Fiori in autunno

Anche l’autunno ha i suoi fiori, il clima più freddo non ci costringerà così a privarci della bellezza dei colori sui nostri balconi e nei giardini.
Così oggi vi porto con me, semplicemente sul mio terrazzo, in questa stagione qui sbocciano sempre generose e vivaci le splendide viole del pensiero.

A proposito di questi fiori meravigliosi ho imparato che non hanno necessità di molta acqua, così siate cauti con le innaffiature e i vostri vasi saranno a lungo ricchi di magnifiche viole.

Fioriscono ancora, in diversi colori, le bellissime dipladenie, io le ho bianche, rosse e rosa.

E si arrampica sul muro la superba bouganvillea.

Quest’anno poi sul terrazzo sono venute ad abitare anche queste gioiose margherite gialle che fioriscono rigogliose e sembrano non temere nulla.

Portano luce e bellezza e si dondolano al vento nutrendosi di sole.

E poi ai primi freddi ovunque trionfano gli allegri ciclamini, ne ho sempre avuti e li trovo semplicemente magnifici.

Sono questi i fiori grandi e piccini che resistono al freddo e si aprono sotto il sole tiepido dell’autunno di Genova.

Creuze, scale e foglie rosse

Questa è una breve storia di creuze, scale e foglie rosse d’autunno che fremono al vento in ogni dove in questa stagione per le vie del mio quartiere.

E così si inchinano i rami sulla vertigine di Salita San Simone e le foglie cadono sulla mattonata.

Lambite dalle gocce di acqua piovana, le foglie si avvinghiano alla ringhiera e divengono cornice novembrina del panorama del porto svanito per qualche istante tra le nuvole e il fragore della pioggia.

Vivaci, colorate, magnifiche e splendide foglie, rivestono il muro di Via Paride Salvago ed è una sinfonia di tinte dal verde all’ocra e poi ancora verde, una sfumatura interrotta soltanto dalla geometria di una corda da stendere.

Sfumano le foglie nei colori caldi dell’autunno mentre si scende passo dopo passo giù per la mattonata di Rampa Silvio Fellner.

Una magia di colori di questa stagione sulle creuze, sulle scale, sulle vie impervie, sulle curve e sulle salite .

E in Belvedere Montaldo, in Spianata Castelletto, è ancora questa stagione a donare colore, con le foglie arrampicate sul muraglione, in una vivezza di colori del tempo d’autunno.

L’autunno in Via Bertani

Proverò a raccontarvi l’autunno in Via Bertani anche se davvero non so se ne sarò capace, dovrei portarvi con me in questa strada tortuosa che da Corso Magenta scende verso Villetta Di Negro.
Un viale alberato, il sole che filtra tra i rami, quando poi arriva questa stagione tutto si veste davvero di incanto.
Così è per me, in Via Bertani.

Le foglie si tingono d’oro e spiccano contro il cielo blu.

Non so come spiegarvelo ma non c’è cosa che sappia riconciliarmi con il disordine del mondo quanto la gioia di passare in scooter sotto a questi alberi, la luce si insinua tra i rami e ti sovrasta una galleria di foglie tremolanti dalle sfumature di verde e di giallo.
E anche camminare sotto a questa magnificenza è un dono di rara bellezza.

E così, quando arriva questa stagione, ritorno sempre ad ammirare l’autunno in Via Bertani.

Prima che arrivi l’inverno, prima che i rami si protendano spogli verso il cielo.
L’autunno è una sinfonia di fragile vita, di vento che fa fremere, di luce che ravviva le tinte.

E così quando giunge questa stagione inquieta di ore ventose e pomeriggi più brevi sono sempre grata di poter passare per qualche minuto in questa via genovese che amo percorrere con il passo leggero mentre i pensieri fuggono via.

Una curva gentile, una discesa non troppo ripida, una prospettiva genovese di alberi e cielo limpido.

Con questi colori e con questa bellezza, questo è l’autunno in Via Bertani.

Impressioni d’autunno in Via Domenico Chiodo

E sono impressioni d’autunno nelle vie del mio quartiere, in quelle strade che hanno di fronte il panorama infinito della città, il suo orizzonte, i suoi tetti di ardesia.
E sono impressioni d’autunno nelle foglie che arrossiscono sul muraglione di Via Domenico Chiodo.

E laggiù le navi, il vivace turchese della Superba, il cielo lucidato di fresco.

E ancora si accartocciano le foglie chiare, cercano la luce e si lasciano toccare dall’aria.

E poi case, palazze, comignoli, campanili, tutta Genova ai vostro piedi.

Incorniciata in un ramo che a lei si inchina racchiudendo la sua beltà.

Sono impressioni d’autunno, così limpidamente genovesi, in Via Domenico Chiodo.

Tramonto di novembre

I tramonti più suggestivi si svelano nelle stagioni più fredde, in certe sere il cielo si infiamma e appassiona, cattura lo sguardo e ti lascia in attesa di uno spettacolo straordinario.
Così si è svelato questo tramonto di novembre, con una sola nuvola fluttuante nel cielo chiaro mentre il sole cercava di farsi largo in quella densità.

E quella luce radiosa si specchiava sul mare inondando di chiarore quella nave che seguiva la sua rotta.

Dall’oro al rosa, piano Fratello Sole ha cominciato la sua discesa verso la costa.

In un incanto di riflessi e colori brillanti, tra tenui sfumature di celeste e di cipria.

Una ad una poi si sono accese le luci del porto, in una sera di Genova e di novembre.

