I tetti rossi di Fontanigorda

Per chi ama questo paesino questa è una prospettiva amata e consueta: Fontanigorda resta racchiusa tra i suoi prati verdi e circondata dal fitto dei boschi, così si staglia quel nugolo di case addossate una all’altra, con quelle viuzze ripide e i tetti aguzzi di tegole rosse.

Oltre la curva del bivio, passeggiando all’ombra degli alberi.

Camminando per le sue strade costeggiate da orti e giardini, là dove questa bellezza ogni giorno si rinnova accompagnata dal canto melodioso degli uccelli.

Nella luce radiosa di una giornata d’estate, quando una luce straordinaria disegna il profilo dei monti, riscalda i fiori e la frutta che matura sui rami, mentre illumina quei tetti rossi e spioventi.

Lo stesso luogo, da un diverso punto di vista, sembra ancora nuovo e differente: così è Fontanigorda se la guardi da Casanova ed è sempre quella magia dei tetti che svela e al tempo stesso nasconde, tu osservi e ritrovi le strade che sempre percorri, la casa con le persiane spalancate, il tratto del paese dove si trovano i negozi, il muretto dove ti soffermi.
Candida Fontanigorda, nel verde rigoglioso della Val Trebbia.

E fino a poco tempo fa tutte le sue case erano bianche, adesso non è più così e questo un po’ mi dispiace, il lindore dei suoi muri era per me uno dei suoi tratti distintivi.
E poi, a volte, cambiando prospettiva tutto davvero muta, pur trattandosi di un paesino minuscolo e così raccolto.

E là ci sono cascine, case di villeggiatura, colori e luce.

E muri di pietra, vasi di coccio, passeggini e biciclette, fili da stendere, sedie a sdraio, calzoncini corti e ghiaccioli alla menta.
Semplicemente vita, in un giorno d’estate in Val Trebbia.

Tra la frescura dei boschi, sotto i tetti rossi di Fontanigorda.

Una creatura del bosco

La mia recente gita a Fontanigorda mi ha riservato più di una sorpresa, quando meno te lo aspetti la natura ti regala i suoi stupori.
Già è tutto diverso da come sono abituata a vederlo.
Curva dopo curva, se vai verso Casanova, gli alberi in estate sono un tripudio di verde brillante.

Fontanigorda (2)

Ora invece è oro e bronzo, una magia di sfumature che lascia senza parole.

Fontanigorda (3)

E in agosto sfrecciano i motociclisti, si godono il bel tempo e l’aria in faccia.

Fontanigorda (4)

Ma la gente di Fontanigorda ha i mezzi adatti per affrontare qualunque clima, presto arriverà la neve e in fondo basta sapersi organizzare.

Fontanigorda (5)

E là c’è un prato generoso di fiori di campo e molto amato dalle farfalle.Fontanigorda (6)

Il tempo tutto muta, i colori dei cespugli ora sono accesi di giallo.

Fontanigorda (7)

E certi alberi nel bosco si arrossano creando uno splendido effetto.

Fontanigorda (7a)

E poi, d’un tratto, all’improvviso.
Guarda!
Chi c’è tra l’erba?
Una volpe, seguendo il suo istinto di predatore andava in cerca del suo pranzo.
Fiera e bellissima, con la sua lunga coda fulva.

Fontanigorda (8)

E siccome all’astuta volpe non gliela si fa, naturalmente si è accorta della nostra presenza!
Ecco, la qualità delle foto non è ottimale ma è già tanto essere riuscita a scattare queste immagini, la volpe non aspetta certo i comodi di Miss Fletcher!

Fontanigorda (9)

Si è voltata e svelta è andata a nascondersi tra l’erba brunita, il colore del suo manto si è confuso con le tinte dell’autunno.
Arrivederci signora volpe, spero di tornare in inverno per vederla correre sulla neve!

Fontanigorda (10)

Qui sul prato che ora è vestito della bellezza di ottobre.

Fontanigorda (11)

L’estate di Pentema

Quando arrivi a Pentema, in inverno, la trovi immersa nelle sfumature brunite degli alberi spogli.
Adesso, nel fulgore dell’estate, la circondano boschi fitti e frondosi e Pentema emerge orgogliosa nel verde con la sua melodia di tetti dalle tegole rosse.

Pentema (2)

Calda estate della Val Trebbia, con il sole che batte sui muri dei piccoli borghi.

