Gatti che si vedono in giro

E questi sono gatti che si vedono in giro, a dire la verità li ho incontrati per la maggior parte nei dintorni, sono mici di Circonvallazione a Monte e gironzolano in queste strade.
E appunto una mattina mi sono affacciata dal terrazzo e chi c’era lì sotto?
Toh, eccolo lì!
Ciao Miss Fletcher come va? Cosa fai? Cosa fai?

Dove andava? Boh, non lo so!
Taluni poi sono più timidi o comunque hanno i fatti loro dei quali occuparsi, c’è sempre qualche distrazione in agguato!

E poi passando al Carmine si fanno sempre bellissimi incontri, è inevitabile!
Una grata, un punto su cui accoccolarsi ed ecco lì, tutto come al solito.

Tra i felini che si vedono in giro certi forse appartengono all’alta società: bianco candido e una spolverata rosso, una quieta posa regale.
Sul muretto, con una perfetta armonia di colori, i gatti sembrano sempre essere al posto giusto.

Occhi chiusi, un pisolino al sole, la solita vita frenetica di questi qui!

Un altro che se la passa bene è un micione che se ne va a zonzo qua attorno, non mi pare che si affatichi più di tanto, per carità!
E infatti l’altro giorno se ne stava spalmato nel vialetto di un bel giardino.
Io stavo là sopra e lui ha guardato in su ma non si è scomposto più di tanto, ecco.
Son tipi così quelli che si vedono in giro in questi giorni di primavera.

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Ritornare al Carmine

È uno dei luoghi dove amo sempre ritornare, a Genova.
Semplicemente scendendo giù, andando verso il mare, passo dal Carmine e un po’ mi perdo tra le i suoi caruggi tortuosi, nel saliscendi delle sue vie, nel silenzio delle sue piazzette.
C’è un giuggiolo antico e c’è un melograno in un giardino, ci sono certi vasetti davanti a certe finestre.
C’è una rosa dai fiori sontuosi, c’è un pesco dai petali delicati.
Ed è semplicemente la vita, la bellezza che si rinnova e si svela, ancora.
E poi c’è una mattonata che si inerpica gentile e termina davanti a quella che un tempo fu una chiesetta, c’è anche un chiostro, per scoprirlo dovrete varcare un portone e immensa sarà la vostra meraviglia.
E ci sono gli ulivi, forti, tenaci e invincibili.
E un muretto, le scalette, le persiane verdi, una corda con i panni stesi e un gatto pigro.
Così è il mio amato Carmine, dove sempre amo ritornare.

Il Carmine: un regalo a colori per me

Nel corso delle diverse stagioni credo di avervi portato molte volte al Carmine, è uno di quei posti dove si lascia il cuore ed è uno dei luoghi dove amo passeggiare.
E andare su e giù tra il Vico della Fragola e quello dello Zucchero, in quella dolcezza antica che appartiene a questa parte di Genova.
Il Carmine è un quartiere talmente caratteristico da farti innamorare anche se non ci sei mai stato e allora l’immaginazione può portarti proprio là, nei luoghi a me cari.

Questo mio blog ha diversi affezionati lettori e tra i frequentatori abituali delle mie paginette c’è anche lui: il suo nome è Sergio, non è genovese ma è genuinamente innamorato della Superba, forse vi sarà anche capitato di leggere i suoi arguti commenti, Sergio ha un particolare senso dell’ironia.
E il mio amato Carmine ha incantato anche lui, era inevitabile!
Lo aveva veduto nelle mie passeggiate e così durante la sua recente visita a Genova abbiamo avuto occasione di conoscerci e di andare proprio al Carmine insieme.
Sergio ha talento per la pittura, il suo nome d’arte è Balallo e mi ha portato un regalo veramente speciale del quale lo ringrazio di cuore, dovrei ormai sapere che il blog è fonte di continui stupori e invece non smetto mai di meravigliarmi.
Ed ecco qui la Piazza del Carmine, il quadro ha già trovato la sua perfetta collocazione in casa mia.
E davvero non manca nulla: cielo azzurro, panni stesi, luce e ombra.
E Genova che sa farti innamorare.

