Il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte

Come di consueto io amo sempre rispettare i riti delle stagioni e quando arriva l’autunno è mia consuetudine andare al Carmine proprio per salutare certi alberi magnifici che crescono rigogliosi tra le case.
C’è un antico giuggiolo che dona il nome a una piazzetta, c’è anche un rigoglioso melograno che abita in un bel giardino ma protende i suoi rami su Vico del Cioccolatte.
Ed è una gioia arrivare al Carmine e vedere il grande albero così verde e generoso.

Quei rami forti fitti di foglie sono carichi di frutti succosi, i melograni si aprono spaccandosi e preannunciando così la loro dolcezza.

E mentre ero lì a fotografare questa meraviglia di stagione chi è spuntato dal muraglione di Vico del Cioccolatte?
Toh, che stupore!

Questo simpatico micio è comparso all’improvviso tra i frutti dell’albero gentile e così per me è diventato subito il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte, è ovvio!
Uno sguardo da un lato e poi dall’altro, eccolo lì, attento e curioso.

E poi anche lui si accorto di me, caspita!
E mi ha guardata come dire:
– Ehi, ciao, cosa ci fai tu lì?

Poi forse deve essere subentrata una certa timidezza: noi liguri, si sa, siamo a volte un po’ ritrosi e il felino in questione non fa eccezione.
Uno sguardo, un movimento, il tipetto si è nascosto tra le foglie e poi è sparito oltre il muro dal quale si era affacciato.

E questa è una delle tante belle sorprese del Carmine, la storia di un gatto in autunno in Vico del Cioccolatte nella stagione del melograno.

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Il primo giorno di settembre

Il primo giorno di settembre è per molti di noi tempo di nuovi inizi.
Declina piano l’estate, cede il posto ad una stagione nuova, le foglie si staccano dai rami ed io mi sorprendo a guardarle ondeggiare nell’aria e poi cadere al suolo.
Il primo giorno di settembre annuncia l’autunno che appare già, in certi luoghi, nei toni e nei colori.
E già si svela nel clima mutevole, nelle nuvole che rapide occupano l’azzurro, nei temporali pomeridiani accompagnati dal fragore del tuono.
Sa essere indeciso e capriccioso questo mese, sa essere una promessa e anche una speranza.
Inizia così per me, con una via dalle belle curve sinuose che si snoda nel verde rigoglioso degli alberi mentre ai lati della strada una sull’altra si posano le foglie dorate.
Benvenuto a te, primo giorno di settembre.

Sulle foglie

È solo uno scorcio di bosco in una mattina di luglio.
Nel silenzio.
E dolcemente come un sussurro ecco un fruscio tra le foglie, sui rami, vicino ai muschi umidi e ai piccolo fiori palpitanti.
Ronzio di insetti e canti di uccelli, i suoni della natura non interrompono questa magnifica quiete, soltanto l’accompagnano e ne sono la voce.
Anche tu, quando cammini, su un prato e nel bosco, divieni parte di tutto questo.
Semplicemente.
E sempre la natura è nuovo stupore.
E così, in una mattina di luglio, ho alzato gli occhi e là, sopra di me c’era un gioco di ombre e di diverse sfumature di verde e ancora oltre il celeste intenso d’estate.
E la luce brillante e vivace si posava appena sulle foglie.

Binari di Liguria

Non è così frequente per me viaggiare in treno e quando mi capita divento una passeggera distratta.
Chiacchiero e ascolto la musica, sul treno invece non riesco mai a leggere, troppi altri dettagli attirano la mia attenzione.
Mi piace viaggiare possibilmente seduta vicino al finestrino e amo guardare il panorama, anche se lo conosco bene e anche se l’ho visto ormai centinaia di volte.
E quando il treno passa vicino alle case si scorgono finestre, terrazzi, vita, frammenti di istanti che svaniscono.
Viaggiare in Liguria, tuttavia, regala molto spesso lo spettacolo del mare perché i binari sono là, davanti all’azzurro placido e calmo.
E ci sono anche le panchine della stazione di Nervi, a volte certe attese diventano poesie.

E lo stesso vale per certi viaggi, a dire il vero è anche raro che mi ricordi di fotografare il panorama, sembrerà strano ma è così: ve l’ho detto, in questi casi sono troppo impegnata a guardare.
Il tempo di un breve tragitto, le case, i giardini, gli ulivi, la costa.

Binari.
Alberi, mare.
L’orizzonte che fugge, rapido.
Le parole degli altri viaggiatori, a volte sussurri incomprensibili sovrastati dal rumore del treno.
La luce, l’aria intrisa di azzurro.

Binari.
E tetti, case di riviera e abitazioni di coloro che ogni mattina vedono le onde e gli scogli.
Binari.
Sospiri, mete da raggiungere, destini.
Dopo una galleria, dopo una curva, laggiù, solo per te.

