Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Gabbiani’

Quelli che amano il mare lì trovi là, nel luogo al quale appartengono.
Rimangono a dondolarsi sull’acqua, nei bagliori della luce settembrina.

Mentre una magia di riflessi marini si posa evanescente su certi scafi.

E i vetri dell’ascensore panoramico al Porto Antico diventano specchi e vedi ringhiere, passanti, barche, palazzi e prospettive di Genova.

Quelli che amano il mare amano anche il vento, fratello e compagno di giochi delle onde irrequiete, quel vento dispettoso che a volte smuove senza posa le bandiere.

Quelli che amano il mare aspettano il momento di prendere il largo per partire senza più pensieri.
Con il vento nelle vele, il sole in faccia, il cuore colmo di gioia.
Quelli che amano il mare sanno cose che molti altri ignorano e secondo me non ci provano neanche a spiegarle, non è importante.
Conta soltanto viverlo, il mare.

Intrepidi e caparbi, hanno un sogno negli occhi e si perdono a guardare l’orizzonte.

Sempre pronti per un viaggio, un’avventura e una nuova partenza.

Levano le ancore, lasciano il molo e si lasciano alle spalle la città con i suoi frastuoni, loro ascoltano solo il canto incessante dell’abisso.

Hanno questa fierezza quelli che stanno davanti al mare.
E non vivrebbero in nessun altro luogo, credetemi.

Sanno attendere ed essere pazienti, sanno vivere in armonia con il silenzio.
C’è un tempo per partire ma c’è sempre una riva alla quale tornare.

E ognuno ha il proprio modo di appartenere al mare.
Una barca, il tempo dello svago e della libertà, il tempo della serenità.

E un nome perfetto che racconta un certo modo di vivere il mare.
Demùa, in genovese questa parola significa giocattolo o anche semplicemente divertimento.
Cose che piacciono a quelli che amano il mare.

Annunci

Read Full Post »

Capita anche a voi, a volte, di svegliarvi all’improvviso perché qualcuno fa rumore?
A me sì e comunque ho chiaramente individuato i responsabili.
Primi tra tutti i gabbiani: amoreggiano, bisticciano, chiacchierano, se la raccontano e questionano.
A notte fonda.
E mi domando: quando dormono costoro? Ancora non l’ho capito!

Le tortore rumoreggiano di giorno, grazie al cielo.
Sul fatto che se ne vadano serenamente a passeggio sul mio stendibiancheria avrei anche qualcosa da dire, ecco.

I piccoletti, per parte loro, danno veramente pochi pensieri.
Anzi se venissero più spesso ne sarei contenta, ogni volta che ne incontro qualcuno al Porto Antico lascio sempre il mio indirizzo.

E poi, come si sa, qua attorno ci sono le gazze.
Tanta sussiegosa eleganza, cara amici, si accompagna a un chiacchiericcio per nulla discreto, va detto.

E d’altra parte a certe bellezze si perdona quasi tutto, no?

Io abito sulle alture e non vicino al mare, in quel della Foce avrei i miei problemi con questo tipetto qua.

E non ho dubbi, immagino che starnazzi a tutto andare!

In cotanta bella compagnia comunque il più fracassone è uno solo e direi che non ha scusanti.
Fischietta, se la canta, gorgheggia, parlotta, protesta.
Caro Signor Merlo, potrebbe garbatamente evitare di svegliarmi? Gliene sarei profondamente grata!

Eccolo lì, a becco spalancato.
Secondo voi si può discutere con un tipo simile?

Read Full Post »

Era uno di quei pomeriggi tiepidi che invogliano ad una lenta pigrizia, mi trovavo in Spianata Castelletto, uno dei luoghi del mio quotidiano.
E c’erano due ragazze che se ne stavano a chiacchierare appoggiate alla ringhiera.
Una delle panchine era occupata da due persone che nulla avevano in comune: un ragazzino con dei lunghi capelli raccolti in una coda e un elegante signore di una certa età immerso nei suoi pensieri.
Poco distante tre amiche erano impegnate in una vivace conversazione, una di loro reggeva una pesante busta della spesa.
Gente di Spianata, a dire il vero li ho anche fotografati da lontano, lo ammetto, eppure mi limito a raccontarveli.
E poi.
E poi tutti noi amiamo indugiare sotto il sole e restare ad ammirare i tetti.
E loro erano in due.

