Equilibri di Blu

Lui si chiama Blu, mi hanno detto che è un gatto di riviera ma abita a Fontanigorda e mi pare che si trovi proprio bene.
Nei mesi scorsi l’ho visto diverse volte passeggiare fiero sulla ringhiera, accoccolarsi su quella sedia oppure dormicchiare al sole, molto spesso poi mi è capitato di sorprenderlo mentre si sporgeva e guardava giù, teneva d’occhio i vari micetti che giravano lì sotto.
Lui invece se ne stava sempre lassù, sul terrazzino.
E così l’ho visto anche nel corso della mia ultima giornata a Fontanigorda, con questa bellezza semplice e non posso far altro che portarla qui, sulle mie paginette.
Spirava l’aria frizzante di settembre, c’erano vasi colmi di gerani tenaci, finestre chiuse e candide tendine di pizzo.
E c’era lui, protagonista di un quadro dalle armonie perfette: equilibri di Blu, nella quiete di una fresca mattinata.

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Ciao, mia cara Fontanigorda

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”

Cesare Pavese – La luna e i falò

Ciao mia bella Fontanigorda, si torna a Genova ed io ti saluto così, con nostalgia e sincero affetto, spero di rivederti presto.

Zucche di settembre

Sono zucche di settembre e tutte maturano nello stesso orto, nutrite dal sole caldo dell’estate eccole in tutto il loro splendore di questi giorni che già annunciano la vicinanza dell’autunno.
Sono tutte diverse tra loro, una è grande e gialla come i girasoli.

E tra le differenti sfumature ecco certe striature e un trionfo di arancio.

Una delle zucche poi è ancora piccolina, non può competere con le sue vicine.

E ancora altri contrasti, questa bellezza rustica e sorprendente tra il verde dell’orto.

Così, lentamente, l’estate cede il passo alla stagione nuova e ai suoi colori caldi e intensi come le foglie accartocciate che cadono sui sentieri, come le cime degli alberi smosse dal vento, come le zucche maturate secondo il ritmo sempre perfetto della natura.

Zucche gialle, striate, con note di ocra o di arancio, ricche di luce e di polpa: queste sono le zucche di settembre a Fontanigorda.

Una ghiandaia molto fortunata

È una ghiandaia molto fortunata, ormai è da tutta l’estate che la trovo sempre allo stesso posto: sembra infatti che abbia messo su casa in un magnifico orto qui a Fontanigorda, io la incontro sempre lì, guarda che caso!
Ora poi, rispetterò la riservatezza della signora ghiandaia e quindi non vi rivelerò dove si trovi esattamente il suo orto ma sappiate che passando di lì potreste udire un battito d’ali o un movimento rapido tra le foglie.
Eccola, è lei!

Al solito ostenta un’espressione innocente, la ghiandaia cerca sempre di passarla liscia, ormai la conosco, fidatevi di me.

Tuttavia a Miss Fletcher non sfugge nulla, mi sembra logico, a me non la si fa!
E infatti posso garantire di aver visto la ghiandaia passeggiare serafica nell’orto, nei pressi di un generoso albero di mele.

E poi, nel pieno del caldo agosto, l’ho trovata infrattata tra le foglie del pero, forse pensava di non essere notata ma non è così!

Ora con l’occasione vorrei ricordare che alla mia piccola collezione di piume di uccello manca proprio quella piuma turchese così vistosa e quindi, cara signora ghiandaia, se fosse così cortese da farmene dono io le sarei molto grata!

Mentre attendo speranzosa l’agognata piuma condivido con voi la bellezza sfolgorante di questa creatura bellissima: una ghiandaia fortunata di Fontanigorda.

Panni stesi d’estate a Fontanigorda

Questa è una storia di aria, di sole e fili da stendere, è una storia di tovaglie ora riposte nei cassetti dei comò nelle seconde case e di magliettine chiuse in valigia per essere riportate in città, questa è una storia di panni stesi di Fontanigorda durante il tempo della calda estate.
Questa è una storia di bucati piccini, di case color salvia e di cielo sereno sullo sfondo.

