I fiori della Val Trebbia

La bellezza che spontanea sboccia ai margini del bosco e sui verdi prati, i fiori selvatici della Val Trebbia.

Fiori

Fragili e forti, ogni fiore è pura armonia.

Fiori (3)

La natura conosce tutte le sfumature di ogni colore.

Fiori (4)

Ti fa incontrare timide violette.

Fiori (4a)

E pone sul tuo cammino gioiose margherite.

Fiori (5)

Ed è tutta una questione di equilibri che noi non sappiamo comprendere.

Fiori (6)

Sul finire di giugno in questi luoghi ai margini delle strade sbocciano i gigli di San Giovanni, vividi d’arancio e di sole, fugaci splendori di un breve periodo.

Fiori (7)

Ogni stelo è uno stupore.

Fiori (8)

Così è la natura, sa creare accostamenti perfetti: e sono stelline e non ti scordar di me.

Fiori (9)

E sono piccoli petali perfetti intinti nell’azzurro del cielo.

Fiori (10)

E persino il fiore più semplice è come un sole lucente.

Fiori (11)

E poi rosa, rosa di fior di pisello.

Fiori (13)

E ancora così, mescolato a candido bianco.

Fiori (12)

Oppure acceso e vivace di giallo d’estate.

Fiori (14)

E poi questa effimera bellezza, basta un soffio a farla svanire.

Fiori (15)

La natura però è tenace, non si arrende mai.
E sulle rocce è ancora rosa, brillante e luminoso.

Fiori (16)

E poi è rosso di fragili papaveri dai petali di seta.

Fiori (17)

Liberi, selvatici e chiari di luce, sono i fiori della Val Trebbia.

Fiori (18)

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Sulle rive del Trebbia

Sulle rive del Trebbia, rinfrescante meta dei giorni d’estate.
Al margine del bosco ogni stagione ha i suoi incanti e allora vi porto là e vi mostro il grande fiume che dona il nome alla valle, nel tempo degli alberi spogli le sue chiare acque scorrono in abbondanza, non ricordo di averlo mai veduto così.

Trebbia (2)

Azzurro, limpido, vitale Trebbia.

Trebbia (3)

Sulla strada per Fontanigorda, curva dopo curva, seguendo il corso della Statale 45.

Trebbia (4)

E in certe ore le creature del bosco vengono a dissetarsi in uno di questi specchi lucenti e cristallini.

Trebbia (5)

Scorre vivace il Trebbia, travolge i sassi e li accarezza, le sue acque precipitano in gorghi tumultuosi.

Trebbia (6)

In certi tratti, al di là dei disegni dei rami, è più quieto e calmo.

Trebbia (7)

Azzurro sotto al cielo fulgido che sovrasta questa valle.

Trebbia (8)

Si insinua armonioso lambendo la riva e le rocce affioranti.

Trebbia (9)

Svanisce e si perde ai tuoi occhi, proseguendo il suo viaggio tra l’abbraccio dei monti.

Trebbia (10)

In un bagliore che ancora non regala il tepore dell’estate.

Trebbia (11)

In una luce che abbaglia l’orizzonte e poi si posa e rimbalza, gioca con gli alberi e proietta le ombre sull’acqua chiara, sulle rive del Trebbia.

Trebbia (12)

Neve e cielo azzurro a Fontanigorda

Il primo giorno di marzo, a Fontanigorda, dopo aver percorso la strada che conduce lassù , curva dopo curva.

Fontanigorda (2)

E non mi aspettavo di vedere la neve, in lontananza pareva già del tutto svanita.
Bianca, lucente e chiara copriva il prato in mezzo alla curva del bivio.

Fontanigorda (3)

E indugiava sui tronchi tagliati, il bosco ha i suoi profumi anche in inverno.

Fontanigorda (4)

Sono tutte chiuse le case delle vacanze, serbano zainetti e scarponcini per le passeggiate, biciclette e cestini per andar per funghi nei giorni d’estate.

