Nuovi nati all’Acquario e i colori della vita

Nel corso di questo weekend sono stata invitata da Costa Edutainment a partecipare ad un evento che ha coinvolto giornalisti di varie testate e blogger provenienti da diverse città, quindi avrete occasione di leggere anche altrove di queste giornate appena trascorse, io proverò a raccontare le visite alle quali ho preso parte.
L’occasione si deve a una piacevole novità: all’Acquario di Genova ci sono dei nuovi nati, un piccolo di delfino venuto alla luce alla fine di agosto e un lamantino nato agli inizi di settembre.
E quest’ultima nascita ha tratti eccezionali: ci sono solo 10 strutture in Europa presso le quali sono presenti i lamantini, l’Acquario di Genova è l’unica realtà italiana ad ospitarli e una delle cinque strutture europee nelle quali si sia verificata una nascita.
E così ci avviciniamo ai lamantini, gli adulti sguazzano in maniera piuttosto scenografica, la vasca che li ospita è ampia e spaziosa.

Acquario (2)

Questi vetri dietro ai quali si svelano le bellezze degli oceani sono la gioia dei bambini.

Acquario (3)

E il piccoletto?
Prima si è piazzato dietro a una roccia, poi si è messo a pelo dell’acqua, in seguito ha cambiato posizione, ho atteso con pazienza di vederlo nuotare ma una gentile signorina dell’Acquario mi ha detto che il piccino stava beatamente dormendo.
Ecco, come è giusto che sia il lamantino mica aspetta i comodi di Miss Fletcher, certo che no!
L’ho lasciato ai suoi sogni marini e ho continuato la mia visita.

Acquario (4)

Come sapete io amo usare soltanto le mie foto, in questo caso faccio una piccola eccezione, l’immagine che segue è di proprietà dell’Ufficio Stampa di Costa Edutainment e mi è stata fornita in questa occasione, mostra il cucciolino con la sua mamma.

Acquario (5)

Qui potrete ammirare le foche e gli squali, sono numerose le insidie che il mare nasconde.

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Acquario (7)

E lo stesso vale per certi fiumi, questi sono i temutissimi piranha.

Acquario (8)

L’abisso ha tutti i colori dell’arcobaleno, fluttuanti meduse e sgargianti stelle marine, queste foto le ho scattate nel corso di una precedente visita.

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Le tinte della vita sono vivaci, vitali e sempre differenti.

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Un’ampia sezione è dedicata ai pinguini, per alcuni di loro questo è periodo di muta.

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Al visitatore sembra naturale vederli così, tra le acque gelide nelle quali essi abitano, naturalmente questo prevede un particolare allestimento che ricrei il clima adatto a queste creature.

Acquario (14)

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E poi ancora, guarda.

Acquario (16)

Importante  è certamente la valorizzazione degli aspetti ludici ed educativi, l’Acquario attira diversi tipi di visitatori, sono numerose le famiglie con bambini.
A loro è dedicato un gioco in scatola, Mr Goodfish, una maniera divertente di far conoscere ai più giovani alcune pesci dei nostri mari.
E i più piccini hanno diverse maniere per entusiasmarsi, sicuramente si soffermano presso la vasca tattile dove è possibile accarezzare le mante.

Acquario (17)

Qui si incontra la biodiversità, impossibile citare ogni specie presente.

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Creature di mare e di terra, grandi e piccine.

Acquario (18)

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La visita prosegue al padiglione dei cetacei che offre al visitatore la possibilità di ammirare i delfini da diversi punti di osservazione.
Ecco l’ora del pranzo e uno di loro che balza fuori dall’acqua.

Acquario (20)

All’Acquario ci sono biologi e veterinari, i loro studi sono volti alla conservazione e alla tutela delle specie presenti nei nostri mari, non dimentichiamo che il Mar Ligure è parte del Santuario dei Cetacei, pertanto è prezioso il lavoro di questi studiosi, essi si occupano anche di censire gli animali che nascono e crescono nelle nostre acque.
E a differenza del lamantino il cucciolo di delfino era bello sveglio, eccolo insieme alla sua mamma.

Acquario (21)
E qui, in diverse immagini, i delfini e tutta la loro dolcezza.

Acquario (22)

Acquario (23)

Oltre a vederli in questa maniera potete fare di più, come si legge qui, sul sito di Acquario, in certe stagioni è possibile anche partecipare ad un’uscita di avvistamento cetacei, è un’esperienza indimenticabile e io spero di ripeterla.
Nell’acqua chiara, la vita che dobbiamo difendere e valorizzare.