E poi è un’avventura di lenzuoli che si impigliano nelle rose tra antiche case di pietra.

E di diverse gradazioni di celeste contro il turchese invincibile.

E di rosa e di arancio e di ortensie generose.

E poi è una storia di ondeggianti tinte pastello così abilmente sospese nel calore di luglio.

Di persiane aperte, finestrelle, colori confetto e rose profumate.

È una poesia di vento, ringhiere, nuvole leggere e tinte accese, poi certi terrazzini donano di giorno in giorno sempre nuovi stupori.

È anche un gioco di quadretti e di plaid da stendere sul letto nelle fresca estate della Val Trebbia.

Ed è una danza di luci e di ombre, un gioco di contrasti, una sorpresa, una bellezza che amo sempre ritrovare nel tempo d’estate e dei panni stesi a Fontanigorda.

I colori di Sori

Vi porto ancora con me sulla Riviera di Levante, nel tempo del sole.
Era l’inizio di giugno, stagione di luce che rischiara le belle case di Sori abbarbicate sulla costa scoscesa.

Sono vari e radiosi i colori di Sori, spiccano così in quelle creuze che portano al mare.

Sori (2)

Nelle case alte, nella magnifica verticalità della Liguria.

Sori (3)

E poi la spiaggia, il mare turchino, l’onda di bianca spuma.

Sori (4)

Una chiesetta, le facciate color biscotto.

Sori (4a)

I lettini chiusi, gli ombrelloni, l’estate doveva ancora iniziare.

Sori (5)

E finestre, quadretti e panni stesi.

Sori (6)

E barche, verde, azzurro e profumo di salsedine.

Sori (7)

Nella semplice bellezza di Sori, un posto nel quale non mi dispiacerebbe affatto vivere.

Sori (8)

E sassi, barche e laggiù soltanto mare.

Sori (9)

E vento che agita gli ombrelloni e accarezza la pelle.

Sori (10)

Colori e prospettive autentiche di Liguria, i luoghi come questo non hanno nulla di artefatto, solo si mostrano nella loro vera bellezza.

Sori (11)

E poi l’onda che si frange sui sassi e si dissolve.

Sori (12)

E ancora caruggi, salite, profumi d’estate.

Sori (13)

Nella prospettiva bellissima di Sori, con il suo campanile svettante.

Sori (14)

Mentre piano l’acqua del mare disegna la sabbia, lascia la sua traccia e la sua freschezza.

Sori (15)

Mentre le barche riposano a riva.

Sori (16)

In questo gioiello semplice della nostra Liguria, con questo brio e questa luce, questi sono i colori brillanti di Sori.

Sori (17)

Il primo giorno di settembre

Il primo giorno di settembre è per molti di noi tempo di nuovi inizi.
Declina piano l’estate, cede il posto ad una stagione nuova, le foglie si staccano dai rami ed io mi sorprendo a guardarle ondeggiare nell’aria e poi cadere al suolo.
Il primo giorno di settembre annuncia l’autunno che appare già, in certi luoghi, nei toni e nei colori.
E già si svela nel clima mutevole, nelle nuvole che rapide occupano l’azzurro, nei temporali pomeridiani accompagnati dal fragore del tuono.
Sa essere indeciso e capriccioso questo mese, sa essere una promessa e anche una speranza.
Inizia così per me, con una via dalle belle curve sinuose che si snoda nel verde rigoglioso degli alberi mentre ai lati della strada una sull’altra si posano le foglie dorate.
Benvenuto a te, primo giorno di settembre.

Fior di melanzana

Sbocciava nell’abbondanza estiva di un orto impervio, tra foglie generose e ampie, nella calura di una mattina di agosto.
Ed io credo proprio di non aver mai veduto prima questo fiore, altrimenti me ne sarei ricordata.
Ha un’eleganza sfrontata e vivace, sfoggia una parvenza di liscio velluto, le sue diverse screziature di viola si aprono così sotto i raggi del sole mentre i frutti maturano piano.
Un fior di melanzana, nelle semplici armonie della campagna, spicca così per la sua solare bellezza e per il suo rustico splendore.