Fontanigorda (5)

L’inverno è alberi spogli e un confine silenzioso.

Fontanigorda (6)

E rocce e muschi e un uccello vagabondo che da lontano fa sentire il suo richiamo.

Fontanigorda (7)

L’inverno è sole e luce che rimbalza sulla sottile e soffice coltre, al Bosco delle Fate.

Fontanigorda (8)

Ancora due o tre curve e si arriva al campo da pallone dove generazioni di bambini si sono dilettate con il gioco del calcio.

Fontanigorda (9)

L’inverno, l’inverno a volte sa essere ancora più luminoso della florida estate, non ci sono rami a far ombra alla fontana della Madonnina.

Fontanigorda (10)

Ed è poca la neve rimasta ma ha tutto il fascino della sua suggestione, ricopre il tavolo e le panche di legno.

Fontanigorda

L’inverno è tutto nelle sue promesse, in ciò che ti lascerà, nei doni della terra che matureranno con il sole.

Fontanigorda (12)

L’inverno è nelle sfumature di azzurro e celeste così diverse da quelle dei mesi del solleone, sono colori evanescenti, fratelli del freddo, del ghiaccio e della neve.

Fontanigorda (13)

L’aria è leggera, pura e frizzante, ti accarezza il viso e lambisce i rami nudi degli alberi.

Fontanigorda (14)

E poi guarda, guarda le cime delle montagne.

Fontanigorda (15)

Le cime imbiancate sfiorano il cielo.

Fontanigorda (16)

E poi verde, alberi e neve.

Fontanigorda (17)

E due ghiandaie ciarliere e chiacchierone come sempre, le ho inseguite per un po’ proprio qui, davanti a questo prato.

Fontanigorda (18)

Le tegole dei tetti come spolverate di zucchero.

Fontanigorda (19)

E le case e i giardini e i terrazzi.

Fontanigorda (20)

Cammino nel mio paesino e so esattamente dove abitano le persone che conosco da tanto tempo.

Fontanigorda (21)

E poi ancora, bianco, celeste, aerei in volo e panni stesi in Val Trebbia.

Fontanigorda (23)

Tetti, orti, imposte chiuse, serrate anche quelle della mia casetta, lassù nel sottotetto.

Fontanigorda (24)

La piazza insolitamente deserta.

Fontanigorda (25)

Una stagione che non conosco, l’inverno che sta per svanire e la primavera che si avvicina, è poco distante il mio prato delle farfalle, non manca poi tanto a questo felice incontro.

Fontanigorda (26)

Il paesino silenzioso, con i suoi tetti rossi e le casette da fiaba.

Fontanigorda (27)

E l’acqua, la neve disciolta e la mia pozzanghera.
Forse voi non lo sapete ma quella è proprio la mia pozzanghera e non potrebbe essere diversamente, del resto credo che non ne esista una così speciale.
E lo è ancora di più con la piazza vuota, specchio di una certa bellezza che resta nel cuore.

Fontanigorda (28)

E poi la strada verso Genova, la via del ritorno.
E un incontro inatteso, tra i rami, il primo giorno di marzo, le creature del bosco.
Uno, due, tre e poi dieci.
Certo, erano distanti e così la foto non è perfetta ma deve stare qui perché anche loro hanno fatto parte di questa splendida giornata.

Fontanigorda (29)

Una giornata di neve e cielo azzurro a Fontanigorda.

Fontanigorda (30)

Autunno, un bambino dispettoso

Autunno.
Autunno è bambino dispettoso.
Autunno è impaziente, entusiasta, irrequieto come tutti i ragazzini.
Autunno ha un nonno bonario e giocherellone: Inverno è vecchio, saggio e paziente ma quando si infuria squarcia le nuvole e rovescia pioggia ghiacciata sulla terra, scatena la neve e fa turbinare i venti.
Autunno ha due sorelle: Primavera è timida e ritrosa, taciturna e schiva, arrossisce per un nonnulla.
E poi c’è lei, Estate, la fanciulla dalla carnagione ambrata, scherzosa e allegra, vivace e briosa, la sua risata risuona nei prati e sui sentieri.
Corre l’Estate, non si ferma mai, profuma di rose e ha un passo lieve e leggiadro.
E Autunno l’attende, si apposta su un albero, fa dondolare le foglie e le fa cadere giù.

