Ritornando verso casa

Per ognuno di noi la strada che conduce verso casa è composta di piccole care consuetudini.
La mia strada è tutta un’emozione e un tuffo al cuore, venendo dal centro lungo il percorso trovo creuze e scale, curve e tornanti, non è mai noiosa la mia strada di casa.
E ho i miei luoghi, come tutti.
Il fioraio in cima a Via XX Settembre, ad esempio: andavo al liceo la prima volta che mi sono comprata un mazzo di fiori da lui.
E forse erano tulipani bianchi o magari immense strelitzie che mi piacciono tanto, ho un’immagine precisa di me che attraverso Piazza De Ferrari con questi fiori scenografici e ingombranti.
Sulla strada di casa, nel passato, mi fermavo come buona abitudine a guardare i negozi nei sottopassaggi, ad esempio a De Ferrari.
E poi a Portello si scendevano pochi gradini e c’era una botteguccia di abbigliamento dove mi fermavo sempre a comprare, era un negozietto delizioso.
E poi, abitando sulle alture, come sapete uso sovente la funicolare Zecca Righi.
A volte prendo volentieri l’ascensore di Castelletto e mi capita di percorrere la galleria insieme a molti altri genovesi, dipende dagli orari.
In certe momenti del giorno, invece, siamo in pochi a salire verso la Spianata, qualcuno si accomoda sulla panca che c’è dentro l’ascensore, altri si godono in piedi quel breve viaggio.
E poi quando si arriva in cima la porta si apre lentamente e per qualche istante copre la visuale ma a poco a poco svela le nuvole, il cielo azzurro e la prospettiva delle nostre alture incorniciata da quei vetri colorati che ben conosciamo.
E accade così, a volte, ritornando verso casa.

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Una farfalla di novembre

È arrivata all’improvviso e mi ha lasciato sorpresa.
Volteggiava con grazia davanti alle mie finestre e si è posata su una delle mie piante.
Ormai so che le farfalle amano i fiori viola, alcune di loro nei giorni caldi d’estate si dondolano pigre sulle lavande profumate e questa fragile creatura avventurosa ha scelto i petali della mia veronica.

E lì è rimasta per qualche istante dolcissimo.
Una farfalla di novembre così variopinta, leggera ed elegante.
Come la vera felicità: arriva quando proprio tu non te l’aspetti ed è bellissima.

I colori e i profumi della Provenza

In questi giorni a Genova troverete i profumi vivaci e i colori sfumati di una terra molto amata: è la Provenza che propone ai suoi estimatori i suoi prodotti tipici ed artigianali.

E così quando vedrete la bandiera francese che sventola sugli stand davanti al Ducale non preoccupatevi: i cugini vengono in pace e portano ai genovesi le bellezze e le bontà di una regione ricca e generosa.

Bonjour Provence (1)

La Provenza è terra di odorosa lavanda.

Bonjour Provence (2)

Il fiore delicato viene racchiuso nei celebri sacchettini per i vostri cassetti.

Bonjour Provence (3)

E sono diverse sfumature di terra e di campagna.

Bonjour Provence (4)

E tinte calde per il tè da sorseggiare nei pomeriggi di autunno.

Bonjour Provence (4a)

E bastoncini di liquirizia.

Bonjour Provence (5)

Ed erbe per i vostri manicaretti.

Bonjour Provence (6)

Spezie, sale, pepe, aromi e colori.

Bonjour Provence (7)

Tutta questa bellezza che si starebbe ad ammirare per un tempo infinito.

Bonjour Provence (8)

Nei paesi e nella città della Provenza vengono prodotti anche diversi formaggi.

Bonjour Provence (9)

Non mancano i vini, le confezioni di paté, i salumi e altre specialità.

Bonjour Provence (10)

E devo dire che questi banchi con le proposte gourmet attirano molti visitatori.

Bonjour Provence (11)

Io mi sono attardata davanti ai vassoi con i biscotti della Bretagna, quanta bontà!

Bonjour Provence (12)

E ci sono anche le madeleines tanto care a Marcel Proust.

Bonjour Provence (13)

E poi frutta candita e delizie da spalmare.

Bonjour Provence (14)

Torroni, dolci di pasta di mandorle e miele alla lavanda.

Bonjour Provence (15)

E insomma, sono certa che troverete anche voi qualche golosità da assaggiare!

Bonjour Provence (16)

Non manca l’artigianato come ad esempio queste belle statuine per il presepe.

Bonjour Provence (16a)

E poi profumi dolci e deliziosi.

Bonjour Provence (17)

Sono le saponette colorate, una delle tipicità più celebri e apprezzate della Provenza.

Bonjour Provence (18)

Prodotti naturali e delicate carezze per la pelle.

Bonjour Provence (19)

E rosa, vaniglia, gelsomino e molto altro ancora, un’infinita varietà a seconda delle vostre preferenze.

Bonjour Provence (20)

Tovaglie, salviette e accessori utili per la cucina.

