Sugo di funghi bianco

Nella stagione dei funghi non può mancare un buon sugo gustoso e profumato.
E forse non tutti conoscerete questa ricetta, in quanto è tipica di questa zona e del paesino di Fontanigorda.
E’ il mio piatto d’elezione per il giorno di Ferragosto ed è una vera bontà.
Si utilizzano preferibilmente funghi porcini freschi ma all’occorrenza si possono usare anche i funghi secchi, con questo sugo si possono per condire i ravioli, le tagliatelle o la pasta, a voi la scelta.
Indossate un bel grembiule e iniziamo a cucinare insieme, per le dosi regolatevi in base al numero dei vostri commensali.
Tritate finemente una cipolla e fatela rosolare nell’olio in una pentola di coccio, quindi aggiungete i funghi, lasciate cuocere e aggiungete un trito di aglio e rosmarino.

Sugo di funghi bianco  (2)

Dopo breve versate nella pentola la panna e continuate a mescolare, per due persone utilizzo circa mezza confezione.
Ho detto che era una ricetta dietetica? No, non mi pare!
E’ una vera delizia, ve lo posso garantire!

Sugo di funghi bianco  (3)

Una volta cotta la pasta scolatela e  versatela nella pentola, condite e portate in tavola con un buon vino, magari una bella bottiglia di lambrusco.
E buon appetito a tutti!

Sugo di funghi bianco

Funghi e mimetismi

Sul finire dell’estate si va per boschi in cerca di funghi.
E quanto è divertente andar per funghi!
Muniti di cestino e bastone ci si addentra tra gli alberi ombrosi con la speranza di portare a casa un ricco bottino.
E io raccolgo solo alcuni tipi di funghi: i prataioli e  le colombine, i galletti e le mazze di tamburo, anche dette trulle.
E naturalmente i meravigliosi porcini, ah che meraviglia trovarli!
I funghi, commestibili o no, sono elementi fondamentali nell’equilibrio del bosco.
E sono maestri nell’arte del mimetismo, in natura tutto è armonia e sfumature, così accade anche nel bosco.
Ed è sempre bello trovarli, anche quando non sono da raccogliere.
Tra i rami, tra le foglie secche.

Funghi (2)

E sembra quasi che alcuni di loro si camuffino, paiono essi stessi foglie.
Mimetismi e illusioni, nel fitto dei castagni.

Funghi (4)

Guarda bene, non si tratta di una foglia!
E ogni colore in totale sintonia con gli altri, il creato ha il tocco di un artista che conosce la perfezione e le maniere per manifestarla.

Funghi (3)

Mimetismi, in certi casi appare più complicato nascondersi e celarsi al mondo.
Stupore!
Nulla è impossibile alla natura!

Funghi (5)

E così nel sottobosco il fungo dalla cappella rossa trova il luogo perfetto per crescere.

Funghi (6)

Nascosti, accanto ai fili d’erba.
T’ingannano, li intravedi da lontano, celati nelle sfumature del sottobosco.
E a volte sono così grandi, com’è possibile non averli notati subito?

Funghi (8)

E allora continui a camminare, nel bosco rumori e suoni provengono da ogni ramo.
Il canto di un uccello, il frusciare delle lucertole.
E a volte si sentono altri animali, in lontananza, nascosti.
E la natura è tutta un mimetismo.
Tono su tono, tra i sassi.

Funghi (9)

Sassi? Alcuni lo sembrano, bianchi e candidi accanto ai fiorellini viola.

Funghi (10)

Il sottobosco umido, rigoglioso e generoso che cela decine di specie di funghi.

Funghi (11)

Crescono uno accanto all’altro, sul prato.

Funghi (12)
Ancora, una coppia, il più piccolo all’ombra del più grande.
Chissà, ma da qualche parte ci sarà anche uno gnomo?
Io l’ho cercato ma a dire il vero non l’ho visto!