Acquario (24)

Lo sguardo va oltre la vetrata, verso la prospettiva della Nave Italia e verso l’Isola delle Chiatte.

Acquario (26)

Costa Edutainment comprende diverse realtà museali e attrattive ben note a coloro che visitano la Superba, come il bigo e la biosfera realizzata da Renzo Piano.

Porto Antico (11)E una visita all’Acquario dev’essere anche uno spunto per scoprire Genova e le sue antiche bellezze: non fermatevi al Porto Antico, percorrete i caruggi e lasciatevi incantare dai loro misteri, dalle botteghe dal fascino eterno e dai giochi di luce, Genova è ricca di tesori capaci di suscitare stupori.
E poi ancora è parte di Costa Edutainment il Museo dell’Antartide.
Ci siete mai stati? Io sì, ne ho scritto in questo articolo.

Museo Nazionale dell'Antartide (13)

E da non perdere è il Galata Museo del Mare, per me è la realtà più coinvolgente che ci sia a Genova, comprende anche il sommergibile Nazario Sauro e potrete visitarlo.
Nelle sale del Museo troverete celebri quadri e tutto ciò che racconta l’arte marinara e certe vicende genovesi, questo è un museo che ha fatto dell’interattività la sua carta vincente.

Galata Museo del Mare

Ed è una grande emozione, ti cali nei panni di coloro che emigrarono in America in cerca di miglior fortuna.
Prendi il documento e la carta d’imbarco, avrai l’identità di un vero emigrante.

Galata Museo del Mare (3)

Camminerai per le strade di Genova, da dove partivano i nostri emigranti.

Galata Museo del Mare (2)

E vi rimando a questo post dove capirete quali viaggi e quali avventure sulle onde vi attendono.

Galata Museo del Mare 18

E ancora, siete mai saliti a bordo di una galea?
Andate al Galata e comprenderete la vita un altro tempo e le sue difficoltà, qui trovate il mio articolo dedicato a questa sezione del Museo.

Galata Museo del Mare - La Galea

Riguardo al Galata ci sono ancora diversi argomenti che desidero approfondire e lo farò molto presto, per adesso mi fermo qui.
L’incanto del mare non svanisce mai, è come il suono delle sue onde, emozionante come la vita che abita.

Acquario (25)

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I delfini e le alchimie dell’amore

L’amore è una questione complicata.
Parole?
A trovare quelle giuste forse si potrebbe scrivere di certe sensazioni imperscrutabili, l’amore sta dentro di noi anche se non sappiamo spiegarlo, è nello spazio indefinito della nostra interiorità.
L’amore sta dentro ai nostri romanzi, nelle nostre canzoni, nei versi delle poesie nelle quali ci riconosciamo.
Sta già lì, in certi luoghi che sentiamo nostri.
E poi c’è questo giorno, più che altro importante in certi anni dell’adolescenza, a dire il vero.
E ci sono certe immagini che narrano la nostra vita e la nostra maniera di stare nel mondo, la nostra continua ricerca della felicità.
La vita è un tuffo gioioso dentro a tutte le cose che non conosciamo ancora.

Delfini

Ho scattato queste fotografie all’Acquario di Genova, ero al di là del vetro e osservavo queste creature meravigliose, nel mio quadernetto dei sogni c’è anche un antico desiderio: nuotare con i delfini.
In mare aperto, in libertà.
Inconsapevoli interpreti delle nostre emozioni, i delfini fluttuano nell’acqua azzurra.
E’ quella cosa lì l’amore, un’insondabile alchimia.

Delfini (6)

Seguire l’onda e il destino.
E allontanarsi, nuotare un po’ più in là, mantenendo comunque lo stesso orizzonte.
Senza perdersi di vista.

Delfini (3)

Sì, in quella vasca c’era tutto un infinito di emozioni, c’era il silenzio ovattato dell’acqua e la magnifica quiete che si prova quando si è in pace con se stessi e con chi amiamo.

Delfini (2)

E c’era quella sorta di inesprimibile gioia che colma l’animo.
E non sai esattamente dove trovare le parole, a dire il vero non occorrono neppure.
Sì, proprio quella gioia lì.

Delfini (4)

L’ amore sta in certi romanzi, in alcune melodie, nei versi di molte poesie.
E io in questo giorno ho scelto di lasciar parlare i delfini, loro conoscono quel linguaggio misterioso dell’amore.
Buon San Valentino a tutti voi!

