Pulizie di primavera alla fermata dell’autobus

E ritorniamo una volta ancora alla celebre fermata dell’autobus tante volte protagonista sulle paginette di questo blog.
Amici, noi che abitiamo su queste alture di Castelletto, come ben sapete, siamo abituati a trovare alla piccola fermata sedie da cucina o da ufficio, poltroncine e arredi vari, ne abbiamo per ogni gusto.
Ora da diverso tempo si trovano là queste due sedie bianche perfette per le pigrizie di questa stagione e in un angolo, in un certo giorno d’aprile, è pure comparsa una scopa.
A dir la verità tutto l’insieme avrebbe bisogno di una bella rinfrescata e si vede che qualcuno ha pensato di iniziare spazzando via un po’ di foglie e cose così.

Per fortuna la stagione nuova lascia il suo tocco gentile anche sulla palina che è rimasta così avvolta dalla delizia del glicine.

Pulizie di primavera alla fermata dell’autobus: e devono essere state anche un po’ faticose, mi sa.
Infatti dopo qualche tempo la scopa è scomparsa e davanti a una delle due sedie è comparso un piccolo pouf sul quale direi che si possono allungare le gambe per il meritato riposo, dopo tanto lavoro.
E per oggi è tutto, vi aspetto per la prossima puntata alla fermata dell’autobus!

Alberi in primavera

E ancora ritorna la gloriosa bellezza degli alberi in primavera: sono alberi di questi dintorni, crescono e prosperano nei giardini di Castelletto e sono gli abitanti preziosi di questo quartiere.
Così ritorno sempre a salutarli e vederli carichi di petali delicati è una gioia vera.
Fiorisce generoso il candido ciliegio.

E si staglia nel blu con i suoi rami vivaci l’albero di Giuda.

E ancora il dolce pruno così si svela.

E si intreccia ai rami dell’odoroso glicine.

Crescono insieme e così vicini, creando uno spettacolo di straordinaria bellezza.

Ed è bianco e lilla così ricco e florido.

E poi ecco il rosa acceso del ciliegio giapponese.

E cielo azzurro e splendido di primavera.

Ancora sboccia lucente il glicine bianco.

E così lo si incontra lungo il cammino.

Verso l’infinito si protende così la tamerice.

E un’altra si affaccia invece da un muraglione, è una meraviglia di rosa e di dolcezza di questa stagione.

Gli alberi in primavera raccontano la vita, il rinnovamento e i nuovi inizi, donano la loro bellezza e rendono uniche le nostre prospettive.
E ancora salendo in Via Domenico Chiodo si nota il viola dei rami fioriti degli alberi di Giuda di Via Oberto Cancelliere.
Son alberi di città in primavera, così generosi e gentili annunciano una stagione nuova.

Mio amato glicine

E così sei tornato a fiorire, mio amato glicine, sbocci generoso per le strade del mio quartiere, ogni petalo è un dono divino, ogni fiore è una bellezza ritrovata della quale ringrazio.
Mio amato glicine, così dondoli nell’aria e nel cielo sereno.

E ti arrampichi sui muraglioni, sfidi la vertigine e crei la cornice perfetta per i panorami che amiamo ammirare.

Mio amato glicine, così ricco, prodigo e generoso.

Profumato e fresco, contro l’orizzonte e il mare e la Lanterna.

Mio amato glicine che con la tua gloriosa leggiadria fiorisci sulla cancellata di Corso Firenze e così diffondi la tua inconfondibile dolcezza.

E ti stagli così magnifico contro il cielo e tra le case.

Mio amato glicine, sei ancora lo stesso dei miei tempi della scuola, così rigoglioso e splendido, sulla prospettiva di Via Piaggio: quando allora iniziava la tua fioritura voleva dire che l’estate era vicina e ancora è così, mio adorato glicine.

E ancora alzo gli occhi versi i tuoi rami carichi di fiori.