Foglie (2)

Soffia sui rami, nel bosco fitto.
Soffia ancora con maggior vigore e fa ingiallire le foglie.

Foglie

Lei, Estate, non se cura.
Corre come una gazzella, ritorna là dove lui è già stato, ancora, ancora e ancora.
E lui la insegue, non perde terreno l’impavido ragazzino e lascia il segno del suo passaggio.
Nel tempo dell’Estate, Autunno è in certi rami spogli.

Uccellino

Autunno è nei rovi secchi e riarsi e i piccoli amici di sua sorella Estate si posano comunque là, sugli sterpi bruniti.

Uccellino (2)

Autunno è nelle pozze di acqua piovana, nei riflessi e nelle sfumature.

Foglie (3)

Sui sassi, nei colori della vita che popola il  bosco.

Grillo

Nel profumo del legno e nell’aria umida.

Foglie (4)

Autunno, bambino dispettoso, gioca e si diverte e ride forte, non concede tregua all’Estate e sotto ai castagni sparge i suoi doni.

Funghi

E lei, Estate corre, corre a perdifiato e poi, stanca, si ferma.
Là, nel bosco.
Nella quiete silenziosa, sotto a un albero.
Chiude gli occhi e si perde in un sogno incantato, nel calore di un tempo che sta per svanire.
Dorme.

Albero

Autunno le bacia la guancia, tenero fratello dispettoso.
E’ venuto il suo tempo, il tempo delle foglie cadute.

Foglie (5)

Uccelli degli orti e dei boschi

Qui in campagna, oltre alle rondini, si incontrano diversi simpatici pennuti, c’è una stradina circondata da orti e da alberi da frutta, là ad ogni ora del giorno è un continuo cinguettio!
E per l’appunto, quanto si ha un orto, immagino che si preveda di avere ospiti molto spesso, in particolare all’ora di pranzo.

Uccellino (8)

Toh, come sarà la situazione? Qui secondo me qualcosa di buono si trova!

Uccellino (2)

E infatti, totalmente incurante della mia vicinanza, l’uccellino in questione ha iniziato a banchettare.

Uccellino (4)

Strano, in genere quando si accorgono che c’è qualcuno nei paraggi se la battono!
Si vede che il cibo era troppo invitante per abbandonare la presa.

Uccellino (5)

Ecco, poi come da copione ha assunto un’espressione innocente proprio come dire: io non ho fatto niente!
Vaglielo a dire al padrone dell’orto!

Uccellino (3)

Nei boschi, in estate, si trovano inconsuete meraviglie: le piume degli uccelli.
Le perdono in volo, planano leggere tra le foglie degli alberi e si posano sull’erba, io quando le trovo le raccolgo sempre.

Piuma

E quest’anno sono stata fortunata, ne ho già aggiunte due alla mia piccola collezione.
Questa è andata a far compagnia ad una simile, vista la lieve sfumatura d’azzurro penso di sapere a chi potrebbe appartenere.

Piuma (2)

Sì, secondo me è della ghiandaia, altra rinomata ladra di frutta!

Ghiandaia (3)

Pure lei si acquatta nell’erba e cerca di far l’indifferente, è un vizio!

Ghiandaia

Un paio di giorni fa poi, al margine di un fitto bosco di castagni, a terra sul sentiero ho visto una piuma meravigliosa.
E di chi sarà?
Ecco, in questi casi è sempre bene rivolgersi a chi ne sa più di te, così sono andata a casa del signor Agostino, 87 anni di saggezza e di esperienze.
E lui ha detto che questa piuma potrebbe essere di un falchetto o di un gufo reale.

