Passeggiando a levante

Aspetto soltanto una di quelle giornate di tepori primaverili e cielo blu.
E poi.
E poi prenderò il mio zainetto celeste, gli occhiali da sole e me ne andrò verso levante, a camminare senza alcuna meta.
A me piace gironzolare senza andare da nessuna parte e in certe stagioni queste passeggiate iniziano così, davanti al mare di Nervi.

E poi lungo strade infinite, su e giù, passando davanti a villette e casette accoglienti, a volte un cancello si apre e si svelano giardini, altalene, gatti sonnecchianti e vasi di fiori circondati da insetti ronzanti.

E alberi carichi di limoni succosi, zone ombrose, foglie che si arrampicano.
La vita, semplicemente.

E a volte, tra case alte, il mare.

Aspetto soltanto il sole brillante, il clima dolce e gentile.
E poi, andando ancor più verso levante, verso Bogliasco, potrei vedere una grata, tetti lucenti e tutto questo verde palpitante e così vivo.

E poi non ho fatto programmi, mi piacerebbe soltanto camminare fino a quando ne avrò voglia, intanto come vi ho detto non devo andare da nessuna parte, vorrei solo esserci quando la natura si risveglia e trionfa.
E allora magari mi metterei seduta su un muretto, mentre il mare luccica.

E starei lì, soltanto a guardare.
Aspetto soltanto una di quelle giornate perfette per andare a passeggiare tra le bellezze del levante.

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Una panchina per innamorarsi

Una panchina per innamorarsi dovrebbe trovarsi in un luogo dai semplici incanti, su una strada luminosa e bella, dove risuona il canto dolce delle onde.
Là, dove gli alberi si inchinano alla maestà del mare, ogni parola diverrebbe quasi superflua e sarebbe questo il posto perfetto per innamorarsi.

E per scambiarsi promesse e parole sussurrate, per costruire ricordi e desideri mentre il sole brilla e i suoi raggi rimbalzano sulla ringhiera e giocano con le ombre.
Una panchina per innamorarsi, non solo di una persona con la quale condividere il cammino ma anche di tutto ciò che regala un senso alle nostre vite.
Innamorarsi di un libro e di una storia, di una poesia che sai a memoria e quando la ripeti torna ad essere nuova e sempre più tua.
Innamorarsi di un sogno che non hai mai confidato a nessuno, di un progetto che ti sembra irrealizzabile ma tu hai quella luce negli occhi e lo sai che presto o tardi ce la farai.
Innamorarsi di una terra lontana tanto immaginata, di un viaggio che ancora devi fare, di una giornata che attendi da molto tempo.
E delle risate, delle confidenze, del tempo trascorso insieme alle persone che sanno comprenderti.
Servono a tante cose le panchine per innamorarsi.

Camogli

E poi magari ancora non sai dove sia la panchina perfetta per te, però un giorno di sicuro la troverai.
E allora saprai che ti basta soltanto questo per innamorarti semplicemente della vita.

Bogliasco

Tipi che si incontrano in giro

Oggi vi presento certi tipi che si incontrano in giro, ho un po’ di foto da mostrarvi, le ho scattate qua e là nel corso di quest’ultimo anno e oggi colgo l’occasione per pubblicarle.
Tra l’altro, in certi casi, si tratta di vere celebrità, diciamo così, personaggi che si incontrano proprio sempre.
A breve arriverà il freddo e allora per andare a far la spesa ci toccherà coprirci.
Sì, vale anche per quelli che aspettano fuori il padrone, ovvio.
Come fa quella canzone di Francesco De Gregori? Quattro cani per strada… eh, proprio quella!

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Alla Maddalena, invece, si incontra sempre il fedele amico del tappezziere, sta piantato lì davanti al negozio.

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E di fronte a Steri, famoso negozio di chiavi in Sottoripa, c’è lui. Sempre eh!

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A proposito del jet set genovese, conoscete tutti il vicino di casa di Giuseppe Mazzini? No?
Beh, io sono certa che se siete soliti passare in Via Lomellini lui comunque conosca voi, mi pare che controlli con una certa attenzione il passaggio della gente.
Il Museo del Risorgimento, casa natale del patriota, è proprio lì accanto.

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Ci sono poi i cani di riviera.
Meglio stare all’ombra quando il sole picchia.

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E non dare confidenza a quelli di città, ecco.

