Via San Luca: l’edicola della Madonna con il Bambino

Venendo a Genova, alla scoperta dei miei amati caruggi, spero che troviate il sole lucente a baciare le pietre.
Ed è così che vi apparirà Via San Luca con la vertigine della sua prospettiva, con i suoi palazzi che si stagliano contro l’azzurro.

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Regala questi incanti il sole, in certe strade antiche.
In questa frequentata via della città vecchia sarà proprio la luce a permettervi di apprezzare una certa testimonianza della nota devozione dei genovesi per la Madre di Dio.

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All’angolo con Vico del Santo Sepolcro vedrete una bella edicola che ospita l’effigie della Madonna con il Bambino.

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Sopra questa figura un’iscrizione latina: ut appareret eis via.
Si tratta di una citazione biblica, il suo significato letterale è il seguente: affinché si rischiari ad essi la via.

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E sono sempre gli angeli ad accompagnare la figura di Lei.

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La luce sfiora la statua, la luce cade sui drappeggi di quel manto.

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E se osservate con attenzione il gruppo scultoreo noterete che ci sono alcune mancanze, soprattutto per quanto riguarda il Bambino Gesù.

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La statua collocata in Via San Luca è un calco dell’originale che attualmente è conservato al Museo di Sant’Agostino insieme ad altre immagini sacre che un tempo popolavano i nostri vicoli.
Se visiterete il Museo accanto ad essa troverete una legenda dove è specificato che questa statua marmorea per stile e fattura è riconducibile a Tommaso Orsolino e alla sua bottega, questo artista visse nel lontano ‘600.
La bella Madonnetta antica non è andata perduta, è al sicuro nella sala di un Museo.

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Una copia di questa preziosa opera ancora presidia la nostra Via San Luca.

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Sotto alle geometrie del cielo dei vicoli.

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Accarezzata dal sole, nella nicchia a Lei dedicata.

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Nel cuore di una città che sempre Le è stata devota.

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La bellezza nascosta del Palazzo di Brancaleone Grillo

Vi porto ancora con me nella città vecchia, nella zona che si trova alle spalle di Via San Luca: in Vico delle Mele troverete un antico edificio che cela una delle bellezze nascoste di Genova.

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Bianco e nero di caruggi, una dimora vetusta che tuttora svela certi fasti.

Palazzo Grillo (3)

Guardate in alto, vedrete una colonnina.

Palazzo Grillo (4)

E poi cercate certe vertigini che si perdono nel cielo azzurro.

Palazzo Grillo (5)

Un davanzale, vasetti rosa confetto e piantine.

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E sul muro la traccia di un anello per assicurare il cavallo.

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E giochi di nuvole tra gli antichi palazzi della Superba.

Palazzo Grillo (7)

Verso Piazza del Santo Sepolcro ancora alzate gli occhi, su questo altorilievo è scolpito un soggetto sacro, si tratta di San Giovanni che presenta la sua famiglia a Dio.

Palazzo Grillo (8)

E torniamo davanti al civico 6, qui potrete ammirare uno splendore di marmi pregiati.

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Abbassate lo sguardo, a terra ancora si notano certi mattoni che credo appartengano all’antica pavimentazione.

Palazzo Grillo (9A)

Questa è il ricco palazzo voluto dall’eminente Brancaleone Grillo e risale alla metà del XV secolo, lo studioso Federico Alizeri pone l’accento sul magnifico portale opera di Giovanni Gagini, nel sovrapporta sono immortalate le gesta del nostro San Giorgio.

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E il marmo diviene perfetta armonia.

Palazzo Grillo (11)

Palazzo Grillo (12)

E se varcherete quella soglia avrete modo anche voi di meravigliarvi, ogni volta che trovo il portone aperto io colgo l’occasione per ammirare la rara bellezza racchiusa nel cortile di questo edificio: un’antica scala gotica che conduce al piano superiore.

Palazzo Grillo (13)

E come vi ho detto io sono entrata diverse volte in questo palazzo, l’immagine che segue risale al lontano 2011.