Una bella compagnia

Nel corso di questa calda estate li ho veduti più di una volta: stanno in un prato vicino a casa mia, non so da dove arrivino ma ad annunciare la loro presenza sono i campanacci che portano al collo.
A volte su quel prato ci stanno persino tutta la notte, si vede che lì prendono il fresco!
È una bella compagnia ed è composta da eleganti cavalli accompagnati da qualche infiltrato: la prima volta sono venuti con un asino.

C’è erba per tutti, non c’è bisogno di agitarsi!

L’asinello, devo dire, mi è sembrato molto docile e socievole.

I cavalli vanno e vengono, di preciso ritornano sempre su quel prato, evidentemente è il loro posto preferito.

E in una diversa occasione chi c’era con loro? Un piccolo, fantastico pony, ve l’ho detto che si tratta proprio di una bella compagnia!

Il cavallino pezzato quel giorno lì era in vena di giocare e così si è esibito in uno speciale repertorio di capriole.

Cavalli (6)

E poi aveva appena smesso di piovere e quindi è rimasto lì, spalmato sull’erba bagnata.

Cavalli (7)

E quindi baldanzoso si è alzato sotto i miei occhi curiosi, proprio un bel tipetto!

Cavalli (8)

Fanno parte del gruppo cavalli maestosi che sfoggiano una certa possanza.

Poi c’è chi, nel suo piccolo, fa comunque una bella figura!

Stanno tutti insieme, grandi e piccoli, si trovano bene tra di loro: guardateli lì, il pony e il cavallo a spasso sul prato.

E poi, con quella splendida vivacità, ecco alcuni di loro intenti in una corsa gioiosa, criniere al vento e istinto vitale.

Stanno tra il prato e il bosco, tra il sole e l’ombra, creature magnifiche della mia Val Trebbia.

Estate a Santo Stefano d’Aveto

Ed ecco un giorno d’estate a Santo Stefano d’Aveto, principale località della Val d’Aveto, una zona della Liguria che conosce differenti stagioni turistiche, infatti questa è anche la montagna dei genovesi ed è molto frequentata anche nel cuore dell’inverno quando qui scende copiosa la neve, gioia e diletto degli sportivi e degli sciatori.
Il tempo d’estate è invece colorato e rigoglioso, sono molti coloro che trascorrono le vacanze in questa valle accogliente.

Tra il verde dei boschi, là dove i gerani adornano le ringhiere con questa armonia.

Per le strade che si snodano tra antiche dimore.

Mentre sventola all’aria dei monti il bucato dai toni pastello.

Santo Stefano d'Aveto (4)

A Santo Stefano d’Aveto ci sono belle pasticcerie, negozietti di specialità locali, vetrine invitanti, ho persino comprato una certa quantità di mirtilli deliziosi.

Si scaldano al sole d’agosto i tetti di Santo Stefano.

E svetta il campanile accanto alla chiesetta.

Santo Stefano d'Aveto (7)

Tutto attorno fiorisce una natura ricca e generosa, ideale per le passeggiate, le gite e le escursioni, l’Aveto offre infatti diverse possibilità adatte a tutti.

Santo Stefano d'Aveto (8)

E contro il cielo azzurro si staglia l’immagine di Maria che protegge la gente di questi luoghi.

Santo Stefano d'Aveto (9)

Si cammina per le stradine curate e ben tenute.

Santo Stefano d'Aveto (10)

E i petali rossi abbelliscono finestre e davanzali.

E taluni si godono semplicemente la quiete e il fresco ristoratore.

In questa valle prodiga di molte bellezze naturali.

Santo Stefano d'Aveto (13)

Tra boschi e prati di verde lucente sotto il cielo chiaro d’estate.

Santo Stefano d'Aveto (14)

Mentre il sole filtra tra le case colorate del paese.

Santo Stefano d'Aveto (15)

E bacia i tetti, i muri caldi di luce, nella bella estate di Santo Stefano d’Aveto.