La disavventura di Gio Batta

Questa è la disavventura di Gio Batta che se ne venne a Genova da Masone.
Accadde nel mese di settembre del lontano 1914 e provate a immaginare il nostro Gio Batta: lui doveva essere un uomo laborioso e instancabile, onesto e genuino, uno che a Masone probabilmente c’era nato e secondo me amava pure rimanerci.
Sapete, alcuni non son fatti per il frastuono e il trambusto della città, taluni amano il silenzio dei boschi e la quiete dei prati ed io ci giurerei, il nostro Gio Batta era uno di questi.
Inoltre da buon contadino egli conosceva certi segreti che mai avrebbe svelato ad orecchie indiscrete, ad esempio sapeva bene dove raccogliere i funghi.
E così, in un bel giorno di settembre, il nostro se ne arrivò a Genova di buon mattino con la sua cesta colma di profumati funghi da vendere.

E con sua grande soddisfazione Gio Batta riuscì nell’impresa, la vendita dei funghi gli fruttò un bel gruzzoletto.
In cuor suo davvero non vedeva l’ora di tornarsene nella sua Masone ma purtroppo la stanchezza del viaggio lo tradì!
Gio Batta pensò così di riposarsi un po’ prima di tornare al suo paesello e si appisolò nei giardini che all’epoca c’erano a Caricamento.
Eh, poverino, la notizia finì persino sul giornale ed è pubblicata su Il Lavoro del 16 Settembre del 1914.
E il giornalista scrive, con un certo rammarico, che il povero Gio Batta si addormentò proprio là a Caricamento e uno sconosciuto gli sottrasse il portafoglio dove erano riposte ben 55 Lire.
Immaginate l’amarezza di Gio Batta al suo risveglio!
E così finì la brutta disavventura di Gio Batta che se ne tornò sconsolato al suo paese senza i funghi e senza i soldi, lui che era arrivato in città e, come scrive il cronista, credeva che Genova fosse come Masone dove si dice che siano tutti galantuomini.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Annunci

Dell’autunno

Dell’autunno amo i colori, i toni caldi del primo albero ad ingiallire mentre i suoi rami sono scossi dal vento inquieto.

albero

E amo le foglie tenaci che arrossano i muri, abbarbicate come speranze eterne.

foglie

E le foglie cadute, piccole meraviglie avventurose.

foglia

E quelle leggere che intatte si posano sulla strada e si lasciano sollevare dal soffio del destino.

foglia-2

Dell’autunno amo i profumi e i sapori, una passeggiata al Mercato Orientale dona tutte le preziosità di questa stagione dai toni dorati.
E sono pannocchie gialle e lucenti.

zucche-2

E zucche screziate di verde e d’arancio.

zucche

E fichi d’India succosi e densi di sole, si assaporano già sul finire dell’estate ma l’autunno è il loro trionfo.

fichi-dindia

E poi i funghi odorosi e deliziosi.

funghi-2

Io non ho l’abitudine di acquistarli, mi piace trovarli così, nel bosco.

Porcini (3)

Aroma di autunno, profumo inconfondibile ed impagabile.

funghi

Dell’autunno amo le castagne.
E quando ero ragazzina mi piaceva comprarmi un cartoccio di caldarroste, poi per sbucciarle mi ritrovavo con le mani tutte nere ma la questione, nel complesso, era poesia pura.
Una delle gioie vere della vita, a dir poco.

castagne

L’autunno è uva dolce e pampini.

uva

E in certi quartieri questa stagione veste le piazze e le vie con i suoi colori intensi, al Carmine è il tempo del giuggiolo e dei suoi piccoli doni.

giuggiolo

Ed è anche il tempo del melograno proteso verso l’azzurro.

melograno

Questo albero temerario si affaccia da un giardino, dondola sulla creuza con i suoi rami carichi di frutti.
In tono con le case, una magia.

melograno-2

E un altro melograno ravviva un tratto di Via Pagano Doria, sono rimasta a guardare a lungo la sua prepotente bellezza.

melograno-3

Dell’autunno amo le sfumature delicate ed intense.
E una porta.
E una persiana e i vasetti di coccio.
E un cestino appeso ad una corda.

salita-di-carbonara

E un rampicante avvinghiato alla ringhiera.
Le foglie ingiallite, il mare sullo sfondo, il cielo terso.

genova

Dell’autunno amo profumi, colori e atmosfere.
E il cielo che si veste di oro e d’arancio, nell’intensità delle sere d’autunno.

genova-2

I colori dell’Expo dell’Alta Val Trebbia

In questo weekend da queste parti c’è un appuntamento da non perdere, è l’evento che promuove le tipicità di questo territorio, le sue bellezze e le tante opportunità offerte a coloro che trascorrono i giorni d’estate nei paesini di questa bella valle.
L’Expo dell’Alta Val Trebbia si svolge a Loco, sulle rive del corso d’acqua che regala il nome alla valle.

