Genova, Tesori d’Archivio

Ci sono viaggi che si intraprendono con curiosità e con il sincero desiderio di accostarsi a mondi diversi dal nostro, a consuetudini ed usi del nostro passato.
All’Archivio di Stato di Genova ancora una volta sono esposte testimonianze preziose di un tempo lontano: sono i Tesori d’Archivio in mostra fino al 30 Novembre.
Curatrice di questo affascinante percorso è la Dottoressa Giustina Olgiati che qui ringrazio per il tempo dedicatomi e per la sua passione nel dare risalto alle ricchezze del nostro archivio.
Antiche carte, tra di esse le pergamene dantesche del XIV Secolo: Erano state riutilizzate come fasciature di registri, sono state restituite a nuova vita nell’ambito dell’iniziativa adotta un documento, diversi di questi frammenti sono stati adottati da Roberto Benigni.
E poi, il caso: una di queste vetuste pergamene riporta i versi che Dante dedicò al genovese Branca Doria.

archivio

Un mondo che era un altro mondo, se andrete all’Archivio di Stato la Dottoressa Olgiati alzerà per voi il velo su scritture incomprensibili ai più, su vicende lontane e su persone dimenticate.
In quel mondo che era un altro mondo nel 958 c’era un re di nome Berengario, questo documento porta la sua firma e suggella il riconoscimento dei beni dei genovesi secondo le loro consuetudini.

archivio-2

In quel mondo di eroi e di conquistatori una figura merita il centro della scena: Caffaro di Rustico da Caschifellone, egli seguì l’Embriaco e raccontò la sua Crociata in Terrasanta, uno dei volumi a lui riconducibili occupa la zona centrale della sala.

archivio-4

Il libro gelosamente protetto da un vetro è uno dei due manoscritti più antichi dei suoi Annali Genovesi e appartiene alla Biblioteca Nazionale di Francia.

archivio-5

Caffaro è tornato a casa, Caffaro è tornato a Genova.
E su quel libro dal valore inestimabile egli è ritratto ormai anziano, accanto a lui c’è il giovane notaio Macobrio che si occupa della stesura.

archivio-6

Ed è sempre di Macobrio questa carta dal quale si evince la sua firma, è il solo documento di lui fino ad oggi rinvenuto.

archivio-7

Questo invece è il secondo volume più antico degli Annali di Caffaro e appartiene all’Archivio di Stato di Genova, durante la vostra visita scoprirete per quale motivo uno dei fogli spunti dalla rilegatura.

archivio-8

Rosso e nero, una calligrafia perfetta: risale al 1105 ed è il testo dell’iscrizione nella basilica del Santo Sepolcro, vi sono scritti i privilegi concessi ai genovesi da Re Baldovino.

archivio-9

Una mostra di Genova, una mostra di genovesi.

archivio-10

Troverete una miriade di documenti che narrano il passato di questa città, la sua grandezza commerciale e politica, i contatti con i diversi stati che si affacciavano sul Mediterraneo.
Una firma con l’inchiostro rosso, solo all’imperatore era consentito usare questo colore e questa è la firma di Alessio III.

archivio-11

E certo il Re di Armenia non voleva essere da meno, anche lui usava l’inchiostro rosso.

archivio-12

E poi ecco il magnifico capolettera degli Statuti di Genova.

archivio-13

Documenti vetusti e preziosi che testimoniano l’abilità di coloro che vergarono queste pagine.
Queste sono le regulae del 1413, stabilivano le cariche pubbliche e l’amministrazione giudiziaria.

archivio-15

E questo ancora è un altro manoscritto che riguarda altre leggi.

archivio-14

Come sempre a colpirmi maggiormente sono i documenti che raccontano il quotidiano degli uomini come ad esempio certi documenti assicurativi.
Carte e nomi di un altro tempo come la schiava Zica, il suo padrone ha sottoscritto per lei un’assicurazione contro i rischi del parto.
C’è anche Agostino Carrega, appaltatore di panni: lui si è assicurato contro un’eventuale pestilenza, un’epidemia sarebbe un danno per i suoi affari.
Le vite degli altri, i soldi guadagnati con fatica e talento, nella foto che segue ecco due assegni del 1459 firmati da un certo Antonio Burlando.

archivio-16

Le vite degli altri, alcuni nomi sono vergati su uno splendido albero genealogico, quello della famiglia Spinola.

archivio-17

E poi ancora uno stemmario del XVII Secolo.

archivio-18

Un’ampia sezione è dedicata a un celebre genovese, Cristoforo Colombo, in un suo documento la conferma della sua origine.
Leggete l’inizio della quinta riga a partire dal basso: nacido en Genova, nato a Genova.