Tra le foglie

Le panchine di città sono oasi di pace e bellezza, sono i luoghi dove puoi fermarti in compagnia dei tuoi pensieri.
Certe panchine di città sono piacevoli consuetudini, dolci ricordi e luoghi dove ritornare.
In certi giorni, infatti, ti fermi su certe panchine e ti viene in mente di esserci stata magari anche più di venti anni fa e allora ridevi forte e allora seduta accanto a te c’era una persona che non potrai mai dimenticare.
Certe panchine invece nemmeno si conoscono: le vedi per caso e ti domandi per quale motivo non ti sia mai venuto in mente di sederti là, una volta o l’altra.
E così ecco certe panchine di Piazza Sant’Anna.
Immerse nella quiete silenziosa, nella pace assoluta di questa piazzetta genovese.
Panchine affondate nelle foglie cadute, nel tempo dell’autunno, nella città in salita.

Autunno all’Acquasola

Questo insolito autunno ci riserva anche un clima particolarmente mite, queste prime giornata di novembre sono state tiepide e soleggiate.
E allora mi è capitato di andare a passeggiare in un luogo a me molto caro, so per certo che è altrettanto amata da molti di voi, tutti i genovesi portano nel cuore il Parco dell’Acquasola, polmone verde nel cuore della Superba.
Noi che siamo stati bambini negli anni ‘70 (sempre noi, sì!) ne abbiamo poi un tenero ricordo perché qui andavamo giocare accompagnati da mamma e papà, portavamo la gonnellina a pieghe e le calzette bianche e il mondo era una bellissima avventura.
All’Acquasola poi c’erano dei magnifici cigni e non smetteremo mai di rimpiangere la loro gentile presenza, era sempre emozionante andare a salutarli.
Basterebbero già queste tenere memorie a rendere l’Acquasola un posto unico, ritornarci è per me sempre piacevole.

Si cammina così all’ombra degli alberi, calpestando quelle fragili foglie scricchiolanti, il loro suono è musica d’autunno.

E gli alberi maestosi si vestono di foglie dorate e dei colori ambrati di questa stagione.

Anche adesso, come nei tempi della mia infanzia, ci sono bimbetti che vengono qui a svagarsi con i giochi all’Acquasola, di certo lo spazio per divertirsi non manca.
Io mi sono limitata a una passeggiata rigenerante tra le bellezza della natura in questo nostro caro parco cittadino.

Sui sassi e sulle foglie accartocciate volava anche una magnifica farfalla.
Sì è posata, poi si è alzata ancora in volo ed è andata a perdersi tra gli alberi.

E io come lei ho continuato a gironzolare, nella bellezza ristoratrice del nostro caro Parco dell’Acquasola.

Come un fiore selvatico proteso sul mare

L’altro pomeriggio sono andata al Porto Antico.
Non era una giornata particolarmente luminosa e tuttavia mi è sembrata la cosa giusta da fare: ogni tanto, quando posso, vado a salutare fratello mare.
E intanto cerco le barche dai nomi curiosi, i gabbiani maestosi, gli uccellini ciarlieri che si posano sulle corde da pesca.
Così sono arrivata fino all’Isola delle Chiatte e davanti a me camminava una signora di una certa età: borsetta sotto il braccio, giacca blu, passo cadenzato e andatura elegante, osservava l’orizzonte immersa nei suoi pensieri.
Altri genovesi poi se ne stavano seduti sulle panchine ad ascoltare il lento sciabordio delle onde e guardare quel panorama che per noi è casa: la Lanterna, i Magazzini del Cotone, le navi.
In un istante di quiete sospesa.
Ho camminato ancora, in un pomeriggio d’autunno sovrastato da nuvole grigie e inquiete.
Ho raggiunto la zona dove è situato il Galeone, come sempre ho indugiato ad ammirare le barche e quello scorcio di porto con i moli, le vele e i riflessi d’argento di questa stagione.
E poi, mentre ero appoggiata alla ringhiera, ho abbassato lo sguardo verso l’acqua e là ho veduto quei petali vibranti di giallo e lo stelo sottile.
E allora mi sono fermata ad osservare e ricordo di aver pensato che la vita in fondo è proprio così, come un fiore selvatico proteso sul mare.

L’autunno in Salita della Madonnetta

Così si svela l’autunno in Salita della Madonnetta, la bella creuza che collega Piazzetta Giulio Marchi al Santuario della Madonnetta: e scendo percorrendo la ripida mattonata che ha davanti l’infinito e il mare.

Piano vira la luce e così sfiora sul tempietto che ospita l’immagine di Maria, a questa pregiata scultura dedicai tempo fa questo post.

Ha tanti colori e diverse sfumature il tempo d’autunno sulle creuze, si cela tra quelle foglie che pendono lassù e sovrastano il cammino.

Nel radioso sole ottobrino una farfalla leggera e palpitante si ferma sui sassi.

Brilla di un chiarore diverso il cielo di Genova sulla creuza, in un gioco di verde che si staglia contro il turchese.

L’autunno ha le sue tinte e i suoi profumi.

E così si mostra, sulla sommità del muraglione nella vibrante bellezza di una cascata di vite americana.

Ed è rosso di foglie e azzurro di cielo e verde di cocci di bottiglia.

Così spicca l’autunno, con la sua prepotente leggiadria.

E intanto scendo, passo dopo passo, giù per l’antica creuza.

Ancora vibra e freme la stagione delle tinte calde, ha il sapore dei cachi che lenti maturano sull’ albero generoso che si protende oltre un giardino.

E ha le sfumature di mille foglie fragili e cangianti.

E sboccia ancora nei piccoli fiori.

E così si posa, accogliente e gentile, sulla mattonata di Salita della Madonnetta.