Atmosfere di Natale a Fontanigorda

Ed ecco poi il tempo del Natale a Fontanigorda, sono arrivata in un giorno di dicembre e in Piazza della Chiesa si preparava la bella atmosfera natalizia.

Tra le luci e le ombre di questa stagione, con l’aria è frizzantina e vivace, sotto a questo cielo azzurro e terso.
Insolita per me Fontanigorda con queste sfumature calde della fine dell’autunno.

E non mi sono fatta mancare il mio consueto giro del paese, si ritorna sempre nei luoghi cari e sempre con il sorriso.

E poi sulla strada che conduce al Bosco delle Fate, tra toni di rami spogli e promesse del vicino inverno.

Mentre i rami paiono intrecciarsi nella prospettiva del cielo.

Tra rocce e foglie cadute ecco la fontana con la Madonnina.

È un tempo prezioso e vero e ha la dolcezza dei ritmi della natura.

Tra nuvole, montagne, tetti spioventi e alberi che mutano colore.

E poi nella piccola piazza di Fontanigorda è allestito un suggestivo mercatino perfetto per un paesino così raccolto nell’abbraccio delle montagne.
Gli abitanti di Fontanigorda si sono dati da fare per offrire il meglio della valle e le tipicità del tempo del Natale ai visitatori e così per i prossimi due weekend troverete tante cose buone e belle per voi e per i vostri regali.
Non mancano le cose per i più piccini, un angolo dedicato alla moda, i vini per brindare al tempo nuovo che verrà.

E intanto anche il bosco sembra vestirsi a festa.

Fontanigorda (8)

Tra le tante bontà troverete i funghi e le delizie sott’olio di Isola, i dolci di Biasotti come i pandolci, i canestrelli, i baci di dama e i quadrelli di castagna.

Fontanigorda (10)

E poi le profumatissime mele della Val Trebbia.

Fontanigorda (11)

E le ottime composte.

Fontanigorda (11a)

È questa l’atmosfera di Natale a Fontanigorda, ha i profumi e i sapori autentici della valle.

Fontanigorda (12)

Non mancano le creazioni artigianali scaturite da mani abili e fantasiose confezionate con entusiasmo e creatività.

Fontanigorda (13)

Profuma di buono l’odorosa lavanda.

Fontanigorda (14)

E c’è un mercatino di vecchie cose, oggetti vintage, libri e altre curiosità.

Fontanigorda (15)

È questa l’atmosfera di Natale a Fontanigorda: semplice, autentica e accogliente.

Fontanigorda (16)

Mentre piano scende la sera e si accendono le luci brillanti a rischiarare il tempo di dicembre: buon Natale a te, mia amata Fontanigorda.

Sulla riva di San Fruttuoso di Camogli

È tempo di sole che arde e riscalda le pietre e i sassi, sulla riva di San Fruttuoso di Camogli.
È profumo di alberi dalle fronde generose tra le rocce scoscese dove l’onda batte e si disfa all’improvviso per poi ritornare ancora.
E la natura pronuncia le sue parole, in questo spicchio prezioso di costa nel levante ligure.

È un tempo lento e ha la dolcezza semplice di certe usanze antiche, è tempo di gente di mare dalle facce franche e dalle mani ruvide.
È un tempo che scorre via, mentre pescatori laboriosi e taciturni sbrogliano con pazienza le reti che gettano negli abissi per catturare i pesci.
Sono vite faticose, sono giorni da conquistare.
Sulle tavole si portano il pane rustico, i sapori della terra, l’olio profumato e il vino delle terre aspre della Liguria.

E sventolano i panni nell’aria intrisa di sale e spesso canta il vento: a volte è appena un soffio, a volte è tempesta ma la gente di mare sa ascoltare e comprendere le parole delle onde.
E anche le barche riposano: ogni nuovo giorno porta una nuova fatica ma anche una rinnovata speranza.
E tutto si immagina osservando una fotografia d’epoca nella quale si vedono quella spiaggia, quelle casette, quelle finestre e il portico: è un tempo lontano e si resta là, ad osservare l’orizzonte increspato di onde, mentre la vita segue il suo ritmo antico, sulla riva di San Fruttuoso di Camogli.

Caseificio Val d’Aveto: le delizie di Rezzoaglio

È una bella realtà di una delle valli più amate dai genovesi e grazie al Caseificio Val d’Aveto portiamo sulle nostre tavole gustosi formaggi che vengono preparati seguendo antiche tradizioni casearie.
Il Caseificio Val d’Aveto è una fiorente attività situata nel comune di Rezzoaglio, la qualità dei suoi prodotti è ben nota anche al di fuori dei confini della Liguria e ha fatto guadagnare al Caseificio prestigiosi premi e riconoscimenti.