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E concludo questo articolo con un incontro meraviglioso di ieri mattina.
Che stupore!
Passavo in Via Malta e come sempre ho dato uno sguardo ad un negozio che mi piace tanto, vende fiori e piante artificiali di qualità, ne scrissi tanto tempo fa in questo articolo.
E l’ho visto.
E ho pensato: dai, è finto!
Eh sì, direi di sì, è decisamente finto.

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E invece no, poco dopo ha iniziato a giocare gioiosamente con il suo pupazzetto e poi si è di nuovo rimesso sul pavimento.
Sarà stata l’atmosfera, sarà per i fiori, credevo che non fosse vero, ecco.
Tipi che si incontrano girando per Genova.

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Lo sguardo di un uomo di mare

Lo sguardo dell’uomo di mare è assetato di sole.
E vede oltre la linea scintillante dell’orizzonte, oltre le rocce affioranti, i suoi occhi seguono quella luce che rimbalza sull’acqua.
Guarda e tace.
Forse ricorda.

Bogliasco (2)

Lo sguardo dell’uomo di mare vede mondi che tu non puoi neppure immaginare.
Reti calate dalle barche, acciughe guizzanti d’argento e flutti lenti in certe notti scure.
Le ombre disegnano gli scalini, le curve e le discese impervie di Liguria.

Bogliasco (3)

L’uomo di mare siede da solo, in silenzio.
Ha la giacca, un cappellino blu calcato sulla testa.
E osserva il profilo di quel promontorio che conosce molto bene, l’insenatura di Bogliasco, i sassi oltre la ringhiera.
Guarda, in silenzio.
Forse ricorda.
Là, nel suo cuore e nei suoi occhi, l’intero mondo di un uomo di mare.

Bogliasco (5)

A Bogliasco, sulla panchina

Non c’era la folla dei giorni d’estate, a Bogliasco.
C’erano le onde increspate dal vento fresco, sotto a un cielo chiaro e trasparente.
La spiaggia, per camminare.
Non c’erano asciugamani, teli, secchielli, creme solari.
Non c’erano bambini con il gelato in mano, non c’erano mamme che con lo sguardo cercavano i loro piccini.
Non c’erano quegli amori effimeri che svaniscono con i temporali di Ferragosto.
Sarà per sempre? Due settimane. Forse.
Non c’erano i calzoncini corti, i capelli intrisi di sale, le lentiggini che sbocciano sulle guance.
E c’era la linea turchese dell’orizzonte.
E una ringhiera, un albero, un belvedere e una bicicletta.
Sullo sfondo le case colorate di Liguria.
Un tempo silenzioso, una luce diversa.
A Bogliasco, sulla panchina.

Bogliasco

Mare e nebbia

Quando piove il cielo e il mare si vestono di grigio.
Senza tormenti, senza tempesta, è lenta e silenziosa la danza delle onde a Bogliasco tra sfumature di metallo e d’argento.

Mare

Cielo e mare, un quadro d’inverno.

Mare (2)

Poi si sale, lungo le strade che si inerpicano tortuose alle spalle di certe località della riviera di Levante, sono stata da quelle parti un paio di giorni fa e presto scoprirete la ragione della mia visita.
E no, non importava che fosse una giornata di bel tempo.
E c’era la nebbia, tra i rami spogli.

Nebbia

Aerea, impalpabile, mutevole e misteriosa.
La nebbia si posa sull’orizzonte e avvolge ogni luogo.
Poi si alza, si dirada, poi ridiscende ancora.

Monte di Portofino

Quasi svanisce, piano piano.
Tra gli alberi che ancora indossano le tinte brune d’autunno spicca un’intrepida mimosa che annuncia dolci promesse e profumi di primavera.

Monte di Portofino (2)

Gialla e vivace, vestita di sole come certe case immerse tra il verde di queste colline.

Mare (3)

Tra scrosci di pioggia e nuvole scure.

Nebbia (2)

Quieta è la costa, silenziosa la distesa celeste illuminato da una luce tenue.

Ulivi

Nella terra delle creuze e dei muretti.

Ulivi (3)

Nella terra degli ulivi, quando la nebbia incontra il mare.

Ulivi (2)

Bogliasco, azzurro come zaffiro

Quei posti dove ritorni.
E ancora, ancora, tante volte.
Bogliasco è talmente vicina a Genova, è il primo paese che si incontra dirigendosi verso levante, meta di pomeriggi estivi e di tante domeniche passate a crogiolarsi al sole.
Quei posti dove ritorni.
Certo, in passato ne ho già scritto su queste pagine, però sono capitata qui il 30 Ottobre: era caldo, era luminoso e c’era questo mare.

