Da una creuza di Nervi alla Stazione di Sant’Ilario

E’ solo una breve creuza, l’ho vista per caso l’altro giorno mentre mi recavo al Museo Luxoro.
Uno sguardo, uno sfavillio di colori accesi.
E così sulla via del ritorno ho pensato di andarla a cercare, è solo una breve creuza, una stradina di mattoni ripida e scoscesa.
E allora sono tornata sui miei passi, lasciandomi alle spalle Capolungo.

Nervi

Quanto è bella Nervi!
Chi ci abita ha la rara fortuna di vivere in un luogo che ha tutte le caratteristiche di un paese di riviera, ogni angolo di Nervi è semplicemente incantevole.

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Cielo lucido, brillante, era una giornata perfetta.

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Un cancello, io guardo oltre e non potrei davvero farne a meno.

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Qui, a Nervi, le stradine strette si arrampicano sulla verde collina e si sale, si sale.
Tornerò, magari  in qualche fresca giornata d’autunno.

Nervi (5)

Eccola la mia creuza, non la conosco, non ci sono proprio mai stata ma per me è amore a prima vista.
Ombra, rosso vivace acceso di luce, una curva gentile, questa è Via Giovanni Romero.

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Scendo, passo dopo passo, scendo verso il mare, non è distante.

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Lo si vede laggiù, tra le case di biscotto e di ocra caldo di sole, questi sono i colori di questa terra, vividi e intensi.

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Uno sguardo indietro, le creuze di Liguria sono così, semplici, ripide e dolcemente faticose.

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E tu scendi, un gradino per volta, respirando l’aria del mare che spira gentile e ti accarezza il viso.

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E alle tue spalle c’è una vertigine della quale non puoi veder la fine, si perde lassù, all’inizio della creuza.

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E poi gozzi, una casa rosa.
Fermati, fermati lì e imbocca la stradina che è alla tua sinistra.

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E fiori, giardini, alberi e i binari della ferrovia.

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Un libro sul quale si possono leggere alcune parole, si tratta di un acrostico del quale è autore Max Manfredi.

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E’ dedicato a colui che rese celebre questo luogo con una canzone, siamo alla stazione di Sant’Ilario e questo è l’omaggio a Fabrizio De André.

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Eccola la piccola stazione, da molti anni qui i treni non fermano più ma questo è un posto carico di suggestioni poetiche, ti sembra di vedere le comari del paesino parlare fitto fitto tra di loro.
Quella là, quella Bocca di Rosa, è una poco di buono!

Appena scese alla stazione
nel paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di missionario.

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La vicenda è ben nota, Bocca di Rosa è la protagonista di una canzone di Fabrizio molto famosa e molto amata.
Guardate bene, la vedete quella piccola folla venuta a salutare Bocca di Rosa?

Alla Stazione c’erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.

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Da Via Giovanni Romero alla stazione di Sant’Ilario.
E poi giù, ancora giù, verso il mare, tra fiori, piante grasse e panni stesi.

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C’è vento, si sente l’onda che batte e si odono voci allegre di ragazzi sulla spiaggia.

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 C’è vento, il vento alza le lenzuola, soffia, si insinua tra le case, ti avvolge con il profumo salino dell’abisso.

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C’è vento, il vento smuove le onde, le solleva, frizzanti di spuma bianca e fresca.

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E c’è un’antica osteria, un giorno o l’altro verrò a pranzare qui!

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E qui a Capolungo, da dove poi si imbocca la Passeggiata Anita Garibaldi, trovi tutto ciò che ti aspetteresti di vedere in un piccolo borgo marinaro.
I gozzi, in attesa di partire e di prendere il largo.

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E le case colorate e una panchina per sedersi e una piccola spiaggia.
E c’è vento, vento di Liguria.

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E poi cammini, seguendo il percorso sinuoso della ringhiera azzurra della passeggiata di Nervi.
C’è il sole ma lo accompagna il vento, vento di Liguria.

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Ti fermi ancora, per qualche istante.
Ti affacci, volgi lo sguardo indietro e sai che tornerai.

Nervi (25)

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Bocca di Rosa scese dal treno a Sant’Ilario

Bocca di Rosa scese dal treno a Sant’Ilario. E fu la rivoluzione, così si intitola il libro di Andrea Podestà dedicato ad una delle più note creature scaturite dal genio di Fabrizio De André.
Ho sentito l’autore parlare del suo libro in occasione del compleanno di De André in ViadelCampo29rosso.