La Giuggiola: le creazioni di Marta al Carmine

In una bella mattina di sole non mi sono fatta mancare una delle mie passeggiate al Carmine, come sempre andavo in cerca di indizi di primavera, panni stesi e colori di Genova.
Ovviamente sono passata anche in Piazza della Giuggiola e ho avuto persino la gioia di trovare aperto un certo portone, oltre quella soglia si trova un raffinato laboratorio di maglieria che prende il nome da quell’albero antico al quale è dedicato questo angolo del Carmine.

La Giuggiola è il regno di Marta Nadile che con il suo garbo mi ha raccontato che questo è il suo sogno divenuto realtà, lei faceva un lavoro d’ufficio ma poi è riuscita a realizzare il suo desiderio: la Giuggiola è il suo laboratorio nato nel 2006 e qui lei si dedica alle sue belle creazioni.

E guardandovi intorno vedrete colori su colori, sfumature in totale armonia, particolare attenzione è data alla scelta dei filati e alla loro qualità.

Dai diversi materiali naturali usati da Marta e dalla sua creatività nascono così i suoi capi personalizzati e a me sembra che le sue creazioni si distinguano in particolare per la semplicità che è del resto una delle cifre della vera eleganza.

Questo angolino di bellezza è un vero valore aggiunto per il bel quartiere del Carmine, qui ogni dettaglio rivela l’amorevole cura di colei che ha ideato questo laboratorio.

Un lavoro fatto con vera e autentica passione, La Giuggiola offre anche eventi artistici e vengono organizzati incontri per presentare le collezioni di stagione.

In questo quartiere tanto amato, accogliente e raccolto.

Il laboratorio si trova al piano terra, oltre questa porta, in questo antico palazzo di Genova.

E qui vedrete colori, fantasia e ancora creatività.

E quelle macchine che occorrono per fare la maglie che troverete esposte.

Se ancora non conoscete la Giuggiola questo è solo un piccolo spunto, un invito a scoprire le creazioni di Marta.

E sarà anche una buona occasione per fare su e giù per il Carmine e per gironzolare per le sue strade e per scoprire angoli caratteristici.
Quando arriverete in Piazza della Giuggiola, cercate il civico 3, è custodito da una bella Madonnetta sulla quale a volte pendono i panni stesi: sono le bellezze del Carmine e qui troverete anche La Giuggiola, il laboratorio di maglieria di Marta Nadile.

Le finestre di luglio al Carmine

Una mattina di luglio passeggiando per il Carmine, amato quartiere.
Sotto agli archetti, salire e poi tornare indietro.
Al Carmine, in un giorno d’estate.

Una magnifica armonia di persiane e diverse sfumature di rosso di Genova.

E bianco, una colonnina e un tempo che è stato e ancora resiste.

Un soffio di vento, un arcobaleno che ondeggia davanti ad una finestra.

Le case alte che fanno da cornice al cielo, una nuvola passeggera e un candore di bucato.

E ancora, l’estate.
I vasetti di coccio, i fiori ribelli, le foglie generose.

E nella nicchia una statua della Madonna, fili da stendere e magliette.

E tutto è così, semplice e perfetto.
Tono su tono, in una mattina di luglio al Carmine.

Al Carmine, aspettando la primavera

L’altro giorno scendendo verso il centro sono passata dal Carmine, ormai lo sapete, è una delle mie passeggiate preferite.
E così l’ho veduto, l’albero con i suoi rami carichi di fiori rosa si stagliava tra le case di Salita di Carbonara.
Qui, al Carmine, in questo fazzoletto di Genova dove il verde non manca, qui dove abita un grande melograno e un giuggiolo dalla storia centenaria, come natura vuole ognuno di essi ha la propria stagione.

Marzo di cielo di turchese e di rami generosi.

Il re di questo giardino è un pruno, in questi giorni sembra nel pieno della sua fioritura.

Bellezza vera, splendore di rosa.

