Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Letteratura’

Il libraio che ama i libri si trova in Piazza della Meridiana.
E forse sembrerà un’ovvietà specificare che ama i libri, tuttavia ti accorgi proprio che il suo lavoro è una passione vera, la libreria antiquaria Borgobooks era prima a Borgo Incrociati, dal 2015 ha la sua sede qui, nel cuore di Zena.

Il libraio che ama i libri ha un negozio che è il paese delle meraviglie per quelli che come lui amano i libri.
Qui troverete volumi antichi, mappe, libri d’arte, stampe, poesie, introvabili memorie, guide del tempo perduto, libri di storia e molto altro ancora.

E va da sé, entrare qui dentro significa per me restarci moltissimo tempo!

Lui, il libraio, ha infinita pazienza, bisogna dirlo.
E credo che riconosca quelli che amano i libri per davvero.

In questo suo mondo di preziose rarità troverete tanta bellezza: è la bellezza delle storie dimenticate, delle rime in dialetto, dei volumi scritti con grafie antiche, delle pagine a volte consunte, dei luoghi che hanno mutato aspetto.

E naturalmente coloro che collezionano volumi d’epoca conoscono bene questa libreria, ogni tanto mi capita di incontrare qui amici o conoscenti noti per una comune passione: l’amore per la parola scritta, per quell’amico affascinante che sa essere il libro.

Mobili, scaffali, pile di volumi e misteriose valigette che hanno vissuto precedenti vite e potete giurarci, dentro ci sono libri introvabili.

L’altro giorno, poi, il libraio mi ha mostrato uno splendido strumento che è in bella mostra nel negozio.
Il libraio infatti vende anche antiche fotografie e possiede questo apparecchio che occorre per osservare le fotografie stereoscopiche.
E così ho provato a guardare e ho veduto una vera magia: un’immagine tridimensionale.
Il caso vuole che nell’apparecchio ci sia una fotografia di un celebre monumento di Staglieno, si nota proprio la profondità, è come essere davanti alla statua.
Cose che si trovano dai librai che amano i libri.

Inchiostro, carta e memoria.

E in tutto questo c’è una mirabile cura e un gusto vero per il bello.

Manuali, guide, il libro che non speravate più di trovare potrebbe essere qui.

In questa libreria c’è una vastissima selezione di volumi dedicati alla storia di Genova e anche alla Liguria.
E cartine, pezzi unici, riviste d’epoca, libri che altrove non ho mai visto, non solo volumi del passato ci sono anche pubblicazioni più recenti.

E poi ci sono quelle rarità che qualcuno ha letto a lume di candela e questo le rende ancora più speciali.
Un libro che racconta una città che non abbiamo veduto in un tempo in cui non c’eravamo.

Tra molti altri, ognuno è unico.

Tra le cose di un altro tempo.

Storie di guerre, di conquiste, di orgoglio e di amore per la propria città.

Storie di fede, di preghiere sussurrate piano, di devozione lontana.

Nel luogo in cui tutto sembra al posto giusto, in attesa di trovare una nuova casa.

La copertina rigida, le pagine dalla carta spessa, l’altisonante dedica.

E le memorie della nostra gloria passata.

Sono solo alcuni dei volumi che troverete da Borgobooks, un luogo che ha un’anima e una precisa identità.
È la libreria di Gianni Pietrasanta, il libraio che ama i libri.

Annunci

Read Full Post »