Palazzo Grillo (14)

Ai nostri giorni invece la scala si presenta a questa maniera, come si può notare sono stati effettuati accurati restauri.

Palazzo Grillo (15)

Un lavoro prezioso e raffinato, a volte mi domando se siamo ancora capaci soltanto di pensare questo genere di armonia.

Palazzo Grillo (16)

A me colpisce anche la bellezza del quotidiano: persiane aperte, vasi di fiori sui davanzali e gerani rossi nutriti dal sole.

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Su quella parete, rischiarata dalla luce di maggio, una bella Madonna con il Bambino, l’opera pur pregevole è una copia dell’originale che un tempo qui si trovava.

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Saliamo, gradino dopo gradino.

Palazzo Grillo (18)

Nel muro si nota una colonna, in altri secoli la dimora di Brancaleone era impreziosita da un arioso loggiato.

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Certe decorazioni si ripetono sul portale e sulla colonna.

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E dal muro che fiancheggia la scala emerge la porzione di un capitello.

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Sull’altro lato ancora una colonna e il profilo dell’antica loggia che ai giorni nostri incornicia le finestre.

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Gradini, ancora gradini e marmi.

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Il tempo ha consunto certe antiche testimonianze.

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E lo sguardo va verso la città dei tetti e verso l’azzurro.

Palazzo Grillo (24)

La bellezza di Genova la scopri così, varcando certi portoni.

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Vertiginosa, antica e nascosta, celata da spessi muri che hanno veduto lo scorrere del tempo.

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Resta da ammirare la perfezione lasciataci da certi artisti, a noi rimane il compito di valorizzare il patrimonio scaturito dal loro incomparabile talento e di averne la dovuta cura.

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E prima di lasciare questo luogo guardate ancora verso l’alto, verso quella prospettiva che racconta l’anima di questa città.

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Quell’ immutabile cielo turchese da secoli sovrasta l’antica scala della dimora di Brancaleone Grillo.

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In cerca di Passo del Lasagnaio

Leggendo vecchi volumi accade spesso di stupirsi per poi ritrovarsi catapultati in luoghi che non si conoscono.
Sfogliavo il Lunario del Signor Regina del lontano 1882, d’un tratto la mia attenzione è stata suscitata da un toponimo particolare: una stradina mai sentita, voi ci siete mai stati in Passo del Lasagnaio?
E caspita, io proprio non l’ho mai veduto!
E così sfoglio lo stradario, nessuna traccia.
Consulto altri libri, cerco frammenti di notizie, mi domando quale solerte amministratore abbia deciso di far scomparire dalla mappa della città una via dal nome così caratteristico ed invitante.
Infine sulla mia Guida Pagano del 1926 leggo che Passo del Lasagnaio si trovava tra Via del Lagaccio e Via Bianchetti.
E così sono andata a fare un giro da quelle parti.

Via Bianchetti

Eccomi là, su e giù, con la cartina d’epoca in cerca di corrispondenze tra i numeri civici.
Il nome della via naturalmente non era casuale, l’ho scoperto grazie ad un’autorevole voce della Superba: il grande Amedeo Pescio, il suo libro dedicato alle strade di Genova risale agli inizi del ‘900.
Su quelle pagine si legge che in quella zona c’era un tempo una villa che venne in seguito demolita per lasciar spazio a nuove costruzioni, nella seconda metà dell’Ottocento là si trovava la rinomata Osteria del Lasagnaio.
Una villa con campo da bocce, alberi ombrosi, forse un pergolato per pranzare al fresco, tavoli di legno e molti commensali che apprezzano di certo le delizie del luogo in una cornice bucolica.

Bosco

E la fantasia vola, io l’ho proprio visto il lasagnaio: è un omaccione corpulento dalle guance rubizze, un tipo gioviale ed allegro, nella sua osteria le brocche sono sempre ricolme di vino buono, si brinda alla gioia di vivere e alla buona cucina.
E secondo me da lui si gustavano anche ottime tagliatelle!

