Lucarda, la bottega della gente di mare

A Genova, in Sottoripa, troverete una bottega che cela tutto il fascino di un’antica tradizione marinara, una delle tante anime di questa città.
Andate da Lucarda e scoprirete un mondo che ancora trattiene il suo saldo legame con il passato, pur guardando al nostro futuro.

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Una bottega davanti al mare, una bottega per la gente di mare, una bottega per i genovesi e per i foresti.

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Orgogliosamente in questa posizione dal 1920, il bancone di legno un tempo aveva la ribaltina e ancora ne resta la traccia.

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Lucarda vende abbigliamento sportivo, abiti per marinai e abiti da lavoro, mentre ero lì è entrato un cliente, era un cuoco che ha visto prontamente soddisfatta la sua richiesta.
Un negozio come questo annovera tra i suoi affezionati clienti diverse celebrità: tra gli altri Fabrizio De André, Paolo Villaggio, Monica Vitti e tante altre famose figure del cinema e dello spettacolo.
Di Gilberto Govi il ricordo è vivido, arrivava qui vestito di bianco con la paglietta in testa e faceva lunghe conversazioni con il proprietario.

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In vetrina ci sono i fazzoletti da collo, ma siamo a Zena e qui si chiamano mandilli, Lucarda è un ininterrotto inno alla genovesità.

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E ci sono le lucardine, le vere magliette da marinaio, rigorosamente a righe.

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In cima alle scale c’è un tricolore, qui un tempo si facevano anche le bandiere.

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E al piano superiore ci sono le foto di famiglia e c’è una storia da scoprire.

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Fu Giuseppe Lucarda a dare l’avvio a questa attività, il suo negozio di tessuti aprì battenti sul finire dell’Ottocento, nella strada che dava lustro alla città: si trovava in Via XX Settembre, nel Palazzo dei Giganti.
E già allora era ben nota l’importanza della pubblicità!

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Poi, negli anni ’20, suo figlio Giuseppe aprì la bottega che ancora adesso trovate in Sottoripa: il negozio dei jeans e delle maglie a righe, dei giacconi pesanti e delle giacche a vento, dei maglioni spessi e degli stivali di gomma e di molti altri capi d’abbigliamento tipicamente sportivi.

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Passato e presente convivono in armonia.

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In una bottega che ha una marcata e precisa identità, tutto parla di Genova, della sua gente e del suo mare.

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E tra la merce in vendita ci sono anche capi che potrete solo ammirare, hanno fatto la storia di questo negozio e anche di questa città.
Spicca il nome di una compagnia di navigazione, è una memoria che suscita nostalgia in tanti genovesi: queste sono le maglie della gloriosa Società Italia, non so se vi ho mai detto che mio padre era funzionario di questa compagnia.

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Provate a parlare con un genovese, provate a nominare certe navi leggendarie come la Michelangelo e la Raffaello: quelli di Genova sospireranno di nostalgia, ve lo posso garantire.
Qui da Lucarda trovate un manifesto di altri anni e una spessa maglia blu che viene detta pidocchiera.

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E poi c’è un mobile antico con tanti cassettini.

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E una luce vivace illumina la scala di Lucarda.

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Tutto racconta del mare e delle navi, del porto e della sua vita.

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E nella bottega dalla lunga storia c’è anche la storia della nazione, è persino esposta una divisa risalente alla Prima Guerra Mondiale, ci sono gli encomi e le decorazioni di colui che la indossò.

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Di curiosità in curiosità.
Un antico metro di legno pieno di timbri, fino a un po’ di anni fa ogni negoziante doveva portarlo a far misurare e pagare la tassa dovuta.
Ci sono timbri molto antichi sul metro di Lucarda.

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E poi c’è un attrezzo da chiesa che veniva usato per le elemosine e anche una sacca da golf.

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E ci sono i cappelli da marinaio, me ne sono persino provata uno!

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Non manca il camugin, il tipico berretto blu e rosso.

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E se verrete a Genova non potete perdervi un giro da Lucarda, magari potreste anche tornare a casa con una maglietta da marinaretto per i vostri bambini.

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Un negozio di famiglia, passato di generazione in generazione.
Adesso a gestirlo è Michela, la vedete qui sotto a sinistra, accanto a lei c’è Nanà che lavora qui dal 1969, ringrazio entrambe per il tempo dedicatomi e per i loro racconti.

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Un negozio dal fascino antico che ancora conserva le memorie dei nostri giorni lontani.

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Parte viva della storia di Genova, voce del mare e della sua gente, custode delle nostre tradizioni e della nostra identità della quale dovremmo essere orgogliosi, Lucarda naturalmente è inserito tra le Botteghe Storiche della città.

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Ha un’insegna dal caratteri tondeggianti, le magliette appese fuori e uno stile inconfondibile.
È lo stile di Lucarda, la bottega della gente di mare in Sottoripa.