Delfini (5)

Palazzo San Giorgio e la gloria di Genova

Correva l’anno 1256 e a Genova governava Guglielmo Boccanegra, primo Capitano del Popolo e antenato di Simone che sarà primo Doge.
E Guglielmo, eletto con grandi consensi, aveva bisogno di un palazzo pubblico che fosse sede del Governo, un palazzo splendido e magnifico che venne edificato davanti al mare tra il 1257 e il 1260: Palazzo San Giorgio.

Palazzo San Giorgio  (11)

Guglielmo Boccanegra ebbe alterne fortune, vi racconterò la sua vita nel dettaglio in un’altra occasione, ora vi basti sapere che nel 1262 venne spodestato e fu costretto a far fagotto per rifugiarsi dal Re di Francia.
Ma una lapide ricorda che a lui va il merito di aver lasciato alla città di Genova questo palazzo.
La lapide si trova sul lato più antico che affaccia sui portici che portano il nome di Frate Oliverio, l’architetto incaricato di costruire il Palazzo.
Sopra la porta, come già vi dissi qui , si trova una testa leonina sottratta dal palazzo Pantocratore di Costantinopoli ai veneziani, da sempre nemici dei genovesi.

Palazzo San Giorgio  (8)

E come già vi ho detto non è il solo leone a trovarsi sulle mura di San Giorgio, ci sono anche altre due teste leonine sempre sul lato che affaccia su Via Frate Oliverio.

Palazzo San Giorgio

Una pietra in memoria di Guglielmo, Capitano del Popolo.

Lapide per Guglielmo Boccanegra

L’ANNO MCCLX GUGLIELMO BOCCANEGRA
ESSENDO CAPITANO DI QUESTA CITTA’
ORDINO’ CHE IO FOSSI FATTO E FRATE
OLIVERIO UOMO DIVINO PER ACUTEZZA
DI MENTE MI ADATTO’ POCO DOPO
CON SOLLECITUDINE COM’ERA STATO
COMANDATO ALL’USO DELL’AUTORITA’
PRESENTE

Il palazzo nel 1340 divenne sede della Dogana, a San Giorgio si riscuotevano le gabelle e così nel cortile trovavano spazio le merci per le quali occorreva pagare.
C‘era l‘ufficio della Gazarìa, preposto all’amministrazione delle Colonie e l’Ufficio dei Confortatori che invece si occupava dell’esenzione dei dazi e delle gabelle.
Genova città di mercanti e di commercio, la toponomastica non è mai casuale, questa piazza si chiama Caricamento perché qui nella seconda metà dell’Ottocento si svolgeva il caricamento delle merci, prima si usarono  i carri e poi la ferrovia che conduceva a Torino, inaugurata nel 1854.

Palazzo San Giorgio  (6)

Ma torniamo al  1408, in quell’anno nel Palazzo si stabilì la celebre Compagnia di San Giorgio anche detta Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio.
Per far fronte alle difficoltà economiche il Governo dal XII secolo aveva stabilito l’usanza di chiedere prestiti ai privati, i quali in cambio ricevevano i proventi di alcuni dazi, le così dette Compere.
Le compere confluirono nel 1407 in quest’unica società che ebbe il compito di gestire il debito pubblico e che conserverà una sua autonomia sino al 1797, anno della caduta della Repubblica.
Il glorioso Banco di San Giorgio emetteva moneta, i così detti Biglietti di Cartulario che furono messi in circolazione agli inizi del ‘600.

Palazzo San Giorgio  (7)

L’immagine soprastante ritrae la parte più antica del palazzo, al di là di quelle finestre si trova la Sala del Capitano del Popolo, a breve distanza la Sala delle Compere.
Ve le mostrerò entrambe, grazie al Dottor Oddone Dirigente del Servizio Comunicazione e Promozione dell’Autorità Portuale di Genova che ha qui la sua sede  ho trascorso un’intera mattinata in quelle stanze.
Che meraviglia! Sola con i benefattori della Repubblica, quelle stanze racchiudono tesori!
E sapete, sarei rimasta lì delle ore a decifrare le lapidi e ad ammirare le statue!
Oggi vi porto a zonzo attorno al Palazzo, a questo splendore della nostra città.

Palazzo San Giorgio  (3)

Un palazzo che è stato restaurato a regola d’arte ed è stato così restituito alla sua antica bellezza.

