Poi c’è chi, nel suo piccolo, fa comunque una bella figura!

Stanno tutti insieme, grandi e piccoli, si trovano bene tra di loro: guardateli lì, il pony e il cavallo a spasso sul prato.

E poi, con quella splendida vivacità, ecco alcuni di loro intenti in una corsa gioiosa, criniere al vento e istinto vitale.

Stanno tra il prato e il bosco, tra il sole e l’ombra, creature magnifiche della mia Val Trebbia.

Estate a Santo Stefano d’Aveto

Ed ecco un giorno d’estate a Santo Stefano d’Aveto, principale località della Val d’Aveto, una zona della Liguria che conosce differenti stagioni turistiche, infatti questa è anche la montagna dei genovesi ed è molto frequentata anche nel cuore dell’inverno quando qui scende copiosa la neve, gioia e diletto degli sportivi e degli sciatori.
Il tempo d’estate è invece colorato e rigoglioso, sono molti coloro che trascorrono le vacanze in questa valle accogliente.

Tra il verde dei boschi, là dove i gerani adornano le ringhiere con questa armonia.

Per le strade che si snodano tra antiche dimore.

Mentre sventola all’aria dei monti il bucato dai toni pastello.

Santo Stefano d'Aveto (4)

A Santo Stefano d’Aveto ci sono belle pasticcerie, negozietti di specialità locali, vetrine invitanti, ho persino comprato una certa quantità di mirtilli deliziosi.

Si scaldano al sole d’agosto i tetti di Santo Stefano.

E svetta il campanile accanto alla chiesetta.

Santo Stefano d'Aveto (7)

Tutto attorno fiorisce una natura ricca e generosa, ideale per le passeggiate, le gite e le escursioni, l’Aveto offre infatti diverse possibilità adatte a tutti.

Santo Stefano d'Aveto (8)

E contro il cielo azzurro si staglia l’immagine di Maria che protegge la gente di questi luoghi.

Santo Stefano d'Aveto (9)

Si cammina per le stradine curate e ben tenute.

Santo Stefano d'Aveto (10)

E i petali rossi abbelliscono finestre e davanzali.

E taluni si godono semplicemente la quiete e il fresco ristoratore.

In questa valle prodiga di molte bellezze naturali.

Santo Stefano d'Aveto (13)

Tra boschi e prati di verde lucente sotto il cielo chiaro d’estate.

Santo Stefano d'Aveto (14)

Mentre il sole filtra tra le case colorate del paese.

Santo Stefano d'Aveto (15)

E bacia i tetti, i muri caldi di luce, nella bella estate di Santo Stefano d’Aveto.

I fiori della Norma

In questo scorcio di agosto vi voglio regalare la bellezza vera di certe meraviglie della natura: sono i fiori della Norma.
La Norma è la fiera e splendida proprietaria della Trattoria al Valico dove si gustano delizie assortite davanti al panorama magnifico del Passo del Fregarolo, qui trovate il mio post dedicato al suo bel locale.
E poi ogni volta che si va da lei non si può fare a meno di ammirare quei suoi fiori che dondolano gentili smossi dall’aria pura.

Vivaci e dai mille colori, sui loro petali si posano certi graditi ospiti.

Ed è uno splendore autentico, una perfetta armonia di toni contro il cielo che sovrasta la valle.

E poi arancio, giallo, turchino, lilla e candido bianco, tra l’erba viva e lucente.

Un paradiso per le farfalle e gli insetti che volano da un fiore all’altro.

E diverse sfumature d’estate, semplicemente vita e una vibrante esplosione di meravigliosi contrasti.

Bellezza sfacciata e così ricca di grazia mentre gli steli sottili si piegano sotto il peso di deliziose corolle.

E foglioline intrepide, petali vellutati e variazioni di rosa.

E girasoli generosi inondati di luce.

E gerani anche, alle finestre e sullo steccato: a rendere così unici questi fiori sono l’aria pura, l’acqua cristallina e fresca, il respiro vitale del bosco.

Rinasce e ritorna ancora la vita, sboccia nei fiori gentili, nei petali frementi sotto il sole generoso.

Mentre si attende una stagione nuova e l’aria si rinfresca, così sbocciano densi del calore dell’estate i fiori della Norma.

Creature dell’aria e dei fiori

Ogni estate a Fontanigorda regala sempre i consueti incontri con le meraviglie dell’aria, dei prati e dei fiori: sono gli insetti e le farfalle che lievi si posano qua e là, dedico così questo piccolo spazio a loro, creature minute che sono parte fondamentale del prezioso equilibrio dell’universo.
Sono tutte diverse e ognuna dona agli sguardi una differente bellezza, ecco una farfalla dalle candide ali posata su semplici fiori selvatici.

E poi bianco e nero, sui petali rosa in giardino.

Rosso di gerani e la venatura delle ali di color giallo chiaro, splendore effimero e così perfetto.

A spasso sui fiori con questa ineccepibile delicatezza.

E così, in contrasto: su una fragile campanella di colore tenue.

Mentre le api ronzanti affondano felici tra petali rosa in questo trionfo di vita e beltà.

Ed è ancora l’eleganza in bianco e nero a spiccare sui fiori bianchi.

E sono magnifiche simmetrie che paiono disegnate da mano d’artista sullo stelo di un fiore.

E ancora dondola una gialla meraviglia sulla quale si schiudono ali dai toni di ocra.

E tutto è armonioso, perfetto e sublime come solo la natura sa essere, nella sua bellezza così semplice e vera.

Una farfalla a Ferragosto

E torna ancora qui una piccola farfalla.
Magnifica ed elegante si posa sui fiori candidi, resta tra le foglie lucide e poi si alza e distende le ali.
Indugia ancora, in questa pigrizia estiva, nella dolcezza dell’ombra.
E porta a voi con il suo volo aggraziato le mie parole per questa giornata di festa nel cuore dell’estate, buon Ferragosto a tutti voi!

Ammirando l’airone cenerino

Ogni estate, quasi a sorpresa, ecco che si fa vedere.
Un battito d’ali, la sua figura sottile ed elegante che si staglia nel cielo di Fontanigorda: eccolo, è ancora lui, l’airone cenerino!
È un tipo solitario, gira sempre da solo, non l’ho mai visto in compagnia.
In questo caldo agosto, a differenza degli altri anni, sono riuscita a scattargli qualche foto, il bel tipetto mi è passato proprio davanti ed è andato ad accoccolarsi tra il fitto degli alberi.

E ad osservarlo con attenzione alla fin fine mi è sorto pure un dubbio.
Oh, sta a vedere che questo qui che transita in Val Trebbia è lo stesso bel tomo che vidi lo scorso inverno al Porticciolo di Nervi?
Ricordo perfettamente quella giornata, tutto attorno paperini e paperotti starnazzavano gioiosamente e lui passeggiava, sussiegoso e leggero come una ballerina di danza classica.

C’è da dire che la somiglianza tra i due soggetti è schiacciante: due gocce d’acqua!
Del resto non ci sarebbe nulla di male, pure l’airone cenerino avrà diritto di andare in vacanza e qui, nel prato vicino a casa, è sempre benvenuto.

Comunque, stavo quasi per avvicinarmi giusto per chiedere se appunto anche lui si ricordava di quel nostro incontro in quel di Nervi quando tac, ecco che di nuovo l’airone mi ha colta di sorpresa, è la sua specialità!
Ha aperto le ali e si è alzato in volo e non l’ho più visto, adesso aspetto che torni da queste parti, almeno che mi sappia dire se il prossimo inverno intende passare al Porticciolo di Nervi.