Il mio libro di fiabe

Come tutti i bambini anch’io amavo le fiabe.
Come tutti i bambini della mia generazione la mia passione erano le fiabe sonore, un libretto illustrato, un 45 giri e A mille ce n’è.
E tuttavia tra i tanti volumi che ancora conservo uno solo può essere definito il mio libro di fiabe, l’ho ricevuto in regalo dai miei genitori nel 1974, allora avevo otto  anni.
Il mio libro di fiabe ha la copertina rigida e la custodia, è voluminoso e ingombrante, per leggerlo l’ideale era mettersi comoda alla scrivania oppure seduta per terra sul tappeto.
Sul mio libro di fiabe campeggia l’immagine dell’intrepido e avventuroso Pollicino, un bambino che tutti noi abbiamo conosciuto.

Fiabe

E oltre a lui ci sono castelli e principesse, streghe e incantesimi, fanciulle addormentate e fate madrine.
Sfogliando il mio libro mi sono piacevolmente compiaciuta di aver trascorso l’infanzia in compagnia di buone letture, tra queste pagine ho trovato Basile, Daudet e Carlo Gozzi, ci sono le atmosfere incantate di Le Mille e una notte e non mancano Dostoevskij e Hawthorne.
E non solo, riaprire questo volume è stato un piacevole tuffo nel passato: ho scoperto che io a otto anni leggevo già il mio amato Oscar Wilde, ci sono  Il Principe Felice e Il Gigante Egoista, di  quest’ultima fiaba ho già avuto modo di scrivere, trovate il mio articolo qui.

Fiabe (3)

Sono assenti le fiabe dei Fratelli Grimm e quelle di Andersen, quest’ultimo è ancora adesso il mio autore preferito, il mondo piccolo di Andersen è un’incantevole magia, sua è la mia fiaba più amata, I fiori della piccola Ida.
In compenso ci sono diverse fiabe di Perrault, oltre a Pollicino, Cappuccetto Rosso, Barbablù e molte altre, una sconsolata Cenerentola dagli abiti dimessi e rattoppati osserva pensierosa il pentolone posto sul fuoco.

Fiabe (2)

E poi da queste pagine sono uscite vicende che avevo dimenticato di aver letto, come ad esempio L’uccellino azzurro della Contessa di Aulnoy.
I personaggi seguono il canone tipico delle fiabe, c’è una bella principessa di nome Fiorina e naturalmente ha una brutta sorellastra, Trotina.
E Fiorina ha a che fare con una crudele matrigna, è ovvio.
Cè anche un giovane Re, Grazioso.
E un malefico incantesimo, una carrozza, un nanetto, un palazzo e un bosco.
E dopo varie vicissitudini tutti vissero felici e contenti.
Immergersi in una fiaba è un viaggio che aiuta a crescere, le fiabe hanno un linguaggio fortemente simbolico e schemi precisi, il significato di colori e numeri non è mai casuale, ne scrissi in questo post  diverso tempo fa, se vi fa piacere leggerlo scoprirete i risvolti nascosti nelle trame delle fiabe.
E così io sfoglio il mio vecchio libro con le illustrazioni colorate, stasera mi dedicherò alla lettura de I grulli di Tomillar di Anton De Trueba.
E chi se la ricorda!
Grulli, un termine che evoca proprio atmosfere fiabesche, non vi pare?
E voi, avete ancora il vostro libro di quando eravate piccoli?
E qual era la vostra fiaba preferita?
Io non ho mai smesso di leggere le fiabe, fatine e principesse hanno accompagnato i miei giorni e resteranno ancora per lungo tempo qui, accanto a me.

Fiabe (4)

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