Con i suoi rami protesi verso il cielo azzurro.

E poi, salendo verso San Bartolomeo dell’Olivella dove hanno casa gli ulivi ho trovato ancora fiori dalle tinte tenui, davanti a una finestra.

E corolle color del sole sopra una grondaia.

Pianticelle, foglie e panni stesi.

E fresie candide e profumate che si affacciano sulla creuza.

Ancora non è primavera ma al Carmine già ci sono i suoi colori e i suoi profumi.

Restano chiusi gli ombrelloni dalle tinte vivaci, presto verranno aperti per donare piacevole ombra.

E poi, qui, dove cammino sempre volentieri.
Una bamboletta, un cestino e altre sfumature di rosa.

Fanno capolino i rami spogli del giuggiolo.
E il cielo è così blu, sa essere così semplice e immediata la bellezza, naturale e viva.

Torno, torno sempre in Piazza della Giuggiola e ritrovo la consueta sinfonia di Genova.
Una Madonnetta, fili da stendere, una piazzetta che amo particolarmente.

E la pura freschezza degli agrumi.

A marzo, qui, limoni e panni stesi.

E ancora fiorellini e vasetti di coccio.

Non è ancora primavera ma si attende il suo arrivo con garbo, preparandole lo scenario, contribuendo a rendere questi luoghi ancor più incantevoli.

Siamo noi a dover portare un pizzico di fatata magia nelle nostre vite, secondo me certi sanno farlo meglio di altri.

Qui, a marzo, quando manca davvero poco alla stagione dei fiori: la si aspetta, seduti ad un tavolino in un giorno di sole, in Piazza del Carmine.

Dell’autunno

Dell’autunno amo i colori, i toni caldi del primo albero ad ingiallire mentre i suoi rami sono scossi dal vento inquieto.

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E amo le foglie tenaci che arrossano i muri, abbarbicate come speranze eterne.

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E le foglie cadute, piccole meraviglie avventurose.

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E quelle leggere che intatte si posano sulla strada e si lasciano sollevare dal soffio del destino.

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Dell’autunno amo i profumi e i sapori, una passeggiata al Mercato Orientale dona tutte le preziosità di questa stagione dai toni dorati.
E sono pannocchie gialle e lucenti.

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E zucche screziate di verde e d’arancio.

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E fichi d’India succosi e densi di sole, si assaporano già sul finire dell’estate ma l’autunno è il loro trionfo.

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E poi i funghi odorosi e deliziosi.

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Io non ho l’abitudine di acquistarli, mi piace trovarli così, nel bosco.

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Aroma di autunno, profumo inconfondibile ed impagabile.

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Dell’autunno amo le castagne.
E quando ero ragazzina mi piaceva comprarmi un cartoccio di caldarroste, poi per sbucciarle mi ritrovavo con le mani tutte nere ma la questione, nel complesso, era poesia pura.
Una delle gioie vere della vita, a dir poco.

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L’autunno è uva dolce e pampini.

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E in certi quartieri questa stagione veste le piazze e le vie con i suoi colori intensi, al Carmine è il tempo del giuggiolo e dei suoi piccoli doni.

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Ed è anche il tempo del melograno proteso verso l’azzurro.

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Questo albero temerario si affaccia da un giardino, dondola sulla creuza con i suoi rami carichi di frutti.
In tono con le case, una magia.

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E un altro melograno ravviva un tratto di Via Pagano Doria, sono rimasta a guardare a lungo la sua prepotente bellezza.

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Dell’autunno amo le sfumature delicate ed intense.
E una porta.
E una persiana e i vasetti di coccio.
E un cestino appeso ad una corda.

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E un rampicante avvinghiato alla ringhiera.
Le foglie ingiallite, il mare sullo sfondo, il cielo terso.

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Dell’autunno amo profumi, colori e atmosfere.
E il cielo che si veste di oro e d’arancio, nell’intensità delle sere d’autunno.

