La Cappella del Monastero delle Clarisse Cappuccine

Vi porto in un luogo silenzioso, lindo e semplice, vi porto a scoprire la piccola Cappella del Monastero delle Clarisse Cappuccine di Via Domenico Chiodo.
L’ordine delle Suore di Santa Chiara ha la sua sede qui fin dal 1904 ma la presenza delle Clarisse a Genova risale alla fine dell ‘500.
Per lungo tempo il loro convento fu in Carignano ma poi le religiose dovettero lasciare quella zona per permettere la costruzione dell’Ospedale Galliera e nel 1880 si spostarono così nell’area dell’attuale Corso Firenze e per i rinnovamenti urbanistici della zona furono costrette ad abbandonare anche quel luogo.
Andarono infine sulle alture, in un posto arioso e chiaro di luce, l’edificio del Monastero è in una splendida posizione.

Forse alcuni di voi ricorderanno che in passato vi mostrai il magnifico Presepe di Greccio che le suore allestiscono nel periodo di Natale.
Di recente poi ho avuto modo di tornare dalle Suore Clarisse, come ben saprete è un ordine che osserva la clausura ma c’è una parte del Monastero che resta in certi momenti accessibile al pubblico ed è appunto la piccola cappella.

È un luogo raccolto e particolare per le opere che racchiude, ho avuto modo di scoprirle grazie alla cara Suor Speranza e qui la ringrazio per la sua gentilezza e per la sua naturale affabilità, Speranza è una persona speciale.
Come saprete Genova ha di recente ospitato una mostra prestigiosa dedicata ad Anton Maria Maragliano, valente artista genovese vissuto tra la seconda metà del Seicento e la prima metà del Settecento, le sue preziose sculture lignee arricchiscono le chiese di Genova e della Liguria, la sua sapiente mano ha anche forgiato nel legno le molte statue che impreziosiscono questa Cappella.
Sotto questo chiarore i vostri occhi troveranno il viso dolcissimo di una fanciulla di nome Maria, giovane madre che tiene teneramente in braccio il piccolo Gesù.
È la Madonna del Rosario, Maragliano ha scelto di donarla al mondo così, con questa grazia e questa tenerezza.

Nella cappella del Convento la pala d’altare è un’opera su ardesia dipinta da Luca Cambiaso.

Convento Clarisse Cappuccine (4)

Ed è sempre di Maragliano il magnifico Crocifisso ligneo.

Crocifisso

Nelle nicchie poi vegliano sui fedeli le immagini di alcuni santi, Maragliano ha rappresentato ognuno di loro con le proprie caratteristiche.
Non crediate che io li abbia riconosciuti tutti ma ci ha pensato Suor Speranza a parlarmi di loro, spero proprio di ricordare tutto senza fare errori.
Inginocchiato in mistica ed umile preghiera è San Francesco d’Assisi che riceve le stimmate.

San Domenico invece si erge in una posa molto scenografica, ai suoi piedi c’è un cane.

San Domenico

Ancora ecco un’altra statua e rappresenta Sant’Antonio da Padova.

Con il suo sacco sulla spalla questo è invece San Felice da Cantalice.

San Felice da Cantalice

Ed è magnifico il movimento delle vesti di San Giuseppe, il giallo e l’azzurro contrastano vivacemente in un gioco perfetto di luci ed ombre.

La rappresentazione dei Santi restituisce sempre armonia di proporzioni, gestualità precise, sguardi colmi di amore e di devozione.

E trovo spesso mirabile il modo di raccontare l’infanzia nella sua ingenuità e nella sua spontanea dolcezza.
Ecco Gesù tra le braccia di Giuseppe con questa tenerezza assoluta.

Ed ecco ancora i piccoli putti dalle guance rosee, nei loro sguardi si legge gioia e beatitudine, essi si trovano ai piedi della Madonna del Rosario.

La circondano nel suo splendore glorioso.

Ed è un dorato trionfo di misticismo, opera magnifica di Anton Maria Maragliano, nella luce e nella quiete del Monastero delle Suore Clarisse Cappuccine di Genova.

