Un albero di città

È un albero di città a abita in un giardino non distante dalla mia casa.
È un albero di città ed io e lui respiriamo così sotto lo stesso cielo.
E qui nella Superba, dopo giorni e giorni di pioggia incessante, il sole è finalmente ritornato a risplendere e a riscaldare i tetti e le ardesie, a posarsi sul mare e a sfiorare le strade con leggerezza.
Il sole con il suo tepore consola così anche questo albero di città, ieri passando per la creuza sulla quale l’albero si affaccia mi sono ritrovata ad alzare gli occhi per ammirarlo in tutto il suo splendore.

In questo tempo dell’anno i suoi rami sono rivestiti con una perfetta sinfonia di colori e gradazioni.

Sono i toni caldi dell’autunno che virano dal verde scuro all’ocra per sfumare fino al bronzo e al rame più intenso.

Le foglie, assetate di calore, restano così a crogiolarsi al sole e sembra che vogliano saziarsi di questa vivacità della luce vivifica che tutto rigenera.

È un albero di città e sebbene appartenga a qualcuno secondo me in qualche modo è anche amico di tutti coloro che percorrono quella creuza e di ogni persona che desideri lasciarsi incantare dalla sua vera bellezza.
I rami e le foglie, nel tempo di novembre, l’armonia magnifica di un albero di città.

Sulle scale in autunno

È una delle scale che ripide si arrampicano ad unire due tratti di Via Piaggio, nella città in salita certi luoghi si raggiungono gradino dopo gradino.
E nei giorni di novembre le foglie che rivestono il muraglione si accendono di diverse sfumature di rosso e di autunno, sono i colori intensi e vividi di questo periodo dell’anno.
E così mi fermo ad ammirare questa bellezza.
E non sono neppure la sola ad osservare questo scorcio del mio quartiere, un gatto timido e circospetto se ne sta alla finestra, lo distrae un po’ la mia presenza ma rimane serafico a guardare il panorama.
Un dipinto di stagione: sulle scale in autunno.

Due bici nel bosco

Due bici nel bosco.
Nel tempo d’autunno, a Fontanigorda.
Due bici nel bosco narrano di una gioia rinnovata, di un frammento di riconquistata libertà lontano dalla frenesia della vita cittadina.
E ritrovarsi e già ricordare con nostalgia i giorni d’estate: ne torneranno altri e saranno ancora più belli e spensierati.
E intanto ridi, corri e pedali su per la salita, le guance si arrossano e tu ridi così forte e ne hai di cose da raccontare ora che la scuola è iniziata e rivedi i soliti amici di sempre nel posto in cui siete diventati grandi insieme.
E corri e pedali e ti lasci prendere dalla velocità giù per la discesa e ridi ancora più forte.
E le ruote si posano sopra un soffice tappeto di foglie, sotto agli alberi, tra i ricci caduti dai castagni e tra i profumi dei muschi riscaldati dal tiepido sole.
E tu forse adesso non lo sai ma poi un giorno ti ricorderai di questi istanti, ti guarderai indietro e rivedrai te stesso da ragazzino in bicicletta e sarà una memoria dolcissima.
Nel tempo d’autunno, a Fontanigorda.

Autunno al Santuario della Madonna della Guardia

Nel tempo di autunno sono andata al Santuario della Madonna della Guardia, lassù sulla vetta del Monte Figogna dove la storia narra che sul finire del ‘400 la Vergine Maria apparve all’umile pastore Benedetto Pareto.
Tornerò a raccontarvi della bella chiesa e delle tante testimonianze di devozione là raccolte, oggi vi porto soltanto lungo quella strada dove vi accoglie un grazioso angioletto.

E dove le foglie dalle tinte aranciate si posano come soffice tappeto sulla salita che conduce al Santuario.

E calde di luce come i raggi del sole cadono giù e si posano sulle panchine.

Tutto attorno la natura si ammanta di diversi toni di giallo, si arrossano le foglie seguendo i ritmi delle stagioni.