Loco (3)

E quest’anno il Trebbia scorre lucente e generoso.

Loco (2)

Per noi che frequentiamo abitualmente questi posti la manifestazione è una piacevole consuetudine, ritroviamo sapori e profumi che conosciamo bene.
E ritroviamo le bontà che amiamo gustare in questi luoghi di vacanza, primi tra tutti i sovrani dei bosco, i funghi preparati ad arte da Isola, lo splendido negozio di Loco.

Expo

Expo (9)

E le torte della Pasticceria Biasotti di Rovegno.

Expo (4)

E i dolci dell’Antico Forno da Carlo di Montebruno.

Expo (5)

Sane abitudini che amiamo conservare, tipiche bontà di questa valle.
Ci sono anche artigiani ed espositori provenienti da altre regioni ma il fiore all’occhiello dell’Expo sono i prodotti del territorio: dal miele alle conserve, dai vini ai salumi dei colli piacentini.
E naturalmente sono passata a trovare gli amici, questo è lo stand di Poggi Arredamenti, il negozio e lo spazio espositivo si trovano in località Beinaschi, sulla Statale 45.

Expo (3)

E poi ci sono numerose ceste con i doni della terra, la vera bellezza.

Expo (6)

E potrebbero mancare i canestrelli di Torriglia? Certo che no!

Expo (6a)

Ho trovato qui anche le delizie di Maria Giulia Scolaro, la sua azienda agricola si trova a Savignone.
E questi vasetti sono pura poesia, hanno tutti i profumi dei frutti e dei fiori.
Tra le tante bontà troverete la confettura di petali di rosa, quella di petali di glicine e quella di viole, una meraviglia!

Expo (7)

E poi sciroppi di ogni genere, celebre è il suo sciroppo di rose.

Expo (8)

Un territorio e le sue bellezze, all’Expo troverete materiale informativo sulle strutture ricettive e sulle escursioni che potrete fare nelle varie località del Parco dell’Antola.

Lago del Brugneto

Ci sono diverse sono proposte di svago, giochi per i bambini e iniziative di vario genere riguardanti l’ambiente e la fauna.
Quest’anno poi ci sono anche i falconieri e così si incontrano tipi particolari che non è così semplice vedere nei boschi.
Sono i rapaci, a volte si librano alti nel cielo, con lo sguardo si segue il loro volo armonioso.

Rapaci

Alcuni sono buffi e anche un po’ impertinenti!

Rapaci (7)

Altri maestosi e severi.

Rapaci (3)

E santo cielo, non avrei mai pensato di incontrare un tipo del genere a Loco, ecco!

Rapaci (4)

Non ho assistito alle loro prodezze ma li ho osservati bene da vicino.
Mi correggo, scusate: ci siamo reciprocamente osservati!

Rapaci (5)

E che carattere, caspiterina!

Rapaci (6)

L’Expo dell’Alta Val Trebbia attira sempre tanti visitatori: si va a far compere, a passeggiare, si cammina sulla riva del fiume.
E tanti fanno il bagno in queste acque fresche e rigeneranti.

Trebbia

Chiare, trasparenti, limpide.

Trebbia (2)

Gorgoglianti e tumultuose sui sassi levigati.

Trebbia (3)

Sono le acque del Trebbia, un luogo del cuore che rappresenta un’identità, l’anima di una valle e della sua gente.

Trebbia (4)

Autunno, un bambino dispettoso

Autunno.
Autunno è bambino dispettoso.
Autunno è impaziente, entusiasta, irrequieto come tutti i ragazzini.
Autunno ha un nonno bonario e giocherellone: Inverno è vecchio, saggio e paziente ma quando si infuria squarcia le nuvole e rovescia pioggia ghiacciata sulla terra, scatena la neve e fa turbinare i venti.
Autunno ha due sorelle: Primavera è timida e ritrosa, taciturna e schiva, arrossisce per un nonnulla.
E poi c’è lei, Estate, la fanciulla dalla carnagione ambrata, scherzosa e allegra, vivace e briosa, la sua risata risuona nei prati e sui sentieri.
Corre l’Estate, non si ferma mai, profuma di rose e ha un passo lieve e leggiadro.
E Autunno l’attende, si apposta su un albero, fa dondolare le foglie e le fa cadere giù.

Foglie (2)

Soffia sui rami, nel bosco fitto.
Soffia ancora con maggior vigore e fa ingiallire le foglie.