Madonna del Rosario (4)

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Passeggiando per Voltri

Non sempre conosciamo bene tutte le zone delle nostre città, a volte semplicemente perché non abbiamo occasione di visitarle e a volte ci sono luoghi che hanno serbo per noi bellezze e stupori inaspettati.
Vi porto ancora a Voltri, nell’estremo ponente di Genova, un tempo questo era un comune autonomo e in un certo senso si può dire che ancora conservi quella sua identità.

Voltri era celebre nel passato per le sue numerose cartiere alle quali è legato un detto genovese che così recita: tutti gli stracci vanno a Voltri, facendo chiaramente riferimento al materiale usato per produrre la carta.
Di Voltri mi piace la conformazione, quei suoi caruggi dalle case colorate.

Voltri (2)

Sono tinte calde e accese di Liguria.

E scorci tipici di questa terra.

Voltri (4)

E poi edicole e devozioni forse di un altro tempo, le trovate ovunque per le strade della vecchia Voltri.

Voltri (5)

E poi portoni vetusti, battenti e antiche serrature e luoghi che conservano storie che non possiamo conoscere.

Voltri (6)

E qui in Via Chiaramone c’è anche una tripperia, ormai a Genova sono davvero pochi i negozi come questo e uno è orgogliosamente situato in quel di Voltri fin dagli anni ‘50.

Voltri (7)

Passeggiando per queste strade, ancora una volta come in passato, le ho trovate curate e ordinate, chiaramente molto amate dai voltresi che credo vivano con autentico senso di appartenenza questi luoghi.
Queste strade sono ora parte di una grande città ma in un certo senso restano un mondo a parte.

Voltri (8)

Rimane, nei luoghi, la traccia del passato e alcuni toponimi hanno un sapore antico come ad esempio il Vico del Granaio.

Voltri (9)

Voltri nel corso degli anni è cresciuta, il progresso ha portato la sua naturale espansione urbanistica ma si conservano antiche chiese strette tra i caruggi e così svetta il campanile della Chiesa di Sant’Ambrogio.

Voltri (10)

La chiesa racchiude al suo interno numerose ricchezze come dipinti di Giovanni Andrea De Ferrari, Bernardo Strozzi e Giovanni Andrea Ansaldo.

Voltri (10a)

E poi, sopra di voi, questa magnificenza.

Voltri (11)

E tra le molte bellezze anche la statua lignea della Madonna della Mercede opera di Anton Maria Maragliano.

Voltri (12)

Voltri è ricca di stradine, caruggi, luoghi da scoprire.

Voltri (13)

E in questo tratto c’è ancora una statua con l’effige della Madre di Dio.

Voltri (14)

La storia di Voltri, poi, ha il suo lungo elenco di notabili e di personaggi illustri, di benefattori e di eroi, di alcuni di loro vorrei parlarvi diffusamente e spero di farlo presto.
Qui nacque un valente pittore e una targa è affissa in sua memoria sulla sua casa natale.

Voltri (15)

E potrete ammirare l’opera del suo talento non solo nella già citata chiesa di Sant’Ambrogio ma anche nella chiesa dei Santi Niccolò ed Erasmo.

Voltri (16)

Magnifica e gloriosa, racchiude autentici capolavori di celebri artisti come ad esempio Domenico Piola e merita davvero una visita approfondita.

Voltri (17)

Qui sotto questi bagliori di luce potrete ammirare anche la Madonna del Rosario scolpita da Domenico Parodi.

Voltri (18)

A Voltri sono stata con questo sole splendente che luccicava sul mare e ravvivava le tinte calde.

Voltri (19)

E poi ho gironzolato su e giù per i caruggi proprio come piace a me.

Voltri (20)

E non si può trascorrere una giornata a Voltri senza fare merenda con la celebre focaccia di Priano, questo nome a Genova è una sorta di leggenda che si lega al profumo della focaccia calda e gustosa che viene sfornata in quel di Voltri.

Voltri (20a)

Ora dovete sapere che qui parliamo del gotha della focaccia, quella di Priano è completamente diversa da tutte le altre.
È sottile, fragrante e deliziosa e si distingue perché viene cosparsa con farina di polenta, la ricetta speciale della famiglia Priano viene proposta fin dagli anni ‘60 per la gioia di coloro che hanno la fortuna di gustarla.

Voltri (20b)

E sì, concediamoci una passeggiata davanti al mare blu di Voltri, con questa luce!

