Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Campagna’

Il ritorno delle rondini segna l’inizio di una stagione nuova.
Sono arrivate ieri mattina, le ho vedute volare nel cielo turchese d’aprile e andare a rifugiarsi sotto al tetto del palazzo di fronte: è la loro casa, ad ogni primavera queste splendide creature tornano a trovarci.
E allora porto qui le rondini gioiose, le foto che vedrete sono state scattate lo scorso luglio a Fontanigorda, le pubblico oggi per la prima volta per celebrare questo gradito evento.

Le rondini amano la Val Trebbia, nel loro lungo viaggio che le porterà lontano si fermano a sostare tra i boschi e i prati e si posano sui fili della luce.
E insomma, devo dirvi che restare ad osservarle è meraviglioso!
Loro sono sveglissime, non si fanno sfuggire niente e infatti in quella circostanza una ha detto all’altra:
– Ehi, qua sotto c’è di nuovo quella Miss Fletcher! Sempre lei!

Magnifiche figlie dell’immensità e regine dei cieli azzurri.

Le rondini, lassù, vanno e vengono.
Aprono le ali, si alzano in volo e si posano ancora.

Rondini adulte e rondini che ancora devono diventare grandi.

Pranzano a becco spalancato, sospese nel blu.

Si riposano dalle loro fatiche.

E le più piccine si sistemano le piume.

E poi ancora, ripartono ad ali spiegate.

Attente, bellissime ed eleganti, sono le rondini di Fontanigorda.

E non vorrei fare un torto alle rondini che ieri mattina sono venute a salutare la luce della primavera.
Passavano velocissime davanti alle mie finestre, uno spettacolo di grandiosa bellezza.
Mare blu, cielo terso e il loro volo fremente di vita davanti al panorama di Genova.
Bentornate, amiche rondini!

Read Full Post »

Mentre la primavera si avvicina il pensiero va alla stagione calda e alla bella estate che verrà, al tempo del riposo e delle rigeneranti passeggiate nei boschi.
In altri anni, a Fontanigorda c’era un celebre e apprezzato albergo, oggi i suoi locali hanno una diversa destinazione ma resta comunque la memoria di quel luogo.
Così potete immaginare la mia gioia nel trovare su una bancarella un piccolo cartoncino pubblicitario del glorioso Albergo Ristorante San Giorgio.
Venite con me, si viaggia nel tempo e si va in villeggiatura!

fontanigorda-1

Acque fresche, prati verdi e magnifiche montagne, sono molte le bellezze della perla della Val Trebbia.

fontanigorda-2

Ed è ancora così il mio incantevole paesino.

fontanigorda-3

E forse vorrete sapere come arrivarci!
Niente paura, un efficiente servizio automobilistico vi porterà fin lassù e tenete presente che al San Giorgio il servizio è di qualità, naturalmente ci sono anche delle offerte speciali.

fontanigorda-4

E quando sarete a Fontanigorda anche voi potrete godere della dolcezza della campagna.

fontanigorda-5

Inoltre il celebre albergo offre ai suoi clienti un menu davvero invitante.
Certo, sul cartoncino è ben specificato: vitto famigliare, sano, variato e gradevole nonché abbondante.
I proprietari sono i signori Ferretti, questo è un cognome comune a Fontanigorda, insieme a Biggi è il più diffuso.
I solerti albergatori hanno anche aggiunto una piccola nota a penna: acqua corrente in tutte le camere.
E che meraviglia!

fontanigorda-6

Gli anni scorrono e i luoghi cambiano, Fontanigorda rimane un’apprezzata meta delle vacanze per noi genovesi, sulla piazza della Chiesa una volta c’era l’Albergo San Giorgio.
E proprio lì in un giorno d’estate ho visto fluttuare leggere le bolle di sapone, scivolavano via come i giorni e le ore.

fontanigorda-7

Nel paesino dai cieli rosati e dai tramonti languidi.

fontanigorda-8

A Fontanigorda, dove un tempo c’era il glorioso Albergo Ristorante San Giorgio.

