La scalinata di Corniglia

La scalinata che porta a Corniglia, è una vertigine di gradini.
Gradini di Liguria, uno dopo l’altro, sulla distesa di azzurro.
La scalinata che porta a Corniglia vi conduce lassù, tra quelle case immerse nell’aria limpida e nel silenzio, sul mare delle Cinque Terre.

Corniglia (2)

La scalinata che porta Corniglia si inerpica sulla collina, ogni passo vi conduce verso quell’altezza che inebria di stupore.
Io l’ho percorsa in discesa, guardando l’orizzonte.

Corniglia (3)

Corniglia, l’unica delle Cinque Terre a non essere posata sul mare.
Scendi, scendi, scendi e lo troverai, con il suo profumo di sale e di sole.
Scendi, scendi, ti accompagna l’aroma dei limoni.

Corniglia (4)

Scendi, accanto a te troverai un’esplosione di alberi in fiore.

Corniglia (5)

Scendi, scendi, scendi.
E la forza della luce può essere così intensa da abbagliare.

Corniglia (6)
Scendi, scendi.
E guarda, le colline, i terrazzamenti, il verde di questo angolo di Liguria.

Corniglia (7)

Scendi e fermati tra gli alberi.
Vedrai la costa, vedrai Manarola laggiù e i binari della ferrovia sotto di te.

Corniglia (8)

E sbocciano piccoli semplici fiori, adornano il tuo cammino.

Corniglia (9)

Scendi, scendi, scendi sugli scalini di rossi mattoni.

Corniglia (10)
E poi ancora, guarda il mare al di là dei fiori bianchi sui rami generosi di foglie, doni preziosi della primavera.

Corniglia (10a)

E mare, mare lucente, una spiaggia, quelle curve gentili della costa ligure.

Corniglia (12)

Scendi, la scalinata di Corniglia ha tutti i profumi e i colori del Mediterraneo, questa è terra di sole.

Corniglia (13)
E chi sale su per questi gradini si ferma, si guarda indietro, non perde un frammento di questo panorama.
E lassù, sulla scalinata, puoi trovare una panchina.
E allora ti siedi, osservi, respiri.
Lassù, sopra ad un infinito di bellezza.

Corniglia (14)

Semplice incanto di questa natura, protetta e difesa da chi la ama.

Corniglia (15)

Tu scendi, scendi verso quel mare, un passo dopo l’altro.
Una, due, tre rampe.
Scendi e reggiti alla ringhiera.

Corniglia (16)

Sopra di te c’è un cielo che racconta purezza e perfezione.

Corniglia (17)

Scendi.
E guarda tra gli alberi, le meraviglie di questa terra e delle sue prospettive.

Corniglia (17a)

Scendi, giù per la scalinata, sotto ad alberi ombrosi, curva dopo curva, gradino dopo gradino.

Corniglia (18)

Scendi e arriverai davanti a quel mare.
Il vento è fermo e non smuove le foglie, passa una barca e disegna la sua scia sull’acqua turchese.

Corniglia (19)
Svanisce nel fitto degli alberi, mentre tu resti a guardare.
E quell’acqua di cristallo è così trasparente che puoi persino vedere i sassi.
E così rimani davanti all’orizzonte, sulla scalinata di Corniglia.

Corniglia (20)

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Il mare delle Cinque Terre

Sono tornata là, nel tratto di costa più spettacolare della Liguria, in un giorno di marzo, nel silenzio e nella pace delle Cinque Terre.
Vi porterò su per le scale, su per i gradini alti della bella Vernazza, così ripida e impervia, con le sue case colorate abbarbicate alla roccia, con i sentieri che si snodano tra i vigneti e le coltivazioni.
E poi ancora ci attende Corniglia, da lì il mare lo si vede dall’alto ed è uno spettacolo che leva il fiato.
Questa è l’essenza di quella parte di Liguria, l’incontro tra la terra e il mare, quelle rocce scoscese lambite dall’acqua e la distesa infinita dell’abisso.
La costa sinuosa, da Monterosso.

Monterosso

E quando sei lì, puoi perderti davanti all’immensità.
C’era qualche nuvola, erano i primi di ottobre.

Monterosso (2)

Adesso, alle soglie della primavera, il mare delle Cinque Terre ha un colore ancor più intenso e vivido.
C’è l’infinito davanti a Vernazza, lucido e lucente, profondo blu che sfuma sull’orizzonte.

Vernazza

Passa un gabbiano, scende in picchiata, laggiù in lontananza ancora le case e la spiaggia di Monterosso.

Monterosso da Vernazza (2)

Un terrazzino davanti all’azzurro di Vernazza.

Vernazza (3)

E i fiori che sbocciano e si accedono di giallo, protesi verso il sole e la vita.

Vernazza (7)

Tu vastità,
riscattavi anche il patire dei sassi.

Così scrive il poeta Eugenio Montale, questa è maestà del mare, mediterraneo brillante di luce e neppure un soffio di vento a turbare il silenzio della bellezza.
Una ringhiera, ombre di Liguria, in una calda mattina di marzo.

Vernazza (6)

E rosso e foglie vive assetate di luce.

Vernazza (5)

Il profilo delle rocce e l’acqua così turchese.

Vernazza (8)

Affacciati, guarda giù, verso la trasparenza cristallina.
Affacciati, potresti quasi contare i sassi uno ad uno.

Vernazza (12)

La costa, l’immagine della vera armonia delle Cinque Terre.

Vernazza (10)

E l’onda lieve che batte piano sulla riva, leviga i sassi e poi si ritrae evanescente, con quel suo suono incantato.

Vernazza (11)

E ancora, questa è la vista dall’ultima delle Cinque Terre, Riomaggiore.

Riomaggiore

Arriverai a Corniglia e non ti parrà quasi di essere in una stazione ferroviaria.
Quel binario davanti al mare e la grandezza dell’infinito, non se ne intravede il confine.

Corniglia

E poi si sale, Corniglia è l’unica delle Cinque Terre a non essere sulla costa.
Vi si trova una terrazza panoramica dalla quale lo sguardo si perde nelle insenature e in quel susseguirsi armonioso di promontori e rocce.
E incastonata come un gioiello, sopra l’abisso profondo, vedrai Manarola e le sue case raccolte.

Manarola

E dall’altro lato lo sguardo trova ancora Vernazza e Monterosso.

Corniglia (2)

Liguria di bagliori e luce che scintilla, Liguria di muretti e piante grasse.

Corniglia (3)

E poi affacciati di nuovo, ancora guarda giù.
Vertigine.
E giallo e viola e riflessi del sole, un’esplosione di vita e di colori.

Corniglia (4)

E rocce bianche e fondali marini, la limpida perfezione d’azzurro, così nitido e cristallino.

Corniglia (5)

Un chiarore, uno schianto di luce e aria che inebria di freschi profumi e di purezza.
E’ l’aria del mare delle Cinque Terre.

Corniglia (6)