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Posts Tagged ‘Lido D’Albaro’

Fu una serata memorabile: 1 Agosto 1908, in quella data si inaugurò il fiabesco Lido d’Albaro.
A descrivere con dovizia di particolari la festosa circostanza è un attento cronista del quotidiano Il Lavoro che narra con entusiasmo la bella novità.
Eccola la folla stupefatta, per tutta la sera c’è un ininterrotto andirivieni di tram e automobili: tutti vogliono vedere il Lido d’Albaro, l’elegante struttura con il padiglione teatro in stile moresco sorge nel luogo dove un tempo c’era la Spiaggia del Parroco.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Che festa elegante, che luogo incantevole!
Lunghi viali e aiuole profumate di fiori, una ricca fontana che rappresenta Scilla e Cariddi, una panoramica rotonda sul mare, un magnifico terrazzo.
E a rischiarare questa meraviglia, scrive il giornalista, uno sfarzo di luce elettrica.
C’è un grande salone per il teatro con poltroncine e tavoli per gli ospiti, questo locale può accogliere un foltissimo pubblico, il palcoscenico è dotato di tutto ciò che occorre per le rappresentazioni.
E là, dove una volta c’era una sobria osteria, adesso si trova lo stabilimento balneare.
Sugli scogli più alti, scrive il giornalista, sono state sistemati dei raffinati padiglioni in legno, ci sono poi cabine in muratura, cabine in tela e ben 7 docce.
E al Lido d’Albaro non manca una scenografica grotta.

Ritrovo dell’alta società, il Lido d’Albaro si inaugura tra le note di una banda militare, la Società Corale Errico Petrella propone brani di Schubert, Schumann e di altri compositori.
Le stesse musiche saranno poi eseguite nuovamente dagli stessi soci della Società Petrella che suoneranno a bordo di un rimorchiatore fastosamente illuminato.
Ed è proprio lo spettacolo di luci ad incantare anche il cronista che narra di lampioncini a colori e di numerose barche rischiarate da palloncini alla veneziana.
Ovviamente c’è il pubblico delle grandi occasioni, sono presenti le massime autorità cittadine e gli invitati sono quasi 4.000.
E quanta raffinata eleganza negli abiti delle dame genovesi, sono le stesse che poi verranno immortalate dal fotografo Ferro in certe immagini giunte fino a noi.

Per questa prestigiosa occasione è stato allestito un ricco ed invitante buffet, si danza accompagnati dal suono delle onde e si gode della languida bellezza di una sera d’estate.
E si attendono con vera trepidazione le gare di nuoto in programma per il giorno successivo!
Stando a quanto scritto sul retro di questa fotografia acquistata tempo fa all’inaugurazione c’erano anche questi eleganti gentiluomini.
Bastone da passeggio, cappello, tutti in posa per un momento memorabile.

Osservando i frammenti di quei giorni lontani emerge una dolcezza antica e per noi inusitata, si cammina reggendosi la gonna, si passeggia con lo sguardo fiducioso verso il tempo che verrà.
E ci si avvicina a questo luogo di autentiche delizie.

E altri passi leggeri attraversano il tempo restituendo l’immagine di un’epoca che non abbiamo veduto.
In primo piano due figure femminili e a terra oggetti non così facilmente riconoscibili, potrebbe trattarsi dei contenitori usati da una venditrice ambulante ma non è una certezza.

Una mamma tiene per mano la sua bambina, la piccina ha il vestitino bianco e il cappello del medesimo colore.
Sono le perdute raffinatezze del tempo che fu.

Il Lido ospitò celebri artisti, poeti e scrittori, gli eventi della II Guerra Mondiale causarono la sua distruzione, rinacque nel dopoguerra con una nuova veste e con altre attrattive.
Resta, ancora oggi immutato ed eterno, un solo suono, identico a se stesso malgrado lo scorrere del tempo: è il canto del mare che con la sua dolcezza accompagnò anche quella sera d’agosto del 1908.

