Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Mare’

Un sabato di novembre con un’amica a Celle Ligure.
Un regalo d’autunno, una giornata calda e luminosa davanti al mare calmo di Liguria.
Vi porto là, su quella spiaggia.

Quando l’onda lambisce dolcemente la riva per poi dissolversi sulla sabbia.

Tra diverse sfumature di mare nella cornice di una natura splendida e rigogliosa.

Verrà il tempo delle vacanze, dei secchielli e delle corse a perdifiato sulla battigia.

Intanto potete cercare l’angolino perfetto per voi, in questi luoghi di Liguria troverete sempre un muretto per sedersi a gambe incrociate, una panchina che si affaccia sul blu e un panorama da sogno.

E vi porto là, nei caruggi di questa bella località di riviera, nei suoi vicoli color biscotto.

E sono porticine verdi, archivolti e un’armonia di tinte calde e delicate.

Nei luoghi che non frequento abitualmente è ancor più grande la magia della scoperta, lo stupore che suscita la bellezza semplice e vera di questi paesi posati sul mare.

Seggioline di legno e ceste ricolme di frutta davanti a un bel negozietto di Celle.

Caruggi, archetti e salite.

E ritagli di cielo, da ponente a levante questo è uno dei tratti distintivi di questa terra.

Luce che cade, ombra e contrasti.

Camminando per queste strade penso a coloro che abitano in luoghi come questo.
Una casa nel vicoletto, a pochi metri dalla spiaggia, in uno dei quei posti in cui tutti i caruggi portano al mare.
È l’incanto della semplicità.

Sui muri di Celle ho trovato affissi diversi marmi in memoria di cittadini illustri e uno di loro in particolare mi ha incuriosita così credo che cercherò altre notizie su di lui.
Passeggiando su e giù, in una mattina di novembre.

Case alte, ancora archetti e sempre biciclette di riviera, sono tanti quelli che pedalano per le vie di Celle Ligure.

E scalette, panchine, scorci di quotidianità.

Si corre sul lungomare, alcuni si godono il sole caldo, i bambini giocano sulla spiaggia.
E certi si concedono un pranzo all’aperto, in un giorno di novembre: abbiamo fatto anche noi così ed è stata una scelta perfetta.

E poi la bottega di un artigiano e ancora una bicicletta sotto la luce di Liguria.

Mentre i gozzi riposano al sole davanti a questo orizzonte marino limpido e chiaro.

E cielo azzurro, ancora altre bellezze da scoprire.
Vi mostrerò ancora scorci di Celle Ligure e vedute che fanno innamorare, la mia passeggiata in questa località della Riviera di Ponente mi ha riservato molti stupori.

Vi lascio qui, davanti alla spiaggia di morbida sabbia, di fronte alla linea del mare mentre due vele navigano nel blu cristallino di Liguria.

Annunci

Read Full Post »

Quando è ormai novembre e quando il sole ci saluta prima.
Allora, nelle sere terse, i raggi dorati sfiorano il mare e le navi, accarezzano dolcemente il profilo delle gru mentre il buio scende piano.
E si resta appoggiati alla ringhiera.
A parlare, a sorridere, a condividere un istante di bellezza e ad ammirare la luce intensa del tramonto.

Mentre una scia si dissolve all’improvviso, senza far rumore.

Seduti sulla panchina, uno accanto all’altra, in questa magnifica quiete.
Ammirando l’orizzonte.
Insieme, adesso.

Quando in una sera d’autunno ti trovi all’ora del tramonto al Porto Antico e osservi le persone e noti che alcuni forse hanno percorso un lungo tratto di strada insieme e ora sono lì, davanti alla ringhiera.
Insieme.
E questo è bellissimo per me.

E poi tutti cercano di catturare la magia di quella luce vibrante che avvolge il porto e la Lanterna in un calore di arancio che incendia il cielo.

E nessuno ha fretta di andarsene, si resta davanti alla ringhiera, in una sera di novembre.

Read Full Post »

Una mattina d’autunno a Boccadasse.
Con questo tepore, con questa dolcezza marina, la creuza e la costa sinuosa all’orizzonte.

