Un’estate al mare

La canzone è proprio quella e a cantarla era Giuni Russo, artista unica e mai dimenticata.
Erano gli anni ’80 e Un’estate al mare sarebbe rimasta a lungo la colonna sonora di certe serate sulla spiaggia, tutti abbiamo cantato i passaggi di quella canzone, nessuno di noi però è mai riuscito ad eguagliare i gorgheggi di Giuni, la sua potenza vocale era davvero impareggiabile.
Erano le estati lontane dalla scuola, io avevo una borsa di paglia con due manici e a tormentarmi era sempre un dubbio: è meglio l’olio di cocco o quello alla carota?
E sai che la camomilla schiarisce i capelli?
Sì, regala un tono dorato alle ciocche!
E tra l’altro, molti anni dopo, ti chiederai come facessi a fare il bagno in mare per metterti poi a prendere il sole con i capelli intrisi di sale, a ripensarci non si riesce a capire!
All’epoca poi, quando andavo a prendere il sole sugli scogli in mezzo al mare, a volte mi mettevo in testa un fazzoletto verde acido, devo dire che quel colore con l’abbronzatura stava a meraviglia.
E avevo anche un cappello di paglia comprato proprio nel paese delle mie vacanze, mi ricordo che sceglierlo fu parecchio complicato, mi piacevano diversi modelli e alla fine ne presi uno abbastanza particolare: è un cappello da esploratore, niente di meno.
Ora, se un po’ mi conoscete saprete già cosa sto per scrivere.
Dunque, la borsa che usavo per la spiaggia vive una dignitosa maturità e da molti anni ospita le scatole con le lucine dell’albero di Natale, mai avrebbe pensato di avere un destino simile!
Il fazzolettino verde è ripiegato in un cassetto e anche il cappello da esploratore se ne sta in un angolino della casa senza disturbare.
E quando viene l’estate, lo ammetto, io mi sorprendo sempre a canticchiare la canzone di Giuni Russo, per me è la memoria dolce di estati felici.
All’inizio di questa nuova stagione, poi, mi è capitato di ritrovarmi a curiosare su una bancarella al Porto Antico.
C’erano in vendita cappelli di paglia di tutti i tipi e ne ho provati parecchi, per qualche istante mi è parto di tornare indietro nel tempo e di essere di nuovo in quel negozio dove trovai il mio cappello da esploratore.
E c’erano la sedia azzurra da bagnino, un salvagente, una collana colorata.
E il sole caldo, nl tempo dei tuffi.
C’era tutto, davvero.
E in sottofondo soltanto per me c’era la suadente voce di Giuni che intonava ancora una volta le rime mai scordate di Un’estate al mare.

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Ricorderai

Ricorderai il calore dei sassi sotto i piedini per il sole dell’estate.
Ricorderai la spuma del mare sulle caviglie, l’onda sulle tue ginocchia bambine e il passo un po’ esitante e incerto per il timore di scivolare.
Ricorderai la tua gioia, le piccole conchiglie racchiuse nella manina, i pesci guizzanti e sfuggenti.
Ricorderai il tuo fratellino, complice compagno di giochi e di guai.
Ricorderai la figura sottile di tua madre seduta sullo scoglio in paziente attesa del tuo ritorno.
Ricorderai il suo viso dolce e rassicurante, lo sguardo limpido che ti insegnò in quale maniera guardare il mondo.
E poi le tue braccia spalancate, la tua risata fragorosa, un tuffo in mare, il bruciore negli occhi, trattieni il fiato, riemergi e respira.
E ancora ricorderai le voci sulla spiaggia e una sola chiama te, è la voce di lei che ti attende a riva.
Ricorderai, nel tempo che verrà, forse proverai a raccontare quei giorni della tua infanzia e ti sembrerà di non trovare mai le parole giuste.
E chiuderai gli occhi, sorriderai, ti batterà forte il cuore.
E ancora una volta ricorderai.

