Una poesia alla finestra

Le finestre di Genova sanno essere una poesia sempre nuova, a volte basta una tenda colorata o un vasetto di fiori a donare un’armonia gentile al nostro quotidiano.
Le nostre finestre raccontano in qualche modo le nostre giornate e il nostro modo di osservare il mondo attraverso i vetri, raccontano il nostro desiderio di bellezza, celano le nostre memorie e si aprono sui nostri orizzonti.
A volte si spalancano sull’azzurro mare, a volte invece si schiudono su alti caruggi e offrono prospettive imperdibili sulla città vecchia.
Una musica dolce risuona nella bellezza di certe finestre, talune poi non sono nemmeno reali ma soltanto immaginate e sono un gioco bellissimo della fantasia.
Andando a levante, non lontano dal mare di Sturla, ho trovato una di queste rime armoniose: ci sono dei fiori odorosi, persiane spalancate, candide tendine e una finestra socchiusa.
E un gatto accoccolato lì davanti, una bellissima poesia della città.

Sulle scale in autunno

È una delle scale che ripide si arrampicano ad unire due tratti di Via Piaggio, nella città in salita certi luoghi si raggiungono gradino dopo gradino.
E nei giorni di novembre le foglie che rivestono il muraglione si accendono di diverse sfumature di rosso e di autunno, sono i colori intensi e vividi di questo periodo dell’anno.
E così mi fermo ad ammirare questa bellezza.
E non sono neppure la sola ad osservare questo scorcio del mio quartiere, un gatto timido e circospetto se ne sta alla finestra, lo distrae un po’ la mia presenza ma rimane serafico a guardare il panorama.
Un dipinto di stagione: sulle scale in autunno.

Autunno al Santuario della Madonna della Guardia

Nel tempo di autunno sono andata al Santuario della Madonna della Guardia, lassù sulla vetta del Monte Figogna dove la storia narra che sul finire del ‘400 la Vergine Maria apparve all’umile pastore Benedetto Pareto.
Tornerò a raccontarvi della bella chiesa e delle tante testimonianze di devozione là raccolte, oggi vi porto soltanto lungo quella strada dove vi accoglie un grazioso angioletto.

E dove le foglie dalle tinte aranciate si posano come soffice tappeto sulla salita che conduce al Santuario.

E calde di luce come i raggi del sole cadono giù e si posano sulle panchine.

Tutto attorno la natura si ammanta di diversi toni di giallo, si arrossano le foglie seguendo i ritmi delle stagioni.

C’erano poche persone in questo giorno di cielo inquieto e di nuvole che rapide solcavano il cielo, ci siamo così soffermati a lungo ad ammirare le bellezze della chiesa e i molto ex voto che là si conservano.

Mentre gli alberi piano mutano i loro colori nel sempre incantevole rito di questi giorni.

Santuario della Madonna della Guardia (6)

E c’erano certi gatti pigri che si crogiolavano al sole, i mici trovano sempre il posto perfetto per loro.

Santuario della Madonna della Guardia (7)

E poi ecco una bellezza felina dagli occhi screziati che bene si intonano alle sfumature delle foglie cadute.

Santuario della Madonna della Guardia (8)

In questo tempo che sa essere dolce e carico di promesse, caldo come le foglie d’autunno che si posano lievi sulle panchine davanti al Santuario della Madonna della Guardia.

Il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte

Come di consueto io amo sempre rispettare i riti delle stagioni e quando arriva l’autunno è mia consuetudine andare al Carmine proprio per salutare certi alberi magnifici che crescono rigogliosi tra le case.
C’è un antico giuggiolo che dona il nome a una piazzetta, c’è anche un rigoglioso melograno che abita in un bel giardino ma protende i suoi rami su Vico del Cioccolatte.
Ed è una gioia arrivare al Carmine e vedere il grande albero così verde e generoso.