Voltri (21)

E chi lo desidera può scegliere la focaccia con la cipolla, chiaramente da Priano fanno anche quella!

Voltri (21b)

Qui i gozzi riposano davanti all’azzurro.

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E a poca distanza, sempre in Via Camozzini, ecco la Farmacia Serra dei miei amici Edoardo e Maddalena Schenardi.

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Con loro ho condiviso questa splendida giornata in quel di Voltri e ancora li ringrazio per avermi fatto scoprire tante bellezze che non conoscevo.

Voltri (24)

E andiamo ancora oltre, sempre verso ponente.

Voltri (25)

Mentre sulle alture di Voltri sbocciano sui prati i fiori delicati e le nobili rose dell’ Ostaia da ü Santü dove abbiamo pranzato meravigliosamente.

Voltri (26)

Nominando Voltri, poi, non si può dimenticare la figura di lei, Maria Brignole Sale Duchessa di Galliera che a Voltri era molto legata, appartenne alla sua famiglia la villa che ora è un parco pubblico, nelle stanze del prestigioso edificio ha sede una scuola.

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E la Duchessa di Galliera mi perdonerà se a lei dedico appena poche righe, del suo giardino all’italiana tornerò a scrivere, oggi questa pagina è dedicata a luoghi che anche lei amava anche se da allora sono molto mutati.

Voltri (27a)

Io ho camminato in queste strade tra pianticelle, raggi di sole e colori vivaci.

Voltri (28)

Dove piccoli mazzolini di fiori vengono posati davanti alle statuine della Madonna.

Voltri (29)

Dove il mare sbuca tra le case.

Voltri (30)

E poi, ancora più a ponente, a Vesima, c’è un edificio che ospita la Fondazione Renzo Piano che si occupa di curare anche tutta la zona circostante con particolare attenzione per gli arredi urbani.

Voltri (31)

E questa, immersa nel verde degli alberi, è la palazzina dove ha sede la Fondazione e sulla collina, non visibile dalla strada, si trova lo studio del celebre architetto.

Voltri (31a)

Un luogo dedicato a coloro che amano questa costa e che la vivono quotidianamente.
Un luogo per i pescatori, i bagnanti, i ciclisti e gli amanti del mare.

Voltri (32)

Luccicano le onde chiare che lambiscono la riva.

Voltri (33)

E qui, davanti a questo mare, termina la mia splendida passeggiata a ponente, alla scoperta delle molte bellezze di Voltri.

Voltri (34)

Il Presepe di San Bartolomeo di Staglieno

Nel tempo che precede il Natale si rinnova una tradizione cara a tutti noi, la visita ai presepi artistici è sempre motivo di ammirata emozione.
Ed oggi vi porto a scoprire un presepe particolarmente suggestivo, viene allestito nell’Oratorio di San Bartolomeo di Staglieno, una chiesa dove potrete ammirare anche un raffinato risseu ligure.

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Io ho veduto questo presepe all’inizio di Gennaio, ho tenuto da parte le immagini per proporvele in queste festività, quest’anno potrete visitare questa splendida rappresentazione della Natività a partire dal 24 Dicembre.

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Un presepe è sempre un piccolo mondo e ci sono diverse maniere di narrarlo.
Qui, sulle alture di Genova, troverete statuine preziose, alcuni di questi pezzi sono attribuiti ad artisti della Scuola del Maragliano, celebrato scultore genovese vissuto tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700.

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Uomini e donne dagli sguardi reali ed espressivi.

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E abiti riccamente rifiniti di ori e di trine dorate.

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Appoggiato alla parete un grande Crocifisso processionale, ai suoi piedi l’allestimento del presepe.

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Ogni statuina è curata nei minimi dettagli.

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E ci sono i soldati con gli elmi luccicanti, i loro cavalli hanno ricche bardature.

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Certi destrieri poi paiono quasi inquieti, non manca a questo presepe una particolare vivezza e vi si ritrova un certo senso del movimento.

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Il mondo piccolo del presepe ha i suoi personaggi consueti e le creature di Dio che accompagnano la vita degli uomini.

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E colpisce la raffinata bellezza di certi abiti candidi e preziosi.

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Il figlio di Dio viene al mondo in un piccolo borgo dove alcuni sono intenti nel proprio lavoro, il panorama rammenta proprio le alture genovesi.