Pentema (3)

La bella Pentema se ne sta racchiusa tra le montagne.
E come saprete qui si allestisce uno dei presepi più suggestivi di Liguria, nel tempo di Natale le vie del paese si popolano di statuine a grandezza naturale, non c’è scenario migliore per la Natività.

Pentema (4)

Qui si lavora sempre, ci si prepara per quei giorni di dicembre, sapevo che in questo periodo si stanno decorando certe statuine.
E quindi che faccio?
Ovvio, fermo la prima persona che incontro, mi presento e chiedo a questo gentile signore di accompagnarmi nel luogo dove stanno dipingendo le statue.
Eh sì, Miss Fletcher si infila in casa degli altri anche a Pentema, che ci volete fare, sono fatta così!

Pentema (6)

E quindi eccomi nella cucina della signora Rita, insieme a lei ci sono altre signore del paese, le ringrazio tutte per la splendida accoglienza che mi hanno riservato.
Ed ecco il tavolo, è un tripudio di pitture, pennelli e colori.

Pentema (7)

Si delinea una pettinatura femminile, i pantaloni di lui sono già di un bel verde scuro.

Pentema (8)

Un piccolo mondo prende vita e colore.

Pentema (9)

E guarda, una contadina porta una cesta ricolma di chissà quali delizie.

Pentema (9a)

Un lavoro lungo che richiede amore e precisione.

Pentema (11)

E già risuona la musica dolce del Presepe.

Pentema (12)

L’estate di Pentema è anche questo, i preparativi per l’inverno.
E poi è finestre aperte, aria pulita e panni stesi.

Pentema (10)

L’estate di Pentema è una carriola carica di vasetti.

Pentema (5)

E anche se il celebre Presepe deve ancora allestito in qualche punto del paese incontri quelle figure caratteristiche.

Pentema (14)

E poi guarda, le finestre linde nella loro rustica perfezione.

Pentema (15)

E guarda, guardati intorno!

Pentema (16)

Ve l’ho detto, c’è da prestare attenzione.

Pentema (18)

L’estate di Pentema è un riflesso di tegole e di pietre sul vetro.

Pentema (17)

E’ una scala tortuosa e il campanile della chiesa che svetta lassù.

Pentema (19)

E’ un corrimano di legno, un ombrellone aperto e case così vicine e pietra, ancora pietra e sullo sfondo i boschi.

Pentema (20)

E’ una seggiolina, verde acqua, proprio come la tenda.
Uno scorcio perfetto, sì.

Pentema (21)

E poi ancora vasi, fiori, davanzali in boccio.

Pentema (22)

E all’improvviso, un tafferuglio di pennuti, ma che caspita succede?

Pentema (23)

A totale discolpa delle galline posso testimoniare che il solo responsabile è il bel tomo che vedete qui sotto, manco a dirlo!

Pentema (24)

L’estate di Pentema, tra gradini, sole caldo e angoli di genuina bellezza.

Pentema (25)

E c’è una pentola davanti a questa finestra, vive una seconda vita e ospita certe piantine.

Pentema (26)

Perditi giù, per le stradine strette.

Pentema (27)

Segui i raggi del sole e il loro viaggio su queste pietre.

Pentema (28)

E poi guarda, all’Osteria è già tutto pronto per l’inverno che verrà.

Pentema (29)

E poi ancora una scala, una porta di legno, due ceste posate sopra i gradini.

Pentema (30)

Pentema è un incanto in ogni stagione, se non ci siete mai stati vi consiglio di visitarla e se non avete mai veduto il Presepe che si allestisce qui vi suggerisco di programmare una gita d’inverno, qui trovate il mio racconto dedicato al Presepe di Pentema.
Adesso, in questi giorni d’agosto, un pastore veglia sull’ingresso della capanna dove nascerà Gesù.

Pentema (31)

Nell’incanto silenzioso di un piccolo borgo immerso nel verde, nella pace di Pentema.

Pentema (32)

Dalla Liguria all’Emilia, lungo il Trebbia

Da una terra all’altra, mutando orizzonte e panorama, se segui il corso del Trebbia dalla Liguria giungerai in Emilia e potrai cogliere tutte le differenze tra queste due regioni.
Segui il fiume, il suo corso si snoda tra i boschi.

