Riflessi genovesi

Sono riflessi genovesi, sul mare calmo, dal Porto Antico alla Darsena.
Sono note di bianco, di blu e di celeste e colori che si mescolano a voci e suoni della città e del porto.

Tremula acqua luccicante sulla quale dondolano le barche.

Sono riflessi genovesi di un luogo dove amo sempre ritornare, cercando la Lanterna, le catene dei pensieri e dei desideri.

Sono riflessi genovesi e arancio acceso, davanti al Galata Museo del Mare.

E barche di pescatori, vivaci e allegre, raccontano l’avventura delle onde e del salmastro.

E il riflesso di un gozzo e diverse tonalità di verde e di azzurro.

Sono riflessi di Genova, un orizzonte familiare, i colori e i profumi di casa.
Il galeone, linee di barche, luccicante blu e cielo celeste e riflessi genovesi, una mattina di settembre al Porto Antico.

Questo mare, questa vita, questo cuore di Vernazzola

Quelle case davanti al mare, l’onda che sempre ritorna, le barche affollate sulla riva.
La schiuma bianca e salmastra, le luci tenui al tramonto, questa è la dolcezza del nostro mare genovese: Vernazzola si trova nel levante cittadino e sembra un piccolo mondo a parte e un pacifico altrove.

Il cielo lucidato dal vento è limpido e blu, la luce del sole ravviva i colori caldi di queste case, scalda i sassi e conforta i pigri bagnanti che se ne stanno davanti a questo mare.

Questo mare, queste case, questa brezza marina che accarezza e asciuga i panni stesi.
Questo mare, questa vita, questo cuore.
Così accadeva in un altro tempo, diverso e anche simile al nostro.

Osservare la città viaggiando nei suoi giorni distanti è sempre un’emozione particolare, soprattutto in quei luoghi che ancora svelano la loro vera identità, la loro anima palpitante e la loro autentica essenza.
E a Vernazzola ancora ci sono le barche davanti alle case e sulle corde da stendere sventola una sinfonia di bucato.

Vernazzola e i suoi pescatori, i volti scuriti dal sole, le mani forti, le braccia possenti.
E i pesci guizzanti, le cime, le reti.
La fatica, l’incertezza, la conquista quotidiana.
Questo mare, questa vita, questo cuore.

Questo mare, questa luce, questa allegria.
Questa nostra Vernazzola, questa nostra Genova così brillante e viva.

Le immagini in bianco e nero di questo articolo sono dettagli di una cartolina d’epoca della mia piccola collezione, la fotografia è opera del bravo del bravo fotografo Sciutto e la pubblico nella sua interezza a conclusione delle mie brevi divagazioni.
È un tempo che ritorna e che sappiamo riconoscere, quasi immutato, ancora nostro, nel profondo.
Questo mare, questa vita, questo cuore di Vernazzola.

Merenda tra le barche

E così finalmente ecco il sole di maggio e i colori accesi della primavera davanti al mare di Corso Italia.
Una dolcezza ritrovata che sempre dona quiete al cuore.
Le vele, l’azzurro e quel lento dondolare.

E gli scogli, l’orizzonte da catturare, mentre certe barche restano in attesa di nuove partenze.

Alcun si dedicano alla pesca mentre un remo fende l’acqua e una barchetta turchese come quel mare prende il largo in un questa dolce tranquillità.

E qualcuno ne approfitta per far merenda, tra i ciottoli levigati dal salino e le barche tirate a riva.

Era un bella briciola sostanziosa e invitante, perfetta per un piccoletto così!

Mentre attorno c’era tutto questo azzurro di primavera e di Genova.

E certe candide vele si lasciavano condurre dalla brezza leggera.

E alcuni restavano lì, davanti al muretto, a scrutare le barche, i pescatori, il confine del mare e il cielo limpido.

Una semplice attesa

Era una semplice attesa.
L’acqua ferma, le nuvole, i riflessi evanescenti.
Era una memoria di onde, di reti e pesci guizzanti, di albe salmastre e di vento pungente.
Era una sfida da accettare, una nuova avventura da vivere, una quiete inaspettata.
Era un nome non più pronunciato, era una parola soltanto, un tempo svanito.
Era una semplice attesa, con la speranza di una nuova partenza.

