Palazzo della Meridiana, lo splendore di un’antica dimora genovese

Una giornata a Palazzo.
Tra splendidi saloni e sotto magnifici affreschi.
Sì, oggi vi porto a passeggiare a Palazzo della Meridiana, splendido edificio incluso nei palazzi dei Rolli che precede la sfilata di meraviglie che vi attende in Via Garibaldi.
Una dimora stupenda, attualmente di proprietà del Gruppo Viziano, società che ha provveduto al restauro del palazzo e a rendere alla città uno dei suoi edifici più belli.
Qui vengono allestite splendide mostre, ma è anche possibile visitare le stanze del palazzo, accompagnati da una guida che ve ne narrerà la storia.

E’ possibile visitare Palazzo della Meridiana ogni prima domenica del mese, trovate qui ogni dettaglio.
Domani 11 Novembre, in via eccezionale, il Palazzo apre le sue porte ai visitatori.
E allora salite anche voi la scalinata, vi attende una meraviglia tutta da scoprire.

Un palazzo, una meridiana, a proposito della quale Amedeo Pescio, autore esperto di vicende genovesi, racconta un peculiare aneddoto.
Dovete sapere che di fronte a Palazzo della Meridiana è situata un’altra dimora altrettanto magnificente, Palazzo Brignole.

E insomma, i Brignole se la passavano bene!
Lì davanti, dove ora si trova Piazza della Meridiana, c’erano i loro giardini.
Tuttavia, tra il 1541 e il 1545, in quella zona venne edificata la  dimora di Gerolamo Grimaldi Oliva, banchiere e mercante, titolare del monopolio della riscossione delle tasse a Cordova e a Granada.

Oh, un personaggio di rilievo!
Solo che i Brignole non la presero affatto bene, bisogna dirlo.
Un palazzo davanti? Dove c’erano i giardini?
Ma caspita, che fastidio! Ah, no, non se ne parla! In qualche maniera bisognava rimediare!
E così, racconta Amedeo Pescio, i Brignole posero un pesante divieto, niente finestre dal lato della Piazza, mica volevano gente che guardasse in casa, ci mancherebbe altro.
Dall’altro lato della strada il dirimpettaio meditava una vendetta, se così si può dire.
Beh, insomma andò a finire che sulla facciata venne dipinta una meridiana, questa.

E sempre Amedeo Pescio scrive che ai tempi gli angioletti svolazzanti erano ben due e entrambi mostravano impunemente il loro roseo didietro.
Oh, poveri Brignole! Oltre al danno la beffa, non solo ogni volta che si affacciavano vedevano il sederino di quei due putti impertinenti, la Piazza prese pure il nome che oggi anche noi usiamo, divenne Piazza della Meridiana.
Eh, se ne saranno fatti una ragione, immagino!
Entriamo a Palazzo quindi e ammiriamo le sue bellezze.

Eccolo il palazzo, in tutta la sua magnificenza.

Sì, per i dettagli architettonici preferisco rimandarvi al sito di Palazzo della Meridiana, dove persone assai più competenti di me vi narreranno tutto ciò che occorre conoscere.
In questo palazzo ha lavorato Gino Coppedé che ha lasciato traccia del suo stile e quando sarete lì, alzate lo sguardo verso i vetri del lucernario.

Sapete io ho la mia maniera di guardare e vivere i luoghi e posti come questo mi fanno pensare ed immaginare.
Forse tra quelle colonne sarà sbocciato un amore?

Guardate bene, sono certa che la vedete anche voi quella fanciulla!
Sentite il frusciare leggero del suo abito? E sentite il rumore dei suoi tacchi? Oh, il suo pretendente è speranzoso e lei gli sfugge, quanto bisogna cercarsi per ottenere un bacio?
La fuga e il ritorno, così è l’amore, un eterno rincorrersi per poi ritrovarsi.
E ci sono scenari che maggiormente si prestano, bisogna dirlo.

Su, su per la scala, tenendo il ventaglio stretto nella mano, mentre nella volta risuonano le risate vive e vivaci dei due innamorati.

E poi? E poi  ecco una porta, per nascondersi e giocare ancora.

E ci si perde ad ammirare i soffitti.

Su, ancora su, tenendosi alla balaustra di marmo.
Cosa pensate voi, quando vi trovate in luoghi come questo?
Riuscite ad essere nel tempo presente e ad osservare con distacco?
Io no, io seguo la ragazza che corre su per le scale, senza inciampare.

E arriva in un immenso salone.
Oh, così vasto e spazioso, un salone per danzare e per sognare!

E sapete, qui la fanciulla si ferma.
E alza lo sguardo verso l’alto e l’innamorato ha tutto il tempo del mondo per incantarla, per raccontarle le storie che li sovrastano, le vicende di Ulisse affrescate da Luca Cambiaso.
Il fascino del mito, Minerva e Apollo, Venere e Marte.

E tra gli dei dell’Olimpo, su quel soffitto sono ritratti anche alcuni membri della famiglia Grimaldi.

Un caminetto, per riscaldare le giornate d’inverno.

E su di esso lo stemma dei Grimaldi.

Uno sguardo alla città, ai Palazzi di Strada Nuova.

E poi via, ancora.
La fanciulla, il suo innamorato.
Una porta, un’altra ancora.

Troverete arredi antichi ed opere d’arte.
Troverete il lucchichio di un lampadario.

E un pavimento in graniglia genovese:  sì, vira al rosa, perchè contiene vero corallo.

Una porta, un’altra ancora.
Non ditemi che vi siete stancati di seguire la fanciulla che sfugge al suo cavaliere!

Una finestra, una finestra che si affaccia su un giardino!

E un salone che brilla e allora perché bisognerebbe smettere di immaginare?

Qualche gradino, la fuga è terminata.

E certo a correre viene il fiatone, ci si stanca.
E allora ci si ferma qui.
Accanto ai fiori.

In qualche angolo silenzioso, insieme.

E poi si ritorna, verso certe stanze, verso certi sogni, su e giù per le scale.

Cosa vedete voi in certi antichi palazzi? Oltre alla loro insita bellezza e alle opere d’arte, io vedo tutto questo.
La guida che vi accompagnerà per le stanze del Palazzo vi racconterà ogni dettaglio e sono certa che la visita riempirà i vostri occhi di meraviglia.
Ringrazio lo staff di Palazzo della Meridiana per avermi permesso di pubblicare queste immagini, andate anche voi a visitare il Palazzo, troverete l’incanto e lo splendore di un’antica dimora genovese.