Trebbia (2)

Verde e azzurro di acqua limpida, il Trebbia è il paradiso dei pescatori.

Trebbia (3)

Là, sotto al ponte di Rovegno, l’acqua scivola e danza sui sassi lisci.

Trebbia (4)

Un viaggio che ti condurrà lontano.

Trebbia (5)

In un prodigio di ombre e riflessi, in certe ore del giorno.

Trebbia (5a)

Segui la Statale 45, verso Piacenza, tra curve funamboliche.

Statale 45

Il profilo delle montagne e l’ultimo baluardo di Liguria, Gorreto.

Gorreto

E ancora il Trebbia con i suoi riflessi d’azzurro, fugge e si perde nel verde brillante dell’estate.
A poca distanza da qui inizia la terra d’Emilia.

Trebbia (6)

E quelli che amano guidare qui si divertono un mondo, sapete?
E si sale, tra curve e strapiombi, nel luogo più scenografico del corso del fiume.

Trebbia (7)

E sono laghetti di acqua fresca e pura che fanno da specchio a nuvole fugaci.

Trebbia (8)

E sassi chiari e rocce e vegetazione per uno scenario di una bellezza da mozzare il fiato.

Trebbia (8a)

La strada prediletta da ciclisti e motociclisti si snoda sinuosa tra le montagne e sovrasta il Trebbia.

Statale 45 (2)

Natura semplice e incontaminata.

Trebbia (9)

Meta di bagnanti che al mare preferiscono queste rive.

Trebbia (10)

E poi guarda, accade come all’improvviso.
Già senti l’aria più calda, mentre ti avvicini a Piacenza la temperatura sale, non si sente più quel fresco frizzantino tipico dei miei posti.
E’ caldo, davvero un altro clima.

Trebbia (11)

E poi guarda, accade come d’improvviso.
Il letto del fiume diventa più ampio, più dolce è il panorama sullo sfondo.
Meandri, anse e ancora boschi.

Trebbia (12)

Avrai ancora chilometri da percorrere ma  poi guarda in su, verso la Rocca di Brugnello che domina il Trebbia.

Brugnello

E ancora, ancora più lontano, questa è Bobbio, la terra di San Colombano.

Bobbio

Guarda, guarda come muta la prospettiva davanti al tuo sguardo, è sempre più piana e meno frastagliata.

Trebbia (13)

Cartoline dall’Emilia, il panorama è un susseguirsi di campi e di vigne, di coltivazioni e di prati curatissimi.

Emilia

Dolci declivi, languide colline, una nuova terra, così diversa dalla Val Trebbia ligure.

Emilia (2)

Colori che si incontrano, in contrasto e in armonia.

Emilia (3)

E intanto il Trebbia scorre, si snoda verso la nostra meta, in questo viaggio generoso di bellezze e di spettacoli della natura.
Dalla Liguria all’Emilia, lungo il Trebbia.

Trebbia (14)

Uccelli degli orti e dei boschi

Qui in campagna, oltre alle rondini, si incontrano diversi simpatici pennuti, c’è una stradina circondata da orti e da alberi da frutta, là ad ogni ora del giorno è un continuo cinguettio!
E per l’appunto, quanto si ha un orto, immagino che si preveda di avere ospiti molto spesso, in particolare all’ora di pranzo.

Uccellino (8)

Toh, come sarà la situazione? Qui secondo me qualcosa di buono si trova!

Uccellino (2)

E infatti, totalmente incurante della mia vicinanza, l’uccellino in questione ha iniziato a banchettare.

Uccellino (4)

Strano, in genere quando si accorgono che c’è qualcuno nei paraggi se la battono!
Si vede che il cibo era troppo invitante per abbandonare la presa.

Uccellino (5)

Ecco, poi come da copione ha assunto un’espressione innocente proprio come dire: io non ho fatto niente!
Vaglielo a dire al padrone dell’orto!

Uccellino (3)

Nei boschi, in estate, si trovano inconsuete meraviglie: le piume degli uccelli.
Le perdono in volo, planano leggere tra le foglie degli alberi e si posano sull’erba, io quando le trovo le raccolgo sempre.

Piuma

E quest’anno sono stata fortunata, ne ho già aggiunte due alla mia piccola collezione.
Questa è andata a far compagnia ad una simile, vista la lieve sfumatura d’azzurro penso di sapere a chi potrebbe appartenere.

