Un terrazzino davanti al mare

L’ho veduto in una di queste giornate terse di chiarore inaspettato e cielo limpido.
Un terrazzino davanti al blu vibrante mentre la carezza del vento increspa la superficie dell’acqua.
Un terrazzino nel levante di Genova, davanti alla prospettiva di Sturla.
Oltre a certe finestre si sussegue così il continuo divenire dei giorni e delle stagioni: l’alba rosata che copre il cielo o il tramonto che lo infuoca, la tempesta improvvisa e la placida quiete di certe sere tranquille, le onde sfiorate dalla brezza e la calma straordinaria dell’azzurro capace di lenire persino certe inquietudini.
Con questa bellezza, con questa armonia: un terrazzino davanti al mare blu di Liguria.

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Il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte

Come di consueto io amo sempre rispettare i riti delle stagioni e quando arriva l’autunno è mia consuetudine andare al Carmine proprio per salutare certi alberi magnifici che crescono rigogliosi tra le case.
C’è un antico giuggiolo che dona il nome a una piazzetta, c’è anche un rigoglioso melograno che abita in un bel giardino ma protende i suoi rami su Vico del Cioccolatte.
Ed è una gioia arrivare al Carmine e vedere il grande albero così verde e generoso.

Quei rami forti fitti di foglie sono carichi di frutti succosi, i melograni si aprono spaccandosi e preannunciando così la loro dolcezza.

E mentre ero lì a fotografare questa meraviglia di stagione chi è spuntato dal muraglione di Vico del Cioccolatte?
Toh, che stupore!

Questo simpatico micio è comparso all’improvviso tra i frutti dell’albero gentile e così per me è diventato subito il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte, è ovvio!
Uno sguardo da un lato e poi dall’altro, eccolo lì, attento e curioso.

E poi anche lui si accorto di me, caspita!
E mi ha guardata come dire:
– Ehi, ciao, cosa ci fai tu lì?

Poi forse deve essere subentrata una certa timidezza: noi liguri, si sa, siamo a volte un po’ ritrosi e il felino in questione non fa eccezione.
Uno sguardo, un movimento, il tipetto si è nascosto tra le foglie e poi è sparito oltre il muro dal quale si era affacciato.

E questa è una delle tante belle sorprese del Carmine, la storia di un gatto in autunno in Vico del Cioccolatte nella stagione del melograno.

Il primo giorno di settembre

Il primo giorno di settembre è per molti di noi tempo di nuovi inizi.
Declina piano l’estate, cede il posto ad una stagione nuova, le foglie si staccano dai rami ed io mi sorprendo a guardarle ondeggiare nell’aria e poi cadere al suolo.
Il primo giorno di settembre annuncia l’autunno che appare già, in certi luoghi, nei toni e nei colori.
E già si svela nel clima mutevole, nelle nuvole che rapide occupano l’azzurro, nei temporali pomeridiani accompagnati dal fragore del tuono.
Sa essere indeciso e capriccioso questo mese, sa essere una promessa e anche una speranza.
Inizia così per me, con una via dalle belle curve sinuose che si snoda nel verde rigoglioso degli alberi mentre ai lati della strada una sull’altra si posano le foglie dorate.
Benvenuto a te, primo giorno di settembre.

Una farfalla di novembre

È arrivata all’improvviso e mi ha lasciato sorpresa.
Volteggiava con grazia davanti alle mie finestre e si è posata su una delle mie piante.
Ormai so che le farfalle amano i fiori viola, alcune di loro nei giorni caldi d’estate si dondolano pigre sulle lavande profumate e questa fragile creatura avventurosa ha scelto i petali della mia veronica.

E lì è rimasta per qualche istante dolcissimo.
Una farfalla di novembre così variopinta, leggera ed elegante.
Come la vera felicità: arriva quando proprio tu non te l’aspetti ed è bellissima.

L’ultima luce

Quando cerchi l’ultima luce c’è un posto a Genova dove il bagliore del sole sa catturare il tuo sguardo.
Accade là, al Porto Antico, dai Magazzini del Cotone.
E quando l’ultima luce ravviva l’orizzonte, a volte si ha l’impressione di essere in ritardo: altri già ne se vanno e tu devi ancora arrivare laggiù in fondo.
E la luce non aspetta, rapida svanisce e tinge di oro il cielo mentre tu cammini e tenti di catturare quella bellezza.

Ed è oro e bronzo, nella prospettiva di Genova.

Porto Antico (2)

E rosa e arancio, nella quiete della sera di autunno.

Porto Antico (3)

Si resta, in attesa di nuove partenze e di altre avventure da poter raccontare.

Porto Antico (4)

E quando cerchi l’ultima luce puoi osservarla mentre si affievolisce su cime e bandiere.

Porto Antico (5)

Certi viaggi, poi, sembrano più affascinanti di altri.
E immagini altri porti, nuovi approdi, mentre il vento soffia gagliardo e l’onda accarezza lo scafo.

Porto Antico (6)

E intanto tu sogni.
Ed hai uno scalino tutto per te oppure dividi con gli amici una panchina, magari resti appoggiato alla ringhiera oppure fai una breve sosta sulla tua bicicletta.
Rimani un istante davanti agli ultimi bagliori del sole lucente.

Porto Antico (7)

E resti nella magia breve di un riflesso effimero.

Porto Antico (8)

In una di quelle sere perfette per inseguire l’ultima luce.

