La curiosità

La curiosità, senza di lei saremmo perduti e tremendamente annoiati, io credo.
La curiosità è un profumo nuovo, la curiosità è desiderio di scoperta, di cambiamento e di nuove esperienze.
Come quando apri un libro e inizi a leggerlo e magari dopo un po’ di pagine cominci ad immaginare la trama e a fantasticare su quel che accadrà ai protagonisti e la tua curiosità ti spinge a continuare la lettura e a scoprire il seguito.
La curiosità svela magnifici misteri: sei dietro ad una porta chiusa e al di là di essa un mondo inesplorato ti attende.
La curiosità è una preziosa alleata per costruire legami e amicizie, credo che essere po’ curiosi dei punti di vista degli altri sia una delle maniere per avvicinarsi a coloro con i quali sentiamo una certa affinità.
La curiosità è l’inizio dell’avventura.
Come quando progetti un viaggio in un posto sconosciuto e allora studi percorsi, luoghi da visitare, cerchi le dritte che possano essere utili durante il tuo soggiorno e pianifichi giornate piacevoli.
E poi, una volta a destinazione, soddisfi finalmente la tua curiosità e la realtà si sovrappone alla tua immaginazione, uno dei giochi più entusiasmanti della nostra mente.
Senza la curiosità non si partirebbe neppure, si rimarrebbe senza un orizzonte e senza una meta.
Invece è bello essere viaggiatori curiosi lungo i sentieri a volte tortuosi delle nostre vite, con gli occhi spalancati in cerca di nuovi destini e nuove emozioni.

Di nuovo Blu

Ed ecco di nuovo Blu, il maestoso gatto nero che tante volte ho fotografato nel corso dell’estate.
È sempre lassù, sul suo terrazzino, tra i suoi rigogliosi fiori rossi.
In equilibrio sulla sua ringhiera, ora il clima è ancora tiepido e così Blu si gode il sole di questo scorcio estivo ammirando il panorama.
In inverno, mi hanno detto, Blu se ne sta a casa al calduccio e da dietro i vetri osserva quel che accade, vede le foglie cadere e poi la neve scendere, in attesa di una nuova estate.
Adesso è ancora là, tra i gerani, in tutto il suo felino splendore.

Blu sulla ringhiera

Una finestra socchiusa, le tende bianche.
Le persiane spalancate, appena un refolo di aria fresca di campagna, profumo di erba e di bosco.
E il silenzio e le le sue magie.
E una cascata di gerani rossi e rigogliosi.
Sulla ringhiera uno splendido felino: è il gatto di nome Blu e nel corso dell’estate mi capita sovente di incontrare il suo sguardo.
In una perfetta armonia di colori, linee e proporzioni, Blu sulla ringhiera in una sera d’estate.

Finestra d’agosto

È una finestra di Fontanigorda ed è una finestra d’agosto con le persiane verde scuro, una tendina bianca e una zanzariera color arancio e proprio là ho trovato comodamente seduta una vecchia conoscenza felina.
È una finestra d’agosto, in una giornata di tempo incerto e capriccioso: allora forse è meglio restarsene nei pressi di casa, giusto per cautela!

E dare confidenza va anche bene ma senza esagerare, mi raccomando.

È una finestra d’estate e ci passo davanti un sacco di volte, il magnifico gatto è sempre nei dintorni: si sdraia sotto la sedia, fa un giretto nella cascina, si concede un pisolino sullo zerbino, poi si sposta sul muretto.
E lo sappiamo entrambi: è chiaro che ci rivedremo, nei prossimi giorni.
Alla finestra, nel tempo di agosto.