Foglie

Lei, Estate, non se cura.
Corre come una gazzella, ritorna là dove lui è già stato, ancora, ancora e ancora.
E lui la insegue, non perde terreno l’impavido ragazzino e lascia il segno del suo passaggio.
Nel tempo dell’Estate, Autunno è in certi rami spogli.

Uccellino

Autunno è nei rovi secchi e riarsi e i piccoli amici di sua sorella Estate si posano comunque là, sugli sterpi bruniti.

Uccellino (2)

Autunno è nelle pozze di acqua piovana, nei riflessi e nelle sfumature.

Foglie (3)

Sui sassi, nei colori della vita che popola il  bosco.

Grillo

Nel profumo del legno e nell’aria umida.

Foglie (4)

Autunno, bambino dispettoso, gioca e si diverte e ride forte, non concede tregua all’Estate e sotto ai castagni sparge i suoi doni.

Funghi

E lei, Estate corre, corre a perdifiato e poi, stanca, si ferma.
Là, nel bosco.
Nella quiete silenziosa, sotto a un albero.
Chiude gli occhi e si perde in un sogno incantato, nel calore di un tempo che sta per svanire.
Dorme.

Albero

Autunno le bacia la guancia, tenero fratello dispettoso.
E’ venuto il suo tempo, il tempo delle foglie cadute.

Foglie (5)

Le bontà e le bellezze dell’Expo dell’Alta Val Trebbia

Oggi questo blog è ad alto contenuto di bontà e di bellezza, oggi vi porto con me all’Expo dell’Alta Val Trebbia che si è tenuta lo scorso weekend a Loco, il piccolo paesino adagiato tra il verde della valle lungo il fiume Trebbia.

Loco

Una bella manifestazione che comprende eventi di vario genere ed è volta a promuovere e a valorizzare le tipicità del territorio ben note a tutti coloro che nel periodo estivo frequentano con assiduità le località della valle.
E c’erano anche degli stand provenienti da diverse regioni, ad esempio un’azienda agricola piemontese esponeva dolci, conserve e profumate nocciole.

Expo Valtrebbia (3)

E i deliziosi mirtilli, quanta fatica per raccoglierne così tanti.

Expo Valtrebbia (2)

Io oggi vi mostrerò alcune delle realtà presenti a questa Expo, ho trovato qui l’esposizione di Poggi Arredamenti, loro si trovano a Fascia, ci seguiamo sui social e durante l’inverno mi fanno sognare con le foto della neve che imbianca la Statale 45.
E questi sono i loro mobili di caldo legno.

Expo Valtrebbia (4)

E poi fieno, profumo di boschi ed ecco Isola, ve ne ho già ampiamente parlato lo scorso anno in questo articolo, è un’azienda di Loco a conduzione famigliare che produce funghi sott’olio e conserve di vario tipo.

Expo Valtrebbia (5)

E quando dici Val Trebbia dici funghi porcini, questo si sa.

Expo Valtrebbia (6)

Anche secchi, profumati e deliziosi.

Expo Valtrebbia (7)

Un altro presidio d’eccellenza conosciuto da tutti in queste zone è la Pasticceria Biasotti di Rovegno.

Expo Valtrebbia (8)

Hanno portato le loro crostate e i baci di dama, i canestrelli e i quadrelli.

Expo Valtrebbia (8a)

E le crostatine con la marmellata e altri dolcetti che non hanno nulla da invidiare a quelli di blasonate pasticcerie cittadine.

Expo Valtrebbia (10)

C’era il delizioso miele delle valli genovesi, anch’esso molto apprezzato e gradito.

Expo Valtrebbia (11)

Expo Valtrebbia (12)

E naturalmente ho trovato qui le bontà dell’Antico Forno da Carlo di Montebruno che ho già avuto modo di mostrarvi qui.

Expo Valtrebbia (13)

Expo Valtrebbia (14)

La Val Trebbia si snoda tra due regioni, insieme al corso d’acqua dal quale prende il nome.
E’ Liguria ed è anche Emilia, così da queste parti trovate le tipiche bontà di entrambe le terre.

Expo Valtrebbia (15)

E se non siete tipi che amano i dolci niente paura, vi va un panino con il salame?

Expo Valtrebbia (16)

Erano diversi anche gli espositori di vini provenienti dai colli piacentini.

Expo Valtrebbia (17)

Azienda Agricola Ganaghello – Castel San Giovanni PC

E signore e signori, applausi a scena aperta per la coppa piacentina, uno dei salumi più deliziosi che esista sulla faccia della terra.

Expo Valtrebbia (18)

E altrettanto giubilo accolga il salame di Sant’Olcese, tra tutti il mio preferito.

Expo Valtrebbia (19)

Ancora dolci, questi canestrelli provengono dall’Antico Mulino di Ottone.