L’autobus per il mare

Se prendi l’autobus che porta al mare forse ti sembrerà di essere già in vacanza.
A me è capitato qualche giorno fa, il cielo non era neanche perfettamente limpido ma sull’autobus che porta al mare c’era un’atmosfera allegra e scanzonata.
Intanto la scuola è finita e quindi gli studenti possono trascorrere i pomeriggi alla spiaggia a prendere il sole e a chiacchierare sotto all’ombrellone, ascoltando la loro musica e godendosi la bellezza della libertà.
E là, sull’autobus che porta al mare, c’era un gruppetto di ragazze.
Calzoncini corti, jeans sfilacciati e magliette, tatuaggi, risate e lucidalabbra, scarpe da ginnastica e occhiali da sole, avevano anche un pallone: due di loro erano sedute e se lo passavano, sull’autobus che porta al mare accade anche questo.
E poi c’era una giovane donna bionda, con la pelle già ambrata, un abito a fiori e le scarpe di corda, già quelle fanno subito pensare a questa stagione nuova.
C’era una nonna energica e con lei il suo nipotino, anche loro viaggiavano con noi sull’autobus che porta al mare.
E poi siamo arrivati al capolinea e le ragazze sono scese di corsa, ridendo e chiacchierando ed io ho immaginato che avrebbero trascorso una giornata da ricordare.
In realtà accade così: tu semplicemente vivi e magari nemmeno lo sai che quello potrebbe essere un istante al quale ripenserai molti anni dopo con dolce nostalgia.
Soltanto vivi ed è giusto che sia così.
Parli con le tue amiche, ridi e magari sogni fortissimo, quelle cose belle lì, insomma.
La coda davanti alla gelateria: come al solito, è sempre così in questa stagione.
Il tizio che parla al telefono incurante di tutti e usando un tono di voce troppo alto.
Quelli che vanno su e giù in scooter in cerca del parcheggio introvabile.
Il sole caldo, le magliette a maniche corte, i sandali.
Prendi l’autobus che porta al mare e cerca il posto perfetto per te, questo è è il tempo dolce dell’estate.

Un lavatoio a Capolungo

Andando a levante e percorrendo la passeggiata di Nervi fino a Capolungo si arriva ad una piccola spiaggia molto cara ai genovesi.
Nulla di pretenzioso, è un luogo vissuto e vero, è un angolo raccolto di Genova dove scrosciano le onde inquiete e dove i gozzi riposano sulla spiaggia.
Queste un tempo erano case di pescatori, gente semplice che conosceva altre fatiche molto diverse dalle nostre, noi ci sediamo su questi sassi ad ammirare il mare, questi sono i luoghi delle nostre lente pigrizie.

E c’è una creuza che conduce a Capolungo, rischiarata dal sole brillante scende ripida verso la piccola spiaggia sferzata dal vento di mare.
In altri tempi e in altri giorni le donne andavano a fare il bucato a questo lavatoio, arrivavano con le conche cariche di panni e i loro colori e le loro chiacchiere erano semplicemente vita.

Nervi di creuze, Nervi di caruggi, panni stesi e fresca brezza marina.

Luogo di spossanti fatiche e di antiche memorie, forse per qualcuno ancora care.

Sul lavatoio di Capolungo è affissa una targa in ceramica, è un ricordo ma è anche un maniera gentile di conservare un frammento del tempo passato che noi non abbiamo vissuto.

A Nervi, passeggiando verso levante.
A pochi passi dalla spiaggia dove le onde inquiete danzano senza posa.

Moda da spiaggia del secolo scorso

Con l’arrivo della bella stagione viene anche il tempo della spiaggia e dei tuffi nel mare blu, sono i giorni della villeggiatura in riva al mare.
E tutte le signore e signorine vogliono sfoggiare l’ultimo modello di costume da bagno ed essere alla moda, così accade in questa luminosa estate del 1909.
Ci si appresta a trascorrere ore deliziose al sole a Cornigliano o magari in quel di Sampierdarena, questo è il tempo degli ozi dorati.
E dove trovare il perfetto costume da bagno?
Ad esempio sul catalogo Frette edito nel mese di dicembre del 1908, su quelle pagine sono disponibili diversi modelli adatti a tutte le esigenze.
Alcuni costumi sono più semplici, altri più raffinati e leziosi, i prezzi variano e un costume per signora arriva a costare quasi 20 Lire!
I capi sono in cheviot di lana, immaginate un tuffo tra le onde con quel pastrano addosso, molti anni dopo una certa Miss Fletcher, sfogliando il catalogo Frette di sua proprietà, si domanderà come caspita sia possibile pensare di andare al mare vestite in quella maniera lì.