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Sottocoperta

Ho una valigia di cuoio, sottocoperta.
Contiene un giaccone di lana scura, il mio taccuino, la bussola, una scatola di matite, un coltello e l’orologio da tasca.
Nel mio bagaglio c’è spazio per tutto ciò che potrei trovare durante il mio viaggio.
Eppure lo so bene, ciò che è raro, bello e indescrivibile non può stare nella mia valigia.
Gli aromi delle spezie di oriente, le sfumature d’ambra e d’alabastro, il fruscio di una seta leggera.
E la nostalgia, quando osservo la terra che si allontana.
E la musica, le note languide di un pianoforte o la malinconia di un violino.
I sorrisi, i giorni, il tepore della primavera, il suono di una voce.
E osservare i delfini che guizzano fuori dalle onde, seguire con gli occhi un legno alla deriva tentando di indovinare il suo destino e cercare il profilo dei coralli sul fondo del mare.
E la libertà.
Comunque ho spazio, nella mia valigia, sottocoperta.
Resto qui sul ponte, al posto di comando.
E conosco bene la mia direzione.
– Capitano, la nostra rotta?
– Noi seguiamo il sole, sempre.

Camogli

Camogli – Dicembre 2014

Billy Budd, marinaio

Billy Budd è un marinaio, gabbiere di parrocchetto imbarcato su una nave da guerra inglese.
Billy Budd ha ventun anni, a quanto si dice in giro sarebbe un trovatello.
E tuttavia ha in sé il marchio della nobiltà, Billy Budd ha una bellezza eroica, i suoi tratti hanno linee straordinariamente armoniose.
Il nostro gabbiere non sa leggere né scrivere ma si diletta con il canto, da uomo di mare non si può dire che sia esente da vizi ma ha anche certe notevoli virtù, prima era imbarcato su un mercantile e ha lasciato un bel ricordo di sé, tutti gli volevano bene, a bordo era lui il paciere.
Billy Budd, sailor è il titolo dell’ultima opera di Herman Melville, pubblicata postuma nel 1924.
E già dalle prime righe lo scrittore vi lascia familiarizzare con il giovane marinaio, delinea il suo ritratto a carboncino, tracciando le sfumature della sua personalità e vi porta lassù, su quella nave.
Una nave è la metafora del mondo, un nave è la metafora della vita, la differenza la fa soltanto la scrittura, Billy Budd non è solo un racconto marino, Melville sonda le debolezze degli uomini con il talento di chi sa osservare le pieghe dell’animo umano e i suoi lati oscuri.
Tre personaggi principali si muovono sulla scena: Billy il Marinaio e John Claggart il capo d’armi, il suo antagonista che lo accusa di tramare un ammutinamento, a lui Melville attribuisce una crudeltà congenita, connaturata nella sua stessa persona.
Tra i due il Capitano Vere al quale toccherà l’amaro compito di segnare il destino di Billy, seguendo le dure leggi del mare.
Questo non è un romanzo di buoni sentimenti, Billy il puro è preda dell’ira, compirà il gesto che segnerà la sua sorte e lo precipiterà nella parabola ascendente di un angelo caduto.
La trama di questo libro in realtà è lineare, a prima vista non pare avere sovrastrutture nascoste, eppure tra le righe di Melville c’è la grandezza e al contempo la bassezza dell’uomo.
Claggart è mosso da un’ignobile invidia nei confronti di Billy, vede nel suo gioioso modo di essere e nella sua bellezza i tratti di una natura per lui inesplicabile:

…a nature that, as Claggart magnetically felt, had in its simplicity never willed malice or experienced the reactionary bite of that serpent.

 …una natura che, come Claggart magneticamente sentiva, nella sua semplicità non aveva mai desiderato malizia o sperimentato il reazionario morso di quel serpente.

Magneticamente, la potenza e la forza dell’innocenza attraggono come una calamita e scatenano la negatività, Claggart matura a cynic disdain of innocence, un cinico disprezzo dell’innocenza.
E in parallelo Melville vi lascia percepire l’opposta maniera di sentire di Billy, lui è amato e benvoluto da tutti i suoi compagni e non sa comprendere la natura dei malevoli sentimenti di Claggart, non sa avvertire il pericolo.
E’ questo il peccato di Billy Budd, la sua innocenza, è questo il lato del suo carattere che lo condurrà alla rovina, lui ci arriverà quasi precipitandoci dentro, seguendo il flusso degli eventi.
E come potrebbe essere altrimenti?
Lui è un marinaio, il suo tratto distintivo è la semplicità, come dice lo stesso Melville:

The sailor is frankness, the landman is finesse.
L’uomo di mare è franchezza, l’uomo di terra è finezza.

Un racconto di circa cento pagine che  fluisce come un’onda dell’oceano e offre spunti diversi, a seconda della vostra sensibilità e del piano di lettura che vorrete cogliere.
Io tra le pagine di Melville ho trovato saggezza e contemporaneità, un tratto comune ai grandi della letteratura.

Who in the rainbow can draw the line where the violet tint ends and the orange tint begins? Distinctly we see the difference of the colors, but where exactly does the one first blendingly enter into the other? So with sanity and insanity.

Chi nell’arcobaleno può tracciare la linea dove il viola finisce e comincia l’arancio? Vediamo distintamente la differenza dei colori, ma dove esattamente l’uno si compenetra nell’altro? Così è per la lucidità e la follia.