Storie di barche ad Albisola Superiore

Vi porto ancora a ponente, a passeggiare per le strade colorate di Albisola Superiore, quando il sole brillante tutto ravviva e illumina.
Ed è bella così questa parte di Liguria, nella sua lineare semplicità di borgo marinaro con le case dalle tinte calde, tra piazzette, archivolti e caruggi.

E restano le barche ad asciugarsi in questa quiete, in attesa di nuovi viaggi e di altre avventure sul mare azzurro e vasto.

E sono geometrie di riviera, contrasti e sfumature del tempo di primavera.

E ogni cosa sembra al suo posto, è straordinario notare come la vita sappia, soltanto nel semplice svolgersi del suo quotidiano, svelarsi con questa perfetta armonia.
Si attende di partire e di prendere il largo con il vento in faccia.

E il mare è là, vicino, a pochi passi.
E quelli che vivono davanti a questo mare ne scrutano la danza e sanno perfettamente interpretarla, conoscono i suoi ritmi e le sue parole, sanno davvero quando giunge il momento giusto per partire.

Mentre resta, nelle strade belle di Albisola, questa struggente armonia composta soltanto di luce, ombra, colore, salsedine, vento e bellezza.

Sotto il cielo blu, davanti alle case di questo tratto di Liguria.

Nel semplice fluire della vita, conta soltanto vivere ogni istante, in totale pienezza.
E là c’è una barchetta tinta di verde menta, compagna di onde e di tempi felici, chi l’ha battezzata le ha dato un nome ironico e speciale: megiü che ninte, meglio che niente.
Vederla mi ha regalato un sorriso, è una delle colorate storie di barche di Albisola Superiore.

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Primavera a Camogli

I colori di Camogli non stancano mai, si potrebbe ritornare centinaia di volte a camminare per le strade di questo amato borgo marinaro e ogni passeggiata saprebbe donarci stupori sempre nuovi.
Ed è così lucente e bella la primavera di Camogli, quando il sole glorioso sfiora le case e dona a loro il suo calore.

E l’acqua è quieta, si apre la stagione dei tuffi e delle prime nuotate.

Incantevole Camogli, con le tinte calde delle sue facciate mentre dondolano spinti dall’aria di mare i cuori con le promesse degli innamorati.

Semplice e vera Camogli, nascosta e quasi ritrosa dietro le reti rosse come i coralli che abitano negli abissi tumultuosi.

Abbraccio di porto al quale taluni sempre ritornano, là c’è la loro anima e la dimora del loro sentire.

E tutto è splendente, brillante e colorato: vivace Camogli, naturale e autentica così come sei.

Bellezza marina di luce e di riflessi.

Meraviglia di turchese disegnato dai contorni delle case così vicine, aria che scivola sulle finestre e panni stesi nei caruggi.

Nostra amata e unica Camogli, con la tua chiesa posata come conchiglia su uno scoglio sferzato da onde impetuose.


Riposo di gozzi e di pescatori, bellezza senza tempo e amore sempre ricambiato, nostra cara Camogli.

E poi quando sali un po’ più in alto rimani ad osservare il sole che bacia l’orizzonte diffondendo il suo chiarore sull’orlo delle nuvole.

E il mare è calmo, raccolto nell’abbraccio del golfo, nella quiete di una dolce sera di primavera.

Celeste di Albisola

Semplicemente così, celeste.
È il colore che ci regala questa primavera ligure, è la tinta intensa che ho trovato ieri pomeriggio ad Albisola Superiore, bella località sulla Riviera di Ponente.
Questa zona della Liguria è assai celebre per certe tonalità e per tante diverse sfumature: sono quelle delle pregiate ceramiche dei talentuosi artisti del luogo, presto ve ne parlerò.
Ieri poi, arrivando sulla riviera, sono andata subito a salutare il mare.
E c’erano i sassi, c’era un’onda quieta che sfiorava la riva, c’era la luce brillante di questa stagione.
E c’era uno sportivo e il suo remo toccava l’acqua con un movimento cadenzato e armonioso.
E c’era un gozzo sulla spiaggia e semplicemente tutto questo celeste di Albisola.

Piccoli marinai

Ed ecco i piccoli e intrepidi marinai genovesi all’opera sul blu di Genova.
Li incontro sempre e anche ieri mattina erano lì, al Porto Antico, se siete capitati da quelle parti magari li avete veduti anche voi.
Dunque, certi piccoletti fanno sfoggio di un certo sussiego, va detto!

E ognuno trova il posto adatto dove posarsi.

Questi simpatici tipetti sono piccini ma tenaci ed attenti, nulla sfugge allo sguardo di coloro che sono abituati a vivere sul mare.

E alcuni guardano lontano, forse immaginano nuove avventure, viaggi spericolati controvento e lidi diversi da scoprire per poi ritornare ancora qui, di nuovo.

