I coloratissimi abitanti del Parco di Arenzano

Vi porto ancora a ponente, nel magnifico Parco Negrotto Cambiaso nella vicina Arenzano.
Alberi svettanti e prati curati, fiori, panchine e l’orizzonte blu del mare, questo luogo a pochi metri dalle spiagge è un’incantevole oasi di bellezza.

E ho già avuto modo di mostrarvi alcuni abitanti di questo parco come ad esempio i magnifici pavoni.
Gironzolano qua e là anche certe anatre avventurose e pure alcune oche, queste qui hanno un bel caratterino e con una di loro ho avuto una specie di diverbio del quale poi vi parlerò!
Mai mettersi a questionare con le oche, comunque.

Nel parco di Arenzano c’è il laghetto dove lievi sull’acqua fluttuano gli eleganti cigni neri.

Proprio qui ho incontrato anche alcuni personaggi particolari: sono le sgargianti anatre mandarine.
A dirvi il vero, a vederle così non mi sono parse proprio temerarie, fissavano il laghetto perplesse e titubanti come se si chiedessero: ora cosa faccio? Vado o non vado? Mah!

E non mi sono sembrate neanche particolarmente espansive ma d’altra parte si sa, noi liguri siamo anche un po’ scontrosi e certo non ci distinguiamo per la nostra proverbiale socievolezza.
E pure le nostre anatre sono così, ecco.

E in quella mattina di primavera c’era un cielo brillante lucidato dal vento e i fiori si stagliavano contro il blu terso.

Piano piano, senza far rumore e senza farsi notare, anche se con quelle piume coloratissime è un po’ difficile!

In questo angolo di paradiso e di quiete dove si fanno magnifici incontri, sempre.

E poi, sapete, è proprio vero: noi liguri a volte sembriamo un po’ diffidenti e esitanti nel volerci aprire con gli altri ma bisogna solo prenderci per il verso giusto.

Così siamo da queste parti ma quando sappiamo di poterci fidare allora davvero tutto cambia e ci rilassiamo senza timore alcuno.
E sembrerà strano a dirsi ma anche le nostre anatre sono così, ecco.

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Davanti al tuo mare

Ti ricordi?
Portavi una vestina chiara e leggera, avevi la frangetta e un grande fiocco sulla testa.
E stavi là, scalza, sulla spiaggia.
E ti ricordi com’era quella sensazione?
I sassi bruciavano per il sole e tu ti mettevi a ridere e intanto correvi a mettere i piedini nell’acqua.
Non avrai dimenticato mai, io credo, le tue titubanze e al contempo il tuo intrepido coraggio, erano per te i giorni della felicità e delle nuove esperienze.
Ti ricordi?
Ti hanno dato un salvagente e tu hai posato là sopra la tua manina.
Eri esile come un giunco, briosa come una pioggia d’estate, spontanea come un arcobaleno improvviso.
Eri timida anche, a guardarti io credo che sia così.
E forse poi sarà passato il tempo, tu avrai ripensato a te in quei giorni d’infanzia.
Portavi una vestina leggera e avevi tanti giorni davanti.
E sorrisi per rallegrarti, abbracci, dolcezze e sogni, sogni, sogni.
Ti ticordi?
Eri là, davanti al tuo mare.

Turchese di Liguria

E questa è una cartolina di primavera ed è un magnifico tratto di costa veduto da Sori, in una giornata limpida e tersa.
Vi mostrerò altri istanti di questa mia bella passeggiata a levante, tra molti diversi splendori ho trovato anche questa fremente intensità: il turchino vivace, l’azzurro chiaro del cielo sereno e la spuma bianca del mare che si disfa sulla riva, sciogliendosi sui sassi.
E poi giallo così vibrante e denso di vita dei fiori che sbocciano su questa terra a volte aspra ma anche così rigogliosa e splendida.
Turchese di Liguria, nel tempo dolce di giugno.