Piuma

I falchi li vedo librarsi sopra le cime degli alberi ma il gufo?
Eh, dura avvistarlo, come si sa esce di notte e di giorno se ne sta nei tronchi cavi degli alberi, ora non so se sia il caso di andarci a sbirciare dentro.
In ogni caso, nel verde dell’estate, qui la compagnia non manca, nei boschi, negli orti e sugli steccati si incontrano sempre tipi interessanti.

Uccellino

Il profumo dei frutti di bosco

Estate, caldo, ci si rifugia al fresco, sotto agli alberi, alcuni fortunati si godono la pace dei giardini.
Una panca, un cestino, magari con un po’ di fortuna quest’ultimo presto sarà riempito di funghi pregiati, già si vedono le prime combette tra le foglie.

Bosco

Ora è ancora il tempo dei piccoli frutti delicati e per trovarli basta incamminarsi sui sentieri ombrosi, il solo rumore è il canto degli instancabili uccellini.

Bosco (2)

Il profumo dei frutti di bosco è una poesia difficile da ripetere, coinvolge tutti i sensi per breve tempo e poi svanisce.
E’ una dolce fragranza, leggera ed vaga come spesso sono le cose belle.
E’ erba bagnata e sentore di rugiada, è piccola vita nascosta tra l’intrico di verdi foglioline.

Fragole

E’ muschio, roccia e fragole rosse e succose.

Fragole (2)

E’ piccoli candidi fiori, cogli una fragola e nell’aria si spanderà quel raro profumo così delizioso, uno dei doni più preziosi del bosco.

Fragole (3)

A volte poi se ne trovano davvero tante e allora resta da fare una cosa sola: sedersi per terra in mezzo alle fragole.
E questa è proprio felicità!

Fragole (4)

E poi cammini ancora verso una cascina dove c’è una fontanella di acqua limpida, ci si ferma per una sosta rigenerante.

Bosco (3)

Attorno a te, nel sottobosco, la natura cela i suoi capolavori di perfezione.

Fragole (5)

Una, due, tre e quattro… non riesco nemmeno a contarle!

Fragole (6)

E poi accade anche di trovare i primi lamponi.

Fragole e lamponi

E guarda bene, i mirtilli regalano già i loro piccoli frutti, che gioia macchiarsi le mani per raccoglierli!
Ci si ritrova con le dita viola, come accadeva da piccoli, che meraviglia!

Mirtilli

E il caldo è intenso, star piegati sulle piantine è una gran fatica!
Ecco, come dicevo, io mi siedo per terra.
Nel bosco, tra gli alberi.

Fragole e Mirtilli (2)

Bellezza e bontà, petali chiari e fragole acerbe che devono ancora maturare.

Fragole (7)

L’altra mattina, una volta tornata a casa, ho aperto il mio secchiello e ho trovato un’ospite inaspettata: una foglia portata dal vento, caduta sulle mie fragole e sui miei mirtilli.
E ho pensato che io non avrei mai saputo riporla in questa maniera, la natura e il caso sanno regalarti anche questo, armoniosa bellezza frammista al profumo dei frutti di bosco.

Fragole e mirtilli

Due cuori

C’erano una volta due cuori che se andarono a vagabondare per il mondo.
Non potevano essere più diversi, quei due.
Cuore Piccino era timido e timoroso, ogni emozione per lui era un sobbalzo, Cuore Grande era appassionato, fervente e sempre ricolmo di opposte passioni.
Due cuori.
No, non potevano essere più diversi, quei due.
E così Cuore Piccino imboccò un sentiero pianeggiante e dolce, se ne andò a camminare tra l’erba e quando giunse ad un bivio si fermò incerto sul da farsi.
E adesso?
Qual era la direzione giusta?
Restò immobile, preda delle sue insicurezze, nel punto in cui la strada si biforcava.
Cuore Grande invece si avventurò lungo una scogliera, ve l’ho detto, lui non conosceva paure, c’era un camminamento a strapiombo sul mare e sebbene fosse battuto dalle onde il nostro intrepido eroe lo percorse con incoscienza fiduciosa.
Saltava da una roccia all’altra, si ritrovò persino a posare i piedi su certe alghe scivolose ma seppe mantenere l’equilibrio.
E rideva, ogni passo era una sfida!