Giù per le scale e davanti al mare.
C’erano poche persone ma non sei mai solo a Boccadasse, c’è il caldo abbraccio del borgo ad accoglierti.
E a riposare davanti all’acqua calma l’altra mattina c’era anche Adele.

Tra i colori armoniosi baciati dal sole di ottobre.

E c’erano i pescatori, come sempre.
Scogli, canne da pesca e speranzose attese.

E sassi sulla spiaggia silenziosa, la magia bella di Boccadasse.

Ovunque tu volga lo sguardo sa sempre affascinarti.
Ancora, anche se quella salita l’hai percorsa tante volte, Boccadasse ti regala stupori sempre nuovi.

Così, in una quieta mattina, sono andata a gironzolare tra creuze e piazzette.

Ad ammirare il mare da una prospettiva a me cara.

E poi ancora là, dove si adagiano pensieri dolci, in questa splendida quiete.

Davanti a finestrelle che si spalancano di fronte al blu.

E il clima è ancora caldo e gradevole, così mi sono concessa una sosta sul muretto con una striscia di focaccia da gustare.
Eccola lì la perfezione di un mattino d’autunno, non saprei chiedere nulla di meglio!

E mentre mi godevo il mio spuntino ho veduto l’acqua gorgogliare.
Saranno i pesci, ho pensato tra me e me.
E non sei mai solo a Boccadasse, ve l’ho detto.
D’un tratto è emerso un simpatico pennuto, si tuffava e poi riemergeva, nuotava beato nel mare di Genova.
Non sono riuscita a vederlo bene ma credo che fosse un cormorano.

Sulle onde lievi luccicanti di sole.
E poi ancora giù, sott’acqua, infine ha preso il largo e l’ho perso di vista.

Io sono rimasta ancora sulla spiaggia, davanti a questa meraviglia, in una calda mattina d’ottobre.

Read Full Post »

Quando il cielo arrossisce dietro la basilica di Carignano e spiccano scuri i contorni degli edifici persino le linee delle impalcature paiono avere una loro poetica armonia.

Quando il cielo si accende così allora bisogna andare a guardare il mare dalla rotonda che si affaccia sul blu, in fondo a Via Corsica.

E sono nuvole, geometrie di porto, traghetti che si riposano dopo lunghi viaggi.

E luci brillanti e navi che rientrano nella Superba riportando a casa turisti felici.

E una magnifica quiete all’orizzonte.

Lo sfavillio di una sera d’autunno.

E il porto accogliente, questa è Genova con le sue luci, così la vedrete, al tramonto, dalla rotonda di Carignano.

 

Read Full Post »

Le cartoline dello Zio Mimi arrivavano da molto lontano e quando il postino le depositava nella buca delle lettere lasciava per noi una sorta di piccolo sogno.
Lo zio si chiamava Domenico ma per tutti è sempre stato Mimi, lui era il fratello del mio nonno materno, quindi iniziò a spedire le cartoline a mia mamma e in seguito a me e a mia sorella.
D’un tratto, poi, ha smesso di mandarle.
Lo zio Mimi era commissario di bordo sulle navi da crociera e le sue cartoline avevano sempre quel timbro : VIA AIR MAIL.
Le cartoline dello zio Mimi provenivano da luoghi mai veduti dai nomi affascinanti: Puerto Rico, Grenada, Nassau, Barbados, Aruba.
E poi New York, Messico, Newport e varie località della Florida.
Sulle sue cartoline c’erano sempre delle immagini speciali di posti esotici e paradisiaci.
Spiagge bianche, insenature, isole verdeggianti, delfini, palme, barche a vela, case colorate, chiese moderne, fioriture generose, turisti sfaccendati, ville con il portico, giardini rigogliosi e mercati della frutta.
In una si vede un tale con una tela montata su un cavalletto, ha pennelli e pitture e di fronte un magnifico panorama marino.

