Dove gli amori iniziano

Bisognerebbe trovare tutti quei luoghi dove gli amori iniziano, a volte in segreto.
Bisognerebbe disegnare una mappa, disseminarla di cuori e di rime, di citazioni e di promesse, di date memorabili, di nomi o di cifre intrecciate.
E sarebbe la storia delle storie d’amore, dei per sempre e dei mai più, delle gioie improvvise e dei batticuori.
E certamente in questo percorso immaginario si troverebbero diversi orizzonti e tramonti infuocati, tempeste, albe lucenti, piogge scroscianti e solo una giacca per ripararsi.
E prati freschi di rugiada, spiagge di sassi caldi di sole, muretti e ringhiere.
I posti dove gli amori iniziano sono indimenticabili, sempre.
E poi magari non ci si torna, a volte accade.
Restano nella memoria e se esistesse una mappa con la storia di tutti gli amori allora forse si ritornerebbe con il sentimento a cercare di rivedere con l’immaginazione il posto che ci ha visto felici e lo si indicherebbe con il dito: vedi, quello lì sulla mappa è proprio il nostro posto, dovremmo tornarci.
Ora io credo che in certi luoghi di fronte al mare blu siano molti quelli che si sono innamorati solo che non sappiamo quanti, perché nessuno ha mai disegnato quella mappa.
E sai, sono tantissimi i posti così, sono proprio i posti dove gli amori iniziano.

Sori

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Estate 1928: ai bagni della Cava

Ed ecco infine il mese del solleone ai Bagni della Cava, meta dello svago dei genovesi in cerca di ristoro dalla calura estiva.
E così, in questo radiosa estate del 1928 molti scelgono questa spiaggia di sassi del levante cittadino: i bagni della Cava, collocati un tempo nella zona di Corso Aurelio Saffi in quel tratto antistante la rotonda di Via Corsica, saranno poi destinati a scomparire per lasciar posto alla modernità ma in questo inizio del ‘900 i genovesi si dilettano volentieri tra le onde che si infrangono frizzanti sulla riva.
E non manca un certo spirito a queste graziose bagnanti: una palla tra le mani, gli spruzzi di acqua salata, sorrisi che illuminano il viso.

E ci si mette anche in posa per la foto ricordo sugli scogli.
Quanta eleganza in un giorno d’estate alla spiaggia in questo 1928, osservate bene il terzetto: la ragazzina spicca per grazia e semplicità, con la sua frangetta, la sua posa rilassata e la sua acerba bellezza.
Le due giovani donne invece sembra che abbiano pensato a ogni dettaglio.
Una indossa le scarpe con il passante e l’altra ha invece delle calzature con i lacci, i così detti sandali alla schiava.
Una ha il fazzoletto in testa e l’altra porta i capelli raccolti e ha al collo una bella collana.

Ed è estate, ai Bagni della Cava.
Il sole splende alto nel cielo e la felicità riscalda i cuori.
Alcuni indugiano sulla spiaggia, altri con un remo tra le mani prendono il largo e vanno distante dalla riva.
Si vive, si sorride e si respira l’aria fresca del mare.
Ed è il tempo del gioco e della spensieratezza, delle corse sulla spiaggia e dei tuffi nel blu, è il tempo dolce dell’estate del 1928 ai Bagni della Cava.

Dove vanno le farfalle?

Dove vanno le farfalle nelle giornate di sole?
A dirvi il vero, complice forse il grande caldo, mi sembra che le mie belle amiche inizino ad essere più numerose proprio in questi giorni e tante ne ho trovate nei pressi di certe rigogliose lavande.
Stanno là, si dondolano sugli steli.

E spalancano le ali mostrando la loro superba bellezza.

Si nutrono di nettare sublime.

A testa in giù, le farfalle non soffrono le vertigini!

Con questo candore in trasparenza si stagliano contro il cielo blu.

E dividono i piccoli fiori odorosi con insetti ronzanti, ci sono piccole corolle per tutti.

Si librano leggere, condividendo l’aria, il profumo e la dolcezza estiva.

Ha un nome armonioso questa farfalla dalla bellezza vistosa e regale, si chiama podalirio e quando resta immobile a crogiolarsi al sole si mostra in tutta la sue perfetta leggiadria.

Una creatura leggera e piena di grazia, nel tempo d’estate a Fontanigorda.

