Percorrendo Salita di San Bartolomeo del Carmine

Non è la più trafficata delle creuze del Carmine ma resta una bellezza segreta tutta da scoprire.
Salita di San Bartolomeo del Carmine si snoda dalla Piazza del Carmine e percorrendola si giunge in Corso Carbonara, sale così ripida tra le case alte.

E si sale, gradino dopo gradino, davanti a voi una distesa di mattoni rossi.

E poi, quasi nascosta, una piccola corte, oltre il cancello il sole radioso illumina le facciate, le corde da stendere e le persiane.

Ed è tutta un’allegria di panni stesi.

Là abita un nespolo generoso e prodigo dei suo frutti.

E ancora, sulla creuza, ecco una nicchia che ospita una scultura sacra.

Si sale, in questa tipica e caratteristica vertigine di Genova che incornicia uno spicchio di cielo.

Tra i colori tenui così si snoda la bella creuza.

E ancora lo sguardo trova un’altra edicola che ha certo conosciuto tempi migliori.

E poi luce di finestre, salita, ancora salita, curva e toni biscotto.

Persiane, sole che batte sui muri e disegna i profili delle ombre.

Se supererete l’archivolto troverete la bella piazzetta di San Bartolomeo dell’Olivella e ancora potrete perdervi nella romantica bellezza dei caruggi del Carmine.

Salendo ancora, invece, giungerete infine su Corso Carbonara e forse ne apprezzerete la maggiore ed elegante ampiezza.

Nel cuore vi resterà impresso il ricordo di quella vertigine che dona stupori e di quel cielo turchese che sovrasta Salita di San Bartolomeo del Carmine.

La Madonna di Via a San Giacomo

Via a San Giacomo è una stradina di Carignano, silenziosa e un po’ nascosta, collega Via Rivoli a Via Corsica.
Mi è capitato di recente di percorrerla, in un pomeriggio di sole che illuminava le case mentre sullo sfondo si ammirava il blu limpido del cielo.

E così ho alzato gli occhi verso l’alto, come sempre mi piace fare.

E proprio su questo edificio ho notato una bella scultura della Madonna con il Bambino, una cara immagine verso la quale, nei tempi distanti, si saranno levati gli sguardi imploranti di molti fedeli.

Ai piedi di Lei scolpite nel marmo queste parole in latino: ad fores meas quotidie e il loro significato è alle mie porte ogni giorno.
Dovrebbe trattarsi di una citazione biblica tratta dal Libro dei Proverbi: Felice chi mi ascolta e veglia alle mie porte ogni giorno (8-34).

L’immagine sacra così suggestiva ha colpito la mia attenzione anche per la sua collocazione, si trova infatti un una nicchia accanto a una finestra, sui quei vetri la luce ha lasciato una magia di riflessi.
E là, custode del sonno, dei pensieri e dei destini la figura dolce di Maria.

È la Madonna di Via a San Giacomo che così veglia sugli abitanti di questa casa e su coloro che percorrono questa strada genovese.

Via dei Giustiniani: l’edicola di Nostra Signora Consolatrice degli Afflitti

Vi porto ancora con me nel cuore antico di Genova, in Via dei Giustiniani all’angolo con Via Chiabrera, dove si può ammirare una bella edicola che ospita un’armoniosa immagine di Maria.
La scultura risalente al XVII Secolo è stata restaurata negli anni ‘90 e così si staglia, nella fugace e improvvisa luce che a volte attraversa i caruggi.

Questa è l’immagine di Nostra Signora Consolatrice degli Afflitti, il titolo si leggeva su un’iscrizione ormai scomparsa, ugualmente non vi è più traccia di un’altra epigrafe nella quale si leggeva del soccorso fornito dalla Madonna durante un’epidemia di colera.

La figura di Maria è così racchiusa in una bella cornice finemente lavorata.

Vi si distingue anche il monogramma di Lei.

E nella parte superiore si trovano certi piccoli dolcissimi putti.

La bella edicola è così collocata tra le case vetuste della città vecchia, tra le finestre che si affacciano su quei caruggi un tempo percorsi anche dal popolo devoto che alzava lo sguardo verso questa Madonna affidando a Lei dubbi, speranze e incertezze, chiedendo il suo aiuto per una tremenda malattia e il suo soccorso nelle difficoltà della vita.

Là, sotto il cielo chiaro di Genova ancora si ammira questa immagine sacra.

