Sulla riva di San Fruttuoso di Camogli

È tempo di sole che arde e riscalda le pietre e i sassi, sulla riva di San Fruttuoso di Camogli.
È profumo di alberi dalle fronde generose tra le rocce scoscese dove l’onda batte e si disfa all’improvviso per poi ritornare ancora.
E la natura pronuncia le sue parole, in questo spicchio prezioso di costa nel levante ligure.

È un tempo lento e ha la dolcezza semplice di certe usanze antiche, è tempo di gente di mare dalle facce franche e dalle mani ruvide.
È un tempo che scorre via, mentre pescatori laboriosi e taciturni sbrogliano con pazienza le reti che gettano negli abissi per catturare i pesci.
Sono vite faticose, sono giorni da conquistare.
Sulle tavole si portano il pane rustico, i sapori della terra, l’olio profumato e il vino delle terre aspre della Liguria.

E sventolano i panni nell’aria intrisa di sale e spesso canta il vento: a volte è appena un soffio, a volte è tempesta ma la gente di mare sa ascoltare e comprendere le parole delle onde.
E anche le barche riposano: ogni nuovo giorno porta una nuova fatica ma anche una rinnovata speranza.
E tutto si immagina osservando una fotografia d’epoca nella quale si vedono quella spiaggia, quelle casette, quelle finestre e il portico: è un tempo lontano e si resta là, ad osservare l’orizzonte increspato di onde, mentre la vita segue il suo ritmo antico, sulla riva di San Fruttuoso di Camogli.

Un riflesso bianco e rosso

C’era l’incertezza capricciosa dei primi giorni d’autunno mentre il sole indomito ancora lotta con le nuvole per conquistare la vittoria.
C’era una piccola folla di curiosi, i visitatori si guardavano intorno e camminavano lentamente assaporando ogni passo, alcuni si sono poi fermati a fare qualche foto davanti al galeone dei pirati che dondola pacifico sull’acqua di Genova.
Un sorriso, un ricordo delle vacanze, un frammento di felicità.
C’erano zainetti, scarpe comode, cappellini con la visiera, giacche per la pioggia e occhiali da sole, abiti leggeri e ombrellini pieghevoli, c’era una stagione e anche quell’altra, c’era quella pigrizia dolce del tardo pomeriggio.
E poi quasi impercettibile un alito di vento caldo ha increspato l’acqua salmastra e un riflesso bianco e rosso così vibrante è apparso sul mare di Genova.

Le prime vele

Le prime vele, dopo diverso tempo senza vedere il mare.
Laggiù, lontane, tra le onde azzurre e inquiete di Nervi, gonfiate gagliarde dal vento, signore incontrastate dell’orizzonte di Liguria.
Solitarie ondeggiavano, tra spruzzi e giochi di acqua.
Essenziali e candide, tra il celeste e il turchese.
Le ho seguite con lo sguardo, chiedendomi quale fosse la loro rotta.
Sono così i viaggi degli altri, a volte ti lasciano davanti a una ringhiera con delle domande alle quali non sai rispondere.
Certe partenze sembrano sempre belle avventure: aria tra i capelli, sole in faccia, canto incessante del vento che si posa sul mare.
E le vele, le prime vele, gloriose bellezze sul mare di Genova.

Quei temerari sulla spiaggia di Varazze

Eccoli lì, tutti a bagno!
I più piccoli vanno sotto, toccano il fondo con una mano, poi tornano su e riprendono fiato.
Ai Bagni Margherita di Varazze, in certi tempi gloriosi: ed ecco certi bellimbusti far mostra di muscoli guizzanti e di baffetti all’ultima moda, è tutto un brusio di voci, risate e gioia vera nella calura estiva.
E là sullo sfondo le cabine e la costa meta di giorni felici.

Che ricordi, quell’estate fu memorabile!
E hop, salti sul trampolino e braccia aperte a dar maggior vigore al tuffo.
Son tipi così, quei temerari sulla spiaggia di Varazze: uno via l’altro si lanciano in mare e quelli sotto li accolgono con gridolini stupefatti di vera ammirazione.

E c’è chi si lascia cullare dalle onde così dolcemente, in questo caldo giorno d’estate è il fotografo Neer a immortalare questo momento.
E certi provetti nuotatori mostrano i loro talenti, mentre una giovane fanciulla si regge a un salvagente e alza gli occhi verso l’alto: guarda quelli là, quei matti che si tuffano dal trampolino!

E in mare è un continuo ondeggiare di boccoli e cappelli, mentre i costumi si fanno pesanti a causa dell’acqua, è tutta una confusione di sorrisi e di fossette, frammenti di un momento di vita gioioso e felice.
Uno di quegli istanti rari e bellissimi, magari mentre li vivi non accorgi neanche di quanto siano importanti e poi passano gli anni e tu un giorno, all’improvviso, ti ricordi di te.
Fanciulla, a bagno nell’acqua, nel tempo delle vacanze.
E quanto ridevi quel giorno, che ricordi splendidi!

