Un posto in più

Udite, udite, cari lettori!
Con mia grande gioia oggi vi propongo ancora una nuova puntata della ormai famigerata serie che appassiona diversi frequentatori di questo blog e cioè gli arredi di stagione che si trovano a una certa fermata dell’autobus.
Come molti di voi già sanno si tratta di una storia che si ripete ormai da molti anni, ho avuto modo di scriverne giusto di recente e qui trovate l’ultimo riassunto di tutte le puntate precedenti.
È fantastico, non è mai finita!
Ed è con una certa emozione che vi comunico la bella novità: giusto l’altro giorno una nuova sedia è andata a colmare un vuoto.
Niente, è ormai chiaro che deve esserci una regia in questa faccenda, non sembra anche a voi?
Stavo quasi pensando di organizzare un party con salatini, tramezzini e bibite, d’altronde questa fermata sembra piuttosto frequentata quindi tutto sommato forse non è una cattiva idea.
E tra l’altro, adesso, c’è un posto in più!

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Autunno alla fermata dell’autobus

E così arrivò l’autunno anche alla fermata dell’autobus.
E come ben sapete su questo blog c’è una piacevole consuetudine, di tanto in tanto vi aggiorno su ciò che accade ad una certa fermata qui in Circonvallazione a Monte.
Ripropongo nuovamente il riassunto delle puntate precedenti: tutto ebbe inizio nel lontano 2013.

Il 2015 regalò ai fortunati utenti una bella poltroncina.

Ma in quella stagione ci furono altre sorprese!

Venne poi il tempo dolce della primavera del 2016: nuovi inizi e nuove comodità.

Nel 2017 poi qualcuno ebbe il merito di ricordarsi anche dei più piccini, certo!

E il tempo passò, inesorabile.
E questo anno 2018 ha già riservato diverse novità: dapprima, nei freddi giorni di febbraio ecco due belle seggioline in stile.

E poi ancora, nei giorni d’estate trovai qualcosa ancora una volta adatto ai bambini.

E giungiamo infine all’autunno.
Ancora resiste una delle due seggioline e lì accanto ecco un’altra sedia, se volete accomodarvi c’è posto!
E nel frattempo aspettiamo l’autobus e anche la prossima puntata!

Ancora sorprese alla fermata dell’autobus

Torno ancora ad aggiornarvi su una questione che ormai si ripete con una certa regolarità, ad ogni stagione c’è una nuova sorpresa che mi attende.
Ed è ben evidente che nei dintorni deve esserci qualche concittadino che si diverte ad arredare una certa fermata dell’autobus, c’è da dire che in Circonvallazione a Monte non restiamo mai delusi.
Ecco il riassunto delle puntate precedenti: tutto iniziò nel lontano 2013.

Venne poi l’anno 2015 e portò una bella poltroncina.

Non passò molto tempo, l’albero si ricoprì di foglie e alla fermata dell’autobus ecco nuove comodità per i fortunati viaggiatori in attesa.

Giunse poi la primavera del 2016: due cuori e una fermata dell’autobus.

Tempo dopo, al principio dell’estate del 2017, ecco comparire in un angolino una sistemazione adatta a un bimbetto sgambettante.
Ed è come assistere a una storia, in un certo modo.

Ancora il tempo passò, trascorsero i mesi e giorni.
E a febbraio di quest’anno mi capitò di vedere alla fermata dell’autobus due seggiole in stile, devo dire che avevano anche una loro eleganza.

E qui vi lasciai, qualche mese fa conclusi il mio post con speranzoso ottimismo, certa che la faccenda non fosse finita lì.
E voilà, eccoci alle soglie di una nuova estate e alla fermata dell’autobus non mancano le sorprese per grandi e piccini.
Un caro saluto a tutti voi, aspettando la prossima puntata!

Una farfalla di città

Ho incontrato proprio ieri una farfalla di città, se ne stava a ciondolare ai giardini di Corso Firenze, a dire il vero non era neanche da sola, insieme a lei c’erano un paio di farfalle bianche ma loro svolazzavano inquiete e non si sono lasciate ammirare.
Lei invece si dondolava sui piccoli fiori.