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Chiacchierano le donne, i loro sguardi eloquenti paiono svelare stupore e meraviglia.

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Un piccolo universo che accoglie così la nascita di Gesù.

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Siamo tutti uguali davanti ai Suoi occhi, così in ogni presepe ci sono figure immancabili che rappresentano la varietà del mondo: tutti gli uomini sono diversi eppure tutti sono uguali davanti a Dio.
Si cammina, reggendosi a fatica ad un bastone.

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E lo sguardo illuminato dalla speranza cerca la luce di Cristo.
Queste donne indossano tessuti damascati, grembiuli sgargianti, ancora pizzi e rifiniture in passamaneria.

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Il mendicante con la giacca rattoppata chiede la carità.

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E qualcuno avanza lentamente con un asinello carico di pesanti gerle.

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Una fanciulla porta una gonna a fiorellini, i suoi gesti sono pura grazia e la sua figura è armonia di colori.

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E un’altra giovane ha nello sguardo la luce della bontà.

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Poveri e ricchi, nobili e gente comune, tutti uguali davanti alla misericordia del figlio di Dio.

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Sono i volti del Presepe di San Bartolomeo di Staglieno, una preziosità artistica che merita di essere scoperta.

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Un volo di angeli sovrasta la grotta, i Re Magi con i loro ricchi mantelli pregano devoti al cospetto del piccolo Gesù, ai piedi di Lui i doni per la sua nascita.

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Nella luce del Natale, nell’armoniosa bellezza del presepe.

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I tesori della Basilica di San Francesco da Paola

Il convento fu fondato sulla costa di un monte distante dalla città un quarto di miglio, ossia un duecento cinquanta passi; guarda sul palazzo del Principe Doria e la porta della città; domina tutta Genova e il suo porto, senza che possa sfuggire battello alcuno che v’entri.

(F. L. de Montoya, 1619)

Un colle luminoso e salubre, un’altura dove sorse la chiesa dedicata a Gesù Maria, oggi Santuario, voluta da San Francesco da Paola.
E dopo avervi narrato in questo articolo della profezia del Santo e dell’arrivo dei suoi frati nella mia città, oggi vi porto a scoprire la sua chiesa.

San Francesco Da Paola (2)

I terreni sui quali venne edificata furono acquisiti nel 1487, nel corso dei secoli l’edificio ha subito diverse modifiche.
Ad abbellire la chiesa dei frati contribuì la munificenza dei nobili, di alcuni di loro vorrei parlarvi in un altro post, i nomi sono noti a tutti i genovesi: Doria, Spinola, Lomellini, l’aristocrazia della Superba.
E’ semplice e poco sfarzosa la Basilica di San Francesco da Paola, forse a vederla così non si potrebbe mai immaginare che racchiuda veri e propri tesori.

San Francesco Da Paola (3)

E nell’atrio dove si trovano gli ex voto fate caso ad alcuni antichi reperti, sono le chiavi di volta dell’antica chiesa non più esistente.
La chiave di volta è un elemento architettonico di sostegno, ne vedrete quattro e sono in pietra nera, una ritrae la Madonna con il Bambino, una è dedicata a Santa Barbara, le due restanti riportano i nomi di Gesù e Maria, coloro ai quali in origine era dedicata questa chiesa.

San Francesco da Paola (3a)

E poi varchi la soglia e un bagliore di oro ti illumina.

San Francesco da Paola (19)

San Francesco da Paola è ricca e splendidamente decorata, prendetevi tutto il tempo che vi occorre per visitarla.

San Francesco da Paola (5)

E ogni suo angolo è una mistica suggestione.

San Francesco da Paola (6)

Guardate verso l’alto, vedrete San Girolamo e il leone.

San Francesco da Paola (7)

E poi una luce che squarcia le nuvole.

San Francesco da Paola (8)

E angeli gentili e pieni di grazia.

San Francesco da Paola (9)

E piccoli putti in volo e il simbolo delle Spirito Santo.

San Francesco da Paola (10)

Guardate verso l’alto, verso gli affreschi che decorano la navata centrale, vi sono rappresentati aneddoti e storie della vita di San Francesco da Paola.

San Francesco da Paola (11)

E volgete lo sguardo anche verso il basso, qui troverete innumerevoli tombe e sepolture, su alcune di esse vorrei fare delle ricerche e pertanto mi riprometto di riparlarvene.