Ai bagni

E nel tempo di giugno si va ai bagni, l’acqua è ancora fresca e la spuma frizzante del mare fa tremare le caviglie.
Le senti le voci allegre dei bambini?
Corrono incontro all’onda tra le risate e si sfidano a chi si tuffa per primo, ognuno vuole essere il più temerario, così sarà anche molti anni dopo: la spiaggia è il luogo della libertà e delle spensieratezze.
Tra questi bagnanti, in questo altro tempo, c’è anche lei e questa è una fragile memoria di carta di questa signorina amata, così viene definita sul retro della fotografia.
Impacciata e non tanto disinvolta nel farsi ritrarre su questi sassi nel tempo d’estate, chissà quale spiaggia fu scenario delle sue timidezze.
Allora, in quei suoi anni, erano molto in voga le lunghe e ampie spiagge del ponente genovese, era una bella consuetudine andare a fare i bagni proprio sotto la Lanterna, in questa estate che verrà desidero dedicare spazio a certi stabilimenti balneari del nostro passato e quei giorni distanti.
Così ho deciso di iniziare da lei e forse qualcuno di voi potrebbe osservare che questa immagine è tutta rovinata e ha anche diverse macchie, certo non è la fotografia più bella della mia collezione.
L’ho scelta perché è il ricordo di lei: la signorina amata, ai bagni.
E ha una cuffietta in testa per ripararsi dal sole e con una mano sembra trattenere un lembo del suo pesante costume per coprirsi il ginocchio.
E ha gli occhi grandi, i lineamenti regolari, sembra così dolcemente imbronciata.
Nel tempo di un’altra giovinezza e di una diversa estate.

I colori di Cagliari

Vi porto ancora con me per le strade di Cagliari, in questa città sono stata di recente in occasione dell’incontro finale del progetto ItinERA che riguarda la promozione di itinerari, percorsi ed esperienze ecosostenibili in 5 diverse regioni: Sardegna, Liguria Toscana, Corsica e Var.
Ringrazio ancora la Camera di Commercio di Cagliari per l’ospitalità e la gradita opportunità, ringrazio anche la Camera di Commercio di Genova per avermi coinvolto in queste belle giornate.
In quei giorni ho così avuto anche modo di scoprire Cagliari un po’ a modo mio, semplicemente camminando per le sue strade.

I colori di Cagliari sono così, vivaci e vibranti.

Cagliari (1a)

Con le sue belle strade che portano al mare, un saliscendi che è come una promessa e una conquista.

Cagliari (2)

Ringhiere, cornici di marmo, piante grasse e tinte calde.

Cagliari (3)

E diverse sfumature di rosa in queste salite a volte vertiginose.

Cagliari (4)

E petali e foglie, Cagliari mi è sembrata una città in fiore.

Cagliari (5)

Cielo turchese, facciate dai colori accoglienti, profumo d’estate ormai è vicina.

Cagliari (6)

Archivolti, contrasti, meraviglie da scoprire ad ogni angolo.

Cagliari (7)

E c’è poi un belvedere dal quale si domina ogni cosa e lo sguardo si perde a cercare il confine del mare, la costa e i contorni delle saline.

Cagliari (8)

Su questo cielo velato appena da nuvole chiare si staglia l’esile e aggraziata figura di San Francesco d’Assisi.

Cagliari (9)

Ha diversi luoghi scenografici la bella Cagliari.
E qui si indugia nell’osservare il panorama, ci si mette comodi a sorseggiare una bibita, si cena con le specialità del posto e si attende con calma la dolcezza della sera.

Cagliari (10)

A breve distanza da qui c’è una stradina che non potevo tralasciare: ho visto il toponimo sulla cartina e quindi sono andata cercarla.
Ecco qua Vico I dei Genovesi: un ritaglio di cielo, una lieve salita, una bellezza che so riconoscere.

Cagliari (11)

E ancora, lo sguardo ritrova altri colori, densi di luce e di toni della terra, sono le tegole scaldate dal sole della Sardegna.

Cagliari (12)

E ancora, lo sguardo ritrova il profilo della città e il suo mare: nel corso della mia visita mi è capitato di conoscere un cagliaritano che mi ha detto di aver vissuto lontano dalla sua città per un certo periodo e ha anche aggiunto di aver sentito la mancanza dell’orizzonte.
E io sì, ho capito perfettamente cosa intendesse.

Cagliari (13)

Cagliari ha antiche mura, torri e fortificazioni.

Cagliari (14)

Ha una fiera bellezza arroccata lassù e da lassù domina il suo mare.

Cagliari (15)

E ha strade ampie, bei negozi, una strada con i portici, prospettive antiche e affascinanti.

