Sulle scale in autunno

È una delle scale che ripide si arrampicano ad unire due tratti di Via Piaggio, nella città in salita certi luoghi si raggiungono gradino dopo gradino.
E nei giorni di novembre le foglie che rivestono il muraglione si accendono di diverse sfumature di rosso e di autunno, sono i colori intensi e vividi di questo periodo dell’anno.
E così mi fermo ad ammirare questa bellezza.
E non sono neppure la sola ad osservare questo scorcio del mio quartiere, un gatto timido e circospetto se ne sta alla finestra, lo distrae un po’ la mia presenza ma rimane serafico a guardare il panorama.
Un dipinto di stagione: sulle scale in autunno.

Due bici nel bosco

Due bici nel bosco.
Nel tempo d’autunno, a Fontanigorda.
Due bici nel bosco narrano di una gioia rinnovata, di un frammento di riconquistata libertà lontano dalla frenesia della vita cittadina.
E ritrovarsi e già ricordare con nostalgia i giorni d’estate: ne torneranno altri e saranno ancora più belli e spensierati.
E intanto ridi, corri e pedali su per la salita, le guance si arrossano e tu ridi così forte e ne hai di cose da raccontare ora che la scuola è iniziata e rivedi i soliti amici di sempre nel posto in cui siete diventati grandi insieme.
E corri e pedali e ti lasci prendere dalla velocità giù per la discesa e ridi ancora più forte.
E le ruote si posano sopra un soffice tappeto di foglie, sotto agli alberi, tra i ricci caduti dai castagni e tra i profumi dei muschi riscaldati dal tiepido sole.
E tu forse adesso non lo sai ma poi un giorno ti ricorderai di questi istanti, ti guarderai indietro e rivedrai te stesso da ragazzino in bicicletta e sarà una memoria dolcissima.
Nel tempo d’autunno, a Fontanigorda.

Autunno al Santuario della Madonna della Guardia

Nel tempo di autunno sono andata al Santuario della Madonna della Guardia, lassù sulla vetta del Monte Figogna dove la storia narra che sul finire del ‘400 la Vergine Maria apparve all’umile pastore Benedetto Pareto.
Tornerò a raccontarvi della bella chiesa e delle tante testimonianze di devozione là raccolte, oggi vi porto soltanto lungo quella strada dove vi accoglie un grazioso angioletto.

E dove le foglie dalle tinte aranciate si posano come soffice tappeto sulla salita che conduce al Santuario.

E calde di luce come i raggi del sole cadono giù e si posano sulle panchine.

Tutto attorno la natura si ammanta di diversi toni di giallo, si arrossano le foglie seguendo i ritmi delle stagioni.

C’erano poche persone in questo giorno di cielo inquieto e di nuvole che rapide solcavano il cielo, ci siamo così soffermati a lungo ad ammirare le bellezze della chiesa e i molto ex voto che là si conservano.

Mentre gli alberi piano mutano i loro colori nel sempre incantevole rito di questi giorni.

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E c’erano certi gatti pigri che si crogiolavano al sole, i mici trovano sempre il posto perfetto per loro.

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E poi ecco una bellezza felina dagli occhi screziati che bene si intonano alle sfumature delle foglie cadute.

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In questo tempo che sa essere dolce e carico di promesse, caldo come le foglie d’autunno che si posano lievi sulle panchine davanti al Santuario della Madonna della Guardia.

Fontanigorda e la danza delle foglie

Nel tempo della castagnata di Fontanigorda il bosco generoso e tanto amato è stato prodigo dei suoi doni e ci ha regalato la sua autentica bellezza.
E sono foglie brillanti in un giorno di ottobre ancora tiepido sotto il cielo splendente, mentre i i rami si inchinano alla maestà dei monti.

Fremono fragili e dorate nell’aria fresca e autunnale.

E il sole bacia gli alberi, le pietre, lo steccato di legno e la strada che conduce al Bosco delle Fate.

