Timidezze feline

Nel caldo del pomeriggio, camminavo sullo stradone di Fontanigorda.
E ad un certo punto, girando distrattamente lo sguardo verso una scaletta mi accorgo di essere osservata.
Cucù!

Un gattino piccoletto e suo fratello, tutti e due sono corsi via alla velocità del fulmine, questi qui mica stanno a fare tante cerimonie, schizzano via come delle schegge.
E tuttavia, poco dopo, rieccolo qui!
E in che posto si è andato ad infilare, spero che questo tipetto non si metta nei guai!

Discreta e cauta ecco spuntare anche l’amorevole mamma, la piccola peste si è messa dietro di lei, d’altra parte non si mai, meglio esser diffidenti.

È un micetto tenero e morbido, uno dei tanti che incontrerò in questa nuova estate.

Il suo fratellino, poi, non è che sia molto più socievole, anzi, direi che è persino più timido.
E pure lui eccolo lì, bisogna che spieghi a questi due qui che quello lì non è il posto per per loro.

Ho visto il tipetto tigrato fare certe acrobazie.

Mentre l’altro piano piano si azzardava a mostrarsi un pochino di più.
Sempre con cautela, non esageriamo con le confidenze!

Tornerò a trovare questi due bei tipetti, sul muretto o sulla staccionata so già che saranno protagonisti di molte avventure.

Un vecchio amico al Carmine

E rieccomi a percorrere i soliti caruggi, creuze e discese, mattonate che si tuffano giù sovrastate da tetti spioventi di ardesia che incorniciano l’orizzonte e il mare.
Scendendo verso il centro storico passo dal Carmine, dalla solita, cara Salita di Carbonara.

E poi, come sempre, finisco per fare qualche deviazione di qua e di là, nei soliti vicoletti e in certe amate piazzette.
Così, come tante altre volte ieri sono passata da Vico del Cioccolatte, anche nei posti dove si ritorna spesso del resto c’è sempre qualche diversa sfumatura o qualche gioco di luce sempre nuovo e sorprendente.

E siccome qui vengo spesso, sovente vi ho portato con me e forse alcuni miei affezionati lettori avranno memoria di certi incontri dei quali ho avuto modo di scrivere qui.
Chi si ricorda del gatto del melograno di Vico del Cioccolatte?
Oh, mica è uno che si fa dimenticare, son certa che vi sia rimasto impresso!
Ecco, il melograno in questa stagione non ha più i suoi frutti ma il gatto è sempre lì, eh, si vede che quel tratto di muraglione è una delle sue postazioni preferite.

Di piantone e attentissimo a tutto quel accade attorno, si direbbe che non gli sfugga proprio nulla!

E infatti poco dopo si è pure accorto di me che stavo proprio lì sotto.
Chissà, mi avrà mica riconosciuta?
Va quindi detto che lui non è soltanto il gatto del melograno, in realtà è un gatto per tutte le stagioni, ecco.

A questo punto la prossima volta che passerò da quelle parti non mancherò certo di alzare lo sguardo verso la sommità del muraglione e sarò felice di ritrovare il solito vecchio amico di Vico del Cioccolatte.

Le pigrizie del vicino

Ed ecco finalmente le giornate radiose di maggio, inizia la stagione propizia per spaparanzarsi al sole.
E così ieri mattina, mentre rientravo a casa su per la mia ripida salita, mi sono imbattuta in uno dei miei vicini intento nella sua attività fisica preferita.
Il tipetto non ha battuto ciglio, è rimasto lì spantegato sul gradino.

Poi si è voltato dall’altra parte, il mio vicino è uno che se la prende comoda, evidentemente.

Ed è socievole il giusto, dipende dai momenti, ecco.

Ora, poi trovare la posizione giusta non è una faccenda immediata, il mio vicino si è rotolato più di una volta in prossimità di quello scalino, tra l’altro senza accusare problemi di schiena, si direbbe!
Ah, che bellezza un pisolino al sole, che relax!

E ammetto di essere rimasta a guardare con una certa benevola invidia ma lui, va detto, non mi ha degnato neanche di un sguardo, era troppo impegnato a rotolarsi da una parte all’altra.
Sempre immerso nel suo mondo beato, si intende!