Un velo ricopre il capo di Maria, Lei tiene le mani incrociate sul petto e le palpebre socchiuse, un amorevole sorriso illumina il suo volto, così ancora resta in Via dei Giustiniani l’immagine di Nostra Signora Consolatrice degli Afflitti.

Via Eugenia Ravasco: l’edicola della Madonna Immacolata

È una delle belle edicole genovesi e si staglia in un tratto della Superba dove più forte si coglie il mutare dello spirito dei tempi.
Si trova infatti in Via Eugenia Ravasco, strada che dall’antica Piazza di Sarzano conduce al quartiere di Carignano, percorrendo Via Eugenia Ravasco si attraversa quel Ponte di Carignano sotto il quale un tempo si snodava la popolosa Via Madre di Dio.
Erano strade affollate di vita, di persone operose e di sogni, poi come sappiamo quel quartiere venne spazzato via per lasciar posto a freddi e anonimi edifici moderni.
E così visse un altro tempo anche l’edicola di Via Eugenia Ravasco verso la quale si alzarono molti occhi devoti.

L’opera risale XVII o XVIII secolo ed ha beneficiato di un recente restauro che di certo ne esalta le armonie.
Così nella nicchia si ammira la bella statua marmorea: Maria tiene le mani al petto e il capo così dolcemente reclinato.

Ai piedi di lei e sotto la nuvola sulla quale si posa ecco certi piccoli putti come spesso si trovano in simili rappresentazioni della Madre di Dio.

Il palazzo sul quale potete ammirare questa raffinata edicola è il medesimo sul quale è affissa la targa dedicata a Giulio Cesare Drago della quale scrissi diverso tempo fa in questo articolo.

Sotto la luce di Genova, come in anni lontani, in Via Eugenia Ravasco lo sguardo ancora ritrova la grazia e l’armonia della Madonna dell’Immacolata.

La Madonna Assunta di Palazzo San Giorgio

Volge le spalle al mare e lo sguardo verso la città e verso i palazzi antichi, verso la gente che cammina sotto i porticati più vetusti di Genova.
È la Madonna Assunta che potete ammirare su Palazzo San Giorgio, storico edificio cittadino e oggi sede dell’Autorità Portuale.
Sulla facciata antistante Via Frate Oliverio ecco così l’antica edicola con l’immagine di Maria.

È una delle più curate e ben tenute della città, grazie anche ad un accurato restauro che così la fa risplendere tra le finestre di Palazzo San Giorgio, sotto la luce gloriosa di Genova.

E il sole bacia questi angeli pieni di grazia che recano frutti generosi.

Magnifico è il drappeggio del manto che cinge i loro fianchi, perfetta è la curva di quelle ali palpitanti.

Tra queste creature celesti è custodita la statua di Maria e la protegge una fitta grata.

Su di Lei piccoli putti in volo reggono la corona e creano questo senso bellissimo del movimento reso ancor più armonioso da un’evidente ricerca della simmetria.

Così gli angeli circondano la nicchia che ospita l’immagine della Madonna.

E luccica di oro il monogramma di Maria.

E così vedrete la bella edicola genovese, camminando sotto i nostri portici che fanno da cornice a questo scorcio di Palazzo San Giorgio, in quella parte di Genova dove si trovano molte botteghe da noi molto amate, là dove sacro e profano convivono in perfetta armonia.

Vico del Rosario: la statua di Sant’Antonio Abate

Accade così, gironzolando nei caruggi gli occhi trovano spesso l’immagine cara della Madonna, avvolta nel suo manto e ospitata in quelle edicole che adornano palazzi vetusti della città vecchia.
Sono statue protese sui passanti, mani giunte o braccia aperte in un gesto mistico e accogliente ma Maria non è la sola ad essere rappresentata nelle strade di Genova, anche i santi trovano posto negli angoli antichi e in certe nicchie.
A esempio provate a recarvi in Vico del Rosario, un vicoletto breve che si percorre con pochi passi e unisce Via della Maddalena e Piazza Inferiore di Pellicceria, sono quei caruggi dove si respira ancora la lunga storia di questa città.

E lassù ecco la figura di Sant’Antonio Abate.
Incisa sul marmo che sovrasta il portone si legge anche questa scritta: restaurata anno 1787.
E quando si trovano testimonianze come queste il mio pensiero va subito alle mani di abili artigiani che sfiorarono e toccarono questi marmi per prendersene cura: da quei restauri sono trascorsi più di 230 anni e noi ancora osserviamo questo antico portale.