Bogliasco (2)

E la passeggiata scende, dolcemente.

Bogliasco (3)

La rosa dei venti, in un giorno di magnifica quiete.

Bogliasco (4)

La riviera è anche questo, linee, ringhiere e disegni di ombre.

Bogliasco (5)

E poi quel mare, azzurro come zaffiro.

Bogliasco (6)

Sulla spiaggia alcuni bagnanti si godono il clima così piacevolmente tiepido.

Bogliasco (7)

Guarda.
Tra le case, nei caruggi.

Bogliasco (8)

Ed io mi metto là, alla ringhiera.

Bogliasco (9)

Sai, in questi posti dove ritorni spesso trovi sempre i gozzi davanti alle porte di casa, cose da gente di mare.

Bogliasco (10)

Bogliasco (10a)

Sali, segui la creuza, segui il sole, la linea dei mattoni e la luce.

Bogliasco (12)

Scorci d’un giorno d’autunno che sembra estate.

Bogliasco (13)

Un bagliore luccica sull’orizzonte e giocano la luce e l’ombra.
Quelle linee, dritte e perfette, raccontano l’essenza di questo borgo dalle case colorate e così vicine l’una all’altra.

Bogliasco (14)

Guarda.

Bogliasco (15)

E poi mettiti seduta su una panchina e aspetta.
Che altro ti serve? A me nulla, io sono a posto così.

Bogliasco (16)

Il fascino e l’eleganza di uno dei borghi più amati di Liguria.

Bogliasco (17)

E ancora linee e ancora muretti e mare turchese.

Bogliasco (18)

I tavolini all’aperto, i muri caldi di sole, la musica lenta delle onde.

Bogliasco (19)

E ognuno si gode la giornata alla propria maniera.

Bogliasco (20)

E poi piante, vasetti sui gradini, curve che si perdono nel sole.

Bogliasco 21)

E barche tirate in secca, protette dai teli.

Bogliasco (22)

In questi posti dove ritorni tante volte.
E già sai che attraverserai un antico ponte e prima di percorrerlo vedrai il borgo ligure così, in questa cornice.

Bogliasco (23)

Prima di andarmene ho fatto una sosta al panificio nei pressi della Stazione e mi sono incamminata verso Nervi con la mia striscia di focaccia tra la mani, una bellezza!
Una passeggiata, l’aria fresca, il caldo, un bel panorama e una semplice bontà da gustare, queste sono le piccole e insostituibili gioie della vita.

Bogliasco (24)

E poi intanto lo so, questo è uno dei posto dove tornerò.
Ancora.
Là dove l’onda accarezza la sabbia e dove il mare è azzurro come zaffiro.

Bogliasco (25)

Estate indiana

C’è il sole, il sole che picchia sulla linea dell’orizzonte.
E sulle panchine, sugli alberi protesi verso l’abisso, sui fiori gialli, sugli scogli che affiorano dall’acqua salmastra.
Sulla passeggiata di Bogliasco.
E intanto danzano le ombre della ringhiera.

Mare (2)

E il tempo scorre, lento e pigro, fa davvero caldo.
La chiamano Estate di San Martino, gli americani la definiscono Indian Summer, indica quel periodo d’autunno che regala giornate dal clima estivo.
E poi.
E poi c’è un viaggio.
E maniche corte, abiti leggeri e scarpe comode per inerpicarsi lungo le strade della Riviera.
E sogni, da qualche parte, negli zainetti.
A volte nel nostro bagaglio portiamo con noi le nostre emozioni, i batticuori, i sorrisi che non dimenticheremo.
Il sole illumina il sagrato della chiesa e la casa che si affaccia sul blu, accarezza i gabbiani in volo e una barca che prende il largo.
Seduti sul muretto viaggiatori di Liguria, al tempo dell’estate indiana.

Mare

#maresottosopra, navigando da Camogli a Genova

Navigando verso Genova, durante l’avventura di #maresosopra.
E se ancora non siete innamorati della Liguria basterà questo breve viaggio a imprimerla per sempre nel vostro cuore.
Si lascia Camogli, con un tiepido venticello.

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Davanti a noi la costa e le case arrampicate sulla collina.