E poi può persino capitare di trovare qualcosa di buono da sgranocchiare, nel caso è meglio mettere il bottino al sicuro e andarsene in santa a mangiare su una barca che loccia sull’acqua.

Ovvio che poi, in certi casi, la linea ne risente ma basta fare un po’ di movimento per tornare in forma, ecco!

Sono così i piccoli marinai, loro sanno sempre i trucchi giusti!
Girano in coppia, cianciano, confabulano, salgono sulle barche e tra l’altro viaggiano gratis!
E quando si stancano di navigare si alzano in volo e si fanno accompagnare dall’aria leggera e profumata di sale.

E tornano, tornano sempre davanti al mare azzurro di Genova.

 

Tramonto sul mare

Ha queste sfumature il tramonto sul mare, mentre il sole scende piano e pare quasi impigliarsi tra certi rami spogli nel tempo d’inverno.

Lentamente declina e cala oltre la costa che si vede passeggiando a levante, si specchia nell’acqua il magnifico sole.

Mentre appena si diffonde un chiarore di cipria che accarezza il profilo dei rilievi e il mare assume quel colore freddo e intenso.
E si resta, sui moli con le canne da pesca tra le mani, alla ringhiera semplicemente ad ammirare il tramonto.

Scogli, mare, un bagliore acceso in lontananza.

E il cielo si incendia di questa bellezza che è forza, vigore, nuovi inizi, stupore e meraviglia.

Così tramonta il sole in inverno nel tempo di gennaio.

E si resta, ascoltando la cantilena dolce delle onde mentre i gozzi giacciono adagiati in questa quiete.

E si resta davanti alla ringhiera, ad ammirare il sole che tramonta glorioso sul mare Genova.

L’ultima luce

Quando cerchi l’ultima luce c’è un posto a Genova dove il bagliore del sole sa catturare il tuo sguardo.
Accade là, al Porto Antico, dai Magazzini del Cotone.
E quando l’ultima luce ravviva l’orizzonte, a volte si ha l’impressione di essere in ritardo: altri già ne se vanno e tu devi ancora arrivare laggiù in fondo.
E la luce non aspetta, rapida svanisce e tinge di oro il cielo mentre tu cammini e tenti di catturare quella bellezza.

Ed è oro e bronzo, nella prospettiva di Genova.

Porto Antico (2)

E rosa e arancio, nella quiete della sera di autunno.

Porto Antico (3)

Si resta, in attesa di nuove partenze e di altre avventure da poter raccontare.

Porto Antico (4)

E quando cerchi l’ultima luce puoi osservarla mentre si affievolisce su cime e bandiere.

Porto Antico (5)

Certi viaggi, poi, sembrano più affascinanti di altri.
E immagini altri porti, nuovi approdi, mentre il vento soffia gagliardo e l’onda accarezza lo scafo.

Porto Antico (6)

E intanto tu sogni.
Ed hai uno scalino tutto per te oppure dividi con gli amici una panchina, magari resti appoggiato alla ringhiera oppure fai una breve sosta sulla tua bicicletta.
Rimani un istante davanti agli ultimi bagliori del sole lucente.

Porto Antico (7)

E resti nella magia breve di un riflesso effimero.

Porto Antico (8)

In una di quelle sere perfette per inseguire l’ultima luce.

Porto Antico (9)

Ogni viaggio

Ogni viaggio ha la sua musica e il suo tempo.
E la sua dolcezza lenta, come il ritmo quieto della bassa marea.
Ogni viaggio ha la sua fatica, è un progetto o un sogno da trasformare in realtà.
Ad ogni partenza lasciamo indietro qualche piccola parte di noi ma davanti ci attende un nuovo orizzonte, il tumulto di una diversa emozione, una meta soltanto vagheggiata.
Un porto, un’attesa.
Un romanzo oppure una storia ancora da scrivere.
O forse una poesia: la tua.

Pescatori a Boccadasse

Li trovi sempre i pescatori a Boccadasse.
È il loro luogo, per alcuni è davvero casa, sono nati qui, davanti al mare.
I pescatori stanno sulla riva, tra gli scogli, stringono la canna da pesca tra le mani, mentre la lenza danza sull’acqua e l’onda frizzante si frange per poi ritornare in un continuo mutevole divenire.
I pescatori attendono, come se avessero tutto il tempo del mondo.

Alcuni di questi pescatori poi scrutano il cielo e guardano lontano, è difficile indovinare i loro pensieri.

Boccadasse (2)

Certi figli del mare poi si fermano su uno scoglio.
Tra la costa e l’infinito, solitari e schivi abitanti del borgo.

Boccadasse (3)

E poi, verso sera, tutti si levano in volo e partono verso levante.
È davvero avventurosa la vita di certi pescatori, sempre.

Boccadasse (4)

Mentre le ombre lente scendono sui gozzi e sulle case colorate.