Palazzo San Giorgio  (10)

C’è qualcosa di affascinante in questo edificio, quand’ero bambina mi colpivano queste finestre.
Tempo di dame e cavalieri, un altro tempo, quello dei Capitani del Popolo!

Palazzo San Giorgio  (17)

E poi vedeste cosa c’è in quei saloni!

Palazzo San Giorgio  (15)

Risplende luminoso sotto il cielo terso di Genova il Palazzo che fu sede del Governo e in seguito del Comune.

Palazzo San Giorgio  (12)

E non manca una bella edicola risalente al XVIII secolo, la Madonna è attribuita alla scuola dello Schiaffino.

Edicola

Un palazzo costruito e ristrutturato in epoche diverse, una parte medievale antistante Via Frate Olivierio e una rinascimentale che fronteggia il mare.
Ed è magnifica questa facciata affrescata prima da Antonio Semino e poi da Lazzaro Tavarone agli inizi del ‘600.
Gli affreschi hanno rivisto nuova vita al principio del ‘900 per opera di Ludovico Pogliaghi che ha utilizzato come riferimento alcuni antichi quadri.
In tempi più recenti, nel 1992, la facciata è stata nuovamente affrescata con l’intervento del  pittore Raimondo Sirotti.

Palazzo San Giorgio  (2)

Un palazzo dedicato a un Santo caro ai Genovesi, quel San Giorgio che si trova effigiato in tante sculture sopra i portali di numerose case del centro storico, come potete vedere qui.
Sventolano le  bandiere sulla facciata di San Giorgio.

Palazzo San Giorgio (2)

Sulla sommità dell’edificio un orologio scandisce il tempo che scorre qui, davanti al mare.

Palazzo San Giorgio

Ed eccolo San Giorgio che sconfigge il drago.
Si protegge con uno scudo sul quale è dipinta la bandiera della Superba.

Palazzo San Giorgio  (9)

Un palazzo magnificente, vedete da questa immagine che su questa facciata sono ritratti alcuni personaggi.
Ma chi sono costoro? Oh, sono tutti illustri genovesi, cari lettori, ognuno di loro è passato alla storia.

Palazzo San Giorgio  (5)

Ve li presenterò uno ad uno, cosicché possiate salutarli come si conviene quando vi capiterà di passare dalle parti di Caricamento.
Da sinistra verso destra il primo personaggio che si incontra ha un fare cerimonioso: con una mano pare declamare certe eroiche gesta, con l’altra regge un libro.
Chi mai sarà? Signori, questo è Caffaro di Rustico da Caschifellone, crociato ed annalista.
Un giornalista di altri tempi, così si potrebbe definire, il nostro inviato in Terrasanta che scrisse il resoconto della Prima Crociata e narrò la caduta di Gerusalemme e di Cesarea.

Caffaro

Accanto a lui un celeberrimo genovese che si distinse per il suo valore sui mari, il Principe Andrea Doria, valente Ammiraglio della Repubblica di Genova,  ritratto con la sua spada scintillante.

Andrea Doria

In posizione centrale due figure illustri contornano il portone del palazzo.
Il primo è niente meno che Guglielmo Boccanegra, come già vi ho detto Primo Capitano del Popolo.

Guglielmo Boccanegra

E poi ecco un uomo passato alla storia per il suo coraggio, le sue imprese furono narrate dal Caffaro nei suoi Annali.
Guglielmo Embriaco, detto Testa di Maglio, eroe della prima Crociata del quale vi ho già narrato la storia, la trovate qui.

Guglielmo Embriaco

Al suo fianco troviamo un giovane uomo, ai suoi piedi si notano delle corde marinare, in mano regge una sfera.
Signori, un genovese che non ha bisogno di presentazioni, Cristoforo Colombo.

Cristoforo Colombo

Chiude la parata di illustri personaggi un temibile e fiero combattente, l’Ammiraglio Biagio Assereto, trionfatore della battaglia di Ponza avvenuta nel 1435.

Biagio Assereto

Tutti loro se ne stanno sulla facciata di Palazzo San Giorgio.
Sic transit gloria mundi, verrebbe da dire.
A parte Colombo, ci ricordiamo di loro e delle imprese che hanno compiuto?
Questo palazzo attira l’attenzione dei turisti, tutti coloro che vengono a Genova per visitare l’Acquario passano davanti a San Giorgio.
E tutti si fermano a fare fotografie, ad ammirare l’imponenza di questo edificio e la bellezza dei suoi colori.