E così ti ringrazio, mio amato glicine, di tutta la deliziosa e profumata bellezza che sai donarci.

Scoprendo Salita Superiore San Gerolamo

Vi porto con me, ancora, in questa passeggiata tra i colori di una delle mie creuze.
Si snoda così, in dolce pendenza, la nostra Salita Superiore San Gerolamo, percorrendola in discesa da Via Lorenzo Costa si arriva in breve tempo in Piazza Goffredo Villa.
E questa è per me una creuza di ricordi di corse senza fiato, del mio Walkman nella tasca della giacca, di uno zainetto sulle spalle con i libri per i compiti e quindi sì, è uno di quei luoghi che mi ricorda quegli anni là.

Poi non lo diresti mai, ma se osservi da lassù in cima, là tra quelle case, vedrai persino la linea azzurra del mare.

E poi ancora scendi, passo dopo passo su quei mattoni rossi che in passato ho tante volte percorso e anche spesso fotografato.

E ancora, guardando tra i palazzi, ad un tratto si scorgono una parte di Ponte Caffaro e certe prospettive della nostra Circonvallazione a Monte.

Scendendo ancora mi vengono poi alla mente certi negozietti che un tempo c’erano qui, ricordo alla perfezione una piccola merceria molto fornita, era una di quelle botteghe di quartiere così preziose, con una vetrina di piccole cose belle: bavaglini, strofinacci da ricamare, calze di lana calda e rocchetti di filo.
E no, non c’è più ma io non l’ho dimenticata.
E intanto così cade quella luce potente che illumina la creuza.

Qui, come in molti luoghi genovesi che hanno legami certi con il passato della città, ancora si trovano le tracce di antiche devozioni.

E poi, nel tempo della chiara primavera, nei giardini i fiori sbocciano generosi e colorati.
Così era, in quel giorno di marzo dello scorso anno, dal muraglione ecco il glicine odoroso proteso sulla creuza.

Una meraviglia dal profumo delizioso si stagliava gentile contro il blu di Genova.

Ancora si continua a percorrere Salita Superiore San Gerolamo, a partire da un certo punto i mattoni lasciano il posto all’asfalto, tuttavia resta ancora questa suggestione antica.

Sotto le geometrie del cielo a me così care.

Nella prospettiva di una magnifica creuza, tante volte percorsa con il passo leggero, come sempre accade con i luoghi delle nostre quotidiane consuetudini, nella vertigine colorata di Salita Superiore San Gerolamo.

Meraviglie di primavera

Sono andata a salutare gli alberi, in queste giornate di sole alcuni di essi ci incantano con la loro bellezza.
Fiorisce il glicine generoso, sui pergolati, davanti alle finestre, contro i muraglioni.

Si arrampica sulle grate, si posa gentile davanti a misteriosi volti di un altro tempo.

Sopra un cancello, davanti a un palazzo di Carignano e di fronte ad uno splendido risseu.

Sono andata a salutare gli alberi che conosco bene, li rivedo vestirsi di nuovi fiori ad ogni primavera.
Un inchino a te, maestoso glicine di Via Piaggio.

E a te, magnifico ciliegio giapponese.

E ancora oltre, un trionfo di petali gialli, un’esplosione di profumi e bellezza.

E poi la delicatezza dei lillà.

Ancora qualche passo, su per la salita di Via Domenico Chiodo e oltre quel mare di bocci il mare di Genova e la Lanterna.

E un piccolo fiore di campo è cresciuto proprio tra loro, è un tipo semplice ma si vede che ama l’alta società.

E ancora, salendo, il panorama si svela in questa maniera e sono di nuovo cartoline di Genova e glicini.

Non sono l’unica ad amare questi alberi dal dolce profumo, c’era un ospite che andava e veniva, se avessi voluto immortalarlo non ci sarei mai riuscita.

Delizia di fiori sfumati, il glicine regna sovrano.

E sì, taluni passano da un fiore all’altro, in continuazione!

E ancora specchi, muraglioni e ancora azzurro.