archivio-19

Ci sono bozzetti di artistici di opere mai realizzate, si può fantasticare cercando di immaginare dove dovevano essere collocate.
E sono esposti alcuni pezzi della collezione cartografica: correva l’anno 1624 e si progettava la costruzione di un celebre porticciolo, tutti voi riconoscerete una località tanto amata, la nostra bella Camogli.

archivio-20

Anche questo è un panorama a noi caro, è la dolcezza di Sestri Levante.

archivio-20a

Genova, Tesori d’Archivio è un mondo da scoprire, come potrete immaginare io vi ho dato solo un accenno di ciò che potrete ammirare.
La mostra è ad ingresso gratuito, qui trovate gli orari per la visita.
Là incontrerete quelle vite, le vite degli altri.
La vita e il destino: per conoscerlo alcuni si affidavano al libro delle sorti.
E sì, amici le domande sono sempre quelle: i soldi, la salute e l’amore.
Gli uomini sono sempre uguali, in un certo senso.

archivio-21

Ci sono documenti sul lotto e sul seminario, di questi tornerò a parlarvi.
E ci sono delle carte da gioco come quelle che ancora usiamo.

archivio-22

E c’è un grande libro, per me uno dei pezzi più emozionanti della mostra.
La vita, il destino.
In quel pesante volume è scritta la cifra che segnò un grande cambiamento, una rivoluzione, un nuovo inizio e una ritrovata felicità.
Un modo diverso di guardare al futuro grazie a quella somma: 1000 Lire, il primo premio della Lotteria.
Lo vinse lei, il suo nome è vergato nell’ottava riga: Catalina, serva di Battista Barixonus.
E c’è solo una scritta, sì.
Eppure osservate bene, guardate con attenzione quella pagina.
C’è tutta una vita: un sorriso, una luce in certi occhi, la speranza di un’esistenza migliore per Catalina.

archivio-23

Annunci

Archivio di Stato di Genova: tutti i genovesi del mondo

C’è un luogo, a Genova, dove potrete scoprire la storia di tutte le storie, vi troverete la grandezza di tempi lontani e tutto ciò che testimonia la gloriosa potenza della Superba.
L’Archivio di Stato di Genova si trova in Carignano, nell’antico complesso di Sant’Ignazio in Santa Maria in Via Lata, già solo la bellezza del luogo vale una visita.

Archivio di Stato (2)

E se vorrete consultare i faldoni che contengono antichi documenti vi accomoderete nella sala di lettura.

Archivio di Stato (3)

Di recente ho avuto modo di fare una visita speciale, a tal proposito ringrazio la Dottoressa Giustina Olgiati per il tempo che mi ha dedicato e per i suoi racconti appassionati.
E allora vi porto là, alla mia maniera semplice e piana, lascio la complessità e gli approfondimenti agli esperti del settore, se andrete all’Archivio di Stato anche voi potrete ascoltare le narrazioni della Dottoressa Olgiati, fino al 5 Dicembre è allestita una mostra a ingresso gratuito che vi porta a conoscere Tutti i Genovesi del Mondo.

Archivio di Stato

Oltre a ciò io ho veduto altri documenti che non sono parte dell’esposizione e voglio dirvi che ho tenuto tra le mani una carta con la firma di una Papa.

Archivio di Stato (4)

E poi ho sfiorato un documento vergato da un imperatore, si tratta di carte antiche che risalgono all’incirca all’anno 1000.

Archivio di Stato (5)

E poi ho potuto aprire due piccoli volumi, contengono i regolamenti e gli statuti della Compagnia dei Caravana: nata nel XIV secolo, era l’associazione dei lavoratori del porto, la maggior parte di essi provenivano dalla zona di Bergamo.
E sapete?
La compagnia aveva dei posti letto riservati ai propri membri presso l’Ospedale di Santa Maria Maddalena e nel libretto c’è l’inventario di ciò che era di loro appartenenza: cuscini e materassi, camicioni e trapunte, un’organizzazione davvero perfetta.

Archivio di Stato (6)

Il libro che vedete nell’immagine sovrastante risale al 1340, quello che potete ammirare nella foto che segue è invece del 1400.

Archivio di Stato (7)

E non si può descrivere la raffinatezza di certi particolari.

Archivio di Stato (8)

E poi sul tavolo sono stati posti dei cartoncini, sono stati usati per racchiudere le filze.
E come potete notare sono rifasciati: all’epoca, nel ‘500, si usavano vecchie carte, se non ricordo male in questo caso si tratta di carta da musica del ‘300.