E case colorate di Camogli, profumo di Mediterraneo, bellezza rara della mia terra e sole che abbaglia, un gabbiano in volo e la linea dell’orizzonte.
E mare e tempo chiari e questi binari di Liguria.

La pioggia di maggio

La pioggia di maggio è la sorpresa che non ti aspetti: cade tumultuosa, rende l’aria fresca ma poi il sole glorioso è vincitore e lei le cede il suo posto.
La pioggia di maggio lascia a terra i suoi specchi incantati che riflettono le imprendibili magie della città.
È una bellezza ritrovata, dai contorni lievi ed evanescenti, puoi coglierla se il tuo sguardo curioso sa trovarla nell’acqua di certe umili pozzanghere.
E vedrai finestre, cielo azzurro e insolite prospettive urbane in Via di Vallechiara.

E l’insegna gialla dell’Ufficio Postale, vetri chiusi e profili tremuli.

È così meravigliosa la vita sottosopra con le strade al contrario, sono come sempre le hai vedute e al tempo stesso sono ad un’altra maniera.
Con quei pedoni che incedono calpestando il cielo, è qualcosa di straordinario, credetemi!
E così è Via Cairoli, nell’eleganza del suo curvarsi armonioso.

E fremono al sole le foglioline verdi su certi terrazzini.

La pioggia di maggio regala bellezza improvvisa e quasi miracolosa, si incontra con la luce radiosa e tutto pare splendere.
E là nella pozzanghera ammiri il cielo azzurro e le palme del Porto Antico.

E poi cade ancora qualche goccia e l’acqua si spande in fragili cerchi, in una musica lieve e imprevista, come la pioggia di maggio sulle strade di Genova.

 

Sull’albicocco

Sull’albicocco è tornata ancora la bellezza della vita, con questi petali rosa e con queste tenere foglioline frementi.
Ad un tratto, silenziosamente, i fiori delicati si sono aperti piano.
Sboccia così l’albicocco.

Con le sue fioriture temerarie che annunciano una stagione nuova.

Questo albero generoso si trova in un grande giardino qui nei dintorni, l’albicocco ha sempre molti visitatori che sembrano apprezzare le sue bellezze e i suoi profumi.
E sono api e farfalle volteggianti che si posano sulle sottili corolle mentre l’albero protende i suoi rami verso il cielo.

Ed è così la vita, vibrante e prepotente, segue il corso della natura, sempre si rinnova e sempre dona nuovi stupori.

Sull’albicocco, dicevo, capita spesso di scorgere piccoli ospiti ed ecco chi ho veduto giusto pochi giorni fa prima che le gemme si aprissero al sole.

È il tempo dei nuovi profumi e dei colori di primavera.

Neve e rami d’inverno a Genova

E questa è una storia di neve, di aria frizzante e di rami d’inverno in una città di mare.
Quando scende la bianca visitatrice, qui sulle nostre alture diventa per noi una piccola avventura: questo non è il nostro elemento e ci regala così una sorta di stupore quasi infantile.
Alla fermata della funicolare, tra diverse sfumature di bianco.

E bianco sulle creuze, sui muretti e sulle salite.

Sugli agrumi profumati che pendono dagli alberi.

Sull’olivo gentile che freme al freddo d’inverno.

Sulle ringhiere, sulle tegole, sulla chiesa della Madonnetta.

E sono diverse variazioni di gennaio, inattese eppure gradite.

E cartoline dall’inverno di Genova così particolari per noi.

La neve si posa sui rami spogli degli alberi e ne disegna i contorni.

Regala queste magie, effimere bellezze di stagione.

Abbagliante, lucente, gelido candore.

Sulle grate, sui binari della funicolare, silenziosa ospite.

Mentre si sentono cianciare i pettirossi che se ne stanno ben nascosti senza farsi vedere!

Una nevicata incantevole ha portato queste gocce di meraviglia ai nostri sguardi.

Ha avvolto ogni cosa nel suo freddo chiarore.

E questa è così una storia di neve e rami d’inverno a Genova, città di navi, barche, caruggi e tramontana.
Città di cieli turchesi e di onde, qui la neve è ospite inconsueta.
E così quando piano si accendono le luci del porto questa diventa una storia di oro, di tenue celeste e di bianco in una sera d’inverno e di Genova.

Nuovi giorni

Nuovi giorni, istanti ancora da vivere con speranza e fiducia, sensazioni che mi è parso di ritrovare per un semplice caso in una sola immagine.
E c’è una finestra dipinta di celeste chiaro come il cielo limpido di primavera, c’è un vaso con rami di vischio e bacche rosse.
Tutto questo si trova in un luogo di pace e silenzio, nella Casa Madre delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario.
Una finestra e al di là dei vetri trasparenti un albero di agrumi generoso di frutti e di freschi aromi.
Ed è un vigoroso rifiorire di vita che si rinnova, palpitante di linfa, di intensità di profumi e di spontanea naturalezza.
Nuovi inizi e nuovi giorni, istanti densi di vita.