E ti sovrasta l’immensità e lo splendore vivifico degli alberi in autunno, camminare circondati da questa magnificenza è un dono grande e una gioia vera dell’animo.
Ti scordi del tempo e delle ore, dimentichi ogni cosa e volano via i minuti mentre respiri i profumi del bosco.

E i rami gentili dondolano al vento ed è lieve e aggraziata la danza delle foglie.

E ancora ti circondano alberi generosi e diverse sfumature di verde.

Ed è ocra e arancio e profumo di legna tra le case.

Nel tempo del fuoco che arde nei camini di Fontanigorda.

Intenso e vibrante, meraviglioso bosco, fratello e amico che proteggi, accogli e consoli.

Tra rocce coperte di muschi, sentieri coperti di foglie cadute e ricci dei castagni che cadono al suolo.

È il mistero bellissimo del susseguirsi delle stagioni, per taluni è sempre una rinnovata magia che non smette di incantare.

Mentre la vita freme nella sua fragile danza nell’azzurro.

E sullo sfondo si staglia la linea inconfondibile dei monti della Val Trebbia.

E intrepidi uccellini si posano sui rami spogli e si godono il tepore del sole.

Mentre tutto si veste delle tinte calde dell’autunno.

E tra gli alberi si distinguono i tetti rossi di Fontanigorda e le case racchiuse nell’abbraccio dei monti e dei boschi generosi.

In un tempo che ha il ritmo di una poesia e la sua dolcezza, tra toni di oro e di bronzo, mentre danzano le foglie sui sentieri e nei boschi di Fontanigorda.

Il primo giorno di settembre

Il primo giorno di settembre è per molti di noi tempo di nuovi inizi.
Declina piano l’estate, cede il posto ad una stagione nuova, le foglie si staccano dai rami ed io mi sorprendo a guardarle ondeggiare nell’aria e poi cadere al suolo.
Il primo giorno di settembre annuncia l’autunno che appare già, in certi luoghi, nei toni e nei colori.
E già si svela nel clima mutevole, nelle nuvole che rapide occupano l’azzurro, nei temporali pomeridiani accompagnati dal fragore del tuono.
Sa essere indeciso e capriccioso questo mese, sa essere una promessa e anche una speranza.
Inizia così per me, con una via dalle belle curve sinuose che si snoda nel verde rigoglioso degli alberi mentre ai lati della strada una sull’altra si posano le foglie dorate.
Benvenuto a te, primo giorno di settembre.

Sulle foglie

È solo uno scorcio di bosco in una mattina di luglio.
Nel silenzio.
E dolcemente come un sussurro ecco un fruscio tra le foglie, sui rami, vicino ai muschi umidi e ai piccolo fiori palpitanti.
Ronzio di insetti e canti di uccelli, i suoni della natura non interrompono questa magnifica quiete, soltanto l’accompagnano e ne sono la voce.
Anche tu, quando cammini, su un prato e nel bosco, divieni parte di tutto questo.
Semplicemente.
E sempre la natura è nuovo stupore.
E così, in una mattina di luglio, ho alzato gli occhi e là, sopra di me c’era un gioco di ombre e di diverse sfumature di verde e ancora oltre il celeste intenso d’estate.
E la luce brillante e vivace si posava appena sulle foglie.

Le parole della pioggia

Le parole della pioggia sono come musica, si posano lievi sulle foglie leggere.

Scivolano giù, goccia dopo goccia, in una danza armoniosa.

Sono gentili certe parole, accarezzano la vita e le donano respiro.

Silenziosa pioggia notturna che cade e dona freschezza al nuovo giorno, acqua trasparente che ravviva i colori e le sfumature di autunno.

Quando le foglie sembrano fiori sbocciati.

E là, sospesa nell’aria, una goccia avventurosa.

E tra le parole che raccontano la pioggia una è un’armonia di suoni ed è una parola da ricordare: petricore.
È un termine scientifico usato per indicare il profumo che la pioggia sprigiona quando cade sulla terra asciutta.
Petricore, una melodia di sillabe che evoca la bellezza di quelle gocce gentili.

Alcune restano in equilibrio sui rami, mistero bellissimo della pioggia.