Fontanigorda (5)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Read Full Post »

Ritorno alla mia campagna, con le immagini dell’autunno di Fontanigorda.
E vi racconto degli alberi e delle strade che curvano e si perdono nel sole, strade luminose di oro nel tempo delle foglie cadute.

fontanigorda-1

Foglie.
Leggere si posano sulle panchine e lì rimangono, intatte.

fontanigorda-2

Una cascina, una dolce salita d’autunno, un cammino illuminato dal sole.

fontanigorda-2a

La ringhiera, sostegno di certe stanchezze.

fontanigorda-3a

E sotto ai rami le panchine dei campi da tennis, manca il consueto pubblico di genitori intento ad assistere alle conquiste di piccoli sportivi in erba.

fontanigorda-4

E gli alberi dalle foglie brunite e ancora un posto per sedersi, in certi giorni d’estate.

fontanigorda-5

E foglie, ancora foglie d’autunno.

fontanigorda-6

E un soffice tappeto dorato sul quale si posano i passi, si cammina sulla bellezza di una stagione incantata.
Piano piano, verso il luogo dove gli alberi si infittiscono.

fontanigorda-7

E sono voci in lontananza, chiacchiere, risate, giacche a vento e scarponcini.
E una bicicletta appoggiata alla staccionata.
Corri e pedala, mentre l’autunno turbina sotto alle ruote.

fontanigorda-8

E rami, un inchino cortese che invita al passaggio.
Il bosco accoglie, protegge, rinasce e si rinnova.

fontanigorda-9

E vive e brilla, si disseta di sole e di luce, è la vita che segue il suo corso.

fontanigorda-10

Ed è legno, muschi, tronchi possenti e prospettive infinite, nell’incanto del Bosco delle Fate.

fontanigorda-11

E ancora siediti.
E aspetta.
Questa è la magnifica quiete della Val Trebbia.

fontanigorda-13

Lieve e solitaria bellezza d’autunno, una foglia cade e si posa sul tavolo di legno.

fontanigorda-14

Mentre la luce vira e brillano l’oro e il bronzo.

fontanigorda-15

E una panchina, immersa tra le foglie cadute.
Nella pace, nella silenziosa quiete del bosco di Fontanigorda.

fontanigorda-16
.

Read Full Post »

Una lettura che vi conquisterà, un’avventura in compagnia di un autore ironico, brillante e curioso del mondo: Bill Bryson vi racconta la Gran Bretagna, la Piccola grande isola protagonista del suo ultimo libro edito in Italia da Guanda.
Non è la prima volta che Bryson volge il suo sguardo a questi luoghi, sono trascorsi vent’anni dal suo Notizie da un’isoletta e se non lo conoscete vi consiglio la lettura di entrambi i volumi, lui è uno dei miei autori preferiti e gli sarò eternamente grata per certi momenti di autentico divertimento.
Giornalista e scrittore, americano di nascita e inglese di adozione, il nostro nutre un affetto profondo per la piccola grande isola, là ha conosciuto sua moglie ed egli stesso scrive che da quarant’anni è ancora profondamente innamorato di entrambe.
Il viaggio narrato dallo scrittore va da sud a nord, da Bognor Regis a Cape Wrath, lungo una linea retta da lui battezzata Bryson Line, naturalmente.
Un cammino che attraversa località celebri e piccoli paesi, un racconto che pone l’accento sul valore del patrimonio artistico e della tutela del paesaggio, dalle spiagge alla campagna, alcune pagine sono fortemente evocative e certe descrizioni a dir poco incantevoli.

londra

Londra – Richmond Park

Un libro che si snoda tra comiche disavventure e aneddoti particolari del passato e del presente, sono diversi i nomi famosi che compaiono in questo libro, da Arthur Conan Doyle a John Lennon, da George Everest a Mary Shelley.
Piacevolmente spassose sono le righe in cui il nostro mette in evidenza tutta la sua peculiare verve, Bill Bryson sa essere davvero esilarante: inseguito da un cigno o attaccato dalle mucche il nostro eroe riesce sempre a regalare un sorriso con le sue peripezie.
Immaginate la spiaggia di Brighton e i bagnanti che si godono una giornata al mare: c’è anche Bill, naturalmente.

“Lanciavano grida che allora interpretai come espressioni di piacere, ma che ora riconosco come urla di sofferenza.
Ingenuamente, mi tolsi la maglietta e corsi in acqua: fu come tuffarsi nell’azoto liquido.
In tutta la mia vita quella fu l’unica volta che mi mossi come in uno spezzone di pellicola che viene riavvolto. Mi tuffai in acqua e poi ne uscii immediatamente, correndo all’indietro, e da allora non sono mai più entrato in un mare inglese.”

