Un bosco ricco di sorprese

È un bosco ricco di sorprese quello che circonda Fontanigorda e in questi giorni mi regala continui stupori.
Infatti ieri pomeriggio ho fatto un nuovo bellissimo incontro: ancora uno scoiattolo!
Eh sì, nello stesso posto in cui ho veduto quell’altro che è apparso su questo blog proprio ieri, non si tratta però della stessa creaturina: lo scoiattolo del post di ieri era più scuro e più grande, questo invece era più fulvo e piccolino.
D’altra parte in quella zona ci sono tante ottime nocciole da sgranocchiare e così gli scoiattoli vanno a fare rifornimento e poi via, scappano veloci su per gli alberi!
È un bosco ricco di sorprese e là abita anche questo splendido scoiattolo.

Un simpatico scoiattolo

Non tutte le creaturine del bosco sono sempre disposte a farsi ammirare, talune sfuggono via rapide lasciandoti con il tuo stupore.
A volte, però, basta avere un pizzico di fortuna!
Ieri, sul tardo pomeriggio ho sentito appena fruscio tra gli alberi e all’improvviso ho visto una bella coda elegante muoversi sinuosa tra le foglie: uno scoiattolo!
Vivace e vispissimo, saltava veloce da un ramo all’altro, con quella sua incredibile vitalità, non so neanche come abbia fatto ma sono riuscita a fotografarlo.
E spero proprio di incontrarlo di nuovo: arrivederci, simpatico scoiattolo!

Cavallini felici

Questa è una piccola storia di cavallini felici, li ho veduti qualche giorno fa e stavano su un bel prato tutto per loro, proprio a lato della strada e al margine del bosco.
Due cavallini piccini e due cavalli grandi.
Due avevano il manto chiaro.

Due invece erano elegantemente scuri.

Stavano lì, a fare le cose che fanno i cavalli e i cavallini felici.

E quello piccolo e scuro, a dir la verità, non si è mosso poi tanto: stava lì fermo, un po’ insicuro.
Come dire: sono ancora un cavallino senza esperienza, ci vado cauto!

E infatti se ne stava vicino al cavallo grande, al sicuro.

L’altro piccoletto invece, ah, quello lì era in cerca di avventure e se ne andava alla scoperta del cose del mondo.
Si è infilato senza paura nel fitto degli alberi e poi ne è uscito avvolto dalla luce brillante del sole.

Poi se ne è andato vicino alla sua mamma.

E con grande soddisfazione ha preso il latte che lo farà divenire un cavallo grande e forte.

E poi ancora, se ne è andato a gironzolare di qua e di là mentre io rimanevo ad osservare questa dolce e tenera quotidianità di certi cavallini felici.

Un cestino pieno di ciliegie

È un albero magnifico e abita in un orto generoso, lo vedo sempre durante le mie passeggiate perché i suoi rami danzano nel cielo carichi dei loro frutti deliziosi.

Rosse, invitanti e succose, le ciliegie sono tra i frutti più belli e buoni di questa calda stagione, il loro tempo è ormai alla fine ma negli ultimi giorni di giugno ho avuto più volte occasione di ammirarle sui quei rami così fitti di foglie.

C’è da dire che non sono certo l’unica ad apprezzarle: lassù in cima certi piccoli visitatori banchettavano gioiosamente con i piccoli frutti vermigli.

E tuttavia l’albero era davvero carico di frutti: una delizia anche solo per gli occhi, un’allegria d’estate che sa meravigliarci.

Cielo azzurro, calore della campagna e rosse ciliegie.

Stupore e assoluta semplicità, cogliere la frutta è un gesto antico e sapiente che comporta amore per la terra, pazienza, dedizione, cura e una certa amorevole lentezza alla quale non siamo più abituati.

E così un bel giorno passavo di lì e ho veduto la proprietaria dell’albero che raccoglieva i suoi dolci frutti da quei rami così prodighi, la signora è stata molto gentile e mi ha regalato un po’ delle sue ciliegie, un dono bellissimo e prezioso e non so dirvi quanto io l’abbia apprezzato.
Là, all’ombra dell’albero, sulla tenera erba, era posato un bel cestino di vimini: non so trovare neanche le parole per dire quanta vera bellezza si ritrova in un cestino pieno di ciliegie.