Bellissimi incontri al Carmine

E poi, come sempre, ritrovarsi al Carmine.
È una delle mie vie di accesso ai caruggi, di solito scendo giù da Via Pertinace, arrivo in Corso Carbonara e poi ancora giù, per le creuze di mattoni che portano a questo quartiere così amato.

E sempre, quando torno dalle vacanze, vado a salutare gli amici e così ho fatto anche stavolta, sono così andata a trovare quel maestoso melograno così prodigo dei suoi frutti.

Vico del Cioccolatte (1)

E l’ho trovato come sempre ricco e generoso di doni e di tanta bellezza.

Vico del Cioccolatte (2)

E poi, dato che mi trovavo al Carmine, ho pensato di portare i miei omaggi anche all’antico giuggiolo che ha persino regalato il nome alla caratteristica piazza del quartiere e così ho imboccato la salita che porta lassù.
E svoltato l’angolo ecco la sorpresa, un benvenuto migliore di questo è difficile immaginarlo!

Salita di Monterosso (1)

Il fiero felino si è accorto subito della mia presenza ma devo dire che non si è scomposto più di tanto.
I gatti del Carmine hanno carattere e questo qui non ha fatto un plissè, non si è manco spostato per farmi passare!

Salita di Monterosso (2)

E là sopra, i rami del giuggiolo fitto di foglie.

Salita di Monterosso (4)

E il mio piccolo amico intanto è andato a mettersi ai piedi della scala, in un magnifico contrasto di colori.

Salita di Monterosso (3)

E questa chiaramente è una storia di creuze, di alberi e panni stesi sempre perfetti nella Piazza della Giuggiola.

Piazza della Giuggiola (1)

Dove trionfa sempre l’albero carico dei piccoli frutti che devono ancora maturare.
Il giuggiolo è un antico signore e pare che abbia circa 500 anni ma se li porta proprio bene!

Piazza della Giuggiola (2)

E così l’ho salutato e sono ritornata sui miei passi, il micio nel frattempo aveva preso posto su uno scalino e di tanto in tanto infilava la zampa nella fessura sotto la porta, evidentemente là dietro doveva esserci qualcosa di interessantissimo!

Salita di Monterosso (5)

Ho lasciato il fiero felino alle sue avventure, è sempre una vera fortuna imbattersi in tipi come lui.

Salita di Monterosso (6)

E così ho continuato la mia passeggiata mattutina sotto ai ritagli di azzurro nelle magnifiche prospettive del Carmine.

Salita San Bernardino

Riflessi d’estate sul Lago delle Lame

E ritornare a cercare il fresco nei luoghi incantevoli della Val d’Aveto, sulle sponde del Lago delle Lame, un angolo fiabesco di Liguria, a 1000 metri di altitudine tra i boschi generosi del Comune di Rezzoaglio.

Nel tempo del caldo prepotente qui spira una brezza leggera e nuvole vaghe percorrono il cielo e si specchiano nelle acque fresche.

Lago delle Lame (2)

Ombra, legno, vita di bosco.

Lago delle Lame (3)

E alberi imponenti e regali.

Lago delle Lame (4)

Mentre il laghetto glaciale si illumina di riflessi.

Lago delle Lame (7)

Silenzio, stupefacente quiete rotta soltanto dal canto allegro degli uccelli.

Lago delle Lame (6)

E tutto brilla della luce dell’estate, nel lago guizzano i pesci e sulla riva sono seduti pazienti pescatori, è l’attività che si svolge al Lago delle Lame dove non è consentito nuotare.

Lago delle Lame (8 )

Ed è gentile l’Aveto con i suoi visitatori, li accoglie nell’abbraccio dei suoi monti.
Foglie, calore, luce, ombra e panche di legno.

Lago delle Lame (9)

Mentre le farfalle passeggiano sui fiori.

Lago delle Lame (10)

E rossi maturano i lamponi.

Lago delle Lame (11)

E ogni filo d’erba è un equilibrio di diverse meraviglie.

Lago delle Lame (13)

Diverse sfumature di verde e di azzurro dell’Aveto.

Lago delle Lame (12)

Lo steccato, il cielo azzurro, la magnificenza della natura.

Lago delle Lame (14)

Gli alberi che sfidano l’infinito, sempre.

Lago delle Lame (15)

Le foglie frementi di vita e di aria.

Lago delle Lame (16)

E la luce, la meraviglia e il contrasto di colori.

Lago delle Lame (17)

Resti seduto su una roccia e all’ombra degli alberi, in queste quiete ad ammirare il panorama e la splendida armonia del Lago delle Lame.

Lago delle Lame (18)