La focaccia di Marinetta e altre bontà

Oggi vi porto a ponente, in quel di Voltri, qui la tradizione impone una focaccia strepitosa e decisamente buonissima.
Potrete acquistarla in uno dei forni storici del quartiere: Marinetta si trova in Via Lemerle 13/R ed è un’attività presente sul territorio sin dal lontano 1946.
E voilà, eccomi con la mia focaccia tra le mani!

E prima di arrivare assaporare tale delizia ho scattato qualche foto delle bontà che potete trovare da Marinetta.
Quel giorno il bancone era un trionfo di pietanze golose.

Marinetta (2)

Tra le altre cose qui troverete carciofi ripieni, acciughe ripiene, pasticcini salati, torta e frittatine di zucca, verdure ripiene, melanzane alla parmigiana.

Marinetta (3)

Teglie su teglie di autentiche specialità liguri.

Marinetta (4)

Qui non li vedete ma chiaramente non mancano i dolci, in particolare quelli tipici delle nostre zone come i canestrelli e il classico pandolce.
E poi, ecco a voi la regina della Superba, la sublime focaccia di Marinetta per la quale non so trovare i giusti aggettivi.

Marinetta (5)

Sottile, croccante, leggera e appetitosa, è davvero ottima sia classica che secca, deliziosa anche la variante con le cipolle.

Marinetta (6)

Ed è una focaccia talmente apprezzata da essere stata anche decantata da Vito Elio Petrucci che dedicò a questa specialità una fantastica poesia in genovese, di seguito trovate la traduzione per la quale ringrazio la mia amica Isabella De Scalzo.

Marinetta (7)

Cola d’olio
la focaccia della Marinetta
e scricchiola allegra sotto i denti
foglia alla prima canzone.
Ci sono Voltri, Genova,
la Liguria e il mondo;
e la voglia di volerne ancora.
Nella fossetta morbida
il granello di sale
è una perla della collana.

Versi gloriosi in onore di una delizia tutta ligure: è la focaccia di Marinetta.
Ed è una vera bellezza gustarla passeggiando per i caruggi di Voltri sotto il cielo blu.

Marinetta (8)

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A pranzo all’Ostaia da ü Santü

Oggi vi porterò in un posto incantevole e speciale, andremo insieme all’Ostaia da ü Santü a Voltri, ci sono stata di recente con i miei amici Edoardo e Maddalena di Farmacia Serra e qui li ringrazio per la splendida giornata alla scoperta delle molte bellezze di questa parte di Genova.
È una zona che loro ben conoscono in quanto la loro farmacia si trova appunto a Voltri, inoltre Maddalena è anche presidente del neonato CIV di Voltri che si ripropone tra le altre cose di promuovere iniziative per i voltresi e per coloro che abbiano il desiderio di conoscere questo quartiere del ponente genovese.
Sulle alture, proprio al limite del parco della grandiosa Villa Duchessa di Galliera, in Via al Santuario del Grazie troverete l’ Ostaia da ü Santü che prende il suo nome appunto dalla vicinanza con l’edificio religioso.

La trattoria si trova in una casa antica e vissuta, tenuta con amorevole cura dalla famiglia Barbieri, per la qualità e l’eccellenza delle sue proposte culinarie l’ Ostaia da ü Santü ha ottenuto i meritati riconoscimenti, è citata sulle migliori guide ed è inclusa nella Guida alle Osterie d’Italia di Slow Food 2018.
Verrete fin quassù e sarete immersi in questo verde rigoglioso.

E potrete accomodarvi ad uno di questi tavoli.

Ostaia da ü Santü (3)

Nella quiete di un luogo paradisiaco.

Ostaia da ü Santü (4)

Con le finestre spalancate sulla campagna.

Ostaia da ü Santü (5)

Dove nulla è lasciato al caso e traspare in ogni angolo l’amore per la cura dei dettagli e la volontà di rendere questo luogo accogliente, speciale e semplicemente unico.

Ostaia da ü Santü (6)

E c’era un bel sole, quindi in questo giorno di primavera abbiamo deciso di pranzare all’aperto all’ombra del pergolato.

Ostaia da ü Santü (7)

All’ Ostaia da ü Santü si gustano i piatti della tradizione come ad esempio i friscieu di bianchetti, il cappon magro, i ravioli e le lasagne, i taglierini, la trippa in umido, il coniglio al rosmarino, il polpettone di zucchine e molte altre delizie.

Ostaia da ü Santü (7A)

Vi circonda questa meravigliosa natura.

Ostaia da ü Santü (8)

E i gerani fioriscono generosi nei vasi.

Ostaia da ü Santü (9)

Accomodiamoci a tavola ed ecco le nostre scelte per questo pranzo indimenticabile che ha avuto inizio con deliziosi antipasti.
Questa è la fantasia di panissa al profumo di muscoli.

