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Posts Tagged ‘Gatti’

Immobile

L’ho veduto più di una volta e so che lo incontrerò ancora.
Sotto al porticato oppure in una galleria deserta.
Ospite silenzioso, schivo e discreto, con il suo passo lieve.
E a volte si ferma, tra la luce e l’ombra, tra gli angeli e i candelabri, tra i marmi sui quali si è posata la polvere del tempo, tra i nomi sbiabiti e le vite ormai dimenticate.
Resta.
Immobile, per qualche istante.

Cimitero Monumentale di Staglieno

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E anche quest’anno, come da tradizione, sono nati nuovi micetti qui in paese.
Vi pare che a Fontanigorda possano mancare i gatti? Figuriamoci, come sempre ce ne sono tantissimi!

Poi un certo giardino come al solito è particolarmente popolato, lì c’è un certo viavai!

I gattini però sono curiosi e irrequieti, se ne vanno a zonzo sull’erba alla scoperta del mondo.

Ed è ovvio che su quel prato deve esserci qualcosa di molto interessante, ne sono più che certa, ho visto i gattini frugare sotto a certe foglie con discreto impegno!

Diventare grandi, si sa, è una faccenda complicata ma per alcuni può essere anche parecchio divertente.

E qui intorno non mancano certo le occasioni per spassarsela.

E poi si può giocare a nascondino dietro ai vasi.

Oppure mettersi sullo sgabello vicino alla mamma.

Guardare insieme nella stessa direzione.

E diciamocelo, dopo tante fatiche, è anche giusto concedersi un meritato riposino.

D’altra parte che cosa ci sta a fare il tavolo? Ecco lì!

E dopo una bella dormita ci vuole una stiracchiatina!

Pronti per nuove avventure, nei giardini, negli orti e nel verde di questa campagna.

Acquattati tra l’erba fresca d’estate.

Questi sono i bellissimi gattini di Fontanigorda.

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Ed eccomi arrivata nel mio bel paesino, trascorro agosto nella mia Fontanigorda.
Il cielo azzurro, le cascine, i tetti di tegole rosse, un panorama a me noto, anche questa è casa, è il posto nel quale trascorro le vacanze da tutta la vita.

Ieri, nel tardo pomeriggio, ho fatto un giretto in paese.
Estate, caldo, finestre aperte, cestini, ortensie.
E ciao, sei arrivata? E quanto ti fermi?

E poi, poi si è alzata una brezza leggera e fresca, verde acqua di lenzuola e celeste di cielo.

E tutto è come dovrebbe essere.
Sempre.
Tutto ritorna.
E sbocciano i fiori in un certo giardino.
Come ogni anno, in estate, a Fontanigorda.

E c’è la solita operosa vitalità.
Sempre.
Come ogni anno, ad agosto.

E nuovi inizi, nuove avventure, nuovi micetti che crescono.
Come sempre ed è bello che sia così.
Ad agosto a Fontanigorda.

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La signora porta sul capo un velo di pizzo.
Assorta nella sua salda fierezza, sembra immersa nei suoi ricordi.
Con il pensiero ritorna ad un altro tempo e ai giorni delle sue gioie, nel luogo di tutti i silenzi resta tra le dolci memorie e le preghiere.

Stringe in una mano il suo rosario e forse a lei non importa che il suo velo appaia sgualcito e rovinato dallo scorrere degli anni.
Il tempo per lei non ha più alcuna importanza.

Sono capitata davanti a lei, nel luogo dei mistici silenzi, in una mattina d’inverno, era febbraio.
E la signora, nella sua quieta attesa, non era sola.

Custode del suo passato e dei suoi affetti, assisa sui giorni che non sono più.
Distratta dalla sua malinconia, avulsa dalle cose terrene.

E a volte, in certe quiete attese senza solitudine, c’è qualcosa che non si può comprendere.

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La pigrizia dell’estate e il caldo di luglio.
Camminare sotto il sole a volte è veramente sfiancante, si preferisce l’ombra, magari la spiaggia e il vento del mare.
Quanto è bello il dolce far niente, in questa stagione!
E alcuni sono sempre di ispirazione, bisogna dirlo.

