Sfumature e panni stesi al Carmine

E poi semplicemente sfumature e panni stesi al Carmine, scendendo da Salita di Carbonara, come sempre faccio durante le mie passeggiate.
E c’è un tricolore e poi corde tese davanti alle persiane, tetti, ardesie e sole.

E luce, magliette dalle tinte vivaci e asciugamani messi ad asciugare.

E poi non si sa come accada eppure spesso i panni stesi sono in armonia con i colori delle facciate e così , ancora scendendo. ho trovato toni di pesca e di albicocca.

E vento che sollevava i lenzuoli contro il cielo turchese.

E rosso e appena una brezza leggera.

E ancora rosa, un solo asciugamano dal colore delicato così steso sotto l’archetto.

L’edicola sulla Piazza del Carmine, le persiane spalancate, il profumo del pane e della focaccia, la semplicità della bellezza della vita.

E i vasi e le piante nell’accogliente Piazza della Giuggiola, i capi leggeri di questo scorcio d’estate al sole ad asciugare.
Sono le belle sfumature e i panni stesi al Carmine, un luogo che è sempre nel mio cuore.

E ti ritrovo così

E ti ritrovo così, con la tua aria calda di settembre, il cielo che sfuma dal celeste al rosa.
E mentre le finestre delle case si illuminano una dopo l’altra, io ancora ti ritrovo con il tuo porto luccicante di luci, le navi, i traghetti delle vacanze: si parte e poi si ritorna, ancora su questa riva.
E ti ritrovo così e ti guardo dal mio terrazzo e aspetto la sera che scende e so che ancora è tempo di maniche corte e di abiti leggeri, in questo scorcio d’estate genovese.
E ti ritrovo così: brilla la Lanterna, tranquillo è il mare e magnifica sei tu, mia amata Genova.

Il cielo sopra Salita della Rondinella

Accadde in un giorno di sole, un giorno che mi ha regalato una felice e fortunata circostanza.
Scendevo a piedi da Castelletto e dopo aver percorso una delle mie creuze andavo verso Piazza della Meridiana e ad un tratto ho veduto aperto il cancello che protegge Salita della Rondinella.
Che emozione ritrovarsi con un ritaglio di cielo genovese ancora da scoprire!
E provare quella sensazione straordinaria al pensiero di poter cogliere ancora una parte dell’anima di questa città tanto bella e complicata.
Il cielo turchese così sovrasta Salita della Rondinella e le sue sinfonie di candido bucato.

Mentre il sole batte sulla mattonata e scende giù, in questa vertigine magnifica.

Tra le case, una bellezza di finestre e terrazzini e uno stupore di Genova così nascosto e meraviglioso.

Quel cielo è una magia di blu, di aria fresca di mare, di luce intensa delle Superba, così lo si ammira in certi luoghi antichi e impervi che conservano ancora una certa bellezza.

È il cielo di Genova, il cielo come l’ho veduto su Salita della Rondinella.

Diverse sfumature di bianco

E poi diverse sfumature di bianco e di estate in Val Trebbia e di rose che dondolano nell’aria tiepida contro il cielo limpido.

Mentre il vento sospinge il bucato in una danza gentile.

Bianco di gigli, simbolo assoluto di purezza.

Bianco di teneri petali sui quali si posa la farfalla leggera.

Diverse sfumature di questo candore di margherite assetate di luce che si aprono al sole.

E ancora bianco di luce abbacinante che inonda nobili fiori odorosi.

Bianco lucidato da brezza fresca, bianco di lenzuola e profumo di Sapone di Marsiglia.

Bianco di nuvole lievi che attraversano il cielo e bianco di rose, candide e meravigliose in un giorno d’estate a Fontanigorda.

Un volo di gabbiani

Non mi capita di frequente di trovarmi a camminare sulla Circonvallazione a Mare, a volte ci vado e guardo l’orizzonte, i contorni del porto, le navi e poi le case dei caruggi in lontananza e provo a immaginare quello che era e adesso non è più.
L’altro giorno era là, in cerca di corrispondenze tra il tempo presente e certe immagini del passato, è straordinario quanto tutto sia cambiato e quanto sia rimasto invece immutato, occorre sempre saper guardare e dilettarsi con i soliti giochi di immaginazione.
La modernità, con il suo frastuono, pare infine predominare: ed è acciaio, scafi, cemento, vetro, toni metallici, luccicante velocità.
Leggeri nell’azzurro, sospesi tra il tempo distante e il nostro caotico presente, nell’aria si librano i gabbiani.
Intrepidi, volano controvento, ad ali spiegate sfidano il destino.
Come nel tempo che non abbiamo veduto, sempre signori del mare e del cielo.

Alberi in primavera

E ancora ritorna la gloriosa bellezza degli alberi in primavera: sono alberi di questi dintorni, crescono e prosperano nei giardini di Castelletto e sono gli abitanti preziosi di questo quartiere.
Così ritorno sempre a salutarli e vederli carichi di petali delicati è una gioia vera.
Fiorisce generoso il candido ciliegio.

E si staglia nel blu con i suoi rami vivaci l’albero di Giuda.