Le copertine dei nostri libri raccontano anche di noi e delle nostre passioni, le copertine dei nostri libri a volte narrano già delle storie.
Nei libri, naturalmente, ciò che conta è la parola scritta: la trama, i personaggi, il viaggio di fantasia che puoi compiere grazie al talento di uno scrittore.
Leggi e ti ritrovi in un altro secolo, in una casa che ti sembra di conoscere, in una città che non hai mai veduto e che diviene familiare, puoi persino ritrovare emozioni che ti appartengono.
Ogni libro ha il suo abito ed è la sua copertina, lasciamo da parte quei volumi che ci hanno deluso, magari ci siamo fatti ingannare dalla loro veste patinata ma poi il loro contenuto non era all’altezza delle nostre aspettative, accade a tutti i lettori, prima o poi.
E i libri che invece abbiamo amato? Quelli che abbiamo scelto?
Pensiamo ai grandi classici o ai capolavori che non possono mancare nella nostra libreria, non li abbiamo acquistati per la loro copertina ma perché realmente intendevamo trascorrere alcune ore della nostra vita in compagnia di un grande scrittore.
Poi, durante la lettura, abbiamo fatto caso alla copertina.
Come può essere così azzeccata? Come hanno fatto a trovare l’immagine perfetta?
Stupore, ci vuole del talento anche per scegliere una copertina.
E dunque ecco un esempio frutto della mia esperienza personale.
La scorsa estate ho finalmente letto Il Rosso e il Nero di Stendhal, un romanzo che mi ha lasciata senza parole per la sua bellezza e per la vivace meraviglia di certe descrizioni, a tratti mi pareva di essere negli stessi luoghi che fanno da scenario alla vicenda umana di Julien Sorel.
Ed è questa la particolarità della letteratura, dona rarità.
Il volume che ho acquistato è un tascabile, in copertina c’è un dettaglio di un dipinto di Ingres, è il volto di un giovane uomo.

stendhal

E a dire il vero mentre leggevo il romanzo quell’immagine è diventata parte della lettura, quel giovane era davvero Julien Sorel.
Lui è un ragazzo dalla corporatura esile, Stendhal descrive così il suo viso:

Aveva le guance di porpora e gli occhi bassi; era un giovanottello fra i diciotto e i diciannove anni, con tratti irregolari, ma delicati, e un naso aquilino.

E quindi comprenderete, è proprio di lui, è il giovane dipinto da Ingres o per lo meno, per me lo è stato.
Non è la prima volta che mi accade, nella mia libreria ci sono diversi volumi in lingua originale e pubblicati da case editrici d’oltremanica, spesso in copertina ci sono dipinti di celebri artisti e mi è capitato sovente di trovarli perfettamente in sintonia con la trama e con i personaggi della storia.
Lo stesso vale per le pubblicazioni più recenti, io leggo di rado romanzi di autori contemporanei eppure anche in questo caso a volte la copertina fa la sua parte.
Porto ancora ad esempio un libro che ho recensito su questo blog, ne scrissi tempo fa in questo post.
L’immagine è magicamente evocativa, restituisce l’atmosfera misteriosa in cui sono immersi i protagonisti di La Donna del Père-Lachaise.

Libro

Ci saranno altri libri.
Troveremo nuovi autori, esploreremo altre epoche e impareremo qualcosa di noi che diversamente non avremmo mai potuto scoprire.
Ci saranno altri libri e altre copertine, alcune ci colpiranno e resteranno nel nostro cuore, insieme a quei libri che sono importanti per noi.
Siamo gente strana, noi lettori, siamo capaci di stare per ore in una libreria oppure davanti ad una bancarella.
Prendiamo un libro, lo sfogliamo, poi ne scegliamo un altro e così via.
Non torniamo mai a casa a mani vuote, questo si sa.
Siamo gente così, sempre in cerca del libro perfetto per noi.

libri

Read Full Post »

Sensazione meravigliosa.
Di quando il destino finalmente si schiude, e diventa sentiero distinto, e ormai inequivocabile, e direzione certa.
Il tempo interminabile dell’avvicinamento. Quell’accostarsi. Si vorrebbe che non finisse mai. Il gesto di consegnarsi al destino. Quella è un’emozione: senza più dilemmi, senza più menzogne. Sapere dove. E raggiungerlo.
Qualunque sia, il destino.

Alessandro Baricco – Oceano Mare

spianata-castelletto

Read Full Post »

È il 29 Luglio del 1919, la dolcezza dell’estate è scandita dal suono cadenzato delle onde.
I bimbi corrono a perdifiato, i pescatori preparano le reti, alcuni bagnanti si esibiscono in tuffi spericolati.
E sul bagnasciuga tre amiche: si crogiolano al sole sulla spiaggia di sassi dei Bagni Savoia di Sampierdarena.

Camogli (11)

L’acqua è pura, limpida e trasparente.
Le ragazze sanno nuotare?
Il salvagente è soltanto un vezzo oppure serve davvero ad una di loro?
Domande, domande, domande.
E vorrei avere tutte le risposte, a volte.