Archivio di Stato (9)

E poi ancora, ho visto un documento risalente al 958 con il quale Berengario e Adalberto confermano agli abitanti di Genova il riconoscimento dei loro beni con la proibizione per i rappresentanti regi di esigere diritti fiscali.

Archivio di Stato (10)

E poi ho visitato la mostra Tutti i Genovesi dei Mondo: l’esposizione mette in evidenza la straordinaria capacità mercantile dei nostri predecessori, l’abilità diplomatica, il talento nella navigazione e nei commerci.

Archivio di Stato (11)

E là incontrerete suggestioni che vi faranno rivivere emozioni inusitate, tempi lontani ed eroici.
Vi fermerete davanti a una teca dove è esposto il primo documento: La Bonna Parolla, anche detta Portolano Sacro.
E’ la preghiera della gente di mare, tutti coloro che si trovano su una nave al momento della partenza si uniscono in una devota preghiera corale, si rivolgono a Dio e ai Santi perché concedano la loro protezione in favore della nave, degli uomini e della mercanzia.
Ci si affida alla Madonna e a San Giuliano, patrono della gente di mare.
Questi viaggi sono lunghi e pericolosi, così nel Portolano Sacro sono citati tutti i Santi delle località percorse dai mercanti genovesi durante la navigazione, sono citati i Santi che proteggono coste, promontori e città costiere.

Archivio di Stato (12)

Un viaggio nel passato ti permette incontrare anche la gente comune.
Andate a cercare Raffaellino, aveva solo nove anni quando venne affidato al cartografo Battista Beccari, così iniziò il suo apprendistato, come testimonia questo documento del 1427.

Archivio di Stato (13)

E poi cercate questa carta del 1210, riguarda le nozze tra Manuele, figlio di Nicolò Doria e Iurga, figlia di Comita II, giudice di Torres.
Un matrimonio combinato, come spesso accadeva per tutelare certi interessi, io mi sono chiesta se poi Iurga abbia avuto una vita felice.

Archivio di Stato (14)

E poi ancora, come l’avrà presa Alarame Salvago?
L’ufficio di San Giorgio ha predisposto il sequestro della merce trasportata sulla sua nave come pagamento di una certa tassa da lui dovuta.
Il carico comprendeva panni di lana, cuoi di vitello e merletti e guardate un po’, sul documento ci sono dei segni, venivano apposti sugli involucri ed erano i segni distintivi di ogni mercante.

Archivio di Stato (15)

Questo è lo statuto concesso nel 1251 da Ferdinando III di Castiglia, si permette così ai genovesi di commerciare a Siviglia.

Archivio di Stato (16)

E poi, dieci anni dopo, Alfonso X concede ai genovesi un quartiere in quella stessa città di Siviglia dove si facevano fiorenti affari.

Archivio di Stato (17)

Vedrete un volume molto prezioso, a parte questo ne esiste solo un altro.
E’ del Caffaro, questa è la sua narrazione della conquista di Almeria e Tortosa risalente al 1147-1148.

Archivio di Stato (18)

Il cronista delle imprese dei Crociati, questa è la magia del suo scritto.

Archivio di Stato (19)

Questi sono solo alcuni dei documenti che potete ammirare a questa mostra, troverete accordi di pace e libri dei conti dei genovesi che fecero affari in terre lontane.
Mercanti, gente di mare, persone che sapevano come far girare i soldi.
E tutto qui, all’Archivio di Stato, dove si conservano documenti fragili a volte usurati dai secoli, carte di valore inestimabile che devono essere protette e salvate.
Vi segnalo anche il link della mostra con gli orari, lo trovate qui, come già vi ho detto è a ingresso libero e sono possibili visite guidate gratuite.
Le righe che seguono sono la parte più importante del mio articolo, le scrivo per farvi sapere che ognuno di noi può dare un piccolo contributo per tutelare e difendere le preziose carte dell’Archivio di Stato, ci sono diversi modi per diventare parte attiva nella tutela del patrimonio cittadino.
Si può adottare un documento e provvedere al suo restauro, nel luogo dove si conserva la storia di tutte le storie.

Archivio di Stato (20)

Venite qui e cercate la vostra Anna.
Provate a darle un volto, a immaginare le sue fatiche e a rivivere le sue speranze.
Anna.
Chi sarà mai costei?
Anna era una schiava bulgara che ottenne la libertà e con essa forse una vita felice, almeno spero.
E basta davvero poco per lasciare il proprio segno e per tenere in vita la memoria di Anna e di tutti coloro che sono venuti prima di noi.