Grigio d’ardesia e di piume, una quieta sosta davanti al panorama di Genova.

E poi.
Loro erano in due.
E non posso dire di aver compreso cosa si stessero dicendo ma li ho visti camminare insieme, attendersi, guardarsi.

In totale confidenza e con una certa armonia d’intenti, ne sono sicura.
A volte non è neppure necessario parlarsi, taluni sanno comunicare in maniera perfetta senza bisogno di parole.

E c’erano i tetti, c’era il cielo chiaro, c’era tutta quella gente, in Spianata Castelletto.
E loro, loro erano in due.

Read Full Post »

La vita del porto ha i suoi ritmi, i suoi colori e le sue sfumature.
Azzurro e celeste, bianco di scafi e di navi, linee e geometrie di gru: è il panorama della gente di mare, l’orizzonte che noi guardiamo.

Mentre i gabbiani volteggiano e compiono infiniti giri nell’aria.

La vita del porto ha anche le sue sorprese per chi l’osserva e a volte puoi vedere ciò che non ti aspetti.
E sono storie di navi e cartoni animati, spunta anche la coda guizzante di una balenottera, è il simbolo dei traghetti della Moby.

E poi, in questo periodo, nel mare di Genova c’è anche una nave che attira la curiosità di molti di noi, ha una struttura particolare in quanto è dotata di una grande ruota.

Così ecco le prospettive insolite, l’imponente nave con quello strano marchingegno è la Lewek Constellation, si tratta di una potentissima “posa tubi”.
A me colpisce lo scenario nel suo insieme, sono andata più volte ad ammirarla dalla rotonda di Carignano.

Anche con il cielo cupo e carico di pioggia quella struttura ha innegabile fascino.

E poi ci sono gli spettacoli consueti, i soliti gabbiani e le loro evoluzioni nell’azzurro.

Cose che succedono a Genova, ecco.

E tuttavia devo dire che è un po’ strano guardare verso il mare e vedere Gatto Silvestro in quella posa indispettita, se ne sta lì a braccia conserte sotto la grande ruota, sembra che abbia qualcosa da ridire!

Percorro la bella salita di Via Rivoli e mi guardo indietro e anche se in un certo senso quasi non ci posso credere lo spettacolo è proprio quello: navi, ruote e cartoni animati.
Cose che si vedono nel mare di Genova.

Read Full Post »

La luce di marzo è tornata, luce vivace, briosa e brillante.
In questi giorni la insidiano le nuvole ma presto farà ancora scintillare ogni più piccola cosa proprio come è accaduto il primo giorno del mese.
Vaga e leggera la luce di marzo si è posata sull’acqua quieta.

porto-antico-1

Ha ravvivato i colori delle barche ancorate al Porto Antico.

porto-antico-2

Là, davanti al nostro mare, c’eravamo noi.
Noi che amiamo aspettare il sole e attendere il suo calore, noi che amiamo questo luogo per seguire i viaggi della luce sul confine del nostro mondo.
Grandi e piccini, noi.

porto-antico-3

Quando il cielo si tinge di oro e di quella luce chiara di marzo.

porto-antico-4

Si resta, pigramente arresi alla stagione dolce.

porto-antico-5

Alcuni si mettono seduti sulle panchine, altri sul muretto, certi si appoggiano alla ringhiera, altri ancora pedalano o corrono.

porto-antico-6

Sotto la luce di marzo, più lenta a virare e a riflettersi sull’acqua.

porto-antico-7

La seguono i gabbiani, nel loro volo armonioso.

porto-antico-8

Mentre il sole scende.

porto-antico-9

E resta quell’istante in cui è tutto sospeso, mentre il giorno diventa sera, mentre le corde dondolano lente sul mare.

porto-antico-10

Aspetta, attendi che tutto svanisca e che quel chiarore si dissolva.

porto-antico-11

Laggiù, lontano, oltre la città.

porto-antico-12

Mentre il mare luccica di riflessi e delle magia della luce di marzo.