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Incontri d’autunno al Carmine

Scendendo al Carmine, un pomeriggio di settembre.
E già ci sono le suggestioni d’autunno, sulla creuza, sui muretti, alle finestre.
Ancora.
Ancora una finestra, questa.

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Mi sono soffermata ad osservarla perché vestiva i colori della nuova stagione.
Bruno, arancio e ocra.
E poi, dopo, mi sono accorta che su quei rami c’erano diverse graziose ospiti, le tortore.

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Heilà, Miss Fletcher, qual buon vento ti conduce da queste parti?

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Indaffarate, instancabili, ho provato a contarle ma non ci sono riuscita.

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Da un ramo all’altro, un continuo gioioso andirivieni.

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Un battito d’ali, un fremito tra le foglie.
Al Carmine, un pomeriggio di settembre.

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Quadri di stagione.
Il caso.
In autunno.

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E certo, le tortore avevano le loro buone ragioni per saltellare su e giù.
Ora di cena.
Un pomeriggio di settembre.

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Con i colori intensi dell’autunno.

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L’autunno di Genova, tra foglie e tortore, in Salita di Carbonara.

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Ritorni

Ritorni.
Come ogni weekend.
Gli amori a distanza non sono per me.
Eppure.
Eppure c’è quel tuo lavoro a 200 chilometri da qui.
E tutto quel tempo di mezzo da colmare di parole, pensieri, sensazioni da trattenere in quegli attimi sospesi.
Poi, sempre ritorni.
La casa profuma di spezie, di tè e della nostra musica.
Ritorni.
Sulle note di Sittin’ on the dock of the bay.
Apro la finestra, mi sporgo, guardo verso Piazza del Carmine.
Spero che il treno non sia in ritardo, dovresti essere già qui.
I minuti scorrono.
E poi.
Tu.
Hai la gonna rossa che ti sfiora le caviglie, gli occhiali con le lenti scure, i capelli raccolti.
Tu.
E come sempre un ricciolo ribelle ti cade sulla tempia.
Sorridi.
E lo sai, sono un uomo così, gli amori a distanza non fanno per me.
Tu.
Ritorni.
Come il sole che batte vittorioso sulle mie finestre.

Salita di Carbonara

Riflessi, tulipani e panni stesi

Al di là dei vetri, dietro le finestre, ci sono le vite degli altri.
A volte però a me affascina ciò che è davanti a certe finestre, in vicoli e scorci di caruggi, quando brilla il sole.
Magari là, in Piazza Pinelli, dove lo sguardo trova un gioco di riflessi.

Piazza Pinelli (1)

E cielo e muri che si specchiano nei riquadri.

Piazza Pinelli (2)

C’è una realtà che vive solo per pochi istanti, poi si dissolve.

Piazza Pinelli (3)

Intanto appare come un miracolo di luce contro i vetri di questa piazza di caruggi e persino un umile straccetto può sembrare una seta raffinata.

Piazza Pinelli (4)

La bellezza si manifesta in molteplici maniere, poi resta da vedere se noi siamo abbastanza attenti da saperla cogliere.
A pochi passi da Porta Soprana una ringhiera, delle catenelle, dei vasetti per le conserve.
E l’acqua salvifica e i tulipani rosa.
La bellezza è così, semplice.

Tulipani

E in Salita di Carbonara intrepide mollette dondolano nell’azzurro cielo.

Salita di Carbonara

Altrove tengono fissati i lenzuoli alla corda da stendere, bisogna pur difendersi dal vento capriccioso!
E i colori, i colori potrete vederli solo in posti come questo, rosa e fucsia sotto a una striscia turchese.

Piazzetta della Fragola

E viola contro il rosso, sopra una scalinata impervia.

Salita della Rondinella

E diverse tonalità di verde e quel blu vivo e intenso che ci regala la tramontana di Genova.

Vico del Fico

E solo in posti così troverete tutte le sfumature di giallo e di arancio appena sfiorate da un raggio di sole che si insinua tra le case.

Salita di Montebello

Colori di primavera, storie di riflessi, panni stesi e tulipani.

Tulipani (2)