Archivio di Stato (21)

Palazzo San Giorgio e la gloria di Genova

Correva l’anno 1256 e a Genova governava Guglielmo Boccanegra, primo Capitano del Popolo e antenato di Simone che sarà primo Doge.
E Guglielmo, eletto con grandi consensi, aveva bisogno di un palazzo pubblico che fosse sede del Governo, un palazzo splendido e magnifico che venne edificato davanti al mare tra il 1257 e il 1260: Palazzo San Giorgio.

Palazzo San Giorgio  (11)

Guglielmo Boccanegra ebbe alterne fortune, vi racconterò la sua vita nel dettaglio in un’altra occasione, ora vi basti sapere che nel 1262 venne spodestato e fu costretto a far fagotto per rifugiarsi dal Re di Francia.
Ma una lapide ricorda che a lui va il merito di aver lasciato alla città di Genova questo palazzo.
La lapide si trova sul lato più antico che affaccia sui portici che portano il nome di Frate Oliverio, l’architetto incaricato di costruire il Palazzo.
Sopra la porta, come già vi dissi qui , si trova una testa leonina sottratta dal palazzo Pantocratore di Costantinopoli ai veneziani, da sempre nemici dei genovesi.

Palazzo San Giorgio  (8)

E come già vi ho detto non è il solo leone a trovarsi sulle mura di San Giorgio, ci sono anche altre due teste leonine sempre sul lato che affaccia su Via Frate Oliverio.

Palazzo San Giorgio

Una pietra in memoria di Guglielmo, Capitano del Popolo.

Lapide per Guglielmo Boccanegra

L’ANNO MCCLX GUGLIELMO BOCCANEGRA
ESSENDO CAPITANO DI QUESTA CITTA’
ORDINO’ CHE IO FOSSI FATTO E FRATE
OLIVERIO UOMO DIVINO PER ACUTEZZA
DI MENTE MI ADATTO’ POCO DOPO
CON SOLLECITUDINE COM’ERA STATO
COMANDATO ALL’USO DELL’AUTORITA’
PRESENTE

Il palazzo nel 1340 divenne sede della Dogana, a San Giorgio si riscuotevano le gabelle e così nel cortile trovavano spazio le merci per le quali occorreva pagare.
C‘era l‘ufficio della Gazarìa, preposto all’amministrazione delle Colonie e l’Ufficio dei Confortatori che invece si occupava dell’esenzione dei dazi e delle gabelle.
Genova città di mercanti e di commercio, la toponomastica non è mai casuale, questa piazza si chiama Caricamento perché qui nella seconda metà dell’Ottocento si svolgeva il caricamento delle merci, prima si usarono  i carri e poi la ferrovia che conduceva a Torino, inaugurata nel 1854.

Palazzo San Giorgio  (6)

Ma torniamo al  1408, in quell’anno nel Palazzo si stabilì la celebre Compagnia di San Giorgio anche detta Casa delle Compere e dei Banchi di San Giorgio.
Per far fronte alle difficoltà economiche il Governo dal XII secolo aveva stabilito l’usanza di chiedere prestiti ai privati, i quali in cambio ricevevano i proventi di alcuni dazi, le così dette Compere.
Le compere confluirono nel 1407 in quest’unica società che ebbe il compito di gestire il debito pubblico e che conserverà una sua autonomia sino al 1797, anno della caduta della Repubblica.
Il glorioso Banco di San Giorgio emetteva moneta, i così detti Biglietti di Cartulario che furono messi in circolazione agli inizi del ‘600.

Palazzo San Giorgio  (7)

L’immagine soprastante ritrae la parte più antica del palazzo, al di là di quelle finestre si trova la Sala del Capitano del Popolo, a breve distanza la Sala delle Compere.
Ve le mostrerò entrambe, grazie al Dottor Oddone Dirigente del Servizio Comunicazione e Promozione dell’Autorità Portuale di Genova che ha qui la sua sede  ho trascorso un’intera mattinata in quelle stanze.
Che meraviglia! Sola con i benefattori della Repubblica, quelle stanze racchiudono tesori!
E sapete, sarei rimasta lì delle ore a decifrare le lapidi e ad ammirare le statue!
Oggi vi porto a zonzo attorno al Palazzo, a questo splendore della nostra città.

Palazzo San Giorgio  (3)

Un palazzo che è stato restaurato a regola d’arte ed è stato così restituito alla sua antica bellezza.

Palazzo San Giorgio  (10)

C’è qualcosa di affascinante in questo edificio, quand’ero bambina mi colpivano queste finestre.
Tempo di dame e cavalieri, un altro tempo, quello dei Capitani del Popolo!

Palazzo San Giorgio  (17)

E poi vedeste cosa c’è in quei saloni!