Tagliatelle

A dirvi il vero ritrovare Passo del Lasagnaio non è stato proprio facile, è arduo orientarsi quando hai come riferimento una cartina del 1926.
Su e giù, sono andata nella retrostante Via Bianchetti e ho trovato un tondo con una Madonna, qui la devozione per la Madre di Dio ancora si conserva, davanti all’immagine di Lei c’era un vasetto di fiori.

Madonna

E poi ho osservato con attenzione la mia mappa del 1926.
La strada in primo piano parallela a Via Bianchetti è Via del Lagaccio: nel rettilineo sono segnati i civici 2 e 4, poco prima c’è il Passo del Lasagnaio, dalla cartina si evince che sulla sinistra un tempo c’era il mattatoio.

Via del Lagaccio

Cammino, osservo e noto che adesso le cose sono cambiate: quello che all’epoca era il civico 2 adesso è indicato con il numero 2A, mentre il 2 si trova sul lato destro di quel tratto di Via del Lagaccio antistante gli uffici della Commissariato di Polizia e quella porzione di strada ricopre il tracciato del vecchio Passo del Lasagnaio.
E così da tutto questo girovagare credo di aver dedotto che la stradina perduta fosse proprio in questo punto dell’attuale Via del Lagaccio, questa strada poi prosegue tagliando Via Bianchetti e la successiva Via del Cipresso.

Via del Lagaccio (2)

Ebbene, io avrei conservato quell’antico nome, quanto meno come omaggio a quello stimato proprietario dell’osteria e ai golosi avventori del suo locale, dei veri buongustai.
Che pranzi indimenticabili a quei tavoli, un piatto di lasagne fumanti, un brindisi con un rosso corposo, un tempo che sfugge in un’atmosfera gioiosa e conviviale.
Ieri ho narrato questa storia ad una signora incontrata in Via del Lagaccio e poi l’ho scritta per voi, è una piccola memoria emersa da vecchi libri.
È la traccia di un luogo perduto dove un tempo c’era la celeberrima Osteria del Lasagnaio.

Lasagne

Luce di caruggi

A volte le giornate iniziano con la pioggia e il cielo grigio e poi tutto cambia.
Pomeriggio, cielo azzurro e caruggi.
Ieri.
Scendo in Piazza delle Erbe e tutto ha i già i colori dell’estate.
E tavoli all’aperto, gelati alla crema e ai frutti di bosco, chiacchiere e relax.

Piazza delle Erbe

E la luce è chiara e potente, batte sui vetri.
La luce nei vicoli compie sempre queste magie, vedi le persiane riflesse dietro ai vasetti.

Finestra

Scendo, scendo ancora e arrivo in Piazza Ferretto, c’è uno squarcio di sole che illumina proprio la facciata del palazzo.

Piazza Feretto

Giù, giù per Via dei Giustiniani che è sempre generosa di ombra.
E lo so già, troverò altri vetri e altri riflessi.

Via dei Giustiniani

Poi se ti fermi e osservi scoprirai che Genova è tutta un’armonia di linee, in queste giornate ne riconosci ancor di più i contorni.
Guarda.

Piazza Giustiniani

E ancora mi fermo proprio lì, davanti a Palazzo Giustiniani.
Alzo gli occhi e su quelle finestre c’è tutto il cielo dei caruggi di Genova, tutto l’azzurro, tutta l’aria fresca che spira dal mare in un pomeriggio di primavera.

Palazzo Giustiniani (2)

E altre finestre, piante sui terrazzini, luce imperiosa e vincitrice.

Palazzo Giustiniani (3)

E tetti, persiane e una piccola corda carica di panni stesi.

Palazzo Giustiniani

E poi ancora, guarda!
Sono gli incanti dei vicoli, non li vedrai in nessun altro luogo.
L’edicola della Madonna, due piantine sul davanzale, le farfalline appese e riflessi, ancora riflessi.

Via dei Giustiniani (2)

C’era tanta bellezza ieri, a Genova, in queste strade che amo così tanto.
L’ho portata qui, per voi.
E c’era tanto azzurro, azzurro acceso, travolgente e vitale.
Lassù, dove Canneto il Lungo si incrocia con Canneto il Curto.
Guarda.