Ostaia da ü Santü (10)

Io ho voluto provare il brandacuiun di stoccafisso ed era una prelibatezza delicatissima.

Ostaia da ü Santü (11)

E siamo a Zena, non possiamo farci mancare i deliziosi pansotti al sugo di noci, da ü Santü la cucina della tradizione è esaltata al suo meglio con sapienza e vera maestria.

Ostaia da ü Santü (12)

Sorprendenti e davvero gustosi i corzetti con il sugo di carciofi, funghi e asparagi.

Ostaia da ü Santü (13)

All’ Ostaia da ü Santü troverete sapori autentici, piatti tradizionali preparati con ingredienti di altissima qualità, c’è anche una buona scelta di vini che darà soddisfazione agli intenditori.
Ed ecco lo stoccafisso con noci e pinoli, semplicemente sublime.

Ostaia da ü Santü (14)

E poi chiaramente quelli di Genova vanno sempre a cercare la cima genovese, è chiaro!

Ostaia da ü Santü (15)

Facciamo due passi sotto al pergolato, mentre la luce ravviva il verde.

Ostaia da ü Santü (16)

E intanto sbocciano le rose.

Ostaia da ü Santü (17)

E cinguettano gli uccellini, in questa vera e propria oasi di pace sulle alture di Voltri.

Ostaia da ü Santü (17A)

I dolci meritano una menzione speciale, ricordate che non potete perderveli!
Io ho provato la zuppa inglese che era una vera delizia, ecco poi le fragole con la crema e un gelato dolce e sfizioso.

Ostaia da ü Santü (18)

Ostaia da ü Santü (19)

Questo posto splendido è reso tale dalla famiglia Barbieri, il signor Gianni va per gli ottanta e custodisce un posto a dir poco prezioso, sono contenta di aver pranzato in questo luogo così speciale.
Ringrazio anche sua moglie Silvana e sua figlia Laura per i deliziosi manicaretti e per l’accoglienza.
Laura Barbieri organizza anche degli show cooking, quindi se volete imparare alcuni dei suoi segreti questa è l’occasione giusta.

Ostaia da ü Santü (20)

Lassù, dove fioriscono le rose nel cielo chiaro di primavera.

Ostaia da ü Santü (21)

In un luogo colmo di tante bellezze.

Ostaia da ü Santü (22)

All’ Ostaia da ü Santü, un’eccellenza di Voltri da scoprire.

Ostaia da ü Santü (23)

#UnoChefSulMare, sapori e profumi di Liguria

Metti un weekend d’autunno e un invito a partecipare ad una splendida iniziativa: una serata al Cenobio dei Dogi di Camogli in occasione del contest #unochefsulmare.
Il sole caldo, il mare tranquillo, il prestigioso albergo del levante ligure e un concorso di cucina dedicato ai foodblogger invitati a cimentarsi nella creazione di un piatto con i sapori e i profumi della nostra terra.

Cenobio (2)

E giunta al Cenobio la prima bella sorpresa è stata questa: insieme ai vasetti di erbe aromatiche e alle bottiglie di vino di La Pietra del Focolare, sui tavoli c’erano dei pacchi di pasta.

Cenobio (3)

Pasta Rummo, un marchio della tradizione italiana, un’azienda che ha subito gravi danni in seguito all’alluvione che ha colpito il beneventano.
E al Cenobio c’erano il nostro basilico, l’aglio di Liguria e la calamarata Rummo.

Cenobio (4)

Il Concorso #unochefsulmare è stata una bella occasione per coloro che si dilettano ai fornelli: per il vincitore c’era in palio una vacanza al Cenobio e la soddisfazione di veder inclusa la propria ricetta nel menu dell’hotel.
Ed è stato estratto un vincitore anche tra tutti coloro che collegandosi al sito del Cenobio hanno votato la loro ricetta preferita, il fortunato si è aggiudicato un soggiorno al Cenobio dei Dogi.
Ecco i tre finalisti: Francesca, Mirco e Valentina, ognuno di loro ha messo alla prova la propria creatività.

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Un grembiule rosso e via, parte la competizione!

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A introdurre l’evento trasmesso in diretta streaming l’organizzatrice Chiara Bonomini, Reservation Manager del Cenobio dei Dogi.

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A condurre la serata la brillante ed entusiasta Lisa Fontana, foodblogger e sommelier di The Taste of food and wine.

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Eh, la gara!
Bello veder cucinare, sentire i profumi e gli aromi, la cucina è arte e passione.
Ognuno dei cuochi aveva una postazione fornita di tutto e devo dirvelo, dall’inizio ho fatto il tifo per lui.
Viene dall’Abruzzo, si chiama Mirco e sul suo blog Oggi cucina Mirco presenta così le sue creazioni: ricette last minute per mariti nel panico.