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Ebbe la sua gloria in un giorno d’estate e trionfò su tutte le altre.
Cesira Rolla era una ragazza del popolo, una semplice sartina di Prè, a lei toccò lo scettro di prima reginetta di bellezza di Genova, accadde nel giugno del 1910.
Come riportano i giornali d’epoca, come ad esempio Il Secolo XIX, ad eleggerla furono le fanciulle della città, il voto era riservato esclusivamente alle ragazze di età compresa tra i 12 e i 25 anni.
A scorrere quanto riportato dai quotidiani si capisce che la grandiosa vittoria di Cesira fu anche dettata da un sorta di fervore campanilistico, con grande partecipazione di pubblico e affettuoso entusiasmo la gente del Sestiere di Prè fece vincere la sua candidata che sbaragliò tutte le altre.

Via Prè (2)

La bella Cesira si assicurò così 131 voti distaccando di molto i cento voti ricevuti dalla seconda classificata, Lydia Pedemonte, rappresentante del Sestiere di Portoria.
Il concorso non premiava solo la bellezza, si voleva anche dare un riconoscimento a una fanciulla che per le sue doti rappresentava l’orgoglio del suo sestiere e di Genova tutta.
E viva la vittoriosa Cesira!
La vicenda che la vide protagonista ebbe anche altri risvolti che emergono con chiarezza dagli articoli del tempo.
In quel periodo c’erano le elezioni amministrative, si discuteva con fervore sulla futura eventualità di concedere il voto alle donne e dopo l’elezione di Cesira il cronista del quotidiano Il Lavoro, ad esempio, fu piuttosto critico in merito.
In ogni caso la ragazza di Prè fu incoronata con tutti gli onori Regina della Superba e naturalmente per l’occasione si tenne una fastosa cerimonia per celebrare Sua Maestà Cesira I.
Le feste durarono diversi giorni, ci furono una grande esposizione nei negozi e uno spettacolo al Carlo Felice, si tennero gare sportive e un pranzo di gala, ci fu un concorso bandistico al Mercato Orientale e venne organizzata una gita in piroscafo nel golfo di Genova.
Gli eventi certo non mancarono!

cesira

Andiamo al 24 Giugno, è il giorno dell’incoronazione e la folla festante freme, tutti vogliono vedere Cesira!

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Un corteo di carrozze sfila per la città, attraversa Via XX Settembre e Corso Buenos Aires, la reginetta viene acclamata dalla gente di Genova, squillano le trombe e scrosciano gli applausi mentre un banditore che precede il corteo annuncia al popolo ciò che sta accadendo.

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Cesira in trionfo giunge così al Lido di Albaro.

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Ed è grazie al cronista di Il Lavoro se conosciamo il colore del ricco abito della Rolla, la reginetta dagli occhi scuri e vivaci è in verde pisello, le altre concorrenti sfoggiano vestiti di altri colori, una è in giallo, una in celeste e un’altra in malva.
Giunta al Lido, la fanciulla emozionata ed esitante si appresta a raggiungere il palco a lei riservato.
Tentenna, rallenta, non sembra avere il passo deciso e dal popolo si leva un coro di voci che la rincuora:
– Issa Cesira, che ti é in ta rampa!
– Forza Cesira che sei nella salita!
La giovane riprende così coraggio e sale sul palco dove un tale vestito da Doge con tutta la solennità del caso pone la corona sul capo di lei.
Eccola qua Cesira I insieme alla sua corte.

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L’affettuosa incitazione viene utilizzata anche in un’altra differente circostanza, l’episodio è citato nel volume “Vendo l’argento do mâ” di Ivana Ferrando edito da Sagep.
Dunque, l’autrice narra con sapiente maestria dei carbonai che avevano anche il compito di provvedere ai rifornimenti di ghiaccio, costoro usavano dei carri trainati da cavalli.
Ebbene, una di queste cavalle si chiamava Cesira e all’inizio di Via Assarotti, davanti alla pendenza della salita, veniva spronata dal carrettiere proprio con quelle parole:
– Issa Cesira, che ti é in ta rampa!

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L’autrice saggiamente sottolinea che non è dato sapere se venne prima la cavalla o la reginetta, chissà a chi dobbiamo questo celebre grido in dialetto, Issa Cesira è anche il titolo di una canzone di Mario Cappello.
Le belle immagini che avete veduto appartengono alla ricca collezione del mio caro amico Eugenio Terzo e come sempre lo ringrazio per il prezioso prestito.
Eugenio mi ha anche mandato un’altra splendida chicca, guardate un po’ il titolo!
C’è una canzonetta ironica indirizzata alla Giunta Nazionale e in più la direzione comunica che il giornale viene dato in dono a tutte le fanciulle di nome Cesira!