Palazzo San Giorgio  (13)

La memoria del passato è qui, in questa piazza gremita di visitatori, qui dove i genovesi vengono a passeggiare per respirare aria di mare.
Qui dove sono effigiati ammiragli, crociati e condottieri.
Qui dove un tempo era la dogana e il glorioso Banco di San Giorgio.
Qui dove si vive la gloria di Genova, nella grandiosa maestosità del palazzo voluto dal Capitano del Popolo Guglielmo Boccanegra.

Palazzo San Giorgio (3)

Armanino, sinfonia di frutta secca e candita

Una bottega storica, in Sottoripa.
Sotto i portici, che vi riparano dalla pioggia e dal sole.
Profumo di mare e aria fresca, sotto i portici.
E un negozio che è qui dagli inizi del ‘900, per la gioia dei genovesi.

Armanino

Sinfonia di frutta secca da Armanino.
E ogni volta che ci passo mi fermo a guardare la vetrina.

Armanino (3)

Sì, una sinfonia di colori e di gusti.
Frutta secca, candita e disidratata a vostro piacimento.
Noci e mandorle, fichi e prugne, albicocche e datteri.
E poi papaia e zenzero, ananas e kiwi, un’esplosione di colori e di dolcezza.

Armanino (5)

Che dite, entriamo?
Siamo nel cuore della Superba e qui ci tengono alle tradizioni.

Armanino (4)

E sì, il negozio è caldo ed accogliente, con il bancone di marmo e con questo splendido pavimento.
In questo periodo questa bottega è meta prediletta dei genovesi, che se ne escono carichi di vassoi che verranno serviti in tavola nei giorni di festa.

Armanino (2)

E su quel bancone sono schierati o barattoli con ogni genere di bontà!

Armanino (6)

E poi le marmellate, il miele, la mostarda.
Ma la sinfonia di Armanino ha le note della frutta secca, i suoi colori e le sue tinte calde.

Armanino (7)

E bisogna sbirciare là dietro, oltre le ceste con i grappoli d’uva e le arance succose,  per scoprire  il regno dell’abbondanza.

Armanino (8)

Eccole le vaschette ricolme di tutta la speciale dolcezza che può offrirvi questo negozio.

Armanino (9)

Sinfonia di frutta, dai mille colori.

Armanino (10)

Dolcissime e rosse ciliegie.

Armanino (11)

E fettine di banana, le mie preferite!

Armanino (12)

E poi le fragole, che meraviglia.

Armanino (16)

Le albicocche color del sole, per queste sere d’inverno.

Armanino (13)

Le noci, ovviamente, ma anche le mandorle e le nocciole, troverete qui tutta la frutta secca che desiderate.

Armanino (15)

E la frutta candita, la più buona che si possa trovare.
Un vassoio di queste specialità è il coronamento perfetto di un pranzo delle feste.

Armanino (17)

E come vi ho detto, la frutta di Armanino sulle tavole dei genovesi non manca mai.

Armanino (14)

E poi ancora le lenticchie e i ceci, i fagioli e i funghi secchi.
E certo, ceste di pomodori secchi pronti per i nostri antipasti.

Armanino (18)

E in questi giorni la vetrina è un tripudio  di colori!

Armanino (20)

E sì, questa è una bottega che merita di essere scoperta.
Forse qualcuno di voi verrà a Genova, nelle feste, a visitare l’Acquario, immagino.
E allora una volta usciti di lì imboccate i portici e perdetevi ad ammirare la frutta candita.
Sono certa che vi verrà voglia di portarvela a casa.

Armanino (19)

La trovate qui, nel cuore di Zena, da Armanino, una bottega cara a tutti noi.

Armanino (21)

La Dispensa della Maria, i sapori della Liguria

Nelle nostre città talvolta aprono nuovi negozi.
Non so dalle vostre parti, ma qui a Genova non sempre le novità sono sinonimo di qualità, anzi in molti casi preferirei vedere la serranda chiusa, se devo proprio essere sincera.
A volte, invece, si hanno delle belle sorprese.
Sì, molte delle botteghe che avete visto su questo blog hanno una lunga tradizione, i genovesi si servono in quei negozi da molte generazioni!
E tra queste merita un posto una nuova realtà che si trova nel cuore della città vecchia, a Caricamento.