Si potrebbe anche provare a immaginare i volti di tutti coloro che varcarono questa soglia e solo in questo breve tratto di strada potremmo scrivere un romanzo infinito di amore e di gloria, di cadute e trionfi, le vite si susseguono e se ci pensate ognuna è un libro di avventure.

Coloro che a vario titolo e in diverse epoche si ritrovarono in questo tratto di Vico del Rosario forse alzarono gli occhi e lessero le parole indirizzate a Sant’Antonio che anche voi potete vedere: defende nos ab igne e cioè difendici dal fuoco.
A quali fiamme si riferirà questa incisione?
Forse potrebbero facilmente essere quelle dell’Inferno in quanto di Sant’Antonio Abate si narra che si sia recato laggiù proprio per sottrarre a quel fuoco terribile le dolenti anime dei peccatori.
Tuttavia occorre anche ricordare che il Santo protegge coloro che soffrono di quella malattia nota appunto come Fuoco di Sant’Antonio.
L’antica statua pare poi mancante di un pezzo, lo si evince osservando i dettagli della mano sinistra.
Sant’Antonio Abate viene in genere rappresentato mentre regge la Croce a Tau e forse potrebbe essere questo l’oggetto che la statua teneva in una mano.

Sotto a questo cielo uguale a quello che guardarono tutti coloro che sono venuti prima di noi e se ci pensate questa è una cosa in qualche modo straordinaria.

Là resta la mistica figura di Sant’Antonio Abate, nella confortevole penombra di Vico del Rosario.

La Madonnetta di Vico Spada

La Madonnetta di Vico Spada abita in un angolo luminoso dei caruggi, è una zona immersa tra due mondi, crocevia di tempi, vite ed emozioni.
Tra Via Garibaldi e la Maddalena, tra i fasti dei più nobili palazzi nobiliari e le nostre belle botteghe dei Macelli di Soziglia, là troverete la Madonnetta di Vico Spada, ha la sua grazia femminea di giovane madre e tra le braccia tiene il suo piccolo Gesù.

Le hanno messo davanti una solida grata che la protegge e tuttavia la cela anche ai nostri sguardi, a me piacerebbe vedere quella Madonnetta semplicemente baciata dal sole caldo che la rischiara, senza nulla a nasconderla, tuttavia  so bene che tale soluzione viene adottata per difendere la statuetta.
E lei resta là, presiede la nostra amata Piazza del Ferro con i suoi negozietti, da lì passano i genovesi che vanno a fare acquisti nei caruggi.

Vico Spada (2)

Lei resta, dolce presenza silenziosa, su quei vicoli antichi posa il suo sguardo gentile.

Vico Spada (3)

E alle sue spalle appena si intravede un cielo polveroso nel quale ancora paiono brillare certe stelle caparbie, ai piedi di Maria una mano devota ha posto fiori dalle tinte accese.

Vico Spada (4)

E nessuna patina oscura invece il cielo che la sovrasta, azzurro e brillante come sa essere a volte in questa città.

Vico Spada (5)

Là, vicina alle case dei genovesi e ai negozi delle nostri tradizioni, legata ai pensieri che conducono ai tempi distanti ancora rimane tra di noi la bella Madonnetta di Vico Spada.

Vico Spada (6)

Passeggiando vicino a Via Luccoli

Passeggiando in un giorno di sole a due passi da Via Luccoli, nel caruggio che per un tratto corre in parallelo e che conosciamo come Via David Chiossone.
A volte la luce, in questi luoghi, ravviva i colori caldi dei muri antichi.

Qui, dove amorevoli gesti custodiscono strade e devozioni del tempo perduto.

Via Chiossone (2)

Ad ogni angolo archetti, piccole edicole, marmi chiari e curati.

Via Chiossone (3)

E oltre ancora troverete un archivolto.

Archivolto Guarneri (1)

Poi davvero, basta cambiare punto di osservazione e la luce ti travolge e ti fa innamorare di certe prospettive mai vedute.

Archivolto Guarneri (2)

Sono giornate di cielo terso e brillante e di meravigliosi ritagli di cielo, basta alzare gli occhi.

Vico dei Garibaldi

E luce e ombra ancora si incontrano e di nuovo si toccano, si scorge il profilo di una scultura e una catenella che potrebbe a volte dondolare piano.