Mare 1919

Tre amiche.
Lei si chiama Maria, è una giovane donna giudiziosa e senza grilli per la testa, in famiglia la sua presenza è indispensabile.
Ha tre fratelli più piccoli ed è lei ad occuparsene, è affabile e attenta, nel profondo del suo cuore Maria desidera diventare maestra.
In casa sono tutti d’accordo, lei certamente ci riuscirà, Maria ha un talento speciale per comprendere i bambini.

Mare 1919 (2A)

Tre amiche, sono cresciute insieme, si frequentano dall’infanzia.
Lei è stata una bimba tanto desiderata e così quando il Signore ha voluto accontentare le preghiere dei suoi genitori le è stato imposto un nome beneaugurante: Lieta.
Estrosa e originale, Lieta ha il dono della fantasia e si diletta con la pittura: tavolozza, tempere e pennelli, tanto le basta per astrarsi in un mondo tutto suo.
Ha le sue idee e non esita a manifestarle, fa sempre delle lunghe discussioni con la nonna: Lieta sostiene che le donne con il tempo acquisiranno molti diritti che ora sono loro negati, la nonna scuote la testa e dissente.
Lieta sa quel dice, è certa che il tempo le darà ragione.

Mare 1919 (3)

Tre amiche, sono cresciute insieme, si frequentano dall’infanzia, ognuna di loro coltiva un desiderio.
E Nicoletta vorrebbe avere una grande famiglia e tanti bambini, a dire il vero ha già scelto tutti i nomi dei figli che avrà.
E ne parla spesso con loro, con le sue amiche.
E ridono insieme, sulla spiaggia di Sampierdarena, tentando di immaginare il tempo che verrà.

Mare 1919 (4)

Le vite degli altri sono sempre imperscrutabili e non so dirvi se questi fossero davvero i sogni delle ragazze che avete veduto, come sempre ho giocato con la fantasia.
Sono reali i loro nomi, sono scritti sul retro della fotografia che le ritrae, sono specificati anche la data e il luogo, i Bagni Savoia di Sampierdarena.

Mare 1919 (2)

E no, non conosco i loro desideri.
Una cosa però la so: erano amiche.
Tre amiche.
Forse sono cresciute insieme.
Forse si frequentavano dall’infanzia.
Ognuna di loro aveva un sogno da realizzare.
Come la spuma del mare il tempo si frange e si dissolve, implacabile.
Era il 29 Luglio del 1919: sono passati esattamente 97 anni.
Maria, Lieta e Nicoletta, vi osservo e ho la speranza che il tempo sia stato generoso e gentile con voi e che vi abbia regalato momenti gioiosi da ricordare, come quel giorno d’estate sulla spiaggia di Sampierdarena.

Mare 1919 (5)

Read Full Post »

Correva l’anno 1837 quando a Genova giunse uno straniero.
Non era la prima volta che Honoré de Balzac capitava nella Superba e a condurlo qui non fu un viaggio di piacere: la sua meta era la Sardegna dove intendeva concludere certi fiorenti affari, a Genova si fermò per circa una settimana.
Ad accoglierlo con tutti gli onori fu il Marchese Di Negro, celebre figura che negli agi della sua Villetta era solito ospitare tutto il jet set della sua epoca.

Villetta Di Negro (18)

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Balzac conobbe anche un altro nobiluomo, il Marchese Damaso Pareto, ne conseguì che entrambi gli aristocratici genovesi finirono immortalati tra le pagine di Honorine, romanzo del nostro Balzac.
Dalla realtà alla finzione, tra le pagine di questo libro ci si ritrova davanti ad una tavola riccamente imbandita, ci sono illustri ospiti nella dimora del Marchese di Negro, nella dolcezza della villetta si tiene un pranzo in terrazza.

Villetta Di Negro (26)

E come viene descritta colei che dà il titolo al romanzo?
La fanciulla è una ricca ereditiera genovese, una giovane dalle doti non comuni:

Onorina Pedrotti est une de ces belles Génoises, le plus magnifiques créatures de l’Italie, quand elles sont belles.
Onorina Pedrotti è una di quelle belle genovesi, le creature più splendide d’Italia, quando sono belle.