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Una barca veleggia dolcemente davanti al litorale di Recco.

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Sulle onde che lambiscono la terra di Liguria con lo sguardo segui il susseguirsi di luoghi noti e tanto frequentati in qualunque stagione dell’anno.

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E quando vedi le casette alte e una chiesa sulla spiaggia sai di essere di fronte a Sori.

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Sul mare, nel tepore del sole di primavera.

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E tra le tante case una è davvero particolare, bianca e rotonda, è come posata sulla roccia.
Immagino una terrazza, una veranda e piante rigogliose, penso alla magia di sedersi lì ad attendere il tramonto mentre l’onda si frange sugli scogli.

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Navigando verso Genova, una delle emozioni di #maresottosopra.
E poi vedi un ponte, a destra una ripida salita, una spiaggia e una chiesa che domina il mare e allora sai che stai ammirando Bogliasco, una delle mete predilette dei genovesi.

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Navighiamo e ci avviciniamo all’estremo levante della Superba.
E ancora si vedono le belle case immerse nel verde rigoglioso delle pacifiche colline.

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Eppure non sì può fare a meno di notare un particolare che non ha nulla di romantico.
Lì, davanti ai nostri occhi, appare ben evidente lo squarcio della frana, siamo a Capolungo, fragile terra di Liguria che merita cura e rispetto da parte di tutti noi.

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E da qui in poi si distende Genova con le sue tante bellezze.

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La passeggiata di Nervi.
E ci sono due innamorati appoggiati alla ringhiera, la signora con il cagnolino, il ragazzo con lo skate e quello seduto sui gradini.

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E ancora, casette colorate e tinte pastello e un’amata e celebre insenatura, il porticciolo di Nervi.

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E non credo che servano altre parole.

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La nave solca l’azzurro e si supera il levante cittadino.

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Qui, davanti a noi, lo scoglio di Quarto e il monumento ai Mille.

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E poi vedi il profilo di un castello proteso sul mare, siamo a Capo Santa Chiara.

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E un piccolo borgo, tu sai che i gozzi sono là posati sui sassi e davanti alla gelateria c’è la solita coda.
E questa è Boccadasse vista dal mare.

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Piano, piano verso il centro di Genova, ecco la chiesa di Sant’Antonio e la parte finale di Corso Italia.

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La spiaggia spaziosa, l’abbazia di San Giuliano e certo laggiù c’è qualcuno seduto sul muretto.

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Una vela bianca, il mare, il faro.

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Le ampie strade della Foce.

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E il profilo dei palazzi di Piazza Rossetti.

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La Fiera del Mare e ancora le alture.

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Si rientra e intanto altri prendono il largo su una maestosa nave da crociera.

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Il porto e la sua vita, la città che si estende sulle colline.

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Mare blu, intenso e tutti i colori di Genova.

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Osservi, cerchi i monumenti, le chiese le strade che percorri ogni giorno.

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E poi lo sguardo incontra la Lanterna.

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E il campanile della Cattedrale di San Lorenzo e poco distante la Torre degli Embriaci.

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Bellezze e stupori della Superba.

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E se sei genovese mentre ti avvicini al tuo approdo una musica e certe parole risuonano nella tua testa, a cantarle è la voce inconfondibile di Ivano Fossati.

Chi guarda Genova sappia che Genova
si vede solo dal mare
quindi non stia lì ad aspettare
di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più.

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Ti volti indietro, ancora una volta.

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E poi giungi all’imbocco del Porto Antico, ecco il luogo dove noi andiamo ad ammirare il tramonto.

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E cerco la mia casa sulle alture, lo faccio sempre quando sono da queste parti.

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Le barche si riflettono nel blu.

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Ed ecco Genova, così la vedi arrivando dal mare.

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E qui termina il viaggio, nel cuore del Porto Antico.
Ringrazio ancora Pecoraverde , Whalewatch Genova, Paolo Ratto e tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’evento di #maresottosopra un’esperienza affascinante che ha regalato a tutti noi splendide emozioni.
Ci ha donato anche questo, abbiamo veduto la costa di Liguria e Genova dal mare.