Via Chiossone (4)

È ancora un’edicola, con i fiori posati ai piedi di una Madonnina candida e uno fondo celeste chiaro.
È sempre, ancora, questione di prospettive.

Vico dei Garibaldi (2)

E sono altre luci, vetri, riflessi, tende e incroci di strade.

Via Chiossone (6)

E magari ti stupirà anche scoprire che, in questa epoca di oggetti effimeri e poco durevoli, ancora esiste qualcuno che ripara gli ombrelli.
Aggiustare le cose è un gesto saggio e antico che parla un po’ di amore e di buone consuetudini di un tempo che a volte ci sembra distante.

Via Chiossone (5)

Accade, a volte.
Nei luoghi dove la luce cade contro una persiana, là dove sono appesi i vasetti colorati con le pianticelle.
E poi finestre, colori, foglioline e vita.
E tutto è perfetta armonia, mentre il sole dona chiarore e audace sfiora certi fieri guardiani dei nostri caruggi.

Via Chiossone (7)

La Madonna di Piazza Stella

La Madonna di Piazza Stella veglia benevola sui passanti e su tutti coloro che attraversano queste strade antiche.
Ai piedi di lei qualcuno ha posto candidi fiori, rappresentano un affettuoso tributo alla Madre di Dio e forse anche all’amore che i genovesi nutrono per le belle edicole poste nella città vecchia.

La dolce figura di Lei fu un tempo rischiarata da tremule fiammelle di lampade e nel luogo nel quale essa si trova, là dove ha inizio Vico del Sale, in epoche di altra devozione forse avrà ascoltato le sommesse preghiere del popolo devoto.
Il gruppo scultoreo rappresenta la Madonna della Misericordia apparsa a Savona al Beato Botta, l’umile contadino è in ginocchio davanti a Lei.

Piazza Stella (2)

Mi sono piacevolmente stupita di trovare quelle corolle rosa e bianche sotto questa immagine sacra, nei nostri tempi distratti non è poi così frequente.
È segno di cura e attenzione, è un gesto carico di rispetto e di amore per la storia della città.

Piazza Stella (3)

Fiori per il suo amorevole sguardo di madre.

Piazza Stella (4)

Lei ha i tratti garbati di fanciulla poco più che adolescente, lei apre le braccia in un gesto accogliente e generoso.

Piazza Stella (5)

Illuminata dalla luce che filtra tra le case alte dei caruggi, sotto il cielo di Genova.

Piazza Stella (6)

Candida come i fiori posti ai suoi piedi, nella semplice e raccolta bellezza di Piazza Stella.

Piazza Stella (7)

Passeggiando per Voltri

Non sempre conosciamo bene tutte le zone delle nostre città, a volte semplicemente perché non abbiamo occasione di visitarle e a volte ci sono luoghi che hanno serbo per noi bellezze e stupori inaspettati.
Vi porto ancora a Voltri, nell’estremo ponente di Genova, un tempo questo era un comune autonomo e in un certo senso si può dire che ancora conservi quella sua identità.

Voltri era celebre nel passato per le sue numerose cartiere alle quali è legato un detto genovese che così recita: tutti gli stracci vanno a Voltri, facendo chiaramente riferimento al materiale usato per produrre la carta.
Di Voltri mi piace la conformazione, quei suoi caruggi dalle case colorate.

Voltri (2)

Sono tinte calde e accese di Liguria.

E scorci tipici di questa terra.

Voltri (4)

E poi edicole e devozioni forse di un altro tempo, le trovate ovunque per le strade della vecchia Voltri.

Voltri (5)

E poi portoni vetusti, battenti e antiche serrature e luoghi che conservano storie che non possiamo conoscere.

Voltri (6)

E qui in Via Chiaramone c’è anche una tripperia, ormai a Genova sono davvero pochi i negozi come questo e uno è orgogliosamente situato in quel di Voltri fin dagli anni ‘50.

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Passeggiando per queste strade, ancora una volta come in passato, le ho trovate curate e ordinate, chiaramente molto amate dai voltresi che credo vivano con autentico senso di appartenenza questi luoghi.
Queste strade sono ora parte di una grande città ma in un certo senso restano un mondo a parte.

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Rimane, nei luoghi, la traccia del passato e alcuni toponimi hanno un sapore antico come ad esempio il Vico del Granaio.

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Voltri nel corso degli anni è cresciuta, il progresso ha portato la sua naturale espansione urbanistica ma si conservano antiche chiese strette tra i caruggi e così svetta il campanile della Chiesa di Sant’Ambrogio.