Quei rami forti fitti di foglie sono carichi di frutti succosi, i melograni si aprono spaccandosi e preannunciando così la loro dolcezza.

E mentre ero lì a fotografare questa meraviglia di stagione chi è spuntato dal muraglione di Vico del Cioccolatte?
Toh, che stupore!

Questo simpatico micio è comparso all’improvviso tra i frutti dell’albero gentile e così per me è diventato subito il gatto del melograno di Vico del Cioccolatte, è ovvio!
Uno sguardo da un lato e poi dall’altro, eccolo lì, attento e curioso.

E poi anche lui si accorto di me, caspita!
E mi ha guardata come dire:
– Ehi, ciao, cosa ci fai tu lì?

Poi forse deve essere subentrata una certa timidezza: noi liguri, si sa, siamo a volte un po’ ritrosi e il felino in questione non fa eccezione.
Uno sguardo, un movimento, il tipetto si è nascosto tra le foglie e poi è sparito oltre il muro dal quale si era affacciato.

E questa è una delle tante belle sorprese del Carmine, la storia di un gatto in autunno in Vico del Cioccolatte nella stagione del melograno.

Equilibri di Blu

Lui si chiama Blu, mi hanno detto che è un gatto di riviera ma abita a Fontanigorda e mi pare che si trovi proprio bene.
Nei mesi scorsi l’ho visto diverse volte passeggiare fiero sulla ringhiera, accoccolarsi su quella sedia oppure dormicchiare al sole, molto spesso poi mi è capitato di sorprenderlo mentre si sporgeva e guardava giù, teneva d’occhio i vari micetti che giravano lì sotto.
Lui invece se ne stava sempre lassù, sul terrazzino.
E così l’ho visto anche nel corso della mia ultima giornata a Fontanigorda, con questa bellezza semplice e non posso far altro che portarla qui, sulle mie paginette.
Spirava l’aria frizzante di settembre, c’erano vasi colmi di gerani tenaci, finestre chiuse e candide tendine di pizzo.
E c’era lui, protagonista di un quadro dalle armonie perfette: equilibri di Blu, nella quiete di una fresca mattinata.

Un piacevole incontro ad Albisola Superiore

Ritorniamo ancora nella bella e colorata Albisola, a girar per la riviera si fanno certi incontri!
Ora, per la verità va detto che il protagonista di questo post non mi ha poi molto considerata, era proprio tutto preso in un’attività molto importante.
Si trovava là, in quella piazzetta aperta e ariosa dove ci sono i laboratori degli artisti.
Caspita, che sia un gatto ceramista o forse, più probabilmente, un aiutante un po’ sfaticato?
Chissà non saprei dirlo!
Di preciso se ne stava là, sotto sotto, guardate bene proprio sotto uno dei ripiani del tavolo da lavoro e lo vedrete tranquillamente spalmato all’ombra.
Perso nel suo sonno beato, ecco un gatto di riviera in un bel pomeriggio ad Albisola Superiore.

Gatti che si vedono in giro

E questi sono gatti che si vedono in giro, a dire la verità li ho incontrati per la maggior parte nei dintorni, sono mici di Circonvallazione a Monte e gironzolano in queste strade.
E appunto una mattina mi sono affacciata dal terrazzo e chi c’era lì sotto?
Toh, eccolo lì!
Ciao Miss Fletcher come va? Cosa fai? Cosa fai?

Dove andava? Boh, non lo so!
Taluni poi sono più timidi o comunque hanno i fatti loro dei quali occuparsi, c’è sempre qualche distrazione in agguato!

E poi passando al Carmine si fanno sempre bellissimi incontri, è inevitabile!
Una grata, un punto su cui accoccolarsi ed ecco lì, tutto come al solito.

Tra i felini che si vedono in giro certi forse appartengono all’alta società: bianco candido e una spolverata rosso, una quieta posa regale.
Sul muretto, con una perfetta armonia di colori, i gatti sembrano sempre essere al posto giusto.