Un timido capriolo

È successo l’altro giorno, a poca distanza dalla mia casa qui a Fontanigorda.
Lui se ne andava in giro da solo, stava là nascosto tra certi alberi, in un tratto piuttosto scosceso ma certo per lui non è un problema, il capriolo si destreggia senza difficoltà in certi luoghi impervi.
E poi, ad un tratto, è sbucato tra i rami.

A differenza dei daini che in genere fuggono subito velocissimi, questo capriolo è rimasto un po’ fermo, a distanza di sicurezza, quasi intimidito e perplesso.
Eh, non so dirvi se mi abbia vista, magari non è riuscito bene a distinguermi e questa è la ragione della sua calma.

Poi ha voltato il capo verso il vicino corso d’acqua, un posto molto interessante per lui!

È stato cortese, mi ha concesso il tempo per ammirarlo e per scattare queste fotografie e di questo gli sono molto grata: arrivederci piccolo capriolo, a presto!

Il tempo del maggiociondolo

È un albero maestoso, si sporge da un giardino oltre lo steccato e così cerca il sole.
Ha un fogliame ricco, intenso e lucente.

E nella tarda primavera si copre di fiori gialli: questo è il maggiociondolo, una persona di Fontanigorda mi ha detto che qui nel genovese è noto anche come laburno e che un tempo era detto albero del Corpus Domini e veniva usato come ornamento.
Tuttavia bisogna prestare attenzione perché la sua è una bellezza davvero pericolosa: questo albero infatti è molto velenoso.

Osserviamolo così cautamente da lontano, mentre i suoi fiori dondolano nell’aria.

Una bellezza gloriosa e magnifica.

L’albero, come chiaramente si intuisce dal suo poetico nome, è più ricco e generoso nel mese di maggio.

Ancora resta, in questa aria leggera e calda, con i suoi fiorellini gialli.

È una danza di petali leggiadri e colmi della luce del sole.
Contro le montagne e contro il cielo azzurro.

In questi giorni di giugno così ancora si ammira la beltà superba del maggiociondolo.

Camminando nel passato sulla Circonvallazione a Mare

Ritorniamo a ripercorrere insieme la Circonvallazione a Mare, in un giorno di sole e di primavera, volgendo lo sguardo a ponente e verso la Lanterna ecco la strada ampia, il nastro di asfalto e sullo sfondo le case alte dei caruggi.

Osserviamola meglio e con occhi diversi in un tempo differente: sfogliando il prezioso volume Genova Nuova edito nel 1902 si scopre che la Circonvallazione a Mare, realizzata alla fine dell’Ottocento, era allora considerata una tra le migliori passeggiate d’Italia.
Viene descritta con parole suggestive, se ne esalta l’ampiezza e le grandiose vedute che si godono da questa passeggiata che così si snoda per un lungo tratto.

Tra ieri e oggi, tutto muta e cambia e forse potremmo provare a lasciare dietro di noi il rumore del traffico e tornare, anche solo per qualche istante, nel nostro passato.

Forse potremmo anche prendere del tram: ecco una delle straordinarie conquiste della modernità!

Diamo le spalle alla Lanterna e guardiamo nella direzione opposta: è così piacevole camminare, con tutta la calma del mondo, sulla Circonvallazione a Mare.
C’è una fila di alberi giovani e poi ci sono palme frondose, la ricchezza di verde che abbellisce la passeggiata viene anche ricordata sulle pagine del già citato libro Genova Nuova.
Passo dopo passo, con fiera eleganza.

Ed ecco arrivare un carro e il rumore degli zoccoli del cavallo, questo è davvero il ritmo di un tempo diverso.
E qualcuno preferisce mettersi seduto e magari riposarsi un po’ e godere del profumo del mare e della freschezza di questo luogo incantevole.

Da un tempo all’altro, mentre il bianco e nero scivola nei colori vividi e accesi della realtà.
Sulla sinistra, fastosa e imponente, ecco l’ottocentesca Villa Mylius con il suo scenografico loggiato.
I genovesi di ieri andavano a spasso in questi luoghi ed io in qualche modo li ho riportati proprio lì, sulla Circonvallazione a Mare.

Villa Mylius predomina ancora sulla prospettiva di Corso Aurelio Saffi che così appare in questa nostra epoca.

Il tempo fugge, svanisce e muta gli scenari.
Ho scelto tre delle mie cartoline per raccontarvi questi luoghi e come sempre mi sono dilettata a cercare i dettagli, perché così si compiono i veri viaggi nel tempo: osservando e sognando ad occhi aperti.
E allora è come ritrovarsi là, a camminare piano piano, con un ombrello parasole, vero conforto delle giornate calde.