E molto tempo dopo si dirà anche che i colori chiari sono perfetti per stare freschi mentre invece le tinte scure trattengono il calore.
Tutto ciò pare non avere importanza per le intrepide bagnanti del 1909, i loro costumi sono disponibili in due colori: blu o nero, le bordature sono sempre bianche.
E lo stesso vale per i modelli da bambino, in questo caso però il costume è in maglia di cotone e chiaramente concede maggior libertà di movimento.

E dunque si rinnova il guardaroba per le giornate al mare, d’altra parte in quest’estate ruggente di inizio secolo lo stile ha la sua valenza.
E l’umore è gioioso e ottimista, si guarda al futuro con trepidazione, è lo spirito del tempo e di questa nuova epoca.
Li immaginate certi provetti nuotatori pronti a fare acrobazie dal trampolino?
Sul famoso catalogo ci sono anche i costumi da uomo in maglia di cotone oppure in lana, sono blu o neri, uno dei due modelli ha una filettatura di rosso vivace.
C’è anche da dire che il costume da uomo è molto meno costoso di quello da donna, al massimo si spendono 8 Lire, c’è una bella differenza!
E quindi eccoci pronti per la spiaggia, con un modello all’ultimo grido come si conviene a persone attente alle mode, ci metteremo al sole e trascorreremo ore liete in buona compagnia, in un giorno d’estate del 1909.

Macaia

Chi abita a Genova conosce bene la macaia, anche la parola è nella lingua della Superba.
Caldo, scirocco.
E nuvole lattiginose e dense, una coltre impenetrabile, immobile macaia.
E umidità, intensa e interminabile.
Ti manca il respiro e accade a causa della macaia che sembra non andarsene mai.
E quando a Genova c’è macaia rimpiango la mia amata tramontana inquieta, io sono una di quelle persone che adorano camminare a braccia aperte nel vento e barcollare e vacillare per quella potenza, il vento è leggerezza e libertà.
La macaia, invece, ti inchioda a terra.
Ti avvolge, insistente e infinita, sempre uguale, eternamente fissa.
Macaia, scimmia di luce e di follia, foschia, pesci, Africa, sonno, nausea, fantasia, così cantava Paolo Conte in Genova per noi.
E tutto sembra così, fermo.
A dire il vero sembra anche quasi impossibile trovare una fotografia che racconti la macaia di Genova ma poi, un giorno, guardi l’orizzonte.
E vedi una nave che fende l’acqua, si muove nell’indefinito e quasi non percepisci il limite del mare e quello del cielo.
E la nave viaggia, come sospesa nella macaia di Genova.

Più tardi

E giunge il tempo della luce intensa e delle pigre giornate estive.
Aspetta, vedrai il tramonto, più tardi.
Arriverà e sarà di tenue rosa, con polverose velature di pesca contro il cielo chiaro di questa stagione.
Arriverà con delicata leggerezza, lentamente.
Ed è tutto differente quando l’aria gelida ti sfiora la pelle e quando devi sfidare il vento di mare per guardare il sole che incendia l’orizzonte.
L’inverno regala tramonti di arancio e oro, così diversi da quelli di questa stagione.
Adesso no, ora il sole tramonta più tardi.

Passeggiando per Voltri

Non sempre conosciamo bene tutte le zone delle nostre città, a volte semplicemente perché non abbiamo occasione di visitarle e a volte ci sono luoghi che hanno serbo per noi bellezze e stupori inaspettati.
Vi porto ancora a Voltri, nell’estremo ponente di Genova, un tempo questo era un comune autonomo e in un certo senso si può dire che ancora conservi quella sua identità.

Voltri era celebre nel passato per le sue numerose cartiere alle quali è legato un detto genovese che così recita: tutti gli stracci vanno a Voltri, facendo chiaramente riferimento al materiale usato per produrre la carta.
Di Voltri mi piace la conformazione, quei suoi caruggi dalle case colorate.

