La memorabile vacanza del barone Otto

“Avrai mica intenzione di scrivere la storia delle nostre avventure, Otto?”
“Certo” risposi.
“Da far circolare tra i nostri parenti il prossimo inverno?”
“Certo” ripetei.

Ed ecco a voi il racconto scritto dall’illustre nobiluomo, tagliente figura letteraria scaturita dalla fantasia di Elizabeth von Arnim: è lui il protagonista principale ed io narrante del brioso romanzo La memorabile vacanza del barone Otto pubblicato per la prima volta nel 1909 ed edito in Italia da Bollati Boringhieri.
Dunque il nostro è un rigido ufficiale prussiano, per la precisione è maggiore del reggimento di artiglieria di stanza a Storchwerder, immaginate il personaggio.
Condivide le sue peripezie vacanziere con la moglie Edelgard, nel mese di agosto i due hanno infatti deciso di unirsi ad una bella e variegata compagnia per un’esperienza a dir poco originale a bordo di romantici carrozzoni trainati da cavalli per le placide campagne della verde Inghilterra.
Ecco, a dire il vero da principio tutto suona così romantico e bucolico ma è ben evidente che la trama imbastita dall’autrice riserva diverse sorprese, disagi e disavventure di ogni genere.
Ad esempio:

“Questo, in verità, è un aspetto terribile dei viaggi in carrozzone: gli accampamenti non ci sono mai quando ce n’è bisogno e, al contrario, sono spesso lì quando li si cerca.”

Non parliamo poi delle fatiche per mettere insieme un pasto decente, delle stoviglie che si rovesciano durante il viaggio, delle inesorabili gocce di pioggia che cadono sul letto e di altre amenità ben narrate con pungente ironia dalla sapiente penna della Von Arnim.
Dovete poi sapere che il barone è un personaggio peculiare, ha un carattere piuttosto tronfio ed è assolutamente convinto della propria superiorità, mi sembra ovvio.
Che balzani questi inglesi, che maniere fin troppo moderne!

E a proposito dell’universo femminile il barone ha delle idee a dir poco antiquate, pretende che la moglie sia la sua cortese ed affabile ancella, pensa pure che le fanciulle dovrebbero ricordarsi che la bellezza presto svanisce e che l’unica possibilità di piacere è essere gentile, di poche parole, premurose e accorte.
Ora, le circostanze narrano che la sua cara Edelgard sia stata una donna piuttosto tranquilla e remissiva, tuttavia questa particolare vacanza avrà certi effetti su di lei e pagina dopo pagina il lettore la vedrà mutare carattere e maniere nei confronti del suo consorte.
Edelgard diviene autonoma, assertiva e fieramente sicura di sé, tanto che si assisterà ad una gustosa scenetta nella quale lui si lamenta di questo e quell’altro, pretende persino che la moglie gli porti l’acqua per il pediluvio ma lei non ne ha nessuna intenzione e lo mette a posto proprio per bene, usando le giuste parole con tono garbato.
Tutta colpa di quel socialista, uno che fa parte del gruppo e che ha delle idee ben diverse rispetto al barone Otto a proposito delle donne, ecco!
Anche con gli altri della compagnia il nostro nobiluomo finirà inevitabilmente per avere qualche scontro o frizione, quello che sembrava un gruppo ben assortito non sarà poi tale e la vacanza avrà degli esiti non previsti.
In questo piacevole romanzo Elizabeth Von Arnim tratteggia con stile maniere e consuetudini di una certa società offrendo uno spaccato di quella quotidianità con raffinato senso dell’umorismo, è una lettura gradevole e non particolarmente impegnativa ma comunque elegante.
E allora se anche voi volete fare questo viaggio, preparatevi con cura, ogni viaggiatore potrà portare una valigia rigida e un baule e potete starne certi, la brava Edelgard ha un talento fenomenale per fare i bagagli.
E poi con il treno si raggiungerà una ridente località del Kent dove si trovano i carrozzoni per questo mirabolante viaggio: signore e signori, tutti a bordo, così ha inizio La memorabile vacanza del barone Otto.

Annunci

Un incantevole aprile

Londra, anni ’20.
Una giovane donna poco appariscente e stanca del suo quotidiano legge su The Times un annuncio che cambierà il suo destino: in Liguria c’è un castello in affitto per il mese di aprile, è un luogo perfetto per gli amanti del glicine e del sole.
Mrs Wilkins sa bene che quella sarebbe la vacanza ideale per lei: lontana dai grigiori di casa, immersa nella dolcezza dei colori mediterranei.
Inizia così la delicata avventura di Un incantevole Aprile, un delizioso romanzo di Elizabeth Von Arnim edito da Bollati Boringhieri.
Mrs Wilkins, dicevo, vorrebbe tanto affittare quel castello, tuttavia non può permetterselo e per un caso del destino si ritrova a condividere quel mese di primavera con altre tre donne a lei sconosciute.
Quattro donne, ognuna a proprio modo alla ricerca di se stessa.
Mrs Wilkins e Mrs Arbuthnot sono sposate e in realtà sono entrambe insoddisfatte, per motivi diversi.
Ad esempio, Mrs Arbuthnot è molto religiosa e si trova nel fatale imbarazzo di avere per marito uno scrittore di biografie scandalose, grazie al cielo lui usa uno pseudonimo!
Ci sono poi la leggiadra e nobile Lady Caroline e l’anziana e indimenticabile Mrs Fisher, una donna alla quale non mancano una certa verve e un certo carattere.