Piuma (2)

Sì, secondo me è della ghiandaia, altra rinomata ladra di frutta!

Ghiandaia (3)

Pure lei si acquatta nell’erba e cerca di far l’indifferente, è un vizio!

Ghiandaia

Un paio di giorni fa poi, al margine di un fitto bosco di castagni, a terra sul sentiero ho visto una piuma meravigliosa.
E di chi sarà?
Ecco, in questi casi è sempre bene rivolgersi a chi ne sa più di te, così sono andata a casa del signor Agostino, 87 anni di saggezza e di esperienze.
E lui ha detto che questa piuma potrebbe essere di un falchetto o di un gufo reale.

Piuma

I falchi li vedo librarsi sopra le cime degli alberi ma il gufo?
Eh, dura avvistarlo, come si sa esce di notte e di giorno se ne sta nei tronchi cavi degli alberi, ora non so se sia il caso di andarci a sbirciare dentro.
In ogni caso, nel verde dell’estate, qui la compagnia non manca, nei boschi, negli orti e sugli steccati si incontrano sempre tipi interessanti.

Uccellino

Fontanigorda, salendo verso il Pan di Zucchero

Scorrendo le mie foto mi è capitato di pensare all’estate che verrà.
Cosa ci attende in questo nuovo anno?
Come ricorderete nel 2014 i mesi del solleone ci hanno riservato un clima spesso capriccioso e mutevole, così una delle mie passeggiate è stata accompagnata da un alternarsi di nuvole e sole.
Sono andata lassù, sul Pan di Zucchero, da lì si gode della migliore veduta su Fontanigorda, il paesino delle mie vacanze.

Fontanigorda

E per arrivarci si affronta una breve e piacevole camminata, vi circonda la natura selvatica che nasce rigogliosa tra la roccia.

Fontanigorda (2)

E rami carichi di bacche rosse.

Fontanigorda (3)

Attenti alle spine, io ci finisco sempre in mezzo.

Fontanigorda (4)

E qui ho incontrato un verdissimo ramarro, uno di quei personaggi che vanno di fretta e infatti mi è sfuggito subito, neanche il tempo di far amicizia, insomma.
Fiori, colori, profumo di erba e di bosco.

Fontanigorda (5)

E felci alte e ondeggianti.

Fontanigorda (6)

Cornice perfetta del panorama che ti si apre davanti agli occhi, la dolcezza dei monti e le nuvole che corrono in cielo.

Fontanigorda (8)

E alberi, li immagino adesso nella stagione del freddo, coperti di neve e di ghiaccio.

Fontanigorda (9)

E foglie, da piccola sognavo di fare un mio piccolo erbario, direi che sono ancora in tempo.

Fontanigorda (11)

E aria densa di suoni incantati e profumi di resine, rischiarata da raggi di sole che improvvisi compaiono per poi svanire altrettanto in fretta.

Fontanigorda (12)

E attorno a te i monti.

Fontanigorda (10)

Lassù ho incontrato farfalle avventurose sprofondate tra i fili d’erba, chissà cosa andavano cercando.

Fontanigorda (13)

Ed altre invece così lievi, posate sui fiori, la natura non conosce imperfezioni.

Fontanigorda (14)

E more acerbe, non era ancora giunto il loro tempo.

Fontanigorda (15)

Su ogni ramo una piccola, nuova meraviglia.

Fontanigorda (16)

E ancora rosso vermiglio, acceso e vitale.

Fontanigorda (16a)

Pensando all’estate che verrà, ai posti dove tornerò, al Pan di Zucchero, ai monti, ai boschi e ai ruscelli immersi nella pace della Val Trebbia.

Fontanigorda (17)

Fontanigorda e le dolcezze dell’estate

Ed è giunto il tempo di ritornare a Genova, lascio le montagne e il mio piccolo paesino in Val Trebbia, l’estate è volata via ed è stata una bella e piacevole, malgrado l’incostanza del clima, così saluto la mia dolce Fontanigorda, con il ricordo dei giorni trascorsi.

Fontanigorda (21)

Saluto gli alberi, non è ancora autunno ma già regna un magico silenzio, l’altra mattina mi sono fermata ad ascoltare il vento che faceva cantare le foglie.