Trionfo, meraviglia e stupore.

E rami che si stagliano contro il cielo.

Su questo grande albero due gazze petulanti, andavano e venivano, volavano insieme.

Una sosta all’ombra, due chiacchiere e poi ancora via, lontano.

E intanto i petali rossi fremono nell’aria tiepida.

E l’albero di Giuda si protende verso il sole.

Il glicine dondola su un orizzonte calmo.

E tutto è perfetto, in questo tempo di primavera.

Un glicine per Miss Fletcher

Nel tempo d’autunno, all’improvviso, un glicine.
Fiore dolce e profumato, in primavera adorna le cancellate e riveste i muri, il glicine odoroso è protagonista dei giorni del sole.

Via Domenico Chiodo (2)

Nel tempo di altri colori e di diversi profumi, qui è arrivato un bellissimo glicine ed è un delicato ricamo che decora una pochette interamente realizzata dalla mia amica Viv con il suo consueto gusto raffinato.
Qui, sul suo blog, trovate l’articolo che lei ha dedicato alla sua splendida creazione.

glicine

Una meraviglia simile va tenuta con cura e deve trovare una destinazione degna della sua bellezza.
Viv è un’amica attenta e sensibile, è una persona che ascolta e capisce le preferenze degli altri.
Tuttavia non sapeva che la mia scatola dei fili da ricamo ha esattamente quei toni di colore, è rifasciata con le sfumature di lilla dei fiori di lavanda e accanto al glicine è una perfetta armonia.

glicine-1

E sapete cosa è successo?
La scatola è andata in visibilio!
Ha subito fatto amicizia con la nuova arrivata, all’unanimità le due hanno deciso che d’ora in avanti la pochette di Viv ospiterà tutte le matassine sui toni del lilla e del viola.

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Un glicine per Miss Fletcher, pensato proprio per me.
E infatti questa pochette ha persino l’apertura da mancina, è la prima volta che ne possiedo una simile.

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Davvero un bellissimo regalo di compleanno, grazie Viv, sei un’amica speciale ed unica.
E adesso cari amici vi saluto, sento un certo trambusto nella camera accanto.
Credo che le matassine stiano bisticciando tra di loro, quelle rosa sostengono che nella pochette starebbero comodissime, quelle verdi dicono che pure loro si trasferirebbero volentieri.
Eh, le capisco, il glicine di Miss Fletcher è una vera bellezza!

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Da Via Piaggio a Salita Bachernia, il tempo del glicine

Questo è il suo tempo, è la stagione dell’odoroso glicine che sboccia e fiorisce lungo le strade di Circonvallazione a Monte.
Si veste di sole il grande glicine che adorna un giardino di Via Piaggio mentre il ciliegio giapponese si protende verso l’azzurro.

Via Piaggio

Questo è un antico albero, il suo profumo ha deliziato generazioni di genovesi.

Via Piaggio (5)

Via Piaggio (3)

Ha veduto vite e storie, sovrasta anche noi che camminiamo sotto ai suoi rami.

Via Piaggio (4)

Più oltre, salendo in Via Domenico Chiodo, il glicine diviene cornice di un panorama marino.

Via Domenico Chiodo (1)

Generoso e prodigo, così è certa bellezza che ci viene semplicemente donata.

Via Domenico Chiodo (2)

E ancora, altrove i suoi dolci fiori si mescolano al verde delle foglie e al rosa dell’albero di Giuda.

Via Domenico Chiodo (3)

A breve distanza si può imboccare Salita Bachernia, il tratto superiore di questa lunga creuza vi condurrà ancora più in alto, verso le mura.

Salita Bachernia (2)

Questo è il tempo della bellezza che si svela in ogni luogo.

Salita Bachernia (3)

Il glicine che fiorisce sulla mattonata ricopre il muraglione e tra le case, in lontananza, vedi la Lanterna.

Salita Bachernia (4)

Scendi, gradino dopo gradino, ti accompagnerà un fresco profumo sublime.