porto-antico-13

Read Full Post »

Verso sera, quando il giorno sta per finire, davanti alla riva dove riposano i gozzi.

corso-italia-1

Mentre una sfumatura leggera di cipria vela il confine del mare.

corso-italia-2

Quando è così, mentre il vento leggero accarezza la pelle, in Corso Italia.

corso-italia-3

Voci di pescatori, attese, onde e giacche a vento.

corso-italia-4

La ringhiera alla quale appoggiarsi e la costa, le mie amate prospettive di Liguria.

corso-italia-5

Sassi, sassi e gabbiani dalle ali bianche.

corso-italia-6

E scogli affioranti e ancora un vigile gabbiano, accanto a lui due cormorani, non mi sembra di averli mai veduti in Corso Italia.

corso-italia-7

E non sapevo nemmeno cosa fossero e quindi ho chiesto ad un amico, lui mi ha così svelato il nome dell’uccello dalle ali scure.
Verso sera, i cormorani.

corso-italia-8

E poi anche un piccoletto posato tra i rami spogli di un albero.

corso-italia-8a

E la spiaggia, il mare azzurro, la primavera così vicina.

corso-italia-9

E le panchine e un lettino aperto per scaldarsi al tepore del sole.

corso-italia-10

Un piccola vela temeraria e una grande imbarcazione che fiduciosa solca il mare.

corso-italia-11

Le cabine e i colori vivaci dell’estate che verrà.

corso-italia-12

E i delfini guizzanti sul fondo di una piscina vuota.

corso-italia-13

Mentre il giorno ci lascia, lentamente.
Ognuno ha il suo viaggio, una meta da raggiungere e una rotta da seguire.
Certi, a volte, restano immobili ad ammirare l’orizzonte.

corso-italia-14

Mentre il mare si veste di luce abbagliante.

corso-italia-15

E il sole scende piano riflettendosi sulle acque quiete.

corso-italia-16

Illumina e brilla, lambisce la riva, il profilo increspato delle onde, i lampioni.

corso-italia-17

Verso sera, quando il giorno sta per finire e il mare di Genova luccica di oro.

corso-italia-18

Read Full Post »

La pazienza dei pescatori forse non si può imparare, è una dote che risiede nell’animo di alcuni, è una virtù che appartiene a coloro che sanno parlare alla vastità del mare.
Quella loro pazienza è inesplicabile, per noi complessa come le reti adagiate a terra in attesa di essere gettate tra le onde.

pescatori-1

Certi pescatori attendono il momento perfetto per sfiorare l’acqua.
Osservano, silenziosi e attenti.

pescatori-2

Altri restano davanti al mare, aspettano di prendere il largo mentre la luce accarezza l’orizzonte.

pescatori-3

I pescatori conoscono un ritmo lento, lo scandisce il frangersi dell’onda contro gli scogli, lo accompagna il canto dei gabbiani verso sera.
E sono solitari certi pescatori, reggono la canna, seguono i movimenti della loro lenza.
Attendono, senza alcuna fretta.

pescatori-4

A volte, li vedi in lontananza, i pescatori.
Sul molo, ognuno ha la sua sfida da affrontare.
Certi restano ad osservarli, apparentemente per vedere se la pesca sarà fruttuosa in realtà forse cercano soltanto di carpire il segreto della pazienza dei pescatori.

pescatori-5

Segreto nascosto e impenetrabile, ha tutti i colori di una passione e tutte le sfumature della vita vera.

pescatori-6

Come se attorno non ci fosse nulla, come se il tempo non avesse importanza.
Quiete e calma, la lenta precisione di un gesto sapiente e antico.
E infinita pazienza, la pazienza bella del pescatore.

pescatori-7

Read Full Post »

Il tempo delle feste ha portato una bella novità al Porto Antico: una ruota panoramica dalla quale ammirare le bellezze delle Superba.

porto-antico-1

Davanti al mare, dove volano i gabbiani.

porto-antico-1a

E uno di loro si posa e vigila attento, proprio accanto alla ruota panoramica.