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La chiesa racchiude al suo interno numerose ricchezze come dipinti di Giovanni Andrea De Ferrari, Bernardo Strozzi e Giovanni Andrea Ansaldo.

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E poi, sopra di voi, questa magnificenza.

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E tra le molte bellezze anche la statua lignea della Madonna della Mercede opera di Anton Maria Maragliano.

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Voltri è ricca di stradine, caruggi, luoghi da scoprire.

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E in questo tratto c’è ancora una statua con l’effige della Madre di Dio.

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La storia di Voltri, poi, ha il suo lungo elenco di notabili e di personaggi illustri, di benefattori e di eroi, di alcuni di loro vorrei parlarvi diffusamente e spero di farlo presto.
Qui nacque un valente pittore e una targa è affissa in sua memoria sulla sua casa natale.

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E potrete ammirare l’opera del suo talento non solo nella già citata chiesa di Sant’Ambrogio ma anche nella chiesa dei Santi Niccolò ed Erasmo.

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Magnifica e gloriosa, racchiude autentici capolavori di celebri artisti come ad esempio Domenico Piola e merita davvero una visita approfondita.

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Qui sotto questi bagliori di luce potrete ammirare anche la Madonna del Rosario scolpita da Domenico Parodi.

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A Voltri sono stata con questo sole splendente che luccicava sul mare e ravvivava le tinte calde.

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E poi ho gironzolato su e giù per i caruggi proprio come piace a me.

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E non si può trascorrere una giornata a Voltri senza fare merenda con la celebre focaccia di Priano, questo nome a Genova è una sorta di leggenda che si lega al profumo della focaccia calda e gustosa che viene sfornata in quel di Voltri.

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Ora dovete sapere che qui parliamo del gotha della focaccia, quella di Priano è completamente diversa da tutte le altre.
È sottile, fragrante e deliziosa e si distingue perché viene cosparsa con farina di polenta, la ricetta speciale della famiglia Priano viene proposta fin dagli anni ‘60 per la gioia di coloro che hanno la fortuna di gustarla.

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E sì, concediamoci una passeggiata davanti al mare blu di Voltri, con questa luce!

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E chi lo desidera può scegliere la focaccia con la cipolla, chiaramente da Priano fanno anche quella!

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Qui i gozzi riposano davanti all’azzurro.

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E a poca distanza, sempre in Via Camozzini, ecco la Farmacia Serra dei miei amici Edoardo e Maddalena Schenardi.

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Con loro ho condiviso questa splendida giornata in quel di Voltri e ancora li ringrazio per avermi fatto scoprire tante bellezze che non conoscevo.

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E andiamo ancora oltre, sempre verso ponente.

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Mentre sulle alture di Voltri sbocciano sui prati i fiori delicati e le nobili rose dell’ Ostaia da ü Santü dove abbiamo pranzato meravigliosamente.

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Nominando Voltri, poi, non si può dimenticare la figura di lei, Maria Brignole Sale Duchessa di Galliera che a Voltri era molto legata, appartenne alla sua famiglia la villa che ora è un parco pubblico, nelle stanze del prestigioso edificio ha sede una scuola.

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E la Duchessa di Galliera mi perdonerà se a lei dedico appena poche righe, del suo giardino all’italiana tornerò a scrivere, oggi questa pagina è dedicata a luoghi che anche lei amava anche se da allora sono molto mutati.

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Io ho camminato in queste strade tra pianticelle, raggi di sole e colori vivaci.

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Dove piccoli mazzolini di fiori vengono posati davanti alle statuine della Madonna.

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Dove il mare sbuca tra le case.

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E poi, ancora più a ponente, a Vesima, c’è un edificio che ospita la Fondazione Renzo Piano che si occupa di curare anche tutta la zona circostante con particolare attenzione per gli arredi urbani.

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E questa, immersa nel verde degli alberi, è la palazzina dove ha sede la Fondazione e sulla collina, non visibile dalla strada, si trova lo studio del celebre architetto.

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Un luogo dedicato a coloro che amano questa costa e che la vivono quotidianamente.
Un luogo per i pescatori, i bagnanti, i ciclisti e gli amanti del mare.

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Luccicano le onde chiare che lambiscono la riva.

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E qui, davanti a questo mare, termina la mia splendida passeggiata a ponente, alla scoperta delle molte bellezze di Voltri.

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