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La ricetta delle sue minilasagne cupcakes al profumo di mare mi è subito parsa sfiziosissima, il suo ragù di pesce era a base di platessa, branzino, seppie, calamari e gamberetti.

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E questo è il piatto in corso d’opera.

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Lei invece è Francesca del blog Francy non solo torte, ha proposto una ricetta all’apparenza semplice.

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Ecco i suoi ingredienti per il polpo con patate.

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Lei ha messo particolare cura e originalità nell’impiattamento.

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E infine ecco Valentina di Cinque Quarti d’Arancia alle prese con la sua preparazione.

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Trofie cozze e zafferano su crema di patate.

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Il risultato, come potete vedere, è molto invitante.

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Ad eventi come questi facilmente incontro degli amici, succede sempre.
E a magnificare le virtù del pesto chi mai sarà venuto?
Roberto Panizza, ristoratore e re indiscusso del condimento genovese più celebre e apprezzato.

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E poi c’era lui, Jacopo Mariutti è food blogger e sommelier, ha un blog che è semplicemente una meraviglia, non ci sono solo ricette ma anche notizie curiose e interessanti, se non conoscete Le Farfalle nello Stomaco date uno sguardo, vi conquisterà.
Ci siamo conosciuti durante Vinidamare2015 e in occasione di#unochefsulmare abbiamo anche passato il pomeriggio insieme a zonzo per Camogli.
È una persona garbata e piacevole, un perfetto compagno di banco!

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E poi, signori, rullo di tamburi: ecco a voi la giuria.
Da sinistra verso destra, Chef Remo del Cenobio dei Dogi, Paola Pastine Vice Direttore dell’Hotel e sull’estrema destra una persona alla quale sono andata a stringere la mano: Agostino Revello, titolare dello storico Forno Revello situato sulla passeggiata di Camogli, la loro focaccia è una delle cose più sublimi che si possano gustare.

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Chi si sarà aggiudicato la vittoria?
Proprio lui, Mirco con le sue lasagnette.

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Un piatto bellissimo anche a vedersi.

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E una vittoria meritata per un appassionato di cucina.

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Sorrisi, buon cibo, una bella serata in un contesto affascinante.
Amiche foodblogger, l’anno prossimo potreste partecipare anche voi, cosa ne dite?
Qui trovate il link del Cenobio con le ricette dei finalisti e quelle degli altri partecipanti.

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E certo, è venuto anche il momento per celebrare la Focaccia di Recco che di recente ha ottenuto il marchio IGP, il marchio europeo di indicazione geografica protetta.
Si tratta di un riconoscimento importante, questa certificazione è autorizzata solo in quattro comuni: Recco, Camogli, Sori e Avegno.
E quindi se volete gustare la vera Focaccia di Recco al formaggio venite qui, in Liguria!

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Ringrazio Chiara Bonomini e il Cenobio dei Dogi per avermi invitata a questa bella iniziativa.
E la bontà di questa torta che ha chiuso la nostra serata non so descriverla, davvero!

Cenobio (26)

Un ultimo sguardo fuori dalla finestra della stanza a me riservata al Cenobio dei Dogi.
E non si smette mai di innamorarsi di posti come Camogli, con la sua spiaggia e le sue case colorate, un gioiello posato sul mare di Liguria.

Cenobio (27)

Da un diario genovese del passato, l’arrosto della zia

Tornano su queste pagine le memorie di Francesco Dufour, ormai è un caro amico ed è un piacere per me condividere con voi i suoi racconti.
Dopo le sue peripezie con le automobili e con i tram, oggi ci metteremo seduti alla tavola di questa celebre famiglia genovese e vi presenterò una signora che è subito entrata di diritto nell’elenco di coloro che vorrei aver conosciuto: la zia Amalia.

Circonvallazione a Mare (2)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

 E’ lei la protagonista di questo breve e peculiare aneddoto narrato con ineffabile perizia e come sempre ricco di preziose notizie.
Sono solo poche righe eppure emerge tutta la vera essenza della genovesità, questo episodio è una vera perla.
E forse le parole di lei vi ricorderanno certe frasi dette dalle vostre nonne, sicuramente sorriderete e anche a voi parrà di vedere la zia di Francesco Dufour.
Io l’ho immaginata elegante e austera, di sicuro non le mancava una certa sagacia, state a sentire cosa scrive l’autore del diario.