Palazzo San Giorgio  (15)

Risplende luminoso sotto il cielo terso di Genova il Palazzo che fu sede del Governo e in seguito del Comune.

Palazzo San Giorgio  (12)

E non manca una bella edicola risalente al XVIII secolo, la Madonna è attribuita alla scuola dello Schiaffino.

Edicola

Un palazzo costruito e ristrutturato in epoche diverse, una parte medievale antistante Via Frate Olivierio e una rinascimentale che fronteggia il mare.
Ed è magnifica questa facciata affrescata prima da Antonio Semino e poi da Lazzaro Tavarone agli inizi del ‘600.
Gli affreschi hanno rivisto nuova vita al principio del ‘900 per opera di Ludovico Pogliaghi che ha utilizzato come riferimento alcuni antichi quadri.
In tempi più recenti, nel 1992, la facciata è stata nuovamente affrescata con l’intervento del  pittore Raimondo Sirotti.

Palazzo San Giorgio  (2)

Un palazzo dedicato a un Santo caro ai Genovesi, quel San Giorgio che si trova effigiato in tante sculture sopra i portali di numerose case del centro storico, come potete vedere qui.
Sventolano le  bandiere sulla facciata di San Giorgio.

Palazzo San Giorgio (2)

Sulla sommità dell’edificio un orologio scandisce il tempo che scorre qui, davanti al mare.

Palazzo San Giorgio

Ed eccolo San Giorgio che sconfigge il drago.
Si protegge con uno scudo sul quale è dipinta la bandiera della Superba.

Palazzo San Giorgio  (9)

Un palazzo magnificente, vedete da questa immagine che su questa facciata sono ritratti alcuni personaggi.
Ma chi sono costoro? Oh, sono tutti illustri genovesi, cari lettori, ognuno di loro è passato alla storia.

Palazzo San Giorgio  (5)

Ve li presenterò uno ad uno, cosicché possiate salutarli come si conviene quando vi capiterà di passare dalle parti di Caricamento.
Da sinistra verso destra il primo personaggio che si incontra ha un fare cerimonioso: con una mano pare declamare certe eroiche gesta, con l’altra regge un libro.
Chi mai sarà? Signori, questo è Caffaro di Rustico da Caschifellone, crociato ed annalista.
Un giornalista di altri tempi, così si potrebbe definire, il nostro inviato in Terrasanta che scrisse il resoconto della Prima Crociata e narrò la caduta di Gerusalemme e di Cesarea.

Caffaro

Accanto a lui un celeberrimo genovese che si distinse per il suo valore sui mari, il Principe Andrea Doria, valente Ammiraglio della Repubblica di Genova,  ritratto con la sua spada scintillante.

Andrea Doria

In posizione centrale due figure illustri contornano il portone del palazzo.
Il primo è niente meno che Guglielmo Boccanegra, come già vi ho detto Primo Capitano del Popolo.

Guglielmo Boccanegra

E poi ecco un uomo passato alla storia per il suo coraggio, le sue imprese furono narrate dal Caffaro nei suoi Annali.
Guglielmo Embriaco, detto Testa di Maglio, eroe della prima Crociata del quale vi ho già narrato la storia, la trovate qui.

Guglielmo Embriaco

Al suo fianco troviamo un giovane uomo, ai suoi piedi si notano delle corde marinare, in mano regge una sfera.
Signori, un genovese che non ha bisogno di presentazioni, Cristoforo Colombo.

Cristoforo Colombo

Chiude la parata di illustri personaggi un temibile e fiero combattente, l’Ammiraglio Biagio Assereto, trionfatore della battaglia di Ponza avvenuta nel 1435.

Biagio Assereto

Tutti loro se ne stanno sulla facciata di Palazzo San Giorgio.
Sic transit gloria mundi, verrebbe da dire.
A parte Colombo, ci ricordiamo di loro e delle imprese che hanno compiuto?
Questo palazzo attira l’attenzione dei turisti, tutti coloro che vengono a Genova per visitare l’Acquario passano davanti a San Giorgio.
E tutti si fermano a fare fotografie, ad ammirare l’imponenza di questo edificio e la bellezza dei suoi colori.

Palazzo San Giorgio  (13)

La memoria del passato è qui, in questa piazza gremita di visitatori, qui dove i genovesi vengono a passeggiare per respirare aria di mare.
Qui dove sono effigiati ammiragli, crociati e condottieri.
Qui dove un tempo era la dogana e il glorioso Banco di San Giorgio.
Qui dove si vive la gloria di Genova, nella grandiosa maestosità del palazzo voluto dal Capitano del Popolo Guglielmo Boccanegra.

Palazzo San Giorgio (3)