Expo Valtrebbia (20)

Oltre a tutto questo sono state offerte diverse occasioni d’intrattenimento e giochi per bambini, per loro una rappresentanza del Corpo dei Vigili del Fuoco ha allestito un percorso con diverse prove con le quali misurarsi.
E così c’erano questi piccolini con addosso un elmetto rosso e una pettorina con su scritto Pompieropoli condotti per mano da uomini grandi e grossi e infinitamente pazienti.
Bello a vedersi, secondo me i bambini si sono divertiti tantissimo.

Expo Valtrebbia

E poi c’erano i doni della terra frutto della fatica dell’uomo.

Expo Valtrebbia (21)

E un mercato di fiori e piante aromatiche.

Expo Valtrebbia (22)

Ciò che avete veduto è una piccola parte di quello che le località del Parco dell’Antola hanno da offrire, tra i verdi boschi e le svettanti montagne generose.
Sono posti che amo, sono sapori di casa, sono luoghi da scoprire e ho voluto così  presentarli anche a voi.

Expo Valtrebbia (23)

Qui, lungo le acque calme e placide del Trebbia.

Expo Valtrebbia (24)

Qui, dove c’è anche un osservatorio astronomico per ammirare il cielo e le sue meraviglie.
I prati, i monti e i freschi boschi sono di tutti, appartengono a tutti coloro che li hanno nel cuore e li sanno rispettare.
E sopra di essi c’è un firmamento trapunto di stelle, nelle notti d’estate scintillano luminose per tutti coloro che amano questi luoghi.

Expo Valtrebbia (25)

Isola, i funghi dell’Alta Val Trebbia

I sapori e i profumi di queste terre saranno i protagonisti di questo articolo, oggi vi porto a scoprire un posto che mi è caro.
Io vengo in Val Trebbia da tutta la vita e quando ero bambina la mia famiglia osservava sempre il solito rituale, prima di salire a Fontanigorda ci si fermava a Loco a far scorta di cose buone.
Durante le vacanze si scendeva giù a far la spesa e al nostro ritorno a Genova la sosta da Isola era garantita, poi si ripartiva con un carico di delizie di vario genere.
E allora se verrete a fare una gita in Val Trebbia, quando vi trovate all’inizio di Loco fate attenzione a questo edificio, è qui che dovrete fermarvi.

Isola

Sul verdissimo prato ci sono piacevoli indizi.

Isola (2)
Eccolo il negozio di Isola, qui si trovano ottimi formaggi e salumi, il loro profumo è uno dei ricordi olfattivi della mia infanzia.
E qui troverete i prodotti tipici di questa azienda di famiglia, deliziosi funghi per la gioia del palato, quando è la loro stagione li potrete acquistare freschi.
Dal padre ai figli, dagli anni ’60 ai giorni nostri, le bontà dell’Alta Val Trebbia.

Isola (3)
Un’antica bilancia, un quadro, il rustico calore di questo luogo.

Isola (4)

E antiche immagini in bianco e nero di Loco.

Isola (5)

Ed eccolo qua lo scaffale delle meraviglie con i vasetti allineati uno dietro l’altro.

Isola (6)

Ceste ricolme di profumatissimi funghi secchi, serviranno per i sughi e i risotti.

Isola (7)

Al muro c’è un poster, lo si trova in tutte le case dei fungaioli, anch’io ne ho uno simile che  risale agli anni ’70, è preziosissimo!

Isola (8)

E poi, signore e signori, ecco a voi sua maestà il porcino dell’Alta Val Trebbia.

Isola (9)

Lassù, sullo scaffale, le scorte, come mi piacerebbe averle nella mia dispensa!

Isola (10)

I porcini tagliati e il misto di funghi esposti accanto alla Trebbia Beer.

Isola (11)
Sodi e profumati porcini in olio d’oliva.
E dovrete venire in queste valli per poterli assaggiare, nei negozi di Genova non si trovano ma vi assicuro che questi funghi valgono una gita, per me sono i migliori che abbia mai mangiato.

Isola (12)
In primo piano i porcini testa nera, la qualità più pregiata.

Isola (13)
Vasi di tutte le misure, sono una vera bellezza!

Isola (14)
I sapori del Parco Antola e i doni di questi boschi.

Isola (15)
Un vezzoso centrino all’uncinetto per presentare la bontà, meraviglia!

Isola (16)
Ecco, per le mie modeste necessità penso che potrei accontentarmi di questa arbanella con tutti i funghetti della stessa dimensione.

Isola (17)
E non è finita, ci sono anche altri generi di conforto come le cipolline sott’olio.

Isola (18)
E poi i pomodori secchi.

Isola (19)
Qui trovate il Caffè Isola, anche questa torrefazione si trova in queste zone.