C’erano poche persone in questo giorno di cielo inquieto e di nuvole che rapide solcavano il cielo, ci siamo così soffermati a lungo ad ammirare le bellezze della chiesa e i molto ex voto che là si conservano.

Mentre gli alberi piano mutano i loro colori nel sempre incantevole rito di questi giorni.

Santuario della Madonna della Guardia (6)

E c’erano certi gatti pigri che si crogiolavano al sole, i mici trovano sempre il posto perfetto per loro.

Santuario della Madonna della Guardia (7)

E poi ecco una bellezza felina dagli occhi screziati che bene si intonano alle sfumature delle foglie cadute.

Santuario della Madonna della Guardia (8)

In questo tempo che sa essere dolce e carico di promesse, caldo come le foglie d’autunno che si posano lievi sulle panchine davanti al Santuario della Madonna della Guardia.

Fontanigorda e la danza delle foglie

Nel tempo della castagnata di Fontanigorda il bosco generoso e tanto amato è stato prodigo dei suoi doni e ci ha regalato la sua autentica bellezza.
E sono foglie brillanti in un giorno di ottobre ancora tiepido sotto il cielo splendente, mentre i i rami si inchinano alla maestà dei monti.

Fremono fragili e dorate nell’aria fresca e autunnale.

E il sole bacia gli alberi, le pietre, lo steccato di legno e la strada che conduce al Bosco delle Fate.

E ti sovrasta l’immensità e lo splendore vivifico degli alberi in autunno, camminare circondati da questa magnificenza è un dono grande e una gioia vera dell’animo.
Ti scordi del tempo e delle ore, dimentichi ogni cosa e volano via i minuti mentre respiri i profumi del bosco.

E i rami gentili dondolano al vento ed è lieve e aggraziata la danza delle foglie.

E ancora ti circondano alberi generosi e diverse sfumature di verde.

Ed è ocra e arancio e profumo di legna tra le case.

Nel tempo del fuoco che arde nei camini di Fontanigorda.

Intenso e vibrante, meraviglioso bosco, fratello e amico che proteggi, accogli e consoli.

Tra rocce coperte di muschi, sentieri coperti di foglie cadute e ricci dei castagni che cadono al suolo.

È il mistero bellissimo del susseguirsi delle stagioni, per taluni è sempre una rinnovata magia che non smette di incantare.

Mentre la vita freme nella sua fragile danza nell’azzurro.

E sullo sfondo si staglia la linea inconfondibile dei monti della Val Trebbia.

E intrepidi uccellini si posano sui rami spogli e si godono il tepore del sole.

Mentre tutto si veste delle tinte calde dell’autunno.

E tra gli alberi si distinguono i tetti rossi di Fontanigorda e le case racchiuse nell’abbraccio dei monti e dei boschi generosi.

In un tempo che ha il ritmo di una poesia e la sua dolcezza, tra toni di oro e di bronzo, mentre danzano le foglie sui sentieri e nei boschi di Fontanigorda.

Farfalle di ottobre

Le ho incontrate per caso in una stagione che in realtà non sembra poi così prediletta dalle farfalle.
Eppure eccole, leggiadre e spensierate, per me è sempre una gioia rivederle e seguire il loro volo leggero, ancor di più se il destino me le fa incontrare nei luoghi che amo.
Sono farfalle di ottobre e sono farfalle di caruggi, volitive e testarde se ne vanno a zonzo e alla ventura in cerca del posto migliore sul quale posarsi.
Lei l’ho veduta di recente, era dal mio fioraio in Piazza Statuto, io e lei stavamo facendo esattamente la stessa cosa: cercavamo la piantina perfetta per noi.
E così lei sì è felicemente adagiata su certi petali gialli, io invece ho acquistato un vasetto di allegre violette.

Qualche giorno prima, poi, mi era capitato un altro meraviglioso e casuale incontro in un luogo dove mi piace fermarmi.
Ero a Banchi, curiosavo tra i volumi esposti sulle bancarelle dell’usato.
E ancora, ecco un’altra farfalla.
E ancora, io e lei stavamo facendo esattamente la stessa cosa: cercavamo il libro perfetto per noi.
E certo, quello che ha scelto lei potrebbe anche stare sul mio comodino.
Sono così certi incontri, semplicemente perfetti.