Funghi (13)

Ma sotto i funghi si trova riparo, così accade che un grosso lumacone vada a nascondersi là sotto.
E sono altri mimetismi, tinte brune e sfumature impercettibili.

Funghi (16)

E poi uno, due, tre, quattro, cinque funghi.

Funghi (14)

E poi cerca, cerca, cerca.
E guarda bene, con il bastone smuovi le foglie piano piano e guarda bene.
Sotto, ben nascosti, i galletti, dal colore giallo inconfondibile, ne ho trovati parecchi e per me è già una piacevole soddisfazione.
Erano là, ai margini del bosco, non tanto lontano dalla mia casa.
Erano là, tra le foglie secche, nella magia di certi mimetismi.

Funghi (15)

Andar per funghi

Tempo d’estate, tempo di funghi!
Se le fortunate circostanze del caso lo consentono, s’intende.
La pioggia che scende copiosa, il sole caldo che fa crescere i funghi e poi si può partire e mettersi in cerca!
Bastone d”ordinanza, cestino e calzature adatte, il bosco con le sue meraviglie vi attende.
Il primo segnale che si può andar per funghi è il comportamento della gente del posto: i locali conoscono le fungaie, sanno precisamente quando mettersi in cammino, partono al mattino presto e vanno a colpo sicuro.
Li vedi tornare con le ceste cariche di porcini, allora sai che è giunto anche per te il momento di andare per funghi.
In casa mia il fungaiolo era mio papà.
Sì, pescatore di trote e fungaiolo, amante della campagna e delle sue bellezze.
E quando c’era da andare per boschi mia mamma non era da meno.
Ed io?
Le memorie famigliari narrano che quando ero molto piccola, con enorme stupore di tutti i presenti, trovai due o tre funghi di dimensioni più che dignitose che vennero da me raccolti esclamando:
– Oh, un porcino!
E adesso che sono diventata grande?
Eh, in realtà il codice etico del vero cercatore di funghi prevede una levataccia ad ore ignobili durante le quali, in genere, preferisco dormire.
E a ben pensarci questo dev’essere anche il motivo per cui non sono ancora riuscita a imbattermi in quei benedetti daini che, a quanto pare, sono piuttosto mattinieri.
E così, il mio andar per funghi è quieto e rilassato, senza alcuna fretta ed evitando di imbriccarsi in posti ignoti e troppo impervi.
E andando in luoghi ben noti che conosco e frequento da tempo.
Andar per funghi.
Sapete qual è la soddisfazione più grande?
Vederli.
Sì, proprio vederli.
E io veramente sono già contenta se trovo una famigliola di galletti, qualche prataiolo o una bella trulla, quanto mi piacciono le trulle!
Ma quando trovi i porcini allora è una gioia davvero grande!
Li intravedi tra le foglie scure, mezzi nascosti, quasi mimetizzati.
Oppure tra i muschi o sotto i rami degli alberi, al riparo.
Ricordate che qualche anno fa ci fu un’estate particolarmente prolifica? Il bosco era generoso, giù dai monti arrivava gente carica all’inverosimile, avevano quasi la commozione dipinta sul volto.
Perché i funghi è bello trovarli, oltre che mangiarli.
E in quell’incredibile estate a Fontanigorda si esaurì persino l’aceto, perché tutto il paese faceva i funghi sott’olio!
Si potrebbe avere un’altra estate così, per cortesia? Mi ero divertita tantissimo ad andar per boschi!
E in quel glorioso mese d’agosto il mio prezioso bottino un giorno fu questo.

Funghi (2)

Tra i funghetti piccini, appena nati, ne trovai uno che pesava ben sette etti.
E ricordo come fosse ieri il momento in cui lo trovai.
Era lì, nel tronco spezzato di un albero, la perfezione assoluta.
E spero davvero che questa sia ancora un’estate come quella.
Per alcuni di noi, quelli più semplici che si entusiasmano per le piccole cose belle, felicità è anche andar per funghi.