Ed erano petali viola, chissà perché le farfalle prediligono i fiori di questo colore, mi è già capitato di notarlo a Fontanigorda: tutte se ne stanno lontane dalle bianche margherite ma si posano sui fiori di campo dai toni del lilla.

E così sono rimasta a seguire la fragile creatura mentre si spostava da un fiore all’altro, le farfalle sono meravigliose e instancabili.

Lei è la prima farfalla di questa stagione, arriverà presto l’estate e incontrerò altre bellezze come lei, avventurosa farfalla di città dalle ali variopinte.

Un pomeriggio con Frate Ezio

Di recente sono tornata a trovare un amico, lui è una vecchia conoscenza dei lettori di questo blog ed è una presenza molto gradita su queste pagine.
E così condivido con voi il racconto del mio pomeriggio, la settimana scorsa sono passata in Piazza Sant’Anna all’Antica Farmacia Sant’Anna dei Frati Carmelitani e qui appunto trovate il mio caro amico Frate Ezio.

Profumi di maggio e di primavera nel roseto dei frati e un’accoglienza sempre speciale.

Tra i fiori al sommo del loro fulgore, passeggiare tra queste meraviglie è sempre un dono.

Farmacia Sant'Anna (2)

Nel tempo chiaro di primavera.

Farmacia Sant'Anna (3)

E in questo roseto da qualche tempo tra i petali e i boccioli si staglia la figura candida di Maria.

Farmacia Sant'Anna (3a)

Sono capitata per caso e con perfetto tempismo sono arrivata nel giorno giusto, era mercoledì e in un angolo della Farmacia, accanto al bancone, ho trovato molte delizie in bella mostra su un tavolino.

Farmacia Sant'Anna (4)

Che sorpresa, io non sapevo nulla di questa iniziativa, quindi è ancor più piacevole raccontarla a voi!
Cari amici, segnatevi questo nuovo appuntamento, il mercoledì pomeriggio presso la Farmacia Sant’Anna c’è il così detto mercoledì degli assaggi e potrete gustare i prodotti della Farmacia e se saranno di vostro gusto potrete chiaramente fare acquisti.
Ad accogliervi sarà proprio Frate Ezio e con lui ci sarà Silvia Piacentini, architetto e grafico che si occupa anche di diverse iniziative della farmacia, eccoli insieme in questa fotografia.

Farmacia Sant'Anna (5)

Dunque, potrete assaggiare ottime marmellate, ci sono anche quelle prodotte dalle Suore Carmelitane di Sanremo e questo per me è un dolce ricordo d’infanzia.

Farmacia Sant'Anna (6)

E troverete gli sciroppi ai profumi di frutti e di erbe speciali.

Farmacia Sant'Anna (7)

Autentiche bontà e abbinamenti particolari, certi sapori vi sorprenderanno.

Farmacia Sant'Anna (8)

E tutto attorno a voi la bellezza e la magia del roseto dei frati.

Farmacia Sant'Anna (9)

Le degustazioni si tengono ogni mercoledì dalle 16.00 alle 19.00 e quindi questa è una bella occasione per scoprire una splendida bottega storica e le sue delizie.

Farmacia Sant'Anna (10)

E per ammirare le rose delicate che sbocciano grazie alle cure amorevoli dei frati.

Farmacia Sant'Anna (11)

Fiori che incorniciano la bella immagine della Madonna.

Farmacia Sant'Anna (12)

In un angolo incantevole di Genova, in un luogo generoso di molta bellezza.

Farmacia Sant'Anna (13)

Le rose degli altri

Le rose degli altri a volte le trovi lungo il cammino, spuntano e sbocciano in certi giardini, si sporgono oltre le ringhiere a cercare altra luce.
A volte intrise di pioggia e con certi colori armoniosi e sfumati.

Spicca contro le case ottocentesche la nobile rosa e penso che mi piacerebbe averne una così anche sul mio terrazzo.
Arancio, giallo, gocce di acqua lucente.

E le tinte del sole che brillerà glorioso.

Altrove, in un diverso giardino, una delicatezza di boccioli dai profumi deliziosi.

Rose dolcissime, di seta e dai toni preziosi.

Ritornerò a trovarle e ad ammirare la loro bellezza, sotto la luce chiara e brillante.

Sono le rose degli altri, vivaci e bellissime, rose di maggio nei giardini di Genova.