E poi tutti, proprio come te, guardavano in su con sguardi ammirati: che portento sanno essere taluni!
E che coraggio hanno!
Un salto, ancora più in alto, le braccia spalancate e un volo magnifico nell’azzurro mare.
Se li ricordarono tutti per molto tempo quei temerari sulla spiaggia di Varazze, spericolati tuffatori di anni lontani.

I colori di Sori

Vi porto ancora con me sulla Riviera di Levante, nel tempo del sole.
Era l’inizio di giugno, stagione di luce che rischiara le belle case di Sori abbarbicate sulla costa scoscesa.

Sono vari e radiosi i colori di Sori, spiccano così in quelle creuze che portano al mare.

Sori (2)

Nelle case alte, nella magnifica verticalità della Liguria.

Sori (3)

E poi la spiaggia, il mare turchino, l’onda di bianca spuma.

Sori (4)

Una chiesetta, le facciate color biscotto.

Sori (4a)

I lettini chiusi, gli ombrelloni, l’estate doveva ancora iniziare.

Sori (5)

E finestre, quadretti e panni stesi.

Sori (6)

E barche, verde, azzurro e profumo di salsedine.

Sori (7)

Nella semplice bellezza di Sori, un posto nel quale non mi dispiacerebbe affatto vivere.

Sori (8)

E sassi, barche e laggiù soltanto mare.

Sori (9)

E vento che agita gli ombrelloni e accarezza la pelle.

Sori (10)

Colori e prospettive autentiche di Liguria, i luoghi come questo non hanno nulla di artefatto, solo si mostrano nella loro vera bellezza.

Sori (11)

E poi l’onda che si frange sui sassi e si dissolve.

Sori (12)

E ancora caruggi, salite, profumi d’estate.

Sori (13)

Nella prospettiva bellissima di Sori, con il suo campanile svettante.

Sori (14)

Mentre piano l’acqua del mare disegna la sabbia, lascia la sua traccia e la sua freschezza.

Sori (15)

Mentre le barche riposano a riva.

Sori (16)

In questo gioiello semplice della nostra Liguria, con questo brio e questa luce, questi sono i colori brillanti di Sori.

Sori (17)

Sestri Ponente: a diporto sul mare

E si va, veleggiando su mare, davanti a Sestri Ponente.
Questa zona di Genova con gli anni e con l’industrializzazione subirà diversi mutamenti, ecco invece la costa e il suo placido mare al principio del secolo scorso, per la precisione questa cartolina è stata spedita nel 1917.
E allora sfogliamo ancora una volta la Guida Treves, il mio volume risale al 1911 e sulle sue pagine già si nominano i cantieri navali di Sestri Ponente, sono poi elogiate le ville che per bellezza non hanno nulla da invidiare a quelle di Nizza e poi così si legge:

“La riviera che è tutta un paradiso, profumata dai fiori, contornata dai monti, colline e paesetti, bagnata da corsi d’acqua, rigogliosa per dolce clima e per effervescente vegetazione, diviene però sempre più ridente, man mano che si prosegue la via, senza contrasto fra le più meravigliose di Europa.”

In questo bucolico scenario la vela si muove gonfiata dal vento e sullo sfondo si scorge una vecchia gloria: è il Castello Raggio, un tempo vanto della vicina Cornigliano e purtroppo demolito al principio degli anni ’50.

E tuttavia, in questo tempo lontano, ancora nulla si conosce dei giorni che verranno e del progresso che cambierà la fisionomia di questi luoghi.
Una fanciulla si ripara dal sole con un ombrellino bianco, il remo sospinto con vigore solca l’acqua salmastra, certi esperti uomini di mare governano le barche e altri ancora stanno a bordo di piccoli gozzi.
Ed è un tempo diverso, ha un ritmo lento che ancora risuona, anche se in realtà è così distante.
A Sestri Ponente, a diporto sul mare.

Cartoline da Santa Margherita Ligure

Vi porto ancora sulla riviera, vi porto con me a Santa Margherita Ligure, prestigiosa località molto amata anche dagli stranieri.
Siccome poi questo è un magnifico viaggio nel tempo consulterò con voi la mia Guida Treves del 1911 dalla quale ho tratto le seguenti righe:

“Posta sulla incantevole riviera di Levante, Santa Margherita è il più bello e più quieto seno di quel magico golfo. I suoi giardini, dove l’arancio è costantemente in fiore, i suoi clivi popolati di verdeggianti olivi e le sue ammirabili passeggiate ne hanno fatto uno fra i più ricercati luoghi di villeggiatura estiva.”

Andiamo anche noi su quel lungomare inondato di luce mentre risuonano gli zoccoli del cavallo che lento trascina questo carretto.

Luogo di riviera e di gente di mare, di donne che portano conche con quotidiana fatica, di alberghi lussuosi e di soggiorni indimenticabili, di panchine dove riposarsi e di gozzi dolcemente adagiati sulla spiaggia.

Di meravigliose insenature e indimenticabili prospettive lambite dall’onda calma.

Mentre le vele vengono dolcemente sospinte da venti gentili.

