La gloria di Sant’Agnese

La troverete nella cappella in fondo alla navata sinistra, nella bella chiesa genovese di Nostra Signora del Carmine e Sant’Agnese.
La scultura risale al 1790 ed è scaturita dal talento creativo di Niccolò Traverso, sotto una luce chiara così vedrete la giovane Agnese, Santa e Martire fanciulla.
Le cronache del passato narrano lungamente di lei: Agnese, indomita e coraggiosa, dedica la sua castità al Signore e la difende a costo della vita, condotta sul rogo senza nulla addosso si copre dagli sguardi con i suoi lunghi capelli.
E nella sua gloria così è ritratta, con le chiome sparse e le braccia aperte verso Dio.

In un’opera che è un prodigio di movimenti e curve, con questa straordinaria armonia di gesti angelici, abiti drappeggiati ed ali frementi.
Nel gruppo scultoreo è raffigurato anche l’agnello, uno dei simboli del Cristianesimo.

Mentre Agnese cerca la luce divina e così la incontra.

Mentre un piccolo putto regge per la santa foglie di palma.

È un incanto di luci, ombre, espressioni e gestualità, tutto tende ad esaltare la purezza e la grandezza di una giovane fanciulla e Santa devota.

Questo è uno dei molti capolavori che troverete nella Chiesa del Carmine.

Nella cappella che ospita l’opera di di Niccolò Traverso ci sono anche pregiati dipinti di celebri artisti che raffigurano le vicende della vita terrena di Sant’Agnese.

E al centro vi è la candida statua di lei, colta nella sua estasi e nella sua gioia dell’incontro con Dio, nella bellezza della sua santità.

La Madonna del Carmine e una luce radiosa

Vi porto con me nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e Sant’Agnese, qui ritorno sempre con affetto.
Questa è infatti la Chiesa nella quale diversi anni fa effettuai appassionanti ricerche tra atti e registri parrocchiali perché in quella zona aveva vissuto sul finire dell’Ottocento la mia antenata Maria, all’epoca fu Monsignor Corsi ad aiutarmi con pazienza con le difficoltà della genealogia, ora lui non c’è più ma io voglio comunque ricordarlo e ringraziarlo, senza i suoi consigli sarebbe stato tutto più complicato.
E poi ogni volta che torno in questa bella chiesa genovese mi viene in mente la mia antenata Maria: lei da giovane madre fece battezzare qui alcuni dei suoi bambini e io l’ho immaginata mentre attraversa la navata con uno dei suoi piccini tra le braccia.
E sempre mi chiedo se anche il suo sguardo si sia fermato sulla statua del Carmine, ora circondata da questa luce radiosa.

La scultura lignea è riconducibile alla Scuola del Maragliano, la Madonna con la sua grazia perfetta volge a Dio quei suoi occhi colmi di speranza.

E quella stessa luce si posa sul visetto paffuto di un piccolo putto.

E sfiora il manto di Lei brillante di oro, la corona lucente posta sul suo capo, la luce danza e bacia quel tenero bimbetto allegro e innocente che la sua mamma amorevole tiene a sé con affetto.

È una figura materna e radiosa, suscita un senso di pace e di armonia, se passerete nella Chiesa del Carmine avrete anche voi occasione di ammirarla.

E così io l’ho veduta, in questa particolare prospettiva che lascia scorgere al termine della navata, sullo sfondo, una diversa e più recente rappresentazione di Maria presente in questa chiesa.
In questa fulgida e chiara luce, nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e Sant’Agnese.