Pegli: una cartolina dai Bagni Italia

E così venne l’estate anche ai Bagni Italia di Pegli.
E là, sul ridente e placido litorale del ponente genovese, la vita era dolce e scorreva piacevolmente scandita dal fragore delle onde che lente si frangevano sulla riva.
Una fantasia di toni marini, il molo, i gozzi a riposare sui sassi.
Ed era il mese di luglio del 1925 quando qui giunse una certa Carolina, fu lei a spedire questa cartolina a Buenos Aires, la destinataria era una certa signorina Natalia che, dall’altra parte del mondo, si ritrovò tra le mani questo cartoncino e l’immagine di Pegli.
Pensate a quanti sguardi si sono posati su questa veduta e quali percorsi misteriosi abbiano poi ricondotto qui questa cartolina che ora è parte della mia piccola collezione.

E vi dicevo di Carolina e del suo soggiorno, alla sua amica lei scrive che questa è proprio una bella spiaggia.
Anche lei, come gli altri bagnanti, si sarà scelta il suo posticino al sole.
C’è chi rema vigorosamente, chi se ne resta seduto sui sassi e chi si rinfresca nell’acqua frizzante del mare, alcuni stringono anche un salvagente.

E così, in questo incantevole scenario, scorre una bella giornata d’estate.
Vi ho mostrato alcuni dettagli di questa cartolina prescelta dalla nostra turista in quel tempo lontano, nell’angolo in alto a sinistra sono stampati anche alcuni versi firmati da un certo Caldirola e così recitano:

Lento, mite, instancabile,
ne la diffusa chiarità solare
i suoi mister con voce carezzevole
mormora il vasto mare.

E venne l’estate ai Bagni Italia di Pegli e così la vide anche Carolina.

I colori di Sori

Vi porto ancora con me sulla Riviera di Levante, nel tempo del sole.
Era l’inizio di giugno, stagione di luce che rischiara le belle case di Sori abbarbicate sulla costa scoscesa.

Sono vari e radiosi i colori di Sori, spiccano così in quelle creuze che portano al mare.

Sori (2)

Nelle case alte, nella magnifica verticalità della Liguria.

Sori (3)

E poi la spiaggia, il mare turchino, l’onda di bianca spuma.

Sori (4)

Una chiesetta, le facciate color biscotto.

Sori (4a)

I lettini chiusi, gli ombrelloni, l’estate doveva ancora iniziare.

Sori (5)

E finestre, quadretti e panni stesi.

Sori (6)

E barche, verde, azzurro e profumo di salsedine.

Sori (7)

Nella semplice bellezza di Sori, un posto nel quale non mi dispiacerebbe affatto vivere.

Sori (8)

E sassi, barche e laggiù soltanto mare.

Sori (9)

E vento che agita gli ombrelloni e accarezza la pelle.

Sori (10)

Colori e prospettive autentiche di Liguria, i luoghi come questo non hanno nulla di artefatto, solo si mostrano nella loro vera bellezza.

Sori (11)

E poi l’onda che si frange sui sassi e si dissolve.

Sori (12)

E ancora caruggi, salite, profumi d’estate.

Sori (13)

Nella prospettiva bellissima di Sori, con il suo campanile svettante.

Sori (14)

Mentre piano l’acqua del mare disegna la sabbia, lascia la sua traccia e la sua freschezza.

Sori (15)

Mentre le barche riposano a riva.

Sori (16)

In questo gioiello semplice della nostra Liguria, con questo brio e questa luce, questi sono i colori brillanti di Sori.

Sori (17)

Cartoline da Santa Margherita Ligure

Vi porto ancora sulla riviera, vi porto con me a Santa Margherita Ligure, prestigiosa località molto amata anche dagli stranieri.
Siccome poi questo è un magnifico viaggio nel tempo consulterò con voi la mia Guida Treves del 1911 dalla quale ho tratto le seguenti righe:

“Posta sulla incantevole riviera di Levante, Santa Margherita è il più bello e più quieto seno di quel magico golfo. I suoi giardini, dove l’arancio è costantemente in fiore, i suoi clivi popolati di verdeggianti olivi e le sue ammirabili passeggiate ne hanno fatto uno fra i più ricercati luoghi di villeggiatura estiva.”

Andiamo anche noi su quel lungomare inondato di luce mentre risuonano gli zoccoli del cavallo che lento trascina questo carretto.

Luogo di riviera e di gente di mare, di donne che portano conche con quotidiana fatica, di alberghi lussuosi e di soggiorni indimenticabili, di panchine dove riposarsi e di gozzi dolcemente adagiati sulla spiaggia.

Di meravigliose insenature e indimenticabili prospettive lambite dall’onda calma.

Mentre le vele vengono dolcemente sospinte da venti gentili.

C’è chi prende il largo per necessità e chi invece lo fa per diletto, soltanto per sentire la brezza fresca sul viso e tra i capelli.

E c’è sempre un gran via vai a Santa Margherita Ligure.
Lei incede con passo sicuro, porta le maniche lunghe e un cappello a tesa ampia, lo stile è pur sempre importante, del resto.

