Pestochampionship, con pestello e mortaio a Palazzo Ducale

Domani sarà una grande giornata, nella terra che è patria del basilico torna il Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio che come sempre si terrà nella Sale del Minore e Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.
Che meraviglia, la dimora dei Dogi inondata dal profumo inconfondibile del pesto!
Io ci sarò, non vedo l’ora di assistere a questa singolare e piacevole competizione che avrà inizio a metà mattinata, qui trovate il calendario completo della giornata.
Come due anni fa ci saranno in mostra gli antichi mortai delle famiglie genovesi e liguri.

Pestochampionship

Una splendida iniziativa che si deve all’estro creativo e alla passione vera di Roberto Panizza, lui porta il pesto di Zena e la sua antica tradizione nel prepararlo in giro per il mondo, il suo ristorante Il Genovese, è una meta gastronomica da non perdere.
Vi si gustano piatti della nostra tradizione e il pesto più sublime che si possa immaginare, nel ristorante c’è anche il mortaio del re indiscusso del pesto.

Il mortaio

Lasagne, trofie, trenette o testaroli, scegliete voi cosa preferite, questo è un piatto fumante di  gnocchi che ho avuto il piacere di gustare in occasione di una delle mie cene al Genovese.

Gnocchi al pesto

Eccolo qui Roberto, con il suo bel grembiule rosso tra due giurati durante una delle selezioni di Pestochampionship che si è tenuta nei caruggi di Genova.

Pestochampioship

Un evento che porta a Genova concorrenti da tutto il mondo pronti a cimentarsi con la complessa arte di fare il pesto.
Una maniera speciale di rendere nota una delle nostre eccellenze, il pesto genovese al mortaio.

Pestochampioship -selezioni

La competizione è divertente e appassionante, per me è anche una bella occasione per trascorrere del tempo con dei cari amici, tra gli altri ci saranno Edoardo e Maddalena Schenardi di Farmacia Serra che come me assisteranno alla gara.
E tra i giurati non mancherà Alessandro Cavo, una delle persone che si spende con vero cuore per questa città e proprietario della Pasticceria e Liquoreria Marescotti di Cavo, altra meta da non perdere per chi visita Genova.
Eccolo Alessandro, a destra della foto, insieme a un altro giurato nel corso della precendente edizione di Pestochampioship.

Pestochampioship (2)

Tutto è pronto, il basilico genovese, l’olio Extravergine di Oliva della Riviera Ligure, l’aglio di Vessalico e tutti gli altri ingredienti con i quali si prepara il delizioso pesto di Genova.
E i mortai saranno già tutti in fila, domani uno dei concorrenti si aggiudicherà l’ambito titolo.
Nel regale salone di Palazzo Ducale si sentirà il rumore di cento pestelli che battono nei mortai, nell’aria si spanderà il profumo sublime del pesto,  per me sarà un privilegio esserci e potervelo raccontare.
Domani sarà il giorno di Pestochampionship, il V Campionato Mondiale di Pesto Genovese al Mortaio.

Pestochampionship (2)

 

Noccioladay, sua maestà la nocciola di Mezzanego

Domenica scorsa era la giornata della nocciola italiana.
In Liguria, su iniziativa del Parco Naturale Regionale dell’Aveto, si sono svolte diverse manifestazioni, il Noccioladay ligure aveva come sua finalità il rilancio della nocciola di Mezzanego.
Io sono stata invitata a partecipare attivamente a questo splendido evento e forse vi chiederete cosa c’entri io con le nocciole, dono prezioso di certe nostre valli.
Io ho raccontato a coloro che hanno aderito al Noccioladay la storia di una persona alla quale sono molto affezionata.
E’ una donna di altri tempi, il suo nome era Caterina Campodonico e vendeva le collane di noccioline sui mercati, vi ho già narrato la sua vicenda in questo post.
E così è iniziato il Noccioladay di Genova, lungo i viali di Staglieno.
Siamo andati a trovare lei, la popolana di Portoria che aveva messo da parte i risparmi per costruirsi questo monumento funebre.
E ai suoi piedi è stata lasciata una collana di nocciole, una “resta” proprio come quelle che lei preparava e che vedete scolpite nel marmo dall’abile mano di Lorenzo Orengo.
E io sono certa che la signora Campodonico sia stata contenta di questo omaggio.

Caterina Campodonico

E poi avevamo tempo, così ho portato i visitatori a vedere altri monumenti a me cari, voglio ancora ringraziare tutti per l’entusiasmo e per l’interesse che mi hanno dimostrato.
Una giornata all’insegna della buone nocciole di Mezzanego che vengono coltivate su fasce terrazzate, l’obiettivo del Parco dell’Aveto è valorizzare e tutelare queste coltivazioni, a beneficio del paesaggio di quella zona.
E così la giornata della nocciola si è concretizzata in una serie di eventi gastronomici che si sono svolti in diversi luoghi, non solo a Genova, anche a Chiavari, in Val Graveglia e in Val d’Aveto.
Ed erano previsti deliziosi menu a base di nocciole, chi era a Rezzoaglio ha potuto gustarli alla Locanda delle Lame che si affaccia sullo splendido lago.

Lago delle Lame

Ah, ma chi è rimasto in città è stato altrettanto fortunato!
Infatti dopo aver girovagato tra le opere di grandi scultori, la giornata è proseguita a Il Genovese, il ristorante di Roberto Panizza, il re incontrastato del pesto e ideatore del Campionato Mondiale di Pesto al Mortaio.
Domenica c’era un menu speciale, in onore di sua maestà la nocciola.

Noccioladay (2)

Ecco i ravioli di cabannina al burro e nocciola.

Noccioladay (3)

Una tavolata, gli amici, le risate, le chiacchiere e il buon cibo, c’è qualcosa di meglio?
E giunti alla fine del pranzo non ci siamo fatti mancare i gattafin ripieni di nocciole con il dolcissimo miele.

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Sono stati organizzati dei laboratori per i bambini, uno era al Museo di Sant’Agostino e in Piazza Sarzano c’era un banco completamente dedicato alle nocciole di Mezzanego.

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E ancora ci attendeva un’altra dolce tappa gastronomica.
Mentre percorrevo Via San Luca ho detto con voce decisa: prenderò una tazza di tè.
Sì, una tazza di tè.
Merenda alla Marescotti dove Alessandro Cavo ci ha servito due deliziose fette di torta e la cioccolata calda.
E come si fa? Vuoi dir di no?

Noccioladay (6)

Fotografia di Claudia Fiori

Tra un dolcetto e l’altro è stato mostrato un video che spiegava come vengono lavorate le nocciole di Mezzanego.
Si utilizza ancora un’antica sgusciatrice che le seleziona in base al loro calibro in quanto queste nocciole sono di dimensioni variabili.
Questa giornata è stata un’occasione per scoprirle e per evidenziare la loro versatilità e come possano essere utilizzate in varie maniere, nella cucina e nella pasticceria.
Le infinite declinazioni della nocciola ci hanno regalato altre bontà, questi sono i baci di dama e i brutti ma buoni.

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Una giornata bella e ricca, condivisa con amici preziosi, il tempo trascorso con loro è sempre fonte di gioia e di serenità.
Così è stata questa domenica, allegra e spensierata.
Ringrazio il Parco dell’Aveto per avermi invitata a partecipare a questa giornata che ha avuto come protagonista una risorsa e una vera opportunità per il territorio: sua maestà, la nocciola di Mezzanego.

Noccioladay