Da ridere fino alle lacrime, lasciatemelo dire.
Oltre a ciò Bryson è colto e lungimirante pertanto dai suoi libri scaturiscono sempre diversi spunti di riflessione, nel caso di Piccola grande isola si coglie anche una sorta di nostalgia.
I luoghi cambiano, in certe località alcuni negozi che lui ricordava sono scomparsi, la cura e l’attenzione verso la bellezza vanno diminuendo: è un monito, un invito a difendere l’ambiente in cui viviamo, preservandone le bellezze e le particolarità.

oxford

Oxford

Uno scrittore che ama la vita e i viaggi, lui si diverte e il lettore se la spassa.
Ed ecco le mirabolanti peripezie alla stazione, le sagaci descrizioni di improbabili Bed & Breakfast, i tragicomici malintesi al pub, piccoli incidenti quotidiani che diventano a loro modo memorabili.
Vi dispiacerà arrivare in fondo al volume, ve lo garantisco, a me capita sempre con i libri di Bryson e così finisco per leggerli più volte.
Tra le sue perle vi ricordo anche Una passeggiata nei boschi, ne scrissi in questo post diverso tempo fa, solo a pensare a quell’avventura mi viene da sorridere.
L’ho già detto altrove e lo ripeto, se dovessi scegliere un compagno di viaggio non avrei dubbi: partirei con Bill, senza esitazioni.
I libri sono viaggi di parole, alcuni sanno essere speciali per merito del talento di chi li scrive.
Grazie di tutto, caro Bill, ancora una volta ci hai regalato un viaggio da ricordare.

Londra

Read Full Post »

Nel tempo d’autunno, nel tempo del ritorno nella grande casa di campagna.
Una villa tanto amata, immersa tra alberi possenti, all’ombra di rami dalle foglie dorate, nella stagione di mezzo, tra il caldo potente dell’estate e il rigido inverno.
Ogni volta che si andava lassù tra le ragazze si diffondeva un’emozionata concitazione: era un piccolo evento caro a tutte loro, ne avrebbero conservato il ricordo per sempre.

Bosco delle Fate (18)

Il viaggio per arrivare a Torriglia pareva un’avventura interminabile e per ingannare l’attesa si perdevano in chiacchiere e in amabili conversazioni, ne avevano di cose da dirsi!
Sorelle, amiche, complici, da sempre.
In quella casa.
Il fuoco nel caminetto, le castagne profumate, le luci fioche a rischiarare le stanze.
E i passi sulle scale, la tovaglia bianca decorata a punto intaglio, la zuppiera fumante e il grande tavolo rotondo attorno al quale si riuniva la famiglia.
E i momenti da ricordare.
E la camicetta più elegante, quella con i pizzi e le trine.
E i capelli folti e indomabili, ti ricordi quanta fatica per pettinarli?

torriglia-3

Le acconciature composte, un abito con le maniche importanti.
E gli sguardi, le espressioni serie.
Ti ricordi quel giorno a Torriglia?

torriglia-6

La più timida di tutte loro là dietro, in piedi.
La più ambiziosa invece sfoggia l’abito più ricercato, così femminile e vezzoso con quel grande fiocco che cade sul suo petto.
Ti ricordi la sua leggerezza? Era impalpabile, come una nuvola.

torriglia-4

Su questa fotografia una calligrafia garbata ha lasciato una dedica e una data: 21 Ottobre 1904.
E mentre voi leggete e forse immaginate le vite e le emozioni di queste ragazze di un altro secolo provate a pensare a questo istante esatto di 112 anni fa.
A Torriglia, in autunno.
Le giovani donne in posa per il fotografo andavano spesso a Torriglia, forse davvero avevano una grande casa lassù, ancora una volta ho giocato con la fantasia.
In un’altra foto che le ritrae sono insieme ad altre persone, di tutti loro vi ho già parlato in questo post.

Torriglia (8)

E là, nel gruppetto di famiglia mi pare di riconoscere certi visi, ad esempio osservate la ragazza che sorride divertita al centro di questa immagine.

