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Posts Tagged ‘Fiori’

Le incontro ogni giorno, ogni giorno i miei occhi si posano su di loro.
Stanno lassù, distanti, in alto.
Guardiane della quiete, poste sulla balaustra di un’elegante villa di Via Piaggio.
Sorelle, amiche, complici.
La posa aggraziata, le pieghe del manto.

I boccoli setosi, il profilo perfetto, i gesti armoniosi.
E una coroncina di fiori che lei tiene appesa al polso.

Lei invece l’ha posata sul capo, graziose corolle cingono i suoi capelli.

Le incontro ogni giorno.
E lei, a dirvi il vero, sembra quasi che mi aspetti, almeno così pare a me.
Affabile, gentile, tiene il collo leggermente reclinato e la sua posa la fa sembrare ancor più dolce.
E pare che dica:
Sei di nuovo tu? Sei tornata!

Lei invece ha un aspetto altero e deciso.
Mi attende?
Non saprei, credo di no.
Mi osserva da lassù ma non sono certa che mi veda davvero, ho questa sensazione.

Lei.
Lei invece.
Lei, guardiana amorevole dei passanti e di coloro che non conoscono il suo nome.
Sei tu? Sei tu. Sapevo che ti avrei rivista, ti aspetto ogni giorno.
Senza parole, solo con lo sguardo.

Ho la speranza che un giorno anche la sua compagna, amica o sorella mi riservi uno sguardo attento e affettuoso.
Lei sta là, distante e leggiadra, persa in una perfezione di azzurro e bianco.

Lontano o vicino, sono gli occhi con cui guardi a fare tutta la differenza.
Sempre.

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Vi porto ancora sul mio terrazzo: è settembre e ci sono dei nuovi arrivi.
Allegre, coloratissime e vivaci, le viole del pensiero mi mettono proprio allegria e così ne ho prese un bel numero, adesso abitano in diverse ciottoline.

Almeno in caso di pioggia posso metterle facilmente al riparo, non vorrei mai sciupare tanta bellezza.

Radiose e regali, in questo periodo nel quale la rosa non è fiorita, sono loro le sovrane del terrazzo e non passano certo inosservate tra le altre piante.

Tra l’altro le mie nuove amiche sono curiose, ciarliere e petulanti.
Eh sì, va detto, non stanno mai zitte, ogni tanto le sento chiacchierare tra di loro!

Una in particolare è molto socievole, infatti parlotta sempre con il peperoncino e cerca di attaccar bottone anche con la maggiorana che però è un tipo riservato e tende a dar poca confidenza.

Non parliamo del basilico: quello là sta sempre per conto suo!
Loro però non se ne curano, figuriamoci.
Inutile dirvi che come tutte le signorine dell’alta società sono anche piuttosto vanitose.

E d’altra parte portano in dote una naturale eleganza, sono nate con il dono di una sfolgorante bellezza.

Ognuna con il suo abito migliore, le viole del pensiero sono sempre in gran spolvero.

E si stagliano contro il cielo chiaro, regine del terrazzo in questi giorni di settembre.

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L’ultima domenica di agosto è anche il mio ultimo giorno di vacanza in Val Trebbia, domani tornerò a Genova, saluto così il paesino dai tetti rossi che regala a tutti noi tanta bellezza e infinite dolcezze.

Questo è il luogo delle cose semplici, dei cieli chiari e della meritata lentezza.

E di molte piccole quotidiane fortune che ci vengono semplicemente donate.

Ed è boschi ombrosi e staccionate, giardini, biciclette, ringhiere e muretti e orti generosi.

E monti e rose candide.

Tinte accese, tendine, passeggiate su e giù, il giro del paese tutte le sere e altre consuetudini estive.

Ed è incontri piacevoli lungo il percorso.

Ed è un luogo di perfezione assoluta.
Semplice e vera, dico sul serio.

Fontanigorda mantiene tutte le sue promesse, regala sempre nuove armonie a coloro che la amano.

E sole, aria fresca e tinte pastello.

E profumati boccioli di rosa delicati come seta.

Sbocciano ogni anno, davanti a questi monti, sotto il cielo blu della Val Trebbia.

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È un luogo celebre tra i villeggianti di queste zone, in Val Trebbia tutti conoscono la Trattoria dei Cacciatori che si trova in un’ incantevole località, Pietranera è un gioiellino incastonato tra il verde dei prati.

La Trattoria dei Cacciatori è un posto che conserva il profumo di consuetudini antiche, certo in altre epoche queste valli erano molto più popolate.
Semplice, rustica, accogliente.
Davanti ai monti, in una delle stradine del paese.

Tra le case di pietra, tra i vasi di fiori rigogliosi.

E certo, potrete anche accomodarvi all’interno ma in agosto cosa c’è di meglio di un pranzo all’aperto?

Sotto al pergolato dove dolcemente maturano i grappoli d’uva.

Mentre le fucsie dondolano davanti a muri candidi, nell’estate della Val Trebbia.

Un pranzo semplice, sano e genuino.
E per noi che viviamo davanti al mare certi sapori e certi profumi hanno diversa intensità, qui si gustano i salumi dell’Emilia che sono di una bontà particolare.
E no, mangiarli a Genova non è la stessa cosa!
E così è iniziato il nostro pranzo, con un vassoio di autentiche delizie.