Le fatiche di un gatto farmacista

Nel quartiere, come comprenderete, è una celebrità.
E si può capirlo: quando sei un gatto farmacista tutti ti cercano e tutti ti vogliono.
Quando si va a San Nicola l’affabile e attento felino è sempre lì: presidia la porta, osserva i passanti, nulla sfugge alla sua accurata attenzione.
D’altra parte va detto che essere un gatto farmacista comporta impegno e responsabilità, mi pare ovvio che ogni tanto ci scappi un pisolino.
Così l’altro giorno sono passata da quelle parti e l’augusto personaggio si stava facendo una pennichella all’ombra, nei pressi della vecchia insegna.
Tutti hanno diritto al meritato riposo, anche il celebre gatto farmacista che così si ritempra dalle sue fatiche.

Un instancabile lavoratore

L’ho incontrato l’altro giorno: io salivo su per la creuza con le mie borse della spesa e lui era nelle sue varie faccende affaccendato.
In effetti lì per lì non è che mi abbia considerata tanto: aveva da fare con certe tubazioni, doveva essere una questione di una certa importanza, immagino.

E infatti eccolo all’opera: una zampina, poi l’altra e avanti così.
Sarà anche un lavoro del tubo ma qualcuno deve pur farlo, eh!

Tuttavia a un certo punto la mia presenza è diventata fonte di distrazione e il tipetto lì si è messo cautamente sul chi va là con un certo atteggiamento curioso.

A quel punto però la voglia di faticare era andata a farsi friggere e poi c’era un bel sole e sdraiarsi lì al calduccio è sembrata proprio un’ottima idea.
E poi tutto sommato era pure l’ora del impigrirsi, pisolare e rilassarsi e insomma, tanti cari saluti al tubo e anche a tutti voi!

Una vecchia conoscenza

Ognuno di noi, nel tepore di casa, ha i propri angolini preferiti e anche una finestra prediletta per osservare il mondo.
Ed ecco qui una vecchia conoscenza, questo è un gradito ritorno su queste mie paginette, il tipetto lì infatti è già stato uno dei protagonisti di questo post diverso tempo fa.
Allora era il tempo di settembre e quindi si tenevano le finestre spalancate, nel cuore di questo gelido inverno meglio starsene al calduccio dietro i vetri, ne converrete pure voi!
Alla finestra, a guardare la gente che va su e giù per la creuza: dove andranno tutti quanti, poi, non si sa!
E chissà cosa mai avranno da fare, con tutta quella fretta, mah!
C’è chi invece, saggiamente, si gode la pigrizia e le bellezze della vita proprio a modo suo.

Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera: vicino a Maria

Accadde diverso tempo fa, durante una passeggiata nello splendido Parco della Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera a Voltri.
Mi trovavo lassù, nei pressi del Santuario di Nostra Signora delle Grazie, in una bella giornata di primavera: in quella circostanza mi capitò un incontro fortunato.
C’era questa luce chiara che filtrava tra gli alberi e l’ombra gentile che ammantava la candida statua della Madonna con il Bambino.
E là, silenzioso e attento, un serafico gatto accoccolato sul muretto.

Un tipo guardingo e allo stesso tempo pigro come soltanto certi felini sanno essere.

E così è rimasto, nel luogo da lui prescelto.

E poi si è messo a camminare avanti e indietro su quel muretto, sempre restando nei pressi della dolce immagine di Maria che gentile si stagliava tra le sfumature degli alberi.

E accanto a Lei lui è rimasto, in un istante bellissimo di un giorno che ricordo bene.

Vicino alla Speranza

Così l’ho veduta.
Lei si trova là, accanto al Pantheon del Cimitero Monumentale di Staglieno.
Salda, fiera, così aggraziata, volge gli occhi verso il cielo e con un gesto della mano pare accogliere il mistero dell’eternità.
I riccioli incorniciano il suo viso, il drappeggio del suo abito scivola sulla sua figura.
E nel suo sguardo c’è bellezza, bontà, assoluta pienezza.
Così l’ho veduta.
Così lui stava, amico silenzioso e fidato, vicino alla Speranza.

La Speranza
Opera di G.B. Cevasco (1878)