Fontanigorda (9)

E anche quando il cielo si copre di nuvole ogni ora ha la sua bellezza e ovunque io mi trovi cerco lei, la bellezza.
Un saluto al fieno e al suo profumo.

Fontanigorda (13)

Luglio mi ha regalato le fragoline rosse e dolci.

Fontanigorda (22)

E la felicità di tornare a casa con un piccolo delizioso bottino!

Fontanigorda (7)

E poi i mirtilli, li raccogli e ti ritrovi le dita macchiate, piccole gioie delle passeggiate nei boschi.

Fontanigorda (16)

L’ortica mi ha fatto incontrare una famigliola di coccinelle, di loro devo ancora parlarvi!

Fontanigorda (19)

E mi sono goduta ogni raggio di sole che ha illuminato queste montagne.

Fontanigorda (17)

La rosa che ho scelto come mio simbolo continua a fiorire rigogliosa.

Fontanigorda (20)

E poi esiste anche la magia delle nuvole e il loro bianco candore, montagne, felci e alberi, è ancora bellezza.

Fontanigorda (14)

Pioggia, pioggia, pioggia.
Io però sono contenta comunque, appena torna il sereno corro fuori a cercare il sole nelle pozzanghere, sono un tipo così.

Fontanigorda (25)
E poi vado a guardare il cielo che si specchia nell’acqua pura del torrente.

Fontanigorda (10)

E poi la pioggia ci ha regalato i funghi, che bontà!

Porcini (2)

Non posso dimenticare certi tipetti davvero speciali che ho incontrato, vi ricorderete di loro!

Fontanigorda (24)

Il soggiorno a Fontanigorda è fatto di queste piccole semplici esperienze e di questa dolce pigrizia estiva.

Fontanigorda (3)

E comunque c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, sì!

Fontanigorda (5)

Ora nell’aria c’è profumo di autunno,  i boschi sono immersi in un silenzio incantato.

Fontanigorda (11)

I primi giorni di settembre però sono stati i più luminosi e splendenti di tutta l’estate.

Fontanigorda (12)

E le farfalle? Eh, ce n’erano poche quest’anno ma ho comunque avuto modo di incontrarle in tutta la loro grazia e delicatezza.

Fontanigorda (4)

Sempre indaffarate, tra un fiore e l’altro.

Fontanigorda

Un refolo di vento e lo stelo dondola.

Fontanigorda (8)

Ho visto una sola farfallina azzurra, il prato era tutto per lei!

Fontanigorda (26)

Dolcezze effimere di una stagione che volge al termine.

Fontanigorda (23)

Io cerco la bellezza, sempre.
E nel mio piccolo paesino è così facile trovarla, ogni giorno ha la sua goccia di armonia.
Guardo le montagne, ancora ho il desiderio di venire qui quando cadrà la neve.
E allora troverò altra bellezza, ancora più ovattata e silenziosa, nella quiete della mia Fontanigorda.

Fontanigorda (15)

Al Passo del Fregarolo

Vi porto con me, in un luogo ben noto ai frequentatori di queste zone.
Si sale, curva dopo curva, da Fontanigorda oltre Casoni si va verso la Val D’Aveto e si giunge al passo del Fregarolo.

Passo del Fregarolo

Qui la natura è bella e generosa e grandi alberi svettano contro il cielo azzurro.

Passo del Fregarolo (2)

E il sottobosco è un tripudio di piccoli dolci frutti, questa è la loro stagione.

Passo del Fregarolo (3)

Ed è la stagione che regala semplici e spontanei fiori di campo, amo la loro allegra confusione.

Passo del Fregarolo (4)

Qui, al Fregarolo, tra l’erba lucida ai margini del bosco, sorge una piccola cappella.

Passo del Fregarolo (5)

E alcuni si ricordano di portare fiori alla Madre di Gesù.

Passo del Fregarolo (6)

Tra le montagne, nel silenzio e nella pace.

Passo del Fregarolo (7)

Ancora pochi metri e raggiungeremo  la nostra meta, il Passo del Fregarolo, qui  termina l’Alta Val Trebbia e inizia la Val D’Aveto.

Passo del Fregarolo (8)

Altezze di Liguria, 1203 metri sul livello del mare.

Passo del Fregarolo (9)

E vedute incredibili, davanti a voi si apre l’orizzonte e lo sguardo segue il profilo delle montagne.