E’ proprio una piccola bottega, sapete?
Sì, questo negozio un tempo odorava di acqua di mare e di salmastro, di alghe e di ghiaia.
Era una rimessa per barche, pensate.
Oggi è una splendida bottega che si affaccia sull’area antistante il Porto Antico, a poca distanza da quell’Acquario meta di molti turisti.

E cosa troviamo in vetrina? I canestrelli e i dolcetti di Cavo, che sono già un’ottima garanzia!

E allora entriamo e guardiamo che altro si può trovare alla Dispensa della Maria.
E’ piccina piccina questa bottega, qualche gradino e sarete nel paradiso dei gusti di Liguria.
E c’è la cura del dettaglio, che io apprezzo, è ciò che rende un negozio invitante ed accogliente.

Qui trovate i sapori buoni della terra, l’olio extravergine di prima qualità.

E i vini per accompagnare i vostri piatti.

E tutto parla di Liguria, ecco le olive di Taggia in salamoia.

E il patè di olive verdi e nere, semplici bontà tipiche della nostra terra.

Oh, ma da queste parti sono nostalgici, sapete?
E così alle pareti potrete ammirare la Zena del tempo che fu.

E chissà che musica si ascolta alla Dispensa della Maria!

Certo è che il proprietario è affascinato dagli oggetti antichi, sono piaciuti tanto anche a me.
E mi è piaciuto il bancone, con il marmo bianco, sotto la volta che un tempo ospitava le barche.

La cesta con il sale aromatizzato.

E la radio sulla quale trionfano i vasetti di cose buone da degustare a casa propria.

E’ una piccola bottega, sì.
L’ho scoperta di recente e ha qualcosa in comune con tutte quelle che avete veduto su questo blog, è una bottega che incontra il mio gusto, perché è particolare e curata.
Se tutti coloro che aprono nuovi negozi avessero questa attenzione e questa capacità di creare un ambiente in armonia con il contesto, le nostre città sarebbero posti migliori, di questo sono più che certa.
A Genova, a Caricamento, c’è la Dispensa della Maria, una dispensa di cose buone tipiche della terra di Liguria.

 

Via al Mare Fabrizio De André, la città sull’acqua

Chi visita Genova viene qui.
Sotto le palme, al Porto Antico, all’Acquario.

In questa zona della città, un tempo inaccessibile e adesso restituita ai genovesi e ai foresti, aveva scelto di prender casa il nostro cantautore più amato, Fabrizio De André.
Non ebbe il tempo di farlo, mai.
E di lui ancora ci parlano le sue canzoni.

Quando la morte mi chiederà
di restituirle la libertà,
forse una lacrima forse una sola
sulla mia tomba si spenderà
forse un sorriso forse uno solo
dal mio ricordo germoglierà

E qui, come altrove, il ricordo di Fabrizio è vivo e presente.
E qui, su questo mare, la sua città gli ha regalato un via, a lui che in realtà non se n’è andato mai.

Una via luminosa e bella.
Quando sarete qui, lasciate alle vostre spalle la città e il suo dedalo di caruggi.
Inizia qui, dalla biosfera realizzata da Renzo Piano, la passeggiata verso il mare.

Ed è un perfetto connubio di antico e moderno, la città vecchia sullo sfondo e davanti a voi queste scintillanti architetture.

Una via protesa sul mare inondata di luce e di salino.

 Così insolitamente deserta, perché così voglio mostrarvela, perchè siate voi soli a percorrerla, mentre guardate il mare.

Ma questa è davvero la città sull’acqua.
La città delle barche e dei moli.

La città delle case posate sul mare.

Di alberi che attendono le loro vele, per poter prendere il largo.

Di alture baciate dal sole d’estate.

Di viaggiatori che lasceranno queste sponde per navigare.

Una via luminosa e bella, calda e assolata in una mattina di luglio.
Ma quando a Genova tira vento, qui fa sul serio, potete credermi.

Tra mare e cielo, così è la città sull’acqua.

E le onde la accarezzano, giocano e si riposano, a seconda del tempo e della stagione.
Vi lascio dove termina la via lucente e luminosa che conduce al mare e che porta il nome di Fabrizio De André.
Vi lascio qui e qui ritorneremo,  vi porterò oltre il pontile, dove la città sull’acqua si lascia cullare dal suo mare.

Da Piazza dell’Agnello a Vico Pinelli, dai caruggi all’Acquario

E torniamo qui, in Via Cairoli.
Per raggiungere l’Acquario non vorrete mica seguire quella freccia, vero?
No, venite con me, ancora una volta diamo le spalle a questo cartello.