Cagliari (16)

E mentre ero lassù, nella parte della città vecchia, mi è capitato di chiedere informazioni e un signore mi ha detto:
– Scenda e giri a sinistra, troverà una scala, è un po’ impegnativa.
Sono rimasta un po’ perplessa, così ho domandato cosa intendesse e lui ha risposto:
– Saranno 40 o 50 gradini!
– Ma io vengo da Genova! – Ho replicato.
– Allora è a posto, è abituata! – Ha concluso lui.
Così ci siamo cordialmente salutati e io ho imboccato la famosa scaletta, una delle tante perché Cagliari ha tanti gradini.

Cagliari (17)

Cagliari ha le sue case eleganti con le facciate colorate.

Cagliari (18)

E finestre sontuose che si aprono verso il mare.

Cagliari (19)

Magnifica e scenografica è poi per me la scultura che si staglia sul Palazzo Civico di Cagliari.

Cagliari (20)

In una bella città appoggiata su una costa incantevole, davanti al suo magnifico mare, sotto il cielo spazzato da vento fresco che spesso spira per le vie di Cagliari.

Cagliari (21)

Nel corso di queste giornate a Cagliari non sono mancate le specialità gastronomiche, tra le finalità di ItinERA c’è anche quella di offrire ai visitatori delle vere esperienze che avvicinino alle eccellenze locali.
E così, ad esempio, abbiamo pranzato da Pbread, un locale nel centro di Cagliari che offre una vasta scelta di lievitati di alta qualità e lavorati artigianalmente.
Si gustano pizze, focacce con salumi e formaggi sardi, i deliziosi culurgiones di pasta fresca e ripieni, tutto questo accompagnato da ottima birra artigianale.
Oltre a ciò, in questo locale c’è la possibilità di partecipare ai diversi laboratori di panificazione, credo che sia un buon modo per avvicinarsi alle tipicità del posto.

Cagliari (22)

Tanti sono i colori di Cagliari, il più intenso e acceso è il colore lucente del mare.
Il mare per noi che viviamo davanti a questo blu è sempre commozione, emozione e bellezza.

Cagliari (23)

E qui si sposa con l’azzurro del suo cielo in questo tempo di primavera.

Cagliari (24)

Simbolo ed essenza di una città che nella mia impressione ha un forte senso di identità e di appartenenza, ho trovato tra le persone che ho incontrato autentico amore per le proprie tradizioni e per la propria terra.

Cagliari (25)

Là nella bella Cagliari dai colori caldi e autentici, così l’ho veduta, all’ora del tramonto quando il sole declina e bacia i suoi tetti.

Cagliari (26)

Binari di Liguria

Non è così frequente per me viaggiare in treno e quando mi capita divento una passeggera distratta.
Chiacchiero e ascolto la musica, sul treno invece non riesco mai a leggere, troppi altri dettagli attirano la mia attenzione.
Mi piace viaggiare possibilmente seduta vicino al finestrino e amo guardare il panorama, anche se lo conosco bene e anche se l’ho visto ormai centinaia di volte.
E quando il treno passa vicino alle case si scorgono finestre, terrazzi, vita, frammenti di istanti che svaniscono.
Viaggiare in Liguria, tuttavia, regala molto spesso lo spettacolo del mare perché i binari sono là, davanti all’azzurro placido e calmo.
E ci sono anche le panchine della stazione di Nervi, a volte certe attese diventano poesie.

E lo stesso vale per certi viaggi, a dire il vero è anche raro che mi ricordi di fotografare il panorama, sembrerà strano ma è così: ve l’ho detto, in questi casi sono troppo impegnata a guardare.
Il tempo di un breve tragitto, le case, i giardini, gli ulivi, la costa.

Binari.
Alberi, mare.
L’orizzonte che fugge, rapido.
Le parole degli altri viaggiatori, a volte sussurri incomprensibili sovrastati dal rumore del treno.
La luce, l’aria intrisa di azzurro.

Binari.
E tetti, case di riviera e abitazioni di coloro che ogni mattina vedono le onde e gli scogli.
Binari.
Sospiri, mete da raggiungere, destini.
Dopo una galleria, dopo una curva, laggiù, solo per te.

E case colorate di Camogli, profumo di Mediterraneo, bellezza rara della mia terra e sole che abbaglia, un gabbiano in volo e la linea dell’orizzonte.
E mare e tempo chiari e questi binari di Liguria.