Passo del Fregarolo (10)

Respira, senti l’aria che ti sfiora la pelle ed entra in ogni tua fibra.

Passo del Fregarolo (11)

Respira, il profumo del bosco regala un senso di quiete.

Passo del Fregarolo (12)

E tutto attorno la vita si manifesta.

Passo del Fregarolo (13)

Guarda oltre le cime degli alberi, verso le nuvole, tra la terra e il cielo.

Passo del Fregarolo (14)

C’è anche una panchina, per sedersi ad ammirare il panorama, si potrebbe quasi fare un spuntino, seduti qui, al fresco.

Passo del Fregarolo (15)

Respira, guarda tra gli alberi, al di là di essi.

Passo del Fregarolo (16)

E qui una lapide ricorda coloro che combatterono tra queste montagne e che mai verranno dimenticati.

Passo del Fregarolo (17)

Profumo di erba, di muschi e di legna tagliata.

Passo del Fregarolo (18)

E il bosco, una salita e le sue meraviglie, questi sono posti da fungaioli, stivali, cestino e bastone e ci si mette in cerca.
Se anche voi vorrete andar per funghi ricordatevi che in Val D’Aveto dovrete munirvi di tesserino.

Passo del Fregarolo (19)

E poi  le foglie, un fruscio, un battito d’ali, il ronzio di un insetto e un volo improvviso, gli uccelli si nascondono tra i rami e cinguettano allegri, è semplice e complessa la vita del bosco.

Passo del Fregarolo (20)

Ha tante forme, tante maniere di manifestarsi.

Passo del Fregarolo (21)

La vita è alberi imponenti sotto ai quali ti senti un piccolo puntino in un universo di perfezione.

Passo del Fregarolo (22)

 La vita ha toni di cipria, è aerea, leggera, impalpabile, incomprensibile.

Passo del Fregarolo (23)

La vita si posa per un istante sulla corolla di una margherita dai petali scompigliati.

Passo del Fregarolo (24)

E’ piccoli fiorellini e violette.

Passo del Fregarolo (25)

 E ancora violette e ancora fragole, la vita è spontaneamente armoniosa.

Passo del Fregarolo (26)

 E’ un fiore rosa che cresce ebbro di sole accanto alla pietra calda.

Passo del Fregarolo (27)

E così se verrete al Passo del Fregarolo incontrerete tutta questa bellezza che è un balsamo per lo spirito.
Respira, apri le braccia, guarda verso l’orizzonte.
E qui c’è anche un luogo splendido dove ristorarsi dopo una bella camminata nei boschi, è la Trattoria al Valico, dove potrete gustare pietanze davvero deliziose.
Piatti ridondanti ottimi salumi, ravioli e taglierini, diversi secondi a base di selvaggina.
E quando è la stagione dei funghi, potete starne certi, qui ve ne leverete la voglia!

Passo del Fregarolo (28)

 E anche voi guarderete le montagne al di à della staccionata.

Passo del Fregarolo (29)

Qui, al Passo del Fregarolo, dove si incontrano due valli di Liguria.

Passo del Fregarolo (30)

Una passeggiata a Fascia, capitale della Resistenza

Vi porto con me, in luoghi a me cari, nella mia Val Trebbia.
Su, in alto, in un paesino che detiene un curioso primato: se la vicina Rondanina è il comune più piccolo della Liguria per numero di abitanti, Fascia è il comune più alto e svetta orgoglioso con i suoi tetti rossi a 1118 metri sul livello del mare.

Fascia (2)

Oggi è il 25 Aprile e non ci potrebbe essere giorno migliore per condurvi lassù, Fascia è anche Capitale della Resistenza.

Fascia (3)

Queste montagne racchiudono la memoria degli eventi che sono accaduti tra quei boschi, qui nacquero la Brigata di Aldo Gastaldi, detto Bisagno e di Aurelio Ferrandi, detto Scrivia.

Fascia (4)

E c’è una strada dedicata a lui, al partigiano Bisagno.

Fascia (5)

Fascia è raccolta nella sua quiete, nel silenzio dei boschi di Liguria.

Fascia (6)

A loro, agli uomini che con coraggio scelsero di combattere tra questi monti, è dedicato un suggestivo monumento, si trova proprio all’inizio del paese.

Fascia (7)

E’ la memoria del nostro passato, viva e presente.