Mare

E Cuore Piccolo? Ah, lui continuava a rimuginare esitante!
Da che parte andare?
E qualcuno a cui chiedere?
In quel momento una parola di conforto sarebbe stata preziosa.
Scrutò con attenzione l’orizzonte, a destra la strada saliva leggermente e terminava in uno spiazzo davanti a quella piccola villetta.
C’era un gatto accoccolato sullo zerbino, un cane da caccia faceva la guardia e un’altalena vuota oscillava avanti e indietro.
Dall’altro lato invece il sentiero si inoltrava tra i prati verdi, era uno scenario di pace e tranquillità, gioiose farfalline volteggiavano leggere nell’aria.
E così Cuore Piccino decise di imboccare quella direzione e con la consueta cautela proseguì il suo cammino.

Farfalla
E Cuore Grande? Ah, lui se la spassava!
Nulla riusciva a trattenerlo, se l’era persino goduta a fare i tuffi dagli scogli, era stata una felicità inebriante quella!
Dovevate vederlo mentre si lanciava a capofitto tra i flutti agitati senza alcuna remora né incertezza.
E poi risalendo ancora una volta a riva aveva notato alcune rocce che si inerpicavano in alto, Cuore Grande era un tipo curioso così si arrampicò lassù in cerca di altre emozionanti meraviglie!
Fu una salita sfiancante e faticosa ma nulla poteva scoraggiarlo, alla fine Cuore Grande sbucò al margine di un fitto bosco, tra le cime degli alberi squassate dal vento poteva appena intravedere certe nuvole minacciose che rapide stavano ricoprendo l’azzurro.
Inatteso e improvviso un tuono lacerò il silenzio e il fragore del temporale si scatenò sul bosco e su Cuore Grande che andò a rifugiarsi in una grotta.  Monti - Barbagelata

Nel frattempo Cuore Piccino aveva raggiunto una piccola radura, a dir la verità aveva anche una certa fretta perché poco prima per sventura si era imbattuto in uno sciame di api che parevano impazzite, non vi dico che paura aveva di essere punto!
D’un tratto anch’egli venne sorpreso da un tonante clangore, alzò gli occhi e vide i lampi squarciare il cielo.
Spaventato si gettò in una corsa concitata, doveva trovare un riparo ma era incapace di orientarsi,   tremante e singhiozzante Cuore Piccino varcò la soglia del bosco.
Fradicio e grondante d’acqua, sperso e perduto si guardò intorno sconsolato in cerca di una via di fuga.

Bosco

D’un tratto si sentì trascinare, si voltò e vide che era tra le braccia forti di Cuore Grande che lo aveva tratto in salvo, lontano da un ramo che, colpito da un fulmine, si stava abbattendo al suolo.
E’ così la vita, a volte mette sulla tua strada le persone giuste.
E non potevano essere più diversi, quei due.
– Passerà? – Disse Cuore Piccino con voce flebile.
– Certo! E dopo brillerà il sole, vedrai! – Lo rassicurò Cuore Grande.
– E anche dopo, tu resterai? – Chiese l’altro.
Non ci fu più bisogno di ulteriori domande, bastò un sorriso: quando incontri un amico vero, per di più durante un furioso temporale, puoi starne certo, resterà anche quando tornerà il sereno.
Rimasero nella grotta, in attesa che la pioggia passasse, risero insieme della strana circostanza che li aveva fatti incontrare ed entrambi raccontarono ciò che era accaduto loro prima che si conoscessero, c’era tutto il tempo del mondo per narrare il proprio passato.
Fradici di pioggia e di una nuova felicità.
Erano due cuori.
E no, non potevano essere più diversi, quei due.

