Salvate il soldato Fauntleroy!

Il soldato Faunteleroy.
In trincea da sempre, a Natale.
Per caso qualcuno di voi non lo conosce? Ne dubito, visto che ad ogni festa comandata si ripresenta come un caro parente.
Il piccolo Lord Faunteleroy, dal Nuovo Mondo al regno di Sua Maestà la Regina Vittoria, colui al quale non è consentito passare un Natale in santa pace.
Eh, no! Da tempo immemore infatti il biondo virgulto d’Albione fa capolino dai teleschermi con la sua storia strappalacrime: madre vedova, nonno ricchissimo dal pessimo carattere, le disuguaglianze sociali e l’infinita bontà di questo bambino sempre dalla parte degli ultimi.
E poi il lieto fine, la favola che prende forma, titoli di coda, the end.
Un film che risale al 1980.
Fatti due conti, sarebbero passati trentadue anni buoni.
Il tempo scorre, le cose cambiano.
La gente si laurea, si sposa, fa figli, divorzia, vecchi amori finiscono e nuovi ne rinascono.
Lui invece è sempre uguale: immutabile e immarcescibile, per lustri.
Una delle rare certezze dell’esistenza, Lord Faunteleroy e la sua lacrimevole vicenda.
A Natale e dintorni arriva puntuale come una cartella delle tasse.
A dire il vero, con mio estremo stupore e disappunto, se non erro, quest’anno di lui non c’è traccia.
Voi ne sapete niente?
Qualcuno ha avvistato in qualche landa sperduta nella nebbia un bambino biondo, con i capelli a caschetto, gli occhi cerulei, lo sguardo innocente e la fossetta che gli piega leggermente la guancia?
Indossa un completino nero con un ampio colletto di pizzo, come si conviene per l’appunto a un Piccolo Lord.
Salvate il soldato Fauntleroy, restituitelo alle platee televisive in trepidante attesa del suo ritorno.
In trentadue anni, comprenderete, magari ci è sfuggito un fotogramma e si prova un senso di smarrimento a vedere scivolare via le feste con quest’assenza che pesa come un macigno.
Per il resto, alcune altre rassicuranti presenze hanno confortato queste nostre giornate.
Luci della ribalta? Pratica sbrigata!
Una poltrona per due? Anche!
Pomi d’ottone e manici di scopa? Sarà questione di giorni, non preoccupatevi.
Ciò che desta un certo turbamento, invece, è stata l’improvvisa e inattesa comparsa di una bambina, una certa Emily.
In prima serata!
Anch’essa, come il nostro amatissimo Lord, un giorno scopre di essere erede di una nobile famiglia.
E ha una nonna bisbetica, manco a dirlo.
E come Lord Faunteloroy è biondissima.
Sì, perché i bambini buoni sono sempre biondi, si sa, quelli con le chiome scure sono inaffidabili.
Certo, i capelli chiari conferiscono un’aria angelica, è tutta un’altra storia.
E infatti anche Gesù, pur essendo nato in Palestina, era biondo, questo è assodato.
Ma non perdiamoci in argomenti complicati, dicevamo?
Ah sì, Emily!
Nulla contro questa deliziosa e boccoluta bimbetta, per l’amor del cielo, ma qui c’è del marcio in Danimarca, come direbbe il cigno di Avon!
Ma si può soppiantare così Lord Fauntleroy?
Il Piccolo Lord è un’istituzione imprescindibile, in questo periodo è una di quelle usanze alle quali non si può soprassedere.
E’ l’amico di una generazione intera, di quelli che sono cresciuti ascoltando le Fiabe Sonore nel mangiadischi.
Le bambine a Natale aspettavano la casa di Barbie e poi tutte quelle buste rosa fucsia con gli abiti e le scarpette in tinta per la bambola più vanitosa che esista.
E poi si preparavano le tortine nel Dolce Forno, vi ricordate?
E c’erano due fazioni: tu preferisci Goldrake o Mazinga?
E avevamo decine di scatole con le perline per fare i braccialetti e i moschettoni da pesca per chiuderli.
Bambini cresciuti con il telefono a rotella, cose d’altri tempi.
All’epoca del duplex, che sembra lontana anni luce.
Una generazione che aveva appena terminato le medie quando il Piccolo Lord ha fatto il suo debutto.
Una generazione che ha memoria di tutto ciò che è stato, degli album delle figurine e del Corriere dei Piccoli, del vestitino azzurro del Cicciobello e dei fotoromanzi che la mamma si rifiutava di comperare.
Una generazione intera.
Per tutti noi, salvate il soldato Fauntleroy!

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