Tra le cartoline inviate dallo zio Mimi le mie preferite erano quelle delle Bermuda.
Intanto i francobolli erano bellissimi e poi quel nome rimandava alla mia fantasia di bambina l’immagine di un’isola dove tutti erano straordinariamente felici, tutti giravano in calzoncini al ginocchio e camicia a fiori e il sole splendeva sempre.
Tra l’altro, mi si diceva che lo zio Mimi andasse fin laggiù per questioni di lavoro e a dirvi il vero io non ne sono mai stata troppo convinta.
Secondo me le cose funzionavano più o meno così.
Lui si metteva in viaggio per queste terre lontane e quando la nave si avvicinava alle isole lo Zio Mimi se ne andava sul ponte a guardare il profilo della costa.
Poi scendeva a terra e tutti lo salutavano, per me era ovvio che laggiù tutti lo conoscessero.
Quindi lo Zio Mimi se ne andava a gironzolare beato per quelle cittadine dove c’erano pontili, fari, spiagge infinite, ombrelloni e ville con il portico.
Tra il resto lo Zio Mimi era sempre abbronzato, non sembrava proprio che trascorresse il suo tempo a lavorare, io ero più che sicura che lui fosse perennemente in vacanza.
E ho anche sempre pensato che a lui piacesse la sua vita avventurosa, per me era tutto incredibile: lo zio Mimi aveva visto il mondo.
Ora le sue cartoline stanno tutte in una scatola, sono davvero tante e sono tutte diverse.
Su alcune di esse ci sono dei disegni che rappresentano particolari zone geografiche e ci sono frutti, pesci, barche, uccelli, persone che ballano, un pirata con un forziere, fiori e mare azzurro.
C’era tutto un mondo fantastico che non avevo mai veduto in quelle cartoline.
C’era la bellezza infantile di immaginare il mondo meraviglioso dello zio Mimi.

Read Full Post »

Vi porto con me, vi porto nel ponente cittadino.
Davanti al mare di Pegli, là dove riposano i gozzi mentre l’acqua scintilla di un chiarore autunnale.

Non è uno dei luoghi del mio quotidiano, non frequento spesso Pegli, questo è un quartiere piacevole che offre diverse attrattive come la Villa Durazzo Pallavicini che quest’anno si è guadagnata il titolo di Parco Pubblico più bello d’Italia.
Come tutti i genovesi sanno, un tempo Pegli era un comune autonomo ed era un’apprezzata meta turistica, amata per il suo clima dolce e per la sua armoniosa bellezza di cittadina appoggiata sul mare.

Sfogliamo insieme un mio volumetto edito da Dell’Avo agli inizi del ‘900: Genova e dintorni Guida Popolare Illustrata dal quale è tratta l’immagine che segue.
E queste sono alcune righe dedicate a Pegli:

Ecco Pegli ridente e gradito soggiorno estivo per la sua spiaggia favorevole ai bagni, ed invernale per il clima temperato che abitualmente la favorisce.

Ed io ero davanti a questo azzurro e a queste sfumature di mare.

Mentre può capitare di vedere passare una barchetta con la sua bianca vela.

Come vi dicevo, non conosco così bene Pegli, tuttavia una cosa credo di saperla.
Scrissi qualcosa del genere diverso tempo fa a proposito degli abitanti di Nervi e credo che per i pegliesi sia proprio lo stesso.
Dunque, se chiedete a quelli di Nervi di dove sono, loro non vi risponderanno mai che sono di Genova: quelli di Nervi sono di Nervi.
Ecco, per quelli di Pegli secondo me è la stessa cosa: quelli di Pegli sono di Pegli.
E non è una questione di disamore per la città, a mio parere, è semplicemente l’espressione del proprio senso di appartenenza ad un luogo specifico.
E ritorniamo alla mia passeggiata, davanti a questo blu, con il profilo della costa che si perde in lontananza.

Si giunge nei pressi di una bella costruzione arroccata sul mare, questo è Castello Vianson.
Il progresso ha mutato molto la fisionomia di certe zone della città, alcune bellezze però sono rimaste.

E là sotto la vita ferve, planano dall’alto creature dell’aria.

Mentre i pescatori prendono il largo, sperando di aver fortuna.