Torriglia (5)

Credo di rivederla qui, mi sembra la prima sulla sinistra.

torriglia-5

Era un giorno d’autunno, era un tempo che non è più.
A Torriglia, il 21 Ottobre 1904.

torriglia

Read Full Post »

C’è un luogo, in Val Trebbia, dove scoprirete un piccolo grande mondo con le sue usanze e i suoi segreti.
Ospitato nei locali del Convento annesso al Santuario di Montebruno, il Museo di Cultura Contadina è una fantastica ed entusiasmante avventura.

Museo Contadino (1)

Vita quotidiana, fatiche e sudori di coloro che vissero in queste campagne in tempi duri e difficili.
A guidarmi in questo viaggio affascinante è stata la Signora Alma e qui la ringrazio ancora perché mi ha svelato particolari a me del tutto sconosciuti.

Museo Contadino (2)

In questo tempo distante dal nostro con questo attrezzo si costruivano le ruote.

Museo Contadino (3)

E il cestaio lavora alacremente per i suoi compaesani.

Museo Contadino (4)

Si intrecciano sedie per le case dei contadini.

Museo Contadino (5)

E nel piccolo paese tutti si conoscono, tutti sanno il nome del ciabattino, è lui che risuola le scarpe di grandi e piccini.

Museo Contadino (6)

Il tempo vola via, siamo cambiati eppure dobbiamo saper ricordare quello che eravamo.

Museo Contadino (7)

La vita segue il ritmo delle stagioni e quando viene il tempo della fienagione c’è molto da lavorare.

Museo Contadino (8)

Profumo di legno e di natura, con questo strumento si preparava il vino di mele.

Museo Contadino (9)

E questo invece serviva per fare il burro.

Museo Contadino (10)

C’è una miriade di oggetti che provengono dal nostro passato, ecco alcuni macinini in fila.

Museo Contadino (13)

E ci sono attrezzi di ogni genere, raccontano l’arte di costruire il proprio mondo con le proprie mani.

Museo Contadino (14)

E certo non mancano gli strumenti del dottore.

Museo Contadino (15)

E poi c’è anche il tempo dello svago, dopo le fatiche nei campi ci si concede una partita a bocce.

Museo Contadino (16)

L’allestimento è vario e ricchissimo, posso solo darvi un’idea di ciò che potrete ammirare in questo museo.

Museo Contadino (17)

Vedrete una grande bilancia.

Museo Contadino (18)

E questa proviene da Genova, da una bottega di Sottoripa.

Museo Contadino (19)

E troverete una specie di martello, posato dritto per terra.
Riuscite a immaginare a cosa serviva? Si tratta del massabecco e veniva usato per fissare i ciottoli sulle strade.

Museo Contadino (21)

Una sala intera è dedicata agli animali.

Museo Contadino (21a)

Dondolano i pesanti campanacci.

Museo Contadino (22)

E di legno intrecciato è questa specie di museruola che veniva usata per i vitellini da latte per evitare mangiassero l’erba.

Museo Contadino (22a)

Sfavilla il fuoco nella cucina dove la famiglia si riunisce.

Museo Contadino (23)

E in questo locale caldo e accogliente sono numerosissimi gli attrezzi per preparare le gustose prelibatezze che riempiono i paioli e le pentole.

Museo Contadino (25)

E poi la signora Alma mi ha mostrato questa capiente conca gialla che qui vedete in due esemplari: mi ha detto che veniva chiamata zampe di gatto e la si usava per mangiare tutti insieme servendosi con le mani.

Museo Contadino (26)

Si scrive, si fa di conto, si mandano lettere a coloro che sono andati in cerca di miglior fortuna in terre lontane.

Museo Contadino (27)

E in questo museo che racconta una piccola parte di mondo vedrete diversi ritratti di famiglia e numerose fotografie antiche, sono il dono di persone animate dal desiderio di preservare i giorni passati.
Dlin, dlon, trilla la vecchia cassa.

Museo Contadino (28)

Tutti lavorano, uomini e donne, ognuno ha la propria fatica.
E ciascuno ha la propria perizia, non manca una bella collezione di macchine da cucire d’epoca che farebbero la gioia delle amiche creative.

Museo Contadino (29)

E certo, in altri anni si filava anche la lana.

Museo Contadino (30)

Si conclude questo bel viaggio nel passato con la visita ad una stanza dove vedrete cuffiette, gonne, mutandoni e vestitini, abiti di un tempo perduto.
Fate piano, nella culla c’è un bimbo che dorme.

