Una cartolina per Maria

E appare qui, molti anni dopo, una cartolina per Maria.
Fu spedita diverso tempo fa e a scriverla, davvero con il cuore in mano, è un innamorato che si firma G. Batista.
Già il cartoncino in sé è piuttosto romantico e persino sdolcinato, tra fiori e parole d’amore, io mi sono anche permessa di posarlo su uno dei miei rampicanti, mi pareva il posto giusto.
E poi, le parole di lui: ecco la vera ragione per cui ho acquistato questa cartolina.
Che succedeva tra quei due?
Io questa Maria me la sono immaginata giovane e sognatrice, con gli occhi scuri come carboni, la pelle diafana, labbra di ciliegia.
Una ragazza semplice, dolce e sincera, intelligente e vivace, una fanciulla delle molti doti.
E lui?
Eh, chissà!
Innamorato pazzo, si direbbe.
Un che se avesse conosciuto una certa canzone sarebbe andato sotto le finestre di lei a cantare: apro gli occhi e ti penso e ho in mente te.
Visse un po’ di anni prima e a suo modo anche lui era capace di arzigogolare con le parole, la sua bella dichiarazione d’amore ha così suscitato la mia attenzione.
La trascrivo qui, con la speranza che i due innamorati abbiano vissuto per sempre insieme felici e contenti, proprio come nelle fiabe.

Maria, la bontà dell’anima tua supera la vastità dei mari, la dolcezza del tuo amore contrasta lo spazio all’infinito ma il mio amore per te è più profondo del mare e più vasto dell’universo.
Tuo per la vita innamorato G. Batista

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Ancora blu di Genova

E così ieri sono tornata nelle mia casa e nella mia amatissima città.
Dopo essere stata lontana a lungo ritrovo ancora la Superba proprio come la conosco: tenace, fiera e dolce a modo suo.
E poi, il mio terrazzo.
Alcune piante sono venute in villeggiatura con me a Fontanigorda, altre sono state affidate alle cure di una vicina ma la maggior parte di esse ha dovuto cavarsela da sola e senza particolari attenzioni.
E ieri lo stupore.
Sta lì addossato a una ringhiera, cresce molto lentamente.
E non credevo di trovare questo dono così speciale, è stata la benefica pioggia ad aiutare questa fioritura bella e sorprendente, la mia pianta è un esempio di autentica resilienza.
Davanti alle mie finestre il cielo chiaro della Superba, i petali azzurri del plumbago e la bellezza di una mattina di settembre.
Ancora così, blu di Genova.

Arancio e giallo

Non so come succeda, io penso che taluni abbiano il dono di creare armonia.
E magari, io credo, neppure lo sanno.
Ed è anche vero che talvolta la bellezza è figlia del caso e vive in certi piccoli dettagli, rimane quasi nascosta, silenziosa testimone della vita.
E poi con lo sguardo la trovi e resti a domandarti come tu abbia fatto a non vederla prima, nei giorni già trascorsi.
Eppure è sempre stata lì la bellezza.
Sei tu che dovevi soltanto scoprirla, è tutta qui la differenza.
E poi un giorno la vedi e non la scordi più, ha i colori caldi dell’estate, arancio e giallo sui rami e su una corda da stendere.

Colori di Montebruno

Vi porto ancora insieme a me, a Montebruno.
Là, dove la chiesa si trova oltre il Trebbia che scorre con le sue acque che accarezzano i sassi.

Quando vado a Montebruno mi soffermo sempre a guardare la casetta rosa.
Ed è una sola, per me, la casetta rosa, magari ce ne saranno anche altre, ora non ricordo, ma quella lì è speciale.
Ci sono i vasi di coccio tutti in fila, le tendine candide alle finestre e fiori rosa che sbocciano delicati proprio là, davanti alla casetta rosa.

Montebruno (2)

A dire il vero in molti luoghi, a Montebruno, troverete fiori dai petali splendenti.

Montebruno (3)

E mi è capitato, percorrendo certe stradine di questo paese della Val Trebbia, di notare dettagli che non avevo mai veduto.
Tra case di pietra che racchiudono memorie antiche.

Dove sbocciano le rose davanti a porticine di legno dipinte di verde.

E ho visto sassi, foglie, pietre, muri vetusti.

E sopra ad ogni gradino un vaso.

E erbe selvatiche, invadenti e tenaci, spuntavano tra quelle pietre.

In questo scorcio di un paesino della Val Trebbia.

Montebruno (9)

Porte, vita, scale.
Un tempo racchiuso nel nostro tempo, trattiene ancora la memoria del passato, la sua storia e la sua rustica bellezza.

Montebruno (10)

Là, su quelle scale, a Montebruno.

Fiori

Sono soltanto piccoli fiori bianchi, crescono liberi ai margini dei bosco.
Respirano l’aria che attraversa gli alberi, si insinuano tra le foglie, ondeggiano dolcemente nel tepore delle giornate estive.
Forse noi tutti dovremmo essere come loro: semplici, naturali, veri.
Così sono certi piccoli fiori, i loro petali sono delicatezze e armoniose perfezioni, non sai spiegare come possano essere così privi di difetti e di mancanze.
Bellissimo mistero, semplicemente esistono, così come sono sbocciati.
Caparbi e selvatici, semplicemente vita.