Un terrazzino davanti al mare

L’ho veduto in una di queste giornate terse di chiarore inaspettato e cielo limpido.
Un terrazzino davanti al blu vibrante mentre la carezza del vento increspa la superficie dell’acqua.
Un terrazzino nel levante di Genova, davanti alla prospettiva di Sturla.
Oltre a certe finestre si sussegue così il continuo divenire dei giorni e delle stagioni: l’alba rosata che copre il cielo o il tramonto che lo infuoca, la tempesta improvvisa e la placida quiete di certe sere tranquille, le onde sfiorate dalla brezza e la calma straordinaria dell’azzurro capace di lenire persino certe inquietudini.
Con questa bellezza, con questa armonia: un terrazzino davanti al mare blu di Liguria.

Il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte

Come di consueto io amo sempre rispettare i riti delle stagioni e quando arriva l’autunno è mia consuetudine andare al Carmine proprio per salutare certi alberi magnifici che crescono rigogliosi tra le case.
C’è un antico giuggiolo che dona il nome a una piazzetta, c’è anche un rigoglioso melograno che abita in un bel giardino ma protende i suoi rami su Vico del Cioccolatte.
Ed è una gioia arrivare al Carmine e vedere il grande albero così verde e generoso.

Quei rami forti fitti di foglie sono carichi di frutti succosi, i melograni si aprono spaccandosi e preannunciando così la loro dolcezza.

E mentre ero lì a fotografare questa meraviglia di stagione chi è spuntato dal muraglione di Vico del Cioccolatte?
Toh, che stupore!

Questo simpatico micio è comparso all’improvviso tra i frutti dell’albero gentile e così per me è diventato subito il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte, è ovvio!
Uno sguardo da un lato e poi dall’altro, eccolo lì, attento e curioso.

E poi anche lui si accorto di me, caspita!
E mi ha guardata come dire:
– Ehi, ciao, cosa ci fai tu lì?

Poi forse deve essere subentrata una certa timidezza: noi liguri, si sa, siamo a volte un po’ ritrosi e il felino in questione non fa eccezione.
Uno sguardo, un movimento, il tipetto si è nascosto tra le foglie e poi è sparito oltre il muro dal quale si era affacciato.

E questa è una delle tante belle sorprese del Carmine, la storia di un gatto in autunno in Vico del Cioccolatte nella stagione del melograno.

Il primo giorno di settembre

Il primo giorno di settembre è per molti di noi tempo di nuovi inizi.
Declina piano l’estate, cede il posto ad una stagione nuova, le foglie si staccano dai rami ed io mi sorprendo a guardarle ondeggiare nell’aria e poi cadere al suolo.
Il primo giorno di settembre annuncia l’autunno che appare già, in certi luoghi, nei toni e nei colori.
E già si svela nel clima mutevole, nelle nuvole che rapide occupano l’azzurro, nei temporali pomeridiani accompagnati dal fragore del tuono.
Sa essere indeciso e capriccioso questo mese, sa essere una promessa e anche una speranza.
Inizia così per me, con una via dalle belle curve sinuose che si snoda nel verde rigoglioso degli alberi mentre ai lati della strada una sull’altra si posano le foglie dorate.
Benvenuto a te, primo giorno di settembre.

Una farfalla di novembre

È arrivata all’improvviso e mi ha lasciato sorpresa.
Volteggiava con grazia davanti alle mie finestre e si è posata su una delle mie piante.
Ormai so che le farfalle amano i fiori viola, alcune di loro nei giorni caldi d’estate si dondolano pigre sulle lavande profumate e questa fragile creatura avventurosa ha scelto i petali della mia veronica.

E lì è rimasta per qualche istante dolcissimo.
Una farfalla di novembre così variopinta, leggera ed elegante.
Come la vera felicità: arriva quando proprio tu non te l’aspetti ed è bellissima.