C’è chi prende il largo per necessità e chi invece lo fa per diletto, soltanto per sentire la brezza fresca sul viso e tra i capelli.

E c’è sempre un gran via vai a Santa Margherita Ligure.
Lei incede con passo sicuro, porta le maniche lunghe e un cappello a tesa ampia, lo stile è pur sempre importante, del resto.

E il sole picchia implacabile su queste strade e ravviva i colori vivaci delle case.

E il mare sempre ritorna, come sempre ha fatto negli anni passati: ha ancora lo stesso suono, la medesima voce, ripete ancora la stessa melodia.
Nel suo canto eterno sfiora la riva, la accarezza e sempre, ancora, a lei ritorna.
Su quella spiaggia tanto amata e così romantica, in questa magnifica pace.

Nella bellezza autentica e unica di questa parte di riviera, nell’incanto magnifico di Santa Margherita Ligure.

Storie di barche ad Albisola Superiore

Vi porto ancora a ponente, a passeggiare per le strade colorate di Albisola Superiore, quando il sole brillante tutto ravviva e illumina.
Ed è bella così questa parte di Liguria, nella sua lineare semplicità di borgo marinaro con le case dalle tinte calde, tra piazzette, archivolti e caruggi.

E restano le barche ad asciugarsi in questa quiete, in attesa di nuovi viaggi e di altre avventure sul mare azzurro e vasto.

E sono geometrie di riviera, contrasti e sfumature del tempo di primavera.

E ogni cosa sembra al suo posto, è straordinario notare come la vita sappia, soltanto nel semplice svolgersi del suo quotidiano, svelarsi con questa perfetta armonia.
Si attende di partire e di prendere il largo con il vento in faccia.

E il mare è là, vicino, a pochi passi.
E quelli che vivono davanti a questo mare ne scrutano la danza e sanno perfettamente interpretarla, conoscono i suoi ritmi e le sue parole, sanno davvero quando giunge il momento giusto per partire.

Mentre resta, nelle strade belle di Albisola, questa struggente armonia composta soltanto di luce, ombra, colore, salsedine, vento e bellezza.

Sotto il cielo blu, davanti alle case di questo tratto di Liguria.

Nel semplice fluire della vita, conta soltanto vivere ogni istante, in totale pienezza.
E là c’è una barchetta tinta di verde menta, compagna di onde e di tempi felici, chi l’ha battezzata le ha dato un nome ironico e speciale: megiü che ninte, meglio che niente.
Vederla mi ha regalato un sorriso, è una delle colorate storie di barche di Albisola Superiore.

Primavera a Camogli

I colori di Camogli non stancano mai, si potrebbe ritornare centinaia di volte a camminare per le strade di questo amato borgo marinaro e ogni passeggiata saprebbe donarci stupori sempre nuovi.
Ed è così lucente e bella la primavera di Camogli, quando il sole glorioso sfiora le case e dona a loro il suo calore.

E l’acqua è quieta, si apre la stagione dei tuffi e delle prime nuotate.

Incantevole Camogli, con le tinte calde delle sue facciate mentre dondolano spinti dall’aria di mare i cuori con le promesse degli innamorati.

Semplice e vera Camogli, nascosta e quasi ritrosa dietro le reti rosse come i coralli che abitano negli abissi tumultuosi.

Abbraccio di porto al quale taluni sempre ritornano, là c’è la loro anima e la dimora del loro sentire.

E tutto è splendente, brillante e colorato: vivace Camogli, naturale e autentica così come sei.

Bellezza marina di luce e di riflessi.

Meraviglia di turchese disegnato dai contorni delle case così vicine, aria che scivola sulle finestre e panni stesi nei caruggi.

Nostra amata e unica Camogli, con la tua chiesa posata come conchiglia su uno scoglio sferzato da onde impetuose.


Riposo di gozzi e di pescatori, bellezza senza tempo e amore sempre ricambiato, nostra cara Camogli.

E poi quando sali un po’ più in alto rimani ad osservare il sole che bacia l’orizzonte diffondendo il suo chiarore sull’orlo delle nuvole.

E il mare è calmo, raccolto nell’abbraccio del golfo, nella quiete di una dolce sera di primavera.

Celeste di Albisola

Semplicemente così, celeste.
È il colore che ci regala questa primavera ligure, è la tinta intensa che ho trovato ieri pomeriggio ad Albisola Superiore, bella località sulla Riviera di Ponente.
Questa zona della Liguria è assai celebre per certe tonalità e per tante diverse sfumature: sono quelle delle pregiate ceramiche dei talentuosi artisti del luogo, presto ve ne parlerò.
Ieri poi, arrivando sulla riviera, sono andata subito a salutare il mare.
E c’erano i sassi, c’era un’onda quieta che sfiorava la riva, c’era la luce brillante di questa stagione.
E c’era uno sportivo e il suo remo toccava l’acqua con un movimento cadenzato e armonioso.
E c’era un gozzo sulla spiaggia e semplicemente tutto questo celeste di Albisola.