San Francesco da Paola (12)

I tesori di San Francesco da Paola, opere di illustri artisti che decorano le cappelle, le mie fotografie non rendono giustizia alla loro bellezza e vogliono solo essere uno spunto per invitarvi a scoprire questa chiesa genovese.
Questa è la casa di Dio, così è scritto su quel marmo.

San Francesco da Paola

E la casa di Dio è abbellita da quadri di importanti pittori.
Il viatico di San Girolamo di Gio Battista Paggi, artista vissuto tra il ‘500 e il’600.

Gio Battista Paggi

L’ascensione, l’attribuzione di questa opera è incerta, si ipotizza che l’autore sia Semino o Calvi.

Semino o Calvi

E poi un dipinto firmato da un celebrato pittore, Luca Cambiaso, questa è il suo suggestivo presepe.

Luca Cambiaso

Ed è ancora suo questo dipinto, L’orazione nell’orto.

Luca Cambiaso (2)

E ancora, splendente di luce è l’Annunciazione di Francesco Zignago.

Francesco Zignago

E nella chiesa di San Francesco trovate ancora un nome famoso tra i pittori di Liguria, prolifico artista del ‘600, questo quadro ritrae La lavanda dei piedi ed è nato dall’ingegno di Orazio De Ferrari.

Orazio De Ferrari

E ancora, Ognissanti di Cesare Corte.

Cesare Corte

Mi sono limitata a citarvi alcune delle opere che troverete in questa chiesa cercando di ricreare per voi l’atmosfera di armonia e bellezza che vi si respira, i tesori di questa basilica sono tutti da ammirare.

San Francesco da Paola (13)

La luce rischiara l’altare e la Madonna del Miracolo, ai suoi piedi gli ex voto dei numerosi fedeli.

San Francesco da Paola (15)

Suggestiva e particolare è la cappella dedicata a San Francesco Da Paola, è una raffinata opera settecentesca di Francesco Schiaffino, un tripudio di marmi raffinati e preziosi.

San Francesco da Paola (16)

E non si può che soffermarsi ad ammirare i dettagli.

San Francesco da Paola (17)

E là, nella sua benevola semplicità, il Santo che protegge la gente di mare, circondato da piccoli angioletti paffuti.

San Francesco da Paola (18)

Guardate per terra, mentre siete in questa chiesa, si cammina sul passato degli uomini e su ciò che resta della dimensione terrena di vite ormai lontane.

San Francesco da Paola (18a)

E soffermatevi ad guardare l’altare.

San Francesco da Paola (14)

Alle sue spalle troverete un’opera lignea lasciataci da uno stimato e famoso scultore ligure, le sue opere sono presenti in diverse chiese genovesi.
Questa è l’Assunta di Anton Maria Maragliano, artista del primo Settecento.
Una figura aggraziata avvolta in un manto lucente, la osservi e percepisci il senso del movimento grazie alla gestualità di questa effige della Madonnna e a quei piccoli angeli che si librano intorno a Lei.

San Francesco da Paola (20)

Una bellezza che non siamo più capaci di creare, quando vedo certe opere del passato mi ritrovo spesso a fare simili considerazioni.

San Francesco da Paola (21)

La visita a San Francesco da Paola non è ancora terminata, ci torneremo insieme per scoprire altre sorprendenti meraviglie.
Ad esempio, cosa celerà questo antico marmo?

San Francesco da Paola (22)

E’ uno dei mistici segreti di questa bella chiesa.

San Francesco da Paola (22a)

Posta su un colle arioso, domina tutta la città e svetta nel cielo turchese di Genova.

San Francesco da Paola (23)

Santa Maria di Castello, il Museo e l’orgoglio di Genova

Vi porto ancora qui, a Santa Maria di Castello, dove sono racchiuse infinite ricchezze.


C’è un museo, in questa chiesa, lì si può ammirare la Pala di Ognissanti di Lodovico Brea  e qui trovate il post che ho dedicato a quel meraviglioso dipinto, ma al Museo  sono esposte molte altre opere.
Al piano terra si trovano le vesti liturgiche donate dalla famiglia Doria ed intessute di preziosissimo oro.

Questo, invece, è il portale della sacrestia.