Isola (20)
E siccome il bosco è generoso, ecco le castagne.

Isola (21)
E le dolci confetture di lamponi.

Isola (22)
Sovrano indiscusso resta lui, sua maestà il porcino, se volete saperne di più di questo bel negozio qui trovate il link al sito di Isola.

Isola (23)
Come quando ero piccola, ho fatto la mia piccola scorta per l’inverno che verrà, sulla mia tavola ci sono sempre questi funghi, i funghi dell’Alta Val Trebbia.

Isola (24)

Galletti, porcini e incontri a sorpresa

I fungaioli veri si alzano di buon mattino per essere nel bosco molto presto.
E poi ci sono quelli come me, noi semplicemente ci dilettiamo a camminare tra gli alberi, senza inerpicarsi chissà dove, andiamo per funghi in qualche boschetto vicino e facilmente raggiungibile.
E spesso solo per il piacere di vedere i funghi nel bosco, io mi fermo a guardare anche quelli che non sono da raccogliere.
E poi mi distraggo, guardo gli uccelli, ascolto i rumori, i suoni del bosco.
E certo, quando trovo i funghi, sono felicissima!
Quest’anno sul mio cammino mi sono imbattuta nel principe dei galletti, era veramente grande!

Galletti

E poi che bellezza vedere quel bel giallo spiccare tra le foglie e i rami caduti.
Quanti sono? Ci mettiamo lì con calma a raccoglierli, i galletti mi piacciono moltissimo.

Galletti (2)

Ed è ovvio, quando si parla di funghi tutti noi pensiamo ai preziosi e profumati boleti e se mi capita di trovarli l’ultimo dei miei pensieri è tirare fuori la digitale, finisco persino per dimenticarmi di fotografarli, è esattamente quel che mi è successo con i primi che ho trovato quest’anno.
I porcini vanno subito messi in salvo, per carità!
Solo che non è mica la stessa cosa fotografarli nel cestino oppure in bella mostra su un piatto, i porcini vanno immortalati nel bosco.
E allora tiro un profondo sospiro e trattengo l’istinto di metterci le mani sopra e per qualche istante li lascio ancora tra l’erba verde e umida, tra le foglie degli alberi cadute al suolo.

Porcini
I più belli a vedersi sono quelli piccoli e panciuti, perfetti per essere gustati crudi con un pizzico di sale, un filo d’olio, qualche goccia di limone e scaglie di parmigiano.
Le splendide sfumature del bosco in un porcino giovane e sodo.

Porcini (2)

Ed ero così intenta ad ammirarlo che quasi mi sfuggiva il suo fratello maggiore che si trovava poco più in là, che meraviglia!

 Porcini (3)
Come vi dicevo, io nel bosco mi distraggo facilmente.
Un rapido movimento, un fruscio leggero, chi mai sarà?
Mi avvicino piano, a dirvi il vero credevo che si trattasse di una rana.
E invece osservando con attenzione, oh, che sorpresa! Un topino di campagna!
Da quanto non ne vedevo uno!

Topino

Ecco, è rimasto un po’ lì ma questi sono personaggi che hanno sempre un gran da fare e non hanno tempo da perdere con i villeggianti di città, mi pare logico!
E quindi in un battibaleno si è dileguato tra l’erba e tanti saluti.
E così è terminato il mio pomeriggio di ieri, con un graditissimo incontro a sorpresa.

Topino (2)

Al Passo del Fregarolo

Vi porto con me, in un luogo ben noto ai frequentatori di queste zone.
Si sale, curva dopo curva, da Fontanigorda oltre Casoni si va verso la Val D’Aveto e si giunge al passo del Fregarolo.

Passo del Fregarolo

Qui la natura è bella e generosa e grandi alberi svettano contro il cielo azzurro.

Passo del Fregarolo (2)

E il sottobosco è un tripudio di piccoli dolci frutti, questa è la loro stagione.

Passo del Fregarolo (3)

Ed è la stagione che regala semplici e spontanei fiori di campo, amo la loro allegra confusione.

Passo del Fregarolo (4)

Qui, al Fregarolo, tra l’erba lucida ai margini del bosco, sorge una piccola cappella.

Passo del Fregarolo (5)

E alcuni si ricordano di portare fiori alla Madre di Gesù.

Passo del Fregarolo (6)

Tra le montagne, nel silenzio e nella pace.

Passo del Fregarolo (7)

Ancora pochi metri e raggiungeremo  la nostra meta, il Passo del Fregarolo, qui  termina l’Alta Val Trebbia e inizia la Val D’Aveto.

Passo del Fregarolo (8)

Altezze di Liguria, 1203 metri sul livello del mare.

