Il sole e la luna

Lentamente il sole saluta la maestà del mondo.
E spande il suo dorato chiarore lucente, il motore dell’universo gioca con l’immensità.

Fontanigorda

Ed è fuoco, incendio fremente e vivace al tramonto.
Ed è vita, vita che il sole ridona ogni giorno, ad ogni nuova alba.

Fontanigorda (9)

A volte, poi, la sera si tinge di pennellate di rosa e di pesca.
Tenui, delicate e perfette.

Fontanigorda (3)

Il sole a breve risplenderà altrove mentre le nuvole si posano piano tra i monti.

Fontanigorda (4)

Alberi, un tetto, una finestrella e il cielo color arancio.

Fontanigorda (5)

E quando scende la sera  si alza brillante la bella luna, zaffiro prezioso che rischiara le notti di stelle.

Fontanigorda (6)

Languida, chiara e bianca, sorge tra i monti, la preannuncia la sua luce argentea.

Fontanigorda (7)

E poi ritorna il giorno, una nuova aurora e un nuovo tramonto.
Il sole e la luna, la danza del tempo nel cielo della Val Trebbia.

Fontanigorda (8)

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I soliti tipetti

Da queste parti, come sempre, si incontrano i soliti tipetti.
A dire il vero in certi casi si tratta di personalità di un certo riguardo, bisogna dirlo.

Uccello

E sapete? Tempo fa qui nei dintorni c’era un uccellino che cantava come un forsennato di mattino presto e a sera tarda, l’ho sentito cinguettare nel cuore della notte e non so proprio chi sia, naturalmente non mi è stato possibile vederlo, una sola cosa mi è chiara: non si tratta di una civetta, il suo canto è riconoscibile ed è ben diverso da quello del mio ciarliero vicino.
E comunque di tipi che cianciano ce ne sono sempre in abbondanza!
L’altro giorno ho sentito litigare, dove esserci in ballo una questione di un certo rilievo, mi si passi il termine, era un battibecco piuttosto vivace.
E insomma, ero sicura di aver identificato il colpevole!

Merlo

Lo scagiono immediatamente, lui proprio non c’entra nulla.
E d’altra parte in questo scorcio d’inverno è piacevole andarsene a zonzo, abbiamo giornate incantevoli.

Genova

Solo che certi trovano sempre una buona ragione per bisticciare, come sempre si trattava della solita ghenga di amici che gironzola da queste parti: vanno in giro tutti insieme, sempre.

Pappagalli

Uno deve essere il capo, lo si intuisce dal piglio con il quale si rivolge agli altri.

Pappagalli (3)

Insomma, questi qui in genere vanno d’accordo tra di loro.

Pappagalli (4)

In ogni caso non mi sembra gente con la quale questionare, ecco.

Pappagalli (2)

Preferisco gli animi pacifici, quelli che si fermano sulla ringhiera a guardare il mare.

Uccellino

E poi davvero, gennaio è gentile e fino ad oggi ha regalato giornate terse e luminose.
Alza lo sguardo verso l’alto e vedrai allegre bacche rosse, cielo azzurro e una bianca falce di luna.

Bacche

Così un paio di giorni fa, nel corso di una mia passeggiata, ho incontrato lui.
Eh, quando si dice l’eleganza!

Mimosa (2)

E mi ha stupita questo preludio di primavera, in Via Domenico Chiodo fioriscono profumate le mimose.

Mimosa

Così i soliti tipetti se ne vanno in giro, si posano sui rami, cincischiano, vanno in cerca di qualcosa di buono.

Uccellino (3)

E poi un soffio di vento, un raggio di sole che vira e un battito d’ali.
Arrivederci piccolo amico, ci vediamo presto!

Uccellino (2)

A Banchi, pensando a Govi

Tutti noi genovesi, quando ci troviamo in Piazza Banchi, pensiamo a un nostro illustre ed apprezzato concittadino:  proprio lui, il carissimo Gilberto Govi.