Ah queste genovesi, ammaliano gli scrittori, la loro indicibile avvenenza è decantata anche da Mark Twain, l’americano ne restò semplicemente incantato.
Balzac accenna poi a un costume tradizionale ligure che fa da ornamento alla grazia femminile, anzi la cela:

A Gênes la beauté n’existe plus aujourd’hui que sous le mezzaro, comme à Venise elle ne se rencontre que sous les fazzioli.
A Genova la bellezza oggi non esiste che sotto il mezzaro, come a Venezia essa non si incontra che sotto i fazzioli.

Mezzari

Palazzo Bianco

Non mancano gli elogi per il padrone di casa, il Marchese di Negro nel romanzo di Balzac viene definito in questa maniera:

ce frère hospitalier de tous le talents qui voyagent
questo fratello ospitale di tutti i talenti in viaggio

Un’amicizia idilliaca, verrebbe da dire.
E qui, invece, giungono le dolenti note perché a quanto scrive Umberto Monti nella sua biografia sul Marchese di Negro quest’ultimo non aveva per niente in simpatia Balzac, bisogna dirlo!
Eh già, il nostro nobiluomo era un ardente patriota e non poteva tollerare che il francese criticasse l’Italia e ne parlasse con poco rispetto.
Tra il resto l’eccentrico Di Negro si dilettava pure con la poesia e dedicò a Balzac certi versi un po’ pungenti e parecchio ingenui, nulla a che vedere con la caratura artistica del padre della Commedia Umana.
Lo scrittore francese, per parte sua, in certe sue lettere alla sua futura moglie non esitò a scrivere che aveva trovato Genova di una noia mortale, arrivò persino a definirla una galera.

Genova

Tuttavia, forse, nutriva verso la mia città sentimenti ambivalenti, infatti in certe righe di Honorine dedica alla Superba parole che sono poesia vera.
Profumi, suoni, armonie, luci che declinano.
Magie e malie di una città, riflessi sul mare, un cielo trapunto di stelle, la pioggia che scroscia incessante.
La pura bellezza di Genova nelle parole di Honoré de Balzac.

Si la demi-nuit est belle quelque part, c’est assurément à Gênes, quand il a plu comme il y pleut, à torrents, pendant toute la matinée; quand la pureté de la mer lutte avec la pureté du ciel…
…quand les étoiles brillent, quand le flots de la Méditerranée se suivent comme les aveux d’une femme.

Se la mezzanotte è bella da qualche parte lo è sicuramente a Genova, quando la pioggia è caduta come vi cade lì, a torrenti, per tutta la mattina; quando la purezza del mare lotta con la purezza del cielo…
… quando le stelle brillano, quando le onde del Mediterraneo si seguono come le confidenze di una donna.

Genova

Read Full Post »

Il suo nome è Mrs Arbuthnot, lei è una donna senza importanza.
Ma siamo proprio certi che sia tale?
O forse questa descrizione si adatta meglio ad un uomo che la nostra Mrs Arbuthnot conobbe negli anni della sua giovinezza?
A Woman of no importance è una commedia in quattro atti scaturita dalla mirabile penna di Oscar Wilde, vi troverete gli equilibrismi verbali dell’autore irlandese, le sue arguzie, il suo talento per le frasi ad effetto.
La vicenda è semplice e allo stesso tempo intricata, questa è la storia di un segreto tenuto a lungo nascosto, questa è una storia di peccato e redenzione.
Ha più piani di lettura questa commedia di Wilde, al centro della scena sono proprio le donne, è la loro voce a sovrastare il palcoscenico.
Donne aristocratiche e leziose, rappresentanti della buona società vittoriana, tra loro c’è una creatura peculiare: Miss Hester Worsley è americana, il suo punto di vista è del tutto differente, questi inglesi vivono in una dimensione che a lei è estranea.
Inghilterra e Stati Uniti, due mondi a confronto.
Donne e uomini, Lord Illingworth è un vero dandy e in quanto tale pronuncia parole come queste:

The only difference between the saint and the sinner is that every saint has a past and every sinner has a future.
La sola differenza tra il santo e il peccatore è che ogni santo ha un passato e ogni peccatore ha un futuro.

Ed eccolo alle prese con un dialogo che ancora ci regala un sorriso:

Lord Illingworth: The book of life begins with a man and a woman in a garden.
Mrs Allonby: It ends with Revelations.

Lord Illingworth: Il libro della vita comincia con un uomo e una donna in un giardino.
Mrs Allonby: Termina con l’Apocalisse.