Fascia (8)

E se andrete lassù li incontrerete anche voi i partigiani di Fascia dallo sguardo vigile e attento.

Fascia(8a)

Appostati tra le pietre e l’erba chiara.

Fascia (9)

Sono stata lassù un pomeriggio d’agosto, in una giornate calda e limpida.
E ho camminato per le stradine di Fascia.

Fascia (10)

La piazza è dedicata a Paolo Emilio Taviani, uomo politico e anch’egli protagonista della Resistenza in questo piccolo paese.
Taviani rimase legato a questi posti e fu persino eletto sindaco di Fascia.

Fascia (11)

I colori dell’estate, il cielo lucido e turchese.

Fascia (12)

E le case in pietra, in questi luoghi c’è un’atmosfera particolare, è la semplicità della campagna ligure.

Fascia (13)
Come lo racconti un posto così?
Cogliendo quei piccoli particolari che costituiscono la sua identità, fermandoti là dove l’acqua sgorga gioiosa e fresca.

Fascia (14)

Fascia è prati verdi e carriole cariche di fiori.

Fascia (15)

E’ porte di legno testimoni di chissà quali antiche storie.

Fascia (16)

Ed è una finestra con una grata.

Fascia (17)

Fascia è quei luoghi dove un tempo si recitavano preghiere e litanie.

Fascia (18)

E il ricordo di ciò che è accaduto tra queste montagne è sempre presente.

Fascia (19)

Fascia è sole, ombra, scale e gatti che salgono su per i gradini.

Fascia (20)

E’ la terra e le fatiche dell’uomo.

Fascia (21)

E tegole rosse e tetti vicini uno all’altro.

Fascia (22)

E muretti, cieli azzurri e luoghi dove avventurarsi per delle rigeneranti camminate.

Fascia (23)

E ancora altre porte vissute e usurate dal tempo.

Fascia (24)

Fascia è il suo semplice campanile che emerge tra le case per una caratteristica cartolina di Liguria.

Fascia (25)

E’ cascine, gerani e discese.

Fascia (26)

E scalette e ringhiere e altalene che dondolano, gioia dei bimbi che trascorrono qui le vacanze estive.

Fascia (27)

E’ curve sinuose e persiane spalancate.

Fascia (28)

E’ pietra antica e calda di sole.

Fascia (29)

Fascia è la legna faticosamente tagliata per certi freddi inverni.

Fascia (30)

E’ case di contadini e case di bambola di piccole donne che giocano in mezzo alla stradina.

Fascia (31)

E la semplice quiete della campagna, la pace silenziosa della Val Trebbia.

Fascia (32)

Tra alberi ricchi di foglie e piante generose di fiori, nutrite dall’aria pura e dall’acqua di queste zone.

Fascia (33)

Un posto così lo racconti ascoltando il sussurro della sua anima semplice e vera, qui dove la vita segue i ritmi del creato.

Fascia (34)

 Là, dove i rami degli alberi circondano le case.

Fascia (40)

E poi lo sguardo segue il profilo delle montagne che si perde nell’infinito dell’orizzonte.

Fascia (36)

E osservi proprio come coloro che qui lottarono e combatterono, coloro che incontri quando arrivi a Fascia.

Fascia (36a)

E osservi quei boschi fitti, vivi e rigogliosi che protessero e nascosero i partigiani di questa valle.

Fascia (37)

E il sole illumina i tetti rossi di Fascia.

Fascia (39)

Casa del Romano, ai confini dell’infinito

Nature is painting for us, day after day, pictures of infinite beauty.
John Ruskin

Da qualche parte, nel mondo, l’universo parla.
E trova una voce che tocca il nostro animo, pronuncia parole che narrano l’infinito senza confini.
Può accadere sull’orlo di un abisso, davanti al mare il tempesta, ai piedi di una montagna innevata o lungo un sentiero scosceso.
O su una strada che sale, tra curve sinuose.

Casa del Romano (2)

E allora può accadere di sentire proprie le parole di un grande poeta, le parole di Ruskin, la natura dipinge per noi, giorno dopo giorno, quadri d’infinita bellezza.