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Sarà stato un nome comune a quell’epoca?
Di certo ora non lo è più, sono cambiati i tempi e anche le nostre preferenze, forse persino i tratti della giovane eletta non corrispondono neanche ai nostri canoni di bellezza femminile.

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E ancora, sempre Eugenio mi ha inviato copia del numero unico dedicato a questo concorso, nelle righe dedicate a Cesira si esaltano le sue molte virtù.

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La sartina di Prè ebbe il suo momento di gloria in un luminoso giorno di giugno ed io mi sono domandata cosa ne sia poi stato di lei, spero che abbia avuto una vita lunga e felice.
Forse avrà avuto molti pretendenti, certo nei caruggi di Prè si sarà parlato a lungo di quella memorabile vittoria.
Fu il trionfo di lei, Cesira Rolla, indiscussa Regina della Superba.

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L’anno volge al termine e come ogni altra città anche Genova si appresta a festeggiare.
Forse potrei darvi qualche consiglio per domani, invece preferisco farvi ancora salire sulla mia macchina del tempo per portarvi al Capodanno di un’altra epoca.
Siamo nel 1913 e su Il Lavoro, uno dei quotidiani più letti dai genovesi, ecco pubblicizzati gli eventi ai quali partecipare.
Ad esempio potremmo scegliere un abito da gran sera e attendere l’arrivo del nuovo anno al prestigioso Hotel Isotta, ricorderete che ve ne parlai diverso tempo fa, si trova nella centralissima Via Roma.

Via Roma

Ebbene, all’Hotel Isotta sapranno come soddisfare la loro esigente clientela, si propongono piatti raffinati per l’occasione.
E pensate, il menu è interamente scritto in francese!
La cena si aprirà con un consommé in tazza, seguiranno aragosta, filetto e carni bianche, deliziosi carciofi e salse raffinate.
Anche il dessert è sfizioso ed elegante, non sapete cosa darei per poter assaggiare il delizioso Gateau Isotta, non so bene di cosa si tratti ma deve essere una nuvola di dolcezza!
Il cenone in Via Roma costerà 6 Lire, che dite, ce lo possiamo permettere?

Hotel Isotta (3)

In alternativa la nostra scelta potrebbe essere del tutto diversa, come si legge in un articoletto del 30 Dicembre 1913, al Lido d’Albaro si prospetta una serata interessante.
Alle 21 si terrà uno spettacolo teatrale e poi si cenerà al ristorante, è previsto un menu a prezzo fisso accompagnato dalla musica suonata dall’orchestra.
Dopo la cena ci si trasferirà nel salone riccamente decorato con fiori “figuranti una serra di viole”, così recita l’articolo.

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Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Oh, poi verranno sparati colpi di cannone a salve per salutare il nuovo anno e non dimentichiamo che ad ogni partecipante è riservata una sorpresa portafortuna.
Passata la mezzanotte inizieranno le danze per il più classico dei festeggiamenti, il biglietto di ingresso per questa bella serata ha un costo di Lire 1.50.
Così si attende il primo giorno del 1914 davanti al mare di Genova.

Corso Italia

E in tutto questo la notizia sensazionale è riassunta in poche righe, secondo me.
Eh già, cari lettori, infatti l’ultimo dell’anno è sempre un problema muoversi ma i genovesi sono fortunati e non sarà difficile raggiungere il Nuovo Lido: per il 31 Dicembre il servizio dei tramways elettrici andrà avanti fino alle 4 del mattino.
Già, nel 1913: sono piacevolmente stupefatta, lo ammetto.
E quindi ecco le mie proposte di oggi, spero che le troviate interessanti.
Domani torneremo in questo secolo e troverete qui i miei auguri per l’anno che verrà, adesso vi lasciò là, tra il 1913 e il 1914, tra le fragranze delicate dei profumi dei fiori.
E ricordate: fino alle 4 del mattino potete prendere il tramway!

auguri

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

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