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Sono tinte calde e accese di Liguria.

E scorci tipici di questa terra.

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E poi edicole e devozioni forse di un altro tempo, le trovate ovunque per le strade della vecchia Voltri.

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E poi portoni vetusti, battenti e antiche serrature e luoghi che conservano storie che non possiamo conoscere.

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E qui in Via Chiaramone c’è anche una tripperia, ormai a Genova sono davvero pochi i negozi come questo e uno è orgogliosamente situato in quel di Voltri fin dagli anni ‘50.

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Passeggiando per queste strade, ancora una volta come in passato, le ho trovate curate e ordinate, chiaramente molto amate dai voltresi che credo vivano con autentico senso di appartenenza questi luoghi.
Queste strade sono ora parte di una grande città ma in un certo senso restano un mondo a parte.

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Rimane, nei luoghi, la traccia del passato e alcuni toponimi hanno un sapore antico come ad esempio il Vico del Granaio.

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Voltri nel corso degli anni è cresciuta, il progresso ha portato la sua naturale espansione urbanistica ma si conservano antiche chiese strette tra i caruggi e così svetta il campanile della Chiesa di Sant’Ambrogio.

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La chiesa racchiude al suo interno numerose ricchezze come dipinti di Giovanni Andrea De Ferrari, Bernardo Strozzi e Giovanni Andrea Ansaldo.

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E poi, sopra di voi, questa magnificenza.

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E tra le molte bellezze anche la statua lignea della Madonna della Mercede opera di Anton Maria Maragliano.

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Voltri è ricca di stradine, caruggi, luoghi da scoprire.

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E in questo tratto c’è ancora una statua con l’effige della Madre di Dio.

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La storia di Voltri, poi, ha il suo lungo elenco di notabili e di personaggi illustri, di benefattori e di eroi, di alcuni di loro vorrei parlarvi diffusamente e spero di farlo presto.
Qui nacque un valente pittore e una targa è affissa in sua memoria sulla sua casa natale.

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E potrete ammirare l’opera del suo talento non solo nella già citata chiesa di Sant’Ambrogio ma anche nella chiesa dei Santi Niccolò ed Erasmo.

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Magnifica e gloriosa, racchiude autentici capolavori di celebri artisti come ad esempio Domenico Piola e merita davvero una visita approfondita.

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Qui sotto questi bagliori di luce potrete ammirare anche la Madonna del Rosario scolpita da Domenico Parodi.

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A Voltri sono stata con questo sole splendente che luccicava sul mare e ravvivava le tinte calde.

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E poi ho gironzolato su e giù per i caruggi proprio come piace a me.

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E non si può trascorrere una giornata a Voltri senza fare merenda con la celebre focaccia di Priano, questo nome a Genova è una sorta di leggenda che si lega al profumo della focaccia calda e gustosa che viene sfornata in quel di Voltri.

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Ora dovete sapere che qui parliamo del gotha della focaccia, quella di Priano è completamente diversa da tutte le altre.
È sottile, fragrante e deliziosa e si distingue perché viene cosparsa con farina di polenta, la ricetta speciale della famiglia Priano viene proposta fin dagli anni ‘60 per la gioia di coloro che hanno la fortuna di gustarla.

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E sì, concediamoci una passeggiata davanti al mare blu di Voltri, con questa luce!

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E chi lo desidera può scegliere la focaccia con la cipolla, chiaramente da Priano fanno anche quella!

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Qui i gozzi riposano davanti all’azzurro.

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E a poca distanza, sempre in Via Camozzini, ecco la Farmacia Serra dei miei amici Edoardo e Maddalena Schenardi.

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Con loro ho condiviso questa splendida giornata in quel di Voltri e ancora li ringrazio per avermi fatto scoprire tante bellezze che non conoscevo.

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E andiamo ancora oltre, sempre verso ponente.

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Mentre sulle alture di Voltri sbocciano sui prati i fiori delicati e le nobili rose dell’ Ostaia da ü Santü dove abbiamo pranzato meravigliosamente.