Circonvallazione a Mare

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Allora si aveva una grande paura delle sofisticazioni alimentari.
Si comprava il caffè in chicchi e si arrostiva in casa con uno speciale apparecchio.
Si temeva che alla polvere di caffè fosse mescolata la cicoria che allora era considerata come un veleno.
Si aveva anche molta paura delle droghe e dei grassi, si diceva “gli untumi”.
Rimase memorabile una frase della zia Amalia:

– Questo rosto u l’è propriu bun, u nu sa propriu de ninte.

– Questo arrosto è proprio buono, non sa proprio di niente.

Questo articolo, come gli altri, è arricchito con le belle cartoline di Stefano Finauri che come sempre ringrazio, ho semplicemente cercato immagini di dame genovesi.
Cara Zia Amalia, le arrivi un affettuoso saluto da parte di Miss Fletcher!

Circonvallazione a Mare (3)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

A tavola con Giuseppe Mazzini

In quest’ultima settimana si sono svolte a Genova le giornate in memoria di Giuseppe Mazzini, il patriota lasciò le cose del mondo il 10 Marzo 1872 ed ogni anno la sua città lo ricorda con incontri ed iniziative a cura del Museo del Risorgimento che ha sede nella casa natale dell’esule.

Museo del Risorgimento

In questo 2015, in previsione degli eventi di Expo dedicati al cibo, si è pensato ad un nuovo particolare percorso.
Cosa veniva portato sulle tavole dei genovesi al tempo di Balilla?
E quali erano i gusti di coloro che hanno fatto l’Italia?
E Garibaldi cosa amava mangiare?
Mi riprometto di raccontarvelo presto ma oggi vi narrerò le preferenze culinarie di Giuseppe Mazzini.

Giuseppe Mazzini (2)

Ritratto esposto al Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano

Ringrazio la Dottoressa Ponte, direttrice del Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano e la Dottoressa Bertuzzi che ha accompagnato noi visitatori alla scoperta dei gusti dei padri della patria, il loro prezioso lavoro conserva e mette in risalto la nostra storia e il nostro passato.
E come possiamo conoscere i peccati di gola di Mazzini?
Grazie al suo ricco epistolario, in quelle sue lettere trovate il politico, il fervente patriota, il figlio che rimpiange la sua casa e la madre lontana, il pensatore e l’uomo, un uomo di nome Giuseppe Mazzini.

Epistolario di Mazzini

Epistolario di Mazzini
Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano

A quanto pare non era proprio una buona forchetta, anzi con il cibo era abbastanza morigerato e tra il resto sembra che non amasse il vino, talvolta si concedeva una buona birra, in Inghilterra ebbe modo di apprezzare il punch.
Anche lui aveva qualche vizio: beveva molto caffè e fumava tanto.
Caffè e sigaro, quella era una delle sue abitudini e uno dei suoi ritratti al Museo Del Risorgimento lo immortala proprio con il sigaro tra le dita.

Giuseppe Mazzini

Fotografia esposta al Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano

Esule in terra straniera dovette adeguarsi a ciò che avevano da offrire i luoghi che lo ospitavano ma che rimpianto per i sapori di casa!
A Londra, scrive Mazzini, il latte è acquoso, per trovarne di buono bisognerebbe andar fuori città.
Qui al mattino di solito con il caffè prendeva pane e burro ma il pensiero andava sempre alle sue colazioni genovesi di un tempo!
Oh, la fragrante e deliziosa focaccia con la salvia che era solito mangiare a Genova, indimenticabile!

Focaccia con la salvia

Panificio Sebastiano

Molte delle lettere di Mazzini sono indirizzate a sua madre, Maria Drago, a lei racconta i dettagli di certi suoi pranzi, dalla Svizzera le scrive di aver gustato certi pesci di lago e un piatto a base di patate, ma le minestre locali non gli piacevano affatto!
No, a Mazzini piaceva il minestrone alla genovese, come lo capisco!

Maria Drago

 Maria Drago
Opera esposta al Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano

E là, in Svizzera, sentiva la mancanza dei biscotti del Lagaccio.
Allora era ospite della famiglia Girard, il nostro con le sue notevoli doti dialettiche riuscì a convincere le ragazze di casa a preparare per lui i tanto rimpianti biscotti.

Biscotti del Lagaccio

Biscotti del Lagaccio – Panificio Sebastiano

E là, in Svizzera, ebbe modo di assaggiare una deliziosa torta di mandorle e si premurò di inviare alla madre la ricetta.
E’ ancora nota come Torta Mazzini e magari potreste cimentarvi anche voi nella preparazione o se preferite potete gustarla da Marescotti, ho già avuto modo di scrivere di questa celebre torta e qui trovate appunto la ricetta e le notizie di quel carteggio tra Mazzini e sua madre.