Oscar Wilde (2)

Dublino – Monumento a Oscar Wilde

Fatale Mrs Allonby, è lei a replicare alla perfezione a Lady Stutfield che sostiene che il mondo sia fatto per gli uomini.
Non è affatto vero,  sapete perché?

There are far more things fordidden to us than are forbidden to them.
Ci sono molte più cose proibite per noi che per loro.

Donne.
Argute, affascinanti, pungenti, il ritmo dei loro dialoghi è incalzante e sostenuto.
E c’è lei, l’eroina protagonista di questa piacevole commedia: a Mrs Arbuthnot la vita non ha risparmiato le difficoltà eppure lei rimane fiera e coraggiosa, è una donna capace di affermare la propria identità.
Saggia Mrs Arbuthnot, tragicamente vere certe sue affermazioni:

A kiss may ruin a human life.
Un bacio può rovinare una vita.

Rileggo periodicamente le commedie di Oscar Wilde, lui per me è sempre una splendida compagnia.
A woman of no importance andò in scena per la prima volta nel 1893 al Theatre Royal Haymarket di Londra.
Molti anni dopo, in quello stesso teatro, The Royal Shakespeare Company mise in scena la celebre commedia di Oscar Wilde.
Io ero a Londra in quel periodo, così comprai il biglietto e andai a teatro.

Londra (2)

Rammento quel giorno con autentico affetto, ne conservo una memoria vivida e chiara.
Su quel palcoscenico salirono celebri attori, tra gli altri John Carlisle, Jaye Griffiths, Andrew Havill e Barbara Leigh-Hunt.
Ho ancora il libretto di quella rappresentazione, ho ancora il biglietto del teatro.
E allora ero proprio come adesso, sono sempre stata osservatrice.
Vedete la ragazza seduta accanto a me?
Io sì, la ricordo perfettamente, è venuta a teatro con un coetaneo, forse è il suo fidanzato.
E cosa fa questa giovane donna?
Lascia cadere a terra le scarpe e si mette comoda, posa le ginocchia contro il sedile di fronte.
Ed io penso: forse Oscar non approverebbe.
Lei è allegra e di buon umore, riflettendoci penso che il nostro Wilde avrebbe scritto per lei un ruolo in una sua commedia.
Si apre il sipario e gli attori fanno il loro ingresso.
E sono perfetti, indossano costumi secondo lo stile dell’epoca, le nobildonne hanno certe pettinature complicate, sembra di aver messo indietro la macchina del tempo e tutti noi, attori e spettatori, siamo finiti in quei giorni, nell’epoca vittoriana.
E il tempo scivola.
Ed è un tempo che regala profonde emozioni, è un frammento di vita che è rimasto un dolce ricordo, lo rivivo ogni volta che rileggo le parole di Oscar.
Momenti simili sono preziosi, vanno conservati come gemme rare.
E d’altra parte cosa è la vita?

Life, Lady Stutfield, is simply a mauvais quart d’heure made up of exquisite moments.
La vita, Lady Stutfield, è semplicemente un brutto quarto d’ora composto di momenti squisiti.

A Woman of no importance – Oscar Wilde

Londra

Chelsea – Casa di Oscar Wilde

Read Full Post »

Tra i tanti viaggiatori che visitarono Genova c’è anche un celebre scrittore francese: Henri Beyle, noto agli onori del mondo con lo pseudonimo di Stendhal.
E il suo raccontarsi è preciso e puntale, Stendhal non risparmia le critiche, elargisce consigli, è davvero una guida di eccezione.
Alcune sue memorie hanno già trovato spazio su queste pagine nel mio primo post dedicato ai famosi visitatori che nell’Ottocento passarono nella Superba.

Genova

Desiderate conoscere le dritte dello scrittore francese? Le trovate qui, sulla Pensione Svizzera il nostro fornisce dettagliate indicazioni.
Da molto tempo desideravo approfondire una curiosità che riguarda il soggiorno genovese di Stendhal, la frutta di stagione mi ha fatto tornare alla mente questo episodio.
Dunque, torniamo a quegli anni e quei giorni che Stendhal trascorse a Genova, questa memoria si trova tra le pagine del suo Mémoires d’un touriste e già l’ho citata nel mio precedente articolo.
Il nostro Henri narra di essere tornato ripetutamente in un caffè dei caruggi dove era solito gustare una bevanda sublime, l’acqua rossa che lo ritemprava dalle fatiche del suo girovagare.
E riporto le sue parole:

“… cinque o sei ciliegie in fondo al bicchiere e il profumo delizioso dei noccioli.
Questa bibita eccellente e mai lodata abbastanza costa tre soldi…”

Ciliegie (2)

Tre soldi per un bicchiere di acqua rossa.
E cosa sarà mai questa accattivante bontà?
Si tratta di una bevanda della tradizione genovese, è lo sciroppo di amarene.
Le immagini che corredano questo articolo ritraggono succose ciliegie, parenti strette della frutta che si utilizza per questa bibita.
Insomma, mi pare opportuno pubblicarne la ricetta: non si può mai dire, potrebbe capitarvi di ospitare qualche esigente scrittore straniero, vorrete forse farvi cogliere impreparati?
Ecco qua la maniera per preparare l’acqua rossa che piaceva a Stendhal, dosi e procedimento sono tratti da un autorevole testo che probabilmente è in molte case della Superba: La Cuciniera Genovese di G. B. e Giovanni Ratto, un volume risalente alla seconda metà dell’Ottocento.

Ciliegie

Riassumendo, la ricetta è la seguente.
Occorrono 4 kg di amarene, si schiacciano con le mani e si lasciano fermentare per 24 ore.
Quindi vanno messe in una salvietta bagnata e strizzate per far uscire il sugo che va messo a cuocere in una pentola insieme a una parte dei noccioli precedentemente pestati nel mortaio.
Dopo due o tre bollori, dicono i nostri stimati Ratto, lo sciroppo va versato in un sacchetto di flanella precedentemente bagnato e con pazienza va fatto filtrare.
Ora bisogna addolcire il tutto, per 300 grammi di sciroppo servono 600 grammi di zucchero.
Si rimette sul fuoco e dopo 5 o sei bollori è pronto, lo si lascia raffreddare e quindi lo si ripone nelle bottiglie.

Ciliegie (3)

Lo sciroppo di amarene è una vera delizia, non so proprio dirvi se quello che ho bevuto sia stato preparato in questa maniera.
E non ho mai provato a farlo, non sembra complicatissimo però è certamente laborioso, se doveste fare un tentativo fatemi sapere il risultato.
Un locale nei caruggi, tre soldi per un bicchiere e il profumo delizioso dei noccioli.
Questa è l’acqua rossa che piaceva a Stendhal, la gustò a Genova e non la dimenticò.

Tetti di Genova

Read Full Post »

È un giorno di primavera del 1860 e alla stazione di Torino si presenta una viaggiatrice inglese, il suo nome è Mary Anne Evans ed è una scrittrice nota ancor adesso con lo pseudonimo di George Eliot.
Nell’attesa di salire sul suo treno la nostra protagonista fa un incontro che la incuriosisce, i suoi occhi si posano sulla figura di Camillo Benso, Conte di Cavour.
Il treno parte e conduce la nostra George verso una delle tappe del suo viaggio, è una città che ha già veduto e a lei l’autrice riserva parole ricche di sentimento:

In Genoa again, on a bright, warm, spring morning!
Di nuovo a Genova, in una luminosa, calda mattina di primavera!

L’albergo che ospita la scrittrice inglese è molto celebre ed è spesso prescelto dagli stranieri, l’Hotel Feder si trova in una posizione incantevole, nel cuore pulsante della città, in Via al Ponte Reale.

Palazzo Di Negro

La nostra turista si sofferma a fare qualche considerazione in merito agli interni dell’albergo, dice che vi ritrova un certo gusto tipicamente inglese.

Palazzo Di Negro (2)

George Eliot trascorrerà breve tempo nella Superba, a stupire lei e l’uomo con il quale condivide i suoi giorni sono i fasti di Via Cairoli, allora denominata Strada Nuovissima, la incantano poi gli splendori di Via Garibaldi, la celebre Strada Nuova.

Via Garibaldi (17)

La prospettiva di queste strade, scrive l’autrice, crea un’impressione di grandezza, la ammaliano i cortili e le architetture dei Palazzi dei Rolli.

Palazzo Lomellino

E da saggia osservatrice George Eliot comprende che per ammirare Genova nella sua bellezza occorre guardarla da diversi punti di vista.
Dall’alto, lasciando correre lo sguardo sopra i tetti.
Su per i gradini e spezzandosi il fiato, lei sale sul campanile delle Basilica di Carignano.