In un giorno d’estate mi è capitato di passare da quelle parti così vicine alla mia Val Trebbia e per l’occasione ho quindi fatto qualche acquisto nello spaccio del caseificio: come al solito non ero l’unica ad aver avuto questa idea e infatti c’era una discreta folla di clienti, questa è la ragione per cui non vedrete una visione d’insieme del negozio.
Vi porterò con me, alla mia maniera, in questo luogo dove trovate tutti i diversi tipi di formaggio del Caseificio che per la sua produzione si avvale del latte delle mucche del territorio, sono mucche di razza bruna alpina oppure pezzata rossa.

Il caseificio produce diversi formaggi stagionati come il Fontaveto e le saporite caciotte proposte in due diverse qualità: Morbidezza e Formaggetta, quest’ultima non manca mai sulla mia tavola, è davvero uno dei miei formaggi preferiti.

Celebre è il formaggio San Stè, autentica tipicità della Val d’Aveto disponibile in tre tipi diversi con tre diverse stagionature.
Oltre a questo ci sono delle qualità prodotte con ulteriori stagionature, in fossa o in giara, dalle quali risultano poi altre differenti qualità di formaggio.

E poi, nel verde rigoglioso di Rezzoaglio, si producono anche le mozzarelle, la crescenza, la prescinsöa e l’ottimo Sarazzu che è una ricotta salata e stagionata.
Tra le varie bontà a mio parere merita una menzione speciale la deliziosa burratina allo yogurt.

Lo yogurt: parolina magica quando si parla del Caseificio Val d’Aveto.
Lo yogurt colato del Caseificio di Rezzoaglio è infatti speciale, ricco e cremoso è un’autentica golosità perfetta per la colazione ma anche per la merenda.
Viene proposto in una mirabolante quantità di gusti come ad esempio con crema al cioccolato, al pistacchio o alla vaniglia, vasta è la selezione degli yogurt arrichiti con composte di frutta di ogni genere, dal kiwi al melograno, dai frutti di bosco al cocco, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Si lascia lo spaccio di Rezzoaglio con un bel sacchetto colmo di molti prodotti tipici, sono sapori autentici e genuini che si gustano con vera soddisfazione.
Vera eccellenza della Liguria, il Caseificio Val d’Aveto è una realtà di pregio del nostro entroterra e ne mette in evidenza le ricchezze e le tradizioni.
Se volete saperne di più qui trovate il sito del Caseificio con tutte le schede esplicative dei vari prodotti e anche le ricette per esaltarne i sapori.

Io ne ho scritto con semplicità, a modo mio, raccontandovi le delizie che amo portare in tavola e che provengono da una valle ricca e rigogliosa della nostra Liguria: sono le bontà del Caseificio Val d’Aveto di Rezzoaglio.

Sulla neve ai Piani di Praglia

E venne il tempo di andare sulla neve ai Piani di Praglia, quanto le avevano attese queste giornate!
L’estate era ormai un ricordo lontano, l’autunno vacillava come le ultime foglie sospese ai rami ormai spogli e infine, improvvisa e benvenuta, cadde lieve la neve.
E giunse così la stagione delle gite e delle sciate con gli stessi amici con i quali si condividevano le giornate alla spiaggia oppure sui prati.
Eccolo quel giorno, gli scarponi affondano nella candida coltre che tutto imbianca.
E tu sei una ragazza, porti i capelli a caschetto e fai una smorfia e si vede che hai il sole negli occhi.
E tutti indossate maglioni pesanti, calzettoni spessi, i volti sono rischiarati da larghi sorrisi, che ricordi dei Piani di Praglia!

Ed è tempo di gonne a quadretti e di cappelli calcati sulla testa, di zaini sulle spalle e di giacche di tessuto ruvido per ripararsi dal freddo pungente.
Sono questi i giorni memorabili della gioia condivisa e delle belle risate, sono attimi di assoluta felicità.

E sempre, in ogni fotografia, c’è un protagonista importante che tuttavia resta a noi sconosciuto: è colui che scatta l’immagine, è colui che ferma il tempo per un breve istante e racconta l’emozione del suo sguardo e la bellezza di una giornata trascorsa con gli amici.
Se poi osservate bene la foto nelle sua interezza, noterete nella parte inferiore destra un’ombra e penso di poter presumere che sia proprio quella del provetto fotografo.
Tutto attorno c’erano le montagne innevate, la natura superba era ancor più affascinante ed era un giorno bellissimo da conservare nella memoria: un giorno sulla neve ai Piani di Praglia.