Salita Bachernia (5)

E poi, voltati indietro, verso l’albero maestoso che si staglia contro l’azzurro.

Salita Bachernia (6)

Salita Bachernia è lunga e tortuosa, si snoda tra le case e come spesso accade a Genova ha le sue faticose pendenze.

Salita Bachernia (7)

E se non l’hai mai percorsa non sai cosa potrebbe celarsi dietro a certe curve, sono così le creuze, a loro modo sorprendenti.

Salita Bachernia (8)

Il sole le attraversa e la luce rimbalza sulle pietre.

Salita Bachernia (9)

Il muraglione, le case, le imposte chiuse.

Salita Bachernia (12)

E un percorso sinuoso che si perde nell’ombra.

Salita Bachernia (10)

Laggiù tetti, campanili, ardesie e il confine del mare.

Salita Bachernia (11)

Salita Bachernia termina nella suggestiva Piazza Sant’Anna e in questa stagione qui vi accolgono altri colori.

Piazza Sant'Anna

Questo è il tempo degli profumi deliziosi e dei petali che cadono sui gradini.

Salita Bachernia (13)

Fiori gentili fluttuano nell’aria e poi si posano a terra.

Piazza Sant'Anna (2)

Tra rosa e turchese, in questi giorni di primavera.

Piazza Sant'Anna (3)

Nel tempo del glicine che accarezza le creuze.

Via Domenico Chiodo (4)

Genova allo specchio

Certi specchi se sei distratto forse non li noterai.
Fermati a guardarli, certi specchi riflettono impervie creuze che spezzano il fiato.

Specchio (1)

E case, cielo azzurro, il profilo della città sullo sfondo.

Specchio (2)

Certi specchi mostrano le nuove stagioni e le fioriture a ridosso dei muraglioni, quando la primavera riveste giardini e le ringhiere.

Specchio (3)

In certi specchi vedi cancelli, finestre e alberi.

Specchio (4)

Una curva, le case sulle alture, muretti.
E un lampione che a me pare un uccello esotico, è facile giocare con la fantasia per me.

Specchio (5)

E poi davanti a certi specchi devi proprio fermarti ad osservare.
Alza gli occhi e vedrai una nuvola solitaria sospesa nel blu e poi la superficie del mare che abbraccia il cielo.
Sono così certi specchi, svelano magie.

Specchio (7)

E mostrano terrazzi al sole, tetti d’ardesia, campanili, la diga, la città vecchia.
Guarda.

Specchio (8)

E poi dipende sempre da ciò che ognuno di noi sa vedere, ogni sguardo sa cogliere particolari diversi.
Ed ogni specchio ha la sua stagione perfetta, per alcuni è la dolce primavera.
Al tempo del glicine, se tu vuoi, la bellezza puoi vederla proprio lì, dentro a uno specchio.

Specchio (9)

Il glicine bianco sulla scala

Il grande albero si erge maestoso verso il cielo e sfiora quasi il tetto del palazzo, nasce e cresce in una sorta di fascia in un giardino di Corso Firenze.

Glicine bianco (2)

Nella città in salita sono numerose le scale ed una di esse collega queste strada di Circonvallazione a Monte alla soprastante Via Paride Salvago sulla quale svetta la cima dell’albero, oltre a questo un altro glicine bianco fiorisce rigoglioso in quel giardino e si arrampica sulla cancellata.

Glicine Bianco

Bianco, candido e odoroso glicine, lungo le scale.

Glicine Bianco (3)

Fino all’ultimo scalino.

Glicine bianco (5)

Nel cuore della primavera questi alberi donano i loro fiori e una delle scenografie più suggestive di madre natura.

Glicine Bianco (18)

Genova in aprile e Castello Bruzzo sullo sfondo.

Glicine bianco (7)

E’ generoso il glicine, prodigo di rametti profumati che scendono a cascata lungo le inferriate.