Mare e gioia

Certe immagini, a volte, già racchiudono tutto ciò che occorre, suscitano sensazioni che sappiamo riconoscere e la persona ritratta in quella fotografia inconsapevolmente sa trasmettere le sue emozioni.
Così è lei, immortalata nella sua magnifica gioventù.
Serena, in quel giorno d’estate, su una spiaggia inondata di sole, sullo sfondo la costa, le case e gli ombrelloni aperti.
Così assertiva, bella e vigorosa, con le sue braccia forti, il piglio deciso, lo sguardo fiero, è una giovane donna moderna e sicura di sé.
E sorride.
Ed è un giorno d’estate e lei è in questa posa.
E porta una fascia sulla fronte, ha i capelli dritti, la riga perfetta da una parte, la pelle liscia, la postura armoniosa.
E se la osservate bene ogni sua emozione è nel suo viso così luminoso e aperto, i suoi occhi ci osservano da un tempo lontano e raccontano semplicemente la sua gioia di vivere mentre il mare canta la musica delle onde.

Luglio e agosto con gli occhi di Jan Wildens

Troverete il calore dell’estate e tutta la sua splendida bellezza in due dipinti di Jan Wildens, pittore fiammingo vissuto tra la fine del ‘500 e la prima metà del ‘600.
Le opere sono esposte a Palazzo Rosso e appartennero un tempo a Maria Brignole Sale, la generosa Duchessa di Galliera che donò i suoi beni alla città: tra questi anche le tele che raffigurano i mesi e che sono ora appunto esposte in questo pregiato museo di Genova, ne fa parte anche il dipinto dal titolo Gennaio –  i pattinatori sul ghiaccio al quale ho dedicato questo post.
E così, in una stagione qualunque, Jan Wildens sa trasportarvi in questo mondo agreste e pacifico, dai colori caldi e densi di sole.
Ed ecco Luglio – Il taglio del fieno, l’opera risale al 1614.
La vita ferve accanto a questo fiume, i cavalli trascinano i carri e i contadini operosi trasportano il fieno.

E si coglie una sincronia di movimenti, in questo scenario campestre di autentica dedizione al lavoro: cade la falce sul fieno, una donna si china su un mucchio dorato, ognuno compie il proprio dovere con instancabile alacrità.

E l’erba è lucente e florida, è una campagna ubertosa, fiorente e ricca, questo è lo sfondo di uno straordinario frammento di quotidianità giunto fino a noi grazie al talento di Jan Wildens.

E poi il sole brilla ancora più glorioso, nello splendore di un’estate dai molti profumi: così si presenta il secondo dipinto dal titolo Agosto – La mietitura.
Nella canicola estiva forse il respiro si fa affannoso ma il fieno si piega sotto i gesti sapienti dell’uomo, la terra è fatica, conquista e sudore.

E così ci si concede anche un momento di quiete per ristorarsi, si riposa insieme seduti per terra con una scodella tra le mani e forse con un bicchiere di latte per ritemprarsi dal duro lavoro dei campi.

E tutto è armonia, perfezione, nel ciclo perfetto dei mesi e delle stagioni.
In questo panorama che ha i toni caldi del sole, nel tempo in cui si cerca la frescura, mettendosi seduti ai piedi di un albero protetti dall’ombra gentile dei rami carichi di foglie.
Così è l’estate con gli occhi di Jan Wildens.

Da Pieve Ligure a Sori guardando il mare

È appena una breve e piacevole passeggiata, si cammina con il sole in faccia nel tempo delle molte dolcezze dalla stazione di Pieve Ligure fino a Sori.
Si inchinano alla maestà del mare gli alberi che si affacciano su questo tratto di costa per noi così consueto ma davvero ricco di straordinaria bellezza che mai mi stanco di apprezzare.

E l’onda lenta piano si frange contro gli scogli.

Le case abbarbicate in alto, tra la frescura, ebbre di luce e sole e di profumo di ulivi frementi.

Ancora ombra, intrecci, costa che si scorge tra il fitto dei rami.

Tutto lo splendore che occorre per sentirsi già in vacanza pur essendo a pochi chilometri dalla città.

E pigne dondolanti e tenaci ginestre che temerarie si sporgono verso l’azzurro.

E gorghi, spumeggiante evanescenza marina, rocce e sale, quel canto che ancora si ripete, con la stessa armonia di tempi diversi e di altre stagioni.

L’Aurelia e le sue curve, i suoi saliscendi in questa terra dalle dolci colline e dalle ardite discese, tra creuze che si snodano tra orti, giardini e scalette, contrasti di una regione che sa offrire molti differenti panorami.

Blu e verde di Liguria.

E diverse sfumature di turchino, sempre più limpido e trasparente e infine chiaro di frizzante spuma di mare.

E trasparenze di acqua cristallina, sotto il sole sfolgorante, camminando da Pieve Ligure fino a Sori.