Torta Mazzini (5)

Torta Mazzini – Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo

E poi ancora, il nostro narra un pranzo natalizio in compagnia di amici esuli come lui, allora ad armeggiare con pentole e ingredienti fu Giovanni Ruffini e sulla tavola di Natale vennero serviti fumanti maccheroni asciutti, Mazzini odiava i maccheroni in brodo della tradizione.
E poi pesce, fagiano e stufato.
Da ultimo il plum-pudding che a Mazzini piaceva talmente tanto da scrivere: da vero barbaro ho mangiato più del puddding che del resto.

Giuseppe Mazzini (4)

Opera esposta al Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano

A Londra, dice ancora Mazzini, nessuno mangia le cervella fritte, lui invece le trova di suo gusto.
Però la pasta fresca, quella proprio non si trovava!
Il genovese lontano ha una madre presente e attenta, ancora a lei chiede di inviare a Londra un buon formaggio, le forme per fare i corzetti e la rotella per i ravioli.

Noccioladay (3)

Ristorante il Genovese

Londra, Pasqua del 1841, il nostro genovese pensa a una maniera per sentirsi a casa.
E scrive alla mamma, di nuovo.
Giuseppe vuole la ricetta della torta pasqualina, l’intenzione è quella di prepararla sostituendo alcuni ingredienti: niente bietole a Londra, Mazzini è costretto a ripiegare sulla lattuga o sulla scarola.
A volte bisogna proprio far di necessità virtù!

Torta Pasqualina

Friggitoria Carega

E sempre lei, la madre, gli mandava dolci generi di conforto, detti recilli, paste e confetti, frutta secca, datteri e pandolce.
Cresciuto nel tepore del clima mediterraneo, Mazzini ripensava a certi frutti che un tempo avevano deliziato il suo palato.
L’uva croccante e sugosa della Valpocevera, le pesche dolci, i fichi dei quali era goloso.

Fichi

E ancora, al Museo del Risorgimento troverete un foglietto, indirizzato all’amico Filippo Bettini, Mazzini lo prega di rimborsare la sorella Antonietta per l’acquisto di una scatola di canditi destinati a un’amica inglese.

Biglietto

Biglietto esposto al Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano

Non è specificato dove li avesse acquistati ma noi genovesi, come ha suggerito la dottoressa Bertuzzi, abbiamo subito pensato a Romanengo ed alle sue pregiate confezioni.

Romanengo

Di lui potete leggere ogni cosa nel suo epistolario, nelle lettere che lui ci ha lasciato.
Tra quelle pagine trovate il politico, il fervente patriota, il figlio che rimpiange la sua casa e la madre lontana, il pensatore e l’uomo, un uomo di nome Giuseppe Mazzini.
Ora è un Museo, un tempo era la sua dimora.
E lì potrete ripercorrere i giorni della vita, le sue battaglie e le sue lotte, potrete conoscere le sue passioni e le testimonianze della sua grandezza.
E in qualche maniera anche voi potrete andare nei luoghi dove lui ha vissuto e sedervi a tavola con Giuseppe Mazzini.

Giuseppe Mazzini (3)

Opera esposta al Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano

Liguria Agricoltura in Piazza, mercato di terra e di mare

Un weekend di settembre all’insegna dei sapori e dei colori di questa terra, Liguria Agricoltura in Piazza, Mercato di Terra e di Mare, una manifestazione che si svolge al Porto Antico e che ha preso avvio venerdì per concludersi oggi, una bella occasione per apprezzare le eccellenze e le tipicità di questa regione.
I doni del mare e della terra, declinati nelle loro diverse specificità, troverete zone dedicate alla pesca e aree dove espongono gli agriturismi e le fattorie didattiche, troverete prodotti da acquistare e potrete gustare i piatti degli chef di Liguria Gourmet, gli chef terranno anche degli incontri durante i quali vi insegneranno i segreti della cucina ligure.
Impossibile elencare tutti gli espositori e gli eventi, trovate qui il dettaglio, c’è ancora la giornata di oggi per andare al Porto Antico a scoprire le delizie di questa regione.
Io ci sono stata ieri mattina e la giornata si presentava così.

Porto Antico

E allora vi mostrerò alcuni dei prodotti esposti ma ricordatevi che ogni stand merita una sosta.
A Genova, davanti al nostro mare, potete godervi una frittura mista al cartoccio con un bicchiere di vino bianco, c’è qualcosa di meglio?

Conchiglie (2)

Se siete amanti della carne troverete anche quella, proviene dagli allevamenti di Liguria, tra i prodotti delle Aziende Agricole ci sono anche profumati e saporitii formaggi.

Lavagè

Azienda Agrituristica Lagagè di Rossiglione

Al Mercato di Terra e Mare ci sono le confetture di frutta e il miele dorato.

Cascina Fornacia (2)

Cascina Fornacia di Campoligure

E tra i tanti vasetti mi ha attirato in maniera particolare lo sciroppo di rose.