Mrs Fisher trovava sempre da ridire sui raffreddori degli altri; erano sempre causati da imprudenze, e poi passavano a lei, che non aveva fatto nulla per meritarli.

Una donna assai peculiare, davvero!
Questo non è un romanzo dalla trama fitta ed intricata, è un libro di sensazioni, profumi e colori, è un libro di piccoli tumulti del cuore, ripensamenti, banali incidenti e grandi emozioni.
Ed è un libro che parla di luoghi, l’autrice trascorse un soggiorno a Castello Brown a Portofino e quella parte di Liguria è lo scenario del romanzo, con i suoi profumi e con le sue fresche fragranze.

E sono glicini, nasturzi, gerani scarlatti:

Oltre questo spettacolo fiammeggiante il terreno degradava a terrazze verso il mare, e ogni terrazza era un piccolo frutteto dove tra gli ulivi crescevano le viti sui graticci, alberi di fico, peschi e ciliegi.

In questa atmosfera armoniosa si muovono le quattro protagoniste con i loro capricci e le loro incertezze, le loro piccole vicende quotidiane e i loro amori, uno ad uno entreranno in scena anche i personaggi maschili.
Il romanzo scorre lieve e piacevole, si apprezzano anche scene di autentico humour tipicamente inglese, una su tutte la catastrofe del bagno che mi ha strappato più di un sorriso.
La Von Arnim era di origine australiana ma visse a lungo in Inghilterra e trovo la sua scrittura piacevolmente garbata e davvero molto british.
Da questo libro sono stati tratti due film, io vidi quello girato nel 1992 e lo trovai splendido.
Lessi questo libro molti anni fa e l’ho riletto ora con molto piacere, il desiderio di conoscere meglio questa autrice lo devo alla mia amica Viv che sul suo blog spesso presenta i romanzi della Von Arnim, vi propongo così la sua recensione di Uno chalet tutto per me.
La giovinezza e la bellezza, l’arguzia, l’ironia e la gioia dei nuovi inizi, questo troverete tra le pagine di Un incantevole aprile.
E troverete la magia di un luogo che suscita stupore e senso di meraviglia, doni che possono cambiare davvero il nostro sguardo sulla vita.

Aprile arrivava dolce, come una benedizione, e quando il tempo era favorevole, era così bello che diventava impossibile non sentirsi diversi, non sentirsi emozionati e commossi.

Castello Brown e il Percorso Olivetta, le bellezze di Portofino

E oggi vi riporto nuovamente a Portofino.
Non per la sua piazzetta e tra le sue stradine, no.
Vi porto su, lungo un sentiero.
E parte da qui la nostra salita.

Una scala! Che ripida! Ve ne stupite?

Sale e si inoltra nel verde, in un luogo  che è un vero paradiso.

E tra gli alberi si scorge quella meraviglia che è Portofino.
Non sarete mai stanchi di vedere questo panorama, davvero mai.

Ed è un sentiero che sale, tra il verde odoroso e umido, prolifico e vitale.

Ed è un cammino nella pace, nel silenzio.
Vi condurrà qui, a Castello Brown.
Questa zona della Liguria è sempre stata molto amata dai viaggiatori stranieri.
Tra gli altri, nel 1920 soggiornò a Castello Brown la scrittrice Elizabeth Von Arnim e qui è ambientato il suo romanzo più noto, Un incantevole Aprile.
Il Castello fu poi lo splendido scenario del film tratto dal libro.

La natura è rigogliosa e ricca, e sono alberi carichi di freschi limoni, piante dalle foglie lucide e nutrite.

E rose che si arrampicano allegre sopra i muri.

E tra gli alberi il mare.

Una vegetazione lussureggiante e di una bellezza da mozzare il fiato.

E altre rose sbocciano al sole.

E fiori gialli e piante di ogni specie.

E scorci romantici, perfetti per una nostalgica signorina inglese!

E poi si scende, lungo il Percorso Olivetta.

E la natura si mostra in tutta la sua prepotente bellezza.

E si guarda tra i rami.

Si cammina nella quiete,  tra gli alberi.

All’ombra, protetti da rami che si protendono sul sentiero.

E non si vorrebbe mai andar via, ma rimanere lì, su quelle panchine, a respirare aria pura, a colmare gli occhi della bellezza del mare e della natura.

E questi alberi vi riservano dei panorami ineguagliabili.

La natura e l’uomo, in armonia.

E poi si torna indietro, tra i profumi dei fiori.

E  tutto intorno è incantevole, come in quel libro di Elizabeth Von Arnim.

Tra gli alberi e i fiori, tra gli incanti della riviera.

Vi lascio qui, davanti al Golfo del Tigullio, da dove ripartiremo per salire ancora tra quegli alberi.
Vi lascio qui,  davanti a quel mare che sa farci innamorare e sospirare.