Storie di barche ad Albisola Superiore

Vi porto ancora a ponente, a passeggiare per le strade colorate di Albisola Superiore, quando il sole brillante tutto ravviva e illumina.
Ed è bella così questa parte di Liguria, nella sua lineare semplicità di borgo marinaro con le case dalle tinte calde, tra piazzette, archivolti e caruggi.

E restano le barche ad asciugarsi in questa quiete, in attesa di nuovi viaggi e di altre avventure sul mare azzurro e vasto.

E sono geometrie di riviera, contrasti e sfumature del tempo di primavera.

E ogni cosa sembra al suo posto, è straordinario notare come la vita sappia, soltanto nel semplice svolgersi del suo quotidiano, svelarsi con questa perfetta armonia.
Si attende di partire e di prendere il largo con il vento in faccia.

E il mare è là, vicino, a pochi passi.
E quelli che vivono davanti a questo mare ne scrutano la danza e sanno perfettamente interpretarla, conoscono i suoi ritmi e le sue parole, sanno davvero quando giunge il momento giusto per partire.

Mentre resta, nelle strade belle di Albisola, questa struggente armonia composta soltanto di luce, ombra, colore, salsedine, vento e bellezza.

Sotto il cielo blu, davanti alle case di questo tratto di Liguria.

Nel semplice fluire della vita, conta soltanto vivere ogni istante, in totale pienezza.
E là c’è una barchetta tinta di verde menta, compagna di onde e di tempi felici, chi l’ha battezzata le ha dato un nome ironico e speciale: megiü che ninte, meglio che niente.
Vederla mi ha regalato un sorriso, è una delle colorate storie di barche di Albisola Superiore.

Il mare in versi

Le ho vedute per caso, sono scritte per terra e sono poesie che raccontano il mare.
Sono versi di celebri poeti, sono rime che profumano di salmastro, risuonano come onde o come lente maree a noi che distratti camminiamo in queste strade davanti a questo mare.
Tre.
Ne ho vedute solo tre.
E so, tuttavia, che ne sono state viste altre nelle vie della città della Lanterna.
Lettere bianche, i verbi, i suoni, il senso di questa bellezza assoluta, i versi di Ungaretti.

Camminare, leggere, pensare.
E soltanto trovarsi davanti questa armonia.
Le parole intense e la languida malinconia di Camillo Sbarbaro, nostro amato poeta.

Sotto a queste poesie si legge un hashtag e si legge anche che questo è un messaggio ecosostenibile e temporaneo: la bellezza è spesso così, effimera e fugace.
Le poesie scritte per terra preannunciano un evento curato e promosso dall’Università di Genova che si terrà al Porto Antico dal 16 al 18 Maggio, il Festival del Mare offre prospettive diverse e spunti di riflessione legati alla tematica del mare, sono previsti laboratori, conferenze, spettacoli e mostre, qui trovate il programma completo della manifestazione.
E camminando per le strade di Genova prestate attenzione, potreste trovare il suono potente e ritmato di una poesia di Quasimodo, è il mare in versi come evanescente spuma marina che fragile si disfa davanti ai vostri piedi.

Primavera a Camogli

I colori di Camogli non stancano mai, si potrebbe ritornare centinaia di volte a camminare per le strade di questo amato borgo marinaro e ogni passeggiata saprebbe donarci stupori sempre nuovi.
Ed è così lucente e bella la primavera di Camogli, quando il sole glorioso sfiora le case e dona a loro il suo calore.

E l’acqua è quieta, si apre la stagione dei tuffi e delle prime nuotate.

Incantevole Camogli, con le tinte calde delle sue facciate mentre dondolano spinti dall’aria di mare i cuori con le promesse degli innamorati.

Semplice e vera Camogli, nascosta e quasi ritrosa dietro le reti rosse come i coralli che abitano negli abissi tumultuosi.

Abbraccio di porto al quale taluni sempre ritornano, là c’è la loro anima e la dimora del loro sentire.

E tutto è splendente, brillante e colorato: vivace Camogli, naturale e autentica così come sei.

Bellezza marina di luce e di riflessi.

Meraviglia di turchese disegnato dai contorni delle case così vicine, aria che scivola sulle finestre e panni stesi nei caruggi.

Nostra amata e unica Camogli, con la tua chiesa posata come conchiglia su uno scoglio sferzato da onde impetuose.