E andiamo giù, per Via San Siro.

E scendiamo ancora, finché arriviamo in Via San Luca.

E guardate bene l’immagine soprastante, tra il palazzo verde e quello rosso si snoda un vicoletto.
E’ Vico dell’Agnello, la cui effige entrò come simbolo nel sigillo di Guglielmo Boccanegra, Capitano del Popolo nel lontano 1257.
Percorriamolo insieme e arriveremo a una piazza:  come spesso accade nella nostra città, un vicolo porta in una piazzetta che ha lo stesso nome, questa è Piazza dell’Agnello.
E’ qui un antico palazzo appartenuto alla famiglia Cicala.

Una lapide ricorda che visse qui uno dei più noti rappresentanti di questa famiglia, Lanfranco Cicala, che ebbe una vicenda umana degna di essere narrata.
Console, legista e poeta, così si legge sulla targa a lui dedicata.

E sempre in questa piazza ecco il bassorilievo con l’Agnello, simbolo delle antiche famiglie consolari.

Questa è una bella piazzetta, ma noi abbiamo una meta, no?
E allora andiamo, andiamo oltre, laggiù dove si intravede uno sbocco.

Non saprei dirvi quanti turisti passino per queste strade e a dire il vero forse anche molti miei concittadini non le conoscono, ma Piazza Pinelli, che prende il suo nome da un’altra famiglia nobile, offre vedute di una bellezza da mozzare il fiato.
Fate pochi passi e poi voltatevi indietro, a osservare quelle case, sempre protese verso l’alto.

E poi magari  soffermatevi ad osservare certi angioletti, che proteggono una casa.

Io vi porterò ancora qui, a scoprire i portoni in pietra del promontorio, i palazzi, le ricchezze nascoste.
Queste antiche dimore, tra le quali si dipana un altro vicoletto, lo vedete laggiù?

E sapete, a volte bisogna guardare verso il basso, e così dovrete fare in Vico Pinelli.

Osservate bene le pietre, guardate se notate qualcosa.

Non vedete nulla? Oh, forse occorre fare qualche passo e voltarsi indietro, guardare da un’altra prospettiva.
Le pietre di Vico Pinelli, almeno noi genovesi dovremmo conoscerle.
Le pietre, consunte dalle ruote dei carretti che passavano di qui per andare a Caricamento.

Il sudore, la fatica e il lavoro di molti hanno lasciato la loro traccia in questo vicolo.

Ma noi oggi avevamo una destinazione prefissata!
Oh sì, me ne ricordo!
E volete sapere cosa vedrete quando uscirete da Vico Pinelli?

Avete visto? Vi ho portato all’Acquario!
Sì, perché tutte le strade, come vi dicevo, conducono all’Acquario.
E allora scegliete voi quale sia la via migliore.
Alcune, seguendo certe indicazioni, vi portano lontano da tutto ciò che vi ho mostrato, ai margini della città antica.
Altre, invece, vi condurranno nel cuore di essa, tra angeli ed immagini sacre, tra dimore di nobili e di vecchi genovesi.
Sarà un cammino diverso e vi porterà in altri tempi, facendovi calpestare le pietre solcate da antichi carretti.

Tutte le strade portano all’Acquario

Tutte le strade portano a Roma. Siamo sicuri?
A Genova tutte le strade portano all’Acquario e questo è un dato assolutamente inconfutabile.
Ecco cosa capita se, girando per la città, si presta attenzione alle indicazioni stradali.
Pronti per un rapido tour?
Partiamo!
Giardini di Brignole, sullo sfondo Corte Lambruschini.
Ecco le indicazioni fornite.

Spostiamoci a De Ferrari, all’imbocco di Salita San Matteo.
Qui, grazie al cielo, vengono suggerite anche altre mete, la chiesa delle Vigne, San Matteo.
Comunque sono disposta ad offrire un aperitivo al turista che riesca ad arrivare a Palazzo Spinola di Pellicceria partendo da qui.
E non aggiungo altro.

Saliamo in Circonvallazione a Monte, scendendo si raggiunge il centro città, il centro storico e il mare, di fronte al quale si trova la zona del Porto Antico con l’Acquario.
Eccoci in Via Bertani, direi che l’immagine è abbastanza eloquente: una sola è l’attrazione turistica che viene indicata.

