Una cornamusa nei caruggi

Sarà capitato anche a voi di sentire una cornamusa nei caruggi, no?
E non solo lì, a dire il vero, girando per il centro succede spesso di imbattersi in un talentuoso musicista che si esibisce con il suo strumento davanti agli occhi curiosi e meravigliati dei passanti.
E statene certi: sono davvero numerosi coloro che si fermano ad ascoltarlo.
Era un giorno di maggio e in Piazza Goffredo Villa echeggiava una certa melodia: a suonarla, abbigliato di tutto punto con kilt scozzese e come si conviene, ecco l’estroso musicista che ormai in molti conoscono.

In quell’occasione non ebbi modo di porgli qualche domanda, decisi così di attendere un nuovo casuale incontro per soddisfare la mia legittima curiosità.
Chi sarà mai questo sussiegoso scozzese che suona la cornamusa per le strade della Superba?
Ebbene, pochi giorni fa ho avuto la fortuna di rivederlo davanti alla Chiesa di San Pietro in Banchi e quindi eccomi qua a scrivere finalmente di lui.
Dunque, tanto per cominciare non è nato nella patria del tartan e whisky: il suo nome è Elio Ghelli e per la cornamusa nutre un’autentica passione.

Non è un musicista di professione e ha lavorato a lungo come tecnico di radiologia al San Martino.
Ha iniziato a suonare da ragazzo e il suo primo strumento fu il violino, mi ha detto che però non si sentiva particolarmente portato per suonarlo.
La cornamusa invece fu amore a prima vista e se avrete occasione di incontrare il Signor Elio anche a voi racconterà di aver imparato a suonare il suo adorato strumento da un maestro di Dundee e vi dirà anche che tutti i miglioramenti ottenuti li deve al suo attuale maestro di Genova.
Il suonatore di cornamusa dei caruggi è una persona davvero gioviale e socievole, suona per la gioia di genovesi e foresti e lo fa solo per amore della sua musica.

E certo, ha anche un gran numero di divise originali scozzesi, nulla è lasciato al caso!
E mi ha raccontato che a una certa ora se ne va al Porto Antico a suonare per le navi e i traghetti in partenza, pensate che bel ricordo regala a coloro che lasciano la Superba.

Ci siamo salutati qui, davanti alle scale di San Pietro in Banchi ed io sono molto contenta di aver fatto la sua conoscenza e da questa mia paginetta lo ringrazio per le note che diffonde per le strade di Genova.
Sapete, alla fin fine, a volte questa è una città davvero fantastica.
Grazie Elio, a presto!

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A Banchi, pensando a Govi

Tutti noi genovesi, quando ci troviamo in Piazza Banchi, pensiamo a un nostro illustre ed apprezzato concittadino:  proprio lui, il carissimo Gilberto Govi.

Gilberto Govi

Eh, Govi!
Quante volte avete visto i Maneggi per maritare una figlia?
Ecco, in questa sua indimenticabile commedia il nostro recita queste parole davvero rinomate tra noi genovesi:

Ero lì a Banchi, c’era piuttosto caldo, c’era niente da fare, c’era un bel sole.
M’hanno detto che ci sono dei raggi del sole che fanno tanto bene… raggi ultraviolanti… ultraviolenti… e ho detto, va bene, intanto non c’è niente da fare, mi prendo due o tre raggi.
Mi son levato il cappello e ho detto, beh, mi prendo due o tre raggi, ero lì che mi prendevo i miei raggi…

Piazza Banchi

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri 

E quindi quando noi passiamo da quelle parti pensiamo a lui, per lo meno a me capita sempre!
Ho da raccontarvi certe antiche vicende su questa piazza, sono tratte da un vecchio e raro volume comprato diverso tempo fa, rimando questo racconto ad un’altra occasione, oggi vorrei solo mostrarvi alcune immagini.
È bella e suggestiva questa piazza a metà tra i vicoli e il mare, zona di contrattazioni e di affari, qui c’è la splendida Loggia della Mercanzia con le sue ampie vetrate.

Piazza Banchi (4)

E insomma, come dire? Ero lì che mi prendevo i miei raggi.
Ah, che meraviglia la chiesa di San Pietro che domina la piazza in quella posizione sopraelevata!

Piazza Banchi (2)

E c’era il sole e il mio sguardo ha trovato un gioco di ombre in Vico De Negri.

Piazza Banchi (3)

Questo semplice caruggio, per quanto nascosto e poco famoso, ha una certa rilevanza a mio parere. Sapete cosa c’era laggiù? Un’osteria dove capitò un avventore particolare, qui trovate il racconto di quella vicenda.
Ogni ora del giorno regala magie diverse, a Banchi.

Piazza Banchi (1)

E quindi, l’altra mattina ero lì che mi prendevo i miei raggi.
E poi, poi ho guardato i vetri della loggia.
E sai, erano come tanti tasselli e riflettevano il cielo, i profili delle case, le persiane.

Piazza Banchi (5)

E la vita, la città.

Piazza Banchi (6)

Genova allo specchio, tra finestre aperte ed edifici altissimi, in un continuo viavai di gente.
C’è sempre una ragione per andare a Banchi, ad esempio questa.

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E sai?
Verso sera tutto riluce e sfavilla nell’ampia piazza dei caruggi resa celebre dal grande Gilberto.
Noi ci passiamo e quando torniamo a casa diciamo: ero lì che mi prendevo i miei raggi.
Raggi di luna, a volte.

Piazza Banchi (8)