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Gatti di riviera, di campagna e di città

Gatti di riviera, di campagna e di città.
Per dare il benvenuto ai nuovi lettori di questo blog oggi presenterò tutti i felini che sono comparsi su queste pagine e insieme a loro ci saranno altri mici che ancora non hanno avuto l’onore della ribalta.
Ogni volta che Miss Fletcher va da qualche parte c’è sempre qualche gatto in agguato e allora perché non riunirli tutti in un unico articolo?
Ed eccoli qua allora, uno per uno.
Era un agosto afoso, a Fontanigorda.
E quale posto migliore per schiacciare un pisolino? Sotto le foglie ombrose si dorme d’incanto!

un-gatto-che-dorme[1]

Anche un muretto può tornare utile per riposarsi un po’.

Un gatto

Ecco un gatto di Sant’Olcese pacioso e tranquillo.
Giurerei che ogni giorno riesce ad assicurarsi la sua bella fetta di salame.

Gatto di Sant'Olcese

E ora un felino che vive in un posto incantevole, sul mare di Bogliasco.
Bianco e pigrissimo, mi fa venir sonno solo a guardarlo.

Gatto di Bogliasco

Un gatto di caruggi, lesto e prontissimo ad addentare il prosciutto offertogli da una gentile signora dalle parti delle Mura della Malapaga.

Gatto di caruggi

Una vezzosa gattina della Val Trebbia, piuttosto vanitosa direi.

Gattina nera

E restiamo lassù, a Fontanigorda, dove ho conosciuto questi due fratellini simpatici e giocherelloni.

Gattini rossi

E ancora un micetto di campagna in cerca di avventure di e di nuove esperienze.

Gattino nero

Un felino che non conosce vergogna, ma si può dormire così della grossa su una dura asse di legno?

Gatto di Fontanigorda

E ora un villeggiante che ogni tanto ama andarsene a passeggiare per i campi di zucche allarmando la sua padrona, la mia amica Valentina.
Signori, ecco a voi Ettore in tutto il suo splendore.

Ettore (5)

Ma andiamo a Santo Stefano D’Aveto dove c’è chi fa sfoggio di una certa eleganza.

Gatto di Santo Stefano d'Aveto

E che dire dei due mici che erano lì a breve distanza?

Gatti di Santo Stefano D'Aveto

E adesso un illustre personaggio, il gatto del Carmine.
Cari lettori, voi che leggete questo blog da poco tempo non sapete che ogni volta che passo da quelle parti io e questo mio amico ci incontriamo ed è sempre una grande emozione!

Gatto del Carmine (8)
E ancora un felino di città nel giardino di una vicina.

Micio

Riviera di Levante, Santa Margherita Ligure: ecco a voi un temibile gatto di riviera che mi guardava con sguardo minaccioso.

Gatto

E poco lontano una signora gatta che si gode la vista del mare.

Gatta di Santa Margherita Ligure

Un gatto di Camogli che  a quanto sembra è un vero buongustaio, eccolo saldamente piantato davanti al pescivendolo in attesa di qualche acciuga.

Gatto di Camogli

E ora è il momento di un foresto, un gatto emiliano di Corte Brugnatella, uno splendido paese dove sono stata la scorsa estate e che ancora devo mostrarvi.
Faceva caldo, un’ottima scusa per schiacciare un pisolino sul dondolo.

Gatto di Corte Brugnatella

E adesso un genovese del ponente, un tipo guardingo che se ne stava dentro Villa Duchessa di Galliera a Voltri.

Gatto di Villa Duchessa di Galleria

Un’altra bellezza di Zena che passeggia beatamente sull’erba.

Gatto di Genova

E ora qualcuno che ama gli equilibrismi!

Gatto di Genova (2)

Avrà l’onore di ben due fotografie, dopo la scalata ha pensato di  accoccolarsi su un ramo per poi rimanere lì a godersi il suo ozio beato.

Gatto di Genova (3)

Un fortunato che vive tra gli agrumi di Pieve Alta, beato lui!

Gatto di Pieve Alta

E un suo concittadino un po’ scontroso che se ne sta in piazzetta.

Gatto di Pieve Alta (2)

Gatti di riviera, di campagna e di città.
Gatti pigri e golosi, furbi e diffidenti, sprezzanti del pericolo e mossi da curiosità, chissà quanti altri ancora ne incontrerò!
E a chiudere questa carrellata sarà un micione particolarmente bello che avete già veduto in un altro scatto.
Se ne stava lì, a guardia del cancello di una villa di Sestri Levante.
Fiero, maestoso e superbo.
Un vero gatto di Liguria.

Gatto di Sestri Levante