Museo Contadino (31)

E riposti in bella mostra vedrete i bustini delle nostre nonne.

Museo Contadino (32)

E i ventagli, gli scialli, le camicie con le bordature di sangallo.

Museo Contadino (33)

E un vezzoso ombrellino da passeggio, utilissimo per ripararsi dal sole cocente.

Museo Contadino (34)

Un museo da scoprire, un fiore all’occhiello per questa valle.
Un mondo che si svela, nella semplicità della vita di ogni giorno.

Museo Contadino (35)

Read Full Post »

Torna in questi giorni di agosto un gradito appuntamento per i villeggianti di Fontanigorda: la mostra di biciclette d’epoca che quest’anno è alla seconda edizione e si presenta con diverse novità.

Biciclette (2)

Ne scrissi già l’estate scorsa e davvero con stupita ammirazione in quanto il promotore e ideatore di questa pregevole iniziativa è un ragazzo di 17 anni.
Lui si chiama Daniele Gabban e ha una passione vera per le biciclette dalla lunga vita e dal passato lontano, Daniele le colleziona e le raccoglie con certosina pazienza.
Le restaura, le mette in ordine, le espone qui a Fontanigorda, luogo caro a lui e a tutta la sua famiglia.

Biciclette (3)

Le passioni, quelle vere e genuine, sanno dare un senso ad ogni gesto della nostre giornate.
Come un entusiasmo che cresce ogni giorno, come un primo amore che resta sempre vivo e intenso senza affievolirsi mai.

Biciclette (3a)

Bici d’epoca, dagli anni ’30 in poi.
E quest’anno si accompagnano ai suggestivi quadri di un artista genovese, Valter Lavagetto, lui le due ruote le dipinge con estro e grande personalità.

Biciclette (4)

Di passioni e biciclette, ognuno le ama a suo modo, il dipinto che sovrasta questa bici ne ritrae un dettaglio.

Biciclette (5)

Un faro, uno sportelletto aperto: Daniele mi ha spiegato che per far chiaro in questo caso si ricorreva a un lume a petrolio.

Biciclette (6)

E poi mi ha detto che su questo altro mezzo si trova una sorta di sigillo: corrispondeva ad una tassa di circolazione che si pagava ai tempi.

Biciclette

Non manca la bicicletta di ordinanza dell’Esercito Svizzero che risale al 1929.

Biciclette (7)

E ha tutti i dovuti equipaggiamenti, compresa la gavetta!

Biciclette (8)

Una passione vera, una collezione che si arricchisce di anno in anno.
Con il suo entusiasmo Daniele è riuscito a coinvolgere anche altri collezionisti che hanno portato in esposizione i loro mezzi, la mostra infatti occupa due sale e al piano inferiore ci sono le bici da corsa.
Tra i collezionisti che espongono i loro mezzi c’è Luca Barbieri, anch’egli è un ragazzo giovane come Daniele, poi ci sono Bruno Del Bene, Marco Casazza e Luigi Ferretti.

Biciclette (9)

E tra queste bici alcune sono veramente notevoli.

Biciclette (10)

Certi dettagli evocano grandi fatiche, salite e discese, curve su tornanti arditi e sudate conquiste.

Biciclette (11)

Mete da raggiungere con il sole che imperla la fronte, pedalando tra gli alberi in un giorno d’estate.

Biciclette (12)

Daniele guida i visitatori attraverso questa bella mostra, se volete sapere qualche notizia lui scende nei particolari con un’accuratezza che vi stupirà.
Eh, d’altra parte quando fai quello che ami ci metti impegno, no? Sì, è così per tutti, sempre!
Ad esempio mi ha spiegato che su questa bici si trova il primo tipo di freno meccanico.

Biciclette (13)

E luccicano certe parole che ricordano grandi sfide sportive.

Biciclette (14)

Daniele ha un sorriso grande così quando ti parla delle sue biciclette, è un narratore esperto e instancabile.
Osservate con attenzione la bici che sorregge, fa parte di un gruppo particolare.

Biciclette (15)

Sul posteriore c’è un piccolo contenitore, a cosa servirà?
Signore e signori, queste sono bici a benzina e quello è un piccolo serbatoio.

Biciclette (16)

E poi il nome di un grande ciclista, Giovanni Gerbi, non sono molto ferrata sull’argomento ma ho scoperto da Daniele che lo chiamavano il Diavolo Rosso.
E poi pedali, pedali che sembrano opere d’arte.