Passo del Fregarolo (9)

E vedute incredibili, davanti a voi si apre l’orizzonte e lo sguardo segue il profilo delle montagne.

Passo del Fregarolo (10)

Respira, senti l’aria che ti sfiora la pelle ed entra in ogni tua fibra.

Passo del Fregarolo (11)

Respira, il profumo del bosco regala un senso di quiete.

Passo del Fregarolo (12)

E tutto attorno la vita si manifesta.

Passo del Fregarolo (13)

Guarda oltre le cime degli alberi, verso le nuvole, tra la terra e il cielo.

Passo del Fregarolo (14)

C’è anche una panchina, per sedersi ad ammirare il panorama, si potrebbe quasi fare un spuntino, seduti qui, al fresco.

Passo del Fregarolo (15)

Respira, guarda tra gli alberi, al di là di essi.

Passo del Fregarolo (16)

E qui una lapide ricorda coloro che combatterono tra queste montagne e che mai verranno dimenticati.

Passo del Fregarolo (17)

Profumo di erba, di muschi e di legna tagliata.

Passo del Fregarolo (18)

E il bosco, una salita e le sue meraviglie, questi sono posti da fungaioli, stivali, cestino e bastone e ci si mette in cerca.
Se anche voi vorrete andar per funghi ricordatevi che in Val D’Aveto dovrete munirvi di tesserino.

Passo del Fregarolo (19)

E poi  le foglie, un fruscio, un battito d’ali, il ronzio di un insetto e un volo improvviso, gli uccelli si nascondono tra i rami e cinguettano allegri, è semplice e complessa la vita del bosco.

Passo del Fregarolo (20)

Ha tante forme, tante maniere di manifestarsi.

Passo del Fregarolo (21)

La vita è alberi imponenti sotto ai quali ti senti un piccolo puntino in un universo di perfezione.

Passo del Fregarolo (22)

 La vita ha toni di cipria, è aerea, leggera, impalpabile, incomprensibile.

Passo del Fregarolo (23)

La vita si posa per un istante sulla corolla di una margherita dai petali scompigliati.

Passo del Fregarolo (24)

E’ piccoli fiorellini e violette.

Passo del Fregarolo (25)

 E ancora violette e ancora fragole, la vita è spontaneamente armoniosa.

Passo del Fregarolo (26)

 E’ un fiore rosa che cresce ebbro di sole accanto alla pietra calda.

Passo del Fregarolo (27)

E così se verrete al Passo del Fregarolo incontrerete tutta questa bellezza che è un balsamo per lo spirito.
Respira, apri le braccia, guarda verso l’orizzonte.
E qui c’è anche un luogo splendido dove ristorarsi dopo una bella camminata nei boschi, è la Trattoria al Valico, dove potrete gustare pietanze davvero deliziose.
Piatti ridondanti ottimi salumi, ravioli e taglierini, diversi secondi a base di selvaggina.
E quando è la stagione dei funghi, potete starne certi, qui ve ne leverete la voglia!

Passo del Fregarolo (28)

 E anche voi guarderete le montagne al di à della staccionata.

Passo del Fregarolo (29)

Qui, al Passo del Fregarolo, dove si incontrano due valli di Liguria.

Passo del Fregarolo (30)

Pioggia, sole e poi…

E’ un’estate bizzosa questa, il bel tempo dura poco ed è continuamente minacciato da nuvole cupe.
Poi giunge il tuono, si scatena un temporale e torna di nuovo il sereno, un clima altalenante e quasi anomalo per questo mese di luglio.
E tuttavia, anche la pioggia d’estate presenta i suoi lati positivi.
Ad, esempio dopo il fragore dell’acqua spesso compare l’arcobaleno e nel luogo delle mie vacanze io so precisamente in quale porzione di cielo si manifesterà, così appena smette di piovere scendo in piazza, mi siedo sul muretto e aspetto.
Sì, attendo lo spettacolo, non sempre si verifica ma io sono ottimista e così prenoto un posto in prima fila.
E quando piove in questo periodo si inizia a fare il conto alla rovescia.
Sì, magari ci sarà qualche giorno di maltempo e poi giungerà il solleone, bisogna aspettare almeno quindici giorni.
E niente vento, per carità!
Solo un caldo e piacevole tepore estivo.
Sì, occorre che si realizzino una serie di fortunate coincidenze e poi il bosco regalerà i suoi doni.