Bonjour Provence (21)

Vi ho mostrato alcune delle bellezze che troverete esposte nel corso di questa manifestazione che da diversi anni è un gradito appuntamento per i genovesi, Bonjour Provence et la France si protrarrà fino a martedì 23 Ottobre.

Bonjour Provence (22)

Un modo piacevole di scoprire i sapori, i profumi e i colori della Provenza.

Bonjour Provence (23)

Una cartolina per Maria

E appare qui, molti anni dopo, una cartolina per Maria.
Fu spedita diverso tempo fa e a scriverla, davvero con il cuore in mano, è un innamorato che si firma G. Batista.
Già il cartoncino in sé è piuttosto romantico e persino sdolcinato, tra fiori e parole d’amore, io mi sono anche permessa di posarlo su uno dei miei rampicanti, mi pareva il posto giusto.
E poi, le parole di lui: ecco la vera ragione per cui ho acquistato questa cartolina.
Che succedeva tra quei due?
Io questa Maria me la sono immaginata giovane e sognatrice, con gli occhi scuri come carboni, la pelle diafana, labbra di ciliegia.
Una ragazza semplice, dolce e sincera, intelligente e vivace, una fanciulla delle molti doti.
E lui?
Eh, chissà!
Innamorato pazzo, si direbbe.
Un che se avesse conosciuto una certa canzone sarebbe andato sotto le finestre di lei a cantare: apro gli occhi e ti penso e ho in mente te.
Visse un po’ di anni prima e a suo modo anche lui era capace di arzigogolare con le parole, la sua bella dichiarazione d’amore ha così suscitato la mia attenzione.
La trascrivo qui, con la speranza che i due innamorati abbiano vissuto per sempre insieme felici e contenti, proprio come nelle fiabe.

Maria, la bontà dell’anima tua supera la vastità dei mari, la dolcezza del tuo amore contrasta lo spazio all’infinito ma il mio amore per te è più profondo del mare e più vasto dell’universo.
Tuo per la vita innamorato G. Batista

Ancora blu di Genova

E così ieri sono tornata nelle mia casa e nella mia amatissima città.
Dopo essere stata lontana a lungo ritrovo ancora la Superba proprio come la conosco: tenace, fiera e dolce a modo suo.
E poi, il mio terrazzo.
Alcune piante sono venute in villeggiatura con me a Fontanigorda, altre sono state affidate alle cure di una vicina ma la maggior parte di esse ha dovuto cavarsela da sola e senza particolari attenzioni.
E ieri lo stupore.
Sta lì addossato a una ringhiera, cresce molto lentamente.
E non credevo di trovare questo dono così speciale, è stata la benefica pioggia ad aiutare questa fioritura bella e sorprendente, la mia pianta è un esempio di autentica resilienza.
Davanti alle mie finestre il cielo chiaro della Superba, i petali azzurri del plumbago e la bellezza di una mattina di settembre.
Ancora così, blu di Genova.

Arancio e giallo

Non so come succeda, io penso che taluni abbiano il dono di creare armonia.
E magari, io credo, neppure lo sanno.
Ed è anche vero che talvolta la bellezza è figlia del caso e vive in certi piccoli dettagli, rimane quasi nascosta, silenziosa testimone della vita.
E poi con lo sguardo la trovi e resti a domandarti come tu abbia fatto a non vederla prima, nei giorni già trascorsi.
Eppure è sempre stata lì la bellezza.
Sei tu che dovevi soltanto scoprirla, è tutta qui la differenza.
E poi un giorno la vedi e non la scordi più, ha i colori caldi dell’estate, arancio e giallo sui rami e su una corda da stendere.

Colori di Montebruno

Vi porto ancora insieme a me, a Montebruno.
Là, dove la chiesa si trova oltre il Trebbia che scorre con le sue acque che accarezzano i sassi.

Quando vado a Montebruno mi soffermo sempre a guardare la casetta rosa.
Ed è una sola, per me, la casetta rosa, magari ce ne saranno anche altre, ora non ricordo, ma quella lì è speciale.
Ci sono i vasi di coccio tutti in fila, le tendine candide alle finestre e fiori rosa che sbocciano delicati proprio là, davanti alla casetta rosa.

Montebruno (2)

A dire il vero in molti luoghi, a Montebruno, troverete fiori dai petali splendenti.

Montebruno (3)

E mi è capitato, percorrendo certe stradine di questo paese della Val Trebbia, di notare dettagli che non avevo mai veduto.
Tra case di pietra che racchiudono memorie antiche.

Dove sbocciano le rose davanti a porticine di legno dipinte di verde.

E ho visto sassi, foglie, pietre, muri vetusti.

E sopra ad ogni gradino un vaso.

E erbe selvatiche, invadenti e tenaci, spuntavano tra quelle pietre.

In questo scorcio di un paesino della Val Trebbia.