Biciclette (17)

Gli orari e le date della mostra sono i seguenti, se passate in Val Trebbia venite a Fontanigorda a vedere le biciclette di Daniele.

Biciclette (18)

Potrete così ammirare la sua bella collezione.

Biciclette (19)

E potrete apprezzare i pregevoli quadri di Valter Lavagetto.

Biciclette (20)

Una passione senza tempo, una passione che sa affascinare un ragazzo giovane.

Biciclette (20a)

Una passione che diviene un viaggio bellissimo, fatto di ricerca, di scoperta e di entusiasmo.
Un viaggio bellissimo che è appena iniziato.

Biciclette (21)

Read Full Post »

Quanto azzurro illumina il cielo dell’estate: intenso, pulito e terso, essenza della bellezza di questi luoghi.
Azzurro di cielo e rosa di un accappatoio steso, color panna è l’ombrellone per ripararsi dal sole.

Fontanigorda (2)

Diverse sfumature di lilla, il profumo delle ortensie e note di verde acqua sospese nell’aria.

Fontanigorda (3)

Estate.
Estate è nei toni blu del jeans e negli abiti da bimba che asciugano al sole contro il verde del bosco.

Fontanigorda (4)

E poi turchese, proprio come il cielo e giallo come i girasoli.

Fontanigorda (4a)

E come i fiori che sbocciano nei vasi mescolati a vivaci tonalità d’arancio.

Fontanigorda (5)

E ancora arancio e ancora turchese della Val Trebbia.

Fontanigorda (6)

E poi note più chiare, tenui, quasi polverose.

Fontanigorda (7)

Tuttavia, come sempre nella vita, è tutta una questione di punti di vista.
Guarda.
Sono ancora gli stessi panni stesi.
Lenzuola danzanti, nuvole vaghe e aria fresca d’agosto.

Fontanigorda (8)

E poi rosso, rosso, tante volte rosso.

Fontanigorda (9)

E ancora celeste e una molletta solitaria sospesa nel vuoto.

Fontanigorda (10)

E poi sole caldo, prati, cuscini e montagne.

Fontanigorda (11)

E accenti pallidi, note confetto e sfumature di ortensie.

Fontanigorda (12)

E azzurro di cielo e di lenzuola, azzurro e fili da stendere che si incrociano nel chiarore dell’estate.

Fontanigorda (13)

Read Full Post »

In un altro periodo della nostra vita, nei giorni della nostra infanzia, tutti abbiamo giocato con le bolle di sapone.
Voi ve lo ricordate quel semplice e dolcissimo passatempo?
Un cilindretto che conteneva un liquido incantato, un piccolo cerchio dentro al quale soffiare e la magia evanescente delle bolle che fluttuano leggere nell’aria.
Piacevano a noi, piacciono ancora ai bambini di oggi.

Bolle di sapone

Certo, i piccoli di adesso hanno a disposizione diversi tipi di confezioni, ce ne sono alcune che sparano tante piccole bolle delle medesime dimensioni ed altre che ne creano alcune davvero gigantesche.
Lo stupore e la bellezza sono come i nostri, i bambini sono uguali in ogni tempo, sanno provare potenti entusiasmi che agli adulti sono spesso sconosciuti.
Io da piccola non mi annoiavo mai e devo dire che sono rimasta così, credo che sia un pregio del quale naturalmente non si ha nessun merito, è un lato del carattere che si ha la fortuna di avere, tutto qui.
E di tanto in tanto sarebbe bello divertirsi ancora con le bolle di sapone, non vedo perché no!

Bolle di sapone (2)

Tra l’altro ricordo che a volte capitava un incidente piuttosto seccante, sarà successo anche a voi, ne sono più che sicura.
Con una manina tenevi il tappo con il cerchietto per fare le bolle, con l’altra il contenitore.
E sarà stata la concitazione, la fretta, la voglia di giocare, la distrazione, chissà!
Un gesto frettoloso e sbadato, il contenitore che si inclina, l’acqua saponata che inesorabile cade per terra.
Oh no, una vera disdetta, un autentico dramma!