Gilberto Govi

Eh, Govi!
Quante volte avete visto i Maneggi per maritare una figlia?
Ecco, in questa sua indimenticabile commedia il nostro recita queste parole davvero rinomate tra noi genovesi:

Ero lì a Banchi, c’era piuttosto caldo, c’era niente da fare, c’era un bel sole.
M’hanno detto che ci sono dei raggi del sole che fanno tanto bene… raggi ultraviolanti… ultraviolenti… e ho detto, va bene, intanto non c’è niente da fare, mi prendo due o tre raggi.
Mi son levato il cappello e ho detto, beh, mi prendo due o tre raggi, ero lì che mi prendevo i miei raggi…

Piazza Banchi

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri 

E quindi quando noi passiamo da quelle parti pensiamo a lui, per lo meno a me capita sempre!
Ho da raccontarvi certe antiche vicende su questa piazza, sono tratte da un vecchio e raro volume comprato diverso tempo fa, rimando questo racconto ad un’altra occasione, oggi vorrei solo mostrarvi alcune immagini.
È bella e suggestiva questa piazza a metà tra i vicoli e il mare, zona di contrattazioni e di affari, qui c’è la splendida Loggia della Mercanzia con le sue ampie vetrate.

Piazza Banchi (4)

E insomma, come dire? Ero lì che mi prendevo i miei raggi.
Ah, che meraviglia la chiesa di San Pietro che domina la piazza in quella posizione sopraelevata!

Piazza Banchi (2)

E c’era il sole e il mio sguardo ha trovato un gioco di ombre in Vico De Negri.

Piazza Banchi (3)

Questo semplice caruggio, per quanto nascosto e poco famoso, ha una certa rilevanza a mio parere. Sapete cosa c’era laggiù? Un’osteria dove capitò un avventore particolare, qui trovate il racconto di quella vicenda.
Ogni ora del giorno regala magie diverse, a Banchi.

Piazza Banchi (1)

E quindi, l’altra mattina ero lì che mi prendevo i miei raggi.
E poi, poi ho guardato i vetri della loggia.
E sai, erano come tanti tasselli e riflettevano il cielo, i profili delle case, le persiane.

Piazza Banchi (5)

E la vita, la città.

Piazza Banchi (6)

Genova allo specchio, tra finestre aperte ed edifici altissimi, in un continuo viavai di gente.
C’è sempre una ragione per andare a Banchi, ad esempio questa.

Piazza Banchi (7)

E sai?
Verso sera tutto riluce e sfavilla nell’ampia piazza dei caruggi resa celebre dal grande Gilberto.
Noi ci passiamo e quando torniamo a casa diciamo: ero lì che mi prendevo i miei raggi.
Raggi di luna, a volte.

Piazza Banchi (8)

Bianca luna

Ciò che esiste di più affascinante a volte lo vedi solo per caso.
Uno sguardo distratto e lassù la luna, era come racchiusa in una cornice insolita, sotto la curva armoniosa di un lampione.
Prima che scendesse la sera.
Chiara, candida luna.
Nella misteriosa e impenetrabile bellezza delle cose dell’universo.
Ho pensato ad alcune parole scritte da uno degli autori che più amo, le trovate tra certe righe dense di riflessioni sofferte.
Parole.
Un colore, bianco, una sola immagine.
E un pensiero sulla felicità.

With freedom, books, flowers, and the moon, who could not be happy?
Con la libertà, i libri, i fiori, e la luna, chi non potrebbe essere felice?

Oscar Wilde – De Profundis

Luna

Luna piena

Notti desideri segreti da confidare al cielo, è la parte sognatrice di noi a farci alzare lo sguardo verso l’infinito, verso le stelle luminose che fendono gli orizzonti notturni d’agosto.
E nella notte di San Lorenzo quest’anno il firmamento ha avuto la sua regina,  la luna bianca e chiara, splendente di bagliori d’argento, il suo chiarore ha sorpassato la luce delle stelle.
In questi luoghi, lontani dalle città, la notte ha i suoi incanti che si compiono nel volgere di breve tempo.
Luna piena, sorge piano e la sua luce rischiara il profilo delle montagne.

Luna

Eterea e ammaliante luna, l’ho osservata dalla mia finestra mentre saliva verso l’alto.
Luna piena, le sue magie sono là, nelle parole di certi poeti, in alcuni versi che narrano di noi e del nostro sentire.

It is the very error of the moon:
She comes more nearer earth than she was wont,
And makes men mad.

E’ l’errore della luna:
si avvicina alla terra più del solito
e fa impazzire gli uomini.

William Shakespeare – Othello

Luna (2)

E non resta altro che rimanere a guardare, nell’attesa che un miracolo si compia.

Luna (3)

Brilla, riluce, impera, nella notte delle stelle.
Con la sua malia, con il suo splendore magico e misterioso.

Luna (4)
E poi sale, ancora e ancora.
Domina il cielo, le montagne silenziose, i ruscelli scroscianti, le foglie tremule, i sogni, i pensieri e i desideri, lucente regina della notte di agosto.

Luna (5)