E ancora il dolce pruno così si svela.

E si intreccia ai rami dell’odoroso glicine.

Crescono insieme e così vicini, creando uno spettacolo di straordinaria bellezza.

Ed è bianco e lilla così ricco e florido.

E poi ecco il rosa acceso del ciliegio giapponese.

E cielo azzurro e splendido di primavera.

Ancora sboccia lucente il glicine bianco.

E così lo si incontra lungo il cammino.

Verso l’infinito si protende così la tamerice.

E un’altra si affaccia invece da un muraglione, è una meraviglia di rosa e di dolcezza di questa stagione.

Gli alberi in primavera raccontano la vita, il rinnovamento e i nuovi inizi, donano la loro bellezza e rendono uniche le nostre prospettive.
E ancora salendo in Via Domenico Chiodo si nota il viola dei rami fioriti degli alberi di Giuda di Via Oberto Cancelliere.
Son alberi di città in primavera, così generosi e gentili annunciano una stagione nuova.

Scoprendo Salita Superiore della Rondinella

Vi porto ancora con me su per un’impervia salita genovese, vie come questa sono la voce e l’anima della città.
In realtà vi sono due differenti tratti di strada che condividono il medesimo toponimo e non sono percorribili entrambi.
Salendo su per Via Cairoli, un tempo denominata Via Nuovissima, alla vostra sinistra noterete Salita della Rondinella: prima della costruzione della citata Via Nuovissima la nostra Salita della Rondinella giungeva fino in Via Lomellini.

E così si inerpica verso il cielo di Genova, questo tratto della via è chiuso da entrambi i lati da cancellate.
Ed è una sfida di gradini e di pendenza che si perde lassù per poi sbucare in Vico dell’Acquedotto.

Il toponimo è così romanticamente primaverile e tuttavia pare non riferirsi alle rondini gioiose che sfrecciano nel cielo limpido ma piuttosto ad un antico percorso di ronda.
Lassù, a partire dalla Piazza dietro i Forni, imbocchiamo quindi la Salita Superiore della Rondinella che conduce fino in Corso Carbonara.
E in questo tempo il cielo è così e così sono le case che lo incorniciano.

Le salite genovesi in questa stagione sono illuminate dal sole e spazzate dal vento.

E ci sono finestre, piante e petali dietro le grate.

E si sale, ancora.

A volte un po’ ci si affatica e allora basta rallentare il passo e seguire un ritmo più dolce per arrivare comunque alla meta.

Turchese tra i tetti, colori caldi, panni stesi e aria di Genova.

Una camminata silenziosa, tra antiche case di semplice bellezza.

Così si svela Salita Superiore della Rondinella, nella brillante luce genovese che per me non ha eguali.

Quanti cieli

“La nostra è un’epoca essenzialmente tragica, così ci rifiutiamo di viverla tragicamente. C’è stato un cataclisma, siamo tra le rovine, incominciamo a costruire nuovi piccoli habitat, ad avere nuove piccole speranze. È un lavoro piuttosto duro; adesso non c’è una strada scorrevole che porti al futuro: bisogna scavalcare gli ostacoli o aggirarli.
Dobbiamo vivere, non importa quanti cieli ci siano crollati addosso.”

David Herbert Lawrence – L’amante di Lady Chatterley (1928)

Rifiorisce la mimosa

E rifiorisce, ancora, la mimosa.
Nella strade spazzate dal vento impetuoso e inondate da sole d’inverno, nei giardini sboccia accanto agli agrumi che maturano.

E così si sporge sulle creuze impervie della città in salita.

In Salita Porta Chiappe sovrasta il vostro cammino, dona la sua luce e la sua assoluta bellezza.

Rifiorisce, generosa e leggera la fragile mimosa, annuncio della primavera e del tempo che verrà.
Ondeggia oltre i muretti, accompagnata dall’aria fresca che la fa danzare nell’azzurro.

Dolce, tenera e fragile mimosa, leggiadra foriera di gioia.

Così si affaccia, verso l’orizzonte e verso il profilo della città che così abbraccia il suo mare.

Di giallo e di azzurro, con tutta la sua intensità.

Vive, respira, in quei giardini che costeggiano ripide scale.

E ancora saluta l’immensità dell’universo e il suo Creatore, di fronte alla facciata del Monastero delle Carmelitane Scalze.

Nella grandezza del cielo, con quella bellezza che soltanto la natura sa regalarci, ancora sboccia e rifiorisce la mimosa.

Rosa d’inverno

È rosa d’inverno e così ravviva l’ora del tramonto in Spianata Castelletto.
È rosa d’inverno in una sera di aria fresca e frizzante.
È rosa d’inverno, brillanti si accendono le luci che rischiarano il cammino.
E si resta là, ad ammirare il porto e le navi, a immaginare nuovi viaggi e nuovi approdi.
Mentre un ramo spoglio così si staglia tra le nuvole leggere: tornerà a vestirsi di germogli e di tenere foglioline, secondo il ritmo consueto della natura.
È il gioco del tempo, la vita che sempre ritorna e che ancora ci sorprende nella lievità di questo rosa d’inverno.