Porto Antico (9)

È arrivato il pettirosso!

Ed eccolo, infine è arrivato il pettirosso.
L’ho incontrato ieri mattina, lì per lì non l’avevo neanche visto però a un certo punto ha iniziato a cinguettare e a chiacchierare, insomma si è fatto chiaramente sentire e ha così attirato la mia attenzione.
Come ben sapete personaggi di tale caratura hanno sempre la precedenza su queste pagine e ci mancherebbe altro, in fondo si tratta pur sempre di tipetti di un certo peso, lo dico sempre!

Il pettirosso, come di consueto, annuncia l’arrivo del freddo.
E quindi senza indugio tirate fuori giacche, maglioni e indumenti caldi e pesanti, quando in giro ci sono questi personaggi qui allora significa davvero che il tempo sta cambiando.

Pettirosso (2)

Io per parte mia ho allestito il consueto punto di ristoro, sul terrazzo ci sono le ciotoline con i semi di girasole tanto graditi ai piccoli pennuti.
È ormai una tradizione della casa e i piccoletti sembrano apprezzare.
Ottobre volge quasi al termine e la natura segue puntuale i suoi ritmi e qui, sui rami e nei giardini, è arrivato il mio amico pettirosso.

Pettirosso (3)

Le parole della pioggia

Le parole della pioggia sono come musica, si posano lievi sulle foglie leggere.

Scivolano giù, goccia dopo goccia, in una danza armoniosa.

Sono gentili certe parole, accarezzano la vita e le donano respiro.

Silenziosa pioggia notturna che cade e dona freschezza al nuovo giorno, acqua trasparente che ravviva i colori e le sfumature di autunno.

Quando le foglie sembrano fiori sbocciati.

E là, sospesa nell’aria, una goccia avventurosa.

E tra le parole che raccontano la pioggia una è un’armonia di suoni ed è una parola da ricordare: petricore.
È un termine scientifico usato per indicare il profumo che la pioggia sprigiona quando cade sulla terra asciutta.
Petricore, una melodia di sillabe che evoca la bellezza di quelle gocce gentili.

Alcune restano in equilibrio sui rami, mistero bellissimo della pioggia.

Il primo pettirosso della stagione

Il primo pettirosso della stagione è arrivato puntuale e si è fatto vedere in una giornata dal cielo grigio.
Mi aspettava là, alla fermata dell’autobus.
Certo, lui per spostarsi non ha bisogno dei mezzi pubblici, è inutile che ve lo dica!

Il primo pettirosso della stagione era un tipo attentissimo e ha subito notato la mia presenza.
– Ehilà, Miss Fletcher! Anche tu qui?

Come al solito il pennuto in questione è discretamente in sovrappeso, d’accordo che si tratta pur sempre di un uccellino di pochi grammi però a vedere tipi cicciotti come lui mi domando sempre come mai i rami non si spezzino sotto quelle zampette.

Il primo pettirosso della stagione era curioso, chiacchierone e rumoroso, mi sono accorta di lui perché cantava felice e spensierato.
Son tipi così questi qua!

E insomma, è stato un piacevole incontro e ci siamo promessi di rivederci, gli ho raccontato del terrazzo e delle piante e ha detto che manderà anche i suoi fratelli, spero che vengano a trovarmi!
Arrivederci bellezza, è sempre una gioia incontrare personaggi come te.

Una sera di novembre

Quando è ormai novembre e quando il sole ci saluta prima.
Allora, nelle sere terse, i raggi dorati sfiorano il mare e le navi, accarezzano dolcemente il profilo delle gru mentre il buio scende piano.
E si resta appoggiati alla ringhiera.
A parlare, a sorridere, a condividere un istante di bellezza e ad ammirare la luce intensa del tramonto.

Mentre una scia si dissolve all’improvviso, senza far rumore.

Seduti sulla panchina, uno accanto all’altra, in questa magnifica quiete.
Ammirando l’orizzonte.
Insieme, adesso.

Quando in una sera d’autunno ti trovi all’ora del tramonto al Porto Antico e osservi le persone e noti che alcuni forse hanno percorso un lungo tratto di strada insieme e ora sono lì, davanti alla ringhiera.
Insieme.
E questo è bellissimo per me.

E poi tutti cercano di catturare la magia di quella luce vibrante che avvolge il porto e la Lanterna in un calore di arancio che incendia il cielo.

E nessuno ha fretta di andarsene, si resta davanti alla ringhiera, in una sera di novembre.

Novembre

E poi novembre all’improvviso.
Arriva quasi inatteso, posando i suoi passi su un soffice tappeto di foglie dorate, lo ha lasciato per lui chi lo ha preceduto.

Anche l’autunno fiorisce davanti alle finestre di Genova, tra le sfumature calde di questa stagione.

Un soffio, una foglia tremula sospinta dal caso.

Novembre troverà scalette, tetti spioventi, comignoli e terrazzini vestiti di foglie.

E rami che si protendono generosi contro il cielo azzurro.

E muraglioni che indossano le tinte dell’autunno.

Vaga, incerta e perduta in un vicolo, una piccola foglia rossa avventurosa.

E un’altra si inebria sotto i raggi del sole che filtrano tra gli alberi, splendente di giallo vivace rimane in attesa di te, novembre.

Foglie leggere, compagne di viaggio, insieme compongono una sinfonia d’autunno.

E una rimane, solitaria e arresa, là sul verde della panchina.
In attesa di te, novembre.