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Nominando Voltri, poi, non si può dimenticare la figura di lei, Maria Brignole Sale Duchessa di Galliera che a Voltri era molto legata, appartenne alla sua famiglia la villa che ora è un parco pubblico, nelle stanze del prestigioso edificio ha sede una scuola.

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E la Duchessa di Galliera mi perdonerà se a lei dedico appena poche righe, del suo giardino all’italiana tornerò a scrivere, oggi questa pagina è dedicata a luoghi che anche lei amava anche se da allora sono molto mutati.

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Io ho camminato in queste strade tra pianticelle, raggi di sole e colori vivaci.

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Dove piccoli mazzolini di fiori vengono posati davanti alle statuine della Madonna.

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Dove il mare sbuca tra le case.

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E poi, ancora più a ponente, a Vesima, c’è un edificio che ospita la Fondazione Renzo Piano che si occupa di curare anche tutta la zona circostante con particolare attenzione per gli arredi urbani.

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E questa, immersa nel verde degli alberi, è la palazzina dove ha sede la Fondazione e sulla collina, non visibile dalla strada, si trova lo studio del celebre architetto.

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Un luogo dedicato a coloro che amano questa costa e che la vivono quotidianamente.
Un luogo per i pescatori, i bagnanti, i ciclisti e gli amanti del mare.

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Luccicano le onde chiare che lambiscono la riva.

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E qui, davanti a questo mare, termina la mia splendida passeggiata a ponente, alla scoperta delle molte bellezze di Voltri.

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Nervi e le rose di maggio

E vi porto con me, ancora a passeggiare tra le rose di Nervi.
C’era il sole, in questo maggio capriccioso che sembra amare la pioggia, così ho approfittato della bella giornata per tornare ancora come sempre tra queste rose.

E per camminare accanto ai boccioli odorosi.

Tra queste uniche e rare delicatezze di maggio.

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Sbocciano i fiori, si aprono alla luce di primavera.

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E i colori chiari dei petali si mescolano al celeste del mare.

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Diverse sfumature di Nervi, in questa stagione.

Nervi (5)

E bianco, palme svettanti e cielo azzurro.

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Una gloriosa esplosione di tinte accese.

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Una prospettiva amata e sempre emozionante, noi di Genova siamo affezionati a Nervi e alle sue rose.

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A volte, in certi giorni, non vorresti davvero essere in nessun altro posto, soltanto qui, tra queste meraviglie.

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Tra le diverse sfumature di maggio.

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Rose, profumate e dolcissime.

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E sapete, io non amo tanto i luoghi affollati ed eravamo in pochi a visitare il roseto, ho fatto come sempre qualche incontro interessante.

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Questa è la bellezza di un luogo immerso nella quiete, mentre certi gabbiani pigri scrutano orizzonti lontani.

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Fortunati coloro che abitano qui, davanti al mare di Nervi, fortunati coloro che abitano tra le rose gialle passando di fiore in fiore.

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E amo anche i petali caduti, effimere delicatezze perdute da lasciare intatte al suolo.

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Nervi (16)

Tutta questa bellezza ogni anno si rinnova.

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E sbocciano le rose rigogliose.

Nervi (18)

A volte candide e chiare.

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E fanno da incantevole cornice alla bellezza di Nervi.

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Sorprendenti splendori di un luogo tanto amato della nostra Genova.

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Boccioli, petali di seta, freschezza di profumi.

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E fiori dondolanti che incontri durante il cammino.

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Rose di maggio e di Nervi, uniche e meravigliose, nel mistero della vita che sempre ritorna a fiorire.

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Una vela rossa

Ci sono giornate fatte di tante singolari bellezze.
Una passeggiata, le strade inondate di sole, i gozzi adagiati sulla spiaggia.
Rose profumate, gerani e piccoli fiori di campo che crescono liberi sui prati, un tepore di lucente primavera.
Un pranzo all’aperto in un luogo in tanti modi davvero straordinario.
Una villa fastosa, un viale ombroso, l’aria leggera e un gatto sonnecchiante su un muretto.
Gli amici, una panchina, una ringhiera.
E una vela rossa nel mare di Voltri, una delle bellezze di una passeggiata a ponente.
Un viaggio nel vento, uno di colori di una giornata meravigliosa.