Casa del Romano (3)

E se verrete quassù, a Casa del Romano, vedrete spettacoli di incommensurabile splendore.
Casa del Romano è il nome della località e dell’albergo ristorante che qui troverete, un nome che deriva da un’affascinante leggenda.
Tanto tempo fa, c’era un giovane che si chiamava Stevanin che era andato via dal paese per poter lavorare ed era arrivato nella bassa Romagna, quasi vicino a Roma, così i compaesani gli avevano affibbiato questo appellativo,  il Romano.
E sapete com’è la vita, distante da casa Stevanin trovò l’amore!
E lei era dolce e bella, Stevanin avanzò la sua richiesta di matrimonio e le promise che l’avrebbe portata a vivere a Sottoripa.
Oh, Sottoripa, davanti al mare di Genova!
La fanciulla accettò così  gli sposi iniziarono un lungo viaggioe dopo diverso tempo giunsero in un piccolo paese tra le montagne.
Oh, che amara sorpresa, si trattava di Sottoripa di Montebruno!
Che delusione per la giovane sposa, lei proprio non riusciva ad abituarsi a vivere in quel posto.
Ma tutto attorno c’erano monti superbi e un bel giorno lei ne indicò uno e chiese a Stevanin di portarla a vivere lassù.
E fu così che Stevanin costruì un’osteria e una casa, lassù, quasi vicino al cielo, era sorta la Casa del Romano.

Casa del Romano (5)

Casa del Romano è una frazione di Fascia, il Comune più alto della Liguria con i suoi 1118 metri sul livello del mare.
Come indica questo cartello Casa del Romano è ancora più in alto.

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Da qui partono gli escursionisti diretti al Monte Antola e alle altre vette.
E qui potrete vedere quei quadri di infinita bellezza che sono certa sarebbero piaciuti a Ruskin e non solo a lui.
Portate qui un pittore con la sua tela e i suoi pennelli, vi dipingerà una strada che si snoda tra i prati.

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Guardate verso l’infinito, verso il profilo delle montagne.

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E ancora oltre, oltre gli alberi allineati uno accanto all’altro.

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Guardate i rami carichi di bacche rosse che pendono sullo sfondo azzurro del cielo.

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Verso i paesi adagiati nelle vallate.

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Verso i tetti della Casa del Romano circondata dai monti e dagli alberi.

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E poi si sale, verso un piccola cappella.

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Poco distante nella terra sono piantate tre croci, si dice che siano la tragica memoria della triste fine di persone che trovarono la morte in una bufera di neve.

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Lì vicino vi è anche un altro ricordo di anni difficili, queste sono montagne di partigiani, questi sono luoghi che hanno nascosto molti di loro.

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E poi il sentiero sale ancora.
Quando cala la notte su queste montagne scende un buio ricco di mistero, questa parte della Liguria  ha un bassissimo inquinamento luminoso, non c’era davvero posto migliore per costruire un osservatorio astronomico.

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E sorge qui, su questa altura.

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Guardate il cielo, oltre lo steccato, il cielo e le montagne in una giornata d’agosto.

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L’infinito si perde laggiù, all’orizzonte, oltre quelle vette.

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Una panchina davanti all’universo.
Immaginate una notte stellata, profondo buio illuminato solo dalle stelle.
E immaginate di essere qui, sotto questo cielo.

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Un’esperienza che si può vivere venendo all’Osservatorio Astronomico del Parco dell’Antola.

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Vi lascio il link dove sono indicate le le prossime aperture dell’Osservatorio, lo trovate qui, è certo una visita che vale un viaggio tra queste montagne.

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Che sia una notte di stelle o un cielo terso, questo è un posto d’incanto e poesia.

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Tra il fitto rigoglioso del bosco che regala ombra e riparo.

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E laggiù, dove le montagne si uniscono in un abbraccio.

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Sui fiori selvatici, gialli come il sole d’estate.

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Un’incantevole quiete, sui prati dall’erba umida e fresca, di verde acceso e vivo.

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Un albero cresce con i suoi rami ampi a ridosso di uno steccato.
Pare voler sfiorare il cielo, pare cercare il suo infinito, ognuno ha il proprio, del resto.

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E c’è chi corre a perdifiato, verso un diverso infinito, verso l’ebbrezza della libertà.

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Sui prati verdi che circondano la Casa del Romano.

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La Casa di Stevanin che era andato via e che lontano trovò l’amore.
Tornò tra queste montagne, in questi luoghi.

Casa del Romano

E qui vi conduce una strada tortuosa e bella, una strada che vi porterà ai confini dell’infinito.

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