Aspettando la funicolare

Alla fermata della funicolare a volte si fanno incontri molto interessanti.
E a dir la verità i viaggiatori normalmente attendono rivolti verso i binari ma a quanto pare non siamo tutti uguali, ecco.
E anzi, secondo me nell’attesa certi si fanno persino una dormitina.

E poi per rimettersi in movimento bisogna stiracchiarsi come si deve, ecco qua.

A dirla tutta, taluni non la prendono nemmeno la funicolare, stanno un po’ lì a cincischiare, gironzolano su e giù, si accoccolano su un gradino e poi se ne vanno per i fatti loro.
Così, con grinta.
E chissà, magari domani ci incontreremo di nuovo alla fermata della funicolare.

Miss Fletcher torna a scuola

Scrivere le pagine di un blog regala sorprese e cose molto belle, ancora una volta con mia grande gioia vi dico che davvero non smetto mai di stupirmi.
Ed ecco il racconto di una splendida esperienza della quale ringrazio di cuore la maestra Emanuela, lo devo a lei se sono tornata in un’aula delle elementari.
La maestra Emanuela mi ha cercata e mi ha invitata a parlare ai bambini della Maria Mazzini, la scuola che ho frequentato negli anni’70.
E così pochi giorni fa ho incontrato i piccoli studenti di tre sezioni di quarta elementare e a loro ho raccontato la storia della nostra scuola.

Dunque, come vi posso spiegare un’emozione come questa?
Io nella mia scuola sono tornata diverse volte nel corso degli anni e soltanto per gli appuntamenti elettorali in quanto la Mazzini è sede di seggio.
Poi, un giorno, quasi per caso mi sono ritrovata in uno dei saloni con davanti file e file di sedie occupate da giovani scolari curiosi.
E c’erano mani alzate, domande, silenzi e brusii, sorrisi e stupori, la scuola era molto diversa negli anni ‘70.
Le cose cambiano e come sapete adesso l’insegnamento si avvale anche delle nuove tecnologie, questi bambini durante le lezioni usano con disinvoltura dispositivi elettronici di ultima generazione.
Sono intelligenti, vivaci, curiosi, entusiasti ed eravamo così anche noi che siamo stati bambini negli anni ‘70.
Hanno ascoltato con grande interesse la storia della loro scuola, ne scrissi su questo blog in questo articolo, raccontarla a loro è tutta un’altra storia, è ben più divertente!

Si sono stupiti del fatto che noi avessimo una sola maestra e mi hanno persino chiesto come sia possibile che io mi ricordi il suo nome.
E poi abbiamo parlato del quartiere e di alcuni cambiamenti della zona, dei pasticcini di Morbelli, dei quaderni e delle penne che compravamo da Gotelli e di come siano mutate certe parti del quartiere.
E loro hanno fatto tante domande, mi hanno chiesto come andavamo a scuola e a che ora entravamo, ad un interrogativo non ho ho saputo rispondere.
E già, infatti un bambino mi ha chiesto il nome del primo dirigente scolastico della Mazzini e a dire il vero proprio non lo so, è una notizia che mi manca!
Le scale che conducono alle classi sono sempre quelle e guardarle in questa maniera è una sensazione davvero bella.

E poi, poi ho raccontato delle nostre lezioni di musica e canto, noi eravamo accompagnati da un’insegnante che suonava per noi il pianoforte.
Ecco, esattamente in questa stanza dove mi è capitato di parlare in un angolo c’è un vecchio pianoforte nero e mi hanno detto che non lo usa più nessuno.
Chissà, sarà proprio quel pianoforte? Eh, secondo me è molto probabile!

Ringrazio tutti per la bella partecipazione e l’entusiasmo, grazie alla maestra Emanuela e alle sue colleghe, grazie a tutti i bambini per l’ascolto, i sorrisi e le domande.
Le scale, le aule, la campanella.
I quaderni a quadretti, il gesso e la lavagna e quel tempo che non si può dimenticare, lo ricorderanno con tenerezza anche coloro che sono bambini adesso.
Quel tempo lo abbiamo vissuto qui, nelle aule della Scuola Elementare Maria Mazzini.