Bolle di sapone (3)

E quando finiva il preziosissimo liquido provavamo a ricrearne uno ugualmente efficace con acqua e detersivo.
Lo avete fatto anche voi, vero?
Ecco, io non sono mai riuscita ad ottenere un risultato apprezzabile, accidenti!
E no, le nostre bolle non erano grandi come queste, noi per farne una di ragguardevoli dimensioni dovevamo usare una certa cautela.

Bolle di sapone (4)

Funzionava più o meno così.
Un soffio, un soffio dentro al cerchietto.
E a volte uscivano tante piccole fragili bollicine, a volte ti accorgevi che invece c’era la speranza di fare una bolla grande, che bello!
Un soffio.
Piano, altrimenti si rompe.
Puf! Te l’avevo detto di fare con calma!
Dai riproviamo!
Eccola, eccola!
Guarda, ce l’ho fatta, è bellissima!

Bolle di sapone (5)

E poi, è anche divertente scoppiarle: tutti i bambini lo fanno, specialmente i più piccini, posano il ditino leggero sulla bolla di sapone e tac!

Bolle di sapone (6)

Il tempo scorre ma restano i teneri ricordi di altre estati di tanti anni fa.
Sono volate via, leggere come bolle di sapone.

Bolle di sapone (7)

Read Full Post »

Questa valle dove trascorro le mie vacanze è da sempre meta prediletta dei genovesi, con la bella stagione si aprono le seconde case e i paesi e le numerose frazioni si popolano.
Era l’estate del 1905, era il tempo della villeggiatura e delle passeggiate sui prati.
A Torriglia, all’inizio del secolo del scorso.

Torriglia

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

E allora andiamo a quell’anno, nel lussureggiante giardino di una casa di campagna ci sono delle gentili signore e signorine, sono tutte in posa per la foto di rito.
E tra loro c’è anche un gentiluomo, è agosto e lui indossa camicia a maniche lunghe e giacca, ha anche un cappello in mano.
Davanti a lui, seduta sull’erba, una villeggiante che sfoggia una pettinatura sofisticata, per non parlare della fantasia del suo abito, mi piacerebbe saperne indovinare i colori!
E a guardar bene mi sembra proprio di scorgere delle note di celeste e di rosa.

Torriglia (2)

Amiche, sorelle, parenti.
La giovane ragazza sulla sinistra indossa un vestito confezionato con la medesima stoffa.
Sorrisi appena accennati, occhi che si spalancano sul mondo, in questo istante del 1905.

Torriglia (3)

E poi.
E poi non tutte si divertono.
Certo, se tu sei l’unica bambina e le altre sono tutte adulte.
Imbronciata, annoiata, potrebbe sbuffare da un momento all’altro.

Torriglia (4)

E poi.
E poi ognuno ha il proprio posto nel mondo ma bisogna vedere cosa il mondo riesce a capire di te.
Sarà sufficiente un’immagine, un fragile frammento di vita?
No, certamente no.
Eppure.
Tre donne.
La prima a sinistra ha una certa età, è una donna calma e posata.
La giovane al centro invece è un vulcano di entusiasmi, è una ragazza gioiosa e solare, lo si intuisce dal suo sorriso aperto.
L’amica in piedi accanto a lei è ben diversa: timida e ritrosa, arrossisce per un nonnulla.Torriglia (5)

Al centro della scena, sedute per terra, una fanciulla e una donna più adulta.
E pizzi, nastri, occhi sgranati.
E sogni.
Cosa sogni, ragazza del 1905?
Quali sono i tuoi pensieri, in questo scorcio d’estate di un altro secolo?

Torriglia (6)

Ognuno ha il proprio posto nel mondo ma non è detto che il mondo riesca a capire chi sei.
Eppure.
Come sempre accade, tra tante persone una in particolare ha risvegliato la mia fantasia, è impossibile per lei passare inosservata.
Ha il viso lungo, i lineamenti affilati, sta seduta in una posa composta, oserei dire quasi rigida, con una mano regge l’immancabile parasole.
Lei osserva.
E ci giurerei, è una che sa il fatto suo, è una donna di polso, con lei non si discute.
Sapete?
A volte è il nostro carattere a renderci riconoscibili.
E brilli della tua luce, la luce che ti rende inconfondibile.

Torriglia (7)

Era il tempo del sole e dei fiori.
Era un giorno da ricordare.
Era l’estate del 1905, a Torriglia.

Torriglia (8)

Read Full Post »

Older Posts »