Gelati e incontri a Boccadasse

Oggi vi racconto di un giorno di giugno trascorso davanti al mare, a Boccadasse.
Sono arrivata là, sul muretto, con la mia coppetta di gelato da gustare.

Veramente me la sono conquistata dopo una lunga camminata da Sturla a Vernazzola e poi su, da Via Urania, in quella vertigine che è propria delle creuze di Genova.

Via Urania

E arrivata in cima mi sono fermata sotto a una certa finestra.
E c’erano vasi generosi, piantine e tende a righe.

Capo Santa Chiara (1)

E poi ancora, un altro muretto a Capo Santa Chiara, mentre gli ombrelloni regalavano ombra confortatrice a certi pigri bagnanti.

Capo Santa Chiara (1a)

E lo sguardo, il mare blu, le prospettive di casa.

Capo Santa Chiara (2)

I petali dalle tinte accese, le foglie, gli scogli e i tetti delle case.

Capo Santa Chiara (3)

E ancora discese di mattoni, ringhiere, rumore di onde, gabbiani in lontananza, voci e vasetti di coccio.

Boccadasse (2)

Rosso, vivace e brillante di fiori di cactus.

Boccadasse (3)

Rosso, sulle piante e sui muri delle case.

Boccadasse (4)

E scale, gradini, panni stesi, passo piano senza disturbare, ci sono un ragazzo e una ragazza che si parlano d’amore, sembrerà un’invenzione per rendere più romantico il racconto e invece no, erano proprio lì, seduti da una parte.

Boccadasse (5)

Ed ha questi colori il tempo gioioso dell’estate di Genova.

Boccadasse (6)

Ed eccomi dunque, sul mio muretto con la mia magnifica coppetta di gelato al pistacchio e ai frutti di bosco, felicità!

Boccadasse (7)

E quindi ho imboccato la creuza, come sempre tutti facciamo, quando andiamo a Boccadasse ed ecco l’incontro particolare, mica te lo aspetti in un’assolata giornata di giugno.
C’era una signora che era appena uscita di casa ed era un po’ interdetta, sulla porta della sua abitazione in effetti stazionava un ospite decisamente inatteso.
Non per dire ma io se me lo trovassi in terrazzo penso che chiuderei la finestra con molta calma, l’idea di averlo in salotto non mi piacerebbe tanto.

Boccadasse (8)

La signora era della stessa idea, ecco.
Io mi sono fermata a lungo a chiacchierare con lei e poi a noi si è aggiunto anche un altro passante che ha fornito svariate rassicurazioni sul tipo in questione.
Quindi eravamo in tre, sulla creuza, nel viavai della gente che scende a Boccadasse.

Boccadasse (9)

Il tipetto però non sembrava avere alcuna intenzione di schiodarsi dallo stipite e lì l’ho lasciato, ma vi assicuro che siamo rimasti un bel po’ di tempo ad osservarlo, mi auguro che la signora sia poi riuscita a entrare in casa senza portarsi dietro cotanto personaggio!

Boccadasse (10)

Cose che capitano dove non te lo aspetti, nel tempo del sole caldo.
E così ho terminato la mia passeggiata, guardando le barche e il mare luccicante della nostra bella Boccadasse.

Boccadasse (11)

Amiche dei prati e dei fiori

Sono le amiche dei prati e dei fiori, le regali farfalle si posano lievi su piccoli petali bianchi, con questa infinita e inimitabile eleganza.

Sgargianti, vivaci, leggiadre.

Farfalla (2)

Dondolanti appena sugli steli profumati della lavanda.

Farfalla (3)

Piccole bellezze luccicanti tra l’erba.

Farfalla (4)

Su fiori candidi, soffici e delicati.

Farfalla (5)

In questa dolcezza d’estate che esalta la loro bellezza.

Farfalla (6)

Sui fiori che sbocciano nei giardini.

Farfalla (7)

Oppure su certe corolle che crescono libere e selvatiche.

Farfalla (8)

Sui fili d’erba che le sorreggono con questa incomparabile grazia.

Farfalla (9)

Vicine e così lievi, semplicemente perfette, amiche dei prati e dei fiori.

Farfalla (10)

A pranzo alla Trattoria al Valico

A breve distanza da Fontanigorda c’è un posto dove potrete gustare ottimi manicaretti preparati con sapienza e cura.
Ed è verde intenso di boschi fitti in quella zona nella quale la Val Trebbia incontra la Val d’Aveto, lì al Passo del Fregarolo termina il territorio del Comune di Fontanigorda che comprende anche la Trattoria al Valico.

Là dove sbocciano i fiori magnifici della Signora Norma che con la sua bella famiglia vi accoglierà nel suo ristorante.

Trattoria al Valico (2)

Tra prati, boschi rigogliosi e natura superba.