E in una sala, detta dei Ragusei, si trovano i reperti più antichi, come questi marmi con i simboli della città di Ragusa.

L’amore, la fedeltà, il sentimento.
Sempre uguali nei secoli certe emozioni, come testimonia questa lunetta di epoca preromanica, due dolci colombe scolpite nella pietra.

E’ dello scultore Anton Maria Maragliano questa Madonna dell’Immacolata, che si trova al piano superiore.

Di pari bellezza, è sicuramente la Madonna con il bambino di Domenico Gagini (prima metà del XIV secolo).

E poi, un altro capolavoro di Ludovico Brea, la conversione di San Paolo Apostolo.

Queste sono solo alcune delle opere che potrete ammirare nel museo ed io non sono così preparata da potervele raccontare nel dettaglio, certo credo che meritino di essere vedute, possono portare solo ricchezza ai nostri animi e ai nostri occhi.
Dovete sapere che io sono stata decine di volte in questa chiesa, è un luogo raccolto, dove si sta semplicemente bene, ma ho scoperto il Museo solo recentemente ed è stata un’esperienza densa di emozioni e di sorprese.
E qui, in una vetrina, sono esposti due preziosi manufatti che mi riempiono di orgoglio.
E prima di dare adito a qualunque genere di fraintendimento, ci tengo a precisare che so che i tempi sono cambiati, oh sì, lo so bene!
Ma ci sono eventi nel nostro passato, che sono degni di essere rammentati, perché hanno segnato le sorti dell’umanità, il destino dei popoli e il corso della storia.
E allora signori, genovesi in particolare, alzatevi in piedi, ciò che sto per mostrarvi merita il vostro rispetto e la vostra meraviglia.
Queste, esposte in vetrina, sono le bandiere che i genovesi strapparono ai turchi quando, nel 1571, li sconfissero durante la battaglia di Lepanto.
Questo è l’orgoglio della gente di Genova, di un popolo che solcava i mari con le sue galee, che conquistò terre lontane e diede i natali a uomini valorosi e sprezzanti del pericolo.
Questo è l’orgoglio, l’orgoglio del nostro passato.

Il Presepe della Madonnetta

Quello della Madonetta è uno dei più preziosi e caratteristici presepi della Superba.
Risalente al 1700, è opera di abili scultori della scuola di Anton Maria Maragliano, è costituito da statuine forgiate nel legno ed è prezioso e pregiato, molto caro ai genovesi, in quanto, in questo presepe, è la nostra città a far da sfondo al miracolo della Natività.
Ma si viene da lontano, per dare il benvenuto al Redentore, si viene da terre d’oriente, sulle quali brilla la Stella Cometa.

E da laggiù, in quelle terre distanti, una pia donna si incammina ed un gregge di pecore segue il suo pastore, mentre il cielo è illuminato da uno spicchio di luna.

E dalle campagne intorno a Genova, dalle vallate del Bisagno, giungono i pellegrini.

E’ un mondo contadino questo e le statuine sono, a differenza delle altre, di scuola fiamminga.

E a Genova, nella città vecchia, ferve la vita.

In Sottoripa si vende la frutta.

E accorrono le donne genovesi, tra queste case alte e strette e svetta lontana la Torre degli Embriaci.

E questa è davvero Genova, con la chiesa di San Matteo sullo sfondo.

Qui si vende il pesce in abbondanza.

E un banco espone le statuine per il presepe.
E sì, siamo a Genova in lontananza si scorge un frate,  che scende piano, lasciandosi alle spalle Porta Siberia.

E si cammina, verso la culla del Redentore, certo qualcuno deve aiutarsi con un bastone, ma arriverà comunque davanti al figlio di Dio.

E siamo a Genova, sulla colonna ecco un’edicola sacra e in lontananza le torri di Porta Soprana.

Si porta la frutta in dono a Gesù Bambino. E guardate bene, laggiù c’è la Lanterna.

E la vita ferve, nelle case, nelle strade, nei caruggi, si cammina insieme.

E si cammina, si cammina insieme verso Colui che è stato tanto atteso.

 

E si cammina, si cammina verso di Lui, e quando lo si intravede lo sguardo si illumina, si rasserena.

E lì sulla paglia, sotto le luci di Genova, è nato al mondo Gesù.