Glicine bianco (8)

Diverse sfumature di bianco.

Glicine bianco (9)

Ondeggia, piano, smosso da un venticello gentile.

Glicine bianco (10)

Alzo lo sguardo verso le finestre, alcuni al mattino aprono le persiane e la loro stanza viene pervasa dal dolce effluvio del glicine.

Glicine bianco (11)

Un’esotica pioggia di fiori, la freschezza di un profumo inconfondibile, ad ogni primavera la fioritura di questo glicine è per me come il saluto di una nuova stagione.

Glicine bianco (12)

Glicine bianco (13)

E circonda persino il cartello che segnala la fermata degli autobus, la bellezza sa sempre trovare la maniera di manifestarsi.

Glicine bianco (14)

E a volte è effimera, dura lo spazio di breve tempo, questo la rende ancora più rara e preziosa.

Glicine bianco (15)

Il glicine bianco è al culmine del suo splendore in questi giorni.

Glicine bianco (16)

E attende solo sguardi che sappiano ammirare la sua chiara e linda bellezza.

Glicine bianco (17)

Tutti i colori della primavera

Tutti i colori della primavera li ho veduti durante una passeggiata nelle vie del mio quartiere, in un pomeriggio di sole.
Qui sulle alture i rami degli alberi ondeggiano carichi di fiori e sullo sfondo vedi la città adagiata sul suo mare.

Primavera (2)

Nelle aiuole si aprono rossi tulipani, io da bambina immaginavo che le fate avessero abitini fatti con questi petali setosi.

Primavera (3)

Fiorisce profumato il glicine bianco e si insinua tra le grate del cancello.

Primavera (4)

E sbocciano rigogliosi i fiori vivaci degli alberi di Giuda.

Primavera (5)

Piano, piano tenaci rametti ricchi di fiorellini si arrampicano verso l’azzurro.

Primavera (6)

E in questa stagione ci si ferma a godere del tiepido sole, meglio se in compagnia, no?

Primavera (7)

E ancora il glicine scende e ricopre i muraglioni.

Primavera (8)

Il dolce glicine, dal profumo delizioso.

Primavera (9)

E crea ghirlande nell’aria, mentre tutto attorno si leva un allegro cinguettio.
In queste zone così adorne di verde e di fiori passeri e cinciallegre chiacchierano tra di loro e poi gioiosi fendono il blu.

Primavera (10)

Non c’è giardino che non abbia il suo albero.

Primavera (11)

Alcuni rami sono ancora spogli ma altri invece sono vestiti di bocci che hanno le tinte del sole.

Primavera (12)

E lì, sulla creuza, si affaccia la tamerice con i suoi rami rosati.

Primavera (13)

Fiorirà ancora, sarà ancora più chiara e bella.

Primavera (14)

Un’altra tamerice invece è già un tripudio di fiori.

Primavera (23)
Una nuvola incantevole di rosa.

Primavera

Bianco candido, celeste e azzurro di cielo e di mare.

Primavera (15)

E ancora giallo, prepotente e caldo di luce.

Primavera (16)

E poi guarda, eccolo lì, uno di quelli che mi dà la sveglia al mattino!
A becco spalancato, un solo merlo è capace di fare un can can incredibile, lo saprete bene anche voi.

Primavera (17)

Un altro merlo invece se ne sta quieto su un ramo, forse come me si gode semplicemente il panorama.

Primavera (18)

I colori della primavera, accesi e vitali come la rinascita che rappresentano.

Primavera (19)

Si aprono le semplici margheritine, strette una accanto all’altra.

Primavera (20)

E anche certi fiori selvatici si protendono verso il cielo assetati di luce e di sole.

Primavera (21)

Proprio come noi che respiriamo l’aria fresca e spalanchiamo le braccia davanti all’indicibile bellezza della natura.
Primavera non bussa lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura così cantava Fabrizio De André.
E la sua bella Genova  rifulge di splendore nel tempo degli alberi fioriti.

Primavera (22)