Là, nel mare racchiuso dalla diga, affiora uno scoglio, ho poi scoperto che questo è noto come lo Scoeuggio Spaccou, lo scoglio spaccato.
Ed io ero appoggiata alla ringhiera quando ad un tratto ho notato che su quella superficie spicca un cartello.
Cosa mai sarà? Difficile capirlo da questa distanza, bisogna usare lo zoom per poter svelare il mistero.

C’era un mare diverso, in un altro tempo.
C’erano altre spiagge oltre a quelle che sono rimaste.
C’era un fiero senso di appartenenza al proprio luogo di nascita e questo c’è ancora.
Resiste, insieme alla dolce nostalgia di ciò che si è perduto.

Sono l’ultimo scoglio di Pegli
l’altro è solo una pietra
sono a pezzi
parlo ancora genovese…
non mi capirà più nessuno

Read Full Post »

Quelli che amano il mare lì trovi là, nel luogo al quale appartengono.
Rimangono a dondolarsi sull’acqua, nei bagliori della luce settembrina.

Mentre una magia di riflessi marini si posa evanescente su certi scafi.

E i vetri dell’ascensore panoramico al Porto Antico diventano specchi e vedi ringhiere, passanti, barche, palazzi e prospettive di Genova.

Quelli che amano il mare amano anche il vento, fratello e compagno di giochi delle onde irrequiete, quel vento dispettoso che a volte smuove senza posa le bandiere.

Quelli che amano il mare aspettano il momento di prendere il largo per partire senza più pensieri.
Con il vento nelle vele, il sole in faccia, il cuore colmo di gioia.
Quelli che amano il mare sanno cose che molti altri ignorano e secondo me non ci provano neanche a spiegarle, non è importante.
Conta soltanto viverlo, il mare.

Intrepidi e caparbi, hanno un sogno negli occhi e si perdono a guardare l’orizzonte.

Sempre pronti per un viaggio, un’avventura e una nuova partenza.

Levano le ancore, lasciano il molo e si lasciano alle spalle la città con i suoi frastuoni, loro ascoltano solo il canto incessante dell’abisso.

Hanno questa fierezza quelli che stanno davanti al mare.
E non vivrebbero in nessun altro luogo, credetemi.

Sanno attendere ed essere pazienti, sanno vivere in armonia con il silenzio.
C’è un tempo per partire ma c’è sempre una riva alla quale tornare.

E ognuno ha il proprio modo di appartenere al mare.
Una barca, il tempo dello svago e della libertà, il tempo della serenità.

E un nome perfetto che racconta un certo modo di vivere il mare.
Demùa, in genovese questa parola significa giocattolo o anche semplicemente divertimento.
Cose che piacciono a quelli che amano il mare.

Read Full Post »

I ricordi dei giorni di vacanza sono memorie preziose che a volte regalano un sorriso nostalgico in tempi più difficili.
È il 3 Agosto 1922, ad Albissola.
E là, davanti al mare blu, su uno scoglio liscio e spazioso ci sono dei bagnanti in posa: madri e figli, si riconoscono le diverse parentele dallo stile dei costumi da bagno.
La moda, all’epoca, prevedeva anche il costume con una sola spallina.
Lo indossa quel piccoletto dai capelli biondi che si appoggia dolcemente alla sua mamma, accanto a questa c’è un ragazzina, lei sembra tranquilla e giudiziosa.

Si sta seduti a gambe incrociate, sullo scoglio.
Strizzando un po’ gli occhi, si vede che il sole picchia forte e abbaglia.
E davvero, ci vorrebbe un tuffo in mare, chi ne ha voglia di star lì a farsi fotografare?
Poi passeranno gli anni e proverai una certa gratitudine per quell’istante rubato al gioco: un frammento di te per sempre fissato sulla carta.

Certi tipetti poi non riescono a star fermi.
Come si dice? Questo qui ha l’argento vivo addosso, è una piccola peste.
Fa quel movimento con la mano, apre e chiude le dita, sarà il primo a correre via quando il rito della fotografia sarà terminato.

E a dargli manforte ci sarà lui, è un po’ più grandicello ma quei due si intendono alla perfezione, ne sono sicura!