Appena scesa dalla stazione del paesino di Sant’Ilario

Ma dov’è Sant’Ilario? E soprattutto, dove si trova questa stazione?
Sant’Ilario, come tutti i genovesi ben sanno, è un elegante quartiere a levante della città e là non si ferma alcun treno.
E allora immaginatemi in un negozio gremito di gente, mentre ascolto Andrea Podestà: racconta di essere andato alla Stazione Principe, di avere chiesto notizie della stazione di Sant’Ilario a un attonito impiegato, di aver sfogliato gli orari dei treni di molti anni fa per trovare traccia di questo luogo ormai parte dell’immaginario collettivo.
Una ricerca appassionata per un testo che non poteva non entrare nella mia libreria, ha trovato posto accanto a Non per un Dio ma nemmeno per gioco di Luigi Viva, splendida biografia di Fabrizio che di tanto in tanto riprendo in mano.
Cosa diceva Fabrizio di Bocca di Rosa? E’ la canzone che più mi somiglia, così rispose in occasione di un’intervista a Vincenzo Mollica.
Andrea Podestà e Bocca di Rosa, lui vi racconterà delle molte volte che l’ha incontrata, c’è sentimento nelle sue parole, nelle prime pagine narra di se stesso bambino e poi adolescente, racconta di come fosse immancabilmente attratto dagli LP dei suoi fratelli maggiori, di come scoprì i dischi di Fabrizio De André.
C’era anche lei, Bocca di Rosa, una presenza costante, vera e reale nella vita dello scrittore tanto da dedicarle questo libro.
Lei che va in direzione ostinata e contraria, così sono le creature di Fabrizio, non si omologano alle regole, le infrangono in nome delle propria libertà, sono le anime salve, come le graziose di Via del Campo.
Lei appartiene al mondo dei  diversi cantati da De André come il Pescatore e il suo Gesù, Andrea Podestà vi spiegherà che queste due figure hanno molto in comune con Bocca di Rosa.
Ma i libri si leggono e non si raccontano, pertanto non intendo scendere nei dettagli riguardo agli studi dello scrittore.
Gli amori si vivono e non si raccontano, è questa è una storia d’amore, amore per la musica e per le parole.
Ed è questo un libro che offre piani di lettura affascinanti e imprevisti.
Pensate alle canzoni della vostra vita, alle canzoni di Fabrizio che paiono essere sempre esistite e da sempre sono parte delle nostre giornate, capita spesso di viverle come episodi isolati, fissati nel tempo presente, sono storie, quadri, ritratti.
Andrea Podestà nel suo libro riporta Bocca di Rosa al suo tempo, all’epoca nella quale questa canzone è stata scritta, vi porta nell’Italia degli anni Sessanta.
Com’era allora la nostra società? E quale morale comune vigeva?
Contro quali leggi doveva scontrarsi Bocca di Rosa?
Anatomia di una società, attraverso la lettura dei fatti di cronaca, dei giornali e di alcuni eventi del tempo, persino di certe leggi, tutto è fedelmente riportato nel libro, la rivoluzione del costume e della morale, in un’epoca nella quale sono avvenuti grandi mutamenti.
Il potere ha le sue regole, a queste si contrappone Bocca di Rosa  con la sua rivoluzione, compiuta da lei che metteva l’amore sopra ogni cosa.
Una canzone, una protagonista divenuta ormai immortale.
E quante volte ancora adesso capita di leggere un giornale e di trovare altre donne definite con questo nome?
Anche questo vi racconterà Andrea Podestà, l’autore non tralascia nessun aspetto.
Ma chi è Bocca di Rosa? Ogni volta che sentiamo la voce di Fabrizio intonare quella canzone tutti noi la vediamo scendere dal paesino, insieme a lei i carabinieri, poi le comari, il parroco e la processione.
Un mondo, un universo nel quale ognuno ha un volto, è facile giocare con l’immaginazione quando i versi li ha scritti un poeta.
Ma lei chi era?
E dove si trovava la stazione di Sant’Ilario?
Non sarò io a dar risposta a queste domande, lascio il compito ad Andrea Podestà, il suo libro è una perla preziosa per chi ama Fabrizio De André.
Uno dei capitoli si intitola Dentro il testo di Bocca di Rosa, qui lo scrittore racconta di alcune particolarità della canzone De André, analizza poi la scelta delle parole e dei tempi dei verbi, presta particolare attenzione alle figure retoriche, quelle che avevamo studiato a scuola, le ricordate?
Ai tempi le cercavamo annoiati sulle poesie che ci costringevano a studiare, adesso le ritroviamo sorpresi nelle canzoni di De André.
Un testo da scoprire, una scrittura attenta, avvincente e sincera, ho un aggettivo per questo libro: vero.
Vero come le parole che scaturiscono da vera passione.
Qui trovate il sito di Andrea Podestà, qui la pagina della casa editrice dedicata al libro.
E poi c’è la musica, c’è  la vita e c’è l’amore.
E  la voce di Fabrizio che canta di Bocca di Rosa che metteva l’amore sopra ogni cosa.