Un raggio di luce

È un angelo dalle braccia forti e  vigorose, saldo vigila sul sonno di certi defunti.
Ha ali ampie, sguardo pensieroso e pare assorto in certi segreti per noi incomprensibili.
E resta, sicuro e solitario, sulla soglia dell’ignoto.
In questa galleria dove quasi sempre regna l’ombra: sui marmi, sui nomi incisi, sui fiori e sulle parole.
E poi, in un pomeriggio di dicembre, il sole.
Ed è soltanto un raggio di luce splendente a posarsi glorioso su una piega di quella veste, scivolando giù sui gradini e sulla bellezza misteriosa di un angelo.

 

Monumento Mantero di Lorenzo Orengo – 1895

Monumento Pastorino: la grazia degli angeli

È l’opera magnifica di un artista di grande talento, il monumento eretto per la famiglia Pastorino fu scolpito da Giovanni Scanzi e venne ultimato nel 1896, per ammirarlo dovrete recarvi nel Porticato Superiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno, il monumento si trova proprio di fronte ad un altro capolavoro dello stesso artista eretto a custodia dell’eterno sonno di Ester Piaggio.
A guardia e tutela dei defunti che riposano nella Tomba Pastorino Giovanni Scanzi pose due angeli colmi della grazia e della leggerezza che il nostro comune sentire attribuisce a queste creature celesti.

Andrete là e vedrete un viso di fanciulla dai tratti dolci e regolari, morbidi boccoli incorniciano il suo viso.

In questo mistico volo le è accanto un angelo dalle sembianze di giovinetto, linee e curve definiscono la sua acerba prestanza.

Questi sono gli angeli ragazzini di Giovanni Scanzi: avulsi da ogni cosa terrena, distanti nella loro lievità, si librano ad ali spiegate e uniti in nello stesso fremente battito.

Le loro figure si stagliano leggere in questa armonia di gesti e movimenti, nella perfetta proporzione di uno spazio condiviso, nel mirabile panneggio dei manti, nell’intenso mistero della loro leggiadria.

Uno sguardo sul destino, labbra carnose che pronunciano sommesse preghiere.

E se osservate con attenzione i due angeli vi parrà forse di intuire che manca qualcosa a questo quadro di armoniosa perfezione, il monumento infatti non è giunto a noi così come l’artista lo aveva immaginato, attualmente infatti manca una parte fondamentale che completa l’opera e ne restituisce il senso originario.
L’immagine che segue è tratta da un antico libretto di mia proprietà nel quale sono raccolte vedute d’epoca dei monumenti di Staglieno.
Al retro si legge che l’opera di Scanzi rappresenta il Trionfo della Fede simboleggiata dalla croce così sorretta con amorevole cura dai giovani angeli.

Si svela quindi in maniera evidente il messaggio che non sappiamo più leggere, ora che la croce non si staglia più contro la porzione di cielo azzurro incorniciata dal porticato.
È una bellezza perduta per sempre ma ancora tra noi restano, da difendere e valorizzare, i due angeli ragazzini con la loro ineccepibile grazia.

Si librano leggeri e fiduciosi, intenti in quel loro gesto antico che ancora ripetono, incuranti della nostra indifferenza e della scarsa cura che abbiamo loro riservato.
Restano, fieri e bellissimi, in quella loro grazia autentica che ancora li illumina, custodi del tempo svanito e dell’eternità.

Con un fiore tra le dita

In silenzio, inginocchiati e assorti in muta preghiera.
Le ali ampie, le pieghe della veste, i capelli che scendono sulle spalle, le labbra serrate, le palpebre socchiuse.
Custodi dell’eternità, a guardia del cancello che cela il sonno perenne di coloro sui quali vegliano questi angeli.
Stringono forse certe rose che sembrano avere petali grandi, scuri e profumati.
Con questa grazia, con questa armoniosa simmetria.
In silenzio, con un fiore tra le dita.

Cimitero Monumentale di Staglieno

Buona Pasqua a tutti!

E così arrivano i miei auguri per voi, con un uovo grande grande e con questa dolcezza giocosa.
Nel tempo di primavera ci sono i fiorellini azzurri e la tenera erba dei prati, là si dondolano gioiosi due piccoli angioletti paffuti, questa romantica cartolina dai colori pastello viene dal nostro passato.
E ritorna ora, di nuovo, per voi.
E come sempre vi auguro di trovare nell’uovo la sorpresa bella, un desiderio esaudito e un nuovo stupore.
Buona Pasqua a tutti voi da Miss Fletcher!

Angeliche simmetrie

I capelli che cadono sulle spalle, le palpebre chiuse.
Le mani ai lati della grande croce, sembrano reggerla con un gesto gentile.
Le dita sottili, le tenere labbra così serrate, i piedi scalzi, gli orli delle vesti che paiono sospinti da leggero e miracoloso vento.
Le ali di queste creature celesti poste a custodia di una cappella nel Cimitero Monumentale di Staglieno.
E la luce che si posa, come un soffio, su queste angeliche simmetrie.