Questa è la cucina della sapienza contadina, questa è la cucina delle nostre nonne.
Il sugo saporito, i ravioli deliziosi e serviti in abbondanza.

E le ottime lasagne al pesto.

Non ho resistito, mi sono concessa anche il secondo e ho preso la coppa di maiale.

Certo, c’era anche il dolce, canestrelli e altre delizie, io mi sono fermata al caffè.
Un pranzo magnifico, davanti ai fiori in boccio e sotto il cielo blu.

Ho un debole per questo paesino e se venite in Val Trebbia vi invito a visitarlo, qui trovate il racconto di una mia passeggiata a Pietranera.
E poi, dopo il bel pranzetto, potrete godervi una camminata su questi splendidi prati.

E semplicemente ammirare la bellezza che abita in questi luoghi.

Mentre maturano le more, nelle quiete silenziosa di Pietranera.

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Giallo, arancio e verde e tutte le variazioni dei giorni d’agosto.
Pallida e delicata è la rosa che si staglia contro il muro di caldo ocra.

E ancora toni d’estate e altri colori vivaci di bucato contro il cielo azzurro.

E fiori che dondolano assetati di luce.

E altissimi girasoli e case e tetti di tegole.

Nove volte giallo.

Sul ciglio della strada la bellezza selvatica delle vita.

Le sfumature delle ali delle farfalle, sempre.

E il sole attraverso i petali in questa estate calda.

Contrasti, verde brillante come quello dei fili d’erba.

Acqua, riflessi, magie di foglie cadute.

Arancio in boccio, nei giardini.

Una finestra chiusa, i rami degli alberi, un semplice incanto d’estate e di colori vivaci.

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E nel cuore dell’estate tutta questa luce.
I fiori ondeggianti e un elegante visitatore, la campagna viva e vibrante, la freschezza dei prati, l’aria pulita e il caldo di queste giornate di vacanza.
E questo giallo acceso, vivace ed intenso.
Tutta questa bellezza è per voi, per celebrare questa giornata di festa, buon Ferragosto a tutti voi!

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In estate, sui prati, regna la solita eleganza.
Ed è la bellezza leggera delle farfalle che si posano su fiori semplici e delicati.

Alcune di loro sembrano quasi timide, pare che non vogliano farsi notare.

Rosa acceso d’agosto, sotto il sole brillante.

E ali di splendido azzurro.

E diverse sfumature d’arancio.

Bianco, candido e lieve tra foglie e fili d’erba.

E come sempre nessuna farfalla si posa sulle margherite, non accade mai.

Passano di fiore in fiore, con la consueta superba eleganza.

Aprono le ali mostrando tutta la loro bellezza.

E restano a lasciarsi ammirare solo per qualche istante.

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E poi ieri è arrivata la pioggia.
Le nuvole gonfie, il fragore del tuono, le gocce che battono sulle persiane.
D’estate.
E poi, dopo la pioggia, la terra emana i suoi profumi e i petali delle rose si coprono di lucentezza.

Un equilibrio di incanti sulle foglie e sugli steli.

Una fragile delicatezza pronta a svanire con il calore.

Sulle rose profumate d’agosto.

Sui boccioli lisci e setosi.

Mentre la vita ferve, senza sosta.

E torna glorioso a risplendere il sole.

Lucida il cielo e gli dona il suo azzurro più intenso.

E i fiori restano ancora madidi di pioggia.

In estate, dopo il temporale, bisogna trovare un posticino perfetto per asciugarsi le piume.

E dondolano ancora le gocce brillanti.
E un petalo di rosa resta ricolmo di acqua, nella magia incantevole della pioggia d’estate.

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Ed eccomi arrivata nel mio bel paesino, trascorro agosto nella mia Fontanigorda.
Il cielo azzurro, le cascine, i tetti di tegole rosse, un panorama a me noto, anche questa è casa, è il posto nel quale trascorro le vacanze da tutta la vita.

Ieri, nel tardo pomeriggio, ho fatto un giretto in paese.
Estate, caldo, finestre aperte, cestini, ortensie.
E ciao, sei arrivata? E quanto ti fermi?

E poi, poi si è alzata una brezza leggera e fresca, verde acqua di lenzuola e celeste di cielo.

E tutto è come dovrebbe essere.
Sempre.
Tutto ritorna.
E sbocciano i fiori in un certo giardino.
Come ogni anno, in estate, a Fontanigorda.

E c’è la solita operosa vitalità.
Sempre.
Come ogni anno, ad agosto.

E nuovi inizi, nuove avventure, nuovi micetti che crescono.
Come sempre ed è bello che sia così.
Ad agosto a Fontanigorda.

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Le incontro anche a Genova le mie amiche farfalle.
Volano leggere sulle mie rose, si dondolano sulla lavanda.
Avrei molte cose da raccontare a queste farfalle di città a proposito del luogo dove le loro simili sono molto più numerose.
E alcune di loro mi sono rimaste impresse, a volte perché le ho viste indugiare a lungo su certi petali.
Come lei, lo scorso agosto, a Fontanigorda.
La lievità, su questi fiori gialli.
Su e giù.

Ha una grazia infinita la natura e su quei fragili fiorellini di campo erano in due: la splendida farfalla e un ragno avventuroso che stava a testa in giù.
Nella perfetta armonia di un giorno d’estate.

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