Le signore oche del Parco di Arenzano

Ritorniamo insieme nella vicina Arenzano, nella bella località del Ponente c’è un ampio parco dove passeggiare e qui abitano eleganti cigni neri, anatre dai colori sgargianti ed intraprendenti pavoni che se ne vanno liberamente a zonzo per il paese.
Sotto a questi alberi ci sono anche certe signore oche che intendo proprio presentarvi oggi.

Dunque, gironzolando nel parco vi potrebbe facilmente capitare di imbattervi in una regale oca che se ne sta spaparanzata sul prato.

E poi c’è anche chi si muove con una certa leggerezza sull’acqua e si ferma a rimirare la propria beltà come Narciso.
Ah, la vanità!

Un tuffo, il becco che affonda e oplà, quanta eleganza!

Le signore oche poi sembrano perfettamente a loro agio nel parco, se ne vanno a spasso lungo i viali con spirito di avventura.
E perdonate la foto non proprio perfetta, ma c’era un certo movimento e tra l’altro a vedere tutto questi vispi pennuti che incedevano con passo sicuro verso di me secondo voi cosa ho pensato?
Eccoli, eccoli!
Direttamente dagli Aristogatti Adelina, Guendalina e lo Zio Reginaldo, sono proprio loro!

E non so dirvi bene cosa sia capitato, ci deve essere stato un qui pro quo perché una delle oche si è lanciata con un certo entusiasmo nella mia direzione e con sorprendente caparbietà si è messa pure a beccare l’orlo del mio piumino!
Ohibò, che carattere!

Pertanto, abbiamo pensato di ristabilire con cautela una certa distanza, decisamente meglio.

E così le signore oche ne sono tornate sull’erba a rilassarsi, all’ombra degli alberi del parco di Arenzano.

Due bici nel bosco

Due bici nel bosco.
Nel tempo d’autunno, a Fontanigorda.
Due bici nel bosco narrano di una gioia rinnovata, di un frammento di riconquistata libertà lontano dalla frenesia della vita cittadina.
E ritrovarsi e già ricordare con nostalgia i giorni d’estate: ne torneranno altri e saranno ancora più belli e spensierati.
E intanto ridi, corri e pedali su per la salita, le guance si arrossano e tu ridi così forte e ne hai di cose da raccontare ora che la scuola è iniziata e rivedi i soliti amici di sempre nel posto in cui siete diventati grandi insieme.
E corri e pedali e ti lasci prendere dalla velocità giù per la discesa e ridi ancora più forte.
E le ruote si posano sopra un soffice tappeto di foglie, sotto agli alberi, tra i ricci caduti dai castagni e tra i profumi dei muschi riscaldati dal tiepido sole.
E tu forse adesso non lo sai ma poi un giorno ti ricorderai di questi istanti, ti guarderai indietro e rivedrai te stesso da ragazzino in bicicletta e sarà una memoria dolcissima.
Nel tempo d’autunno, a Fontanigorda.

Fontanigorda e la danza delle foglie

Nel tempo della castagnata di Fontanigorda il bosco generoso e tanto amato è stato prodigo dei suoi doni e ci ha regalato la sua autentica bellezza.
E sono foglie brillanti in un giorno di ottobre ancora tiepido sotto il cielo splendente, mentre i i rami si inchinano alla maestà dei monti.

Fremono fragili e dorate nell’aria fresca e autunnale.

E il sole bacia gli alberi, le pietre, lo steccato di legno e la strada che conduce al Bosco delle Fate.

E ti sovrasta l’immensità e lo splendore vivifico degli alberi in autunno, camminare circondati da questa magnificenza è un dono grande e una gioia vera dell’animo.
Ti scordi del tempo e delle ore, dimentichi ogni cosa e volano via i minuti mentre respiri i profumi del bosco.

E i rami gentili dondolano al vento ed è lieve e aggraziata la danza delle foglie.

E ancora ti circondano alberi generosi e diverse sfumature di verde.

Ed è ocra e arancio e profumo di legna tra le case.

Nel tempo del fuoco che arde nei camini di Fontanigorda.

Intenso e vibrante, meraviglioso bosco, fratello e amico che proteggi, accogli e consoli.

Tra rocce coperte di muschi, sentieri coperti di foglie cadute e ricci dei castagni che cadono al suolo.

È il mistero bellissimo del susseguirsi delle stagioni, per taluni è sempre una rinnovata magia che non smette di incantare.

Mentre la vita freme nella sua fragile danza nell’azzurro.

E sullo sfondo si staglia la linea inconfondibile dei monti della Val Trebbia.

E intrepidi uccellini si posano sui rami spogli e si godono il tepore del sole.

Mentre tutto si veste delle tinte calde dell’autunno.

E tra gli alberi si distinguono i tetti rossi di Fontanigorda e le case racchiuse nell’abbraccio dei monti e dei boschi generosi.