Occhi chiusi, un pisolino al sole, la solita vita frenetica di questi qui!

Un altro che se la passa bene è un micione che se ne va a zonzo qua attorno, non mi pare che si affatichi più di tanto, per carità!
E infatti l’altro giorno se ne stava spalmato nel vialetto di un bel giardino.
Io stavo là sopra e lui ha guardato in su ma non si è scomposto più di tanto, ecco.
Son tipi così quelli che si vedono in giro in questi giorni di primavera.

I pavoni di Arenzano

Cielo azzurro e sole brillante, un anticipo di calda primavera: così l’altro giorno mi sono concessa una passeggiata ad Arenzano, piacevole località a ponente di Genova che si raggiunge davvero in poco tempo.
Tra l’altro ad Arenzano abitano dei tipetti particolari: direi che ci sono pennuti per tutti i gusti e c’è pure un fiero drappello di pavoni.
Va detto che sono creature con un certo senso civico, ecco.

Abitano nel parco ma gironzolano indisturbati per il paese.
E dove vanno? Boh, non saprei, però vanno!

C’è da dire che taluni potrebbero semplicemente fare la ruota e il traffico si fermerebbe all’istante.

Tutti insieme appassionatamente, ecco qui la coda del corteo.

Li ho incontrati nei pressi della stazione e poi, mentre me ne andavo in giro per il parco, ho trovato un regale capofamiglia che se ne stava beato su un prato.
Come alcuni di voi sapranno, io sono anche collezionista di piume di uccello: raccolgo quelle che trovo in estate, a Fontanigorda, sui sentieri e ai margini del bosco.
Ecco, però in Val Trebbia di pavoni neanche l’ombra, quindi ho pensato di chiedere un piccolo contributo al personaggio in questione.

Niente da fare, ha rifiutato sdegnosamente!

E ha continuato a godersi l’ombra facendo sfoggio della sua sgargiante bellezza.

Io per parte mia ho proseguito con i miei giretti in quel di Arenzano ma quando sono tornata a riprendere in treno ecco ancora la bella compagnia!
Ho così fatto un tentativo di riaprire le trattative diplomatiche per la piuma ma ho nuovamente ottenuto un garbato diniego.

Niente, tra un pavone e l’altro non ce n’è stato uno che abbia avuto la compiacenza di darmi retta!

E poi, ad un certo punto, con mio immenso stupore mi è capitato di notare un foresto nel gruppetto dei pavoni e tra me e me ho pensato: ahi ahi, ora marca male!

E invece tutti se ne sono rimasti calmi, tranquilli, ognuno nel suo angolino.
E il sornione gatto nero sembrava a suo agio con tutti, si è pure accoccolato accanto a un felino di pietra.

In realtà, alla fin fine, è proprio questo il segreto: per essere amici non occorre certo essere uguali, in fondo basta soltanto accettarsi e rispettarsi a vicenda.
E a quanto pare è proprio quello che accade ai bellissimi pavoni di Arenzano.

Bellissimi incontri al Carmine

E poi, come sempre, ritrovarsi al Carmine.
È una delle mie vie di accesso ai caruggi, di solito scendo giù da Via Pertinace, arrivo in Corso Carbonara e poi ancora giù, per le creuze di mattoni che portano a questo quartiere così amato.

E sempre, quando torno dalle vacanze, vado a salutare gli amici e così ho fatto anche stavolta, sono così andata a trovare quel maestoso melograno così prodigo dei suoi frutti.

Vico del Cioccolatte (1)

E l’ho trovato come sempre ricco e generoso di doni e di tanta bellezza.

Vico del Cioccolatte (2)

E poi, dato che mi trovavo al Carmine, ho pensato di portare i miei omaggi anche all’antico giuggiolo che ha persino regalato il nome alla caratteristica piazza del quartiere e così ho imboccato la salita che porta lassù.
E svoltato l’angolo ecco la sorpresa, un benvenuto migliore di questo è difficile immaginarlo!