Estate in riviera

Era tempo d’estate sulla bella riviera.
Il sole splendeva alto e glorioso, il mare era cristallino e la luce sfiorava le case alte e le ringhiere.
E non saprei dire di quale località si tratti, tuttavia posso dirvi che questa fotografia era insieme ad altre riconducibili al ponente ligure e alla zona di Alassio.
Ed era estate, spirava una leggera brezza, i piedi affondavano nella calda sabbia fine e il tempo scorreva dolcemente.
Lui e lei, insieme in ogni stagione della vita o almeno così voglio sperare.
Lui e lei, ritratti in un istante di vera serenità.
La sdraio, i costumi pesanti, la solita moda delle righe, i capelli elegantemente raccolti di lei.
E lasciarsi cullare dal suono lento delle onde e poi ricordare, molti anni dopo, con nostalgia.
E tutto resta, nel cuore e nella memoria.
Era tempo d’estate sulla bella riviera.

Sulle foglie

È solo uno scorcio di bosco in una mattina di luglio.
Nel silenzio.
E dolcemente come un sussurro ecco un fruscio tra le foglie, sui rami, vicino ai muschi umidi e ai piccolo fiori palpitanti.
Ronzio di insetti e canti di uccelli, i suoni della natura non interrompono questa magnifica quiete, soltanto l’accompagnano e ne sono la voce.
Anche tu, quando cammini, su un prato e nel bosco, divieni parte di tutto questo.
Semplicemente.
E sempre la natura è nuovo stupore.
E così, in una mattina di luglio, ho alzato gli occhi e là, sopra di me c’era un gioco di ombre e di diverse sfumature di verde e ancora oltre il celeste intenso d’estate.
E la luce brillante e vivace si posava appena sulle foglie.

Amiche rondini

Come ogni anno sempre le ritrovo e rivederle è pura felicità: le mie amiche rondini allietano le nostre giornate e si posano in ogni dove.
Curiose, agitate, sempre indaffarate, le rondini non stanno mai quiete.
Si posano sul filo e poi si librano nell’azzurro, girano intorno alle case e poi si fermano di nuovo.

È vero, a volte sembrano tranquille e pacifiche, se ne stanno lì beate a prendere il sole.

Poi, all’improvviso, una di loro inizia a garrire ed ecco che quel canto allegro e melodioso si diffonde nell’aria.

Care amatissime rondini.
A becco spalancato, con le ali frementi, in tutta la loro gioiosa bellezza.
Si riposano e se la spassano prima del lungo viaggio che le attende e che le porterà lontano.

Care amiche rondini, così le vedo restare in equilibrio perfetto e mi preme far sapere loro che pure dispongo di comode corde da stendere, in zona soleggiata con vista monti.
E quindi se volessero accomodarsi qui, sarebbero le benvenute, ecco.

In volo, ad ali spiegate contro lo nuvole della Val Trebbia.

In coro, tutte insieme, con questa energia.

Care amiche rondini di Fontanigorda, festose compagne del tempo d’estate.

Cartoline da Santa Margherita Ligure

Vi porto ancora sulla riviera, vi porto con me a Santa Margherita Ligure, prestigiosa località molto amata anche dagli stranieri.
Siccome poi questo è un magnifico viaggio nel tempo consulterò con voi la mia Guida Treves del 1911 dalla quale ho tratto le seguenti righe:

“Posta sulla incantevole riviera di Levante, Santa Margherita è il più bello e più quieto seno di quel magico golfo. I suoi giardini, dove l’arancio è costantemente in fiore, i suoi clivi popolati di verdeggianti olivi e le sue ammirabili passeggiate ne hanno fatto uno fra i più ricercati luoghi di villeggiatura estiva.”

Andiamo anche noi su quel lungomare inondato di luce mentre risuonano gli zoccoli del cavallo che lento trascina questo carretto.

Luogo di riviera e di gente di mare, di donne che portano conche con quotidiana fatica, di alberghi lussuosi e di soggiorni indimenticabili, di panchine dove riposarsi e di gozzi dolcemente adagiati sulla spiaggia.

Di meravigliose insenature e indimenticabili prospettive lambite dall’onda calma.

Mentre le vele vengono dolcemente sospinte da venti gentili.

C’è chi prende il largo per necessità e chi invece lo fa per diletto, soltanto per sentire la brezza fresca sul viso e tra i capelli.

E c’è sempre un gran via vai a Santa Margherita Ligure.
Lei incede con passo sicuro, porta le maniche lunghe e un cappello a tesa ampia, lo stile è pur sempre importante, del resto.

E il sole picchia implacabile su queste strade e ravviva i colori vivaci delle case.

E il mare sempre ritorna, come sempre ha fatto negli anni passati: ha ancora lo stesso suono, la medesima voce, ripete ancora la stessa melodia.
Nel suo canto eterno sfiora la riva, la accarezza e sempre, ancora, a lei ritorna.
Su quella spiaggia tanto amata e così romantica, in questa magnifica pace.

Nella bellezza autentica e unica di questa parte di riviera, nell’incanto magnifico di Santa Margherita Ligure.