Montebruno (9)

Porte, vita, scale.
Un tempo racchiuso nel nostro tempo, trattiene ancora la memoria del passato, la sua storia e la sua rustica bellezza.

Montebruno (10)

Là, su quelle scale, a Montebruno.

Fiori

Sono soltanto piccoli fiori bianchi, crescono liberi ai margini dei bosco.
Respirano l’aria che attraversa gli alberi, si insinuano tra le foglie, ondeggiano dolcemente nel tepore delle giornate estive.
Forse noi tutti dovremmo essere come loro: semplici, naturali, veri.
Così sono certi piccoli fiori, i loro petali sono delicatezze e armoniose perfezioni, non sai spiegare come possano essere così privi di difetti e di mancanze.
Bellissimo mistero, semplicemente esistono, così come sono sbocciati.
Caparbi e selvatici, semplicemente vita.

Gelati e incontri a Boccadasse

Oggi vi racconto di un giorno di giugno trascorso davanti al mare, a Boccadasse.
Sono arrivata là, sul muretto, con la mia coppetta di gelato da gustare.

Veramente me la sono conquistata dopo una lunga camminata da Sturla a Vernazzola e poi su, da Via Urania, in quella vertigine che è propria delle creuze di Genova.

Via Urania

E arrivata in cima mi sono fermata sotto a una certa finestra.
E c’erano vasi generosi, piantine e tende a righe.

Capo Santa Chiara (1)

E poi ancora, un altro muretto a Capo Santa Chiara, mentre gli ombrelloni regalavano ombra confortatrice a certi pigri bagnanti.

Capo Santa Chiara (1a)

E lo sguardo, il mare blu, le prospettive di casa.

Capo Santa Chiara (2)

I petali dalle tinte accese, le foglie, gli scogli e i tetti delle case.

Capo Santa Chiara (3)

E ancora discese di mattoni, ringhiere, rumore di onde, gabbiani in lontananza, voci e vasetti di coccio.

Boccadasse (2)

Rosso, vivace e brillante di fiori di cactus.

Boccadasse (3)

Rosso, sulle piante e sui muri delle case.

Boccadasse (4)

E scale, gradini, panni stesi, passo piano senza disturbare, ci sono un ragazzo e una ragazza che si parlano d’amore, sembrerà un’invenzione per rendere più romantico il racconto e invece no, erano proprio lì, seduti da una parte.

Boccadasse (5)

Ed ha questi colori il tempo gioioso dell’estate di Genova.

Boccadasse (6)

Ed eccomi dunque, sul mio muretto con la mia magnifica coppetta di gelato al pistacchio e ai frutti di bosco, felicità!

Boccadasse (7)

E quindi ho imboccato la creuza, come sempre tutti facciamo, quando andiamo a Boccadasse ed ecco l’incontro particolare, mica te lo aspetti in un’assolata giornata di giugno.
C’era una signora che era appena uscita di casa ed era un po’ interdetta, sulla porta della sua abitazione in effetti stazionava un ospite decisamente inatteso.
Non per dire ma io se me lo trovassi in terrazzo penso che chiuderei la finestra con molta calma, l’idea di averlo in salotto non mi piacerebbe tanto.

Boccadasse (8)

La signora era della stessa idea, ecco.
Io mi sono fermata a lungo a chiacchierare con lei e poi a noi si è aggiunto anche un altro passante che ha fornito svariate rassicurazioni sul tipo in questione.
Quindi eravamo in tre, sulla creuza, nel viavai della gente che scende a Boccadasse.

Boccadasse (9)

Il tipetto però non sembrava avere alcuna intenzione di schiodarsi dallo stipite e lì l’ho lasciato, ma vi assicuro che siamo rimasti un bel po’ di tempo ad osservarlo, mi auguro che la signora sia poi riuscita a entrare in casa senza portarsi dietro cotanto personaggio!

Boccadasse (10)

Cose che capitano dove non te lo aspetti, nel tempo del sole caldo.
E così ho terminato la mia passeggiata, guardando le barche e il mare luccicante della nostra bella Boccadasse.

Boccadasse (11)

Amiche dei prati e dei fiori

Sono le amiche dei prati e dei fiori, le regali farfalle si posano lievi su piccoli petali bianchi, con questa infinita e inimitabile eleganza.

Sgargianti, vivaci, leggiadre.

Farfalla (2)

Dondolanti appena sugli steli profumati della lavanda.

Farfalla (3)

Piccole bellezze luccicanti tra l’erba.

Farfalla (4)

Su fiori candidi, soffici e delicati.

Farfalla (5)

In questa dolcezza d’estate che esalta la loro bellezza.

Farfalla (6)

Sui fiori che sbocciano nei giardini.

Farfalla (7)

Oppure su certe corolle che crescono libere e selvatiche.

Farfalla (8)

Sui fili d’erba che le sorreggono con questa incomparabile grazia.

Farfalla (9)

Vicine e così lievi, semplicemente perfette, amiche dei prati e dei fiori.

Farfalla (10)