Cascina Fornacia

Cascina Fornacia di Campoligure

E ancora altro miele e prodotti dell’alveare.

La Bottinatrice

Azienda Apistica Biologica La Bottinatrice di Sassello

Ci sono i fiori della riviera di Ponente, le piante aromatiche ed esplosioni di colore che ancora profumano d’estate.

Rosmarino

E i doni degli orti, della  terra e degli alberi, come i limoni di Civezza, località in provincia di Imperia.

Limoni di Civezza

E poi l’olio e le olive taggiasche.

Armato

Azienda Agricola Armato Cristina di Lucinasco

A poca distanza da quest’ultimo stand ieri mattina si è svolta un’interessante lezione che riguardava la salagione delle acciughe.
Mia mamma è capace a mettere le acciughe sotto sale, in casa mia abbiamo l’arbanella d’ordinanza e tutto ciò che occorre!
E siamo in Liguria, vi pare che a una manifestazione simile possa mancare il basilico genovese DOP? Non sia mai, eccolo qui!
Poco più in là era esposto il pregiato aglio di Vessalico.

Basilico Genovese Dop

E poi troverete una signora che fila la lana, mi sono soffermata a lungo a guardarla, che bellissimo lavoro faceva!
E il suo attrezzo ha tanti anni, è stato accarezzato da altre amorevoli mani.

Azienda Agricola Pilan

Azienda Agricola Pilan di Ceranesi

In questo stand ci sono le lane colorate con prodotti naturali.

Azienda Agricola Pilan (3)

Azienda Agricola Pilan di Ceranesi

E cuoricini contenenti lavanda fermati con un vezzoso fiocchetto.

Azienda Agricola Pilan (4)

Azienda Agricola Pilan di Ceranesi

Liguria di terra e mare e di tante, differenti bontà, dai vini ai diversi tipi di olio, per la vostra merenda tenete presente lo stand del Consorzio Focaccia di Recco.

Focaccia Al Formaggio Recco

Tranquilli, c’è sempre una teglia pronta per essere infornata!

Focaccia al Formaggio Recco (2)

Le verdi piante dei vivai in belle composizioni davanti al mare di Genova.

Vivai Devoto

E qui sentirete il suono dei campanacci.
Sì, per la gioia di grandi e piccini ci sono anche gli animali delle fattorie come le  pacifiche e grandi mucche.

Bovini

Se ne stanno lì e si lasciano ammirare.

Bovini (3)

I doni del mare e della terra.

Bidoni del Latte

Ecco, mai più mi sarei aspettata di incontrare dei bovini al Porto Antico, nella vita non si può mai dire!

Bovini (2)

Sono tanti e tutti diversi.

Bovini (4)

E poi ci sono le pecore mansuete.

Pecore delle Langhe

E gli eleganti cavalli bardigiani.

Cavallo Bardigiano

Splendide creature davvero!

Cavallo Bardigiano (2)

E ancora, i galli neri.

Galli neri

E dolcissimi coniglietti, una vera bellezza.

Conigli

Una bella manifestazione che valorizza i prodotti tipici di questa regione, le sfumature e gli aromi della terra.

Peperoni

I doni dei boschi generosi e fitti di alberi.

Castagne

Un mercato di terra e di mare, in una regione di castagni e di reti da pesca, di sapori e di aromi per me inconfondibili, sono i gusti e i colori della mia Liguria.

Conchiglie

Buona Pasqua a tutti voi!

E ancora è tempo di auguri, domani è Pasqua.
Cade una pioggia persistente e fastidiosa, così è a Genova e in tante parti d’Italia.
E si mugugna per il maltempo, ma mi viene da sorridere a leggere le parole che Costanzo Carbone dedicò al lunedì dell’Angelo nel suo Giro di Ronda, un testo del 1937.
Ah, le gite sui prati e il vino di Polcevera per brindare sotto il primo sole!
E tutti a raccoglier ginestre, il fiore giallo che illumina la Liguria quando arriva la bella stagione.
Che peccato, scrive Carbone, da qualche tempo a Pasqua il cielo è grigio e carico di pioggia, la gita fuori porta diventa così un pranzo in trattoria a Casella o a Torrazza, a Sant’Olcese o a Sant’Eusebio.
E ancora piove, in questi giorni come allora.

Giornata di pioggia

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi, così recita un noto proverbio, ma non c’è luogo più accogliente della propria casa, sarete d’accordo con me.
E si portano in tavola i piatti della tradizione, a Genova si usa mangiare le lattughe ripiene e la cima di vitello.