Foglie

La Pineta

E poi, d’improvviso, il desiderio di camminare tra gli alberi.
Nella pineta.
La pineta ad agosto, questa si trova sulla strada che da Ottone porta al Castello di Cariseto.
Curva dopo curva, tra i rami che si protendono verso la strada.

Pineta

La pineta, a differenza di altri boschi, ti sovrasta ma non nasconde l’orizzonte e il cielo.
La pineta è una magia di incantati silenzi e di oscillazioni, la pineta è quieta calma.

Pineta (2)

La pineta è un’armonia verticale.

Pineta (3)

Ed è una sinfonia di alberi dove ti addentri con fiducia, è aria e azzurro che si intravede e aromi e profumi di bosco.
E in questa pineta correvano leggeri i daini, qui li ho incontrati la scorsa estate.

Pineta (4)

La pineta accompagna il tuo sguardo.

Pineta (5)

E poi a terra, il bosco generoso lascia cadere i suoi doni preziosi.

Pineta (6)

Quindi raccogli le pigne, le metti nelle tasche, nello zainetto e poi a casa le riporrai insieme alle altre, in un cesto di vimini, ricordi delle passeggiate nelle pinete.
Quelli che non raccolgono le pigne si perdono qualcosa, secondo me.

Pineta (7)

E il silenzio, quel silenzio della pineta, è costantemente rotto dagli allegri cinguettii degli uccelli, tra i tanti ho anche sentito un picchio.
Poi questi abitanti del bosco frusciano, svolazzano, si chiamano, bisticciano, discutono ma è difficile che si facciano vedere, se ne stanno sui rami alti.
Ecco, anche quelli che non ascoltano gli uccellini si perdono qualcosa, ne sono più che certa.

Pineta (8)

Quindi tu sei lì e cammini tra quegli alberi.
Con quella fiducia, sì.
E vai oltre, oltre, oltre.
La pineta è una delle musiche della natura, nulla è fuori posto.

Pineta (12)

Ti circonda è sopra di te, davanti a te, alle tue spalle.
E ti protegge.
Respira, respira, respira.
E’ aria limpida e pura, profumo fresco e rigenerante.

Pineta (10)

E poi guarda verso il cielo, verso le nuvole, verso quegli alberi, uno dei doni immensi della madre terra.

Pineta (11)