porto-antico-2

A pensarci, mi sembra sempre strano.
Non c’era nulla di tutto questo, un tempo.
Non c’erano le panchine, il negozio di libri, le gelaterie, le passeggiate davanti al tramonto.
C’era solo un cancello a separare noi dal nostro mare e dal nostro cielo.

porto-antico-3

Ora questo luogo è tornato ad essere nostro ed è come se ci fosse sempre stato, l’ho già scritto e non mi stancherò mai di ripeterlo.
Scintilla l’albero di Natale e l’acqua calma diviene il suo specchio.

porto-antico-4

Verso sera, quando il cielo si tinge di rosa.

porto-antico-4a

E quando il sole riveste di sfumature ambrate la superficie del mare.

porto-antico-5

Un bagliore d’argento, al tramonto.

porto-antico-6

E una luce nuova, un nuovo gioco di colori.

porto-antico-7

E ancora si cammina, fin laggiù.
Tra barche, vele, bagliori di lampioni e parole che si confondono nel vento.

porto-antico-7a

E lo sguardo ancora ritrova lei, simbolo di una città posata sul suo mare.

porto-antico-7b

E tutto ancora brilla, nei giorni di dicembre.
Di rosa, di oro, di suggestioni suffuse.

porto-antico-8

Sono le luci di dicembre.
Luci di mare e di porto, di luoghi vissuti e condivisi, di una storia antica e sempre nuova, di una ruota che gira proprio davanti a quel mare.
Luci di Genova e di Natale.

porto-antico-9

Read Full Post »

Freddo.
Non così intenso, a dire il vero, quest’anno però non ci sono quasi abituata.
Dolce autunno, mite inverno, fino ad ora, per lo meno.
Freddo.
Il vento che fischia, canta, svanisce e poi ritorna.
Sbadabam!
Una finestra che sbatte.
E poi di nuovo, un colpo secco.
È l’annaffiatoio di plastica, di solito sta su un muretto in terrazzo.
Però, sapete, il vento lo fa cadere, rotolare, lo trascina via e poi si placa.
A volte, poi, devi camminare controvento e da queste parti, sulle alture, può essere davvero complicato.
In questi quartieri di curve e salite a volte i tuoi occhi incontrano un tetto.
In questi quartieri di curve e salite il vento sa essere un avversario temibile.
Solo per alcuni, altri invece restano immobili a guardare, imperturbabili.

Gabbiani

Nella luce dorata del tramonto, mentre il sole scende e veste di luce calda la costa.
Due, insieme.
Ed entrambi voltano lo sguardo in un’altra direzione, mentre tu cammini controvento.

Gabbiani (2)

Read Full Post »

Un giorno d’inverno, ancora al Porto Antico.
E certo, io che vivo in una città di mare incontro spesso i gabbiani e resto a osservarli nelle loro infinite evoluzioni, tuttavia in questa circostanza i signori del blu hanno saputo regalarmi nuovi stupori, non avevo mai veduto prima ciò che sto per mostrarvi.
Una ringhiera, un bianco pennuto fermo a scrutare l’orizzonte.

Gabbiani

Uno?
Eh no, poco distante ce ne sono molti altri, per la precisione trenta.
Tutti schierati in batteria, come non li avevo mai visti.
E vi prego di notare il primo della fila: accipicchia, guarda proprio nella mia direzione!
Ehilà, ditelo che vi siete messi così perché sapevate che ero nei dintorni.

Gabbiani (8)

E poi ci sono quelli che stanno per conto loro, tipi dell’alta società, direi.

Gabbiani (3)

E qualcuno cerca un posizione privilegiata.

Gabbiani (4)

Quieti, tranquilli e lungimiranti, sovrani del mare e della ringhiera.

Gabbiani (2)

Regali e fieri.

Gabbiani (5)

E uno guarda i suoi simili da lontano.

Gabbiani (6)

Poi, d’improvviso, spruzzi di salino e aria di mare.
Uno si leva in volo, un suo fratello lo segue e poi un altro e un altro ancora.

Gabbiani (7)

E a poco a poco tutti hanno lasciato il pontile e hanno raggiunto l’orizzonte infinito del mare.
Gabbiani e stupori, in un giorno qualunque a Genova.

Gabbiani (6a)

Read Full Post »

Older Posts »