E c’è chi invece gira per la città animato da spirito di scoperta, in questi giorni ho incontrato diverse comitive di turisti dinamici e pieni di energia.
Li ho visti in fila ordinata, in attesa di salire sul pullman.
E poi camminare in Via Garibaldi, con lo sguardo rivolto verso i magnifici palazzi.
Ho incontrato due ragazze svizzere, l’altra mattina a Caricamento, mi hanno chiesto come arrivare al loro albergo e così le ho accompagnate là, intanto quelli sono i caruggi che piacciono a me.
E poi viaggiatori dall’Oriente, determinati e disciplinati, muniti di favolose macchine fotografiche.
E finisce sempre così, mi fermo a guardarli, i turisti, cerco di cogliere le loro reazioni, tento di catturare i loro sguardi e i loro entusiasmi.
E spesso li vedo in Spianata Castelletto, ieri mattina ero proprio lì.

C’erano anche loro, lui e lei, sulla cinquantina.
Stranieri, sicuramente.
Scarpe comode, zainetto, maglietta, occhiali da sole.
Lui pareva conoscere perfettamente il panorama che si stendeva davanti ai suoi occhi.
Indicava chiese e campanili, forse cercava di riconoscere i luoghi che avevano già visitato o magari progettava di scoprirli.
La sua compagna di viaggio reggeva una cartina della città e lui ogni tanto le mostrava qualche punto particolare.
Poi si è alzato un leggero vento, la cartina si è piegata e i due viaggiatori l’hanno ancora riaperta e lui ha ripreso a parlare, lei lo ascoltava attenta.
Io mi sono seduta su una panchina a godermi la pigrizia dell’estate e mentre li osservavo ho pensato che tra le mani stringevano una cartina piena di sogni.

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Erano in tre.
Nel dormiveglia, sdraiati vicino alle piante e comunque pronti a notare i movimenti di certi inopportuni visitatori.

gatti-1

Il rosso si chiama Romeo, manco a dirlo!
Se ne va spesso e volentieri per i fatti suoi, senza render conto a nessuno.

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E sì, questi son mici di Fontanigorda, ovvio.
Anche loro erano in tre.
Per la precisione si tratta di Iside, Attila e Zeus, che nomi altisonanti!
No, non sono parenti però se la spassano nello stesso giardino.

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Vanno su e giù per le scale e poi si fermano su un gradino.

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Sempre curiosi di ciò che accade attorno a loro.

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A volte si acquattano pigri sull’erba.

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Oppure si nascondono tra i gerani.

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Erano in tre? Figuriamoci, tra fratelli e sorelle erano almeno una dozzina!

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Uno di loro si è andato a infilare nell’annaffiatoio.

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Loro invece erano in due, sono i gatti di un mio amico e passano l’estate in Val Trebbia.
Facevano la guardia tra le ortensie, mi pare chiaro.

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Anche loro erano in due e dormicchiavano senza ritegno.

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Concludo questa carrellata di felini con tre gatti di città, li ho incontrati giusto un paio di giorni fa.
Ed erano in tre, caspita!
Non so proprio cosa stessero architettando ma secondo me avevano in mente qualcosa, ci giurerei!
Due sulle scale, uno un po’ più avanti.
Guardinghi e diffidenti.
E sì, erano in tre.

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Autunno, tempo di un nuovo vicino di casa.
Lo avete mai sentito? Quando attacca non la finisce più!
Emette un suono modulato e acuto, gioioso e persistente.
E caspita, che fracasso!

pettirosso

Tra l’altro, vorrei far notare al soldo di cacio in questione che non sono neanche l’unica ad aver notato la sua presenza, ieri c’era qualcuno che guardava e ascoltava con un certo interesse.

gatto

Poi, occhi negli occhi, io e il tipo abbiamo fatto due chiacchiere, mi ha giurato e garantito che non si verificheranno incidenti diplomatici di sorta.
Meno male, eh!

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Quell’altro intanto passa da un ramo all’altro cinguettando come un forsennato, del tutto incurante della quiete altrui.

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Tra il resto, oltre al repertorio canterino, fa sfrontato sfoggio di una serie di espressioni innocenti e piuttosto eloquenti.
Cosa hai detto? Rumore? Io?
No, no, ti sbagli, io non ho fatto niente! Sono qua sul ramo, in silenzio.