Salita di Monterosso (1)

Il fiero felino si è accorto subito della mia presenza ma devo dire che non si è scomposto più di tanto.
I gatti del Carmine hanno carattere e questo qui non ha fatto un plissè, non si è manco spostato per farmi passare!

Salita di Monterosso (2)

E là sopra, i rami del giuggiolo fitto di foglie.

Salita di Monterosso (4)

E il mio piccolo amico intanto è andato a mettersi ai piedi della scala, in un magnifico contrasto di colori.

Salita di Monterosso (3)

E questa chiaramente è una storia di creuze, di alberi e panni stesi sempre perfetti nella Piazza della Giuggiola.

Piazza della Giuggiola (1)

Dove trionfa sempre l’albero carico dei piccoli frutti che devono ancora maturare.
Il giuggiolo è un antico signore e pare che abbia circa 500 anni ma se li porta proprio bene!

Piazza della Giuggiola (2)

E così l’ho salutato e sono ritornata sui miei passi, il micio nel frattempo aveva preso posto su uno scalino e di tanto in tanto infilava la zampa nella fessura sotto la porta, evidentemente là dietro doveva esserci qualcosa di interessantissimo!

Salita di Monterosso (5)

Ho lasciato il fiero felino alle sue avventure, è sempre una vera fortuna imbattersi in tipi come lui.

Salita di Monterosso (6)

E così ho continuato la mia passeggiata mattutina sotto ai ritagli di azzurro nelle magnifiche prospettive del Carmine.

Salita San Bernardino

La seconda vita di Romeo

Oggi vi presento Romeo, vi assicuro che si tratta di un personaggio di un certo rilievo.
Dunque, di quelli come lui si dice che hanno sette vite, giusto?
Ebbene, a quanto ne so Romeo è almeno alla sua seconda vita, infatti fino all’anno scorso abitava da un’altra parte mentre quest’estate l’ho trovato felicemente alloggiato in paese.

Insomma, Romeo ha traslocato, avrà valutato i pro e i contro e alla fin fine si è sistemato in una nuova casa.

Romeo (2)

Romeo è un tipo che certo non nasconde la sua essenza felina, ha decisamente personalità.

Romeo (3)

E al momento vive insieme a una gatta tigrata, pare che i due si capiscano.

Romeo (4)

La gatta in questione inoltre è mamma di tre micetti neri e io non penso che Romeo sia il papà ma la cosa sembra non essere importante, stanno tutti insieme e vanno d’amore e d’accordo.
Lei ha un caratterino, se vede qualcuno che si avvicina ai suoi piccoletti si mette subito sul chi va là!

Gatti

I fratellini sono bellissimi, è inutile che ve lo dica.

Gatti (2)

E tornando a Romeo, vi dirò che mi sembra uno che ama le comodità.

Romeo (5)

E soprattutto predilige un particolare passatempo: sonnecchiare, dormire della grossa, ronfare senza ritegno.

Romeo (6)

Pure in mezzo la strada, tra l’altro.

Romeo (7)

E non si schioda a meno che non sia assolutamente necessario.

Romeo (8)

Così trascorrono le giornate di Romeo, direi che è un privilegiato.

Romeo (9)

Ora, va detto che anche nella sua prima vita, quando stava in quell’altra casa, non è che si ammazzasse di fatica, eh!
E comunque è sempre bello rilassato, secondo me di tanto in tanto riflette sui massimi sistemi e sul senso dell’universo, cose così.

Romeo (10)

Poi si accoccola davanti alla finestra.

Romeo (11)

Oppure si spalma per terra.

Romeo (12)

Si siede composto su una panchina.

Romeo (13)

O magari si accomoda in un vaso.

Romeo (14)

E se la gode proprio come piace a lui, nella pigrizia delle giornate estive superbamente vissute al meglio da un gatto di nome Romeo.

Romeo (15)