E a Castelletto, in cima a Corso Carbonara.
Qui i cartelli sono due, uno per lato, quello dall’altra parte della strada fornisce anche la direzione per raggiungere il Castello De Albertis.
Su entrambi,  comunque, campeggia la consueta indicazione, non sia mai che i visitatori perdano l’orientamento e manchino così la strada per l’Acquario!

Andiamo avanti, verso Principe.
Sì c’è il palo davanti, ma intanto capite lo stesso, no?

Come potete vedere,  tutte le strade portano all’Acquario.
E mi sorge un ragionevole dubbio.
Forse quel genovese di nome Cristoforo Colombo  che sbagliò strada andando a finire in America anziché nelle Indie, aveva solo intenzione di approdare in una terra lontana per piantare un palo con l’ennesimo cartello riportante la scritta: Acquario di Genova.
Tutto è possibile, eh!
Mah, forse dovremmo regalare ai turisti una boccia con un pesce rosso, chissà se qualcuno ci ha mai pensato!
Ma torniamo a Zena, alle sue strade e alle infinite possibilità offerte al visitatore.
C’è un cartello, a metà Via Cairoli, io non l’avevo mai notato, me lo ha segnalato un amico.
Non si osserva mai la propria città con gli occhi del turista, e invece dovremmo farlo, fingendo di non conoscere le vie e lasciandoci guidare da ciò che troviamo.
Questo è il cartello.
E supponiamo che davvero voi siate diretti all’Acquario.

Sapete cosa succederà se seguirete queste indicazioni e quelle successive?
Girerete intorno al centro storico, passerete per una strada trafficata, costeggerete la Porta dei Vacca, lasciando fuori dal vostro percorso i caruggi e i suoi incanti.
Certo, quella via conduce a Via Balbi e ad altre bellezze, ma si tratta di un altro itinerario, non è la strada che sceglierei per raggiungere l’Acquario.
E allora, volete dare retta a me?
Vi suggerisco due percorsi alternativi, certamente più affascinanti e ricchi di interesse.
Questo è il primo e vi porterà in luoghi che vi ho già mostrato, i miei lettori abituali riconosceranno posti a loro familiari, ne sono certa.
Quando siete davanti a quel cartello, dategli le spalle ed imboccate il vicolo che avete di fronte, Via San Siro.

Alla vostra sinistra, l’antica cattedrale di San Siro.
Merita una visita e mi riprometto di mostrarvela in tutta la sua bellezza.


Di fronte si trova la targa che ricorda l’ingloriosa fine di Opizzino d’Alzate, qui ho raccontato la sua storia.

E lì, a lato, un caruggio che scende verso la città vecchia.
Lì turisti non se ne vedono.
Perché mai non dovreste essere voi i primi?
Se ci passo io non vedo perché non dobbiate farlo voi!
Coraggio, sono pochi passi!
E allora andiamo, giù per Vico San Siro.

Sapete dove sbucherete?
Esattamente qui, in Piazza Fossatello.

E se imboccherete la strada che nella foto compare sulla sinistra,  arriverete all’Acquario.
Ma prima guardatevi intorno.
Sapete cosa c’è lì?
Di fronte a voi, Via del Campo, la strada di Fabrizio De André, dove troverete la Casa dei Cantautori, il negozio dedicato alla scuola d’autore genovese.

E alla vostra destra, Via Lomellini, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, dove troverete la casa natale di Giuseppe Mazzini e l’annesso Museo del Risorgimento.
E poi sapete cosa c’è proprio all’uscita di Vico San Siro?
La Pasticceria Marescotti di Cavo, che ha lasciato a bocca aperta molti di voi, e lì certo potrete ritemprarvi con una sosta golosa prima della vostra visita all’Acquario.

Cosa ne dite, vi piace il mio percorso alternativo?
Domani ve ne mostrerò un altro,  e poi mi direte cosa ne pensate.
Voi avreste escluso questi luoghi dal vostro itinerario?
E’ quello che vi sarebbe accaduto se aveste seguito quella freccia, avreste girato intorno a queste meraviglie e sareste sbucati in una via percorsa da macchine e da autobus.
Vedete, è proprio vero: tutte le strade portano all’Acquario.
Alcune vi ci fanno giungere camminando attraverso la storia.
E davvero io fatico a comprendere come mai le indicazioni stradali non conducano lungo queste strade: io voglio farvele conoscere, perché possiate decidere voi quale sia la migliore.