D’altra parte il mio vicino è un tipo così: sa godersi la vita e coglierne le varie bellezze, in particolare credo che sia campione olimpionico di pisolino.
E sotto il sole di maggio si ronfa da incanto, mi sembra piuttosto evidente.

Insieme alla finestra

Insieme alla finestra.
E un refolo di vento primaverile intanto smuove piano la tenda.
E si osserva fuori, mentre tutto sboccia, in questa stagione che rifiorisce.
In questa pigrizia condivisa ci si guarda intorno e nulla sfugge a certi sguardi curiosi e sempre attenti.
Amici e complici.
Sempre insieme, probabilmente.
Così vicini, anche in quell’istante bellissimo alla finestra.

I gatti della creuza

Ecco lì, su una delle mie creuze si fanno sempre incontri e variano a seconda dei periodi dell’anno, mi è pure capitato di trovare uccellini o ghiandaie serenamente posati sulle ringhiere.
Qui oggi si parla invece di felini e la loro comune caratteristica è quella di avermi colta del tutto di sorpresa.
Avevo comunque la digitale in mano e quindi ecco qui i gatti della creuza, li ho incontrati in momenti diversi e si sono fatti trovare nello stesso tratto di strada, un po’ più un su o un po’ più in giù, da una parte o dall’altra ma comunque nel medesimo punto.
Così, facendo capolino tra le foglie dell’ulivo.

Oppure sul pilastro, forse a guardia del cancello.
Ohibò, non mi ero davvero accorta della sua presenza, quindi ci siamo un po’ osservati, poi il signor gatto ha cominciato a guardare a destra e a sinistra e io ho proseguito per la mia strada.

Infine pochi giorni fa rieccomi a percorrere la solita creuza, questa volta in discesa.
Il tipetto lì però non mi degnata nemmeno di uno sguardo, era troppo impegnato a guardare verso l’alto, si vede che c’era qualcosa di molto interessante lassù.
E comunque so già che farò ancora nuovi incontri, d’altra parte questi sono i gatti della creuza.

Dicembre a Fontanigorda

Sono tante le cose di dicembre a Fontanigorda che desidero ricordare e così per ritrovare ancora quella bellezza vi porto ancora là, nel mio bel paesino, in Val Trebbia.
Arroccato lassù, tra i toni bruni degli alberi.

Dicembre a Fontanigorda è l’aria frizzante e fresca e la cassetta con la legna sul davanzale.

Ed è l’abete davanti alla chiesa.

E i monti con le tonalità dell’inverno e il bosco silenzioso.

E gli alberi spogli e una strada sempre da seguire.

E i ricci caduti sulle rocce coperte di muschio.

Dicembre è foglie accese di arancio, fuoco che arde, lana calda sulle ginocchia e una tazza fumante tra le mani.
È casa, calore e tepore.

Ed è bacche color rosso vivace.

A dicembre poi la sera scende piano, si posa dolcemente e tutto avvolge.

E sono serrate le finestre delle seconde case nella stagione del freddo.

Non mancano però certi temerari felini che se ne vanno a zonzo per il paese.

E il gatto Cesare se ne resta invece a poltrire sulla stufa.

Sono tante le cose di dicembre a Fontanigorda che desidero ricordare.
In quei rami, in quella terra, in quei sentieri, in quelle nuvole che vagano nel cielo chiaro c’è una dolce bellezza alla quale amo sempre ritornare.

Una poesia alla finestra

Le finestre di Genova sanno essere una poesia sempre nuova, a volte basta una tenda colorata o un vasetto di fiori a donare un’armonia gentile al nostro quotidiano.
Le nostre finestre raccontano in qualche modo le nostre giornate e il nostro modo di osservare il mondo attraverso i vetri, raccontano il nostro desiderio di bellezza, celano le nostre memorie e si aprono sui nostri orizzonti.
A volte si spalancano sull’azzurro mare, a volte invece si schiudono su alti caruggi e offrono prospettive imperdibili sulla città vecchia.
Una musica dolce risuona nella bellezza di certe finestre, talune poi non sono nemmeno reali ma soltanto immaginate e sono un gioco bellissimo della fantasia.
Andando a levante, non lontano dal mare di Sturla, ho trovato una di queste rime armoniose: ci sono dei fiori odorosi, persiane spalancate, candide tendine e una finestra socchiusa.
E un gatto accoccolato lì davanti, una bellissima poesia della città.