Seguendo il rumore dei tram e quello del carro, sentendo la brezza marina che sfiora il viso: camminando nel passato, sulla Circonvallazione a Mare.

Pulizie di primavera alla fermata dell’autobus

E ritorniamo una volta ancora alla celebre fermata dell’autobus tante volte protagonista sulle paginette di questo blog.
Amici, noi che abitiamo su queste alture di Castelletto, come ben sapete, siamo abituati a trovare alla piccola fermata sedie da cucina o da ufficio, poltroncine e arredi vari, ne abbiamo per ogni gusto.
Ora da diverso tempo si trovano là queste due sedie bianche perfette per le pigrizie di questa stagione e in un angolo, in un certo giorno d’aprile, è pure comparsa una scopa.
A dir la verità tutto l’insieme avrebbe bisogno di una bella rinfrescata e si vede che qualcuno ha pensato di iniziare spazzando via un po’ di foglie e cose così.

Per fortuna la stagione nuova lascia il suo tocco gentile anche sulla palina che è rimasta così avvolta dalla delizia del glicine.

Pulizie di primavera alla fermata dell’autobus: e devono essere state anche un po’ faticose, mi sa.
Infatti dopo qualche tempo la scopa è scomparsa e davanti a una delle due sedie è comparso un piccolo pouf sul quale direi che si possono allungare le gambe per il meritato riposo, dopo tanto lavoro.
E per oggi è tutto, vi aspetto per la prossima puntata alla fermata dell’autobus!

Dolcezze e prati di Rovegno

Rovegno è una delle località della mia amata Val Trebbia, non è tanto distante da Fontanigorda e nel tempo dell’estate un giro a Rovegno capita sempre di farlo.
E così si arriva nella bella piazzetta e si sale su per il paese.

Tra scalette e case di pietra.

E quando sei a Rovegno certo non puoi farti mancare le delizie di Biasotti, celebre e apprezzata pasticceria della quale spero un giorno di parlarvi più ampiamente.
E quando si va a Rovegno il gelato di Biasotti non può mai mancare, io scelgo il delizioso pistacchio che mi piace moltissimo!

Dolcezza si aggiunge a dolcezza camminando fino alla chiesa del paese.

Mentre i fiori ondeggiano allegri nell’aria.

Ed è stupore e meraviglia, la natura è sempre prodiga e generosa.

E ancora ecco un albero di mele carico di frutti con i suoi rami protesi verso il cielo.

E un piccolo ciarliero abitante del luogo a becco spalancato, è sempre una gioia incontrare i tipetti come lui.

E poi un angioletto che così si staglia contro il cielo della Val Trebbia.

E i prati, gli alberi immensi, i rami carichi di foglie, l’aria freschissima e limpida.

E questi toni cosi rasserenanti e intensi, in questa campagna fremente di vita, di profumi e di fragranze del tempo d’estate.

Una bellezza assoluta che spero di ritrovare presto: la dolcezza della Val Trebbia con i suoi panorami e i verdi prati di Rovegno.

Alberi in primavera

E ancora ritorna la gloriosa bellezza degli alberi in primavera: sono alberi di questi dintorni, crescono e prosperano nei giardini di Castelletto e sono gli abitanti preziosi di questo quartiere.
Così ritorno sempre a salutarli e vederli carichi di petali delicati è una gioia vera.
Fiorisce generoso il candido ciliegio.

E si staglia nel blu con i suoi rami vivaci l’albero di Giuda.

E ancora il dolce pruno così si svela.

E si intreccia ai rami dell’odoroso glicine.

Crescono insieme e così vicini, creando uno spettacolo di straordinaria bellezza.

Ed è bianco e lilla così ricco e florido.

E poi ecco il rosa acceso del ciliegio giapponese.

E cielo azzurro e splendido di primavera.

Ancora sboccia lucente il glicine bianco.

E così lo si incontra lungo il cammino.

Verso l’infinito si protende così la tamerice.

E un’altra si affaccia invece da un muraglione, è una meraviglia di rosa e di dolcezza di questa stagione.

Gli alberi in primavera raccontano la vita, il rinnovamento e i nuovi inizi, donano la loro bellezza e rendono uniche le nostre prospettive.
E ancora salendo in Via Domenico Chiodo si nota il viola dei rami fioriti degli alberi di Giuda di Via Oberto Cancelliere.
Son alberi di città in primavera, così generosi e gentili annunciano una stagione nuova.