Un angelo dalla bellezza gloriosa

Gli angeli, creature celesti rappresentate nella loro eterea perfezione dal talento di artisti e pittori.
A volte nelle nostre chiese e in certi magnifici affreschi il volo lieve di piccoli putti ci sovrasta, splendidi cherubini custodiscono altari di marmo prezioso.
E se visiterete l’antica chiesa dei Santi Vittore e Carlo in Via Balbi vedrete un angelo dalla bellezza maestosa.
Quasi come sospeso, nel suo mistico volo, emerge da una nicchia.
Ha ali grandi e ampie, braccia salde e forti, ha la certezza nello sguardo.

Ed entrando nella bella chiesa di Via Balbi che ospita anche la Madonna della Fortuna osservate alla vostra destra: là lo troverete.
Ha di fronte San Giuseppe che tiene tra le braccia il piccolo Gesù e pare quasi accogliere e volgere i suoi occhi verso i fedeli.

È l’angelo magnifico dalla bellezza gloriosa, con la sua mirabile leggerezza custodisce l’armonia perfetta di una chiesa genovese.

Leggera si posa

Come vite che si sfiorano senza mai toccarsi.
Senza parole, distanti.
Nel tempo sospeso dell’attesa, mentre lo sguardo trova queste figure da una prospettiva inconsueta che comprende due diversi monumenti.
Un abbraccio, un gesto di conforto, la mano sul petto, il velo che copre il capo, i fiori tra le dita, gli occhi che cercano speranza.
E l’angelo che da lontano osserva, silenzioso e vigile.
E sulle sue ali la luce leggera si posa.


Cimitero Monumentale di Staglieno

Ester Piaggio: la luce della bellezza

Ed è ancora la memoria di un amore ad averci lasciato un monumento di immensa beltà eretto in onore di una donna troppo presto perduta.
Lei era la giovane sposa di Erasmo Piaggio, uno dei notabili della città, imprenditore e senatore del Regno d’Italia.
Ester Pastorino lasciò le cose del mondo il 15 Gennaio 1883, si spense ad appena 32 anni colpita da letale malattia che non le diede scampo, lasciò così nel dolore il marito e i quattro figli.

Erasmo Piaggio volle che a lei fosse dedicato un monumento sontuoso e ricco da collocarsi nel Porticato Superiore a Levante, l’opera fu eseguita dall’abile mano dello scultore Giovanni Scanzi.
E veglia sul sonno di Ester una fiera figura femminile, scrive Ferdinando Resasco che costei è l’allegoria della storia e appare ancor più splendida quando il sole la rischiara.

Ester Piaggio (2)

Su di lei volteggiano piccoli putti deliziosi, nel cartiglio ai loro piedi così è scritto: fin che spunti l’alba del gran giorno.

Ester Piaggio (3)

E il sole che si leva glorioso illumina le belle fattezze di lei in questo capolavoro gotico.

Ester Piaggio (4)

La giovane stringe in una mano un rotolo di carta e nell’altra una penna ormai spezzata con la quale ha scritto il destino e la storia di Ester.

Ester Piaggio (5)

Creatura armoniosa e silente, i suoi tratti sono perfetti.

Ester Piaggio (6)

Ai suoi piedi, dove cade il suo manto, la firma dell’artista.
E sempre Resasco ci ricorda che nell’ampia cripta, dove riposano i membri della famiglia Piaggio, un cielo di stelle brillanti sovrasta il loro tempo svanito.

Ester Piaggio (7)

E sono ancora stelle sul petto di lei, labbra carnose, capelli folti raccolti in una treccia e sguardo assorto.

Ester Piaggio (8)

Ed è sempre Resasco a scrivere che su una delle mensole oltre le inferiate era posta un’altra scultura: si trattava di un busto nel quale Scanzi aveva effigiato la reale fisionomia di Ester, ai giorni nostri quell’opera non è più nella sua originaria collocazione.
Inoltre, in principio il monumento presentava altre decorazioni attualmente assenti: c’erano quattro piccoli angeli, ognuno occupava la sommità di una delle quattro colonnine del monumento.
Resta, a vegliare sul sonno eterno della giovane Ester, questa figura vigile e sensuale.

Ester Piaggio (9)

Nella sua perfetta venustà, irradiata dall’inesorabile potenza del sole splendente.

Ester Piaggio (10)

In memoria di Ester Pastorino, consorte di Erasmo Piaggio, risplende gloriosa la luce di questa bellezza.

Ester Piaggio (11)

In preghiera

A volte la tua immaginazione può farti vedere ciò che il tuo sguardo non può scorgere.
Un angelo, in ginocchio.
Nel mistico silenzio di questo istante tragico e segreto.
Un manto, le braccia che celano il suo viso.
Le preghiere, le parole sussurrate, le litanie e speranze.
L’armonia del suo profilo, le ali grandi e frementi.
Un battito.
Un sussulto nel suo petto.
Un fremito di vita eterna.
E il volto dell’angelo, con la tua immaginazione ora tu lo puoi vedere.

Tomba Pozzo – Scultore Innocenzi