Un mobiletto molto speciale

Era un mobiletto di legno chiaro, era pronto per essere dipinto e decorato.
Così ho lasciato libera la mia fantasia, credo di non aver mai realizzato nulla di più complesso con la tecnica del decoupage.

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Pittura, carta, forbici, colla e immaginazione.
Io amo le simmetrie e così, armata di metro, ho cercato di essere precisa.
I cassetti sono tutti uguali, anche le due parti laterali sono identiche tra loro, su di esse ho apposto le stesse immagini.

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Il decoupage può essere molto entusiasmante, ho decorato questo settimanale diversi anni fa e mi ricordo di essermi divertita parecchio.
Damine, guardiane di oche, alberi e scenari bucolici.

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I due lati, come ho già scritto, sono identici, nella parte superiore ci sono delle mongolfiere in volo.

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E poi ancora vasi, alberi, una carrozza in viaggio.

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La fontanella, l’uomo che regge la gabbietta aperta e gli uccellini svolazzanti.

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Sono molto fiera del mio mobiletto, a me piace molto.
E siccome mi servivano anche due cornici ho pensato di realizzarle alla stessa maniera, sono simili tra loro ma non uguali.

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E qua sopra sono perfette secondo me.

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Ho lavorato tanto a questo mobiletto e la finitura non ha subito deterioramenti, è rimasta liscia e lucida.
E le damine non si lamentano, mi sembrano contente pure loro!

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Così vi ho mostrato il mio mobiletto, l’ho fatto proprio come piaceva a me e mi piace ancora.

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Le anatre di Miss Fletcher

Pochi giorni fa sono tornata a Fontanigorda, sono andata su perché dovevo prendere le anatre.
Possibile che io non vi abbia mai parlato di loro? Da non credere ma è così!
E quindi oggi le anatre di Miss Fletcher saranno protagoniste di questo blog: a dirla così ci si fa subito delle idee, ovviamente.
Anatre di Miss Fletcher? Ohibò, chi lo avrebbe mai immaginato!
Saranno loro?

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Eh no, cari amici, non ci siamo!
Allora magari si tratta di queste?

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No, non sono neppure loro.
Ladies and gentlemen, vi presento con un certo orgoglio le anatre di Miss Fletcher.
Diversi anni fa mi dedicavo con grande entusiasmo al decoupage, mi sono capitate due sedie piuttosto malmesse e così le ho dipinte di bianco, per la decorazione ho scelto delle carte di mio gradimento, le immagini delle anatre provengono dalla rivista “Le idee di Casamia”.

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Le sedie sono gemelle, sullo schienale ho apposto disegni uguali, sulle gambe ci sono foglioline di edera in quantità.

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E sono identiche anche nella parte frontale.

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Queste sedie sono sempre state a Fontanigorda ma d’altra parte lassù me le godo soltanto per un paio di mesi così ho deciso di portarle a Genova e di metterle in cucina.
Si troveranno bene? Me lo auguro!
Le anatre di Miss Fletcher sono abituate all’aria di campagna, speriamo che apprezzino la vita di città!

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Per fare queste fotografie ho messo sul tavolino del terrazzo una tovaglietta ricamata da me e poi altre anatre.
Santo cielo, quanti pennuti!
Che dite, andranno d’accordo con le ochette?
Penso di sì, non mi pare di aver sentito diverbi o starnazzamenti.

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Tornando alle sedie, sono decorate in maniera diversa le due sedute, su una c’è una coppia di anatre in volo.

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Sull’altra una creatura solitaria, ad ali spiegate.

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Il decoupage è un passatempo divertente e rilassante, un modo per donare nuova vita ad oggetti vetusti, rendendoli gradevoli e adatti alle nostre case.
Non sono le uniche sedie decorate da me, queste mi sono particolarmente care e ritengo giusto che abbiano un spazio anche sulle pagine del mio blog.
E anche voi adesso le conoscete, sono proprio loro: le anatre di Miss Fletcher.

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Il vaso degli alchechengi

Un giardino.
Un giardino con gli alberi da frutta, le rose, le siepi generose e le fragoline che maturano dolci.
A Fontanigorda, nella casa di cari amici, Pilusmax e Loredana, tra le loro innumerevoli passioni c’è anche la cura delle piante e dei fiori e là, nella pace silenziosa della nostra Val Trebbia, crescono anche splendidi alchechengi.

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E ci sono le ortensie che verranno essiccate per poi colorare il freddo e grigio inverno, sfumature d’estate e di campagna nelle case di città.

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E poi ecco gli alchechengi, pianta scenografica e particolare, ha anche diverse proprietà interessanti e a tal proposito vi rimando a questo articolo degli amici di Farmacia Serra.
E poi.
E poi eravamo a Fontanigorda e Loredana mi ha detto:
– Puoi metterli in un vaso e farli seccare!

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Davvero?
Basta togliere le foglie, riporli possibilmente all’ombra e attendere che la natura faccia il suo corso.

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Oh, davvero!
Eccole qua le mie vivaci campanelle arancioni, esotiche e decorative.

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Le ho sistemate in un vaso che mi sembra perfetto per loro e le tengo su un carrello nello studio.

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E con queste immagini ringrazio e rassicuro gli amici dal pollice verde, i loro alchechengi abbelliscono la mia casa e sembrano godere di ottima salute.

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E da ultimo spendo due parole per il pregiatissimo vaso che li ospita.
Non è di fine porcellana e non ha una lunga storia, è un semplice oggetto di vetro trasparente dipinto e decorato da me con la tecnica del decoupage.
Toni di oro, di giallo e di arancio, con mia grande gioia ora questo è il vaso degli alchechengi.

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