Trattoria al Valico (3)

Mentre le nuvole e il cielo si specchiano sui vetri, in questo tratto di Liguria che è per me un angolo di paradiso.

Trattoria al Valico (4)

Una zona perfetta per le gite e le escursioni, la sosta poi si fa qui, alla Trattoria al Valico: ci si accomoda in questa bellezza, in questa sala ci sono anche i paioli appesi al soffitto.
Qui si mangiano piatti tipici preparati ad arte che vengono servite in abbondanza, il menu prevede una vasta scelta e se siete delle buone forchette vi concederete anche gli antipasti di salumi piacentini, l’insalata russa e altre bontà!

Trattoria al Valico (5)

Noi siamo passati direttamente al primo e anche in questo caso ci sono state proposte diverse opzioni, c’erano i classici pansoti al sugo di noci, i taglierini al sugo di lepre e i ravioli di asina al burro e questo è proprio il piatto scelto dal mio amico.

Trattoria al Valico (6)

Io invece ho optato per il risotto ai funghi e alle erbette, una delizia cremosa dai molti profumi.

Trattoria al Valico (7)

Seduti in trattoria, in luogo che offre ottimo cibo e una calda atmosfera famigliare.
E magari vi capiterà di fare due chiacchiere con la signora Norma, lei ama molto leggere, è innamorata dei suoi boschi e dei suoi luoghi ed è una persona piacevolmente speciale, se la conoscerete non potrete che essere d’accordo con me.
Al di là del vetro c’è questo panorama incantevole e questa magnifica quiete.

Trattoria al Valico (8)

In una trattoria come questa chiaramente non mancano i piatti a base di carni diverse, dalla capra alle lumache e in base alla stagione non manca la selvaggina come il cinghiale e il capriolo che qui vedete servito in una pentola di coccio.

Trattoria al Valico (9)

Io da vera golosa ho scelto un fantastico fritto misto all’italiana che comprendeva diverse verdure: le melanzane e i fiori di zucchini in pastella, i pomodori e il formaggio filante, delizioso il tipico latte fritto che mi piace moltissimo!

Trattoria al Valico (10)

Va detto che con queste porzioni così abbondanti ci siamo poi limitati a una tazzina di caffè ma volendo chiaramente c’era anche il dolce.
E sempre, attorno a voi, la bellezza gloriosa dell’estate.

Trattoria al Valico (11)

E la luce brillante che sfiora i girasoli.

Trattoria al Valico (12)

Alla Trattoria al Valico della famiglia Ferretti, nella meraviglia delle nostre valli di Liguria.

Trattoria al Valico (13)

Riflessi d’estate sul Lago delle Lame

E ritornare a cercare il fresco nei luoghi incantevoli della Val d’Aveto, sulle sponde del Lago delle Lame, un angolo fiabesco di Liguria, a 1000 metri di altitudine tra i boschi generosi del Comune di Rezzoaglio.

Nel tempo del caldo prepotente qui spira una brezza leggera e nuvole vaghe percorrono il cielo e si specchiano nelle acque fresche.

Lago delle Lame (2)

Ombra, legno, vita di bosco.

Lago delle Lame (3)

E alberi imponenti e regali.

Lago delle Lame (4)

Mentre il laghetto glaciale si illumina di riflessi.

Lago delle Lame (7)

Silenzio, stupefacente quiete rotta soltanto dal canto allegro degli uccelli.

Lago delle Lame (6)

E tutto brilla della luce dell’estate, nel lago guizzano i pesci e sulla riva sono seduti pazienti pescatori, è l’attività che si svolge al Lago delle Lame dove non è consentito nuotare.

Lago delle Lame (8 )

Ed è gentile l’Aveto con i suoi visitatori, li accoglie nell’abbraccio dei suoi monti.
Foglie, calore, luce, ombra e panche di legno.

Lago delle Lame (9)

Mentre le farfalle passeggiano sui fiori.

Lago delle Lame (10)

E rossi maturano i lamponi.

Lago delle Lame (11)

E ogni filo d’erba è un equilibrio di diverse meraviglie.

Lago delle Lame (13)

Diverse sfumature di verde e di azzurro dell’Aveto.

Lago delle Lame (12)

Lo steccato, il cielo azzurro, la magnificenza della natura.

Lago delle Lame (14)

Gli alberi che sfidano l’infinito, sempre.

Lago delle Lame (15)

Le foglie frementi di vita e di aria.

Lago delle Lame (16)

E la luce, la meraviglia e il contrasto di colori.

Lago delle Lame (17)

Resti seduto su una roccia e all’ombra degli alberi, in queste quiete ad ammirare il panorama e la splendida armonia del Lago delle Lame.

Lago delle Lame (18)

Semplicemente rosa

Le ali trasparenti e leggere, quella loro trama perfetta sembra quasi un ricamo.
Un contrasto di tinte accese, giallo di sole, caldo di luce, accogliente e così invitante.
Vita ronzante, operosa e mai quieta.
Nell’assoluta perfezione dei petali di un fiore, senza aggiungere nulla, solo i colori della natura.
Così, semplicemente rosa.