Basilica di Carignano

E poi vede le chiese, la Nunziata e il Duomo di San Lorenzo con le sue ricchezze.

San Lorenzo (4)

Anche George Eliot, come molti viaggiatori, accenna ad una visita nella zona di Staglieno, va detto che l’autrice non fa riferimenti precisi riguardo alle opere del Cimitero Monumentale, tuttavia la colpisce l’ambiente rurale di quelle zone, nota i numerosi bambini che scorrazzano liberi, vede un panorama agreste dove trova carri trainati dai muli, è un luogo immerso nella natura incontaminata e ricco di floridi ulivi.
Fu breve il soggiorno genovese di George Eliot, le sue memorie di questa città sono incluse nel volume Life and Letters.
L’Hotel Feder fu meta di diversi viaggiatori, alcuni di essi sono molto celebri e di loro ho già avuto modo di scrivere in questo articolo.

Palazzo Di Negro (3)
George Eliot ha scritto autentici capolavori della letteratura, Il Mulino sulla Floss è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto e mi ha regalato momenti di autentico coinvolgimento.
In quelle stanze vicine al mare e alla vita frenetica del porto dormì anche Mary Ann Evans, colei che volle essere nota al mondo come George Eliot.
La città che vide rimase nei suoi occhi, lucente nella sua fiera bellezza, resa ancor più affascinante dalle parole che le dedicò una celebre scrittrice.

Genova La Superba is not a name of the past merely.
Genova La Superba non è soltanto un nome del passato.

George Eliot, Life and Letters 

Genova

Read Full Post »

La ragazza con il libro è come tutti coloro che amano perdersi tra le pagine.
Respira nel suo mondo di vite immaginate, sa che lei può essere ogni giorno una persona diversa.
Una volta è stata una terribile bimbetta dai capelli rossi, poi un orfanello senza fortuna e in seguito un avventuriero privo di scrupoli.
Ed è stata una giovane vibrante di tormenti in una scabra brughiera, un principe enigmatico, un rispettato sovrano molto amato dal suo popolo.
Un ragazzino su una zattera, sul fiume Mississippi.
Una sirena malinconica, in un freddo paese del Nord.
Un navigatore che un giorno scrutò l’orizzonte e scoprì un terra mai veduta.
Una giovane donna americana in viaggio nel vecchio continente.
Uno studente del Trinity College di Dublino.
La seconda di quattro sorelle, quella che ama tantissimo i libri, naturalmente.
Una povera lavandaia dalla sorte infelice e poi sua figlia, creatura ambiziosa e insolente.
Eroica guerriera, ha indossato elmo e armatura.
La ragazza con il libro ha camminato in tutte le città del mondo, in epoche diverse.
Ed è stata il pomo della discordia, per la sua bellezza si è scatenata un guerra sanguinosa.
Non lo direste mai, ma proprio lei è stata anche una sognante fanciulla e fuggendo via ha perduto una fragile scarpina di cristallo.
La ragazza con il libro è passata in punta di piedi da una pagina all’altra, da una vita all’altra, non saprebbe neppure raccontare tutti gli universi che ha veduto, d’altra parte questo è il destino di coloro che amano perdersi tra le pagine.
Incontra visi e sguardi e diviene lei stessa protagonista di certe vicende, a volte le dispiace persino terminare il libro che sta leggendo: è come chiudersi una porta alle spalle.
E tuttavia lei sa che ci sono altre scale da salire, altre finestre che si schiudono su giardini inesplorati, altri abiti da indossare.
Altre vite.
E lei sarà un’altra ragazza, con un nuovo libro tra le mani.

Via della Maddalena

Via della Maddalena

Read Full Post »

Nuvole grigie, un belvedere e un muretto.
E una ragazza, è immersa tra le pagine di un libro.
In questo luogo che si affaccia sul porto lei legge Nanà, romanzo che narra le turbolente vicende della bionda creatura nata dal genio di Emile Zola.
Lettrice raffinata, ha scelto uno dei miei autori preferiti.
Sul muretto, davanti all’immensità di Genova, mentre un gabbiano solca il cielo ad ali spiegate.

Oregina

Read Full Post »

Older Posts »