Boccadasse (6)

E altri restano ancora, davanti al blu, pescatori di Boccadasse con il mare nello sguardo.

Boccadasse (7)

Gozzi di città

Accade in questi giorni, per le strade di Genova.
Sventolano le bandiere nautiche contro il cielo della Superba, questi allestimenti sono il benvenuto ai visitatori del Salone Nautico che è una tradizione consolidata di questa città.
E i colori del mare si mescolano a quello che è il simbolo della fiera Repubblica Marinara, quella Croce di San Giorgio che sempre è issata sulla Torre Grimaldina.

E in Piazza Corvetto, ai piedi della monumento equestre a Vittorio Emanuele II, sono posti due semplici gozzi addobbati per l’occasione.

Piazza Corvetto (1)

A dire il vero, riflettendoci, queste non sono soltanto imbarcazioni che celebrano un evento di rilevanza internazionale nel mondo della nautica.
Questo, in qualche modo, rappresenta per me la parte migliore di noi.

Piazza Corvetto (2)

È difficile parlare di noi, a volte.
E a volte per noi parlano le azioni, quello che sappiamo mostrare delle nostre vite e del nostro modo di stare tra gli altri.
Un gozzo, per un ligure, è simbolo di lavoro e di caparbia, è un legame con la nostra terra aspra e con la sua storia.
È la parte migliore di noi, quella che non si arrende mai.

Piazza Corvetto (3)

E così, se girerete per la città, troverete queste testimonianze che narrano di noi e di come siamo.
Rudi, di poche parole, a volte scontrosi.
Veri, sempre.

Piazza Corvetto (4)

E ancora sventolano quei colori che raccontano storie di mare in Salita Santa Caterina.

Salita Santa Caterina (1)

Salita Santa Caterina (2)

E trionfano nella magnificenza ottocentesca di Via Roma.

Via Roma (2)

Tinte sgargianti, profumo di onde e di viaggi, superbe immaginazioni anche in Galleria Mazzini.

Galleria Mazzini (1)

E qui, complice l’assenza di vento, si possono ammirare magnifiche prospettive.

Galleria Mazzini (2)

Anche questa è la parte migliore di noi, rappresenta il nostro saper riconoscere chi siamo e a quale mondo apparteniamo senza mai perdere di vista i nuovi orizzonti.
Questo fa la gente di mare, parte alla ventura e poi ritorna alla propria riva.

Galleria Mazzini (3)

Tavoli all’aperto, sedie colorate e bandiere.

Galleria Mazzini (4)

E ancora, in Piazza De Ferrari, un altro gozzo.

Piazza De Ferrari (1)

Se passerete lì nel tardo pomeriggio vedrete la luce della sera che lo accarezza.

Piazza De Ferrari (2)

E davanti al Ducale è ferma un’altra piccola barchetta capace di sfidare onde agitate e venti contrari.

Piazza Matteotti (1)

Appartiene ad una terra di gente fiera e indomita.

Piazza Matteotti (2)

E quella, credetemi, è davvero la parte migliore di noi.

Piazza Matteotti (3)

Tipi da spiaggia

Delle mie passeggiate davanti al mare amo la certezza che troverò sempre modo di meravigliarmi e che di sicuro farò piacevoli incontri, accade sempre.
Nel levante di Genova, davanti al profilo della costa con queste rocce scoscese.

La chiesa, gli scogli, le case di Quinto che si affacciano su questo blu lucente.

Quinto (2)

Tra il mare e la collina, in uno di quei luoghi che riconosciamo come veramente nostri.
Strade, case, vita vera e reale.

Quinto (3)

Mentre l’onda calma si posa sulla battigia.

E avanzano fierissimi tre tipi da spiaggia, eccoli qui.

Quinto (5)

Sono stati padroni del mare per diverso tempo, li ho visti sguazzare placidi e felici nell’acqua.

Quinto (6)

Mentre il mare bagnava i sassolini facendo brillare ancora di più certi colori.

Quinto (7)

Libertà, aria leggera e felicità.
Insieme, loro tre.
Tre tipi da spiaggia, proprio così.

Quinto (8)

Qui dove alcuni hanno i gozzi davanti alle finestre.

Quinto (9)

Ed esci di casa e il mare è davanti a te e ad una certa ora il sole all’orizzonte quasi ti abbaglia.

Quinto (10)

Scogli, ringhiere, scalette, quieta vita di una città di mare.

Quinto (11)

E gozzi, salvagenti, tinte vivaci.

Quinto (12)

Istanti perfetti di bellezza marina intrisi di luce chiara di primavera.

Quinto (13)

E tu lo sai, alcuni sanno amare queste spiagge ancora meglio di altri e sanno godere di questi momenti irripetibili.

Quinto (14)

Là, su quella riva, spiccava una minuzia di verde brillante tra i sassi levigati dal mare.

Quinto (15)

Là, dove si frangono le onde quiete del blu di Genova.

Quinto (16)