Al di là delle finestre

Finestre.
Chiuse, scostate oppure serrate.
Dodici.
Dodici finestre e altrettante vite oppure molte di più.
Tende bianche, chiare, sottili e trasparenti.
Socchiuse o spalancate mentre l’aria fresca invade la stanza.
Finestre, alcune uguali, altre diverse.
Come in un gioco di società.
Finestre, case, luoghi dove battono i cuori.
Storie e memorie che qualcuno vive e scrive, romanzi quotidiani nascosti e sconosciuti, unici e straordinari, sempre diversi.
Al di là delle finestre.

Scoprendo Salita Inferiore di San Rocchino

Vi porto con me, giù per una bella creuza, Salita Inferiore di San Rocchino è una via del mio quartiere eppure l’ho percorsa per la prima volta proprio pochi giorni fa.
E inizia così la mia passeggiata, con lo sguardo che incontra i panni stesi su Passo dell’Acquidotto, scendiamo da qui e seguiamo i mattoni rossi davanti a noi.

Una creuza mai veduta è sempre un’emozionante scoperta, io la percorro da qui dove essa termina, a pochi passi da Corso Solferino.

Sal. I. San Rocchino (2)

E se ti guardi indietro è grigio e rosso, tinte che raccontano Genova.

Sal. I. San Rocchino (2a)

E apprezzo sempre le buone abitudini del passato come quella di indicare la data di costruzione dei palazzi.

Sal. I. San Rocchino (3)

Scendo, lungo la creuza che nei tempi antichi, come scrive Amedeo Pescio, era detta Crösa do Formaggiâ dalla bottega di un certo pizzicagnolo, in seguito prese il nome da un’antica chiesa che era appunto dedicata a San Rocchino.
La strada si perde tra le case colorate, sovrastata da un ritaglio blu.

Sal. I. San Rocchino (4)

E a dire il vero c’era un discreto andirivieni di gente mentre seguivo con gli occhi la via disegnata nel cielo.

Sal. I. San Rocchino (5)

Qui, in questo tratto, c’è una scuola, è l’Istituto San Giuseppe e mi piacerebbe poter visitare questo edificio.

Sal. I. San Rocchino (6)

E intanto ho trovato su quel muro una porta dipinta, effimera e armoniosa illusione tipicamente ligure.

Sal. I. San Rocchino (7)

Ed è lunga e tortuosa Salita Inferiore San Rocchino, scende ripida tra finestre e muriccioli, immersa nel suo magnifico silenzio.
Sono così le creuze di Genova, luoghi di quieta bellezza sospesa.

Sal. I. San Rocchino (8)

E non sai mai cosa vedrai tra le case di una creuza, sono le inconsuete prospettive di Genova.

Sal. I. San Rocchino (8a)

Cielo azzurro e diverse sfumature della Superba.

Sal. I. San Rocchino (9)

E la discesa va giù, a precipizio.
Tra piante, balconi e ancora silenzio.

Sal. I. San Rocchino (10)

Mentre nuvole rapide navigano in cielo.

Sal. I. San Rocchino (11)

Sono faticose le creuze di Genova, se vuoi sfidare la loro pendenza allora a volte possono essere anche impegnative.

Sal. I. San Rocchino (12)

E chiaramente ho incontrato un gatto che circospetto si è infilato tra le sbarre di un cancello per poi nascondersi con la consueta eleganza.

Sal. I. San Rocchino (13)

Sono così le creuze di Genova, se non le hai mai percorse non riuscirai ad intuirne la fine, non saprai capire quanta strada hai ancora da fare.
Gradino dopo gradino, sotto il cielo della Superba.

Sal. I. San Rocchino (14)

E poi ti volti ancora indietro e vedi la curva che scompare tra le case, le tinte armoniose, la via che ti lasci alle spalle.

Sal. I. San Rocchino (15)

Mentre il sole intanto accarezza finestre, vasetti di coccio e foglioline.

Sal. I. San Rocchino (16)

E si giunge così al termine di questa passeggiata, Salita Inferiore di San Rocchino sbuca nei pressi di Piazza Marsala, qui c’è il suo inizio, nel pieno centro cittadino.
E si snoda così, tra luce e ombra, con la bellezza semplice di una tipica creuza genovese.

Sal. I. San Rocchino (17)