In un tempo che ha il ritmo di una poesia e la sua dolcezza, tra toni di oro e di bronzo, mentre danzano le foglie sui sentieri e nei boschi di Fontanigorda.

Quei temerari sulla spiaggia di Varazze

Eccoli lì, tutti a bagno!
I più piccoli vanno sotto, toccano il fondo con una mano, poi tornano su e riprendono fiato.
Ai Bagni Margherita di Varazze, in certi tempi gloriosi: ed ecco certi bellimbusti far mostra di muscoli guizzanti e di baffetti all’ultima moda, è tutto un brusio di voci, risate e gioia vera nella calura estiva.
E là sullo sfondo le cabine e la costa meta di giorni felici.

Che ricordi, quell’estate fu memorabile!
E hop, salti sul trampolino e braccia aperte a dar maggior vigore al tuffo.
Son tipi così, quei temerari sulla spiaggia di Varazze: uno via l’altro si lanciano in mare e quelli sotto li accolgono con gridolini stupefatti di vera ammirazione.

E c’è chi si lascia cullare dalle onde così dolcemente, in questo caldo giorno d’estate è il fotografo Neer a immortalare questo momento.
E certi provetti nuotatori mostrano i loro talenti, mentre una giovane fanciulla si regge a un salvagente e alza gli occhi verso l’alto: guarda quelli là, quei matti che si tuffano dal trampolino!

E in mare è un continuo ondeggiare di boccoli e cappelli, mentre i costumi si fanno pesanti a causa dell’acqua, è tutta una confusione di sorrisi e di fossette, frammenti di un momento di vita gioioso e felice.
Uno di quegli istanti rari e bellissimi, magari mentre li vivi non accorgi neanche di quanto siano importanti e poi passano gli anni e tu un giorno, all’improvviso, ti ricordi di te.
Fanciulla, a bagno nell’acqua, nel tempo delle vacanze.
E quanto ridevi quel giorno, che ricordi splendidi!

E poi tutti, proprio come te, guardavano in su con sguardi ammirati: che portento sanno essere taluni!
E che coraggio hanno!
Un salto, ancora più in alto, le braccia spalancate e un volo magnifico nell’azzurro mare.
Se li ricordarono tutti per molto tempo quei temerari sulla spiaggia di Varazze, spericolati tuffatori di anni lontani.

Zucche di settembre

Sono zucche di settembre e tutte maturano nello stesso orto, nutrite dal sole caldo dell’estate eccole in tutto il loro splendore di questi giorni che già annunciano la vicinanza dell’autunno.
Sono tutte diverse tra loro, una è grande e gialla come i girasoli.

E tra le differenti sfumature ecco certe striature e un trionfo di arancio.

Una delle zucche poi è ancora piccolina, non può competere con le sue vicine.

E ancora altri contrasti, questa bellezza rustica e sorprendente tra il verde dell’orto.

Così, lentamente, l’estate cede il passo alla stagione nuova e ai suoi colori caldi e intensi come le foglie accartocciate che cadono sui sentieri, come le cime degli alberi smosse dal vento, come le zucche maturate secondo il ritmo sempre perfetto della natura.

Zucche gialle, striate, con note di ocra o di arancio, ricche di luce e di polpa: queste sono le zucche di settembre a Fontanigorda.

Una ghiandaia molto fortunata

È una ghiandaia molto fortunata, ormai è da tutta l’estate che la trovo sempre allo stesso posto: sembra infatti che abbia messo su casa in un magnifico orto qui a Fontanigorda, io la incontro sempre lì, guarda che caso!
Ora poi, rispetterò la riservatezza della signora ghiandaia e quindi non vi rivelerò dove si trovi esattamente il suo orto ma sappiate che passando di lì potreste udire un battito d’ali o un movimento rapido tra le foglie.
Eccola, è lei!

Al solito ostenta un’espressione innocente, la ghiandaia cerca sempre di passarla liscia, ormai la conosco, fidatevi di me.

Tuttavia a Miss Fletcher non sfugge nulla, mi sembra logico, a me non la si fa!
E infatti posso garantire di aver visto la ghiandaia passeggiare serafica nell’orto, nei pressi di un generoso albero di mele.

E poi, nel pieno del caldo agosto, l’ho trovata infrattata tra le foglie del pero, forse pensava di non essere notata ma non è così!

Ora con l’occasione vorrei ricordare che alla mia piccola collezione di piume di uccello manca proprio quella piuma turchese così vistosa e quindi, cara signora ghiandaia, se fosse così cortese da farmene dono io le sarei molto grata!

Mentre attendo speranzosa l’agognata piuma condivido con voi la bellezza sfolgorante di questa creatura bellissima: una ghiandaia fortunata di Fontanigorda.