Difficile star dietro a tipi così, ci vogliono pazienza e dolcezza e lei, la giovane madre, ha queste ed altre doti.
Ha tre figli, la più piccolina ha la frangetta, i capelli a caschetto e fa una specie smorfia.
Poi, quando sarà grande e si rivedrà, forse le verrà da sorridere nel rivedersi bambina, ci sarà una sorta di emozione e sentirà un tuffo al cuore nel rammentare quei giorni d’infanzia.

Sul retro di questa fotografia c’è una scritta a matita: saluti da Albissola, bacioni tanti. 3/8/1922.
È il ricordo di un giorno d’estate e di un tempo condiviso con persone care.
Davanti al mare di Liguria, in un altro tempo.

Read Full Post »

Ieri sera per tornare a casa ho attraversato la città vecchia.
Sono passata da Sarzano e lì ho incontrato 4 ragazzini con le biciclette, al rientro dalle vacanze mi capita sempre di imbattermi in persone che in qualche modo suscitano la mia attenzione.
E loro erano quattro ragazzini, chiacchieravano, le bici erano lì, accanto a loro.
Poi giù, verso i caruggi che piacciono a me, d’un tratto ho alzato lo sguardo e ho veduto un’inquietudine di nuvole leggere, ho anche pensato che fosse un indizio di pioggia.

Poi ancora giù, tra i colori caldi di Via di Santa Croce, nel luogo dove abita il vento e ieri sera era proprio il soffio caldo del tempo d’estate.

Ancora, sempre, gli occhi cercano soltanto la bellezza semplice del quotidiano.
La vita di ogni giorno, lenzuoli, persiane aperte e cielo che si riflette sui vetri.

E giù, verso il mare.
Un signore mi ferma, mi chiede come raggiungere un certo locale.
Di là, poi a sinistra e non può sbagliare, non è lontano.
C’è tanta gente a godersi questa serata estiva, noto che davanti a certi negozi è affisso un cartello: si riapre il Primo Settembre.
Gironzolo, mi attardo, vago senza alcuna meta, è uno dei miei piacevoli diletti.
Nella pigrizia della sera, mentre i passi risuonano sul selciato una luce chiara accarezza il profilo della cattedrale e gli edifici di Via San Lorenzo.

Un ragazzo corre davanti al mare, altre persone stanno sedute sulle panchine ad ammirare la dolcezza del tramonto di Genova.
Così, semplicemente.
Mentre le sfumature di oro dipingono l’acqua e il cielo, in una sera d’estate, tornando a casa.

Read Full Post »

Non tutti i giorni sono uguali, certi lasciano dolci ricordi e indimenticabili memorie, alcune ore lontane risvegliano in noi emozioni già vissute.
È il 16 Agosto 1929, sulla spiaggia di Loano.
Il mare lento sfiora la riva, in lontananza si sente un brusio di voci, il sole batte caldo sui sassi.
E nella luce chiara di questo giorno d’estate sguardi di amiche e sorelle, compagne di un lungo tratto di vita.
Un ombrellino per far ombra, l’espressione seria, pensieri imperscrutabili.

Quanta eleganza in quel tempo distante!
Il fazzoletto in testa e il fiocco sulla fronte, le decorazioni sul costume, l’armonia aggraziata di gesti misurati.
Una giovane donna e una ragazzina dal sorriso aperto e spontaneo.
Ad osservarle in questo momento di spensieratezza speri che quella gioia le abbia accompagnate a lungo.

A volte, in certi giorni, certe persone hanno proprio gli occhi che ridono.
Accade quando si condividono momenti con persone care e quello rimarrà di certo un ricordo prezioso.
E tu che quel giorno eri su quella spiaggia conserverai gelosamente la fotografia nella quale siete ritratte tutte insieme.
E il tempo passerà e rivedrai il tuo viso e penserai che sì, eri una ragazza davvero carina anche se allora tu non lo sapevi.

Accade tanto tempo fa, era il 16 Agosto 1929.
Sul retro di questa immagine sono scritti i nomi di loro quattro.
Luciana, Rina, Geppy e Renza.
E per qualche istante oggi siete ritornate là, in quel luogo a voi caro, sulla spiaggia di Loano.

Read Full Post »

Older Posts »