Noi e i Barbapapà

A volte certe notizie ti lasciano a dir poco perplessa: addio al disegnatore che ha inventato i Barbapapà, l’abbiamo letto su tutti i giornali di recente.
Calma.
Come sarebbe a dire inventato?
Ecco, perché noi che siamo stati piccoli negli anni ’70 non abbiamo mai avuto dubbi ma soltanto solide certezze al riguardo.
I Barbapapà esistono.
E punto, non ci sarebbe già altro da aggiungere.
Noi ci mettevamo seduti sul tappeto a gambe incrociate a guardare le avventure di questa simpatica e allegra famiglia, quelle storie hanno allietato le giornate di molti di noi e l’attesa del cartone animato era sempre un momento lieto.
Ecco, non posso dire di ricordarmi nel dettaglio le trame degli episodi però ho una memoria precisa di un senso di infantile stupore e di splendida meraviglia.
Semplicemente, i Barbapapà c’erano.
E per quanto mi riguarda ci sono sempre stati, ecco.
I Barbapapà erano morbidi e colorati, i Barbapapà erano sempre sorridenti.
E il capofamiglia era di una bella tinta rosa confetto proprio uguale al colore del nostro chewing gum preferito.
Sì, quello con il quale si facevano le bolle grandi che poi quando scoppiavano ti si spiaccicavano sulla faccia.
Tra il resto, ora che ci penso, quando abbiamo smesso di fare le bolle?
E soprattutto, perché?
Deve essere accaduto in qualche istante dimenticato, in una di quelle fasi di passaggio all’età adulta durante le quali si abbandonano le abitudini dell’infanzia per acquisirne altre, nuove e diverse.
E comunque, quando ci entusiasmavamo per le bolle giganti guardavamo anche i Barbapapà.
E quando partiva la sigla era un’emozione!
Ve la ricordate, vero?
Ecco arrivare i Barbapapà, nella famiglia Barbapapà, tu li vedi trasformare come gli va…
E sì, lo sapete tutti! I Barbapapà hanno doti eclettiche e cambiano forma a loro  piacimento, questa mirabolante magia è scandita da una celebre frase: resta di stucco, è un barbatrucco!
Ditemi, quante volte l’avete pronunciata anche voi?
Eh, che famiglia speciale i Barbapapà!
I miei preferiti?
Senz’altro la vezzosa Barbabella, lei è tutta viola, da vanitosetta ama i trucchi e i gioielli, infatti porta anche una collanina di perle.
E vi ricordate il piccolo nero e peloso? Lui è appassionato di pittura e quando si mette all’opera si macchia allegramente ovunque!
E insomma, ho scoperto che anche le ultime generazioni hanno avuto la fortuna di conoscere i Barbapapà, noi che siamo stati piccoli negli anni ’70 non li abbiamo certo dimenticati e anzi, vi dirò, c’è gente che conserva gelosamente i propri giocattoli, sì, sì, alcuni lo fanno!
E cosa mi dite di voi?
Qual era il vostro preferito?
Ecco, a tal proposito, magari mettendoci tutti insieme potremmo ricomporre la gloriosa famiglia alla quale tutti noi abbiamo voluto bene, cosa ne pensate?
Io porto in dote la Barbamamma, nera e morbida, ha una coroncina di fiorellini rossi sulla testa, le ciglia lunghe e grandi occhi dolci.
E posso concludere questo post in una sola maniera, sì.
Resta di stucco, è un barbatrucco!

Barbamamma

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