Funghi

Vi vedo già con gli occhi sbarrati per la meraviglia!
E prima che me lo chiediate vi tolgo ogni dubbio: quel cestino pieno di funghi, ahimé, non è mio!
Eh no, quello era il prezioso bottino di un fontanigordese DOC, posso anche scordarmi che mi dica dove  ha presi i funghi, neanche sotto tortura mi svelerebbe dove li ha trovati!
Eh, però qualche anno fa c’è stata una stagione davvero prolifica, trovavamo porcini stupendi persino nel boschetto sotto casa.
Speriamo che sia di nuovo così, non vedo l’ora di infilarmi tra gli alberi!
E comunque io mi accontento anche delle mazze di tamburo e dei galletti, il bello di andar per funghi è vederli tra le foglie!
E se poi dovesse proprio andar male, potrò consolarmi comunque.

Funghi (2)

Sodi, saporiti, profumati, i funghi dell’Alta Val Trebbia della Ditta Isola di Loco sono semplicemente sublimi.
E quindi basta fare un passo al negozio di alimentare e voilà, ecco una delizia da mettere in tavola!
Ancor meglio è camminare tra gli alberi, scorgere una roccia, un muschio, un mucchietto di foglie.
E lì accanto, un fungo.
E poi due, tre e quattro.
Che bellezza, poi si passa il pomeriggio a trafficare per metterli sott’olio!
E poi i porcini sono buoni in qualunque maniera, crudi, fritti o in padella, per chi l’avesse persa qui c’è la ricetta del sugo di funghi bianco di Fontanigorda, una vera bontà!
Così io attendo il caldo, persistente e duraturo.
E spero che l’estate sia generosa e che il bosco mi regali un cestino pieno di funghi.

Funghi (3)

Borzonasca, d’ottobre e d’autunno

Ho incontrato l’autunno.
In questa domenica appena trascorsa, in un piccolo paese dell’entroterra ligure.
A Borzonasca, in Valle Sturla.
Ho incontrato l’autunno, in occasione di Agricasta, una manifestazione legata alla valorizzazione dei prodotti di queste terre e delle antiche tradizioni.
Con un cielo indeciso, a tratti grigio, era il cielo di ottobre.

Borzonasca  (2)

Ho incontrato l’autunno, aveva lasciato foglie secche e ricci su un gradino, disposti ad arte, con il favore del caso e del vento.
Ed era autunno di ocra e di giallo.

Borzonasca  (3)
L’autunno era nel sonno immobile di una farfalla, una creatura notturna forse.
Ferma, tra il muschio e quei legnetti spezzati che erano il suo giaciglio.

Borzonasca  (4)

Tra le case dai muri di pietra di Borzonasca.

Borzonasca  (5)
Bancarelle di prodotti di ogni genere, come le buone erbe esposte in contenitori di legno.

Borzonasca  (6)

E come i canestrelli confezionati con un nastrino giallo.

Borzonasca  (7)

L’autunno era per le strade.
Sotto l’archivolto e nei giardini.

Borzonasca  (7a)

E come si ingannano le stagioni?
Con le piante dalle foglie verdi e lucide, davanti alle porte di legno.

Borzonasca  (8)
E con i vasi allineati davanti alle finestre.

Borzonasca  (9)
Con quei colori che potrebbero farti pensare che ancora sia estate.

Borzonasca  (10)
L’autunno era nelle vetrine dei negozi addobbate con tutti ciò che ricorda questa stagione dalle tinte calde.
Era davanti ai cancelli e sulle ringhiere.
Era sui banchetti che esponevano le bontà delle nostre valli, questi sono i prodotti dell’Albergo delle Lame che si affaccia sull’incantevole lago dalle acque brillanti.
E c’erano i rombi di mais quarantino, le marmellate e la torta di miele e castagne.

Borzonasca  (11)
L’autunno era nei caruggi di Borzonasca, guardo sempre in questa maniera i paesi di Liguria.

Borzonasca  (13)

L’autunno è arrivato ed ha lasciato i suoi doni davanti alle buche delle lettere.
Le castagne, ingrediente base di tante delizie.

Borzonasca  (14)

L’autunno è giallo, intenso come le pannocchie.

Borzonasca  (15)

L’autunno ha lasciato funghi sodi e sani che fanno bella mostra in un cestino.

Borzonasca  (16)

E per altre cose, invece, non c’è stagione.
Non c’è stagione per il rispetto, per l’affetto, per l’attaccamento al proprio passato.
E per la memoria di certi anni difficili, presso questo canale che un tempo ebbe una funzione molto importante per gli abitanti di Borzonasca.

Borzonasca  (17)

E qui, a Borzonasca, ho incontrato davvero l’autunno.
L’autunno era in ogni luogo, in ogni portone, in ogni via, su ogni scala.
Era spighe di grano, pigne e foglie secche.

Borzonasca  (21)

Una bella manifestazione e gli stand predisposti per i visitatori.
E che bel pranzetto!
C’erano la polenta e la panissa fritta, io ho scelto testaieu con una generosa mestolata di pesto sopra.

