Cavalli al tramonto

Vento, tempo d’ autunno e il cielo di novembre tirato a lucido mentre il sole inizia ad incendiare l’orizzonte.
E immaginate tutti gli aggettivi che richiamano il senso di armonia, amicizia e lealtà, io non saprei trovarne abbastanza per descrivere le meravigliose creature incontrate ai magazzini del Cotone: sono i cavallini di Monterufoli del Corpo dei Carabinieri, erano al Porto Antico in occasione della manifestazione Orientamenti.

Dolci, mansueti, teneri e affidabili, sono un po’ più piccoli dei normali cavalli e sono creature davvero splendide.

E poi c’era la brezza marina che smuoveva le loro criniere.

E c’era la luce tenue della sera.

E poi una nave e una barca vela, una panchina, il mare inquieto, la Lanterna e i cavalli.

Eleganti, miti e così regali, sono rimasta ad ammirare la loro maestosa bellezza per molto tempo.

E alcune persone hanno sperimentato il battesimo della sella, ho visto dei sorrisi felici su visetti giovani ed entusiasti, l’incontro con questi cavalli meravigliosi ha donato molte emozioni.

Davanti al mare di Genova, tra le luci della sera, al tramonto.

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L’ultima luce

Quando cerchi l’ultima luce c’è un posto a Genova dove il bagliore del sole sa catturare il tuo sguardo.
Accade là, al Porto Antico, dai Magazzini del Cotone.
E quando l’ultima luce ravviva l’orizzonte, a volte si ha l’impressione di essere in ritardo: altri già ne se vanno e tu devi ancora arrivare laggiù in fondo.
E la luce non aspetta, rapida svanisce e tinge di oro il cielo mentre tu cammini e tenti di catturare quella bellezza.

Ed è oro e bronzo, nella prospettiva di Genova.

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E rosa e arancio, nella quiete della sera di autunno.

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Si resta, in attesa di nuove partenze e di altre avventure da poter raccontare.

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E quando cerchi l’ultima luce puoi osservarla mentre si affievolisce su cime e bandiere.

Porto Antico (5)

Certi viaggi, poi, sembrano più affascinanti di altri.
E immagini altri porti, nuovi approdi, mentre il vento soffia gagliardo e l’onda accarezza lo scafo.

Porto Antico (6)

E intanto tu sogni.
Ed hai uno scalino tutto per te oppure dividi con gli amici una panchina, magari resti appoggiato alla ringhiera oppure fai una breve sosta sulla tua bicicletta.
Rimani un istante davanti agli ultimi bagliori del sole lucente.

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E resti nella magia breve di un riflesso effimero.

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In una di quelle sere perfette per inseguire l’ultima luce.

Porto Antico (9)

Ogni viaggio

Ogni viaggio ha la sua musica e il suo tempo.
E la sua dolcezza lenta, come il ritmo quieto della bassa marea.
Ogni viaggio ha la sua fatica, è un progetto o un sogno da trasformare in realtà.
Ad ogni partenza lasciamo indietro qualche piccola parte di noi ma davanti ci attende un nuovo orizzonte, il tumulto di una diversa emozione, una meta soltanto vagheggiata.
Un porto, un’attesa.
Un romanzo oppure una storia ancora da scrivere.
O forse una poesia: la tua.

Una visita speciale al Grand Hotel Miramare

Ad avere un blog a volte succedono cose molto belle ed è proprio ciò che è accaduto un paio di giorni fa.
Il caso ha voluto che capitasse qui la Signora Laura, una lettrice che è rimasta affascinata dalle belle immagini pubblicate in questo articolo, le antiche fotografie che ritraggono i tempi gloriosi del Grand Hotel Miramare.

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Lei ha un appartamento proprio in questo affascinante edificio e mi ha cortesemente invitata a visitare questo luogo di rara bellezza, quindi la ringrazio di cuore per il tempo dedicatomi e per avermi aperto le porte del suo ufficio, mi ha anche guidata alla scoperta delle meraviglie del “suo” Miramare, lei lo chiama in questo modo proprio perché lo ama moltissimo.

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Ed eccomi qua, a varcare la soglia di quello che un tempo fu un albergo molto chic, attualmente ospita abitazioni private di sicuro pregio.
E una volta aperto il portone lo stupore è stato grande: come cadere all’improvviso nell’immagine in bianco e nero, in quel fotogramma di un altro secolo.

Miramare - Atrio

Ecco dove si trovava il telegrafo per i cortesi ospiti.

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Benvenuti al Grand Hotel Miramare, cari lettori.

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Oh, se avessi saputo che tutto è rimasto così elegantemente immutato mi sarei abbigliata come si conviene, con un sofisticato abito d’epoca, un grande cappello con le piume e un ombrellino da passeggio.
E naturalmente mi sarei presentata con un valletto, direi che il luogo lo richiede!

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Attraverso l’atrio.

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E ci sarebbe l’ascensore, devo arrivare all’ultimo piano ma preferisco salire su per le scale.

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La ringhiera del Grand Hotel Miramare.

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E i decori sui pavimenti.

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Gradini.
Chissà quante fughe d’amore, nelle stanze del Grand Hotel più esclusivo di Genova.

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Qui, in questo edificio, alcune finestre si affacciano su certe sfumature d’azzurro della Superba.

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E altre si spalancano su un terrazzi dai quali si gode di impagabili vedute.

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Il porto, le navi, l’orizzonte turchese.

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Genova, dai monti al mare.

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I palazzi di Via Gramsci ma siamo al Miramare, in un altro tempo, così mi piace chiamarla Via Carlo Alberto, come era in passato.

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La Stazione Marittima e alle sue spalle i Magazzini del Cotone.

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La luce che rimbalza sui tetti e illumina l’imponente silos granario.

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Di fronte, in tutto il suo splendore, la fastosa dimora del Principe Andrea Doria.

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E i turisti a passeggio nel giardino dell’Ammiraglio.
Guardare Genova dall’alto è fonte di meraviglia, sempre.

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L’insenatura del porto, le navi e la nostra cara, amata Lanterna.

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E ancora scale, scale, scale.

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Il Miramare resta un’incantevole bellezza, non è più un hotel di lusso ma a mio parere questi suoi spazi sono stati recuperati nel rispetto della sua bellezza e della sua particolarità.

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E ancora varco un’altra porta.

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In un luogo intriso di suggestioni antiche di epoche gloriose.
Sembra di sentire il suono di un pianoforte in lontananza, pare di udire le sete fruscianti degli abiti da sera e le voci garbate degli ospiti stranieri del Grand Hotel.
Inglesi e americani, rappresentanti del jet set internazionale, qui avreste potuto incontrare Winston Churchill e Francis Scott Fitzgerald.

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La luce sul portico, la dolcezza di una mattina di ottobre.

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Un edificio superbo che grandiosamente domina la città.

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Il suo giardino si affaccia sul mare blu.

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E davvero, non credevo che avrei avuto la fortuna di visitarlo in questa maniera.

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Là, sotto le figure che lo sovrastano, il terrazzo dal quale ho scattato le immagini che avete visto.

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Un luogo semplicemente intriso di fascino, di sicuro apprezzato da coloro che hanno scelto di abitarvi.

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Le panchine, il cielo chiaro, il panorama della città.

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Semplicemente Genova, così l’ho venduta da una terrazza, all’ultimo piano del Grand Hotel Miramare.

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