Novembre

E poi novembre all’improvviso.
Arriva quasi inatteso, posando i suoi passi su un soffice tappeto di foglie dorate, lo ha lasciato per lui chi lo ha preceduto.

Anche l’autunno fiorisce davanti alle finestre di Genova, tra le sfumature calde di questa stagione.

Un soffio, una foglia tremula sospinta dal caso.

Novembre troverà scalette, tetti spioventi, comignoli e terrazzini vestiti di foglie.

E rami che si protendono generosi contro il cielo azzurro.

E muraglioni che indossano le tinte dell’autunno.

Vaga, incerta e perduta in un vicolo, una piccola foglia rossa avventurosa.

E un’altra si inebria sotto i raggi del sole che filtrano tra gli alberi, splendente di giallo vivace rimane in attesa di te, novembre.

Foglie leggere, compagne di viaggio, insieme compongono una sinfonia d’autunno.

E una rimane, solitaria e arresa, là sul verde della panchina.
In attesa di te, novembre.

Panchine d’autunno e foglie cadute a Fontanigorda

Ritorno alla mia campagna, con le immagini dell’autunno di Fontanigorda.
E vi racconto degli alberi e delle strade che curvano e si perdono nel sole, strade luminose di oro nel tempo delle foglie cadute.

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Foglie.
Leggere si posano sulle panchine e lì rimangono, intatte.

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Una cascina, una dolce salita d’autunno, un cammino illuminato dal sole.

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La ringhiera, sostegno di certe stanchezze.

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E sotto ai rami le panchine dei campi da tennis, manca il consueto pubblico di genitori intento ad assistere alle conquiste di piccoli sportivi in erba.

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E gli alberi dalle foglie brunite e ancora un posto per sedersi, in certi giorni d’estate.

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E foglie, ancora foglie d’autunno.

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E un soffice tappeto dorato sul quale si posano i passi, si cammina sulla bellezza di una stagione incantata.
Piano piano, verso il luogo dove gli alberi si infittiscono.

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E sono voci in lontananza, chiacchiere, risate, giacche a vento e scarponcini.
E una bicicletta appoggiata alla staccionata.
Corri e pedala, mentre l’autunno turbina sotto alle ruote.

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E rami, un inchino cortese che invita al passaggio.
Il bosco accoglie, protegge, rinasce e si rinnova.

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E vive e brilla, si disseta di sole e di luce, è la vita che segue il suo corso.

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Ed è legno, muschi, tronchi possenti e prospettive infinite, nell’incanto del Bosco delle Fate.

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E ancora siediti.
E aspetta.
Questa è la magnifica quiete della Val Trebbia.

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Lieve e solitaria bellezza d’autunno, una foglia cade e si posa sul tavolo di legno.

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Mentre la luce vira e brillano l’oro e il bronzo.

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E una panchina, immersa tra le foglie cadute.
Nella pace, nella silenziosa quiete del bosco di Fontanigorda.

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Strade

Non tutte le strade sono piane e semplici da percorrere.
Certe strade sono sfiancanti, dissestate e impervie.
Alcune sono spazzate da impietosi venti che sollevano turbini di polvere, altre sono battute da pioggia copiosa, altre ancora sono ammantate dall’oscurità.
Non tutte le strade sono faticose, alcune si percorrono con passo leggero, le sfiora appena una brezza lieve.
Certe strade, poi, sono tortuose, si perdono in un’infinita sequenza di curve sinuose.
Alcune terminano all’improvviso, altre si affacciano sull’infinito, altre ancora ti conducono nel luogo che ti accoglie.
E non saprei dire se conti di più il cammino o la meta.
A volte ad essere importante è il respiro che scandisce i tuoi passi, lo sguardo che cerca un orizzonte inarrivabile, il pensiero che ritorna a tutte le volte che hai percorso quella stessa strada.
Una breve salita e poi la pianura.
Non tutte le strade sono uguali.
Certe si snodano sotto ad alberi dalle foglie dorate, nel dolce tepore di un giorno d’autunno.

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