Sulle scale in autunno

È una delle scale che ripide si arrampicano ad unire due tratti di Via Piaggio, nella città in salita certi luoghi si raggiungono gradino dopo gradino.
E nei giorni di novembre le foglie che rivestono il muraglione si accendono di diverse sfumature di rosso e di autunno, sono i colori intensi e vividi di questo periodo dell’anno.
E così mi fermo ad ammirare questa bellezza.
E non sono neppure la sola ad osservare questo scorcio del mio quartiere, un gatto timido e circospetto se ne sta alla finestra, lo distrae un po’ la mia presenza ma rimane serafico a guardare il panorama.
Un dipinto di stagione: sulle scale in autunno.

Autunno al Santuario della Madonna della Guardia

Nel tempo di autunno sono andata al Santuario della Madonna della Guardia, lassù sulla vetta del Monte Figogna dove la storia narra che sul finire del ‘400 la Vergine Maria apparve all’umile pastore Benedetto Pareto.
Tornerò a raccontarvi della bella chiesa e delle tante testimonianze di devozione là raccolte, oggi vi porto soltanto lungo quella strada dove vi accoglie un grazioso angioletto.

E dove le foglie dalle tinte aranciate si posano come soffice tappeto sulla salita che conduce al Santuario.

E calde di luce come i raggi del sole cadono giù e si posano sulle panchine.

Tutto attorno la natura si ammanta di diversi toni di giallo, si arrossano le foglie seguendo i ritmi delle stagioni.

C’erano poche persone in questo giorno di cielo inquieto e di nuvole che rapide solcavano il cielo, ci siamo così soffermati a lungo ad ammirare le bellezze della chiesa e i molto ex voto che là si conservano.

Mentre gli alberi piano mutano i loro colori nel sempre incantevole rito di questi giorni.

Santuario della Madonna della Guardia (6)

E c’erano certi gatti pigri che si crogiolavano al sole, i mici trovano sempre il posto perfetto per loro.

Santuario della Madonna della Guardia (7)

E poi ecco una bellezza felina dagli occhi screziati che bene si intonano alle sfumature delle foglie cadute.

Santuario della Madonna della Guardia (8)

In questo tempo che sa essere dolce e carico di promesse, caldo come le foglie d’autunno che si posano lievi sulle panchine davanti al Santuario della Madonna della Guardia.

Il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte

Come di consueto io amo sempre rispettare i riti delle stagioni e quando arriva l’autunno è mia consuetudine andare al Carmine proprio per salutare certi alberi magnifici che crescono rigogliosi tra le case.
C’è un antico giuggiolo che dona il nome a una piazzetta, c’è anche un rigoglioso melograno che abita in un bel giardino ma protende i suoi rami su Vico del Cioccolatte.
Ed è una gioia arrivare al Carmine e vedere il grande albero così verde e generoso.

Quei rami forti fitti di foglie sono carichi di frutti succosi, i melograni si aprono spaccandosi e preannunciando così la loro dolcezza.

E mentre ero lì a fotografare questa meraviglia di stagione chi è spuntato dal muraglione di Vico del Cioccolatte?
Toh, che stupore!

Questo simpatico micio è comparso all’improvviso tra i frutti dell’albero gentile e così per me è diventato subito il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte, è ovvio!
Uno sguardo da un lato e poi dall’altro, eccolo lì, attento e curioso.

E poi anche lui si accorto di me, caspita!
E mi ha guardata come dire:
– Ehi, ciao, cosa ci fai tu lì?

Poi forse deve essere subentrata una certa timidezza: noi liguri, si sa, siamo a volte un po’ ritrosi e il felino in questione non fa eccezione.
Uno sguardo, un movimento, il tipetto si è nascosto tra le foglie e poi è sparito oltre il muro dal quale si era affacciato.

E questa è una delle tante belle sorprese del Carmine, la storia di un gatto in autunno in Vico del Cioccolatte nella stagione del melograno.