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Che vi devo dire?
Ognuno ha i vicini di casa che si merita e meno male che in giro ci sono tipi come questo.
Un piccolo pettirosso, fiero e panciuto e splendidamente rumoroso.

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I lettori abituali di questo blog forse vorrebbero pormi una domanda: cara Miss Fletcher, in questa calda estate a Fontanigorda niente micetti?
Come no!
Ogni anno ha le sue caratteristiche: certe volte i gattini sono tutti rossi, poi viene di moda il nero, quest’anno è di gran voga il tigrato, ecco qua!

Gatti

Sono undici, mi hanno detto, però quando sono passata davanti al giardino ce n’erano solo dieci: uno si era dato alla macchia, evidentemente.
Figli di tre mamme diverse, sono cugini!

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E se ne stanno tranquilli sull’erba.

Gatti (3)

Oppure si mettono in posa.
Sono bellissimi, eh!

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Si arrampicano su una pila di mattoni e restano lì, in equilibrio.

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E giocano, giocano, giocano.

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Ben tenuti e coccolati, sono micetti che vivono bene.

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E poi, come tutti i cuccioli, sono curiosissimi!

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E se c’è un nastro che penzola non perdono l’occasione per dargli le loro zampatine.

Gatti (10)

Una pallina? Toh, qua c’è da divertirsi!

Gatti (11)

E fa caldo, ogni tanto un riposino non guasta.

Gatti (12)

Sul prato, in tranquillità.

Gatti (13)

E sotto i rami, a godersi una piacevole ombra.

Gatti (14)

Poi arriva la mamma e tutti corrono da lei, certo!

Gatti (15)

Vispi, dolci e tenerissimi, sono semplicemente uno splendore.

Gatti (16)

Piccoli mici crescono, nella verde estate di Fontanigorda.

Gatti (17)

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La vita resta, anche quando quasi non puoi sentire la sua voce.
È appena un flebile sussurro, un fiore che sboccia, un battito impercettibile.
Immobile, seduto sul margine del tempo, l’angelo trattiene le ore e i minuti, li stringe a sé con un gesto gentile, eterno ed immutabile.

Monumento Stallo

La vita resta, al riparo sotto le grandi ali spalancate sotto il cielo azzurro, esse custodiscono i giorni e le notti, le speranze e le illusioni, le parole perdute o scritte con l’inchiostro nero su una carta ormai ingiallita.

Monumento Stallo (2)

La vita rifulge di dorati bagliori, nessuna tenebra può oscurarla.
E la vita cerca altra vita.
Circospetta, silenziosa, guardinga ed inattesa.
Sotto la luce del sole.

Monumento Stallo (3)

Monumento Lorenzo Stallo – Luigi Orengo

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Alla fermata della funicolare, molto spesso, si incontrano tipi particolari.
In qualunque stagione, questo è ovvio.

Gatto

Chiaramente taluni si muovono con una certa circospezione, dare troppa confidenza non è nelle loro corde.

Gatto (2)

Quando poi si avvicina la primavera è facile imbattersi in ben altri personaggi, le giornate tiepide invitano ancor più a gironzolare.
E a volte succede che certi se ne stiano a distanza di sicurezza, lassù, accanto ai camini.

Gazza

Sua maestà la gazza però è stata generosa e si è lasciata ammirare in tutto il suo splendore.
Classe, stile ed eleganza ineccepibili.

Gazza (2)

E affascinanti sfumature di blu, tra le piume bianche e nere.

Gazza (3)

L’altro giorno poi, giù per la creuza che conduce a Corso Firenze, ho incontrato dei bellissimi piccoli amici.
Da quelle parti, a quanto sembra, abitano dei simpatici codirossi.

Codirosso

A dire il vero uno di loro mi sembra fin troppo grasso e panciuto, eccolo lì, acquattato sulla ringhiera!

Codirosso (2)

Febbraio è quasi terminato e nei prossimi giorni è prevista la pioggia ma il tempo dei boccioli e dei fiori profumati è dietro l’angolo.
E quando ormai la bella stagione è alle porte, una mattina qualunque, può capitarti di fare incontri davvero piacevoli.
È proprio lei, la più celebre ladra di ciliegie e rinomata assaggiatrice di nespole: la ghiandaia.
Quando la primavera si avvicina, in Corso Firenze.

Ghiandaia

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