E il sole picchia implacabile su queste strade e ravviva i colori vivaci delle case.

E il mare sempre ritorna, come sempre ha fatto negli anni passati: ha ancora lo stesso suono, la medesima voce, ripete ancora la stessa melodia.
Nel suo canto eterno sfiora la riva, la accarezza e sempre, ancora, a lei ritorna.
Su quella spiaggia tanto amata e così romantica, in questa magnifica pace.

Nella bellezza autentica e unica di questa parte di riviera, nell’incanto magnifico di Santa Margherita Ligure.

Primavera a Camogli

I colori di Camogli non stancano mai, si potrebbe ritornare centinaia di volte a camminare per le strade di questo amato borgo marinaro e ogni passeggiata saprebbe donarci stupori sempre nuovi.
Ed è così lucente e bella la primavera di Camogli, quando il sole glorioso sfiora le case e dona a loro il suo calore.

E l’acqua è quieta, si apre la stagione dei tuffi e delle prime nuotate.

Incantevole Camogli, con le tinte calde delle sue facciate mentre dondolano spinti dall’aria di mare i cuori con le promesse degli innamorati.

Semplice e vera Camogli, nascosta e quasi ritrosa dietro le reti rosse come i coralli che abitano negli abissi tumultuosi.

Abbraccio di porto al quale taluni sempre ritornano, là c’è la loro anima e la dimora del loro sentire.

E tutto è splendente, brillante e colorato: vivace Camogli, naturale e autentica così come sei.

Bellezza marina di luce e di riflessi.

Meraviglia di turchese disegnato dai contorni delle case così vicine, aria che scivola sulle finestre e panni stesi nei caruggi.

Nostra amata e unica Camogli, con la tua chiesa posata come conchiglia su uno scoglio sferzato da onde impetuose.


Riposo di gozzi e di pescatori, bellezza senza tempo e amore sempre ricambiato, nostra cara Camogli.

E poi quando sali un po’ più in alto rimani ad osservare il sole che bacia l’orizzonte diffondendo il suo chiarore sull’orlo delle nuvole.

E il mare è calmo, raccolto nell’abbraccio del golfo, nella quiete di una dolce sera di primavera.

Celeste di Albisola

Semplicemente così, celeste.
È il colore che ci regala questa primavera ligure, è la tinta intensa che ho trovato ieri pomeriggio ad Albisola Superiore, bella località sulla Riviera di Ponente.
Questa zona della Liguria è assai celebre per certe tonalità e per tante diverse sfumature: sono quelle delle pregiate ceramiche dei talentuosi artisti del luogo, presto ve ne parlerò.
Ieri poi, arrivando sulla riviera, sono andata subito a salutare il mare.
E c’erano i sassi, c’era un’onda quieta che sfiorava la riva, c’era la luce brillante di questa stagione.
E c’era uno sportivo e il suo remo toccava l’acqua con un movimento cadenzato e armonioso.
E c’era un gozzo sulla spiaggia e semplicemente tutto questo celeste di Albisola.

Tornerà l’estate

Tornerà l’estate, tornerà anche per te.
E sarai un po’ più grande, sempre curiosa e così vivace.
Tornerà l’estate e avrai imparato a scrivere veloce, a contare fino a cento e pure oltre, ti farai le trecce da sola e ti rimirerai allo specchio.
Avrai piccoli orecchini d’oro, una collana di perle, un cappellino per i giorni di festa.
Tornerà l’estate e tu vedrai quella fotografia di te bambina: ha un difetto di stampa, è sgualcita e persino macchiata, è passato tanto tempo da quel giorno!
Tornerà l’estate e tu ritornerai ancora là, sulla spiaggia di Albissola.
Allora eri piccolina e te ne stavi ritta su quel gozzo, eri tu nei giorni della semplice felicità.
Frangetta, capelli a caschetto, sandalini bianchi, un completino a righe e il vento di Liguria che smuove quel tessuto leggero.
Una manina sul fianco, l’altra sulla barca.
E osservi.
La tua fotografia.
Tornerà l’estate e sarai ragazza, coraggiosa tuffatrice, sirena sinuosa tra le onde agitate.
Tornerà l’estate e ancora tornerai, sposa felice e madre amorosa.
Cadranno le foglie d’autunno, la neve coprirà le gemme e spunteranno timidi, ancora, tanti piccoli boccioli.
E verrà il solleone, con i suoi profumi intensi e tu li sentirai.
Tornerà l’estate e tornerà per te e tu sarai ancora là, con i tuoi ricordi, davanti al mare di Albissola.