I daini nel bosco incantato

Vedere gli animali nel bosco suscita sempre la mia meraviglia, non c’è nulla di più magico da ammirare.
E così quest’anno sono tornata ancora a cercare i daini, di notte, in compagnia di un fontanigordese doc, lui conosce questi boschi palmo a palmo.
C’erano il buio, il silenzio e la pioggia.
E mentre percorrevamo la Statale 45 lui faceva attenzione ad evitare i rospetti che si avventuravano sulla strada, è stato in quel momento che ho compreso che la sua percezione del bosco è assai più profonda della mia, io i rospi li vedevo a fatica e soltanto se lui me li faceva notare.
E poi su, per la strada che conduce a Fontanarossa.
I daini, non so se ne avrei visti così tanti se non me li avesse mostrati Sandro, probabilmente no.
Tanti, tantissimi, il bosco silenzioso è una fiaba, ha una vita sua e noi siamo ospiti rumorosi, a volte incutiamo timore.
I primi due daini, maschio e femmina, insieme sull’erba.
E poi uno, da solo, tra gli alberi, è rimasto per qualche istante fermo a guardarci e poi si è arrampicato sul monte ed svanito nel buio.
La meraviglia e la bellezza, un prato con l’erba alta e un branco di giovani daini che correvano.
E poi ancora, una famigliola, papà, mamma e un piccolino, si sono tenuti a debita distanza e poi sono fuggiti via.
E poi di nuovo, due giovani creature proprio in mezzo alla strada, ci hanno visto arrivare e allarmati hanno rivolto lo sguardo verso di noi e poi via, verso gli alberi.
Tanti, tantissimi daini e io ho smesso di contarli.
E come sempre ho fatto un pensiero così semplice e banale eppure così vero: tutto ciò che di più bello esiste al mondo è gratuito, è un regalo che ci viene donato senza che noi ne abbiamo alcun merito.
E così è per il bosco incantato, a fine serata abbiamo anche veduto una lesta ed elegante volpe, si muoveva sinuosa con una certa circospezione, poi è svanita anche lei tra i rami.
La bellezza e lo stupore, non mi ci abituo mai.
Ieri pomeriggio sono andata a fare una gita in un posto speciale di cui presto vi parlerò, per raggiungerlo bisogna percorrere una strada che attraversa una fitta pineta.
Erano circa le tre e mezza del pomeriggio, per caso stavo guardando fuori dal finestrino e ancora di nuovo, li ho visti, i daini, in pieno giorno.
Erano due cuccioletti giovani, una frenata, una lenta retromarcia per osservare meglio.
Uno dei due è scappato quasi subito, l’altro è rimasto qualche momento ad guardare i nostri movimenti e io sono riuscita appena scattare una foto mentre lui era quasi nascosto tra gli alberi.
Non una fotografia perfetta, lo so, ma il mio piccolo amico aveva poco tempo da dedicarmi e l’emozione era davvero tanta.
Io però la bellezza l’ho vista ed era perfezione vera.
La bellezza è un regalo che ci viene donato, senza che noi ne abbiamo alcun merito.
La bellezza è come la felicità, a volte la trovi quando non te la aspetti.

Daino

I laghetti di Casanova

A breve distanza da Fontanigorda c’è un luogo davvero incantevole e oggi vi porterò laggiù, ai laghetti di Casanova.
Con una breve passeggiata si arriva fino al Mulino, il luogo prediletto dei miei giochi di bambina, ai tempi ci andavo in bicicletta.
E poco distante un ponte e il canto dell’acqua del Pescia che fluisce gioiosa e vitale.

Laghetti (6)

Una volta qui si veniva a pescare, ricordo che mio papà  prendeva i gamberi di fiume.
Il torrente è musica,  il torrente scorre sinuoso tra gli alberi, nel silenzio del bosco.

Laghetti (12)

E poi si incontra la pace di un laghetto chiaro e trasparente.

Laghetti (8)

Brilla e riluce, sotto i raggi del sole.

Laghetti (16)

Acqua, acqua di cristallo che si insinua tra le rocce e scivola via.
Cammini, cammini seguendo il torrente.

Laghetti (10)

E ancora un altro laghetto, circondato da una natura quasi selvaggia, prepotente e viva.

Laghetti (3)

Un laghetto nel bosco è una magia di rami che tremuli si riflettono sulla superficie dell’acqua.

Laghetti (4)

E’ sassi e foglie cadute che vanno alla deriva come piccole barche lasciate al proprio destino.

Laghetti (5)

E’ una piccola spiaggia, massi coperti di muschi, alberi ombrosi.

Laghetti (2)

E’ diverse tonalità di verde, a seconda della luce.

Laghetti (7)

Un laghetto nel bosco è tronchi d’albero verso il cielo e quasi non riesci a distinguerli da quelli che vedi riflessi nell’acqua.

Laghetti (9)

Un magnifico specchio splendente che mostra la natura rigogliosa che lo accoglie.

Laghetti (11)

E allora anche tu ti siedi sulla riva, resti ad ascoltare gli uccellini, il torrente gorgogliante, il vento tra le foglie.
Il creato parla anche a te, se lo sai ascoltare.

Laghetti

Tra cielo e terra, i tuoi pensieri restano lì, sospesi sull’acqua.

Laghetti (15)

E alcuni di essi scorrono, passano, come portati via dalla corrente impetuosa.

Laghetti (14)

Silenzio.
Silenzio nella semplice quiete di un laghetto nel bosco.

Laghetti (13)