Canneto il Lungo

Edicole e immagini sacre in Via Prè, sulle tracce della devozione

La devozione e il senso del sacro in una delle strade più caratteristiche e più note di Genova.
E allora addentriamoci in un sestiere dai tanti volti, alla ricerca delle vestigia di una religiosità antica e ancora presente su queste mura.

Sestiere di Prè (2)

Quante vie conosceva la fede e quale cammino seguiva la speranza nel mondo celeste?
E quante maniere c’erano un tempo per affidarsi alla divina provvidenza e alla generosità altrui?
La città era disseminata di cassette delle elemosine, di certe sono rimasti solo i vani che le ospitavano, ne ho trovati altri che presto vi mostrerò.
E c’erano le edicole dove erano collocate statue della Madonna o dei Santi.
Alcune ve lo ho già mostrate in questo articolo ma oggi vi porto proprio in Via Prè, saliamo da Piazza Santa Fede e osserviamo le edicole o ciò che ne rimane, il passato ancora vive prepotentemente su queste strade.

Via Prè

Un tabernacolo offuscato dalla patina degli anni, le devote donne di Prè in altri tempi avranno portato i loro pensieri e gli affanni che angustiavano le loro vite in questo luogo.

Via Prè - Edicola

Qui giungevano sospiri e speranze, magari si deponevano fiori per la Madre di Dio.
In un’edicola dipinta di blu troviamo questa statua, non è certo l’originale, c’è anche un intrico di fili, eppure ha ancora la sua antica sacralità.

Via Prè - Edicola (2)

E’ a mani giunte un’altra Madonnetta, chissà quante preghiere in Via Prè!

Via Prè - Edicola (3)

Poco distante ancora un tabernacolo, non c’è traccia di immagini ma sono sicura che questo luogo sia stato meta di tanti genovesi.

Via Prè - Edicola (4)

Via Prè di Santi e di Madonne.
In questa zona un tempo c’era l’Oratorio di Sant’Antonio, ad di là dell’archivolto ancora c’è la bella Chiesa di San Sisto con le sue storie e i suoi misteri.

Via Prè (3)

E come avete potuto notare dall’immagine precedente lì c’è anche una piccola edicola che ospita una statua di Santa Caterina da Genova, una donna che fece molto per gli ultimi di questa città.

Via Prè - Edicola (5)

Via Prè e i suoi palazzi antichi, dove gli edifici sono stati restaurati il colore si illumina della luce del sole.

Via Prè (4)

Ancora un’edicola vuota, nei pressi di Vico Dora.
E di nuovo il pensiero va a chi ha pregato in questo angolo della città vecchia, chiedendo soccorso ed aiuto in un momento di difficoltà.

Via Prè - Edicola (6)

Si sale e poi ci si volta indietro, sul muro si può ammirare una splendida opera.

Vià Prè

E’ la Madonna della Misericordia, un ampio mantello scende sulle sue spalle, ai suoi piedi c’è il beato Botta raccolto in preghiera.

Via Prè - Edicola (7)

Via Prè di colori e di contrasti.

Via Prè (5)
Via Prè di Santi e di Madonne.
E c’è anche il Santo più noto, il nostro San Giorgio che sconfigge il drago.

San Giorgio

Via Prè e l’antica religiosità di un tempo, l’ultima edicola si trova alla confluenza con Salita di San Giovanni, la statua rappresenta nuovamente la Madonna della Misericordia.

Via Prè - Edicola (8)

Le preghiere e i pensieri, le preoccupazioni e il conforto.
Quante parole sussurrate, quanti piccole nascoste speranze.
E ancora c’è un’immagine che chiuderà questa passeggiata tra le figure sacre che troverete in Via Prè.
Percorrendo il percorso a ritroso occorre fermarsi all’altezza di Piazza Statuto.
Lei è lì, dietro a un vetro infranto e neanche tanto pulito ma nulla può appannare il suo splendore.
E’ la Madonna Regina di Genova, tiene a sé il suo bambino, il suo sguardo benevolente si posa sul coloro che percorrono la nostra antica Via Prè.

Madonna Regina di Genova