Margherita Gautier, la signora delle camelie

Una ragazza.
Una cortigiana, una fanciulla che vendeva il suo amore e la sua dolcezza.
Bella come un dipinto, un ovale perfetto, i capelli neri, di giada, la pelle vellutata e i denti bianchi, candidi come latte, la purezza sul viso di lei.
Una vita troppo presto perduta, sulla sua tomba i fiori da lei prediletti.
Vive nel ricordo di chi l’ha amata e narra di lei, vive nelle parole di Armando Duval, la sua vicenda è tra le pagine di un romanzo di Alexandre Dumas, La signora delle Camelie.
Ma chi è questa creatura leggiadra?
Margherita Gautier a teatro portava sempre con sé tre cose, l’occhialino, un sacchetto di dolci e un mazzo di camelie.
Così sì guadagnò quel nome de plume, signora delle camelie, per quel suo vezzo di avere sempre con sé i suoi fiori preferiti, 25 giorni al mese bianchi e gli altri cinque rossi.

Camelia

Sentimento, passione e distacco.
E fragilità, la fragilità della vita e dell’amore, la parabola di Margherita e la sua giovane età minata da una salute malferma.
Personaggio celebre della letteratura, Margherita Gautier diverrà Violetta Valery protagonista di La Traviata di Giuseppe Verdi.
Una donna che ha fama di rovinare gli uomini, sono ricchi e benestanti coloro che la frequentano, che sentimento nutre per lei Armando?

…un amore che mi sognavo al prezzo di una lunga attesa e di grandi sacrifici.

E la fragilità, la fragilità di lei che non crede di poter suscitare amore in un giovane come Armando.
E quando lo accetta chiede che lui sia fiducioso, sottomesso e discreto, queste le parole usate da Dumas.
L’amore che conosce strade impreviste, Armando sogna, passavo a speranze senza limiti e a una sconfinata fiducia.
L’amore che cresce, diviene sempre più profondo e appassionato, amore per lei che non è casta e pura ma quanto è più difficile far batter il cuore di una cortigiana?
Non mi addentro nei dettagli della vicenda, la scoprirete leggendo il libro, se non lo conoscete.
E scoprirete certe parole, parole che descrivono l’intensità dell’amore e la sua potenza deflagrante:

Non conosco Margherita che da due giorni, non è la mia amante che da ieri, ed essa ha già invaso il mio pensiero, il mio cuore, la mia vita.

Fascino, mistero, bellezza, forse Margherita non si lascia scalfire dal sentimento?
Il velo cade, mostra un’anima pura e grande che ben conosce l’abisso e le profondità del sentire.
Ed è fuga e ritorno, sono  lettere appassionate e rimpianti, nostalgia e speranza.
Ed è quella fragilità, quella caducità che appare come tratto distintivo di Margherita.
No, la bella vita scintillante che conduce in realtà non la diverte, sono altri i desideri della cortigiana più ambita di Parigi, lei aspira a un’esistenza quieta e tranquilla, nessuno lo crederebbe eppure è proprio così.
Ma chi è Margherita Gautier?

Sono una povera figliola di campagna e sei anni fa non sapevo neppure scrivere il mio nome.

Il velo cade e a volte le nostre anime si mostrano nella loro vera essenza.

Perché siete voi il primo a cui mi rivolgo per condividere la gioia di questo impeto che mi ha preso?

L’amore fragile è incerto, tentennante, conosce ritrosie ed esitazioni.
E titubanze e dubbi, parole amare e al contempo dolci.

Allora incontrai te, giovane, ardente, felice, e ho tentato di fare di te l’uomo invocato nella mia chiassosa solitudine.

Una chiassosa solitudine, in queste parole c’è una vita intera.
Una vicenda che avrà un epilogo tragico e drammatico per un libro traboccante di emozioni che toccano diversi piani della nostra sensibilità.
Una figura letteraria ispirata a una donna realmente esistita, il suo nome era Alphonsine Plessis, trovate qui la sua storia.
Fragilità, la vita è anche questo.
Era un giorno d’estate, a Parigi.
C’era quiete e silenzio, al Cimitero di Montmartre.
La sua tomba è semplice, priva di orpelli.
Ho portato un saluto a lei, Alphonsine, lei che qui riposa ormai lontana dalla sua chiassosa solitudine.

Aphonsine Plessis

ICI REPOSE
ALPHONSINE PLESSIS

 Née le 15 Janvier 1824
Décédée le 3 Février 1847

DE PROFUNDIS