Borzonasca  (18)

E poi le frittelle di baccalà e di funghi, gnocco fritto con il lardo, le saporite torte di verdure.

Borzonasca  (19)

E dolcetti di vario genere, torte e frittelle a base di castagne.

Borzonasca  (20)

Autunno di sapori, profumi e colori.
Autunno è un cielo azzurro che tenta di scalzare le nuvole, è una piccola chiesa di pietra arroccata in cima a una salita.

Borzonasca  (23)

Silenziosa, raccolta, con le travi sul soffitto.

Borzonasca  (24)

E la porta della chiesa, spalancata sulla valle e sulle montagne.

Borzonasca  (25)

In giro per il paese, dove ognuno espone i propri prodotti, le persone curiosano tra le bancarelle di artigianato locale.
E c’è la signora Olga a vendere le sue delizie, qui tra queste mura di pietra.

Borzonasca  (26)
E allora ecco gli sciroppi.

Borzonasca  (22)

E i funghi di questi boschi, sia sott’olio che secchi.

Borzonasca  (27)

E le fettine di mela essiccata, uno dei frutti certo più tipico di questa stagione.

Borzonasca  (28)

L’autunno è una cesta piena di micotti, piatto tipico di queste zone,  a base di farina di mais.

Borzonasca  (29)

L’autunno, l’autunno è un’antica bilancia e tante ceste da colmare con i frutti della terra generosa.

Borzonasca  (30)

Ho incontrato l’autunno in una domenica d’ottobre inaspettatamente calda.
Come un folletto uscito dal fitto dei noccioli e dei castagni, l’autunno è venuto e ha lasciato le pannocchie appese ai rami spogli.

Borzonasca  (32)
E poi ha tinto di rosso le foglie per la più suggestiva delle sue scenografie.

Borzonasca  (35)

Bottiglie e vasetti di marmellate e confetture prodotte dalle Aziende Agricole della vallata, come questi che sono prodotti da Anidagri.

Borzonasca  (34)

E dolci tipici di questo paese, le ruëtte, ovvero rotelle di Borzonasca che trovate soltanto presso la Pasticceria Macera.
Si tratta di grandi canestrelli di pasta frolla che hanno un‘origine lontana, i primi biscotti vennero prodotti nel 1870.
E ancora oggi sono una specialità molto apprezzata, non solo a Borzonasca.

Borzonasca  (31)

Ho incontrato l’autunno.
Aveva una bicicletta con un cestino carico di doni del bosco.

Borzonasca  (36)

Ed era testimone di quel passato che alcuni sanno conservare e valorizzare.
Perché ciò che ieri eravamo può rendere migliore il nostro presente, abbiamo da imparare e da ricordare.
Il nostro ieri di antiche tradizioni rivive e rinasce in queste valli.
Questo era lo spazio espositivo dell’Azienda Lucchetti, tra antichi mobili e vecchi attrezzi contadini.

Borzonasca  (37)

E sul tavolo ecco il tostino che certo sarà stato rovente in certe passate sere d’inverno.

Borzonasca  (38)

Sul bancone vasetti di origano e sacchetti di nocciole.
E a terra, in una cesta, le tipiche patate quarantine che trovate come base di molte ricette di queste zone.

Borzonasca  (39)

E ancora il mais, sempre presente in quest’autunno di Borzonasca.

Borzonasca  (40)

E un vecchio campanaccio appeso al muro.

Borzonasca  (41)

E i sacchi di farina e le zucche.

Borzonasca  (42)

E ancora fiori di zucchine in abbondanza e altre patate.

Borzonasca  (33)

Un’antica falce e gli attrezzi per affilarla.

Borzonasca  (43)
Sono venuta qui e ho incontrato l’autunno.
E l’autunno era ricci spaccati che offrivano le loro castagne.

Borzonasca  (44)
E tutto faceva pensare a certi altri giorni, a tempi in cui le stanze erano illuminate dalla luce fioca.

Borzonasca  (45)

L’autunno umido, di pioggia sottile e bruma.
Di muschi, di sottobosco odoroso e fertile, di creature lente, il loro colore è simile a quello degli alberi d’autunno.

Borzonasca  (46)

Sono venuta qui e l’autunno aveva lasciato i suoi doni sopra a un muretto, ancora erano funghi, castagne e foglie.

Borzonasca  (47)

Sono venuta qui, a Borzonasca.
E la fiamma bruciava, spandendo nell’aria uno dei profumi più tipici di questa stagione.
Ed erano risate di bimbi, felici di avere le mani nere per le caldarroste.
Sono le piccole gioie semplici che si scoprono quando si incontra l’autunno.

Borzonasca  (48)