Cima (2)

E certo non può mancare la deliziosa torta pasqualina, cucinarla a dovere è una vera arte, un tempo si usava stendere ben trentatré sfoglie, un numero che corrisponde agli anni di Gesù.
E io avevo una zia che era un’ottima cuoca, non so quante fossero le sfoglie della sua torta Pasqualina ma ricordo che da piccola rimanevo incantata per quei tanti veli quasi impalpabili che uno sull’altro coprivano la torta salata più celebre di Genova.

Torta Pasqualina

La Torta Pasqualina, tanto amata da guadagnarsi gli elogi di Giovanni Ansaldo, risale al 1930 il suo articolo tanto memorabile quanto significativo: Le ventiquattro bellezze della torta Pasqualina.
Oh, quante sono! Le foglioline di maggiorana e i mazzi di bietole, la prescinsêua e le uova, le iniziali del padrone di casa incise sulla sfoglia e l’olio che unge la torta come ultima finitura.
Un testo che fa venire l’acquolina in bocca, se non lo conoscete merita di essere scoperto, lo trovate qui, edito da Sagep in un volume che riporta anche alcune ricette.
L’articolo si apre con una dedica a una persona, a Sciä Carlotta, ostessa in Sottoripa, sempre trafelata a servire questa delizia della cucina ligure agli avventori del suo locale.
Lei le conosceva una per una le ventiquattro bellezze della Torta Pasqualina, a lei va l’augurio di Ansaldo, che la Pasqua le porti palanche e clienti, così scrive l’autore.
E nel ricco archivio di antiche cartoline di Stefano Finauri c’è un’immagine di questa celebre trattoria che ispirò la stesura di Le ventiquattro bellezze della torta Pasqualina.

Trattoria Carlotta

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

A Genova, come altrove, a Pasqua si mangia la Colomba che fa bella mostra di sé in tutte le pasticcerie.
Così è da Cavo, ormai lo sapete, questa è la mia pasticceria preferita: ecco il loro dolce di Pasqua fasciato in carta dai colori confetto, sulla vetrina si riflettono gli antichi palazzi di Fossatello.

Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo Colombe

E Pasqua è la gioia dei bambini che ricevono l’uovo di cioccolato, che meraviglia cercare la sorpresa!
E allora questa è la mia maniera di farvi gli auguri, userò  un’ immagine della vetrina di Cavo dove si può ammirare uno splendido uovo riccamente decorato.
E faccio mie le parole di Giovanni Ansaldo, che la Pasqua porti anche a voi tante palanche.
E vi porti serenità, gioia e un uovo di cioccolato bello e buono come questo.
Buona Pasqua a tutti voi!

Pasticceria Liquoreria Marescotti di Cavo - Uovo di Pasqua

Vico Casana, nel regno della trippa

Ci sono botteghe che resistono, resistono al tempo che passa, alla mode, ai nuovi stili.
Ci sono botteghe dall’aspetto antico, quello è il loro fascino.
Una di esse si trova qui, in Vico Casana.

Vico Casana

Un antico negozio dove  si servivano i nostri nonni.

Vico Casana (2)

Resiste stoicamente al tempo La Casana.
Il bancone di marmo e le piastrelle bianche e nere, il soffitto a volta.
La tripperia di Vico Casana è qui da più di duecento anni e ancora ha l’aspetto di una bottega della vecchia Zena.

Tripperia di Vico Casana (4)

Una sedia, uno sgabello e una sensazione di domestica semplicità.
E i profumi e sapori di altri tempi.

Vico Casana (3)

La Casana è l’unica tripperia del centro storico, questa è una bottega molto amata dai genovesi, nella cucina ligure la trippa accomodata è un piatto tipico della tradizione.
Ed ecco i pentoloni di rame nei quali cuoce questa particolare specialità.

Tripperia di Vico Casana

E sapete chi veniva a mangiare da queste parti? Ma i soliti personaggi eccellenti che amo citare: Mazzini, Garibaldi e Giuseppe Verdi che era proprio un buongustaio!
Presto vi racconterò un aneddoto su Verdi che mi è stato narrato dal mio amico Eugenio, una vera perla sulla quale non vi anticipo nulla.
Genova e Giuseppe Verdi, nel lontano 1841 il compositore soggiornò nella Superba, al Carlo Felice si rappresentava la sua opera “Oberto, conte di San Bonifacio”.
Fu un fiasco colossale e una sera uscito dal teatro, per consolarsi dell’insuccesso, Giuseppe Verdi si ristorò con due tazze di brodo di trippa presso la trattoria Tulidanna che ai tempi si trovava in Via San Sebastiano.
Era un locale frequentato da patrioti e garibaldini, lì si potevano incontrare Nino Bixio e Goffredo Mameli.
La Tulidanna ai giorni nostri non esiste più.
Resta invece la tripperia di Vico Casana con il suo fascino antico.