Riposo di gozzi e di pescatori, bellezza senza tempo e amore sempre ricambiato, nostra cara Camogli.

E poi quando sali un po’ più in alto rimani ad osservare il sole che bacia l’orizzonte diffondendo il suo chiarore sull’orlo delle nuvole.

E il mare è calmo, raccolto nell’abbraccio del golfo, nella quiete di una dolce sera di primavera.

Le due Albisole: nella terra della ceramica

Nel tempo di primavera sono andata a trascorrere un pomeriggio sulla riviera savonese, in quei luoghi che già profumano di pigrizie estive e di vacanze.
Si susseguono sulla costa due località dai toponimi molto simili: andando verso ponente prima si incontra Albisola Superiore e poi si arriva ad Albissola Marina, si dice che quest’ultima località abbia questo nome per un antico errore di trascrizione.
Questa è la terra della ceramica, questa zona della Liguria è infatti celebre per le sue manifatture e per le pregiate creazioni di una tradizione molto antica.
Al tempo dei futurismo e durante il ‘900 numerosi furono gli artisti che lasciarono il loro segno e si distinsero nell’arte della ceramica, lascio a voci più autorevoli della mia gli eventuali approfondimenti sul tema.
Entrambe le località hanno anche una parte moderna, io vi porterò con me in certe strade antiche e questa passeggiata inizia qui, tra i colori di Albisola Superiore.

Qui dove il cielo è turchese e le case hanno colori vividi e caldi.

Ed è luce e ombra, oltre gli archetti ci sono case delle vacanze, finestre e vasi di fiori.

E nella terra della ceramica l’arte è un linguaggio per raccontare i luoghi, le persone e le loro storie: ed è celeste e azzurro l’omaggio all’artista che ideò questa fontana.

Albisola Superiore (4)

Ed è molto simile la sfumatura del mare chiaro che bacia l’orizzonte.

Anche le fontanelle hanno certe piastrelle decorate.

Albisola Superiore (6)

Si cammina per questi caruggi e per queste strade che raccontano un’identità, un passato che si conserva e del quale essere fieri.

Le ceramiche di Albisola hanno diversi toni di celeste e li trovate là, sopra una porta dove veglia la Madre di Dio.

Albisola Superiore (8)

E azzurri sono i numeri civici ai piedi di una scaletta.

E guizzano i pesci nelle onde inquiete.

Albisola Superiore (10)

E tutto è così vivace, luminoso e accogliente.
Ti fermeresti qui, in questo caruggio così vivido di tinte che noi riconosciamo come nostre: questa è la Liguria più vera, così semplice e genuina.

E poi ancora, andando verso ponente, raggiungiamo Albissola Marina, c’è un lungomare molto scenografico e troverò un’altra occasione per raccontarvelo, oggi vi porto solo con me per queste strade.

Qui dove anche le targhe stradali raccontano un luogo, la sua storia e le sue tradizioni.

Albissola Marina (2)

E ci sono vicoli, archetti, cielo spendente di Liguria.

Albissola Marina (3)

E piazzette, laboratori di ceramisti, mani operose che si muovono svelte.

E ceramiche, caruggi e panni stesi: anche le insegne dei negozi sono artistiche e particolari.

Albissola Marina (5)

Camminando così, nella terra della ceramica, questi luoghi non sono nelle mie consuetudini e io amo trovare modi di stupirmi e scoprire nuove bellezze anche senza andare troppo lontano.
E poi dopo tanto gironzolare mi sono fermata in posto speciale: il laboratorio e la bottega delle Ceramiche San Giorgio.
Nata alla fine degli anni ‘50 è una vera e propria eccellenza del settore, questa è un’opera che si trova all’esterno e dedicata a Giovanni Poggi, uno dei fondatori della San Giorgio.

Albissola Marina (7)

E poi ecco il negozio e le raffinate ceramiche artistiche.
Vasi di ogni misura, piatti, contenitori, stoviglie di diverso genere, statuine del presepe e chiaramente non si sa resistere così io ho comprato un piccolo oggetto per la mia casa.

Colori, forme e armonie.

E bianco e azzurro tipico di questi luoghi, delicatezze che ancora apprezziamo in tutta la loro bellezza.

Nascono là, in questi luoghi adagiati di fronte al mare blu della Liguria, nella terra della ceramica.