La grazia della Madonna del Carmine

Di nuovo vi porto nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e di Sant’Agnese, una chiesa dove amo sempre ritornare, nel quartiere del Carmine che si distingue per i suoi vicoletti caratteristici dai nomi suggestivi.

In questa bella chiesa sono racchiuse molte pregevoli opere e la statua che vado a mostrarvi è in realtà di fattura piuttosto recente, è infatti opera di Antonio Canepa e risale al 1928.

La statua lignea colpisce l’attenzione per i suoi colori leggeri e i toni pastello, per l’insieme armonico e per la grazia che traspare dalla tenera figura della Madonna.

Ai piedi di lei piccoli angeli vivaci.

Maria appare come dolce e ingenua adolescente, ha il viso fresco, sguardo amoroso e rassicurante.
E sorridendo dolcemente stringe a sé il suo piccolo Gesù.

In questa chiesa c’è poi un altro gruppo scultoreo più antico e riconducibile alla Scuola del Maragliano, ebbi occasione in passato di scriverne in questo post.
Allora vi mostrai le due statue in un’insolita prospettiva, la luce accarezzava con il suo calore entrambe le immagini in questa maniera così suggestiva.

Ritorno spesso nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e di Sant’Agnese e così ritrovo ancora questa luce che lieve rischiara la grazia della Madonna del Carmine di Antonio Canepa.

La visita ai Sepolcri nelle Chiese di Genova

La visita ai Sepolcri è uno dei riti di questo tempo che precede la Pasqua: il Giovedì Santo è infatti usanza allestire nelle chiese gli altari della Reposizione dove viene posta l’Eucarestia.
Gli altari, abbelliti con fiori e foglie, restano così fino al Venerdì Santo, la consuetudine vuole che se ne visitino in numero dispari e ho già avuto modo di mostrarveli in passato ma quest’anno desidero farlo di nuovo.
E allora vi porterò con me a visitare sette chiese di Genova, con la speranza che queste immagini siano gradite a tutti voi e in particolare ai genovesi lontani dalla Superba.
Il mio giro è iniziato dalla Chiesa di San Camillo, sulla balaustra delle ortensie rosa e a terra un grande mazzo di ulivo.

Ricco e suggestiva, come sempre accade, è la composizione esposta nella Chiesa del Gesù dove spiccano una grande ancora e le parole: in te Domine confidemus.

È invece all’insegna della sobrietà l’allestimento che ho trovato nella Chiesa di San Matteo.

Luccica di ori la ricca Cattedrale di San Lorenzo ed è la semplicità dei fiori ad abbellirla.

Candidi petali bianchi sono invece là, nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e di Sant’Agnese.

Candele accese e un’armonia di colori ravvivano la magnifica Chiesa di San Bartolomeo degli Armeni.

E infine ecco ancora i toni della primavera, nella Chiesa di San Donato che è a me tanto cara: così si è svolta la mia visita ai Sepolcri nel Giovedì Santo di questo tempo così particolare.

La gloria di Sant’Agnese

La troverete nella cappella in fondo alla navata sinistra, nella bella chiesa genovese di Nostra Signora del Carmine e Sant’Agnese.
La scultura risale al 1790 ed è scaturita dal talento creativo di Niccolò Traverso, sotto una luce chiara così vedrete la giovane Agnese, Santa e Martire fanciulla.
Le cronache del passato narrano lungamente di lei: Agnese, indomita e coraggiosa, dedica la sua castità al Signore e la difende a costo della vita, condotta sul rogo senza nulla addosso si copre dagli sguardi con i suoi lunghi capelli.
E nella sua gloria così è ritratta, con le chiome sparse e le braccia aperte verso Dio.

In un’opera che è un prodigio di movimenti e curve, con questa straordinaria armonia di gesti angelici, abiti drappeggiati ed ali frementi.
Nel gruppo scultoreo è raffigurato anche l’agnello, uno dei simboli del Cristianesimo.

Mentre Agnese cerca la luce divina e così la incontra.

Mentre un piccolo putto regge per la santa foglie di palma.

È un incanto di luci, ombre, espressioni e gestualità, tutto tende ad esaltare la purezza e la grandezza di una giovane fanciulla e Santa devota.

Questo è uno dei molti capolavori che troverete nella Chiesa del Carmine.

Nella cappella che ospita l’opera di di Niccolò Traverso ci sono anche pregiati dipinti di celebri artisti che raffigurano le vicende della vita terrena di Sant’Agnese.

E al centro vi è la candida statua di lei, colta nella sua estasi e nella sua gioia dell’incontro con Dio, nella bellezza della sua santità.

La Madonna del Carmine e una luce radiosa

Vi porto con me nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e Sant’Agnese, qui ritorno sempre con affetto.
Questa è infatti la Chiesa nella quale diversi anni fa effettuai appassionanti ricerche tra atti e registri parrocchiali perché in quella zona aveva vissuto sul finire dell’Ottocento la mia antenata Maria, all’epoca fu Monsignor Corsi ad aiutarmi con pazienza con le difficoltà della genealogia, ora lui non c’è più ma io voglio comunque ricordarlo e ringraziarlo, senza i suoi consigli sarebbe stato tutto più complicato.
E poi ogni volta che torno in questa bella chiesa genovese mi viene in mente la mia antenata Maria: lei da giovane madre fece battezzare qui alcuni dei suoi bambini e io l’ho immaginata mentre attraversa la navata con uno dei suoi piccini tra le braccia.
E sempre mi chiedo se anche il suo sguardo si sia fermato sulla statua del Carmine, ora circondata da questa luce radiosa.

La scultura lignea è riconducibile alla Scuola del Maragliano, la Madonna con la sua grazia perfetta volge a Dio quei suoi occhi colmi di speranza.

E quella stessa luce si posa sul visetto paffuto di un piccolo putto.

E sfiora il manto di Lei brillante di oro, la corona lucente posta sul suo capo, la luce danza e bacia quel tenero bimbetto allegro e innocente che la sua mamma amorevole tiene a sé con affetto.

È una figura materna e radiosa, suscita un senso di pace e di armonia, se passerete nella Chiesa del Carmine avrete anche voi occasione di ammirarla.

E così io l’ho veduta, in questa particolare prospettiva che lascia scorgere al termine della navata, sullo sfondo, una diversa e più recente rappresentazione di Maria presente in questa chiesa.
In questa fulgida e chiara luce, nella Chiesa di Nostra Signora del Carmine e Sant’Agnese.