Tripperia La Casana

La trippa, un piatto semplice e casalingo, una genuina bontà.
Tripperia di Vico Casana (2)

E in Vico Casana c’è trippa in abbondanza.
E allora, che siate genovesi o foresti, quando passate per i caruggi venite a scoprire le bellezze di Zena.
I portali e le chiese, le piazzette e i campanili, i palazzi dei rolli e certe dimore con i soffitti affrescati.
E La Casana, il regno della trippa.

Tripperia di Vico Casana (3)

Ristorante Il Genovese, il tempio del pesto

Una fresca serata settembrina bagnata dalla pioggia.
Io, un mio amico di lunga data, la cara e spumeggiante E. e un nuovo amico, Johndscripts,  in visita nella mia città.
E dove si porta a cena un blogger in visita nella Superba?
Ma nel tempio del pesto, mi pare ovvio!

Signori, benvenuti al Genovese, dove potrete gustare le delizie della cucina ligure.
La lavagnetta già promette bene!

Ai miei lettori abituali non giungerà nuovo il nome del proprietario di questo bel locale, che si trova nel pieno centro di Genova, in Via Galata.
Questo è il ristorante dei fratelli Panizza, conoscete già Roberto in quanto lui è l’appassionato gastronomo che organizza il Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio e che fa conoscere al mondo il più tipico dei sapori liguri.
E quando verrete qui uscirete dal locale appagati e soddisfatti, dopo aver gustato una cena deliziosa e perfettamente curata.
E allora andiamo, accomodiamoci al tavolo del Genovese e godiamoci la nostra cena.

Dovete sapere che il ristorante è sempre pieno e quindi riesco a offrirvi solo alcuni scorci del locale.
Ecco la scala che vi conduce al piano superiore.

Una sala tranquilla ed accogliente.

Regna il buon gusto al Genovese, nella cucina e negli arredi.

E non a caso troneggia sul bancone questo gigantesco mortaio.
Questo è il regno del pesto, che qui viene preparato a regola d’arte.

Oh, mi spiace di non poter portare qui i profumi, sono veramente paradisiaci, ma le immagini parleranno da sole.
Fare il proprio mestiere con grande passione certamente paga, così è al Genovese dove ogni piatto, anche quello che sembra semplice, è semplicemente perfetto.
A cominciare dall’antipasto di fritti, secondo la migliore tradizione genovese: frisceu, panissa e latte brusco.

Ed è un fritto leggero ed impalpabile, per nulla unto e cucinato in una maniera che non ha paragoni.
Che soddisfazione cenare in un ristorante così!
E poi vi portano un piccolo mortaio con il pestino.
Scusate, mi sono dimenticata di fotografarlo prima che tutti e quattro ci mettessimo a spalmarlo gioiosamente sul pane, comunque eccolo qua, una meraviglia!

E poi finalmente ecco a voi sua maestà il pesto in tutte le sue infinite varianti.
Ecco le trenette al pesto.

E i testaroli! Scusate se le immagini non sono perfette, ma i commensali non vedevano l’ora di infilare la forchetta nel piatto!

E questi sono i miei gnocchi, fatti rigorosamente a mano.
E il pesto con il quale erano conditi aveva un sapore che non ha nulla a che vedere con qualsiasi altra cosa voi abbiate assaggiato.
Fresco, profumato, odoroso, semplicemente sublime, questo è il pesto migliore del mondo e se visiterete Genova o ci abitate dovete assolutamente venire ad assaggiarlo.

Allora, lo avete sentito l’aroma del pesto? Il profumo del basilico e dei pinoli?
Beh, ma la cena ancora non è terminata!
Non possiamo certo rinunciare a questa splendida frittura di totani!

Era fragrante e gustosa, di una leggerezza assoluta, per me la frittura più buona che abbia mai mangiato.

E una buona cena non può che terminare con un dolce.
E davvero non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Questo è il tiramisù scomposto, che ha subito attirato la gola di uno di noi!

Ma era splendida e buonissima anche la tarte tatin.

E che dire del latte dolce fritto, il più tipico dei dolci genovesi?

Questa è stata la nostra serata al Genovese e sono felice di avervi portato con me.
Quando verrete qui avrete il privilegio di scoprire la vera cucina genovese, sarete accolti con cortesia ed affabilità in un tempio del gusto e certamente sarete contenti di averlo scoperto.
Un ringraziamento speciale va a Roberto Panizza, lo conosco solo da poco tempo, da quando ho questo blog, ma ho avuto modo di apprezzare  la dedizione e la passione che ha per il suo lavoro e  non posso altro che ringraziarlo per la splendida ospitalità che riserva ai suoi ospiti e per aver creato nel cuore della città un baluardo della cucina ligure.